IN HI3.i0i{Y" OP ^ K.iTIIARIFE liOOKER fIFT OP IvIARIHN IIOOKER

DELIZIE

DEGLI

ERUDITI TOSCANI.

TOMO XII,

e-lB 2

ISTORIA FIORENTINA '

DI

MARCHIONNE DI COPPO

STEFANI

pubblicata, e di annotazioni , e di antichi

muni:vie:nTI accresciuta , ed illustrata

D A

FR. ILDEFONSO DI SAN LUIGI

CARMELITANO SCALZO

DELLA PROVINCIA DI TOSCANA

ACCADEMICO DELLA CRUSCA VOLUME SESTO.

IN FIRENZE V ANNO MDCCLXXIX.

PER GAET. CAMBIACI STAMPATOR GRANDUCALE

CON LICENZA DE SUPERIORI .

PO.'

AL NOBILE UOMO

IL SIC BARONE CAVALIERE

BETTINO DE' RICASOLI

PATRIZIO FIORENTINO.

FR. ILDEFONSO DI S. LUIGI CARMEL. SCALZO

M

Olto mancato farebbe di •X- V Ji^ fplendore, e di pregio a quella mia Raccolta , infra gli

ai

42S00G

altri nobiliiTimi Perfonaggij che per natia gentilezza foltanto fi fono degnati co' loro valentilfimi nomi cf illulh^arla^ un fìmile onore non aveffi io a quella proccurato , ed im- plorato ancora da VS. Illufrriirinia . Imperocché laiciando, che il Nome de'Ric\soLi è di per fé, al pari di qual che fi voglia altro, per anti- chiifima progenie, e nella patria, e fuori , per ogni titolo di nobiltà , di pofTanza, e d' imprefe gloriofilfi- mo, lo è anche tanto in quefl-e ifto- rie medefime , le quali fi pongono per me alla luce, che ovunque dal- la loro più rimota origine èlle fi ri- volgano, ne fono i Ricasoli fteiTi irpiu frequente, ed ornato fugget- to , quando per le moltiplici , e

va-

vàfte Loro Signorie, quando per le gefte magnanime de' Loro continua- ti Eroi, e quando finalmente per le pubbliche , ed innumerabili onorifi- cenze d'ogni maniera, ottenute per merito in tutti i tempi da' popoli y e da' molti Sovrani dell' Europa , non che folamente della noftra To- fcana . Perlochè cosi laudevoli ricordanze fta bene fpezialmentc confacrare a coloro, che per lunghe generazioni ne hanno dato princi- pale argumento, e materia, e per cotal guifa coftante hanno rendute ogni più celebri, e rinomate e- gualmente le nazioni, che le pro- prie Cafate, fia ornai per certo que- fta mia dedica non folo un nuovo ^ e magnifico ornamento alla prefen-

te

te Opera , ma eziandio un giiiflo , e dicevole tributo, qual io intendo che fia , di mia ammirazione , e ri- verenza a VS. lUuftriirima , che in un col nome le doti ancora pia rare in aduna di tanti fuoi luminofì Antenati , e quella maiTimamente , degli animi grandi fempre indivifa compagna, facile beneficenza, dal- la quale oltremodo io confortato ho tutta cagione di confidare, che Ella voglia, come umilmente ne prego, quello perenne atteftaro di mio pro- fondo , ed oilequiofo rifpetto beni- gnamente ricevere.

Adì 24. Dicembre 1779.

jy appiè fottofcrittt Cenforì , e Deputati deir Accademia della Crufca^ riveduta a forma della Legge prefcritta dalla Generale Adunanza, deiranno 1705. la feguente Opera dell' Innommata noflro Accademico Fr, Ildefonjo di 5. Luigi Car- melitano Scalzo i intitolata: Delizie de^Ii Eruditi Tolcani Tomo Xll. non abbiamo in ejpt ojjervati errori di lingua .

Il Migliorato. \ r r ^

Inn. Leopoldo Andrea Guadagni. J '^^^'J^^^*

Inn. Domenico Maria Manni i n 4, * *• Inn. Ab. Orazio Marrini . / deputati .

Atte fa la fopr addetta relazione Jt facoltà air innominato noflro Accademico Fr, Ildefonfo di S, Luigi Carmelitano Scalzo di poterfì denominare nella pubblicazione di detta fua Opera Accademico

della Crufca.

Inn. Giovanni Federighi Arciconfolo, Inn. Vincenzio Alamanni Vicefcgretarlo.

ISTORIA FIORENTINA

D I J^IARCHIONNE DI COPPO STEFANI,

LIBR O SESTO.

DAGLI ANNI DI CRISTO T32O. SINO AGLI ANNI I ;)40.

{^ome Cajlrnccio Si^noie Lifcca ruppe pace a finanze. Rubrica ^36.

Poiché Cadruccìo fentì , che i Fiorentini avevano nnandato in Lombardia 'a gente fua contro a' Biibonti , ed erano sforniti di gente , diliberò di cavalcarli, non avendo riguardo a niuna pace; ed ebbe la gente di Pila , e cavalcò , e per trattato prefe Cappiaao, e il Ponte della Luibiana^'^e Monte t^alcone in Valdarno di lotto , e pafi»ò la Lulciana , e intorniò Fucecchio;^ V^inci, e Cerreto ^ua.iò; e poi tornandoli ei^be S. Maria a Monte: af- fediò di concordia de' Terrazzani ^'^ , ii quali vollono moiìrare di tenerli alcuno dì, ma in 7'o7no AH. A capo

(i) Cioè Guìjcìand » o Gvfcìana , e così fotto . (2) Supplilci , ti Qaffcro , o la Rocca ,

2 ISTORIA FIORENTINA "*

capo di I o. s' arrenderono con tutto il Caf- fero , lo quale i Terrazzani teneano . E quefto fu a' 25. d'Aprile, e tutto ciò fu fatto ne- gli anni del Signore mcccxx. del mefe d' x\prile .

Co?72e i Fiorentini cavalcarono il Terreno di Lucca, e di Cajlruccio.Rub, 337.

LI Fiorentini fcntendo, che Caflruccio Si- gnore di Lucca era ito verfo Genova colle mafnade de' Pilani , ed i Lombardi vi doveano venire per torla , e farla rubellare al Re Ruberto, li cavalcarono i Fiorentini in Val- dinievole , e guadarono , ed arfono , e gran danno feciono a'Luccheli, e lor cartella. Ca- flruccio , eh' era già nella Riviera , per fofpetto di Lucca fi tornò indietro . E non andare lui a Genova guarentì Genova , che fenza fallo fi farebbe prefa , ed affrontoili alla Gufciana co i Fiorentini, e non combatterono . Alla perfine d' Ottobre mcccxx. fi tornò ciafcùna ofte ad- dietro a cafa fua .

Quefli fono i Priori da mezzo Febbraio 1320. a mezzo Febbraio 1321. Rub. 338.

Roffo d'Aldobrand

ino

Buonaguida di Fabro Tolofini. Lottieri Davanzati.^'^

Gio- co MS. Donato Mannini degli Acciaìuoli ,

LTBROSESTO. 5

Giovanni Gherardlni Malegonnelle . Meis. Aiberro ilotoni Dott. di Leggi . Simone di Spigliato da tilicaia. Banco di Puccio Benci venni Gonf. di GiuT:. Ser Giovanni di ber Lapo tionamicni lor Not.

Ghino di Bindo de'Caniglani .

^4eis. Caro di Ser Veni.ti Dott di Leggi,

Antonio di Ser Caccia Bonciani.

Naddo Canni.

Niccolò Mirichi^'^ da Cerreto.

Migliorozzo di Zaro de' Guadagni.

Bencivenni Buonloitegni Gonf. di Giufl.

Ser Lapo di Spina da Calenzano lorNot,

Bindo Ferrucci . ^^^

Mels Vanni di Benino Formichi Dott. di Leg,

Giovanni di Vanni della Sannella.

Peduccio di Duccio della Morotta.

Grifo di Cuccio de' Medici.

Antonio di Landò degli Albizzi.

Ser Giovanni Finucci Gonf. diGiuftizIa.

Ser Lapo di Simone da Linari lor Notaio,

Mefs. Aleffio Rinucci Dott. di Leggi. Ceppo di Cere Giamboni.

A 2 Nic-

(i) Magi. Mirìccì , Vert^h. di Muri e ci 0 ,

(2) A r^mpo di quefti fi e mi 'ciò Tufìcio de' XII. Con» figlicri , chiamati i XII. Buoni uomini . Così è no- tato nel Pricrifta di Luigi Viviani , e di Filippo Cino Rinuccini ,er aiFerma V Anjmirsto /. 5./>. 2^4.

4 ISTORIA FIORENTINA

Niccolò di Iacopo Altoviti.

Lotto di Puccio Ardinghi .

Giovanni d' Uberto Cambi .

Bartolo Bonafede .

Ardingo di Guido de' Ricci Gonf. di Giuft.

Ser Francefco Dolci da Sommaia lor Notaio

Niccolò Manieri Buongradi .

Cennino^'^ di Bartolino degli Alberti.

Tinaccio di Tuccio Petri . ^-^

Ricco Bardi . ^^^

Maruccio di Geremia,

Ulivieri del Carbone .

Mefs. Forefe da Rabatta Dott. di Leggi

Gonfal. di Giuftizia. Scr Giovanni di Mefs. Boninfegna da Ri-

gnano lor Not.

Cionc Rldolfi.

Tommafo de' Peruzzi .

Bernardo di Lapo Ardinghclli .

Mafo Valori.

Vanni di Bartolo Armati.

Giovanni Villani.

Currado di Mefs. Simone de' Ciotti Gonf.

di Giuft. Ser Albizzo Cofi ^^^ da Signa lor Not.

Come

(i) MS.Ceftm . (2) MS. Petti,

(3) Magi. Rucco Bandì . (^) Magi, e Pctrib. Tojt.

LIBRO SESTO. J

Come i Fiorentini afeJiarofio Monte Vettolim di Cajir uccio, Rub. 339.

FEciono i Fiorentini una lega col Marchefb Spinetta Malefpini , che faceile guerra a Caftruccio di di Lunigiana , e mandargli 300, cavalieri , e i ooc. pedoni ^'\ e riebbe delle fue Terre ; ed i Fiorentini affediarono in Valdi- nievole Mente Vetrolino. Caftruccio richiefe in Lombardia , e in Fifa , ed in Arezzo gente ,• e venne nel campo . Di cYiO, il Capitano de i Fiorentini, Guido dalla Pretella ^-^ fentendo Caftruccio avere gente , altrettanti il doppio di lui , li molle la fera , e mandò il guanto delia battaglia a Caftruccio: Caftruccio il ri- tenne. Guido la notte fece grande luminare > e falò , e la mattina non lo afpettò , ma lafcio i fuochi in fuo luogo , perocché afpettato Favelle non 11 partiva fanza zuffa, e la mat- tina fu allogato nelle Terre di Valdarno . Ca- ftruccio oiieggiò , e fece danno afiai in Val- darno : il Comune di Firenze mandò per la lua gente in Lunigiana , e Caftruccio cavalcò , e riprefe le Terre del March(^fe Spinetta. E ciò fu nelF anno del Signore xMCCcxxi. la ftate . A 3 Della

(i) Villani /. 9. e, 116. Cinquecento ,

{2) Cioè. Da Petrella, La fua elezione in Capitano (i

legge- nel Lib. Confil. delle Rifannagìont a 20.

folto l'anno antecedence 1320, così; Guido de Pe-^

é ISTORIA FIORENTINA

Bella morte di Dante Alighieri Cittadino di Firenze, Kub. 340.

PErchè è bene fare memoria degli uomini virtuoli, noteremo, che Dante di Ala* gherio degli Alignieri, onorevole Cittadmo, come furono cacciati d; Firenze i Bianchi, egli, perch'era di quella parte, li partì fanza aipettare comiaro, ed andò in ftudio , ed in altro modo errando circa 20. anni, ne' quali fpefe il tempo non in erro, ma in molte vir- tuofe cofe , ed operazione , in fare libri , e no- bih efempli , e grandi giudicj di Rettorica , e quafi di tutte le fette fclenze , e moralmente vitTe ; e poi ultimamente morì a' 14. di Set- tembre^'Mn Ravenna, dove fu onorevole fe- paltura negli anni del Signore mcccxxi.

'Come

trelta eUBui Capìtaneum guerrae Communis Flo' reutine, E poco fotco a 34. fi leggono gli Amba- fciadorì fpedingli, per recargli tale elezione ; cicè : Cheh Pugni Bordoni s, ^ Marangone Amm'ifinati Amhaxiatores dcjìinati in partibus Romandiulae. sd Guido nem de Pettella . DhI noftro Zih. D. a 349, A queftu fuccefife nel mcfe di Luglio del pr^fente anno 132/, D Curradinus de Gonfilneriis de Brìxia Capitaneus guerrae , con^ é reg'ftroro nel Lib. Couftl. ivi a i. e Zih detto a 351. (i) Villani lih, 9. cap. 13?. d?i inefe di Luglio, e cosi altri Scrittori della Vita dt Da-ite. M^ il noftro conviene col Boccaccio, e con Fihppo di Cmo Ri- nuccini , di cui riporteremo ruta ia Scrifcua tr? i Monumenti , che la pong«n« in decco 14. di Sec- temlire .

LIBRO SESTO. 7

Come i Fiorentini lafciarono la (Ignoria del Re Ruberto, e rejònjl per loro. Rub. 341.

LI Fiorentini H diliberarono di non vo- lere più la fignoria dello Re Ruberto , pe- rocché vedeano eifere troppo di fpefa a loro , e poco d'aiuto, e quaii i Mercatanti non po- teano alle fpefe, non che quelli , che vivevano di rendita, e delle loro braccia. E però ri- ftretti inileme , e fatti più , e più ragionamen- ti , e configli infra loro , e con fidanza de' buo- ni fi preibno partito del tutto di volere effere liberi per lo Re, ed eleiiero Capitanile Pode- fìà a loro volontà , e cercavano d' avere di valenti uomini , e più che potevano ; ed i primi furono quefti: Uberto y o Ubertino de' Sali da Brefcia Podejtà , e Bannino di Guido da Po- lenta Capitano di popilo ^'^ E ciò fu negli anni del Signore mcccxxi. del mefe di Gennaio ^*^.

Quelli fono i Priori da mezzo Febbraio 13 21. a mezzo Febbraio 1322. Rub. 342.

1 ile di Mefs. Filippo Belfredelli. Clone di Bonfignore Bifarnefi.

A 4 Mcfs.

(i) Supplirò coir Ammirato Lih.6. in prhjcip. e Lih.S» Ccnjìl.delle Rifurmag. a 50. Zib.D. <? 351. L'ultimo VicJirio Pregio in uu- (li tempi era flato Dominus Ei-rardus D. Guidouis de Corgnia , come fi vede al Lib. S, Conjil. delle i<ifor?nagiont a i. e come V aifer* ma l'Ammirato l:è. S'P^S- ^^4*

(i) Villani /. ^. e. 135. In CaUn di Gsnnaio

8 ISTORIA FIORENTINA

Mefi. Tegj^hia Buonncolti ludice. Lupo di L'fimerano Mofciano. Pino di Spina r alce ni. Buonaiuto LamDerti. Eernarao Cattani Gonf di Gluilizia . Ser Piero Ottinelii lor Notaio.

Gherardino di Tuccio. Gin. Zìo di Simone de' Raffacani . Acciaiuoìo di Meis. Niccoia Acciaiuoli . Fièro di Pinaccio degli Strozzi. Ciampo di Duccio .

^^eis tranceicodi Mefs. Lotto Dott. di Leg. Gerì di G uccio ^ìà erti Gonf. di Giuùizia . Ser Micnele di Ser Bonaccorfo dalla Laltra lor Notaio .

lapaccio di Blndo del B^ne.

Lapo Albertucci da Caiìigiionchio ,

Tommafo Dieraiuti .

Filippo Aldobrandini .

Benincafa Falcili .

Giovenco di Cicnetto de' Baftari .

Zanobi di Mefs. Lapo Arnolii G >nf di Giufe

Ser Filippo Bcnamicni Icr Notaio .

Bernardo di Neri da QuJìrata. Bartolo di Manctto Buonricoveri . Francefco dei Bene Bencivenni. Bernardo di Pagno Bordoni .

But0

LIBRO SESTP. ^

Buto di Ricco Davanzi .

Cambino di Geri.

Mefs.ivanieri del Forefe Dctt di Leggi

Gonf. di Giuftizia . Ser Ugolino di Sozzo da Trebbio lor Noi^

Francefco d* Andrea .

Mels. Gianiaxno di Lapo de' Rinaldi D. di Leg.

Ser Gianni di Bonaprefa de' Siminetti .

Caftello di Tecchino ^'^

Bernardino d' Imbcno de' Medici.

Taldo Valori.

Albizo di Stefano Sederini Gonf di Giudizia,.

Ser Giovanni di Ser Lapo Bonamichi Not.

Tuccio Ferrucci.

Filippo di lippo Buonfigliuoli.

ISaldo di Mefs. Ugo Alto viti .

Spinello di Primerano da Mofciano.

Ser Ruuico Conlìirli .

Boccaccio di Golino da Certaldo .

TeiTcrhia di Guido Tolofini Gonf di Giuft.

PO

Ser Tommafo Bucci da Certaldo lor Not»

Come nella Città di Pijloia ebbe 7wvità , coir onore del Comune di Firenze. Rub. 343.

LA forza di Caflruccio Signore di Lucca multiplicava, ed i Piftoleli vicini a lui,

pe^ (i) Magi, di Teee$.

IO ISTORIA FIORENTINA

perocché e' tenea Serra valle , male (lavano : cer- carono d'accordo con lui, ed in effetto lo fe- ciono , con dargli fiorini quattromila 1' anno . Di ciò i Fiorentini furono male contenti, e cercarono di {turbarla . Lo Vefcovo , eh' era Baronto iv/{:r/jri^^'^ , contrapponendoli , ne fu cacciato , e con grande danno , e vergogna ; e r Abate da Facciano, cioè Ormanm di la- cop.) Tedici^^-^ ^ vi fue il maggiore maeflro, e capopopolo, e non vi volea udire ricordare Fiorentini a nulla . E ciò fu negli anni del Signore mcccxxii. d' Aprile .

Come gli itfciti di Firenze , e Ghibellini di più luoghi vennero a Colle di Valdelfa . Rub. 344.

CErti ufciti, e Ghibellini di Firenze cre- dendoli di furto intrare in Colle , con grida della brigata, erano ufciti di Colle, e furono infino nel borico . Poi ravveduti i Col- ligiani intrati nell' arme li cacciarono fuori , e

mor-

(i) Supplito quefi-o nonve coll*UgheIIi ItnL Sac.in Epifc. Pifior. num. x:a. col. 504. Tom.^. e colle Memorie del Sig. ì)otc. Anton M'.ria Rofati ,/?^^. 108. i quali ponendo reiezione di Baronro a' 21. d'Aprile, feì- fogna dire, che ciò feguifTe appena entrato al pof- fefio del fuo Vefcovado ; ed è agevole a crederfi , anche perchè era ftato eletto contro la voglia , ed il partito di Ormanno Tedici Abate di Facciano , e di Lazzcrino Lazzeri Configliere del Re Ruberto, come ofTerva , e narra detto Sig. Rofati.

(2) Supplito dal Villani /. p. f. 145. e da detto Sig. Ro- fati, luogo cit.

LIBRO SESTO. II

morti, e prefi ne furono gran biigata . E ciò fu negli anni del Signore ìMcccxxu. d' Aprile .

Come i FÌGrentini ordinarono fiera à^ ogni cofa allo Prato d' OgntfJ'anti , Rub. 345.

NEI mefe di Giugno s' ordinò a Firenze , cne otto innanzi S. Giovanni di Giu- gno , ed otto apprelTo , foflè un franco mer= cato in tul Prato d' Ogniffanti. E ciò fu te- muto grande femplicità per più ragioni .

Diverfi fuochi y che s' apprefono in Firenze. Rubrica 346.

NEgli anni del Signore mcccxxii. a' 7. di Luglio s' apprefe il fuoco in fuUe bot- teghe , eh' erano in fui Ponte vecchio, ed ar- fono da mezzo il Ponte vecchio in qua , e tirò per le cafe di S. Stefeno: andonne da cafa Pulci , e fece grande danno. Ed appreflò , a' <5. d' Agolo , s' apprefe un altro fuoco nelle cafe di fui Ponte detto, ch'erano rimafe dal mezzo in la , ed arfono tutte le botteghe , e cinque cafe de' Mannelli di dal Ponte .

Coìne i Fifani pofono gabelle fopra la mercanzia de' Fiorentini . Rubrica 3^7.

LI Pifani feciono loro gabelle generali , le quali toccarono a' Fiorentini j di che li

dol-

12 ISTORIA FIORENTINA

dolfona i Fiorentini, perocché nella pace fi conrenea , eiler liberi . Li Pifani dilTero eilere gabelle nuove , e così ruppero la pace palefc , che fegretaniente più volte avieno rotta con dare gente a Caftruccio. E ciò fu negli anni del SÌ2:nore aMCCcxxii. d'Af^oiìo.

Come la Campana del Popolo , cioè la maggiore da frima [nono alla dijiefa . Rub. 348.

AVea il Comune di Firenze fatta fare un-? campana , la quale pefava circa diciot- tomila libbre , e mai alla diitefa era fonata . Di che capitò a Firenze uno Maeftro Imbratta da Siena ; Y acconciò per modo , che moila per due uomini , uno la facea bene fonare . E ciò fu neir anno del Signore mcccxxii. del mefe d' Agofto . Ebbene fiorini trecento .

Co7ne i Fiorentììu vollom Campofelvole . Rubrica 349.

GLi Aretini avieno tolto al Comune di Fi^ renze nella venuta dello Imperadore Arrigo il cafteìlo di Campofelvole di V^aldam- bra, di che i Fiorentini per trattato lo rieb- bono j ed aflèdiarono lo Caifero a 8. di Set- tembre , lo di Santa Maria , ed andovvi popolani, e cavalieri, e gli Aretini fentendolo male fornito , per non perdere gli uomini , lo feciono rendere a di 29. di Settembre mcccxkji.

Cowe

LIBRO SESl'O. 13

€on7e il Comune di Firenze ripofe Cafagìia. Rubrica 350.

IL Comune di Firenze ufando fue ragioni , li vide, che Cafagìia di ragione era del Comune , ed Ampmana, le quali erano disfat- te a tempo della guerra de' Bianchi , e Iseri . Di che fi ripucfe, e recoffi le ville d'Ampi- nana in giuridizione come cofe di Comune, e ciò fu di Settembre mcccxxil

Come gli Ubddìni fi fottomilfero al Comune di Firenze. Rubrica 351.

ERa flato più quiftioni tra' Nobili degli U- baldini , 1' uno colf altro ; e perchè 1' uno fentiva , che T altro trattava per disfare V uno V altro , il Comune tenne mòdi , per li quali di concordia fi fottomiflero al Comune per- petualmente , e furono franchi d' ogni fazione reale , e perfonale due anni ^'\ e furono a novero 3543. E ciò fu negli anni del Signore Mcccxxri. a 21. d' Ottobre .

Cojìie fu grande carejlia quafi in tutta Italia , ed in Firenze, Rub. 352.

U neir anno predetto careftia d' ogni vet- tovaglia in tutta Italia , ed in ogni luogo

F

mag-

(i) MS. Mille anni . Vedi il Tomo X. nelle Memori» di Cafa Ubajdini .

14 ISTORIA FIORENTINA

maggiore , che in Firenze il doppio , per Io buono provvedimento fatto, ciie il grano in Firenze vallo diece quinti di fiorino , e non più. E tutti i poveri fcacciati di Tofcana il Comune di Firenze li raccattava, e niuno di fame non morì, tante furono le limoline dei Fiorentini .

Come i Fiorentini a fla7iza di Papa Giovanni

?nandarono in Lombardia Q-ente al Signore

di Melai. 0 . ìiuù. 333.

NEir anno del Signore mcccxxii. di Febbraio a ilan/a di Papa Giovanni XXil. i Fio- rentini mandarono in Lombardia contro a' Bi- fccnti da Melano 200. uomini da cavallo per fare guerra.

Come ì Fiorentini mandarono contro a Cajiruccio in aiuto de' Fi jl ole fi, Rub. 354.

LI Piftolefi mandarono a Firenze per foc^ ccrfo, perocché Cailruccio era in Gar- fagnana, ed ebbero 80 uomini da cavallo, e 4C0. pedoni ^'\ Can:ruccio poco curò di ciò , fece i fatti fuoi , e riebbe fue Cailella , che a poila de' t iorentini s' erano rubeilati , e ciò fii fieir anno del Signore mcccxxiì. di Marzo .

Quejlt

(i) Villani Uh. p. e, rpi. dice ; 7J. cavalieri , e ^o»fedoHf .

LIBRO SESTO. 15

Quejlifono ì Priori da mezzo Febbraio 1322, a mezzo Febbraio 132,3. Rub. 355.

B

Artolo Bandirli. Francefco di Banco Raugi . Mefs. Filippo de' Bonaccolti Dote, di Leg. Borguccio di Ventura Borghi. Rinaldo Lotteringhi. ^'^ Azzarello di Lapo Gherardini. Giotto di Fantone degli Angelotti Gon£

di Giuftizia . Ser Giovanni Pizzini lor Notaio.

Mefs. Rinaldo Cafini Dott. di Leggi,

Guido Bencivenni da Magnale.

Meglio Fagiuoli.

Bingieri di Nardo.

Gherardo Scolai .

Filippo di Gherardo de' Giochi.

Fugio di Iacopo Gonf. di Giuftizia. ,

Ser Salvi Dini lor Notaio .

Totto Rinaldi.

Giotto d' Arnoldo de' Peruzzi , Guido di Lapo Guazza. Ciaio di Ciaio Riftcri . Giovanni di Donato Viviani. Tieri Benvenuti.

Guer-

ci) D* altra mano , da poi Delia Stufa

l6 ISTORIA riORENTINA

GuerrJante di Dingo de' MarignoIIi Gonf!

di Giultizia . Ser Matteo Guidi lor Notalo.

Lotto Giuneldi^'^ da Quarata. Tavernino Donati . Stefano di Duccio del Forele . Giovanni di Mefs. Ubertino ^^^ degli Strozzi . . Niccolò di Berto Strozzafichi. Lippo di Bartolo degli Albizi. Giovanni d' Andrea de' Ricci Gonf.di Giufl. Ser Bernardo Bencivenni da S. Donato in Poggio lor Notaio.

Mefs. Pace di Mefs. Iacopo da Certaldo Dott.

di Leggi . Neri di Mefs. Iacopo del ludice. Dardano di Tingo Acciaiuoli. Chele di Pagno Bordoni. i

Cecco di Spina Falconi . Cicnetto di Giovenco de' Baftari . Francefco Giamori Gonf. di Giulizla. Ser Rinaldo Nacci da Cepparelio ^'^ lor Not.

Boninfegna d' Angiolino de' Magli. Francefco Lottennghi ^^^ . Rufpo di Guittone da Legnaia .

Ruc-

(i) T.TS. Giurai li .

(i) MS Albertino .

C?; ^^S. Da Rcperolh ,

(4.) MS. d'altra mano aggiugne , dalla Stufa.*

LIBRO SESTO. "^ I7

Rucco Bandi.

Meis. Forele da Rabatta Dott. di Leggi .

Chele di Ser Guernieri d' Agugiione .

Lapo Bati Gonf. di Giuilizia.

Ser Gherardo Setti da Certaido lorNot,

Cwie il Conte Novello fu in Firenze Captan§ di guerra . Rubrica 356.

LI Fiorentini fentendofi guerreggiare a Ca- ftruccjo , e non av leno vaiorolo C^apita- no , mandarono ai Re Ruberto , lo qua'e a ìcro loido mandò uno fuo cognato, che a ea per moghe la lìrocchia dello Re , e fu ìs\QL.B:kramo del Balzo ^'^ , Conte di Mente Scagliole) , detto il Conte Novello , peroccnè , comecché folle della caia del Balzo, non era Conte, ma no- vellamente lo fece Conte lo Re , e venne in Firenze con 200. uomini da cavallo a ló. di Maggio Mcccsxiii. ^^^

Come i Fiorentini ebbono licenza dal Papa Gìq* vanni di porre a' Chierici. RuDr. 357.

I Fiorentini avendo la guerra , e molte fpe* fé, chiefono al Papa Giovanni, che per fuifidio delle loro mura potellero avere iin- Tom.XlL B pò-

fi) J»upplito dall' Ammirato l.6.png. z^\.

(2) Vi !ani /. p. e, -03. e Ammirato /. cit. A' ^) 17. rf/

l8 ISTORIA FIORENTINA

pofta fopra i Clierici di ventimila fiorini; di che Tebbono, e puoferli . Li Cherici fi dol- fero , che i danari , che pagavano , non ne murava la Città , ma fi nutricava la guerra ; di che eflèndo mezzi rifcoifi ri vogò la grazia , e non ne rifcofle più . E ciò fu di Mag- gio MCCCXXIII.

Come i Friolani faldati de' Fiorentini w' anda- rono da Caftruccio . Rubr. 358.

A Vendo i Fiorentini ordinato co' Genove- fi , venifiero per terra addoflb a Cadruc- cio, e con galee per mare , ufcirono a campo 1 Fiorentini in calen di Maggio . Ed efiendo a Fucecchio Iacopo Capitano de' Friolani ^'^ a' 7. di Maggio ^"^ con 300. uomini da ca- vallo , n' andò dalla parte di CaAruccio , ed uno trattato , che il Comune di Firenze avea in Buggiano , fcoperfe ; di ciré furono impic- cati 13.^^^ buoni uomini di Buggiano, ed il trattato fallì , di che molto fi fconfortarono i Fiorentini .

Come Caftruccio andò a ofle in Valdarno fopra i Fiorentini . Rubr. 359.

CAftruccio cavalcò, quando ebbe avuti li foldati Friolani ^^^ , e richiedi i Pifani ,

ed

(i) MS. Feciolani ,

f2) Villani /. 9. f. 2o3. Di Giugno .

(3) Villani ivi. 12. (4) MS. (juì Fetolaui ,

LIBRO SESTO. Ip

Cu amiaà , ed in ca-en di Giugno ^^ giun e a tucecchio, e dievM il guaito, ed il uvai e a Santa Croce , e poi a Monte Tcpoii , ed a Sanmi<Tnato ; e tcrnofil a Lucca ia vilia di ban Giovanni dei detto anno.

Co7ì2e Cajìrnccio arJò a cjle a Prato . Rubrica ^óo.

I' x\rdire de' prodi uomini , e la furerbia -/ dtì vincitore , o fcprano ia tare moite iiriprefe talora fconvenevoli. Tornato Calruc- cio a Lucca , con molta gente aliai v enne ad Olle prelìo a Prato uno miglio, neìli borghi d' Aiuolo , e qui domandò tributo come a\ ca da' Piitoleii ; fogli negato. Sentito ciò a riren- ze , llibito colla candeia alla porta andò il ban- do , a pena dei piede , ulcilìe o :ni uomo fuori , uno per cafa -, di che fuuito furono in Prato a'dÌ2.di Luglio con malie cinquecento cava- lieri, e ventimila pedv^ni. Caitruccio v'ersi venuto il di dinanzi con mille centocinqu nta ca V aiieri , e con quattromila cento pedoni G'i sbanditi d ir^ ire nze Cuciti avieno avuto licen- zia d- eilère ribanditi , ciii ivi foflè . Caftruccio mandò il guanto della battaglia , e la notte li fuggì da campo, e fé' Grandi la m-itnna fa- vellerò voluto feguire, non andana; perocciiè era con grande fatica, più cne di trotto . con- B 2 dot-

(0 Villani /. 9. r. lop. A à) 13. dtXj'ingno*

10 ISTORIA F IOTI EN TINA

dotto a Scrravalle , e quafi lafciati i pecioni . jMa' Grandi diceano, che non era il meglio; e quello faceano , perchè fi fentiano gravati degh ordini delia giuftizia , e credeano , che foflero loro levati. Di che fentito quello a Firenze, il popolo quali fu all' arme, dicendo : Muoiano i traditori Grandi; e non folle buona provvede nza , fi correa a cafa loro . Di che i Grandi fcminarono fcandoli a^li sban- diti, dicendo, che non volea loro effere of- fervati i patti . Di che il armarono , e vennero a Firenze , e credettero intrare nella Città , e; venire rubando . Di che i Priori feciono buo- na , e follecita guardia , e rimandarono per r ode , eh' era già a Fucecchio ; come che per difetto de' Grandi non farebbono però iti più innanzi . Ed in grande gelofia {lavano i Fio- rentini sì per gli Grandi male contenti , come per la guerra di Caftrucclo , e non poteano avere Capitano a loro modo . Gli sbanditi non ebbono, per loro difetto, la grazia loro pro- mefla , e clafcuno fi tornò a fuo cam.mino . L' ofte rientrò dentro a' quindici di Luglio

JMCCCXXIII.

Cowe gli sbanditi col braccio d-é* Grandi voltarono il Comune di Firenze . Rubr. 361.

Li sbanditi, come detto h,{i trovarono ingannati di loro ribandigione per loro

di-

LIBRO SESTO. 21

difetto , e con licenzia per cercare quella certi caporali vennero in Firenze , e non ot- tenendo il ribandire, colle famiglie de' Gran- di cercarono tradimento , e diliberarono , che la notte di S. Lorenzo, cioè a' io. d' Ago- Ilo Mcccxxiii. venilTero alla porta di S. Gallo , ed intraiièro con fcure di fuori, ed i Gran- di dentro loro aiuterebbono a rompere la porta ; di che vennero >nfino alla porta con circa cento a cavallo, e bene duemila pe- doni ^'^ in full' ora di Compieta. Si fcoprì il fatto ; di elle , per tema de' Grandi , i Fiorentini popolani erano fotto Y arme . Di che difcen- dendo di Camerata, e ve2;2;endo non efìère loro rifpofio, non vennero più innanzi, che Io piano di S. Gallo . Quando videro in fulle porti 1 lumi , gridando le guardia : Viva il popolo , e muoiano gli sbanditi ; fi tornarono indietro . Per la quale cofa come in Firenze li fentì, che tutti i Grandi erano colpevoli , chi volea giuftizia , e chi mifericordia , e tanto fi dilatò la cofa , che' Priori non diceano al lor Rettore nulla ; il quale era Mefs. Manno delia Branca da Gubbio Pcdertà , ed egli, per tema di non convenirgli fare troppo ìafcio , fi ftava. Ulti- mamente fi ragunarono le Capitudini , e quel- li, che reggevano in Palagio del popolo, e quivi configliato , e riconfigliato, feciono uno

B 3 or-

ti) Villani /. p. e. 21^. Iff quantità pjfantu a cavallo , ^ pÌH di milU i t citKiuesfnto a pie .

2Z ISTORIA riORENTINA

or-liFie , che ciaicuno, eh' avefle più polizze di tutti quelli, ciie futlèru me.ii nella t'ifcnet- ta . n'avellerò bando, ed ogni uomo , cn' era cuivi mettere una cedola ^'-^ Oi che ottenuto qae.to, furono le prime cedole in Mei's. Ame- r\ o de' Donati , ed in Mei's Teglia FreTcobal- di, e Mcfs. Lottenngo Gherardini , e furono condannati in lire duemiia per uno,a'dÌ2o. d' ingoio Aicccxxiii. e furono confinati quaran- ta miglia di lungi dallo Contado di tirenze me.i fei.

Conie da prima fi ordinarono ì Pennoni , eGoìifaloni delia Coiìi^aguìa in Firenze . Rub. 362.

VEdendo il popolo l'ardire de' Grandi, e li Gonialcni eliere tutti di lungi T uno all'altro troppo, tanto che i Grandi tramez- zavano i popolani a ire a cafa a' Gonfalonieri , diliberarono Pennoni , che fi deflero delle in- fepne dchi Gonfaloni nello Gonfalone a certi uomini; e fentendo, che romore foflè ,: ogni Gonfalpniere afpettafl'e i fuoi Pennoni. E fu diputato, che h correlTe a cafa de' Pennonieri li V icini , ed 1 Pennonieri al Gonfaloniere fchie- rati , iicchè a uno a uno non avellerò a ire a cafa del Gcnfalcniere , e dierono fecondo la grandezza del Gonfalone a quale due , a

qua-

(i) C\oè ^ (ì'accuTa di colui, ch«' gli parcfTe più colpe- vole . Villani in detto luogo ,

LIBRO SESTO. ij

quale tre , ed a quale quattro Pennoni ; furono in tutto §6. Pennoni, e dierfi generalmente a ogni uomo , che avefle avuto ufficio , e non avuto , pur folle popolano , e confidente al popolo ; e molto ii rittrinfero i popolani in- lleme per quella volta .

Co??2e Cajlr uccio venne ad ofte alle Caftella^^^ di Val damo ^ Rubr. 363.

COme abbiam.o detto , lo Comune di Firen- ze per le dette divifioni, e per lo Capi- tano, che non potieno avere buono, la gente fi flava in Valdarno , ed erano pagati dal Co- mune, e niuno fervi^io faceano. E Caftruccio mandò gente a fare il guado a Monte Topoli , e Caftello Franco , e a Santa Croce , e con- tuttoché la gente del Comune folle a Fucec- chio non rifpuofero , ed erano due tanti , che quella di Caftruccio; e ciò fu a' 25. infino in 30. d' Agofto nell'anno del Sig. mcccx^^iil

Come fu fconfitta in Firenze freddo . Rubrica 3^4.

NEI detto anno, e del mefe dWgofto, e di Settembre fu una infermità quafi ge- nerale di freddo , ed alquanti pigliava loro la febbre , e perdeano P appetito , ed alquanti ne

B 4 mo-

(i) MS. Al Cajlelto .

14 ISTORIA FIORENTINA

fliorieno , cioè vecchi , e vecchie , e fu la clett» inaiizia quaa in tutta itaiia, e come venne mezzo Ottobre, re Ilo .

Come i Fiorentini perderoito il Cajìello della Trappola in VaUarno, Rub. 365.

LI Pazzi, e gli Ubertini di Valdarno en- trarono di furto, e per alcuno tradimen- to nel cailello della Trappola, e quanti Guelfi vi trovarono uccifero nelle letta, perocché in fulla mezza nette v' entrarono . il popolo di Firenze vi foccorfe con 200. uomini da ca- vallo, e mille pedoni. Quelli de' Pazzi fen- tendo ciò, miilero a ruberia gli amici, ed i nemici ; poi miffero fuoco nel caflello, e an- dartene air Anciolina. La brigata de' Fioren- tini li feguirono , ed aiìediargli in Lanciolina ; e gli Ubertini , e li Pazzi fubitamente con for- fè »5o. cavalli ^'^ e icoo. pedoni li foccorrea- no; onde i Fiorentini li levarono da campo, e tornarono in Firenze . Tutto ciò fu negli anni del Sig. Mcccxjtii. del mefe di Settembre.

Come in Firenze p fecero ìmhor fazioni delFriorat» per quattro anni. Rubr. 3(^6.

T Emendo del reggimento quelli, che reg- gevano in L'irenze, non folle fcandolo,

pen- (i) Villani /. $, f, aaj. Con pin 200. cavalttrt.

LIBRO SESTO. 25

penrarono di cox^tentare genti , e prefono balia di riforraare Firenze per quattro anni, e met-» tergli in borie, e trargli a forte, ed a fortu- na ; e hironvi imborfati di quelli , che non erano ufati avere uiicio a quelli tempi, e così per gli cornigli ii die balia di fare ciò ; e fé- celi . hVvero, perche pigliallero balia per quat- tro anni , non ne feciono non per tre e mezzo. E ciò fu fatto a z6. d' Ottobre

MGGLXXIIL

Cguìc Cafiriiccìo entro in Fucccchio di Vaìdamo , $ quella mattina ne fu cacciato. Rub. 367.

CAftruccio come follicito uomo, mai non penfava , non alla offe fa de' Fiorentini . Tenne trattato in Fucecchio , e fubito cavalcò in fjl vefpro , e la mezza notte fu con fua brigata alle mura di Fucecchio, ed uno, che

fi chiamava .col quale

egli av^ea compoito, che gli rom pelle lo muro da uno luogo da canto la rocca , che il Co-^ mune di Firenze vi murava; la quale rocca non S'abitava ancora, non la torre. Lo tempo era piovofo, e fcuro ; di che le guar- die non udirono il rompere, che fece coftui d'una baleftriera, e andò tanto innanzi, che CaUruccio intrò dentro in perfona con bene loc. uomini da cavallo ^'^ armati a pie, e bene

600.

(1) Villini /. 9. r. 253. Coti pÌH di fefit9 fìiìpiatìta ui^ mini a cMvali» ,

1(5 ISTORIA FIORENTINA

600. pedoni ; poi lo romore fi levò : La piazza prefa per Cailruccio : la gente fi sbarrò ; Ca- ilruccio in fulla piazza , e li Terrazzani per le ftrade , e fubito feciono cenni li foldati , che v'erano dentro, ed i Terrieri, com'effi, fol- licitando d' avere foccorfo . La mattina in fui- r alba Caftruccio avea rotto tanto del muro , che quafi 150. cavalli erano dentro . La bri- gata del foccorfo con quelli, che v' erano, ed i Terrieri furono ali' arme , ed ultimamente li mi (fero in rotta, e furne prefi da piò, e da cavallo circa 170/'^ ma a bottino ne ap- prefentarono 161. e Caftruccio fu ferito nella tefta , e fuggì della Terra a piede. E dicefi, che li noitri aveffero feguito fuori loro die- tro, niuno ne campava. E ciò fu a' di 20. di Dicembre mcccxxìii.

Come i Fiorenthn m andar oiio al Re di Francia per Francefchi. Rubr. 368.

LI Fiorentini veggendofi da Caftruccio gra- vare , e vedendofi da' Friolani^^^ traditi, fi immaginarono di mandare al Re di Fran- eia per 500. foldati, iftimando, che lo Re li mandava, non tradirébbono ; e ciò fu man- dato a' 3 . di Gennaio mcccxxìii.

Collie

(i) Villani luogo cit. ijo. tiomtnì a cavallo t à* ^JT^^ ^

piede . (3) MS. feiolani.

LIBRO SESTO. 27

Qo7ne i Virole fi mandarono indietro il Vicario dello R.e Kiberto , Rubr. 3d^\

C^^Ome addietro è detto ^ Rubrica 356. lo J Vicario dello Re Ruberto fi andava a Piiloia per le convenenze, eh' a\ieno collo Re Ruberto , e colli Fiorentini . Di che Meis. Filippo ledici , lo quale era gran Maeilro in Piitoiajufcì con certi , ov\ ero, li dice, man- dò, ed aiialiilo appiè di Tizzano, e quivi fu combattuto , e vergognato . E ciò fu a' 3. di Marzo negli anni del Signore mcccxxiii.

(hiefli fono i Priori da mezzo Febbraio 13230 a mezzo Febbraio i 324. Rubr. 370.

G

Herardo Bonfi. Ruggieri di Mefs. Lapo da Caftiglionchio Francesco di Borghmo Baldo vinetti. Mafo Valori .

JMaruccio (^/. Marco) di Geremia. Mei's. Lcttieri di Lapo Cherardini. Ivigi di Spigliato Gonf di Giuiiizia. Ser Bruno Orlandi lor Notaio.

Niccolò Manieri

Tommaio di Duccio de' Magalotti .

Lottieri Davanzati.

Lotto di Puccio Ardinghi.

Van--

iS ISTORIA FIORENTINA

Vanni di Bartolo Armati .

Filippo Villani.

Bartolommeo di Cuccio de' Siminetti Gon/^

di Giuflizia . Ser Giovanni di Ser Boninfegna da Rlgnano

lor Notaio .

Piuvichefe Brandàcci.

Tano Baroncelli .

Mefs. Tegglìia de' Bonacolti Dott. di Leggi .

Anfelmo di Palla.

Giovanni d' Uberto Cambi .

Pieraccio di Piero Guadagni.

Peduccio di Duccio della Moretta GonfaL

di Ciuftizia . Ser Manno Banchi lor Notaio.

Ghino di Bindo de' Cani giani . Naddo di Duccio de' Bucelli , Bindo di Mefs. Oddo Altovitl. Cafiello Tecchi^'^ Daldo di Dingo de' Marignolli . Uberto di Landò degli Aibizzi . Grazia Guittcmanni Gonf. di Giuflizia . Ser Giovanni Finucci lor Notaio.

Berto Canni .

Ser Giovanni Corfi Cafferelli .

Pefce di Cuccio di Pefce.^*^

(i) MS. Tecebint. (i) MS. Pefce Guigii .

LIBRO SESTO. Z^

Puglo di Iacopo.

Andrea del Nero.

Uberto di Gherardo de' Giuochi .

Mefs. Bartolo de' Ricci Dott. di Leggi

Gonf. di Giuftizia . Ser Cambio Miclieli da Gaftel Fiorentino

ior Notaio .

Piero di Gherardino de' Velluti .

Mefs. Vanni Benini Dott. di Leggi.

Avvogado Gherardi.

Zanobio Corfi de' Borghi .

Conte ( al. Gante ) d' Averardo de' Medici .

Tano di Chiarilìimo .

AlelTandro di Ser Bellincione Cacciafuori

Gonf. di Giuftizia . Ser Bernardo Ravignani Ior Notaio.

Cvme furono rlbancliti gli sbanditi , e pofto freno

agli ornamenti delle donne , e nuovi ordini.

Rubrica 370.

A Vendo il Comune di Firenze per la foc- corfa di Prato proniefib agli sbanditi, che tornailèro , come che eglino erraflero , vi fu- rono melli da' Grandi ; pure il popolo di Fi- renze fece decreto , che tutti , falvo i rubelli , e quelli , che furono condannati d' Agofto ; ciò fu Mefs. Amerigo Donati , Mefs. Tegghia Frefcobaldi, e Mefs. Lotteriniro Gherardini;

fot

30 ISTORIA FIORENTINA

fofTero rimeilì dal bando. Ed eleffcro certi fìatutarj , li quali feciono ordini ibpra lo ner- vato portamento d' ornamenti delle donne , ed altre fralche , che poco montarono ; e ciò fu del mete d' Aprile mcccxxiv.

Come il Duca Novello prefe Carmignano . Rubrica 372.

Avendo, come adietro è detto, T Abate da Facciano con Cairuccio pattegjiatoii contra il volere de' i:^ iorentini , e datogli per anno quattromila fiorini , e fuilèquentemente ordinato la c-icciata del Vicario del Re Ru- berto , e manvlati fuori di Pi.loia 1 Guelfi -, il ' Conte Novello, il quale era Capitano de' Fio- rentini, fi partì di Fucecchio, e con certo fegno prefe i borghi, e poi lo caftelio di Car- mignano , lo quale era de' Fiìolefi . Di che non piacque a' Fiorentini , ed aflèdiata la rocca , ed era per averla , T Abate da Facciano mandò a Cafiruccio , che lo foccorreflè . Cailruccio fi mofiè con cinquecento cavalieri , e tremila pedoni. Sentendo quello i Fiorentini manda- rono al Conte Novello, fi doveile levare dal campo, e lafciare la Terra, e così f^ce. A' di 20. d'Aprile v'era ito, e partlfli a' 28. ne- gli anni del Signore aiccoixìv.

Co?7!e

LIBRO SESTO. 3I

Coinè combatterono colla gente di Cajlrnccio , eh'' erano fuori di Firenze , Rub. 573.

CAftruccio , fìccome uomo di guerra , folli- cito mandò 200.^'^ uomini da cavallo a fare preda a Caftelfrancodi Valdarno di fotto. E li ibldati , cÌTL erano dentro , come li vido- no , mandarono battendo a Fucecchio , e con legni ; e poi feguirono. fuori alla zuffa , ed ul- timamente tanto gli tennero a bada , che la brigata da Fucecchio giunfe , e rupperli , ed ucciferne da i 2. ^^^e preferne da 50. e gli altri fi fuggirono in rotta . De' Fiorentini vi mori- rono due ; uno Coneftabile , ed uno fuo com- pagno, e ciò fu a' dV2 2. di Maggio negU anni del Signore .mcccxxiv.

Come fi ordino di mitrare il compimento di Firenze ^

e far barbacani , e torri infra le forte .

Rubrica 374.

NEir anno detto del Signore a' 25. di Maggio fi diliberò di fornire le mura della città di Firenze con barbacani, e con torri per difefa , ed onore della città, e fu- rono diliberate, che follerò braccia .... alte,

e grof-

(lì Villani /. 9. e. 2^3. In quantità ijo. a cavallo . (2) VilJani , ivi. E rimajerne morti io. E de* pcefi non ne fa menzione.

3i ISTORIA FIORENTINA

c grofle braccia 3. e mezzo, e torri 75. tra di qua d' Arno , e di ; le quali torri foilèro alte braccia 40. e larghe braccia 14. Sicché nota, quanta moneta vollono a ciò fare . ^'^

Come Mefs. Filippo Tedici corfe Pi/loia , e con falfi

titolo mojirò di farlj a pojia de' Fiorentini .

Rubrica 375.

AVea in Piiloia uno Cavaliere , Io quale avea nome Mels. Filippo de' Tedici , che era nipote dell' Abate da Facciano, lo quale era uomo di molto fottile fpirito , ed uomo di poca fede . V^eggendo , che la fignoria di Piifoia , la quale T Abate occupava , non placca a' Fiorentmi , e v^eggendo , cne CaTtruccIo Si- gnore di Lucca multiplicava , ed avea tributo dall' Abate , vedea certamente pervenire , o in Caftruccio del tutto , o ne' Fiorentini la figno- ria. Si pen:.ò di prender la lìgnoria egli, e di darla poi a chi più gliene delle . K una fera mellé dentro forefiieri, cioè contadini, e cor- fe in full' alba la città , e colla fpada in mano fi fece concedere la fignoria per uno anno. I Fiorentini fubito vi mandarono gente , e non fu ricevuta , ma fece lega , e trattato con Caftruccio, dandogli tributo. La Città prefc

a'

(t) Si può vedere fa defcrizìone più minuta di tutti qucfi-i edffìzj prefTo Glo. Villani , che ne fu i! foprancen' dente, l.^. capp, 257. e 258.

LIBRO SESTO. 35

?i' 24. di Luglio Mcccxxiv. e poi il primo d' Agolto cominciò a trattare co' Fiorentini, e con Caftruccio . Di che Cailruccio come fentì ciò, li mille ad oiie a Piftoia, e ripuole uno Callello, che ii chiamò Giabrandelli^'^, ed era disfatto, ch'era molto alto al di Ibpra di Piftoia, e giudicavate vedea tutte le parti del piano, e Firenze. Quefto fu a' 30. di Agofto . Mefs. Filippo mandò a Firenze per aiuto, ed ebbelo fubito. Quando furono alia porta non gli volle dentro , ma volea , che s'an- dafiero a combattere con Caftruccio , per iiiare a vedere quelli morti ^-\ l'altro confumare, per avere migliori patti . 1 Fiorentini sdegnati fi partirono, e tornarono in Firenze,

Co7ne Mefs. Filippo fece fare all' Abate da Vacci ano ftio zio uno trattato doppio. Rub. 37(^, .

L'Abate da Pacciano , zio di Mefs. Filippo Tedici, veggendo, che 1' offefa de' Fio- rentini era grande , avere fatto lega con Ca- ftruccio , fi fece , fecondo fi dice , a pofta del nipote in fjo nome lamento a' Fiorentini fe- gretamente del nipote Mefs. Filippo , che dava r anno quattromila fiorini a Caftruccio , e pro- mifiè di metter dentro la gente de' Fiorenti- ni, a fine di farli pigliare, e ricomperare,

Tom. XIL C pe-

ci) Poi àettrt Bello/guardo * ("') MS. // mon.

54 ISTORIA FIORENTINA

perocché non vedea modo di venderla loro Mefs. Filippo, come volea . Di che mandato a cercare uno trattato doppio, una notte fu- rono alle porti i Ibldati del Comune . Mefser Filippo avea fpie in Firenze , e fapea chi ufcia ; fentendo , che' Cittadini non vi venieno, fi di.'iberò non fcoprirli per ibldati ; corle air ar- me quando furono alla porta, e fece pigliare lo zio, cioè r Abate ; ed i Mercatanti, ed altri Fiorentini , che v'erano, corfono gran perico- lo; fé non che egli fi credette fare maggiore gracchiata gh a v crebbe rubati. E così h tor- narono i Fiorentini a Firenze, e non compie- rò il trattato. E ciò fu a 22. di Settem- bre MCCCXXIV.

Come mutarono , ovvero 7nancarono le ^mhorfa- gioni de* Pilori , e '??ìborf aronfi i Gonfalonieri della Compagnia i e i xiL buoni uomini _y e Con- figli. Rub. 377.

e

Onie addietro abbiamo detto ,i fumi degli ' uficj , (che certo e' non è altro, che fu- mo , e danno d' amma, e di corpo ,) coli' am- bizione d' effi uficj fempre gualcarono le cit- tà , e gli uomini d'elle, e fpezialmente Fi- renze. Era in Firenze una fetta detta Serraghna per uno Seraglio de' Bordoni, diche capo n'e- ra della fetta la famiglia de' Bordoni , li quali s' accofl:arono co' loro feguaci ufcici , e con

al-

L I B R O SE S T O. 35

altri , di cui prima non fi erano in concordia , e temendo , che non foile Y elezione , ed im- boffolazione dello uficio del Priorato a loro modo , fi peniarono onertamente d' afficurar- ii, come adietro abbiamo detto. Erano uno uficio di XII. buoni uomini, li quali li e Ria- mavano li XII. ConfigUeri fegretì de' Priori , con gli quali i Priori s'avieno a conugliare, e determinare le loro faccende Di caca, en- do penfato, feciono , ciie li Priori poteiTero infieme con gli dodici riformare , e correg- gere le imboiiòlazioni fatte per innanzi , per tre anni, e mezzo, come dicemmo, Rub. 3 65. E prefa balia , credeano , veggendo come (la- vano, ileife peggio; e ciò feppero , perocché di coftoro , e di lor fetta , e confidenti erano nello uficio de' Priori , e de' dodici . Di che non mutarono nulla, che trovaflèro, falvo- chò vi aggiunfero d'ogni ingenerazione de i buoni uomini fei Priorati , e con quelli li mi- fchiaro,e miffervi di quelli, che non erano ufati di buon tempo avere uficio ; ed il fimiie feciono borfe di dodici Configlieri iegreti , e di Gonfalonieri di compagnie, e di Condot- tieri , e d' ogni uficio di città , e per lo tem- po, e termine, ch'erano le 'mborfazioni dei Priori ; e ciò fu del mefe di Settembre mcccxxiv.

C z Come

36 ISTORIA FIORENTINA

Come il Comune di Firenze ebbe il Cafiello di Laìiciolina . Rub. 378.

GLi Ubertini teneano il camello di Lancio- lina, !o quale era flato de' Conti di Ro- mena, e per dota 1' avea avuto Bertino ^'^ de- gli Ubertini ; di che Aghinolto figliuolo del detto Bertino facea grande guerra , infieme con gli fuoi in Vaìdarno . Di che a 25. di Settembre fu preib in una cavalcata da quelli di Caftelfranco di Ibpra, ed il Comune mandò per elio, per fargli tagliare la tella ; e conforti vi furono con gli amici , e traifero pace , e die- rono r Anciohna per lui, ed ogni ragione, che fu v' avefléro . Ciò fu a' primo d'Ot- tobre MCCCXXiV.

Come fi pofe Vicchio di Mugello . Rub. 3 yp.

A Vendo , come è detto addietro , racquifta- to i Fiorentini delle Terre , e ragioni di ÌMugelIo, volendofi fortificare nel paefe , puo- fero , o vero cominciarono a porre una Terra in Mugello, la quale chiamarono Vicchio; e ciò fu del mefe d' Ottobre ^ 20. negli anni del Si more ìMgccxxiv.

Come

(i) MS. Bettittù,

L J B R O S E 5 T O . ^J

Come ve7272ero i foldatl del Comtme di Firenze di Francia ^'^ . Rubr 3 io.

Avevamo fatta menzione de' foldati , per cui il Comune avea mandato in Francia , e vennero molta bèlla gente . Ciò furono cinquecento , e molti Cavalieri a fproni d' oro , e giunfero in Firenze a' 19. ^-Mi Novem- bre MCCCXXIV.

e Cor?! e i Carmignanefl fi di crono al Popolo di Firenze, Rubr. 381.

N

Eli' anno del Signore mcccxxiv. a' ij.

di Dicembre, di volontà libera quelli di

Carmignano, ed il calibro, e tutta la corte li

dierono al Comune di Firenze ^^^, cui a lord

C 5 pia-

(O MS. dri gif a,

(2) Villani /. p e. xTJ, A" IO'

(3) Qui forfè de'^ fuppjirfi coC\: dal quale furano fatti franchi fette anni , e conceduto , che chi ama fero

Podt'/là di Firenze cui a loro piaceffe; come narra il Villani /. 9. e. 280. il quaie però ztaq quello fatto a* 17. del f..giience Gennaio . Ne' Libri i, 32. e 34. e 2^6. de' Conllgìi delle Riformagioni fi leggono le capitolazioni di qacfta foggezioae fpontanea de' Car- m'gnanefi al Crmune di F/renze de menfe lufjiì ,i^ Augufii di óeno anno , etr^ndo Csp^tano del popolo di Firenze Mefs. Angelo di S Eipidio , e Podcftà Mefs. Accorimbono da Tolentino , e Potedà di Car- mignano M;fs. Ciampoli de" Cavalcanti . Sindaco per i Fiorcnrin» , Ser Aldobrandinus qu. Ser Albizi dt JPlorentia . Rogat. Ser Marcus q Ser Buoni deUgna^ 9to de Florentia» Mei noftro Zib.D.a i-^^

428008

38 ISTORIA FIORENTINA

phcefTe . Ciò feciono per difpetto di Mefs. Fi- lippo Tedici , che li trattava male .

Cotììe furono condamtati certi de' Bordoni , perchè

lùleano Jìgiioreggiare pili , che 7 dovuto.

Rubrica 382.

COme abbiamo detto in più luoghi, l'am- bizione , ed il fumo de' maledetti uficj da Firenze hanno molto male generato . La fetta berraglina, di che capo erano i Bordoni, con troppa audacia, e sfrenatamente cominciaro- no a tiranneggiamente reggere ; di che il po- polo male n' era contento . Furono certi del- l' altra fetta infieme , e non vidono altro mo- do, fé non che , confiderato, che gli ordini, e balia dello Efecutore della giuflizia fono a fmdacare gli uficiali , e condannare di barat- teria, infra l'altre cofe procuraro d' avere unO' Efecutore a loro modo , ed ebbonio , e ciò fu Pietro di Landulfo da Roma ; ed eiTendo fLa- to Bernardo Bordoni Condottieri , furono tam- burati di baratteria. Di che richiedi, compa- rirono gli altri , e Bernardo era flato mandato a Carmignano per Ambafciadore j di che volen- do fcufar io Chele ^'^ fuo fratello, e comparire per lui, non lo voile, non rimanefle ap- preflb la Corte . Zanobi Borgni uno de' Priori ,. cllendo Propofto, gli die la famigliale com-»

pari . (i) Villini h ^, (. 184 Borffofte ,

LIBROSESTO. 3p

pari. L' Afièguitore il volle ritenere; la fami- glia de' Signori lo difefe ; di che zuffa fu tra ì fanti de' Priori , e dell' Aiìéguitore . Alla per fine veggendo la Terra correre all'arme, Che- le diliberò rimanere pregione per lo meglio. L' Aflèguitore cof\dannò Bernardo in lire mil- le ^'^ per baratteria, e privollo in perpetuo degli uficl ; e fntiile Chele fuo fratello, eoa certi fuoi compagni , eh' erano venuti con lui ; e poi condannò quello Zanobi, il quale avea dato la faniigha al fmdacato fuo, in lire mille- dugento^-^; e ciò fu di Gennaio mcccxxiV.

Cofjie fi die ialìa a' Priori di p ter cajfare h

famiglia di tutti li Rettori di Firenze .

Rubrica 38^.

A Vendo fatto quello Efecutore cotante co^ , ufando la fua balia troppo fmifura- tamente , e quaii avea per niente, non che i Cittadini , ma l' oficio de' Priori ; di che fi rav- vidono i buoni uomini, e feciono una rifor- magione , che 1' uficio del Priorato poteife caf- fare , e rimuovere la famiglia d' ogni Rettore; ed ogni volta rimofla la famiglia egU non può fare uficio ; di che flette più a fireno dal innanzi, che non facea primate ciò fu di Febbraio mcccxxiv.

C 4 Cmts

(i) Villani /p. f. 284. duemila.

(»] Villani 1. eie. mille e cinquecenti »

40 ISTORIA FIORENTINA

Come Cajlriiccio fece con gli Fijlolefi, ed i Fioren- tini prefero guardia in Pifiota . Rub 3 84.

MEfs. Filippo Tedici Signore di Piftoia, etìendo cavalcato da Caftruccio, e in altre Terre , gli tolfe la Sambuca . Quegli man- dò a Firenze , ed ebbe ogni patto , che volle , e promifìè elìerc contra Caitruccio , ed ebbe i loidati de' Fiorentini feco in guardia ; e tutto ciò fii fatto per battere Caftruccio , ed avere più <ianari ; e così ebbe i foldati ; e ciò fu a' 25. di jCebDraio mccc:ìxiv.

Come Caflr uccio ordino trattato in Firenze . Rubrica 385.

AVea Caflruccio fempre trama in Firenze , e nel contado d'uomini grandi, e di fol- dati ; infra' quali era uno Tommafo di Lippac- ciò Frefcobaldi , uomo di feguito , e di grande animo, e di poca fede, e dimeflico di Ca- ftruccio . Di che Caftruccio avea un fao caro famiglio, non molto noto in Firenze, ma a lui fedeliffimo, il quale mandò a ftare col detto Tommafo , e con lui s' intendeano in- fieme per ambafciata Di che quello , che tra- mavano , un venne a luce; perocché an- dando lo detto famiglio , e' facea la via da Montelupo, e pallàva a Fucecchio-. 11 Podeftà

avea-

LIBX.O SESTO. 41

avendolo più volte veduto la fera, o il dì^ e poi non lo rivedea T altro , e il terzo sì^ lo fcrifle a Firenze. Di che prefo, mani-> feftò trattato, il quale era in quella forma: Che uno Penitenziere di Papa , il quale ì\ Papa mandava, che chi folle contro a Ca- ftruccio foffe aiìibluto di colpa , e di pena , e lo proceiTo era venuto a Firenze, come era flato pronunziato ; lo quale era colla gente de' Francefchi , eh' era al foldo de' Fiorentini , il quale fi chiamava Mefs. Criftiano: con coltui quello Tommafo che corrompeflè della briga- ta Francefca a ire al foldo di Caftruccio, e già avea accordato uno Mefs. Ianni compa- gno di Mefs. Guillielmo di Nores , e Meflèr Guillielmo medelimo , e Mefs. Miles dal Zurro : quelli due erano Conedabili, e dovicno cor- rómpere gli altri. Ma eglino medeumi prò- meilò avieno a Tommafo detto d'andare a Caftruccio ; e perche i Frefcobaldi fono gran- di inverfo Empoli, e per quelle contrade > quefta gente , quando dovieno ufclre di Firen- ze con quella, che corrom.pere potefTero , do- veano andare con Tommafo Frefcobaldi in modo di fare una cavalcata , e prendere Mon- telupo, e Capraia, e darla a Caftruccio Di che confeftato il fatto , volle ellèr prefo Tom- mafo ; e gh avea fentito prefo il fuo famiglio;, onde «' era ceflato . Fu prefo quello Meflèr Criftiano, e Mefs. Gianni ^ de' due altri Co- se-

42 ISTORIA FIORE^?TINA

jieftabili parve folle meglio tacerli , e ritenere le fcufe, perocché non era licuro cercare troppo addentro, perocché larebbono rimali per la ventura fanza gente, perocché avieno mandati a' Perugini degli altri foldati per la guerra diCaftello. Di che fu tagliata la telta a Mefs Gianni, e li detti Cone^tabili la ita- tirono di morire lui , perchè vidono , loro non cflére flati a confeffare il trattato, eh' avieno. Il Monaco fu , cioè Mefs. Criftiano, a perpetua carcere condannato ; e ciò fu nell' anno del Signore mcccxxv. a' 17. d' Aprile .

Co772e furono fatti certt Cittadini le Contadini , che

erano Grandi , popolani in Firenze .

Rubrica 386.

PEr ifcemare la potenza de' Grandi , furono fatte dieci famiglie, ci'ie erano del nu- mero de' Grandi, popolani, e 25. cafe di no- bili di contado hmilemente Grandi, furono fette popolani ; e ciò fu d' Aprile nel!' annp

MCCCXXV.

Come Caflr uccio ebbe Fifloia . Rub. 387.

NEir anno del Signore mcccxxv. a' 5. del mefe di Maggio, come è detto addie- tro, Caftruccio tenea trattato in Firenze, e aelle Terre , ed ia Piftoia fmgularmente que- lla

LIBRO SE»TO. 43

fl:a notte intrò con tutta fua cavalleria; ed al fare del giorno corte la Terra in Piftoia, Avea cento uomini da cavallo de' Fiorentini, li quali con gli Guelfi molto bene provarono ; ma furono tutti morti, e prefi . Quefto trat- tato fece Mefs. Filippo ledici per diecimila fiorini , eh' ebbe da Caftruccio , ed ebbe la fi- gliuola per moglie . E bene gliele potè dare ^ che in fei mefi di rendita di Fiftoia fcontò le fpefe . Sentiili in fulla fella in Firenze ; di che fubito fu neir arme e da piede , e da caval- lo, credendo non folle perduta, ma alTalita. Quando furono a Prato trovarono , eh' era fpacciata ; di che fi tornarono addietro eoa ripreniione ; perocché con quelli danari me- defimi r avrebbono avuta i Fiorentini , che più volte furono tentati . Ma che fofle difetto di non faperlo fare , o di non potere ; peroc- ché meglio mena una faccenda uno fignore , eh' è folo a' fatti fuoi, che uno Comune, che fono affai ; pure così andò, con danno , e ver- gogna de' Fiorentini .

Come Caftr uccio tema trattato inPrato^eprefeJì. Rubrica 388.

ERa Caftrucclo , com'è detto la terza Rub. addietro , in molti trattati con gli uomini di Firenze , e delle Caftella ; ed in Prato era un trattato eoa Mefs. Vita Puglieli ; il quale

trgt-

44 ISTORIA FIORENTINA

trattato un Giovanni Alfani, che facea al- cun t raifi co, tro volli un dirieto alla Cap- pella maggiore di S Maria , ov' era Mefs. Vita con uno gentile uomo, ellere a parlare, e di-* cendo : Giovedì riotre fiate alla porta, e noi dentro, e voi di fuori , ed io farò bene forte d'amici, e di contadini. Coltui ilando ivi a orare , fece viftadi dormire,, v^eduto fofle ; di che andò bene la cofa , che veduto non fu . Lo detto Giov^anni montò a cavallone corfe a 'Frrènze .- La -gente , che già era tutta tor- nata in Fir<^nze , e difarmata , s' armò , e giunfe a Prato di notte ; intrò: ficchc- pensò Pu- glléfi'' fuggire; ma pure fu prefo , co;i altri, ed egli , e' fitoi caccimi di> Prato ; e ad altri fwiilmente /c6>/?.^r//^'^ fu loro tagliato il capo. -Non f o , per grazia divina-, S. Maria concedè , che colui foffe ito a orare y che così andava , come Pi- ftoia; e tienfi , che avea Prato, era per le diviiioni ; e perGhè i Fiorentini fono più atti à Mercanzia, che- ad altro, Firenze era di Ca- ftruccio .

" VòiU^e Mep. Rainond) di Cardona fu Caj^ìtan^ de Fiorentim . Rub. 3 80.

"T Fiorentini molto tributati aveano cerco di Capitano di guerra , ed infra gii alt^i £13 03: uno

(i) (^uefte parole fono qui fupplire ppr dife^fo deli* Ori- ginale con quello , che dice il Villani , lib. 9. f. 2p3-

LIBRO sesto; 45

uno Mefs. Ramondo di Gardena , della pro- vincia di venendo da Vignone ,

capitano era a Talamone ; di che venendo in Firenze a' 5. di Maggio ^'^ , perocch' era fcoperto ii trattato di Piitoia , erano fconfo- lati i Fiorentini, e coftui iniino a Siena era flato tailato d' eilere loro Capitano , e chi dice più : ma pure venuto in Firenze gli fu fatto ogni patto , cììQ chiefe ; di che il feguente accettò ; e fu quegli, che accettato cavalcò a Prato; che quando era in fuUa piazza, venne la novella , ed egli avea allora giurato , ed an- dovvi fubito, ed ebbe la buona ventura di non perderfi Prato come Piftoia ,

Co??2e il Comune di Firenze ebbe Animino , eh' era de' Fijiolefi. Rub. 390.

LI Fiorentini erano a afìèdlo al Caftello di Artimino, lo quale era de' Pilloleii, ed ultimamente fi renderono, falvo folo le per- fone ; e mandati a Firenze , che furono i Ter- rieri centodue , ed i foredieri 1 1 6. ^"^ li quali il Comune fervo loro i patti , e lafciolli ire . E la campana d' Artimino venne in Firenze , e tutte le mura del Caftello furono abbattute ; ed ebbefi a' 22. di Maggio mcccxxv.

Come

(1) Villani /.p. e. 295. A* dt 6, di Maggio .

(2) ViilaniV.p. r. 2pp. Che furono 207. pra Terrazzani,

e Pijioreji.

4<5 ISTORIA FIORENTINA

Come r ojle de* Fiorentini andò fuori di Firenze per andare a Pijloia. Rub. 391.

MEfs. Ramondo di Cardona Capitano de i Fiorentini ufcì di Firenze a' 8. di Giugno , per potere efl'ere a Tiitoia con 3454. uomini da cavallo tra foreftieri, e terrazzani, e cittadini di cavallate , e furono pedoni cir- ca 15250. e con grandiffimo fornimento, ed arnefi da porre campo meglio in concio , che grande tempo il Comune avelTe ufato fare. E giunti a Prato, quivi fi raccolfe molta gente , oltre a quefti a piede . Poi a' 17. di Giugno furono ad oite intorno a Pilloia, e tutto gua- ilarono intorno. Mefs, Ramondo vedendo den- tro Cadruccio , e non ufcia di fuori , fi ma- ravigliava , puofe r afl'edio a Tizzano , e mandò a Fucecchio , e fece fare un ponte , e pafsò in fui paifo di Rifamolo^'^, del quale ponte fu maravigliofa cofa; e puoferfi a Cappiano a fe- dio ; e Cailruccio pafsò con tutto Y ofte , e con gli ufciti di Lucca, e ciò fu a' i i.di Luglio. Cailruccio, come ciò fentì, fi maravigliò, peroc- ché non mai più ponte s'era fatto a paflare, non per Cappiano , e quella via; ufcì fuori di Piitoia , e puofeii a poggio , dove fece fare folli, e (leccati dal poggio al padule, e prima di più avea mandato dagli amici a ricer- care (i) Villani /. p. r. 302. Rofamolo»

LIBRO SESTO. 47

care aiuto , ed eragli venuto ; di che avea cir- ca lóoo. uomini di cavallo. E così tlava 1' u- na olle appreffo l'altra, ciafcuna con buona guardia .

Co7ne i Fiorentini ebbono il Fonte a Campano , e Montefakone . Rub. 392.

IL Comune di Firenze eflendoaofte aCap- piano , ebbe le torri , ed il ponte a' 1 8, di Luglio ^'^ , e Montefalcone a' 29. di Luglio , e quella vittoria molto rincorò la brigata ino^ rentina ; e la brigata di Caftruccio fece il con- trario di sbigottimento .

Come Caftruccio fece cavalcare al fonte a Carmi*

guano , e tenne trattato con gli Francefchi .

Rubrica 393.

CAftruccio veggendo la forza tion effere fua, ebbe fua gente , eh' era a Pillola , e feceli cavalcare a Prato , ed a Carmignano , e fecio- no grande danno . Ma in queito mezzo i Fio- rentini, ricevuta gente da Bologna, ufcirono fuori , e ruppergli in fu quello di Carmignano, a' 1 1 . d' Agoito , e tra prefi , e morti ne fu- rono più di quattrocento. Caltruccio tenea

trat-

(i) Villani /. 9.f. 505. A* i^.di Luglio le torri y e'i fonte y à- ^' àt ip. Luglio Cfifjpiauo tfalvQ la rocca » « dafQi ia rocca *

4? ISTORIA FIORENTINA

trattato con gli Cavalieri Francefchi, ed ul- timamente quelli medeiimi , eh' egli avea pri- ma corretti, fimile ebbe allo affedio,ove era la brigata de' Fiorentmi ad Altopaicio, e qui- vi Mels. Guillielmo prelb -, e Mefs. Miles infer- mo a morte lo palesò , e morifll . Li Fran- cefchi , fentendo ciò , cominciarono a infran- cefcarfi ; di che per lo meglio Mefs. Guilliel- mo diflè di volere ire allo Re Uberto , e così promifle , ma egli andò a Cailruccio ; di che per quefta tema, e per molti malati per lo aflèdio della Gufciana , i Fiorentini richiefono r amiftà , che d' ogni parte vi venne j di che fu forte- r otte de' Fiorentini .

Co77je i Fiorentini ebbono il Cajìello d' Altopafcia ,

e rotto fu il campo per tefta de' Fiorentini .

Rubrica 394.

IL Comune di Firenze effendo ad ofle ad Altopafcio , e gli Altopafcini veggendo non avere foccorfo da Caftruccio , fi rendero- no, falve le perfone, che erano da 500. fanti, ed avieno grande fornimento . Avuto Altopa- fcio, fu quiftione d'andare a Lucca, o d' an- dare a S. Maria a Monte; e quefta era Tofte in fetta, come nella città. I Grandi configlia- vano Mefs. Ramondo , andaflc a Lacca , e che addimandaiìè balia , e quello configliavano per ifcandolo. Li popolani, e buoni uomini

vo-

LIBRO SISTO. 49

volieno ire a S. Maria a Monte ; pure fi prefe di mandare a Firenze , e quivi fu T altra con- tefa per lo fimile modo, e fette. Diifefi , cne Tofte era infìebolita per difetto di Ì\^qù. Ra- mondo; perocché per danari, che ricevea da- gli uomini del campo, li licenziava andarfene . Pure vinfe la fetta de' Grandi , e partirfi il di di S. Maria di Settembre, ed andarne alla Ba- dia a Pozzevere . ^'^

Come i Fiorentini furoiw fconfìtti dalla gente di Cafir uccio. Rub. 395.

C'^Aftruccio avea mandato in Lombardia pet J gente a Mefs. Galeazzo ; di che egli man- dò diecimila fiorini, e promifegli venti ; di che ebbe ottocento cavalieri , e dugento n' ebbe da Mefs. Pafferino di aMantova . Cailruccio a- fpettava la gente , e fentendo , che i Fiorentini mandavano per la gente, che tornaffero, che aveano novelle delia gente , che veniano , e fcntiano affiebolito l'olle loro, fubito Caftruc- ciò fece , che le caftella di Valdinievoìe me- narono trattato di renderli ; e così H condufle a non ubbidire di partirfi , ma riduiTerii in- verfo Altopafcio . Poi per impulfamento di Mefs. Bornio fuo Malifcalco, fi rifece ^"^hnnanzi più, che Pozzevere; pare, fi dica per danari ^ Tomo XII. D ch'eb-

(1) Villani /. 9. r. 304 Pot.zevo!e,

{») QÌQb > !M<^fs,Ra mondo , :P

5'0 ISTORIA FIORENTINA

eh' ebbe da' Caftruccio , mediante Mefs. Ga- leazzo , cui Cavaliere , e foldato era llato il detto Malifcalco ; di che a' di 2 1 . di Settembre mandò il Capitano Mefs. Urlimbacche , e lo Malifcalco a fpiare , per volere andare verfo Caitruccio con 120. cavalieri. Caftruccio man- dò ad attizzare ii badalucco ; di che Y ofte {cn- 12, niuno ordine traile Caftruccio , che con grande ordine la feguì, e infìno a fera fi com- battè . La notte li divife ; Caftruccio n' andò la notte in Lucca, perchè Mefs. Azzo era ve- nuto colla gente , cioè il tìgliuolo di Mefser Galeazzo Bifconti,che volea danari anzi che combatceiTe; di che con pegni d'ariento, e con danari, e con promilìioni di Mercatanti, circa fiorini feimila ebbe , e poi cavalcò l' altro dì. E Mefs. Ramondo fi tornò ad Altopafcio a' di 22. del mefe di Settembre.. La mattina Ca- ftruccio fu alle mani co' Fiorentini ad Altopa- fcio, e la brigata di Lombardia fece ftudiare. Ultimamente venuto lo MaUfcalco Bornio col fiore deir ofte, colla bandiera de' feritori ii traf- fe innanzi, e come s' aftrontarono , ed egli fece volgere la bandiera . L' ofte veggendo fuggire la bandiera de' feridori, fi mifle in fuga, falvo i pedoni, ed il Capitano, il quale fu prefo con molti buoni uomini ; ma innanzi , che fi tornafiè Caftruccio di ricogliere il campo, mandò fua gente a pigliare il paflò di Cap- piano , ed il ponte j di che quando feppero la

rotta

LIBRO SESTO.

rotta da' loro medefiml , fi fuggirono , e lafcia-» tono la fortezza ; di che i Fiorentini fui^gi- rono per quella via , ed erano preti . Furono preli con Mefs. Ramondo molti buoni uomini da Firenze , e molti altri preli di in fu<T- gitijC molti n'affogarono nelF Ufciana ^'.^ fug- gendo . Fu la detta Iconfitta in nell' ora di fella a' 2 3 . di Settembre mccgxxv ,

Cofjje s' ebbe per Caflrticcio Montefalcone , ei Altopafcio, Rub. 3^6. .

Poi Caftruccio feguitò fua vittoria. Se ne andò a Montefalcone , ed il primo di Ottobre l'ebbe: appreifo feguendo ad Altopa- fcio , lo quale vilmente li rende , cn' era forte , e ben fornito di vettovaglia, e di gente \ e, ciò fu a' 6. del mefe d' Ottobre nelf anno del Signore aicccxxv.

Come Mangone venne alle mani del Comune di Firenze. Rub. 397.

ERa flato lo Conte Aleflandro de' Conti Al- berti , per addietro padre d' Alberto , e di Nerone , ed avea lafciato teftando la guardia al Comune di Firenze ; e perchè avea ritenuti certi cenli , fece cofcienza , e lafciò erede il Co- mune di Firenze, che in quanto i figliuoli mo-

D 2 rif-

(i) Cioè, Ottfcìtma t

^ ISTORIA FIORENTINA

riflero fanza erede mafchio veruno , Mangone pervenifle al Com'jne ; e poi dopo la morte d' Aleflàndro li detti Alberto , e Nerone rati- iicaro . Accadde , che Mefs. Benuccio Salim- beni tolfe per moglie una figliuola di Nerone , ch'era rimafa,e per dota li tenea Vernia-, di che Alberto non volea, che Mefs. Benuccio teneflè Vernia ; di che guerreggiavano . Ad- divenne , che uno figliuolo baltardo di Ne- rone , che venia ad eiVere nipote d^ Alberco , coir aiuto di Mefs. Benuccio , e degli Ubaldini, a tradimento uccife Alberto del mefe d' Ago- fto a' 20/'^ Avca nome Spinello ; e tolfe la fignoria di Mangone . l\ Comune di Firenze fentendo quefto , venne cercando fae ragioni . ed ultimamente Spinello non veggendo dai Comune poterfi difendere , lo vendè 1 700. fio- rini d' oro , ed ebbe la poiìèffione il Comune ^i Firenze a' i i.d' Ottobre mcccxxv.^-^

Come

(i) Villani /.p. r.3ri. y5V/ 29. d' Agojìo .

(2) Quella compra vien regiftrata nel Z,ib. Z. ConJìUer^ Aff. 12^5' delle Riforìiiag aio. col nome di fom- miffione al Comune , e vi fi leggono Domintts Che* rardtis deCaJlro Fiorentino , ^ Dominus Ranerìtts de Vìllanova , c^ Antuniìis de Ibizis , ludìces Sin* dici C^mmunis Florcnùe ^d recipìendam fuhmijjìo» fiein Mangosiis . Ed appreiTo immediatamente (I legge .1* afToluzione dalla condanna del nonninato Spinello , e di alCTÌ , qui operam dederunt , ut diófttm Cafirum fubiicnetur Communi Florentte . Ed è da notare, che il detto Spinello è defcrirto così: Spìnellus al* terius Spinelli filii Comitis Alcxaudri de Mangom » Dal noftro Zih. D. a 162,

L I K R O S E S T O. 5J

Come Caflr uccio venne coli' ofle fuo a Firenze ^ e dove. Rub. 35^8.

CAfiiruccio , avuta la vittoria, e prefo At-- topazio, fece abbattere il ponte a Gap- piano, e la fortezza, che v'era, e Montefal- cone , perocché erano in corpo alle Terre de i Fiorentini ; poi ne venne in Piftoia a' z6. di Settembre , e a zy. mandò T olle a Car- mignano , ed ebbe ogni cofa, falvochè la rocca . A' 29 Ca (Ir accio in perfona venne alla Torre colf ofte fua , e a' 29. andò coli* o- lle in fui poggio, e piano di fopra a Signa, e fu Signa abbandonata da' foldari de' Fiorentini . A' 30. di Settembre puofe fuo campo a Sanmoro , e fece ardere , e dibruciare il pia- no, cioè Bronzi, e Campi, e Quaracchi, ed ?.rfe quivi ; pafsò più innanzi . perocché andò a' primo d' Ottobre ne' borgni di Peretola , fece infino alla città di Firenze venire faci corridori, e in nelle porti fece baleftrare , e chi diile lanciare ; e bene fpolverczzò con fuo- co , e ruberia tutto il piano . A' 4, d' Otto- bre fece correre tre palj ; l'uno di fcarlatto a cavallo ; 1' altro di panno bianco a' pedoni ; lo terzo di guarnello a femmine , e moflèrfi di fui fiumicello di Rifredi ; e non però a quel tempo fi dice, che' Fiorentini avieno, comec- ché foffero (lati fconfitti, più gente, che Ca- ilruccio 5 e non ufcì perfona di fuori per tema V 3 di

54 ISTORIA FIORENTINA

di trattato . A' 5 fi partì , ed arfe Peretola ,

e frefe il callelio di Capalle, e di Calenzano ,

ed andolTene a Signa . A' 6 . arfe tutto il

piano , dalia Lafira infino a Grieve ; il Martedì

cavalcò in perfona al ponte a. Grieve, e mandò

i corridori iniino tanto , che colle baleflra git-

tarono nella porta; e poi fall una brigata in-

imo a Marignolle , ed infino a Soffiano , e parte

r" jriuno infino a Colombaia , ardendo ciò ,

innanzi loro era. A' 8. mandò infino a

olì , e a Pefa , e a Torri , e ftefero a Mon-

.pp, e a Fontormo . Ebbe infra quelli il

-. (elio di Carmignano , cioè la rocca, e poi

ipafsò r acqua d' Arno a' 12. e andò verfo

Prato facendo il fiinile .

Come Azzo volle venire a Firenze la feconda volta , e fece correre il palio, Ruh.^^^.

AVeano i Fiorentini a petizione del Papa mandato in Lombardia contra la cafa de' Bifconti gente due volte, e fatto correre il palio in fulle porti di Melano . Azzo s'era , come detto è addietro 5. Rubriche , trovato a fconfiggere la gente de' Fiorentini , e Itatofi infino a quefto a ripofare in Lucca, tanto che ebbe i danari della promelfa , e delle fuc prede . Poi per vendicarii de' Fiorentini veane a Cailruccio , e con lui s' accozzò , e furono circa duemila uomini da cavallo , e cavalca- to-

L I B R O S E S TO, 55

rono , e vennero a Rifredi , e fece correre uno palio di fciamito a traverfo a Rifredi, e te- nerlo in ì' Ifola per modo, che in Firenze fi vedea ogni cofa . Di che in Firenze fu gran dotta per queda feconda tornata . E ciò fu a' di 26. d' Ottobre xMcccxxv. Lo fecondo fi tornò verfo Lucca, e andoiìène in Lombardia.

Come fi mandò al Re Ruberto per aiuto , ed ^ffor^

zo/ft Fiefoìe , e Sanminiato a Monte .

Rubrica 400,

E Sfendo i Fiorentini così malmenati in que- lla furia , perchè Caftruccio non riponeffe Fiefole , r afforzarono , e fornirono di buona gente,efimile Sanminiato a Monte, e man- darono ailo Re Ruberto per aiuto, ed a' vicini richiefero,e fondadi di gente per tema, non paffaiiè ad ardere di d' Arno , e dalla città , cioè a Sanfalvi , o Ripoli; e feciono loro Ca- pitano Mefs. Oddo , eh' era Capitano della gen- te de' Perugini .

Come il Conte Ugolino da Batti/olle fece gita in Mugello, Rub. 401.

CCme addietro Rub 350. fu detto, il Comu- ne di Firenze comperò dal Conte Man- fredi Ampinana, ficchè di ragione la tenea . Eflèndo il Comune di Firenze nelle dette av-

ver-

§6 ISTORIA FIORENTINA

veriitadi di pochi fconfitto, e Caftruccio ardea intorno a Firenze , fi mofle il Conte Ugo di Guido da Battifolle , e tolie 5. popoletti> e ville appiè d' Ampinana , e ripuofeli contra

il volere de' Fiorentini ; ciò furono

.... E quella fu a' Fiorentini troppa gran fo- ina a foftenere, perocché lo padre era lìato troppo amico de' Fiorentini , e bene fi nota- rono colla penna, come innanzi diremo . Que» fto fu a' 2. d' Ottobre ^'^ mcccxxv.

€of?2e Ca/lniccio pofe ojìc a Prato , e poi fece come

a Firenze y ed andò in Valdimarina.

Rubrica 402.

rf^AftruGcio feguitando fua vittoria , venne ^^^ ad ofte a Prato, a' 1 9. d' Ottobre ^"^ nel detto anno, e fletteva dieci ^5^, e pafsò ia Valdimarina , ed arfe per paflàre in Mugello . La lega gli fi fece a' palli alla Croce aCom- biati, ed i Fiorentini gU mandarono 200. ca- vaUeri, e 2000. pedoni dietro ; e non che n' ebbe lingua , s' era impaurato . E riduf- fsli innanzi, che la gente de' Fiorentini vc- nifle , ed andonne a Signa , e mandò corren^ do , e guadando infino a Giogoli, e fece cor- rere innno a Rifredi ; ed ultimamente fi parti

colla

(i) Villani /.p.f •^\%.ìnCaUn d'Ortotre^

(2) Villani /. 9. e. 319 A dt 2^. d'QPtoèrSp

(3) Vili. 1. cit. Per p. dì.

LIBRQSESTd. 57

colla grande preda , la maggiore , che fofle fta-» ta fatta a Firenze, già grandiffimo tempo; e certo e' non potea più, non vincea, pa- gare ; ma tra la vittoria , e '1 guadagno , e poi Io rii'catta de' pregioni gli feciono fare gran fatti . Tornoffi in Lucca a' 4. di Novem- bre ^^>.

^onìe Cafiriiccio fece dikgìone del Carroccio , de pregioni di Firenze . Rub. 403.

A Vea nella feonfitta Caftruccio prefo il Jl» carroccio , e la campana , lo quale car- roccio avea adornato lo dìdiS. Martino delle bandiere del Comune di Firenze , e de' loro foldati, e fuvvi lo carroccio, e mandollo di- nanzi a a offerere , ed appreflb il carroccio Mefs. Ramondo Capitano, e tutti i pregioni, e ciafcuno con una candela di 12. danari pic- cioli, ed il Capitano con uno torchietto alla Chiefa di S. Martino , ed egli con molta pom- pa colla brigata fua dietro . Poi fece loro uno bello mangiare ; e fatto ciò li fece mettere in pregione, e porre loro grandi taglie. Li Cit- tadini di nome , eh' ebbero taglie , fi furono quefti<^>

Come

(x) Villani 1. cìt. f. ^20. A' d\ x. NovemBre . (.2) Mancano nelI'Origina'C , e finora non fi fonopotuti Supplite con alesi rifcofìcii .

5? ISTORIA FIORENTINA

' -Some (l fecero or alni in Firenze y che certi non

^otejfero avere iificìo per alcuno tempo ,

Rubrica 404.

ERano in Firenze grandi rofpecioni per gli cittadini di Firenze , conliderato , che ogni li parenti de' preli diceano di fare pace con Caftruccio , eflèndo da lui vituperati ; di che fi provvide, che niuno di quel legnag- gio , di che erano' preil , non poteffero alcuno oficio di Comune dentro la città, di iliori avere , mentre li pregioni erano preil , eflère in niuno configlio . Quefto fu tenuto grande cofa, e molto fi dolieno i parenti, dicendo , loro eflère morti , e preìl in fervi- gio di Comune, ed ancora fegnati per foipet- to , e gran turbazione nacque ; e pure così li flette la cofa . Ciò fu a' 1 3 . di Novembre Jticccxxv.

Come Caflntccio prefe il Caflello di Muntemurlo . Rubrica 405.

CAftruccio ehendo al di fopra della guerra , come è detto , fi venne ad afìedió al ca- ilello di Montemurlo a' ^6. di Novembre .Mcccxxv. e molte fortezze di cittadini , e torri di guardia, come s' era de' Pazzi, e Strozzi, prefe, e disfece, che erano ivi, e poi ftettc

fer-

LIBRO SESTO* 5^

fcrrno allo afledio infino a' 8. di Gennaio Mcccxxv. e poi fecero patti con quelli, che lo teneano . Ciò fu Giovanni di Mefs. Tedici Adimari, e Neri di Mefs. Pazzino de' Pazzi, falve le perfone, e l'arnefe, che portare ne poteffero. Ed ancora fi dice , che con dificj gli avieno conci , che fu loro di necefiltà renderfi, ed ancora T aveano protellato di foccorfo più volte , e poteano i Fiorentini foccorrere , e non vollono . Cailruccio lo for- nì, e murollo molto bene, e fece con eilb di molto danno , e vergogna al Comune di Firenze .

Come lo Re Ruberto mandò gente a* Fiorentini. Rubrica 40 6.

COme narrato è addietro Rub. 400. i Fio- rentini aveano mandato ^llo Re Uberto per gente , la quale gente giunfe in Firenze ; e ciò furono 3 oc. uomini di cavallo; e ciò fu neir anno dei Signore mcccxxv. a' 2. di Di- cembre . ^^^ -

Come la gente di Caflruccio venne ìyìfino a Mon- ticelli di Firenze . Rubrica 407.

AVcva Caftruccio gente a Signa , e vennero a Firenze , e corfero infino preflò a Fi-

ren- (i) Villani /. p. e. 32^. // d\ di Caleu Dicsmhrf^

4fo ISTORIA FIOREKTSNA

renze , ove li dice Monticelli , dalla porta a S. Friano . Certa gente ufcì fuori , e furono rotti quelli de' Fiorentini . Sonò le campane , ed ufcì fuori il popolo , e Cavalieri , e die- dona loro la caccia infino alla Pieve da Set- timo ; e ciò fu a' i o. di Dicembre mcccxxv.

Come i Fiorentini dierono la ^ìifegna di Firenze a' Bianchi contraCaJir uccio . Rub. 408.

LI Fiorentini H vedeano Caftracclo appref- fo , e guerreggiare , e fpcfe grandi , ed i loro pregioni li tribulavano, che li loro congiunti , eh' erano in Firenze , non avendo riguardo al loro llato, della Repubblica, ogni trattavano fegretamente con Catìruc- CIO , e fpezialmente i Grandi ; onde fi diliberò di darfi a Mefs. Carlo figliuolo del Re Uber- to , il quale era primogenito , e Duca di Ca- labria ; e veramente ,. che egli li confervaflc in quelli ftatuti , e reggimento , ed ordini , che allora erano ; e .veramente , alla guerra avefle continuo 1000. uomini di cavallo, Ji quali follerò foreftieri del fuo reame, e non del Regno , e per quello avelie ogni mefe fio- rini 1 6666. e due terzi di fiorino , e quello s' in- tendefie durare io. anni, ed in perfona flare alla guerra . E prima conduceiTe vinto Ca- llruccio , o pace onorevole , allora aveife ogni aaao la metà delli danari , e potefTe lafciarc

fuo.

LIBRO SESTO. 6l

fuo Vicario, e tenere folamente 400. uomini da cavallo ; e ciò fu mandato il della Pa- fqua di Natale mcccxxv.

Come i Fiorentini fecero uno Capitano di guerra. Rubrica 40^.

DEI mefe Settembre di quefto anno , ef- fendo venuto dal Sepolcro Mefs. Piero di Narli di Francia , ed un fuo figliuolo , con bella compagnia , alle fue fpefe volle eilére alla battaglia , di che Caftruccio fconfiflei Fio- rentini air Altopafcio ; ove il detto Mefs. Pie- ro fu prefo , ed il figliuolo morto ; ed egli il ricomperò fiorini 1000. d'oro, e venuto in Firenze narrò , cqm' egli avea , ftando , in- nugelliti certi foldati di Caftruccio circa 200. tra Francefchi , e Borgognoni . Di che fu elet- to Capitano di guerra a' 5. di Gennaio ^^^ MCCCXXV. e fece buona, e follicita guerra, e feguì fuo trattato con certi ConefiaboU di fuo faefe , cif erano con Caftruccio , di fare uccidere Caftruccio , e di rubellare Signa , e Carmignan9 , e tornare dalla parte de* Fiorentini con più di zoo. Cavalieri. ^^^ quale trattato, per difetto di non cautamente etìère menato , tornò alf o- recchio^ di Caftruccio ; onde fece pigliare tre

de'Co"

(i ) Villani /. 9- <•• 5 5 3 I^ Caìeti di Gennaro . (2) Supplito col Villani, luogo cit. per difetto del MS. tìv' è qualche cgnfufione >

6t ISTORIA FIORENTINA

de^Cone (labili, che trattavano, e feceli mo- rire , e poi licenziò tutti i Francefchi , e' Bor- gognoni . E ciò fu a' di 2 0. di Gennaio mcgcxxv.

Come Cajlruccio venne a ofte a Firenze . Rubrica 410.

CAftruccio avendo , come detto è , fodif- fatto al trattato di Sijma , che i fuoi Bor- gognoni faceano co' Fiorentini , fi cavalcò ,c venne in perfona a Torri , ed a Sancafciano , ed arfe, e fece gran danno, e poi tornò a Signa , e pafsò T Arno , e venne a Peretola , e menò pjo. uomini di cavallo ^'^ , e 3000. pe- doni , e quivi (lette dalla mattina alla fera , e perfona non ufcì di Firenze contra a lui ; fi parti , ed andò a Carmignano , e fecelo afforzare , e tornò a Signa , ed arfela ,

Q Hi fono i Fr tori da mezzo Febbraio 13^4. a mezzo Febbraio 1325. Rub. 411.

JDAnchello del Buono.

Gherardo di Gentile .

Giotto di Fantone degli Angelotti.

Taddeo del Ricco. Arlotti.

Niccolaio di Nello Rinucci.

Piero del Papa.

Odaldo del Cianga Gonf di Giuftizia.

Ser Catlello del Maedro Rinuccio lor Net

Ri-: (ij Villani I. eie. f. 335. Con ottocento Cavalieri *

.LIBRO SESTO. €j

Ridolfo di Guido . Filippo di Lippo Buonfigliuoli . Giovanni Criitiani .

Mefs. Orlando Marini Dott. di Leggi. Federigo d' Arrigo Federighi . Geri di Guccio de' Ghiberti . Bartolo di Lapo Benci Gonf. di Giuftizia . Ser Giovanni di Ser Spigliato da rilicaia lor Notaio.

Bartolo Bandini .

Filippo di Duccio de' Magalotti.

Dardano di Tingo degli Acciaiuoli .

Bindo d' Ammannato Profperi .

Giovanni di Dingo de' Marignolli .

Bartolo di Xotto Bifcheri .

Manetto di Dello degli Scilinguati Gonf.

di Giuftizia . Ser Michele di Ser Francefco da Caftelfio-

rentino lor Notaio .

Simone di Neri da Quarata . Bonaguida di Fabro de' Tolofini . Valorino di Lapo Valori . Bindello di Simone de' Beccanugi . Rinaldo di Veri Rondinelli . Fedeilo {al. Fedele ) del Roflò ^'\ Giovanni di Donato Viviani Gonf. di Giuft.

Ser

(i) Magi. Roffi.

(4 ISTORIA FIORENTINA

Ser Zanobi di Ser Bartolo da Pozzolatico ^'^ lor Notaio .

Set Bekaro di Bonaiuto.

Totto di Tedaldo .

Bartolo Paradili.

Mafo Valori.

Giovanni di Bernardino de' Medici.

Filippo di Migliore Pazzi ^-^.

Guiglielnio di Vita ^5) degli Altoviti Con€

di Giuftizia . Ser Stefano di Giovanni ior Notaio .

Lapo di Mefs. Angiolino de' Magli *

Miglino Magaldi.

Francefco del Bene Benevieni.

Franca fco di Manno Attavlanl.

Euro del Ricco.

Bartolo di Bonafede .

Durantozzo di Lapo Bonfantini Gonf. di

Giuftizia . Ser Buoncriftiano di Ser Simone lorNot.

Come Cafir uccio cavalco il Comune di Firenze Rubrica 412.

Aftruccio tenn€ trattato con

de' Frefcobaldi , che tenea in «guardia la

O'

Ca-

(i) Magi Pazzolatic», (2) Magi. Panotzi (3) Magi. Vinta, Petrib. di Ments *

L I B R O S E S T 0 . 6$

Caftcliina di Greti, e diegli fiorini 500. e F eb- be a' 29. di Marzo mcccxxvi. e poi eavaìcò per Io piano tutte le Terre infino a Empoli , e combattello a' ó. d' Apnìe , e prefe a' 8. d' Aprile ^'^ Fetrcio, eli e fopra a Empoli, bene che poco tenne Fetroio , perchè non era forte , ma lo disfece ,

Come Mefs. Piero Capitano di Firenze fu prefo , e

f confitto , e tagliatagli la tejla per Cajir uccio .

Rubrica 413.

MEfs. Piero Capitano de' Fiorentini era fot- ti le uomo , e favio , ed infra F altre cofe menava fpello trattato colla gente di Caiiruc- cio, Caiiruccio itimò di farne uno doppione così fece , che certi Francefchi , e Borgogno- ni , eh' erano in Carmignano follerò con lui in trattato; e così fu ; e dato il dì, Caftruc- cio dovea eflère in aguato, e lo Capitano an- dare a Carmignano, e ardendo, e guadando il paefe ; ed a quello ardere eglino gli dovea^ no dare il cartello. Così fii ; a' 15 di Mag- gio, partendo r Ombrone conico, uomini e- letti, tutti Conefiabili, e Caporali, e 500. pe- doni , di die s' abbattè nel primo aguato , e quello , coni' era ordinato , ruppe , per condu- cerlo nel fecondo; condotto nel iècondo fu rotto Mefs. Piero, e prefo, e menato in Pi» Tomo XII E fio-

(1) Villani /. 9. r.341. A\d) 5. d' Aprile,

66 ISTORIA FIORENTINA

ftoia, e quivi Caftruccio gli fece tagliare la teila. E ciò fu, che fu prefo, a' 15. e a' 17. gli fu tagliata la teda , nel!' aano del Si- gnore MCCCXXVI.

Come il Duca d' Atene venne Vicariò del Duca di Calavria, Rubrica ^14.

MEfs. Gualtieri Franzefe Conte di Birrcna, e Duca d'Atene , Io quale avea per mo- glie Madonna figliuola del Frmzi

di Taranto fratello del Re Ruberto , fi venne in Firenze Vicario dello Duca diCalavria con 400. uomini di Calabria, e fece per fua parte rimuovere tutti gli uficj , eh' erano . e' Priori , ed ogni altro uficio,e giurare nelle fje mani, e ricevette per lo Duca di Calarria detto . veramente flettono ogni unciale infino a mez- zo Giugno ; e ciò fu negli anni del Signore Mcccxxvj. a' 17. di Maggio. Recò feco uno Proceflò Papale /il quale in parlamento fece leggere , come lo Re Ruberto era Vicario di Imperio in Italia.

Come il Legato di Pap^ Giovanni venne in Firenze . Rubrica 415.

I

N Fifa venne a' di 2.3. di Giugno ^'^ Mefs. Giovanni Orfini Romano Cardinale , e Le-

ga-

•71.-'! J ^

"<i.o A d\ ì'^, di Gii

LIBRO SESTO. 6^

gate di Papa Giovanni ; elTendo ivi piuvicò Ilio' proceffi , e poi ii partì, e venne in Firenze a' 30. di Giugno, e piuvicò il fimile , e la fua legazione era in effetto con grande arbi- trio , e a mettere pace j nell' anno del Signo- re MCCCXXVI.

Come il Duca di Calavria fu Signore di Sien0 per cinque anni. Rub. 416.

LO Duca di Calavria venne in Tofcana , ed intrò in Siena a' io. di Luglio MCCCXXVI. ed i Fiorentini per le male difpoft- zioni de' Sancii , che tra loro per parti li gua- ftavano, li mandarono, che eilò dovefle effere pregato per lor parte di mettere concordia, e così fece : ed ultimamente gli fu data la li* gnoria di Siena per 5. anni ; e addimandò poi a' Fiorentini per ^óooo. fiorini, li quali dilìe avere fpefi in Siena per ftarvi a loro peti- zione . Ma non ifcrivo nulla V onore , e la fi- gnoria di Siena ; di che molto ne gonfiarono i Fiorentini , e parve loro cattiva incomin- ciata di fignoria .

Come il Duca di Calavria venne in Firenze , e con che C07Vj)agnia. Rub. 417.

N

Eir anno del Signore mcccxxvi. Mefs. Car- lo Duca di Calavria venne in Firenze E 2 per

68 ISTORIA FIORENTINA

per Signore a' 30. del mefe di Luglio j 6 menò Tcco la moglie , eh' era della cafa di Frangia , nipote del Re cU Francia , Madonna

figliuola di Meis. Carlo di Valofa.

La compagnia in effetto fu quefla . Mefs. Gian- ni fratello del Re Uberto , Pren'^a della Mo- rea,ch'ò la Morea in Romania ; Mefs. Filippo fig iuolo di xMefs. ..... Prenza di Taranto

fratello del Re, e Difpoto di Romania ; oltre a quefti due Reali , T uno fratello del Re U- b-erto, e !' altro nipote, menò Mefs. Giuffre- di^'^ di Marzano, il Conte di Squillaci, ch'era

di perfona grandilfimo uomo ; Mefs ,

.Conte di Sanfeverino , eh' è del maggior ca- fato del regno; Mefs. ..... Conte di Chia-

ramonte, eh' è del legnaggio di Sanfeverino detto ; Mefs. .... Conte di Catanzano gran- de gentile uomo , qua(i de' più di Calavria ; Mefs.\ .... Conte d'Altamonte pur di Ca- lavria: Mefs. . . . . da Fabriano Conte d' Ar-

fianoj quefti per femmina nato de' Reali di Francia ; Mefs. Romano ^-^ della cafa degli Orfmi Conte di Nola preflo a Napoli a 12. miglia;

Mefs de'Gaetani da Roma nipote di

Papa Bonifazio d' Abruzzi , Conte di Fondi in quella Provincia d' Abruzzi : ed è in Campa- gna il Contado fup ; Mels di Pipino

Conte di Minerbino, dello paefe di Puglia, il

Ilio

(r) Vllisni /. f o. e. r. Mefs. Tommafo da Marzan» , (2) Supplito dalVillkni /, cit.

t I B R O S E § T O . <5p'

fuQ Contado . Tutti quefti fono Conti , die hanno Io Contado loro nello reame dello Re Uberto . Diremo ora de' Baroni , figliuoli , o fratelli de' Conti, Mefl Guiliielmo detta cafa degli Stendardi; ha fua Baronia in Terra di lavoro. Mefs. Amelio della cafa dal Balzo, fu- rono Provenzali ; ha fua Baronia in terra .

Mefs Signore di Bera ; quelli

era Francefco , e non avea nel regno. Mefs. ..,,.. della cafa di Merlo, di nobile fan- gue di Francia , di Campagna, di Eboli dello reame ; ha fue caftella . Mefs. Giuifredi di Gian- villa, uomo del di Francia, franco Cava- liere. Mefs Iacopo di Cantelmo^'^, quefti è Barone in Terra di lavoro nel reame . Carlo di i\rtugio ^^^ Provenzale , uomo di gran valore. Mefs, Guillielmo d' Ebole Francefco . E volendo a nome contare tutti , non è di noftra mate- ria ne cetfario ; ma in fomma menò feco 1547. uòmini di cavallo, infra quali avea 317. Ca- valieri a fproni d'oro; il quale veduto fu co- me Signore, e per fua abitazione gli fu aflè- gnato il palagio del Fodeftà , ed il Podeftà andò a (tare' ili Orto S Michele in cafa i Macci . Sicché dove dovea tenere almeno 1000. uomi° ni da cavallo, rie menò tra con quelli del Du- ca d' Ateni, e quelli, cui egli avea menato, furono in tutto 1947. e fu bella gente tra E 3 Fran-

(i) yii. CanteWm .

(1) MS. d' Armigio\ i

70 ISTORIA FIORENTINA

Francefchi, e Provenzali, Borgognoni, e Ca* talani , e d' altri Paefi .

Come il Duca Calavrìa richiefe V amijlà . Rubrica 41 8.

LO Duca per fare fua onorata imprefa , nel principio richiefe T amiftà ; infra' quali ebbe quelli. 3^50. uomini di cavallo da Sanefi. 300. uoìiiini da' Perugini. 200. li Bolognefi . 100. gli Orvietani; mandò a' io d' Agoflo ivicccxxvi. ICO. uomini di cavallo Manfredi di Faenza. 300. menò il Conte Ugo di . ...^'^; che in tutto ebbe d'amici 1350. cavalieri. Pedoni ebbe d' aiuto dal Conte Ruggieri da Doadola 300. Avendo quefta gente raccolta, fanza dubbio , tra che Caftruccio era male fa- no per 1' affanno, che avea durato quell' anno, e per la nobile ca\ allena , fi dicea , che fi finia la guerra ; ma Caftruccio favio trattò pace col Legato, e col Duca, e non fece ofte i di eh© molto ne 'ngregarono i Fiorentini .

Come ài Duca mutò parte a Fiorentini o Rubrìca 41 9,

PEr !a bucna guerra , che il Duca facea, mof« lite a' Fiorentini in quello modo; che volle, che fi gli ccnfermaliè la fignoria per 10,

an- (i) Quefti manca nel Villini r

LIBRO SESTO. Jl

anni , e cominciaflèro in calen di Settembre , e potere fare ogni volta a fuo modo i Priori , ed ogni uficio ; e così ebbe. E' vero, che i Grandi gli voleano dare la iìgnoria dei tutto, e non la volle , perchè feppe , che lo faceano per levare gli ordini della giuflizia, e perchè il popolo non avelie più lignoria ; e di qiiefto fentendo il Duca, ne vedea male contenti i! popolo , e però lafciò .

Cerne fallì la Compagnia degli Scali , Rubrica 420.

NEI detto anno del mcccxxvi. a' di 4. d' A- gofio li fallì la Compagnia degli Scali, ch'era badata più di 1 00. anni ^'^, e non avea in Firenze niuno ricco , ed abiente , eh' aveile danari , che poco , o d' ailài danari non avelie fufo , e fu quella una gran perdita . Diceii , li trovarono debito fiorini allato di quattrocen- tomila ........

Come i Fiorentini murar 0120 il Caftello di Signa . Rubrica 421,

VEdendo i Fiorentini, che Caftruccio era un poco a fiepe , con tutto che '1 Duca con tanta gente ne olle , cavalcata facea , per potere far fcminare , e lavorare il piano ^■

E 4 ri-

(r) Villani /. io. f.^.P/i)» di lao.

ISTORIA FiORENTINA

ripuofono il cailello da Signa , e murarollo, e guarnirlo di gente . E ciò tu la imprefa di ciò fatta a 15. di Settembre mcccxxvj.

Cojne il Duca f e fare guerra a Caftr uccio . Rubrica 422.

]L Marchefe Spinetta , eh' era a Verona , ebbe dal Duca 300. uomini di cavallo , e dal Le- gato 200. e da Verona 1 00. e toìfe in Lunigiana due Cartella aCàitruccio, e puofe afièdio a Buo- li , e alla Verruca. E certi ufciti di Pifloia pre- fero Ravignano, e Mammiano^'^. Di che Ca- ftruccio r afìèdiò , e venne in perfona a Pi- ftoia, e fornì i paiTl. 11 Conte di Squillaci vi cavalcò con molti Fiorentini; ebbe 2000. uo-^ mini di cavallo , e ultimamente per lo male paflb non poterono foccorrere , e per molte acque, e nievi; di che convenne, che tornaf- fero in Firenze con poco onore ; e '1 Marchefe Spinetta abbandonò la 'mprefa , e Caftruccio- con onore rientrò in Lucca : e quelle cof^ furono a Ottobre mcccvxvi.

Come 11 Duca di Calavria con fentimefito del Re mutìi farte in Firenze . Rub. 42 3 .

LO Duca di Calavria fé, e colle lettere del Re , diffe a' Fiorentini , che faceiìera

co' Sa- (i) Villani /. lOcT. tf, Marnici no t

LIBRO SESTO. 73

co' Sanefi , e Perugini , che pagaflcro la taglia dell'avanzo della gente, oltre agli 1000. uo- mini di cavallo : e volea , che uno de' fuoi Ba- roni foflè Tempre in palagio co' Priori, per vede e ciò , che li fii celle ,0 egli fi volea tor- nare a Napoli. Li Fiorentini iividono gravati delle fpefe , e gravarfi di quefto fopra più; nondimeno vidono mcdo di contentarlo , co- me che avieno ragione di dolerfi fanza fallo, che egli rompea loro i patti, e dierongli, óltre a' 2-, 000. fiorini trentamila ; e T uficio de' Prio- ri non potea fare nulla, non come e' volea.

Come la T>uche[fa moglie del detto di Calavriaf& rendere le trecce alle Donne , Rub.424.

CErto è , che li Francefchi fono gente vana d' amore , e baldanzoli in ciò ; di che addivenne , che eflèndo le donne vagheggiate da' Francefchi , la Duchefla fu richiefta dalle donne de' Fiorentini , che per potere meglio sfrenare, riaveflero certe loro trecce, loro le- vate per addietro ; e così volle la Duchefla , e così fu ; e ciò fu fatto la vilia di Natale

MCCCXXVI.

Come il Duca ruppe i patti a' Fiorentini di ter fi le Terre loro, ed altre, Rub. 425.

AVea il Duca patti co' Fiorentini , niuiia Terra volere tenere , occupare de i

Fio^

74 ISTORIA FIORENTINA

Fiorentini ; di che con fuoi modi cercò di vo- lere , e cosi fece , che per lìndacato liberamen- te Prato in perpetuo , ed oltre a quello li ebbe Colle , Sangimignano , Sanmignato al Tedeico , per I o. anni, con loro patti , e franchigie ; e cic> fu del mefe di Gennaio mcccxxvi.

Come fi cavalcò a Pijloia . Rub. 426.

LO Conte di Monte Scaggiofo ufcì di Pram con 800. uomini di cavallo , e fece a Pi- lloia di notte in full' alba afTaiimenio , e rup- pe i ferragli dell' antiporto , e la porta dell' an- tiporta della porta ; cavalcarono le ville , ed arfe, e ruppe mulina, e tutto, e fece gran- diflimo danno -, ed ufcì a' 21. di Gennaio ^ tornò a' 22. deli' anno del Sig. mcccxxvi.

Qucfti fono i Priori da mezzo Febbraio 1325, a mezzo Febbraio 1326. Rub. 427.

B

lliotto di Metto Biliotti.

Iacopo d' Alberto del Giudice .

Meglio Fagiuoli .

Cambino del RcfTo .

ISliccolò di Berto Strozzafichi,

Forefe di Geri de' Ferrantini .

Boninfegna d' Angiolino de'' Machiavelli

Gonf di Giuftizia. Ser Spigliato Din! lor Notaio .

Mac-

LIBRO SISTO. 75

Maeftro Manno di Maeftro Rinuccio^*^.

Vanni di Ser Lotto .

Coppo di Stefano de' Bonaiuti .

Strozza del Rollò degli Strozzi.

Scoiaio di Meis. Palamidefe.

Malo di Chiermontefe degli Uccellini,

Bardo del Ricco Riialiti Gonf. di Giuft.

Ser Iacopo di Iacopo da Certaldo lor Not. ^'^

Ceri di Stefano Soderinl.

Donato di Lamberto dell' Antella,

Gentile di Mels. Oddo Altoviti »

Tecchino di Ser Rinaldo.

Cecco di Spina Falconi.

Ricciardo de' Ricci .

Francefco di Meo degli Acciaiuoli Confai,

di Giuilizia . Ser Puccio di Ventura de' Mori lor Not.

Dino di BonaìTuIda. Cione di Bonlignore Bifarnefi . Tuccio di Dello degli Scilinguati , Baldera di Duccio . Tinoro di Nardo Guafconi. Antonio di Landò de<^li Albizzi . Cenni di Nardo Gonf di Giuilizia . Ser Francefco di Ser Palmieri lor Not.

Mefs,

(0 Magi. Rtnuccìno MeeffC§ (2) Manca nel MS.

q6 ISTORIA ?IORENTl:-^A

Mefs. Tommafo di Duccio de' Coriìni Doif.

di Leggi. Bonaccorfb di BenciVenni Bentaccorda. Nerozzo di Meo Compagni. Anleliuo di Palla. Vannino di Ventura. Vanni di Neri vocato Ancontano ( ^/: Agon-

tano . ) Daldo di Dingo de'MarignoIIi Gonfaloniere

di Giuftizia . Ser Francefco di Ser Pino da Signa lor Not» -

Roffo d' Aldobrandino".

Giotto de' Pe ruzzi .

Tommafo Dietaiuti.

Falconieri di Baldeie .

Nerone di Nigi .

Leone di Simone .

Mefs. Covone de' Covoni Dott. di Leggi'

Gon£ di Giuitizja. Ser Qone di- Mefs. Rinieri Bondoni lor Not;

Come ji dtlihera di fare eftìmo in Firenze Rubrica 428,

FEce lo Duca , con uficj delli foreftierr, certo eftimo , lo quale fu^ fatto con fé- grete inquifizioni di teftimoni fegreti ; la quale cofa fu molto male agguagliata , e gittò gran- de fraudalo , e rammarichio . Fu la quantità

in

L J B H O SESTO, 7f

in tutto fiorini ottantamila ^'^ ; e ciò Jfii tratto fuori d' Aprile a' i a. nel mcccxxvii.

Come il Duca di Calavria ebbe un figliuoh ffiajchio dalla imglie . Rub. 429.

LO Duca ebbe un figliuolo in Firenze , Io Guale il Comune di Firenze lo fece tat- tezzare, e fece findachi a ciò fare Mefs. Si- m.ojie de* Tofinghi , e Salvettro di Bivigliano Baroncelli , con grandiflimi doni ; ed ebbe no- me Mefs. Martino ^~^ » Fu nato a' 1 3. d' A- prlle MCCCXXVII. moriffi a' 2 1 proifimi .

Com^ il Duca di Calavria ebbe trattato in Lucca , Rubrica 430.

LO DjLi.ca di Calavria fi tenne trattato in Lucca con Mefs. Guerruccio Quartigiani , il quale fu quegli , che gli diede la fignoria a Caitruccio ; e dovea cavalcare lo Duca , e Ca- ftruccio ufcire fuori , ed egli doveano trarre bandiere della Chiefa , e la gente dei Fioren- tini , eh' era a Fucecchio andare , e il Duca tenere a bada Cafiruccio; e ciò fi facea ; rna il Duca non fu il dì, che dovea. Scoperto il traittato fi fece Caftruccio ferrare le porti , ed armare la forefteria, e prefe Mefs. Guerruc- cio

(i) Supplirò col Villani /. io, e, ì6. (a) Villani / io, r. 22. C.?i7<? Martello»

78 ISTORIA FIORENTINA

ciò co'fuoi tre figliuoli, e feciolo impiccare, e ad altri di altri tormenti fece fare, eh' era- no con lui nel trattato , e cacciò tutti i fuoi conforti di Lucca; e ciò fu fcoperto a' 12. di Giugno neli' anno mcccxxvii.

Come il Legato fiuvicò procefo contro il Bavere . Rubrica 431.

ERa difcefo della Magna Lodovico Duca di Baviera , e coronato in Melano . Lo Papa Giovanni XXII. lo fcomunicò, e mandò i prò- ceffi al Cardinale , lo quale era in Tofcana ; ed egli venne in Firenze , e fcomunicò lo detco Bavero , e piuvicò il proceflb a' 14. di Giu- gno MCCCXXVII.

Come fu uno fuoco in Firenze . Rubrica 432.

NEll'anno del Signore mcccxxvii. a' 24. di Luglio vegnente il 25. dì^'^, s' ap- prefe uno fuoco in Borgo S. Apoftolo in cafa gli Angelotti , ed arfe una bella cafa, con cin- que altre cafe.

Come

(i) Villani /. IO. e, 27. A' 11» di Luglio ,

L I i R O SESTO. 79

Conte il Duca fece oftefopra Callruccìo , e prefevB ò\ Maria a Monte ^ ed Artimim . Rub. 433.

IL Conte di Monte Scaggiofo ^'^ Capitano, fatto per lo Duca, andò con circa duemila uomini di cavallo, e fedicimila pedoni a fe- diate la Terra di S. Maria a Monte in Val- damo , ed ebbevi di foccorfo da Bologna uo- mini da cavallo 400,. e ultimam.ente combat- tuto con grande vigore, la vinfero a' 4. di AgoftoMcccxxvii. e furono tutti morti chi en- tro vi fu prefo , poi ribandilla . I foldati Fio- rentini erano malmenati da quelli del Duca fer cagione della preda ^'^ , di che comincia- rono a mettere fuoco , perchè la preda s' ar- delle , poiché non ne potieno avere parte ; e per quefto molti uomini, e quafl donne tutte, ed i fanciulli arfono, eh' erano nafcofi nelle cafe ; poi guernita, e riparata la Terra di vet- tovaglia , e di gente , li partì V olle , e pafsò l'Arno, e venne in verfo Firenze, e puofeli ad olle ad Artlmino , eh' era fortiffimo , e combat- terlo , di che impauriti quelli dentro fi ren- derono ; e ciò. fu a' 2 8. d' Agofto Mcccxxvir. Videfi la ragione delle fpefe d' tin anno addietro paflato, e cinquecento undici migliaia

di

(i) Villani ivi e. 29. ScagUofo , e vi fono altre varietà di numero de* foldati, e de* giorni , e la narrazione più minuta di quefto fatto, da vederli .

(2) Supplico col Villani luog. c'n.

S<^ ISTORIA FIORENTINA

di fiorini, e cinquecento ventotto, e foldi 22. e danari 5. piccioli per un anno Iblo .

Come Caftr uccio fu fatto Duca per la parte , Rubrica 434.

A Vendo il Bavero per P aiuto , e provve- dimento diCaftruccio preia Fifa, li venne a Lucca, e fece Cailruccio Duca, e brivile- giogli ciò , eh' egli avea , e tenea ; ed oltre a ciò Volterra , e dielli T arme fua , e lafciò Ca- ftruccio la fua . Ciò fu ii campo a oro, ed una banda a traverfo a fcacchi d'azzurro, e ar- gento . Ed ebbe di Fifa , e di Lucca il Bave- ro circa dugentomila fiorini ; e ciò fu a' 1 8. di Novembre mcccxxvii.

Come il Duca fece ardere Maeflro Cecco d' Afcoli per eretico. Rub. 435.

UNo Maeftro Cecco d' Afcoli , Io quale fu folenniiìimo uomo in Aftronomia , e in Rettorica, e in molte fcienzie , e dicefi, che diffe , e dicea contra a fede ; mai non lo con- fefsò. JMa pure il fece ardere per alcuna cofa, che in fuo libro fcriflè delle cofe, che fono contra fede

(r)

ma dicefi , che la cagione perchè fu arfo par- ve,

(i) Manca nell* Originale ; ma (i può fupplìre col Vil- lani L IO. e. 41.

LIERO S5ST0. 8l

ve, che doveffe dire, che Madonna Giovan- na figliuola dello Duca era nata in punto di dovere eflere in lufluria difordinata ; di cae parve quello eii'ere fdegno ^1 i^uca , perocché non avrebbe voluto , che fofTe morto un tanto uomo per un libro . E molti vogliono dire , eh' era mmico di quello Frate Minore Inqui- iltore , ed era Vefcovo di Coflanza , percne i Frati Minori erano molto fuoi nimici ; di ciie il fece ardere a' i6. di Settembre mcccxxvii. E di quello mele a^ 30. morì il Maeftro Dino Medico di Filica, lo più eccellente Dottore dMtaiia.

Ccwe Gimmi della famiglia degli Al/ani ebl/e bando dell' avere, e della perfona . Rub. 436,

AVeafi arrecato il Duca la fignoria , che quafi come tiranno era del tutto iìgnore di Firenze . Di che mandando per la fua guer- ra di Sicilia per aiuto a Firenze , tenendoli di ciò coniiglio , uno grande popolano , il quale era chiamato Gianni Alfani li levò, e raccon- tò le fpefe , e la guerra dicendo , che non era tempo da sfornirli di denari, di gente, e che il Duca avea più volte accrefciutofi giu- ridizione , e denari in Firenze , e non avea oflervati i patti, ed oltracciò nelle afflizioni, eh' era il Comune , il richiedea . Di cht per quello il Duca il fece condannare in avere , Tomo XIL F ed

?i ISTORIA FIORENTINA

ed in perfona , ed abbattere i fuoi beni ; e ciò fu nell'anno del Signore mcccxxvil a' i8. di Dicembre ^'^

Co7?2e il Bavero diede a Caflr uccio Caflella de' Pi^

fam y e che lo accompagnalfe , e fi partì per

ire a Roma . Rub. 437.

IL Bavero diede a Caftr uccio delle Terre de i Pifani, Sarezzana, Rotini, Pietralanta ^""^ , Veriilla, Monte Calvoli ,e poi fi partì di Fifa a' di 7. di Dicembre ^^'^ aicccxxvii. e giunfe a Vi- terbo a' 2. di Gennaio con bene tremila uo^ mini di cavallo .

Come il Duca di Calavria fi partì di Firenze Rubrica 438.

IL Duca di Calavria fentendo partito il Ba- vero, jfi miffe in concio di partirli di Fi- renze, e tornare nel Regno, e fece un par- timento nella fua abitazione , cioè nel palagio del Podeftà , ove furono i Priori , ed ogni un- ciale di Comune , ed ogni buono cittadino , e quivi parlamentò, e proferfe allo foccorfo de' Fiorentini al tornare , bifognafle , e volle pure , che rimanelTero obbligati a dugentomiia

fio-

(i) Villani /. IO. r. 48. A^ 7. 4i Dicembre

(2) MH.Phtracafa.

(3) Villani /. IO. 45>. A* di 15. di J)Ì€mbrc .

L I B R O S E S T O. 83

fiorini, e lafciovvi looo. uomini di cavallo, pure i piggiori , e menonne feco il fiore; e partiffi di Firenze a' 2 8. di Dicembre , e lalciò fuo Vicario Mefs. Filippo da Sanginet- to^'^ Conte d* Altamonte di Calavria, ed al fuo configlio due Giudici ; ciò fu Mefs. Gio- vanni da Civita di Tieti ^-^ d* Abruzzi , e Mefs. Giovanni di Giovanazzo di Puglia j e giunfe air Aquila a' i6. di Gennaio mcccxxvii.

Come lo ^mperadore giunto in Roma fu coronato . Rubrica 439.

NEH' anno del Signore mcccxxvii. a' ?7. di Gennaio ^5) effendo Lodovico di Ba- viera, foprannominato Bavero, li fece co- ronare> com' ò d' ufanza in S. Piero di Roma , e fu coronato per due Vefcovi privati di loro Vefcovadi; Turo fu quello di Vinegia nipote del Cardinale di Prato, ed il Vefcovo di Eliera, egli , e la Imperadrice , ed in luogo dello Conte del Palazzo Laterano , che '1 dee tenere a Gre- fima, il quale era Cattolico, ed eraii celiato, fu fatto Conte Caflruccio , e Cavaliere eoa grande folennità.

F 2 Qjiefii

(i) Villani /. IO. e, 50. Da Sauguìiieto .

(2) MS. Ducati .

(3) Villani /. IO. e, 56, A' (Tt i5. di Gemiah

S4 ISTORIA FIORENTINA

Quejìifono i Priori da mezzo Febbraio 1326. a 7?2ezzo Febbraio 1327. Rub. * '^ *y^

OErtuccio Taddei .

Riccardo di Geri Ruftichi.

More Ubaldini.

Pagio lacopi .

Borone di Barone Cappelli.

Pero Bindi .

Luigi di Mèfs. Andrea de' Mozzi Confai, di

Giuftizia. Ser Giovanni di Ser Benvenuto da Sedo

lor Notaio .

Francefco Saffoli de' Saflblini .

Berto Cecchi.

Simone Bernotti.

Piero Guglielmi.

Andrea del Nero.

Giovanni d' Albizzo Cambi .

Lapo di Giovanni Bonaccorli Gonf. di Giuft.

Ser Giovanni Benintej;di Not.

Mefs. Giachinotto di Trincia ( /3^/. del Trin- ca ) de' Corbinelli Dott. di Leggi . Bartolo di Filippo .

Francefco di Borghino de' Baldovinetti .

Uber-

(i) Tutta quefta Rubrìca è lafciata in bianco nel MS. e fi fupplifce qui col Priorifta della MagUabechiana ,

LIBROSESTO. Sf

Ubertino di Roflo degli Strozzi. Nicolao di Nello Rinucci. Maeftro Cambio di Maeftro Salvi Medico . Eernardo di Lapo degli Ardinghelli GQn£

dìGiuftizia. Ser ISardoCiai da Caftelfiorentlno Nót.

Gherardino Gianni .

Caroccio di Lapo degli Alberti .

Donato di Mannino degli AcciaiuoH .

Andrea di Botto Minerbetti.

Gherardo di Lapo Paganelli ,

Naddo di Ser Spigliato da Fiiicaia.

Iacopo d' Adimare de' Beccanugi Confai.

di Giuftizia. Ser Bartolommeo di Benedetto Capitani

Notaio . ^

Lapo di Mefs. Angiolino de' Màgli .

Maeftro Fagno di Spigliato Medico .

Ser Lamberto di Neri Cambi »

Mefs. Orlando di Marino Dott. di Leggi .

Cera ( al. Cenni ) Ghetti .

Luti de' Rittafedi .

Ghino di Veri de' Rondinelli Gonf.di Giuft.

Ser Franchino di Vermiglio Caccialupi Nor»

Mefs. Bartolommeo daCaftelfior^ntinoDot,

di Leggi . Spinello Bonfignori,

F 5 Bar-

8(5 ISTOKIA FIORENTINA

Bartolo di Mafo de' Bonciani .

Banco di Lippo Gianni .

Lorino Bonaiuti .

Berto Sai V ucci.

Filippo di Landò degliAlbizzlGonf.di Giuft.

Ser Bonacofa Compagni lor Not.

Come Cajlr uccio morì , ^' figliuoli prefero , e cor- fero Fifa con gli ufciti di Firenze .. Rub, 440.

DEI detto anno mcccxxvhi. del mefe di Set- tembre , eflèndo il Bavero a Grofl'eto, e combattendo la Terra , gli venne novelle , che Caftruccio avea abbandonato il corpo, e r anima era paflata di qucfto mondo , ed i fi- gUuoli ayeano con gli ufciti dr Firenze corfa Pi- fa . Il Bavero turbato di ciò , come gli fu fatto av vedere , che ^ra uomo aflTai credente , che' fi- gliuoli di Caftruccio córreano in lega co'Fio- reritini , partiiTi dal campo di Groffeto, dal mare , ed intrò in Fifa a' 2 1. di Settembre j ove fu ricevuto , e riformò Fifa ad appetito de^ nimici di Caftruccio ; ed i figliuoli di Ca* flruccio , e la madre intrarono in Lucca con gli ufciti de' Fiorentini ; e fece Vicario di Fifa Mefs. Tarlatino de' Tarlati d' Arezzo fuo Ca- valiere .

Co?n€

LIBRO SESTO, «7

Coì7iei Fiorentini n ebbono Carmignano per forzar Rubrica ^^.i,

L' Anno detto a" 15. di Settembre il Ca- pitano delia guerra de' Fiorentini , ciò fu Meis. Filippo di Sanginetto , li partì da San- iiiignato del Tedefco colia gente del Comune di Firenze, e andonne a Carmignano, e giunfe la mattina vegnente' con fua gènte , e con quella, che d'intorno ordinò, che fofle ivi la mattina , e combatterono il caftello di Car- mignano dalia mattma infino a mezzo dì, da undici parti a un'otta, e dierono la battaglia perinfino alF ora detta , e in quell' ora entra- rono dentro da più parti , e corfero la Terra . La foreiteria , cìie v'era dentro fecero gran- diffima retta a difefa poi del cafteilo, e molti ne furono morti , feriti , e preil . Èrano dentro dal cafteilo alquanti fcappati , che ndullèro nelcaflèro; era tutta la brigata de' foreftieri in Carmignano della gente di Caftruccio 50, uomini di cavallo , e 600. pedoni ; li Fioren- tini erano 9 co. barbute , e da 5^0, buoni fanti. Vinto il cafteilo , la brigata miifero a facco ogni cofa , e pure fu grandiilima preda , e poi af- fediato il caffero, e con dificj , e con ogni ftanzia, e argomenti da vincerlo. Di che il Bavero eflèndo già in Fifa , e a Piftoia fua brigata , i Fiorentini per paura del foccorfo F 4 traf-

88 ISTORIA FIORENTINA

traflcro buoni patti, e larghi , e lafciarono ufci- xe quelli dentro del caiìero , e toìferft il cat^ fero y e diedero ancora loro fiorini 1 200. d' oro, e ciò , chQ portare addoifo ne poteflero ; e ordi- narono di" riporre Carmignano di minore com- pre iTo , che non era, e di murarlo, e fecionvi una torre , che ancora la chiamano la Torre della porta Sandoniii , per onore del Capitano .

Come fnrom fconfltti ^ e si anditi i figliuoli ài Cajìr UCCIO , e la moglie , Rub. 442.

IL Bavero era follicitato da' nimuci de' fi- gliuoli di Caftruccio, eh' egli nor\ gli la- fciailè in Lucca , perocché egli no ne caccereb- bono lui di Pifa . Coitui credette : fece richie- dergli ; di che la loro madre con patti in Pifa , e con danari , e gioielli di più di diecimila fiorini gli fece prefente ; diche parve alquanto raumiliato; poi pure fpinto ne andò in Luc- ca a' 5. del mefe d' Ottobre , e qiiì con fue aftuzie, e ccnuglio di nimici de' hgliuoli di Caftruccio, fece levare romcre in Lucca con- tro loro-, di che vi puofe uno Vicario, il quale era della Baflà Magna , il quale avea nome Ipo- crarb^'^; ed a' figliuoli di Ca'lruccio fi tolfe il titolo delio Contado , e Ducato di Lucca . Tor- nato a Pifa Ipocraro s' imparentò , e tolfe per moglie una figliuola di Cailruccio , e molto

ono-

(i) Villaai /. IO. e. 108. Porsar»»

LIBRO SESTO. Sp

onorava 1 figliuoli di Caftruccio . V altra parte ne prefero fofpetto, e lobillarono al Bavero tanto, ch'egli ritornò a Lucca, e privò del Vicariato Ipocraro ; onde con ifdegno ne andò nella Magna . I figliuoli di Caftruccio , e la loro madre, furono mandati a' confini nel cartello di Ponte Triemoii^^^; e quefti furono i meriti , eh' ebbe Caftruccio del fervi gio rile* vato , e magno , che fece al Bavero ; che fu il principale uomo , per cui il Bavero ebbe la corona ; e così intervenne a chi fi volle fare Signore i foreftieri ; ed intervenga quello , e peggio. Promiflè a'Luccheli libertà, ed im- puofe loro fiorini centocinquantamila, e la- fciarti liberi infra F anno ; e ciò fatto tornò a Fifa , ed impuofe a' Pifani , che pagaflèro fio- rini centomila ; e ciò fu per la grazia , che avea fatto loro di trarli delle mani del tiran- no , cioè de' figliuoli di Caftruccio ; e più af- fentì loro , cne egli die loro licenzia , cioè a' Piiani ^ che a' figliuoli di Caftruccio , e alla moglie deflero bando di rubelli del contado, e della città di Fifa; e cosi fu fatto. E ciò fu del mefe di Novembre ; a' di 8. ^^^ tornò in Fifa , anni mcccxxvui.

Come

(i) Cioè, ^ofttrefnolr »

(a) Villani /. lo.c. io8. A^ dìiS,d'OtUhre>

ISTORIA FIORENTINA

Come Mefs Beltramo dal Balzo venne per parte del

Duca di Calavria Vicario in Firenze .

Rubrica 443.

LI Fiorentini in quefto tempo penfando, ch'eglino davano dugentomila fiorini al Duca di Calavria figliuolo dello Re Uberto ; avendogli mandato a dire, che gli piacefle , dappoiché il Bavero non era per entrare nello Reame , a lui dovefle piacere di voler loro of- fervare i patti , li quali male loro gli attenea, ed a lui volea foflèro atteli nobilmente, con mandarfene i danari , che dovea logorare in Firenze nelle guerre de' nemici de' Fiorentini , ed egli li fi murava in Puglia ; e la loro li- bertà davano a cui di lui, o come gli piacea, e non che liberi, ma peggio , che valTalli. Pure la cofcienza lo riprefe , e mandovyi uno nobi- le , e franco Cavaliere ; ciò fu Mefs. Beltramone dal Balzo con 5 2 o/'^ Cavalieri di bella brigata , e più erano contenti i Fiorentini di co{lui,che non farebbono del Duca , per due ragioni ; l'una,- perch' era d' arme migliore di lui , e Y altra , perch' eglino a tempo penfavano con licita ca- gione volere dire al Duca , non avere loro at- tenuti i patti di (lare a Firenze , o di tenere , e mancare foldo, e nulla avea loro offervato a compimento . Intrò con grande onore il det- to (i) Villani 1. eie. e, ne. con $q%. Cavalieri

LIBRO SESTO. px

to Mefs. Beltramone a Firenze , il primo di Novembre negli anni del Signore mcccxxviii.

Come i7ìorì il Duca di Calavria . Rub. 444,

NEgli anni del Signore mcccxxviii. a' 17. del mefe di Novembre in Firenze ven- nero lettere della morte di Mefs. Carlo Duca di Calavria , e figliuolo dello Re Ruberto , il quale era morto il detto mefe a' 9. Di che in Firenze ne fece grande cordoglio in ap- parenza ; ma per le gravezze, e poco utile, che' Fiorentini ne v edeano , non fu così nelli cuori , e fecefegli grande , ed onorevole annovale,

Quefti fono i Priori da mezzo Febbraio 1317. infoio a mezzo Dicembre 1318, Rub. 445 .

G

Ione Falconi. Filippo di Duccio de' Magalotti . Bartolommeo di Cuccio de' Siminettì . Chele di Pagno de' Bordoni . Neri di Forte de' Bezzoli . Mefs. Bartolo de' Ricci Dott. di Leggi . Bartolo di Ridolfo Guidi Gonf. di Giuft. Ser Zanobi di Ser Bartolo daPozzolatico^'! lor Notaio .

Mefs. (i) Magliab. ed altti fempre , Pazzoìatìc% .,

9^ ISTORIA FIORENTINA

Méfs. Rainaldo Cafini.

Donato di Giotto de' Peruzzi .

Giotto di Fantone degli Angelotti*

Giunta Nardi.

Coppo di Lapo de' Medici *

Neri Lippi .

Piero Bandinl Gonf. di Giuftizia .

Ser Aleffio di Ser Barone da Signa lor Net

Lapaccio del Bene .

Coppo di Borghefe Migliorati .

Lottieri Davanzati.

Palla di Mefs. Iacopo degli. Strozzi .

Bénincafa di Falco.

Bartolo di Buonafede .

Francefco di Meo degli Acclaluoli Gonf.

di Giuftizia. Ser Iacopo di Vanni da Signa lor Not.

Francefco d' Andrea .

Vanni di Ser Lotto .

Coppo Stefani de' Bonaiuti . ^'^

Tecchino ^^^ di Ser Rinaldo -

Mefs. Ugo Lotteringhi Dott. di Leggi ,

Giovanni Villani.

Spinello di Primerano Gonf di Giuftizia ,

Ser Piero di Ser Macone lor Nor,

Lapo

(i) Magi, omette , de' Bonnìutt. (i) Al. Re e e hi ny.

LIBRO S E S T O r 9^

Lapo di Giovanni Gavacciani .

Iacopo d' Alberto dell' ludice .

Gentile di Mefs. Oddo degli Altoviti,

Mafo Valori .

Tinoro di Nardo Guafconi .

Giovenco di Cionetto.

Cecco di Spina Falconi Gonf. di Giuft.

Ser Cecco Cucci da Pontormo lor Noe

FINE DEL LIBRO SESTO

LIBRO

54

LIBRO SETTIMO.

DAGLI ANNI IgzS. SINO ALLA VENUTA IN

FIRENZE DEL DUCA D' ATENE , CIOÈ' SINO

AGLI ANNI 1342.

Come ft riformò la Citta -di Firenze y e parte di

reggimento de' Cittadini , e de' Rettori , ed

Ufficiali di Firenze , Rub. 44(5..

NEgli anni del Signore McecxxviiL del me di Novembre , come è detto , li Fioren- tini rinxaiero liberi per la morte del Duca di Cala vria.j^ e penfando quale modo fofle quello , che gittalTe buona ragione al Comu- ne , ed al popolo nello riformare la città , che infino a quello tempo gli uficj erano (lati elet- ri a polla del Duca; e penfando, che innanzi al Duca V elezioni de' Priorati , e gli altri uficj per l'ambizione del fummo degli uficj, co- me per la grandigia de' Cittadini , che avieno lo llato, ciafcuno tirava acqua a fuo mulino, e che a petizione altrui avieno condotta la città in guerre , e in divilioni , e in fette , e in maladizionii ora i cittadini penfando di

fare

LIBRO SETTIMO. 95

fare elezione di nuovo Priorato, e di farlo buono , e franco , e fchietto , e non fettaiuolo ^ avuto li Priori più, e più configli di richiedi, e più fegreti , e buoni configli , in fine dili- berarono con gli configli opportuni , ed il par- lamento pateficò in fulla piazza gì* infrafcritti ordini fotto gravi pene oilèrvare <,

In prima che ciafcuno Priore, con due Arroti per fefto, di concordia di tutti e fette, aveflè a fare una recata di tutti gli uomini Guelfi , e popolani , li quali fodero degni di effe re nelF offizio del Priorato, che pairaflbro anni 30. per uno.

Item, che ciafcuno Gonfalonieri faceflè con due Arroti il fimile .

Item , che i Cittadini della Parte Guelfa face fiero collo aiuto , e configlio de' loro Con- figlieri il fimile »

Item , che li cinque della Mercatanzia fa- ceflèro ancora la loro recata fimilmente , co- me li predetti ; veramente , che a ciò fare con gii cinque della Mercanzia foflèro due Confoli delle fette maggiori Arti, per ogni Confolato; ficchè erano 19. a fare la recata. E che fatte le dette recate, fi rifcontrafl^ro tutte , e faceflefene una , ficchè ciafcun vi fofib una volta , e non più . E che poi in calen di Dicembre nella generale fala del configlio fi adunafiero li Priori , e li dodici buoni uomi- ni, e li 1 9. Gonfalonieri , e d' ogni arte delle

la.mag-

96 ISTORIA FIORENTINA

12. maggiori arti vi follerò due Confoli eletti a fquittino per gli Priori , e poi per ogni fello aveffero i Priori, e li dodici ad eleggere per ifquittino fei cittadini popolani , e Guelfi , e co- sì ragunati li predetti 98. uomini aveffero a mettere a uno a uno a fégreto fquittino a fave nere , e bianche qualunque recati erano , e quale per 66. ^'^ fave la vineeffe , allora in fei borfe per fei fedi s' imborfafiero , e di quelli li traeffero quando foffe finito Y uficio degli altri, e innanzi per tre dì; ed allo detto fquit- tino li riceveffe una fava fola in mano di Fra- ti , e nel boffolo fi poneffe^ e portaffefi in luogo, che altro , che li Frati non lo fapeffero , veramente , che i Frati foffero tutti forellieri di quelle regole ; due Minori , due Predicatori, e due Romitani ; ed a parte , ed a vicenda an- noverare , e poi così deferirti , ed imborfati in una caffetta fi metteflero nella Chiefa de i Frati Njinori, e fim.iìe F uficio de' dodici , e de' Gonfalonieri . La detta calìa aveffe tre fer- rami ; r una teneffe il Guardiano de' Frati Mi- nori , r altra i Frati di Settimo , e 1' altra il Capitano del Popolo; ed al tempo detto, ra- gunato il configiio, veniffc la caffa accompa- gnata dalla famiglia de' Priori nel p3!agio , ed ivi a forte , ed a fortuna fi traeffero delle bor- fe. Ma il Gonfalomere della Giuiìizia, s'of-

fer-

(i) Villani /. fo, r. 112. Ammirato, e gli altri condrite» mente ^pjfantotPo * Forfè qui è errore dei Cof ifta ,

LIBRO SETTIMO. 97'

fervava cubilo modo

e fimilementc d' ogni due anni fi rlfaceflè di nuovo , e mettei'erli iniieme quelli , die ulciti non fofiero , ed ebbono il divieto ularo ; cioè , due anni la peribna del Priore ^ uno il padre , fratello , e figliuoli , e fei meli i conf-^rti : i Gonfalonieri, e li dodici quattro meli per uno Qurafièro ; ed il conlìglio fbfTè ancora fquitti- nato tra' Priori , e' Collegi, e follerò 300. il conilglio del popolo, e 150.^'^ quello del Co- mune , nel quale fotfero, cioè m quello del Comune, buoni uomini di famiglie; ma in quello del popolo fbflè ogni uomo di famiglie, e mercatanti , e d' ogni condizione , popolani , e Guelfi , e levolli ogni altro coniiglio ; ed il

fimiìe tecicno de'Rett.ri foreaien imborfa- zioni . Ancora le dedici Arti maggiori fecero li loro Confcli aquellQ medelìmo modo.^-^

To^uoXII G * Co-ne

(i) Villani /. IO. f. 113. Ammirato, e gli altri, duccììto ij-y cinquanta

(2) Tuuo quello nuovo ordine (1 legge in piìj , e diverfe Ffovvitìoni fatte fino a turro il d 8. di Die .mhre di detto anno nel Uh. 30. di Configli del.s Rifornì, rf 589 e vi fi leggono i Compofuori , o Eftenfori di tpJi Provved'menri , che fono ; Domìntis Tcm'Jìus ' Corfnì , Giottus Arnaldi de reruzzis Dsnatus ^'Ja fi- ni ni de AcciuiuoUs , Spine us Primemni d^' Mojda* no , Leti un 5 Boriai uti , à' Taldus Valori s*

p8 ISTORIA FIORENTINA

Coi7ie i Fiorentini fofono una impojta a* Cherici , <f fts pojh lo intr adetto a Firenze . ^\ih, ^^j .

IN quedo anno per licenzia del Papa fi puofe alChericato di Firenze una impofta a ra- gione di fiorini dodicimila , e li Cherici non la vollero pagare ; convenne foffero sforzati; di che puofero lo intradetto a' di 1 8. di No- vembre ; poi lo Veicovo , eh' era ito nella Marca , tornò a Fireaze , e veggendo , che quello era fatto per difendere così li beni de i Cherici, come li laici da' nimici di b. Ciiiefa , levò lo intradetto.

Come Mefs. Beltramone dal Balzo Capitano dei

Fiorentini , e del Re Uberto corfe a Fifa ,

ed a Lucca. Rub. 448.

IN quello medefimo tempo, del mefe di Gen- naio a' IO. Mefs. Beltramone dal Balzo Capitano dello Re Uberto , e de' Fiorentini , con mille cento ^'^ uomini di cavallo, e molti pedoni , cavalcò a Pila , eflèndovi dentro il Ba- vero, ed il loro Antipapa, cioè Frate Pietro da Corvaia, con fei Cardinali , e fletterò a Fon- i*e di Sacco due , e due notti , ^-^ e fecero grande danno a Pifani di prede, e di pregio-

ni.

(i) Villani /. IO, r. 117. In numero di rniUe * (2) Villani ivi, e nna nstte *

LIBRO SETTIMO. 5;^

ni . Fu richiefto il Bavero mandafle fua gente fuori ; rifpuofe , eh' egli li pagalTero , e mande- rebbela. Poi a' 21. di Febbraio del detto anno li Fiorentini medeilmamente cavalcaro- no a Lucca ^'\ e fecero grande danno di preda , e di pregioni . ^-^

Come i Fioreiitim fcoperfero il trattato dello hn^eradore , e quello , che nefeguì . Rub. 445;.

NEI detto anno a' 16. di Gennaio mccc- XXVIII. fu riportato a' Priori , che uno Giovanni del Sega da Carlone cercava di fare uno trattato in quello modo ; che un Ugolino di Tano degli L'baldini dovea mettere in Fi- renze una quantità di fanti, e li quali quello Giovanni collocava con certi fuoi amici in Borgo S. Pagolo , e la gente del Bavero era a Piftoia , ed alle frontiere , e dovè effere la not- te alla porta d' Ogniflanti , e certe cafe in Fi- G 2 ren-

(i) Vili, ivi , /opra ii contado di Fifa ; ma qucfta par ri- petizione.

{2) Nel tempo, ehe Lodovico il Bavaro flette in Fifa, infra le altre Carte , che rifegnò , fi legge in quefìo Archivio delle Riformagioni , lib. 14 Caphu/. a^\, Privilegium conceffum pev Ludovicum Bavarutn Ini" peratorem Nerio qu. Uguccionis , (h* Fraucifio fratti d/éJi Nerii de Faginla de Terris Fucecchii , ^ alìis Tenis'f (^' confirmattir per boc aliud Priviiegium fimile conceffum Ugucciunt » ^ fdìh de anno fjiy. \\\.Kal. Apri li s ^ quod iuferitur . Datiim Pijìs an, Mcccxxix. Indióf, xii. dk 15. F^h'Harii i cioè dello ftilQ Ronifino ,

lOO ISTORIA FIORENTINA

renze torre a pigióne di d' Arno nel fedo d'Oltrarno piene di ftipa ; e' in quello di S?.n Piero Scheragglo appigliar v^i il fuoco , e quan- do follerò tratti allo romore del faoco , allora Ji fanti di Borgo S. Pagolo dov^eano sbarrare lo borgo d' OgnilTànti , e di S. Pagolo , e ire a rompere la porta il Prato , e la gente intrare dentro, e gridare: Viva lo 'mperadore . Que-- fta cofa fi fcoperfe ; di che fu attanagliato Giovanni detto, e propaginato, e tre altri ftrafcinati, ed impiccati , ed Ugolino , ed al- tri ebbono bando. Quelli, che lo rivelarono ebbero denari , ed arme .

Come in qtitfio anno fu gran careflia in Firenze . Rubrica 450.

NEIP anno del Mcccxxviir. e xxix. fti in tutta Tofcana 2;rande carefria tale, che valfe fiorini uno d' oro lo ilaìo, e in ogni parte d'I- talia valfe più che a Firenze; perocché il Co- mune di Firenze mandò in Sicilia , ed in altre luogora, tanto che lo mille a mezzo fiorino lo ftaio ; e ciò non dava divizia , perocché ogn' uomo non avea danari da comperare fta- io. Il Comune diliberò di fare pane , il quale fofle di 6. enee a denari 4. l'uno, ma era il terzo orzo, e con quello ne perde il Comune, veduta la ragione , circa feflantunmila fiorini d' oro ; e tutte !e Terre d' Italia cacciavano

ogni

LIBRO SETTIMO. lOI

Ogni Regola di Religione ^ falvo i neceflàrj , ed ogni pérfona , che per accatto andafle cer- cando, ed i Fiorentini ricettarono ogni pér- fona, e niuno n' accumiatarono .

Qjisjìi fono ì Priori da mezz9 Dicembre 1328. a mezzo Dicembre 1329. Rub. 451.

L Riore di Ser Bartolo . Bonaccorfo Bentaccordi . Crno di Tano. Michele di CioneMaffei^ Salvino Armati. Matteo ^'^ Benvenuti . Zato di Gaddo Paflavanti Gonf. di Giuft. Ser Romolo di Ser Triccolo lor Not.

Neri di Beccuccio di Manno Vettori .

Mefs. Lorenzo di Mefs. Caro Dott. di Leggi .

Valorino di Lapo Valori .

Peduccio di Duccio della Marotta . ^^^

Giovanni di Donato Viviani.

Simone di Spigliato da Filicaia.

Filippo Bencini .del Sanna Benci Gonfal. di

Giuftizia . Ser Iacopo del Maellro Salvi lor Nor.

G 3 Ber-

(r) Magi ed i migliori Tcfti , Mat& (j) MS. della Moneta .

IQl ISTORIA FIORENTINA

Bertuccio Taddei .

Gherardo di Volpe de' Canigiani/'^

Lotto Donati dei!' Antelia .

Guido di Lapo Guazza .

Anlelmo di Palla.

Mefs. Forefe da Rabatta Dott. di Leggi .

Albizzo di Ricco degli Albizi.

Cione di Bonlimore BifarneiiGonf.di Giuft.

Ser Giovanni Fizzini^-^ lor Not.

Mefs. Tomraafo Corfini Dott. di Leggi . Mefs. Gianiano di Lapo de' Rimaldelii ^3>

Dott. di Leggi. Mefs. Ranieri del Forefe Dott. di Leggi. Ugolino d' Andrea . Nerone di Nigi Dietifalvi. Ricciardo de' Ricci . Ser Gianni de' Siminetti Gonf. di Giufl:. Ser Lippo di Ser Cambio da Vinci lor Not.

Cionino di Cione degli Aglioni. Filippo Buonfigliuoli . Forefino d' Andrea degli Abbruciati . Piero Cetn de' Beccanugi . Conte d' Averardo de^' Medici . Taklo Valori.

Bar-

(i) In luogo di Bertuccio defonto , die 29. weffjts Aprilìs,

(2) MS Puccini.

(3) MS. Rinaldefcffi .

LIBRO SETTIMO. IC5

Bartolo di Lapo Benci ^'^ Gonf. di Giuft. Ser Nardo Ciai da Caftelfiorentino lor Nor.

Neri di Iacopo.

Tano Baroncelli .

Rinuccio Cocchi .

Ubertino del Rollo degli Strozzi-

Gherardo di Lapo Paganelli .

Maefiro Cambio del Maeftro Salvi:

Kìccolao di Nello Rinucci Gonf. di Giuft»

Ser Clone ^'^ di Mefs. Ranieri Bondoni Not„

NOTA.

I fUì fi porranno le tratte de* Gonfalonieri di Compa» •^^ gaia , e de* dodici Buoni uomini , di quefto , e degli ann' futuri, fino al 1342. come fi trovano regiftrate nel Pridrifta autentico della Libreria M&gliabech.ana , ed in quelli) ottimo di Luigi Viviani , ora pofieduto da quella Libreria di S. Paolino ; e ciò (ervirà di l'upplemento al ncfirro Scrittore, e di conferma di quanto Ci narra qui fopra, Ruù, 445.

J[ N Vet nom'ne Amen. Wc ejl Lther contlnen^ nomina approvai orum ad ofitìum frìorum Artium & VexHltftrì lujìitìe , ad ofitiurn duodecim honorum 'vlrorum & ad ofìttum Gonfalonertoruni Sotktatttnt Fopuli & Communls Florentìe extraftorum iuxtit formam provijìonis fuper hiis edite de facculis in qt4ibus po/ìte funt cedrile de membranis diClct nc' mina /cripta contìnentes quorum ojifium durare debet per tempus & tempora prout infra per ordi-

G 4 nem

(1) ATagl ed i migliori , Lticoli . (a) MS e Petriboni Ugucciotie .

T04 ISTORIA nORENTINA

'^em deitotatur, Tnceptus Cub unno D^mtnìce Incctr^ nitìonis mìUeJtmo trcxcrite/mo vige /imo fi6iavo * Ind^ dii.dzi':m4 de menCe Decemhrt' firìftct per me Gra- twliim ollm Dornbit Corradi de Mutìna "^ otarium fcrtbam Rejormutionum Conjìlìorum Vo^uU é" Com^ munìs predi ór i . fiiL

Lie feptimo menjjs Decemhris .

Zer Tredìus Bindì de Panzzano Hot: Ve-^ xillìfer Zftxilli rnbeì cim f^calis alhis ,

Jlngirlìniis La pi Angiolini VexUÌ 'ferve - X iti azzurei cum platea alba cum fiich'.is rubels in v:ztrgìne d'iòle platee . ^J^ Vro fexi'W

JA .ìg: Her L apusMagiJìri E tnuccii Vexil' Vìtrarnì . ì:j'^ vexilli albi cumfercziis uigris .

: er Belcharus Bon aiuti Kot. VexiUifer vexilli vermini cum dracone viridi hahente fctitum popult ad coIIuìj: . "^

Lapus loannir Bonacorjì VexiUifer ve -^ xillì azz-urrei cum curru aureo ,

Bonfignore lunte Becbaparole VexiUifer Vexilli crocei cum bove nigro .

T^oggeriuf Domini Lapi de Cajìiglioncìjio VexiUifer vexilli albi cum leone nigro habeute in fpatula fcutnm Pop ali Fio- rentini ■"'

Ciottus Fan-toni^ Angelotti VexiUifer ve 1 xilll crocei cum vipera fui colori s . j

Bartohi'SiT ar ad iji. VexiUifer vexilli uni- \ cornii , )

Vannes Donnini VexiUifer vexilli viri- I, dis cum equo fallerato armis Popult !

Fiorentini ... .J

Uber-

Tre ffxtìi >S. 'Petrl Scheradif,

Pro fextu Burgi ,

LIBRO SETTIMO. I05

Vherttriuf Kojfì de Strozzi s VexlUifer^

vexllli vìrtdìs cum leone fui coloris , ^ ^

Cinus MìchìVexiWfer vextlli albi eum ! ^a ft' leone nigro » \ Va at"

Ceanes Hardt VexiUìfer "vexìlli Azzur- j rei cum leone albo cum corona aurea, --^

Tranci ^cus Kìgìi Dìetifalvi Vexillifer^ fvexilli azzurre! cum leone croceo ha- j hente inter brachia vexilUculum ar- morum Populi» ' Frofextti

JLichux Bufi D avanzi VexilUfer vexillì '^ Vorte albi cum leone azzurreo corona aurea ^ Domus„ coronato .

Coppus Lapi de M^dicis' VexilUfer ve- xilli crocei cum dracone viridi, . . .J

T>om. Lotherius Lapi Cherardini lurip-^ perttuf VexilUfer vexìlli crocei cum j clavibuf rubeis & cordìglio nigro . 1 p r f

Luti Diritafedis Fexillifer vexìllr albi ^ ^]y{lf^^^ & nigri cum rotix . > ^ p^ f,.

Keriuf Ser Benedigli VexilUfer vexilli J * *

ajermtlii de fu per prò medietate ^ & de [ fupter prò medtetate albo variato, -•

Quorum Vexillferorum Sotietaturn Fopuli qfitium initium hahere debet die fexto , & durare ufque ad dìem ultimum menjis Martii proxime venturi ^

Qui fegue ia tratta de' Priori , come nel tefto.

DuOn

106 ISTORIA FIORENTINA

Duodeclm boni 'Vtrì prò tempore futuro tnclplendo die 15. men/ìf Decembrtf infìantis & duraturo ufque ad diem ulttmum menjis Februartì proxime accejfuri.

Eodem die,

A^ofìtnus yf e (lardi ...... .^ v^n r t

jfonu Bartholommeus de Cafìro Fio- > ^,,^ ^',^

r r '. Ultrarni .

rentino lurtjperttuf -i

Duccinus de Manctnis \ProfextuS,re^

BivigUanus Manetti ./ triScheradii*

*Tuccius Delti de Scilinguati^ ' * *\ Frofextu

Donatus de Acciaiuolif, / Burgi ,

Marcus Rojft de Strozzi f . . . . .-^ Pro fextu Porte

Chrij'iofanus Puccii . SS, Pancratii»

Daldus de MarignolUs -^ Pro fextu Porte

Joannes Bernardini de Medìcis . . ./ Domus .

Doni, Bartoluf de Ritiis- lurifper, -r Pro fextu Porte

Cherardus Miglior ts de Guadagnisi 5. Petri .

Collo fteiTo ordine , e d; vifione di feflì fono tutte le feguen* ti tratte j ma da noi lafcerà di regnarlo per brevità .

Die 25. Febructriì 1328.

Duodecim boni ^iri prò tribus men/ibus incepturis die primo menJis Marta y & ut fequitur finiaidis ^

Ghuccius Rinaldi de Panzana^ Cione Ruffoli .

Coppus Borghe/is Migliorati , Boninfegna Gherardi . Bartholomeus Gucci de Sìmìnettis ». Lotterius Davanzuti,

Giuft'^

L I B K O SETTIMO. IO?

Gìufita Kardì . Conjtglius Ughi. Ghinus Veri RondmllL Vannes Armati» Lupus Rinaldi t Kerius Liffi .

Ùie 23. mefijtf Martlt 1328. Vexilliferi Sotietatum .

"Éernardus de Quarata VesilUfiy &c»

Tieruf de Velluti^*

Baldejìnus Giani.

Gherarduf Lanfredini^

Vannes Bandini *

Bardus Ri/aliti»

Kigius Spigliati.

Tranci fcus Eorghini .

yieroczus Mei Compagni m

Albertus Ciojiis»

Ioannes Carucci ,

Talchonerius Baldejts.

Giannottus Baldejìs .

Talchus Rondinelli

Michele Rigori.

Benedittus Ghuccil Gennay ^

Bellincione Uberti de Albìzzisl

Aldobrandinus Lapi Rinaldi»

Dom, lacobus de Rittis lurifperitus '^

Quorum Vexilliferorum Sotietatum Fopuli Fiorentini ofitium initiare debet die primo menfis Aprili: froxime venturi y & finire utinam laudabiliter^ die ultimo menfis lulii tunc proxime e ut uri fub itnnis Domini i^ig* Indi Ci, xij.

Die

i08 ISTORIA FIORENTINA

Die 29. metjjìf Mail . Duodectm hont viri prò tribuf menjibuf incepturis die primo ìmnjis lunii ^ & ut fequìttir Jìniendi^\

J/Lctgifler Mannus Magijlri Bonucctni Medicus ^

Doni, Ghiachinottus Corbìnelli luriCperìtus .

Dom, Gherardns de Cafìro Fiorentino lurifperltuf

jR icharduf Magijlri Fagni .•

Ser Lamhertus Herì Cambi »

Bartolu^ B onci ani »

Chele Fagni Bordonis,

Tugius lacobi .

Federiguf Soldi.

Kicolauf Beni Strozzafichi ,

Chele de AgugUone ,

^anus Chiarijjimi .

Die ... menjìs lulii 1329, Vexi inferi Sotktatum .

Maffiu; Baldi Kidolfi .

Silvefier Ciprini .

Nticciuf Dom, Bardi de Ammiratisi

Facinus" Brancaccii .

Benci venni Bonfojiegnt ^

Ber Fuccius de Mori,

MuFuaius Rechi ,

Ugo Dom, Oddonif de AltoVìtis*;

Bartholinus' Salimhenis

More Ubaldini .

Johannes- CajhlU ,

Bertus Brunetti.

ìacobiis Adimaris,

An-

LIBRO SETTIMO, I09

Andreas del Kero ^ Taddeus de Cerreto, Ctoni Ghetti. Bìliottuy Alfani . Guida^cìus de Giugni s , Gerius Corjì Matbei .

Quorum ojìtium &c, initlare dehet in KaL menjts Augufli proxime venturi j et finire dehet die uU timo menC» ISLovembris proxime venturi fub annis Domini IJ29. Indióì, xiij.

Die 28. men/if Augujlì » Duodecim Boni Viri prò trjùus menjìhus- ìncepturts die primo Septembris l'^i^* & utfeq^uìturjìniendìs .

^ctrtolus Strade. Andreas Vetri de Magli s * Bellus Lippi de Mancinis . Johannes Lamberti de Antilla , Bernardus Lapi de Ardinghellìs , Gentile Domini Oddonis de Altovitls Dominus Orlandus Manni lurifperitus . Lucas Gerinì de Stroz^zis . D i et i Calvi Hi gii l<Leronis{i) , Diedatus Baroncii » Hufpus Guitonis» Filìppus Landi de Albizzis .

Come

(i) Magi- lafcia Neroitis , che fi legge \.n quello del Vi- viani ,

no ISTORIA FIORENTINA

Coj?!e fu mozzo il capo a Tano da lefì eletto in Capitano del Comune di Firenze . Rub. 452.

VEnne in Firenze novelle, come il Conte Gianni del legnaggio de' Chiaramonti , uomo di Sicilia , e Conte di Chiaramonte , cac- ciato di Sicilia , ed era capo di tutti i Ghibel- lini della Marca , era intrato in lefi della Mar- ca , della qualQ Terra era Tiranno , e Signore

Tano di della detta Terra di lefi ,

e che intrato lo Conte , e volendo con titolo di ragione tagliargli la tefta , lo facea marto- riare, e confeilàre, ch'egli era traditore delio Imperio , e che avefTe col Papa Giovanni lega , e in difpetto, e danno del Bavero. Quetli diiTe ciò , che volle , e poi diflèjlo muoio , e non per queflo fallo ; ma perocch'io trattava tradire i Fiorentini uomini giufti , perocch' io era eletto loro Capitano di guerra , ed a polla della fetta de' Ghibellini penfava cacciare gli altri; ciò era Mefs. Simone della Tofa, e gli altri fuoi feguaci ; e ciò fu negli anni del Si- gnore Mcccxxviii. a' 8. di Marzo .

Come lo Bavero ft partì di Fifa , e andonne in Lombardia, Rub. 453.

Li anni del Signore mcccxxix. a' ii . di Aprile ii partì lo Bavero da Pifa , con

Cifì-

LIBRO SETTIMO. Hi

cinquecento Cavalieri , perocché lo tempo ad- dietro avea perduto tutti i Tedefchi della Baila Magna, li quali per lo fdegno della partita deir Ipocraro, che avea privato del Vicariato di Lucca , n' andaro, come narrato aviamo addietro ; ed itili al Cerruglio a fare guerra a' Lucchefi , lafciò in Fifa feicento barbute, e Vicario di Fifa Mefs. Tarlato de' Tarlati d' Arezzo, e in Lucca lafciò 400. barbute,© Vicario di Lucca Mefs. Francefco Caftracani , cugino di Caftruccio , e non amico de' figliuoli di Caftruccio ; e rimafe Vicario per fiorini ven- ticinquemila , che gli prcftò , o vero fu dono .

Come i Fiorentini poterono aver Lucca ^ e non la vollero. Rub. 454,

A^ Fiorentini fempre , per T ambizione dello Itato , convenne , che fcfTe male menato il Comune di Firenze ; imperocché * come det- to è nello precedente Capitolo, i Tedefchi della BatTa Magna erano a Cerruglio , e par- tito lo Imperadore, cioè il Bavero a' 15. di

Aprile, avendo con loro Mefs. Marco di

della Cafa de' Bifconti , il quale con certi ac- cordi del Bavero il teneano per iilaggio di danari , e paghe a ricevere , e fecionlo Capi- tano , e quella notte intrato in Lucca per la Gofla , lo terzo fecero accordo co' Luccheli , ed a loro fi dierono Mefs. Pino della Tofa ,

ed .

112 ISTORIA f^IORENTINA

ed il Vefcovo, che avieno più tempo trattato d'avergli al foldo ; ma perocché il Bavero te- neva ancora trattato con loro non era il Co- mune iidatofi ; come ebbono- quella brigata, ch'erano 650 barbute "^'^ Lucca libera, pro- ferfonla al Comune di Firenze per mezzo di Mefs. Pino detto, é del Vefcovo di Firenze. Addivenne , che '1 Comune di Firenze di ciò fi configliarono più e più volte tra loro Mef- fer Simone come non amico del conforto , cioè di Mefs. Pino, per aftio con loro, dille, che conciofiacofachè la cafa de' Bifconti era nimica de' Fiorentini , non era da fidarli di loro , di lafciare in Lucca i figliuoli di Ca- ftruccio ; le quali cofe chiedeano ne' patti : cioè, d' edere al foldo de' Fiorentini per uno anno , e' figliuoli di Callruccio ftare in Lucca come cittadini , e voleano per loro foldi ri- tenuti dal Bavero, e per tranquillo del Co- mune di Firenze tenuti fiorini 87. migliaia. ^Sarebbefene fatto tara del terzo , o più ; ma JVIefs. Simone della Tofa per la detta cagio- ne , mollrando più ragioni , finfe di lafciarla Lucca , e di non torla ; la quale gittò poi non buona ragione a' Fiorentini . E ciò fu negli anni del bignore mcccxxix. d' Aprile .

Come (1) Villani /. ic. r, 132, Intorno difeic:nto CavrJicri .

LIJBRO SETTIMO. ITJ

Come fu fatta face tra Fiorentini , e' Plfiokji . Rubrica 455.

NEgli anni del Signore mcccxxix. a' 29/'^ di Alaggio, fi compilò una pace franca tra' Fiorentini , e' Piftolefi , infra' quali queito fu r effetto : Che' Fiorentini avelTero la guar- dia della città , e che i Guelfi rientralTero tutti dentro , e falvo i Tedici , e raccomunaflero gli uiìcj , e che ogni infegna di quella del Ba- vero , di Caftraccio , e de' Ghibellini fi levafle via, ed i Ghibellini in luogo dell'Aquila pi- gliaiTero l' arme i nicchi di S. Iacopo ; ed eb- bono i Fiorentini Monte Murlo , e Vittoiino , Carmignano , Artimino , ed ogni Terra, che '1 Comune di Firenze teneffe , confermarono , e diedero in perpetuo a' Fiorentini i Piftoleii ; ed ebbono la guardia di Tizzano i Fiorentini : della quale cofa in Firenze fi fece grandiifima fefta di gioftre, d'armeggiare, di danze , e di iuoni il dell' Afcenfione .

Come il Vicario del Bavero fa cacciato di Fifa* Rubrica 456.

IPifani coli' aluto di Mefs. Marco Bifcontl, e colla brigata di Lucca , cioè co' Tedefchi dal Cerruglio, cacciarono Mefs. Tarlato Vica- rio del Bavero ; e riformarono la Terra a Co-

Tomo XIL H mu-

(i) Villani /, IO. e. 132, A* d\ 2^.

114 ISTORIA nORENTINA

mune ; e ciò fu negli anni del Sig. mcccxxix. a' 1 8. di Giugno »

Come Mefs. Marco venne in Firenze per lo tranato di Lucca. Rub. 457.

MEfs. Marco Bifconti quando fu in Fifa si difle alla brigata del Cerruglio , di cui era itaggio per lo Bavero per le loro pa- ghe: che folle loro piacere, anderebbe a Firenze , a cercare il trattato ^ e così gli fu conceflb. Di che venne in Firenze a' 27. di Giugno ^'Metto anno, e proferto Lucca, co- me detto è addietro i Mefs. Simone, per in- vidia del conforto , Mefs. Pino della Tofa , lo fconfigliò tanto , che non ii prefe , e fu gli do- nato fiorini mille , e non tornò a Lucca , e an- donne a Melano , ove da' fratelli fu ftrangolato .

Come le Caftella di Valdarno fecero pace col Co-

7nune di Firenze , e tolfero Capta/io Fiorentiìw .

Rubrica 458.

LE Caftella di Valdinievole fecero pace col Comune di Firenze, e promefTero trat- tare gli amici per amici, e nimici per nimici de' Fiorentini , faceffero ciò appiacefle a loro volontà , e tolfero il Capitano Fiorentino ; e ciò fu nel detto anno a' 1 1. di Giugno .

Come (i) Villani /. IO. f. 135. A* Ai 30. Giugno»

LIBRO SETTIMO. II5

Cerne i Fiorentini fecero face co' Pi/ani per una cavalcata , che fecero i Fiorentini . Rub. 459.

NEI detto anno i Pifani fentendo la difcor- dia de' Fiorentini , e la compra , che fi trattava di Lucca , temendo non avere vicini i Fiorentini, feciono la detta compra per ief- fantamija fiorini; e dierono caparro quattor- dicimila . 1 Fiorentini fentendo ciò , per iflrop- piarla il Capitano Mefs. Beltramo dal Balzo fecero cavalcare, e difertarono molto la Val- dera , e disfecero due loro caftella ; ciò fu Pra- tiglione e Camporena; e ciò fu di Luglio, e incontanente fi cercò la pace nel borgo a San Marco di Pifa , perocché i Fiorentini corfero infino air antiporto , e fatto ciò a' 12. d' A- gofto fi fermò la detta pace con molte fran- quigie de' Fiorentini .

Cowe i Fìorentiììi ripr efero le ville d' Ajnpinana Rubrica 460.

COme detto abbiamo addietro Rubr. 401. quando il Comune di Firenze fu fcon- fitto ad Altopafcio, il Conte Ugo da Batti- folle s'avea riprefo le ville , e i popoli d'Am- pinana di Mugello ; di che i Fiorentini man- darono a ritorgliele ; e ciò fu nel detto anno a' 15. di Luglio.

H z Como

Il6 ISTORIA FIORENTINA

Come Jt ruppe /' accordo della lega di Valdinievolc coj Fiorentini , ed il Comune 71 ebbe Monte Vettolini . Rub. 461.

LA lega delle caftella di Valdiaievo-le fi era fatta , come detto ò del me palfato , terza Rubrica addietro. Li Ghibellini amici de' Caftruccini ruppero la pace , e tolfonu Monte Catino colle mafnade de' Lucchcil , 6h' erano ad Altopafcio ; di che i Fiorentini cavalcarono a Montecatino , ed arfono il bor- go. Di che quegli di Monte Vettollno , che erano in trattato con quelli di Montecatino , venendo in Montecatini per trattare con gli amici di Caftruccio , per Mefs. Amerigo Do- nati furon prell, e menati a Monte Vettoli- no, e rendérfi quelli di Monte bettolino, e guerreggiofì poi Montecatino; e Mefs. Ame- rigo Donati era Capitano delle mainade Fio- rentine ; e ciò fu a' i 8. di Luglio ìMcccxxix.

Co7ne i Tedefcbi di Lucca vcnderonla a Ghcrardino

Spinoli di Genova , e come i Fiorentini fecero

rubellare ilGajìello di Collodi .Rub. 4=52.

L'Anno del Signore mcccxxix. del mefe di Settembre li Tedefchi da capo di Lucca vollero fare vendita a Fiorentini ; non fi potò vincere in Cernirne per la fetta di Mefs. Si- mo-

LIBRO SETTIMO. H7

mone della Tofa . Di che i Fiorentini merca^ tanti, e buoni uomini per lo Comune la.vol- lono torre , e delle gabelle pagarli con certi Iconti , tenendola tanto , foffero fodisfatti , col- F aiuto di certi Mercatanti ufciti di Lucca, i quali pagavano il quinto degli ottantamila fio- rini ; lo che fu loro vietato , ed alcuno ne fu condennato , per volere in vergogna de' Fio- rentini comperare uomini ; dicendo eh' era vergogna di Comune , che una città di mer- canzia prefa per guerra da' Tedeichi li com- peraiTe per la preda, cioè la citta di Lucca. Diche uno, Mefs. Gherardino degliSpinoli, la comperò per trentamila fiorini d' oro ; il quale prelb la pofièffione della città di Lucca così comperata a' 2 1. d' Ottobre ^'^ ìMCCcxxix. Su- bito richiefe i Fiorentini di pace, fugli ne- gata ; richiefegli di triegua ; fiigli negata ; ri- chiefegli di lega contra al Bavero , e eontra a ogni nimico de' Fiorentini , e fuoi ; nulla ne vollero; ma fecero rubellare Collodi. Diche fubito Mefs. Gherardino vi mandò V ofte , e ricbbelo , perchè i Fiorentini non lo foccorfe- ro al termine ; e quello ne feguì alla vergo- gna de' Fiorentini .

H -^ Come

(1) Villini l. IO. r. 1A5. A*dìduoidiSettemys*

llS ISTORIA FIORENTINA

Come i Fiorentini ebbero la guardia di Serrava Ile . Rubrica 463.

LI Piilolefl fi vedeano in pace per la guar- dia, che' Fiorentini aveano della città di Fiftoia. Di che i Ghibellini videro, che la guardia di Serravalle era loro in quiftione , ed in noia per la guerra di Lucca ; li penfarono di darla a' Fiorentini per tre anni , e così fe- cero . Di che quello fu molto piacere a' Fio- rentini per ficurtà di Lucca, e della guerra di Montecatino . E ciò fu del detto anno a' II. del inefe di Novembre.

Come la brigata di Fire72ze ratrò in Montecatino ^ e i Fiorentini morti , e p-efi . Rub. 464.

IA brigata del Comune di Firenze, ch'era -i a Montecatino ad afièdio, una notte v' intrarono di furto , e con ifcale ; li quali efièndo in nella Terra, e già iti alla porta per aprirla, e mettere dentro gli altri, li fo- reftieri, che v'erano dentro, fi ravviddero , ed armarfi, e ruppergli, e funne morti ip. e preii circa 60, E ciò fu a' 17. di Febbraia

MCCCXXIX,

Quefii

t IB R O S^E TT I M O, II9

Oueflifono ì Priori da mezzo Dicembre 13 29. a mezzo Dicembre 1330. Rub. 465,

X-/Apo di Mefs. Angiollno de' Magli: Lapo di Giovanni Bonaccorii. Donato degli Acciaiuoli. Gino Michi »

Ghino di Veri de* Rondinelli . Mefs. Covone de' Covoni Dott. di Leggi , Maeilro Lapo del Maellro Rinuccio Medico

Gonf. di Giuftizia. Ser Marco di Ser Bono da Ugnano lor Not.

Puccio Amadori,

Porcello di Recco da Ghlacceto,

Tuccio di Dello degli Scilinguati .

Bingeri di Nardo degli Oricellari ^'^

Giovanni d' Uberto Cambi .

Mefs Iacopo di Neri de' Ricci Dott. di Leg.

Duccino ^"^^ di Guido de' Mancini GonfeL di

Giuftizia . Ser Piglialarme Pacini lor Not.

Piuvichefe Brancacci. Caroccio di Lapo degli Alberti . Bartolo de* Bonciani . Francefco di Lapo Ioanni.

H 4 Van--

(i) Magi, lafcia de^UOrìcellarì , (2) MS. e Petrib. Duccio .

I20 ISTORIA FIORENTINA

Vanni Armati .

Chele Guarnieri a' Airu^^Iione . Franceico Borghini Gonf. di Giuftizia . Ser Bartoiommeo del Maeftro Alamanno da Caitelrìorcntino lor Net.

Francefco di Cenni Biglietti . Roggieri di Mefs. Lapo da Caftigiionchiq . Nerozzo di Meo. Cecco di Gianni.

Giovanni di Bernardino de' Medici . Vanni di Benintendi derrli Albizzi . Falconiere di Baldefe Gonf. di Giuftizia. Ser Francefco di Ser Giovanni di Ser Lapo- Bonamichi lor Not.

Francefco Saifoli.

Coppo Borghefi .

Ser Lamberto dei Nero Cambi.

Chele Fa2;ni de' Bordoni .

Taddeo di Mefs. Aìdobrando da Cerreto-.

Lapo Rinaldi .

Cenni Ghetti Gonf di Giuftizia.

Ser Ventura Monachi lor Not.

Gherardlno di Gianni. MaeftroTagno Medico. Ubaldìno di Niccolò degli Ardingheili Palla di Mefs. Iacopo degli Strozzi. Federigo Soldi ,

Bar-

tlBRO SETTIMO, 121

Bartolo Buonafedi.

Lapo Covoni Gonf. di Giuftizia .

Ser Cambio Micheli da Caftelfiorentlno No*.

Die 24. menjìs Kovembris . VextlUferi Sottctatum.

Laurent tus Bachertm , '

Kertus Boccuccia

Datus Ser ìohannh .

Vdnnes Marietti.

BonìnCegna Gherdrdi,

Ber Bnonacorri Gerì,

Donatus Gtotti de Veruzzh ^

Coppus- Stefani»

Cambiozzuf Heri Aldobrandino

Vorefinus de Abbruciatis .

Johannes Dom» Ubertìnì de Strozza »

Dìmis Kijiori della Maretta ,{i)

Bartolus Morelli,

Simon Kardi Guafconìs ,

"Laurent tu s Kelli Rìnuccii .

Dom, lohannes de Mediciso

lacobuf Landi Biliotti ,

Giovencus Cìonettì de Bajlariis.

danne f Domini Gherardini ,

Quorum Vexilliferorum ofitium &c, initiare debet Sie primo menfis Decembrìs proxime venturi ,, et finire debet die ultimo menfis Martii tunc proxime fecù- turi fub annis' Domini 1330. Indila, xilj.

Èodem (f) AK Morotta,

liz ISTORIA FIORENTINA

Eodem die, Duodccm Boni Viri prò tribus menfihu: incepiurif die primo menjts Decemh» 1329. & ut fequiturfniendis.

Zoigius Donu Andree de Mozzif .

Gherardus Bon/j\

Donatus Piìcini Perwzzi ,

lohannes Doni» Lapi Arnolfi .

^ommafus Diet aiuti,

Giottus Fantonis . *

Michele Cionis Majfei ,

Bartoluf Vannis Buccii *

Kichus Buti ,

Cechus Spine,

Lapus Covoni s ,

Matus Benvenuti»

Die 16, menjif Februarii , t)uodecim Boni Viri prò tribuf menjibus ine spi uri s die primo menjìs Martii 1 329. & ut fequitur Jiniendis .

Bancur Vucct ,

Lapaccius del Bette .

lohannes Bonacurjt,

Tilippus Magalotti .

Guido Lapi Guazze,

TMncifcus Mei de Acci aiuoli s .

Ter US Guillelmi . ^

Feduccius Duùcit della Maretta,

Dom, Forefe de Rabatta lurifperitus *

Dom, Ugo Lotteringhi lurifperitus,

Mafus Ghiermontejts de TJccelUnis ,

Dom. Lotherius Lapi Gherardini lurifperitus .

/

tlBRO SETTIMO. II3

.. '*'

Die 2g. meri/js Martii . Vexilliferi Botìetatum.

ffdncircu^ Andrec , Cappone Rechi. FH'ppus Bonjtgncris . Ber Marcus Ser Boni. Bilvejier Marietti, BortacurTuf Bentacorde» Cennìtius Bartolini . ^ntonìus Ser Caccie de Boncìanìr^ Cinus Tanì . Vanne s Dopnim , Spinelltis de Mofcìano. Boninuf Miglioyellt » Jacobus Ser Rinuccit. Dalduf de MarìgnolUs^ 'Barone Cappelli, Matteus Borghi Rinaldi {1)^ l^icholauf Ughi de A Ibi zzi f .' Dom, Francifihus Dom, Lotti lurifferituf* Ser Michele de la Lafira.

Quorum Vexilltferorum ojìtium &c, initiare dehet die ' primo menfts Aprilis &c. et finire debet die ultimo

menfis lulii tunc proxime fecuturi fub annis Do-

mini Ilio, Indióì, xiij.

Die ig, menjìs Maii ,

Duodecim Boni Viri prò tri bus menfibus initlandis die

primo menjìs lunii 1330. & utfequiturjiniendis^

Johannes de lo Scelto t Cione Falconis,

Gran- ii) Magi, lafcia , Rinaldi ,

124 ISTORIA FIORENTINA

Tranci fcb US Clamori . ThUippus Bonjìgliùoìi , ^er lohartìies de Simìnettìs, Bartholus ParadiJÙ ^echinus ^er Rinaldi^ Cennef Hardi , T^lchus' RondhicIlL Salvìnus Arynatu Johannes Albìzzi Cambi: , Teghictìus Cecini.

Die 20. msnjìs hilìi , Vcxilliferi Sotietatum ,

Agoftinus Mo fair di .

Johannes Simonis Guicciardini ,

Jacobus Bovarelli.

Ber Romolus Ser Tricoli

J^annes Ser Lotti*

Hinaldus Ser Ru/iichelli :

Ciane Bonjjgnoris .

Bdvaterra Lìppi .

Hinuccius Cochi,

More TJb aldini,,

Bartholus Lucoli(i)*

Giunta Nardi .

Tierus Ceffi de Bechcnugiis\

JLapus B agli affé ,

éàndér Boti Ri e hi.

horìnus Bon aiuti ,

Johannes Durantis .

Taldus Valoris .

Roger ius de Ritiis ,

(i) Al. Eartotomens Ericholl^

QuQ^

LIBRO SETTIMO,' I25

Quorum VexìlUferGrum qfitium &c, imtìcir^ dehet die primo menjis- Aiigulìi -proxìme venturi^ et finire debct die ultimo menfis Kovembris tunc proximff fecuturifuh annis Domini 1330. Ind. xiiij.

Die 2g. menfis Augufli Duodecim Boni Viri prò tribù f menfibus ineepturis die primo Septemb» 13 30. & utfequiturfiniendis .

Gherarduf Volpi s de Canigianis » Lupus lohannis Gavacciani(i) » Dinus Lapi della Bioia , Bartholiuus Fhilippi . Ugo Dom» Oddonìs de Altovitis . ^ucciuf Cechi. TJgolinus Andree , Banchus Lippi Ianni f , Benediftus Cucci Gennai, Cherardus Paganelli, Albizzuf Ri chi de A Ibi zzi f . Aldobrandinus Lapi Rinaldi.

Come i Fiorentini f ecera ordini fopra i veftìmenti

delle donne , e raffrenarono altre di/ordinate

fpefe . Rubrica 466.

^ Veano i Fiorentini molto ftrabocchevol- A, mente allargato la mano nelli conviti , e veftimenti delle donne loro , e di loro per- fone ; di che quelle fpefe aveano grandi af- fanni per le guerre , che non poteano più

Tuna,

{\) AI, Ganccciani.

125 ISTORIA FIORENTINA

'Tuna, e ? altra fpefa, e delle gabelle com- portare ; e pure chi per ricchezze , e chi per boria, pure portavano la fpefa; ma in co- mune fé ne ricevea gran danno. Di che fi clellèro uficiali a fare ordini affai convene- voli, e uficiale foreftiero eleiTero a ciò fare efecuzione,e rifcuotere le pene. E ciò fu ne- gli anni del Signore mcccxxx. d' Aprile .

Come Mefs, Ghercrdmo Signore di Lucca colP aiuto del Marcbefe Spinetta , e de' Pifani tolfero ti Cajlello d' Uzzano de Fiorentini . Rub. 467.

MEfs. Gherardino vedendo i Fiorentini averlo nimicato , dappoiché fu Signore di Lucca, fegretamente richiefe iPifani, e da loro ebbe gente contro al Comune di Firen- ze , ed ancora d' altre amitlà ; infra' quali fu il Marchefe Spinetta Malifpini , e partito di notte di Lucca in full' alba per trattato intrò in Uzzano , il quale fi tenea per gli Fioren- tini, nel quale v' era caporale dentro due dello

^ig^^ggio degli Obizi , ciò furono

ed eranvi con 170/'^ fanti j,

e tutti erano prefi , e morti vi furono den- tro ; e con molto sforzo vollero fornire Mon- tecatino , dov' era T aiìedio per gli Fiorentini , e non venne lor fatto, e tornoifi in Lucca; e ciò fu a' 2 3 . ^""^ d' Aprile mcgcxxx.

Come

(i) Villani /. !o e rsj Cinquanta. (2) Viliani ivi , A' 24.

LIBRO SETTIMO, IIJ

Cot?ìe i Fiorentini ebbero Montecatini , prima ri- cevuto alcuno danno da Mefs. Gherardino Signore di Lucca , Rub. 468»

PEr più riprefe s' era sforzatp Mefs. Ghe- rardino Sir^nore di Lucca di volere leva- re r affedio de' Fiorentini dal caicello di Mon- tecatini, e più volte fatte generali cavalcate, infra quali nullo ^'^ onore n'avea avuto ; e ciò era , perocché il Comune di Firenze avea af- foflato tutto intorno il piano di Montecatino, cioè da pie di Serravalle infino alla Pieve a Nievole , e di fopra infino a Buggiano , eh' era circa cinque miglia di foflo, e (leccato, e di fopra molte baftie , di che intrare , ufcire non vi fi potea . Di che ultimamente tra d' a- miftà , e di foldo Mefs. Gherardino raunò grart gente da pie, e da cavallo, bene che fempre v'erano Sottacqua la gente de' Pifani, e ven- nero agli (leccati , e foffi detti di Montecati- ni , e non vi poterono approdare nulla . Di notte con ufciti di Firenze andarono ad un paffo d'un ponte 600. uomini appiè, e 350. a cavallo appiè di Ser;*avalle , e paffaro , peroc- ché i foffi , e fteccati^deir ode erano volti due fiumi, ed uno foffato, cioè la Nievole, e la

Borra , e lo foffato di ficchè non

paffavano per quel luogo , altronde non po-

teano

(i) MS. Non nulh.

IS8 ISTORIA FIORENTINA

teano paflare; e paflati n'andarono alla Pieve a Nievole, e combatteronla , e vinferia, e prefervi dentro Mefs. Iacopo de' Medici, l Fio- rentini fubito il toifonoil paffo, acciocché più gente non vi pafiai'fe , ed i paflati non tor- naflèro ; di che convenne loro pigliare la via del poggio , e ricoglierfi a Montecatini , rin- chiufi dentro. Come che a' Fiorentini fofìe vergogna lo perdere la Pieve , fu loro utile ; che quelli di Montecatini mangiavano tra per loro, e per li cavalli la roba, e più tofto in- trare non vi potea più nulla . Di che Mefièr Gherardino fi parti tra per quefto, che non potea foccorrere , e perchè fu ferito da Gio- vanni de' Caftracani nipote di Mefs. Francefco . Onde in capo d' otto di fecero patti quelli foreftieri di Mcntecarini di lafcnre la Terra , e fani , e falvi con cavalli , ed arme pote- re ire a loro polla, e cosi fu loro olfervato. I Fiorentini intrarono in Montecatini , e ciò fu a' ap. del mefe d' Aprile ^'^ :vicccxxx.

Corne- ll) Villani l. lo.c.isg. A' ìp. di Lt/glio . Altronde nel Lib. z.Cnpitul. delle Riforma^, a ^\. (I iQg'S,'^ l'atto della fommiiTione de' Moncecacinefi a' Fiorentini l'or- to dì II. d^ Agofto , efTendo Podeftà di Firenze Do* onìno Corrado de Trinci s de Ftiligno , e vi fi legge Studici ad recipiendam fiihìnifjionem Monti s. Catini Doni, Bartolojueus d& Qajirnflorentino , (^ Ce mie s Nar^ tii lunéfe; e Do;;/. Vannes Benitii ìudex t^ftis.Sei' Cui-fus Pelli Not. de Moute Catino tcjìis Floreutie , Ser Gratiolus D. Corradi de Monte Catinfi teflis, Sjf Francifcus Serloanuis Bonamichi Civ, Fior, t.'^is ^.

LIBRO SETTIMO, I29

Come /curò il Sole più della metà , e fu ajfai fciirita. Rub. 469.

NEI detto anno , e ckl mefe di Luglio a' 16. circa le 20. ore oicurò il iole bene la jnetà del iuo corpo , e aliai rendè ofcuri- tà,e mille ne parlarono variamente de' fegni, di che perciò dovea avvenire , come è Tem- pre di ciò ufanza parlare , e però noi di ciò ci taceremo .

€o?7ìe Mefs. Gherardino ebbe il C alleilo di Buggiano ,

che teneano i Fiorentini , e tagliò la tejìa

a certi Luccheji, Rub. 470.

LE fette , e T ambizione de' Fiorentini Tem- pre ha udite di grandi fpefe loro , e ver- gogne. Quello dico , che poterono , come det- to è addietro , in più parti , e fpezialmente nella Rubrica 454. che' Fiorentini poterono avere Lucca con poco godo allo Comune, e non la vollero , e ogni , poiché l' ebbe Mefs. Gherardino , cercavano di torgliele , perocché teneano trattato con certi , li quali erano in Lucca . Di che '1 trattato fi fentì per Mefser Gherardino, e mandò per 1' amiftà , e corfe la Terra , e prefe certi ; infra' quali fu Mefs.

Vagano Quartigiani , e fuo nipote ,

e altri loro feguaci ; di che ne fece morire Tomo X IL l lui,

I30 ISTORIA FIORENTINA

lui , e dieci altri , ed altri ne mandò faori , e fubito cavalcare fece di Tua brigata , ed ebbe il caftello di fopra di Buggiano , e diceii per ifmemoraggine del Podeilà folle ; ciò fu Teg- ghia di Mefs. Bindo Buondelmonti i e ciò fu a' 19. di Settembre mcccxxx.

Come il Comune di Firenze fece ofle a' Lncchefi , Rubrica 471.

13 Arve a' Fiorentini ricevere tanta vergogna . del caftello di Buggiano, che coli' ami- ftà fi diliberarono d' aflèdiare la città di Luc- ca, e così feciono; ed ufcirono di Firenze con 1 500. barbute , e cinquemila pedoni . A' di 3. d'Ottobre li partì la brigata Firenze, capitanata per Mefs. Alamanno degli Obizi ufcito di Lucca , ^ a' 6. d' Ottobre ^'^ pre- fono il Cerruglio , e ne' detti ebbono an- cora per patti Montechiaro , Sanmartino , e Vivinaia , e Porcari ; e poi s'accamparono preflb a Lucca giù nel piano a mezzo miglio alla città , nel mezzo delle due ftrade Fran- ccfche , cioè per quella, che viene in Valdi- nievole, e quella che va in Valdarno. Dice- li , che non gli aveflèro lafciati feminare , che forfè fi farebbono renduti ; ma il Capita- no ne guadagnò , e lafciò fare la fementa ; ma per quefto fu rimofTo , ed eletto Cantuccio di Mefs. Bino de' Gabbrielli da Gubbio .

Come (1) Villani /.IO. f. i58. A^ dteìn^iue»

LIBRO 5ETTJMO. Ijl

Come certe Terre di Valdarno fi dierono d FiO' rentini. Rubrica 472 o

AVeano i Fiorentini tenute in guardia tre caftella de' Luccheii, ciò era Fucecchio , Caftelfranco , e Santa Croce , Ora per le dif- fenfioni dello eleggere li Rettori , e delle fpe- ebbono difcordia , e fottomiflèrfi libera- mente ne' Fiorentini , come Contadini , con certe convenzioni , e patti ; e ciò fu a' 4, di Dicembre mcccxxx.

Come fc uro la Luna. Rub. 473.

LA luna fcurò più che le tre parti ofcu- riffima , e T altra parte ancora fcura af- fai , e ciò fu in fui fare del bruzzolo , a' i(J. di Dicembre ^'^aicccxxx.

Quefli fono i Priori da mezzo Die effìbre 1330. a ??iezzo Dicembre 133 i. Rub. 474.

U^Tefano del Benino.

Naftagio di Lapo Talenti.

Giotto Fantoni.

Mefs. Orlando Marini Dott. di Leggi .

Simone di Nardo Guafconi .

Tano di Chiariifimo .

1 z Pa-

ci) Villani /. IO. e, i5r. A* 26, (fi Dìcemhre .

152 ISTORIA FIORENTINA

Pugio di Boninfegna Gon£ di Giufl:. Ser Riflioro di Benci venni da Quarata ^'^ lor Notaio.

Mefs. Giachinotto de'Corblnelli Dot. di Lcg. Aldighieri di Ser Gherardo. Bartolonimeo di Guccio Siminetti. Bartolo di Vanni Pucci . Diodato Baronci. Giovenco di Cionetto de' Baftari . Donato di Pacino de' Peruzzi Gonf. di Giufl:. Ser Giovanni Benvenuti da Sedo lor Not.

Mefs. Pace di Mefs. Iacopo da Cerxaldo

Dott. di Leggi . Spinello di Bonfig^nore. Guilielmo di Vita degli Altoviti . Naddo di Cenni Nardi. Barone Cappelli. Giovanni d' Albizzo Cambi . Bartolo Paradifi Gonf. di Giuflizia . Ser Zanobi di Ser Bartolo da PazzoJatieo

lor Notaio.

Mefs. Rainaldo Cafial Dott. di Leggi .

Cione d' Alberto .

Tommafo Dietaiuti .

Marco del Roffo degli Strozzi.

An-

(i) Petrìb. del (^lereeto . Il tpfto della Magi, non pone alcun pacfe.

LIBRO SETTIM©. I33

Andrea del Nero . Mefs Lottierl di Lapo Gherardini . Tecchino di Ser Rinaldo Gonf. di Giuft. Ser Giovanni Megli lor Not.

Gucgìo di Rinaldo da Fanzano,

Boninfegna Gherardi

Francefco di Meo degli Aeciaiuoll ,

Banco di Lippo Gianni,

Lorino Bonatiuti.

Ruggieri di Neri de' Ricci,

Ricco di Buto del Ricco Davanzi ^'^ Gonf.

\di Giuftizia . Ser Tommafo Lamberti lor Not,

Bernardo da Quarata,

Bartolino Filippi.

Vanni Donnini,

Configlio d' Ugo,

Niccolò di Berto Strozzafichi /^^

Gianni ^^Mi Mefs. Gherardino.

Mefs. Francefco di Mefs. Lotto Dott. di Leg.

Gonf. di Giuftizia . Ser Chiarozzo di Balduccio da Varazzano^^^

lor Notaio ,

I 3 Die

(1) MS. lafcia Ùavanzi , (a) MS. lafcia Strozzitficbi ,

(3) Magi. Giano ,

(4) MS. da Uizaii9 , Magi. Sn CkhvQzz» da VarazzMtto ,

134 ISTORIA FIORENTINA

Die 1(5. menjìs Hovembrìs *" Ve xi inferi Sottetatum .

LoigluT Dom. Andree de Mozzi s ,

Dom, /llexiuf de Riniicciis .

JDonu Tomajlis Cor/ini^

Dtnus Bonaguide{i)»

^addeus Donati de Antilla,

Duccinus Guidi de Mancinis .

^er Johannes Bonamichi ,

Dominiis Alamannus de Acciaiuoiif ,

Bernctrdus Lapi de ArdinghelUs .

Vannes Dcptiifii »

Strozza KoJJt de Btrozzts .

Michele Ci orti s,

Cortjigliuf Ughi,

Dom, Ugo Lotteringhf .

yiicolus Berti Strozzaji'chi ^

Cechus Spine Falconis,

Torefe Doffj della Rena .

'Lapus de Giugnis»

Kerius Lippi.

Quorum VexilUferorum cfitium &c. inìtiare debet die primo menjis Decemhris proxime venturi .et Jìnire debet die ultimo menjjs Marti! tunc proxime fecu^ turi fub annis Domini, 1351. Indiéf, xiiij\

Eodem d'e .

Duodecim Boni Viri prò tribus menjtbus Incepturis die

primo Decembrìs 1330. & ut fequìturjinìendis .

N.eriuf Bochucci Banchus Ser B art olì .

Mu*

(1) Al, Do?»/fius Boftaguida *

LIBRO SETTIMO. I35

Mugnctmt Kecbl »

Bonìfathts Tomajt de Teruzzif*

Cambiozzuf Keri Aldobrandinu Coppus Stepbafif , Bartolus Morelli Mafus Valori s. Conte de Medictf» Kicolaus Nelli Rìnuccìl. Dom, Covette de Covonthus» Cianus Dini Gherardini ,

Die 20. menjìs FehuariL

Duodectm Boni Viri prò tribù f menjìbus incepturh die primo menfis Martii 133O0 ^ ut fequltur Jìniendis

BartboluT Koffi Guidi . Ormannozzus Banchi Deti% Oberar dus Baroncelli . Bonacurfus Bentacorde Frane ifcbus Borghini. Dom, Raynerius del Fore/è 4 Cecbus Ianni:, Francifcbuì Lapi lohannis* Nerone Higii , Icbannes Denati Vivi ani. Luti Diritafedif , Lapus Kicholi»

Die 20. menjtf Martii. Vexilliferi Sotietatum,

Gherardus Bonjt.' Eorghus Borgolf.

I 4 Bc^

1^6 ISTOr.IA FIORENTINA

Betì'mus Keld: .

Magyiier Michele de Cajlro FlorentìtiQ ,.

lohunnef Domini L^pi Arnolfi .

Ber Mafus Banchi del Canello %

Hogerius Ser Guldonis de Tonchio.

Guido La fi Guazze .

Lotteriuf D avanzati

Federigus Domigli Ardovini ,

Taddeus Richi Arlotti,

Ter US Guillelmi .

Bertus Bartolini de Mazinghis >

Dietifalv: Kigii ,

Vanne s Armati^

Dominus Forefe de Rahatta,

Mafus Chierrtiontejìs de Ucellinis »

Zutus Gaddi Pajjavantis .

Francii'cus Perotii de Guadagni f .

Quorum VexilUferorurn ofitium initiure dehet die pri'- mo menjjs Apri li s per quatuor ìnenfes fub arìnis Do' mini 13^1. Ind, xiiij, & finire dehet die ultimo menfis lulii prox» fuhfequentis .

Die 28. menfis Maii .■ Duodecim boni viri prò tribus menfibus Inceptiiris die primo menfis lunii 133 1. & ut fequitur finiendis -

'Hicolus Corfim ,

Magilìer Lapus Magifiri Kinttccinl .

Bencivenni Bonfoftegnì .

ISLaddus Duccii Bucellì ,

More Ubaldini ..

Kerozzus Mei Compagnia

Bpinellus de MofiianQ v

Kicolus Guillelmi^

LIBRO SETTIMO. X37

Sander Butt D avanzi. lohannes Uberti Cambit . Taldus Valori s , Guidaccius de G'tugnh ,

Die 20. menjìs lultì . Vexilliferi Botietatum

Trior Ser Bartholi .

Biliottus Metti Biliottfo

Giorgiuy Baroni f ,

Tinus Chiavicene ,

Bertus Cechi.

JDinuf Lapi de la Bìoia .

Ducciuf Lapi del ludice. ^

Oddo Gentilis de Altovitìs.

Tuccius Cocht,

Bettone Cini .

Johannes Canicci»

Feduccius Duccii della Marotfs

Bernardus Bagni Bordonis .

Jederigus Soldi.

Terus Durantis,

Ber Vierus Machonif,

Gianus Laudi de Alhìzzìs *

Lapus Covonif ,

Dominus Bartholus de Kitiis,

Quorum ofitium &c. initiare dehet in KaL menjts Augujli per quatuor menfes fuh an» Dom, 133 r. Ind. xiiij, it finire dehet in KaL menfis Decemb. fune proxime fequuturi fub a finis prediéìis & In- diai, XV.

Die

138 ISTORIA FIORENTINA

Dte 29. mett/jf Auguflì , ì)uod€cm Boni Viri prò trìbus mertjìh, inceptarh dte primo menjis Septembani.é' ut fequiturjinicndìs .

lapuf Domini AugloUni »

BUveJler Ciprini.

Vannes Ser Lotti,

Cione Bonjìgnoris . '

Valorinus Lupi Valori f,

Cinus Tani,

Bingerius Kardi ,

Tierus Ceffi de Bechemtgiis

Taddeuf de Cerreto*

Bjmon Kardi Guafconif .

Dom, lacobus de Ritti f,

M/igiJier Cambius Mc^gljlri Salvi,

Come i Fiorentini ebbero più trattati co Lttcchefi ne W affé dio di Lucca. Rub. 475.

COme narrato abbiamo addietro , i Fioren- ni eleiVero Cantuccio de' Gabrielli da Gubbio in Capitano di guerra , il quale venne in nel campo a' i6» di Gennaio mcccxxx. ^'^e trovò molto vittoriofo i! fuo campo, per le cartella ricevute, come per gli foldati,che fi ufcirono di Lucca. Ciò fu a' 12. di Ot- tobre, quando li corfero i pai) in fulle porti di Lucca , che i Fiorentini fecero correre ; una

me-

(i) MS. I 351. Quanto a' giorni qui , e appreffb fegnati» reggati i^ Villani, /.IO. r. I et* f e. 173.

LIBRO SETTIMO. 139

melagranata fpinata di 25. ducati ; e il fecondo palio fu un violetto ; e il terzo di guarnello , che corfero le puttane . E andò il bando , che chi volefle venire fuori a vedere , o a corre- re, venille falvo, e ilcuro: di che 200. Cava- lieri Tedefchi con certo trattato ufcirono ar« niati a vedere ; infra gli altri furono molti , li quali non rientrarono, ma rimafero al foldo de' Fiorentini , ove fi pafsò Y altra parte di Lucca , fentendofi forte Y ofte , e prefero campo paflàto il Ponte Tetto , a Gattaiuola , e non pò- tea intrare in Lucca di niuna parte aiuto, vettovaglia, non quella, che di flirto vi manda V ano i Pifani ; e ciò era contro a dovere , ma tradimento, fecondo i patti tra' Fiorenti- ni i e' Pifani ; e contuttociò era molto ftretta di vettovaglia . Di che certi Luccheii cerca- forio patti molto onorevoli collo Comune di Firenze. Per la maladetta fetta, e izza quel- li , che li menavano , fi dice , il fecero fentire 2l Mefs. Gherardino ; di che li Lucchefi la- fciarono Y accordo , e Mefser Gherardino lo feguia, e trattandolo lo ruppe, come nel fé» guente capitolo dirò .

Come fu fatto vergogna al Capitano per gli Bor--

gognoni , e come eie fero fiuovo Capita?w , e?

levojfi lo campo . Rub. 476.

I Fiorentini avendo , come detto è , il cam- po di da Lucca , e di qua , avvenne ,

che

140 ISTORIA FlORExVTINA

che un Borgognone fece una zuffa^- la Capi- tano ne volle far giuftizia più virilmente , (ùha non fi richiede in fatti d' arme ; li Borgogno- ni , che erano bene 600. barbute , intrarono in arme ,e tolfero il prigione alla famiglia del Capitano , e uccifcrne , e ferirne parecchi ; di che corfi al campo del Capitano, Tavrebbona morto :, fc non foil'ero i Tedefchi , che fpen- lero la zuffa. Di che convenne avere cura degli amici, e nimici. E per certo fu tanta la quiftione, che il Signor di Lucca avelie avuto gente , rompea la gente de* Fiorentini ; di che fentendo Mefs. Gherardino la novità , ed il trattato fcgreto , che menava co' Fioren- tini di render loro Lucca , rallento , e non lo volle efeguire . I Fiorentini eleffero in loro Capitano Mefs. Beltramone dal Balzo .

Come Mefser Gherardino vendè Lucca allo Re Giovanni di Boemia , di che mandò a Firenze , fi levaffero da ofte da Lucca , ed arfero delle Terre. Rub. 477.

M"

Efs. Gherardino Signore di Lucca, reg- gendo la forza de' Fiorentini , e li da- s^ari , gli convenia fpendere , e non li potea fidar de' Lucchefi ; incontinente mandò allo Re Giovanni nghuolo dello Imperadore Ar- rigo della Magna, Re di Boemia, il quale in concordia con lui fu , e vendegliele ; e lo Re

Gio-

LIBRO SETTIMO.^ I4I

Giovanni mandò a' Fiorentini fuoi ambafcia- dori , li quali fignificarono , che Lucca era fua , e che piaceffe a' Fiorentini levarli da campo . Fu loro rifpoflo , che ciò non era poflìbile fanza la parola della Chiefa, e dello Re Uber- to, e che fua gente v'era. Di che poi man- dato da Firenze il Capitano , vide , che con pericolo vi fi flava , e diliberò di levare il campo ; ed arfero il campo, e partirli a' 25. di Febbraio ^'^ mcccxxx. e andarne a Vivinaia , ed arferla , e rubarla ; e Mefser Gherardino perde di Lucca più , che non fece mai di niuna mercanzia , perocché non fu pagato dallo Re Giovanni di tutto ciò, che dovea riceve- re, ma pagato d'ingiuria.

"Quefii fono i Priori da mezzo Dicembre 133 i. a mezzo Dicembre i33£. Rub. 478.

B

Enino Borgoli.

Mefs. Bivigliano di Manetto .

Ugo di Mefs. Oddo degli Altoviti .

Giunta Nardi .

Mefs. Ugo Lotteringhi Dott. di Leggi .

Aldobrandino di Lapo Rinaldi.

Banco di Puccio Bencivenni Gonf di Giuli:.

Ser Matteo Signorelli lor Not. ^^^

Piero

(i) Villani /. IO. e. 173. A' dt quìudici . (1) Manca nel MS.

14* ISTORIA FIORENTINA

Piero di Gherardino de' Velluti-,

Giotto de' Peruzzi .

Cambiozzo del Nero Aldobraiidini .

Mafo di Valore .

Dietifalvi di Nigi .

Teghiaio del Cecino.

Giovanni di Lamberto dell' Antella Gonf.

di Giuftizia. Ser Lotto Pucci lor Not.

Cappone di Recco . More Ubaldini. Filippo di Duccio Magalotti . Luca di Cerino degli Strozzi. Cecco di Spina Falconi. Luti de' Rittafedi ,

Bernardo di Lapo Ardinghelli Gonfdi Giufl: Ser Giovanni di Ser Lapo Buonamichi ^'^ lor Not.

Lapaccio del Bene . Mugnaio di Recco da Ghiaccerò . Lottieri Davanzati. Spinello di Primerano da Mofciano. Benedetto di Cuccio Gennai . Neri di Lippo .

Piero di Guiglielmo Gonf. di Giuft. Ser Benincafa di Ciuto da Sandonnino Not.

Bar-

(r) MS Str lafg B,uonamichi .

LIBRO SETTIMO. I4J

Bartolo Strada. Giovanni di Bonaccorfo. TuccJo de' Cocchi . Criftofano di Puccio . Sandro di Buto Davanzi , Rufpo Guittoni.

Daldo de' Marignolli Gonf. di Giuftizia . Ser Michele di Ser Dietifece da Gangalandi lor Notaio

Mefs. Aleflandro^'Me' Rinucci Dott. di Leg.

Vanni di Ser Lotto .

Coppo di Stefano de' Bonaiuti .

Bartolo di Morello.

Vanni Armati.

Mefs. Bartolo de' Ricci Dott- di Leggi .

Mafo di Chiermontefe degli Uccellini

Gonf di Giuftizia . Ser Guido Gilii degli Arfoli <^> lor Not.

Dte 21. Kovembris, Vexìlliferi Botktatum .

Clone Talchonts. Andreas Vetri de Maglìs . Stephanus Benini . TrancijCHS Baldvccì Vegolotti. Tranctfius Gt amori» Coppus Borgbejis .

(i) Magi. Ateffto.

(a) MagU lafcia degli Arfoli 4

144 ISTORIA FIORENTINA

'Andreas V aperì ni .

Bartolus Boncianì*

Dominus Kayncrtus del Forefe.

Tranci fcus Doncii ,

Bartolus Vanni s Puccii»

Jdannucclus Kardi .

Cechuf lannis,

Chcrardus Paganelli :

Kicolaus Kelli .

Johannes Bernardini de Medicis.

ffanus Chiarijjìmi .

Alhiz^zus Ricchi de Albizzis .

Cambius Albizzi C ambii ^

Quorum Vexilliferorum ofitium initìare debet die pri- mo menjis Decewhris &c,fub annis Domini iggr. Indiói, XV» & finire debet die ultimo menfis Manli f uh annis Domini 1332. Indiéì* pred»

Eodem die, Duodecim Boni Viri prò tribus menfibus ìncepturls die primo menjif Decemb. 133 1. & ut fequlturfinlendls^

Franclfcus Sajfbli*

Francifcus Andree .

Magljier Fagnus Medicuf »

Vannes B andini ,

Dom, Alamannus de AcciaiuoUs

Bìndus Domini Oddonls de Altovhls *

Palla Domìni lacobi de Strozzi s .

Falconerlus Baldefis.

Cleri (al. Cenni) Ghetti,

JLorinus Bona luti.

Vannes Benintendi de Albizzis »

Bartolus Bonajfedis,

Die

LIBRO SETTIMO. Ì45

Die 27. menfis Februarìì »

Dtiodeclot Boni Viri prò trlbus menjibus incepturh die primo niQnJis Martii ini. & ut fe^uitur fniendis ^

Domìnus Tace de Certaldo ,

Ghenzrdinus lannis .

Kaftagìiis Lupi Talenti.

Carocciuf Lupi del Indice.

IJhaldinus Kicoli de ArdingbelUs ^

Kinufcius Cochi .

Bartolus Lapi E enei .

Anfelmus Talk .

Andreas del Hero .

Barone Cappelli.

Zatus Caddi Pajptvan^'f .

Cìanus Landi de Alhizzis .

Die 2g. menjis Martii ^ ^

Vexilliferi Sotietatum*

Lapuf Marìnetti .

Vierus Kinuccii Malchi avelli

Baldejinus lani .

Gerìus Stephani .

VhiUppus BonfigUuoli .

Dom. Cianianus Lapi Rimaldelli ^

Aldigherius Ser Cherardi .

Donatuf de Acciaìuolis .

Bartolus Varadijì.

Sahatinus Ser Simonis. ^

Donatus Albizzi Orlandini .

Bingerius Nardi.

Francifeus Lapi lobdnnis*

Tomo XII, K Gbi^

14^ ISTORIA riORENTINA

Chinuf Veri Rondtneìlì ,

^tephanus Eerti Davanzt *

Johannes Donati Vivìani .

JDominjchus Ferici de Uccellini f .

T'ierus de Giugnìs ,

Burtoluf Bonajfedis .

Quorum VexitLferorum ofitium &c» initiare dehet die primo menjis Aprilis proxime venturi fuh annif Domini I g ^ 2, Indtéf, xv, et finire debet die ultimo menjis lulii tunc proxime fecuturi

Die ultimo menjis Martii, Dominus Choifone de Chovonihus lurifperitus ^ ex' traftus futt VexìUifer 'VexilU albi & mgri cum rotis 5 de fextu Porte S, Petri ^ locofupradiéìi Vieri de Giugnìs , quia , ut dìcitur ^ ahfens erut a Civi* tate , Comitatu , & dijtri6iu Florentie ,

Die 25. menjis Maii,

Diiodecim Boni Viri prò trìhus menjihus incepturis die

primo menjis lunit ig J2. 6* utjìquiturjiniendis*

Dominus Tomafus C or fini ^

Thilippus Bencini Sanne .

Bertus Cechi .

Torcelius Rechi de Glaceto *

Guillelmus Vìnte de Ahovitis ,

Vanne s Doninì ,

Kaddus Cennis Kardi .

Cinus Mi chi .

Dìedatus Bar onci .

Daldus Marignolli ,

Dominus Francìfcus Domini Lotti ,

CiovencbiiS Qionetti de Bajlariis ,

Die

r

LIBRO SETTI xMO, I47

Die 24. menjìs lullL

VexilUferi Sotìetatum ,

Tottur Rinaldi de Vanzano .

Cìoninus Aglionis

Kicoluf Corfini *

lacohus Salvi»

Majinus' Majj de Anttlla.

Johannes Majfai Kaffacani .

lacohus Alberti del Indice.

Torna fu s D ieta tu t i .

Bartolinus Salimhenif ,

Ser Glovencbus Medicuy,

Marchus ^ojjì de Strozzisi

Talchonerius Baldejts,

Tierus Kardì .

Ser Tanuf Hardt Guafconis,

Johannes TJhertt Cambii ,

Zenohius Bugliaffe .

Bernardus Gert della Rena ,

Gulduccius de Gìugnis,

Johannes Albizzi C ambii.

Quorum VexilUferorum ofitium tnitiare dehet diedri* mo menjìs Augujlì prox» venturi & finire dehet die ultimo menjìs Kovembris tunc proximefecu^ turi fub annis Domini 1332* Indióf. prima.

Die 21. menfis Augujli, Duodecim Boni Viri prò tribus menjìbus incepturls die primo menf, Septemb, 1332. etutfequiturfiniendis.

Tiuvichefe Brancacclì .

Domìnus Rajnaldus Cafini Jnrifperìtus *

K 2 Cione

148 ISTORIA riOREKTINA

Ctone Alberti , Tanus BarortcellL ^ucctus Delti de Scilinguati ^^ FrancffcMS Mei de Acciainoli; ^ Strozza. Kojft de Strozzis , Michele Ciotti s . Mancinus Sojiegni , Kicoltif Berti Strozafichi . Afitortiuf Laudi de Albizzis , Kogerius Keri de Eitiis*

Come lo Re Giovanni mandò a pigliare la tenuta

di Luce a per imo fuo Mari/calco , é^ Fiorentini

abbandonarono certe Caji ella . Rub. 47^.

Avendo lo Re Giovanni di Buemia com- prata Lucca, fi inandò il luo Maliicalfco a Lucca con 8co. Cavalieri, e preie la tenu- ta , e mandonne Mefs Gherardìno , e i Fio- rentini ebbono cotale vicino ; e ciò fu lo pri- mo dì di Marzo mcccxxx. Di che veduto ciò i Fiorentini lafciarono il Borgo di Buggiano , ed ar(erlp,.ed il. Cozzile, ed il caftello della Coda di Buggiano.

Come il Man/calco dello R-e Giovanni cavalcò il contado di Firenze, Ri^b. 480»

LO Malifcalco dello Re Giovanni a' 15. di Marzo del detto anno con 1000. uo- inini di cavallo, e 2000. fanti ufcìdi Lucca,

e ca-

LIBRO SETTIMO. i^.^

e cavalcò , e pafsò le tagliate appiè di Monte Vettolino , e corfono al borgo di Cerreto , e quello aribno, e disfecera, e combatterono il cartello > e non F ebbono , e prefono Colligon- zi^'\ e milTerlo a fuoco, e fimile Agliana , e tutto Valdarna di fotto fcempiarono , e flet- tono tre in fui contado di Firenze, con tanto danno di Terre , e (fi borghi , e con grande preda di villani, e di beftie li. ritor- narono a Buggiano : e difiefi , che la gente de' tiorentini aveflbno voluto , che non paf- iavano le tagliate, e pur così paflati , guar- dando il paiTo , non poteano tornare a Lucca ; diflefi , che fu difetto di malizia loro , di che furono calli.

Come Colle di VaUelfa diede la guardia della Terra al Comune di Firenze , e fecerji le Porte di Santo Giovanili di inetalh . Rub. 48 1 .

LA Terra di Colle di Valdelfa fignoreggia- vano tre frategli •> ciò erano Mefs. Albi- zo^^^ Mefs Delio, e Agnolo, d'uno lignag- gio di Colle , chiamati i Tancredi , e fotto titolo di popolo reggevano tirannefcamente , e accoftavanfi col popolose facevano di gran- de oppreffione a' nobili, e poflenti uomini. Di che accollati infieme con quelli di Monte K 3 Ga-

(t) MS. Cellittgozì.

(a> Villani, e altri, Al^ic^,

150 ISTORIA FIORENTINA

Gabrio , e da Picchiena , ed altri popolani le- varono in romore . Di che eilendo a mangia- re , fce(i in piazza fu morto il detto Arcipre- te , ed Agnolo , e Mefs. Dello prefo , e ferito > e melTo in prigione, ed ivi lo feciono mori- re ; di che poi feciono popolo , e detti con altri riformagione , e mandarono a Firenze , e diedero la Terra al Comune in guardia, ri- manendo liberi, e togliendo Capitano, e Po- deità Fiorentino. E ciò fu a' di io. di Marzo lo romore , e la morte degli detti . E quefto medelimo anno fi feciono le porti di S. Gio- vanni di Firenze di metallo.

Cojne i Fiorentini fecero lega col Re Uberto di Cicilia, Rub. 482.

Esfendo il Re Giovanni in Lombardia , e faccendofi unito col Legato di Bologna , i Fiorentini , ed i Lombardi prefono gran fo- fpetto, e io Re Ruberto il fimile, e ce fi lega infieme contro allo detto Re Giovanni, e con- tro a chi gli delle aiuto , e favore , e fu ciò or- dinato di collegarfi a' 1 6. d' Aprile mcccxxxi.

Co?ne Firenze fu intradetta per la Chiefa di S. Maria Imprimeta . Rub. 483.

LA chiefa di S. Maria Impruneta vacando, Mefs. Gio, Gaetani degli Orjtni ^'^ Legato

in (i) MS. in bianco , fupplico .

LIBRO SET TIMO. I5t

in Tofcana la impetrò contro al volere degli Scolari , e Bucndelmonti padroni di quella ; di Cile fdegnati i padroni non vollono Ibfieri- re, pigìiaiìero ia tenuta i fuoi procuratori ; e tanto fu la potenza de' Buondelmonti , che fi fofferfe in Firenze , e funne intradettà la città di Firenze mefi ip. ^^^ e ciò fu neli' anno MGCcxxxi. a' di IO. di Maggio.

Come il Malifcalco del Re Giovanni pnofe alfe dio a Barga del Csmune di Firenze , e ptronof confitti i Fiorentlli, e ferderonoTizzano . Rub. 454.

;^Ra Vicario dello Re Giovanni in Lucca uno Mefs. Simone figliuolo di Filippo della cafa di. ..... della città di Fi. eia . Di

che fcntendo , che Barga , la quale fi teiiea per gli Fiorentini , non era bene fornita, vi può- le r aiTèdio ; di che fentendo ciò i Fiorentini, mandarono Mefs. i\merigo Donati per fare le- vare da campo li Lucciieii con 400. barbute ; ed eilèndo in un bofci.etto appiè di Monte- catino, le mafnaile di Lucca con 500. Cava- lieri sì fi niitìèro di notte ad alfalirG:li, ufcendo di Buggiano , e fconfiilero i Fiorentini ; di che Mefs. Amerigo fi partì , e ncoireii in Monte- catino, e furne morti, e prefi prello che il quarto: e ciò fu a* 6. di Giugno; di che con. enne rornaile la brigata a Firenze.

K 4 Come

( Villani /. 10» e. liì» dicìotl9 mefi.

152 ISTORIA FIORENTINA

Come in queflo mino s' apprefe con gran danno il fuoco in Firenze volte . Rub. 485.

' Anno del mcccxxxi. in Firenze fece il fuo- co gran danni, infra quali furono que- lli. La notte vegaente la vigilia di S. Giovan- ni di Giugno s' apprefe un fuoco in fui Ponte vecchio, ed arfevi da 20. botteghe con molti arnefi degli artefici , e morironvi due fanciulli , ed arfono delle cafe della magione di S. Gio- vanni , che fi chiama Sanfipolcro appiè del Ponte vecchio. E a' 12. di Settembre di notte ancora s' apprefe il fuoco in fulla piazza di S. Trinità nelle cafe de' Soldanieri , e fe- ce danno aflài , tanto che vi morirono fei perfone. E a' iy. di Febbraio ^'^ s' apprefe il fuoco nel palagio del Podeftà , ed arfe quafi tutto . E poi ancora di Luglio s' apprefe nello palagio dell'Arte della Lana, ed arfevi dentro un uomo -

Gotne nacquero llcni in Firenze la prima volta. Rubrica 486.

IN quefio medefim.o anno a' 15. di Lu- glio ^-^ nacquero in Firenze due lioni dello lione mafchio, e della femmina, eh' erano in

Fi-

(r) Villani /. io. e. i%6. A ih a8. di Febhrah . (a) Villani Lei e, 1^7, Adì 7$.

LIBRO SETTIMO. Ì55

Firenze Inchiufi preflb a S. Piero Scheraggio . Quello fu grande maraviglia tenuta , perocché mai più in quelle parti non erano nati niu- no > e fu tenuto buona figniiicanza della no» ftra città *

Come i Fiorentini ehbono la guardia della Citta Pifioia , e di S errava Ile . Rub. 487,

NEI detto anno a' 26. del mefe di Lu« glio li corfono i Fiorentini con 500. ca- valieri, e 1200. pedoni Piftoia, con volontà de' Panciatichi , e de' Guaifreducci , e Muli , li quali avieno meflb dentro la gente de' Fioren- tini per fofpetto di loro , perocché T altra parte cercava di cacciarli; ciò erano i Can- cellieri : e in effetto poi di concordia con gli loro Configli la guardia per uno anno dierono a' Fiorentini , e poi a' 15. di Gennaio fi die- rono per due altri anni, e tolfero Capitano Fiorentino , ed i Fiorentini per più ficurtà vi fecero un caflero ; ed cbbono in guardia il caftello di Serravaller ed i cafleri . ^'^

Come

(i) Nel Lih. 3 1 . Capìf. delle Rtfnr. a 2. ef^gg. fotto i iC. Luglio, 15. Agofto, e ij.Occobre di queft» an. 1531, efTendo Podeftà di Firenze Mefs. jManovelIo di Mqù. Andrea da MafTa Conte di Fermo , ec. fi leggono gr infrafcritti ufiziali alla cuftodia di Piftoia nella prima fommìflìone ; cioè Sander de AntìUa cum Do* fnino Amerigo de Donatis Capitanei Cuflodie Pifto* rti. DoM» Ug9 LQtteringhiy Spittellus de Mofciano ^

154 ISTORIA FIORENTINA

Come pi morto Mefs. Filippo de* Tedici di 'Pifioia, Rubrica 4bi^.

NEI detto anno eflendo per certi fcon- trazzi , e fcaramucce fatte da' ibldati de i Fiorentini, e de' Luccheà, e ndotti i foldati de' Fiorentini in Valdinievole , pensa Meilèr

Fi-

Ducctnus Mattciftr . ^ Nlcolaus T). Av'free de Stroz-^ %is Ainhaxiatoves adCi'Jitatem ì*i[}orii . Petrus Ban» di ni de Filicaria Capii nntus 54. ptditiim Ceus (.mal» zelli p'xpuli S% L^urentii Capitancus io peditum , Mo* raielus Ronajfedis Cap itane tis ij peditum , Bonfì! olus Bru^tJ Capitanei'.s i<^. peditum . N'cotaus laneli ni de C'^ftro foco guano Confervator pacis Cammun s ifhrti, DoTJt Tal ntui de Bucellis \4i/cs CapitaneusCAtflhiie Pijlorìi . Ncrius Dom. Al <m.tnni de CaviciiulisLapit, Cujìùd'e Pifljvii fjicccelfor dòli Dom. Talenti ; ^ con* fivìnatur in offcio altera vice . E poi , ivi a io e fegg. folto 15. Dicembre , e a '.9. fctto 1 «r.^t;B^ra-o (i leggono quelli; Filippus de Magalottis ^lì^ lacohus de Albertis AmhaxifìtoTi s miffi Pijionmu . Tice q. Do'' ni Gufai de Fiorenti a taineruntus arniurum Piftorii , IQuccius de AdmiratìS ^ Ó>V»- Duti M ighi nardi im" haxiatorjs ad Pi fior Set utinatì prò di fi» officio: Gtfido Vannis Guidi de fexfu Vltrirui^ Bernahas Bartòli ^ Renzus loannis Bo*taccurJì , Nigt Spigliati Ghe^iif' dus Maga Idi ^ U, Fmncifcus Dom ioannrs de fextti S. Petri Scberadii, B rtolommais della Sanuella , Teghtaìus B^tticini di^fxtu Bnrgi lot'nnes Caruccit , Francifcus Bonhfegne de Beccanugns . Birtolus nuc» cìi BeLaridefxtuS. Pancratii . Be^tediélus Guiducciì lennaii , Nicolaus N'Ali de fextu Porte Domus . Ne* 9'ius Lippi tintor defxtu P.rte S. Pt tri E fiia'menre ivi a 21. fi legge •• Ugo H^lr p'pul' S. Marie Novelle Officiali s ad confiruendum arcem Pijlorti* ZibaLD, « 1^3. e 168.

LIBRO SETTIMO. ì$$

Filippo Tedici di Piftoia, lo quale era In Luc- ca, contro a' Fiorentini , ed a' Pi (loie fi d' in- trare in un callello de' Piftoleii della Monta- gna y cne fi chiama Popiglio ; ed eiTendo già colla maggior parte dentro dal caftello , che avea feco 200. uomini di cavallo, e fmontati tutti a piedi per gli palli noiofi, il romore fi fentì ; gli altri del caftello , che non erano al trattato > corfero in arme , e combatterono * Coftoro fpinfergli fuori , il romore fi levò gran- de , a' paffi li corfe , e furono rotti , e morti, e preii circa 80. buoni uomini;, fanza altri pe* doni , e bene 1 00. cavalli ; infra' quali fu morto il detto Mefs. Filippo de' Tedici da' villani fug- gendoli vituperevolmente ; e ciò fu a' lóe di Settembre,

Come ì Fiorentini aiutarono dìfeyìdere la Terra^

e lo fiato a (Quelli , che reggevano Fifa .

Rubrica 489.

Esfendo intorno a Plfa venuti gli ufcìti lo-* ro , e lo Vefcovo d' Ellera ^'^ di Corfica ^ colla lega di Parmigiani , e di Ghibellini , e di Lucchefi , e di Manfredi Vivaldi , erano a tanto ftretti i Pìfani , che non ufciano della Terra , e con gran geloHà erano dentro ^ e notte in arme ; e certo era dentro trattato d'avvolgere quello flato, e mutarfi iii altro.

Di (i) Oggi Aierìa.

Ì^Ó ISTORIA FIOItSNTINA

Di che vedendo i Pifani, non avere altro fcam- po, che l'aiuto de' Fiorentini , la ricorfono ; ed in effetto profferendo Tempre effere ob- brigati , a quello punto li foccorreflero , li Fiorentini mandarono 750. barbute , le quali andaflèro, le 500. intino a' confini de' Pifani , e non intrallèro, non fodero richiefti da* Pi- fani, acciocché non pigliaflero fofpetto , e 200. ne mandarono , intraffero in Pifa . Molto piac- que a' Pifani la venuta della gente , e fai varo- no lo loro flato ; perocché la brigata de' ne- mici fi ritraffero addietro ; e ciò fu del mefe di Gennaio mcccxxxi.

Come il Comune di Firenze diliberò di fare una

Terra neW Alpe degli Vbaldini, nome

Firenzuola, Rub. 490.

NEgli anni di Crldo mcccxxxii. ^'^ a' di 8. d' Aprile fi diìiberò, che in 1' Alpe degli Ubaldini ii faceffe una Terra, e perchè al Co- mune foffe più in fuir occhio , e meglio alla mente, fi chiamò Firenzuola; e ciò fu fatto per la divifione degli Ubaldini; di che l'uno, e r altro di loro fi dierono al Comune di Fi- renze .

Come

(i) MS. 133 1. Vedi Villani /. i».r. 20^

LIBRO SETTIMO. 157

Come i Fiorentini intr areno in lega co^ tiranni Lombardi . Rubrica 49 1 . .

IN quefto anno del mefe di Luglio effendoll legato il Cardinal di Lombardia collo Re Giovanni , e Io Bavero , prefero fdegno Mefs. Azzo Bifconti , e Mefs. Madino della Scala , e fecionfi una contro al Bavero, e allo Re Giovanni, e contro a ogni perfona, che defle loro aiuto , o favore , eh' era la Ghie fa ; e fu così condizionata: che 3000. uomini di ca- vallo fofTe , e partiti in quefto modo: lo Re Uberto ne dovefle tenere óoo. e 600. il Co- mune di Firenze , e 800. Mefs. Maftino della Scala, e 600. quelli di Melano, e 200. al Man- tovano, e 200. al Ferrarefe, con quefti patti, che la lega ftarebbe al conquido di Lucca per gli Fiorentini ; a' Bifconti Chermona , e lo Bor- go a S. Donnino in Lombardia; a quelli della Scala , Parma ; e a quello di Mantova , Reggio ; e a quello di Ferrara, Modona/'^

Come

(i) Jn un libro di Protocolli delle Rlformagioni ,7. <f 95. fi leggono S'indici aciLìgam, D. Bartolus de Riccia lud. Anfelmus Palle , ^ Coppus Borghejìs . E Fro» toc, 16 a 98. del medefimo anno, Ambaxiatores ad Lìgam Dovi. Francifcus de Brunellefchis miles ì hannes Moris lud, ^ Simon Nerii de Antillé .

158 ISTORIA FIORENTINA

Come i Fiorentini perderono Barga» Rubrica 492.

NEI detto annOj e mefe di Settembre aven- do i Lucchefi aflediato Barga, li parti- rono i Fiorentini da Piftoia con 8oo. Cava- lieri, e molti pedoni, e vollono fornire Barga , e credendofi eflere più forti, allo Marchefc Spinetta diedono danari , che fi partale di ; e i Fiorentini li partirono , e prefono il Cer- ruglio,e Monte Chiaro, e Vivinaia ; e avef- fero afforzato il campo , e fattoli forti , e ca- valcato ogni in fuUe porti di Lucca , face- vano levare l' ofte da Barga; ma andarono pure a Barga quando furono richiefti dal Mar- chefe Spinetta , e nulla feciono , e tornarfi ad- dietro, e Barga fi rendè per difetto di vet- tovaglia a' Luccheu .

Come il Comune di Firenze condannò il Comune

di Sangimignano , e poi levò la condannagione ,

Rubrica 493.

AVea il Comune di Sangimignano certi fuoi sbanditigli quali fi ricettavano in fulla villa di Campo Urbiano ^'^ nel contado di Fi- renze ; di che con armata mano feguendoli in quella villa i Sangimignanefi , li prefero, e

la (1) MS, Cara /pò arno.

LIBRO SETTIMO. 15^

h detta villa , ed arferla Di che i Rettori di Firenze ne feciono proceflb , e citati , e non compariti per comune, ne per divifo , fu condannato il Comune di Sangimignano in cin- quantamila lire, e lo Podeità loro, e 150. uo- mini ^'^ nel fuoco , e bandito Y ode a Sangimi- gnano. Di che i Sangimignaneii vennero alla mifericordia , e furono ribanditi, e mandaro- no lo danno agli uomini, che volfero, e le- varono ogni condannagione , di grazia. E ciò fu a' 1 1. d'Ottobre ^*^ del detto anno, che bene un mefe innanzi erano condannati .

€o77ie i Fiorentini mandarono gente in aiuto del Marchefe di Ferrara contro il Legato , nonoftante che il Legato ave a richiejii i Fiorentini /fi ^ar^ tijfero dalla Lega, Rub. 4^4

NEI detto anno , e mefe di Gennaio ^'^ ven- nero in Firenze Ambafciadori del Lega- to, ficcome i Fiorentini fi doveifero partire dalla Lega de' Lombardi, moflrando loro, era contro a Santa Chiefa , e come Mefs. Azzo Bifconri era flato a configgere i Fiorentini con Caftruccio ad Altopafcio ; e i Fiorentmi rifpon- dendo riverentemente , che ciò li fece con volontà di Papa Giovanni , e che il Comune

vo-

(i) Villani /. IO. e. 208. Cento e quaranta fette

(2) Villani 1. cit. A dieci ,

\3) Villani /. io. e. ii'^. Primo di Febbrai

l6© ISTORIA FIORENTINA

volea fervare fua promiflione , come fempre avea fatto ; di che in quelli tempi il Legato avea fconfitto il Marchefe da Ferrara , e pofto il campo a Ferrara ; e richiedo la lega per lo Marchefe , i Fiorentini vi mandarono 400. bar- bute , e convenne , che andaflero per mare a Genova, e da Genova per lo Monferrato a Melano , e da Melano a Verona, e da Verona poi iniieme con gli collegati a Ferrara con grande fpefa . E fu Capitano della gente Fio- rentina Mefs. Francefco degli Strozzi , e Ugo di Vieri degli Scali , e ciò fu a' 2. di Mar- zo ^'^ , e a' 14. d' x\prile mcccxxxiu. fu fcon- fitto il Legato a Ferrara.

Come i Fìorentìm fecero certe compagnie , e fejle per certi artefici della Citta. Rub. 495.

PArve fempre, che quando le cofe trasfor- mano di loro eflere , che non fegue ap- preffo cofa utile , decente Erano i Fio- reatini , cioè gli artefici , montati in fuperbia , che ogni facevano novità di fefte , e giuo- chi , ed altre allegrezze , più che a loro non fi richiedea , e fecerfi molte brigate ; infra le qua- li conteremo due; F una nella via Ghibellina , nella quale fi veftirono 477. uomini ^^^ tutti di giallo , e feciono loro Signore , e con cene ^

e de-.

(i) Cioè, la loro partenza . Vili. I.cit. e. aitf. (ij Villi. cìt> 21^, £p furono h»e frccentf»

LIBRO SETTIMO. l5t

definari , e fpefe , e ciò fu di Maggio , e durò un mefe . E poi ne fu fatta per Santo Onofrio nel Corfo de' Tintori un'altra di 520, uomini vediti di bianco , con grande armeggiare , e fefta, e feciono correre palio bianco il di Santo Nofrio ; ed ancora fervano quello ordi- ne medefimo di fare quella medefima fefta ia quello , ma non grande . Seguinne poi il diluvio con danno grande di quella contra- da , più che d' altra .

Come fi cominciò la Fona a S. Friano Rubrica 49C).

L

' Anno medefimo del mcccxxxiit. a' i ©, di Maggio fi cominciò la Porta di S. Fria- no molto magnifica, e molti la biaiimarono, perchè era