« „ 'i !> . ,> ’JéfllShm: W'ti M$.v>jp3 ì£ ' ,.v»*L . ■ . ■ x V 7*7/ C<5l 'reserve “gyTjfffip* L TtLESENfED (BT fò. (forc{ x Mie A Digitized by thè Internet Archive in 2017 with funding from Getty Research Institute https://archive.org/details/istoricadescriziOOcava isTokrcA ? DESCRIZIONE DE TRE' REGNI CONGO- MATAMBA. ET ANGOLA SlTVATI NELL' ETIOPIA INFERIORE OCCIDENTALE ;* E DELLE MISSIONI APOSTOLICHE Efercitateui da Religiofi Capuccini , Accuratamente compilata dal ! P. GIO, ANTONIO CAVAZZl DA MONTECVCCOLO SACERDOTE CAPVCCINO IL ay ALE VI FV’ PREFETTO E mi frtjtnu fltlt ridotta dal P. FORT V N ATO ALAMANDINI DA BOLOGNA Pred icatore dell’ ideilo Ordine . ALL * ILLVSTT^ISSIMO SIGNOR CONTE GIACOMO ISOLANI, JN BOLOGNA MDCLXXXVII. Per Giacomo Monti . Con licenza de1 Superiori . 'V i\ jp t F * ^ i, ■ ' . ?' \ W "* ® ■> \ \ * ““ V V * F" M' t £ L f a w 'ì '; ; • : 1 :." ' h y\ $ ■•>.?/ i '. -ir .. .L . I ' . f-, --4- ? >, ’ .< • > .■*' ì ./ * *■> r . .4; a ii’1 v i < - * ■* ■• ■ ‘ . 4 "i t? ’ . * ■* • v- • .-.u - fr ■” ■' ' K-Va;u\jil1> /- f jj — - * . •'■V x : l.TÀWI?. ; ìo : il j ì3'ì8 ò. ■ h: t t ’ ' ; t. ■fc. -il l jL V ' : H i; Al > A- Hi? v ■ — V.. ' ' c £;>. ' *■ , i. .L t J \ . ih • ; r ; ?, ; . . ,i n \ : . »_* J. 4->, >• r .. - J 1 » v- -1 W 5 > , 1 ' t -r : : . ■- ::om aq k :ava3 os?*-: v IDO . 3-1 - T h a a H a rv ■ ri 1 V a A t? ■iv V p M .... V-, -t 1 V V. A ■. ■ r « ■ L » v M. A J A V ) T A Vi V' i Vf i : ' | •À */J D Q .1 0 a t A a • O ^ t . ' • jf "S j- . ■■ : '■ a T,-, . ; t 5 ? A 1 w w- :v • ■ y v>l.£ v^_ „ i ' ( J I. J ■ - ~ (-v N p ^ r> V w v Ci N<5., - - », r *i Ì.; v.!’- \V A ri W ‘ i > ') ' ìì * ^ . ì * A *' -^v . ù:1 . f~y T v” i ^ > ? C \ / r t „ '% «. • ’ . » '» » J r *• . _ * * > V >1* - ■■ , : - o ri l ' : '4 AL CONTE GIACOMO ISOLANI Per U Règia [uà Stirpe Per U incorrotta V mài cùl chiaro lufìro col raro 'vanto ài tanti Eccelfi Eroi de jtict olone fi Progenitori da Cipro trasportata in Lm derivata N obiti fs imo fregio ài quefla Italica Atenei e per tante egregie doti epilogate nella jubhmità dello nella ingenuità dèli ' Spirito Animo nella per/ptcacità dell * nella granita de Intelletto Lo fiumi degnamente fra Bologne fi Patrizzi ÌLLV SÌ R l SS ! MO in atteflaZjtdne /incera di efequio donato alle T cgbè di Sua Stirpe al merito del Suo Nome t prelsmi Pòdi D> D. U alle Clamidi al grido alle Porpore alla chiarella A C H I V N Q_V E VORRÀ' LEGGERE Fra Fortunato defidera la Pace del Signore . ^debitamente , e con troppo grane ingiuria del merito * che alla diligenza , O alle fatiche del P . Gio . Anto - ro»ia Canali da Alontecuccolo fi conuienc 5 mi hauendo già con fuffi dente prò* fitto fpefigli Anni giouanili del Secolo nelle humane Lettere 3 tvefì\ 1* Ha* bito Capuccino nella Prouincia nofira di Bologna : indi > fatta la profefi jìone 5 attcfe con fido femore al confeguimento di quelle Virtù , medianti le quali eziandio i più idioti ottengono da Sua Diurna Maefta T im pregi*" bile talento di cooperare alla conuerfione y & alla faine zzd delle Anime 3 rajfegnandofi perciò humìlmente fenza querele alla di fpo fifone de’ Stipe * ri ori 5 che noi promoffero mai allo Studio ne di Filofofa 5 ne di Teologia y benché naturalmente v ine lina fj e • Scorgendofi dunque in queflo buon Sa - cerdote fra /’ altre fue ragù arde noli doti m fine ero fi acc amento dal Aion* do y & conciofiache , effendogli accaduto fcriuere di parecchi Ope¬ rai 5 e di fe mede fimo ancora , potiamo imagtnarci 3 eh9 egli •v fajje molta arconfpezjnne intorno al propalare quegli auuenimenti } che gli haurebbono partorito qualche più particolare Encomio . Corfumaù fra tanto alcuni Anni nell * Apofiolico Ahnifiero 3 e richiamato d poma , diede d gli Eminenùffi- mi della fudetta Congregatone , f accinto Ragguaglio di quanto concerneua allo fato 5 d hi fogni della Aliffiene 5 mofirando loro •vn fuo Compendio di pochi fogli : della quale puntualità appagati que * Saggi Prefidenù , gli Gommifero 3 che raccoglicffe in •vn Volume tutti gli Atti di Effd 3 dal princi¬ pio di fua fondazione fino d quel punto ; e che 3 per darle la debita forma - litdy •v* inferijfe dipintamente le particolari Offeruazioni intorno alla Situa¬ zione del Clima j intorno d Cottami 3 Proprietà naturali degli Habitatori 3 Ido¬ latria 5 Religione 3 Gouerno ciuile 3 altre fomglieuoli cofe 3 appartenenti ad effi ‘Pegni 3 perche l* efatta loro notizia importaua molto al progrefjo deh le Affienii . Vi fi accinfe egli 3 O hauendo da diuerfe PrOmncie > e dall * Archiuìo nofiro in 'Poma raccolta f ufficiente farragine di Lettere 3 e di Me¬ morie , /* autorità delle quali batteuolmente legalizauano 5 Cp* accrefceua- no il Volume 3 /’ Orditura * 4 fine dì teffeme compita Iftoria : e gio- uami credere 5 che fi come l* haueua in buon fiato ridotta 3 così ancora, hau ebbe potuto perfettionarla * md da Superiori mandato nouellam ente al¬ la tteffa Aiiffione j lafcib in Italia quell' abbozz0 5 chc in fatti ? d giudi¬ zio commme 3 rimaneua compofio di rvno filile troppo eterogeneo 5 conciofia¬ che il buon peligiojo 3 importunato dalle i(tanze altrui 5 anfiofo di •ve¬ derne il netto prima di partire $ haueuaui con poco accorgimento impiegata piìp di •vna Penna • 3 Da quefio infortunio glie ne deriuarono altri diuerfi ; e diro 3 che il più rile- uante fa fiato 3 cadere nelle mani mie}allorche hauendo la Sacra Congregazio - ne hnpoflo al P* Stefano da Cejena , Aimiftro Generale 3 il douerla per ogni mo- do commettere d qualcheduno ? che la ricomponejfe 3 egli d me fola •volle fidarla 3 imaginandofe forfè dì communi c a> mi col merito delia Santa V bbidienzu quel talento 3 di cui io era efautto 3 e che neceffariamente richiedeuafi in •vna tale ope » razione • Stetti pcrplcfjo , e non so difiinguere appieno qual de" duoi oppefìi più mitenejfe in pena 3 fe lo [limolo dell Vbbidknza 3 •valeuole ad ageuolarm§ r imprefa > b V appr enfi one della riufeita 5 baffi ante d rendermela più difficile ; effendo •vero , che gli oflacoli preuedutì rintuzzano l' ardimentoye dttftragono /* in¬ clinazione di colui 3 eh 5 è difpofto per operare * Nulla res tanni fa$ilis eft 3 quia difficilis fiat5 fi inuidrs fatias ;md il termine delle mie forze non era compa¬ tibile con la raijegnazione della •volontà 3 ponendomfi troppo euidentemente da¬ ti ami stanti agii occhi , che auuenturauo la riputazione 3 di cui , benché da me fi ne fia fatto holocaufo d Dio , deuo contuttocìo foftenere il pregio • Io rifletteua , che , attefo il * vincolo di Religione y doue egri •vno di Woi con c fatta indifferenza f antan? ente dipende da Superiori y farebbemì fiato imp off bile affi ere coti dia* riamente alla Stampa (gli errori della quale , per compatibili che fi ano spre¬ giudicano affailfimo a pur effe gl' incapaci di quefio meftiere ) richiedendo/! in * defejfa accuratezza ne^ rivedere almeno due •volte cadauno de* fogli ìmprejfi ( per rifeontrare fe d Componitore de* Caratteri habbia affettatala correzione ) prima che laf ciarli ufi ir e liberi di fotta al Torchio ; oltre d che refifteuo ^pre¬ gando di non effere •violentato d collocare le parecchie Figure in 2^ame yche , ben dfiinte da alcune mie 9 f corgonfi fatte intagliare y tempo fa } dal P , Gw. Antonio quando egli meditava la public azione del Libro ; parendomi 5 che mentre non piaceuano a me , per qualche fievolezza rapprefentata in effe , o per qualche dfcrepanza col fuor ac conto , molto meno farebbono piacciute d Perfine intelligenti : finalmente arrefomì all9 efprefjo comandamento y •vi applicai y Csp hauendo trafeorfo y e ponderatoli contenuto 5 difpofi collocare nel mio Volume le mede fime cofe ) fenza punto alterarne la fidanza ; prendendomi la filali* cenza di •variare la ferie loro ne* primi due Libriti & in alcun* altro luogo y per ageuolare il filo alla lettura di effe 5 e nè piu nè meno hi cercato di fuccin- tamente /piegare il mio finfi in alcuni racconti y che potrebbeno cadere fitto illimitata cenfura , Aid quanto poi alla frafie 5 ho •voluto } eh* ella fìa tutta omogenea y Or •uniforme ; sì perche la reputo opportuniffima nelle 1 fi ori e y sì ancora per lafdare al fudetto primo Autore l* intiero pregio della fua firut • tuofa y e confiderà bile fatica 5 e fendo il douere y chea me filo fi aferiuano i difetti intorno alla concinnità y e fluidezza, de* periodi y i quali l* età nofira oltremodo delicata nel gufilo anela di fintire armonicfi ripieni , O eruditi , L* e f pongo adunque d gli occhi di ogn •uno 5 dinudata di quefle condizioni) avvegnaché io yefendo mendico di erudì zjone , non poteua dare abbigliamento * veruno • 4 Spero contuttocìo y eh* ella riufeird 'utile infieme y & aggradeuole * 'utile y imperoche ad •vn •vero Cattolico qual altra lettura pub effere piu ne» cejfariay e piu propria y quanto quella 5 da cui egli ricaua precife notizie del¬ la nofira S.Fcdey e de'fuoi progre/fi $ conforme all' auuif amento di Turi - dide y rimprouerante d fuoi Compatrioti y che nelle F duole immerfi trafeu - raffero le Cronologie de9 f amo fi loro Antenati, Grsecos peregrina Iftoria occupatoSj fuse ignaros effe. Aggradeuole poi , per lo intreccio di fi ra¬ siere curio fìta y le quali con la Chrifiiana erudizione accoppiate y folletto an¬ dò lo fpiritOy ageuolmente lo rifucgliano d concepire teneri affetti cverfo Idm dio y perfettìjfimo Operatore di A/erauiglie . 5 Confejfo bensì d nome del fudetto P, Gio, Antonio ygid defonto3la reniten¬ za che finimmo y egli in regi Ararla s & io in ef porla alla luce y per tema di non ^ affron • Plurar, Apof. iEnead* 6 De Ciuif. Dei Sib.si, c» 5, affrontare la taccia troppo confueta > mà fempre oltraggtofa3\difouerchio creduli 3 e milantatori , quantunque ne à luì > ne a me dourebbefi 3 mentre egli ? la re ligio fa fuaprofejfione 3 pretefe3 cmtenerfi entro i limiti della fchiettezza 5 po tendo hi te (limonio delle fue depofe fiorii aggiugnemi • Et quorum pars ma¬ gna fui 3 & io in confeguen^a con le f empiici mie parole non prefumo accrefcere j b diminuire il loro credito « 6 T uttauia perche alcuni ( contro de* quali S» Ago fino e falera che Tota eorum ratio eli, vt quod esperti non fune s ncquaquam eife poife arbi* trentur) quando leggono alcun racconto 3 eccedente la loro trini al{ ffi ma 3 per non dire ottufa cognizione 3 fi fanno lecito , riprouarlo} con inconfiderata mentita a chi lo fc ri ffe 3 per tanto qualunque tu fia > prima che d feendere a darne giudi fio inalbati a fpeculare 3 fe le cofe deferiate for montino realmente la sfera del poffibìle : imperoche aprendotìfi la Scena de* Stupori 3 trouerai , che mediana te l* affaticar fi, dell' ingegno 3 pub l* Arte giugnere piu oltre di quello c’ ima* giriamo; trouerai , che la datura con i gradi della fina femphee attìuita confonde 5 e fi lafcia addietro le fpecula fiorii del noftro Intendimento ; efcorm gerdi quafi in Enigma 3 ma con Fede infallibile 5 che la Volontà di Dio 3 co* me termine affilino della fina Onnipotenza 3 e illimitata 3 inferni; abile onde allora confido hauerti dalla mìa , per foftenere 3 che i pr e fenti raggua¬ gli non contengono altrimenti le /apparile implicante • Appagai per appunto Perfona Amica 3 prefio la quale un buon ' Iftorico eraft /ereditato } con hauer jeritte 3 che i Caualli di una 3 non so quale Prouincia 5 corrono da mattina à fera uclocemente in Fobìa 3 fenga i fiancar fi ; e mi riufeì conuincerla per uia ài fitmiiituàini propor rionali } moftrando3 non effe re improbabile 3 che que- (lì Caualli habbiano fortua naturale robufiezz a di neruì 5 ualeuole a fiojie • ncrlì per sì longo tempo allenati 3 concedendo/. 3 che in aiuto della rii e [fa Pia- tura ut concorrano le qualità propor fonate 3 sì de’ pafcoli 3 come del Clima * Sarebbe ne piu rie meno Iperbole preffo di noi la flupenda naturalez de gli Elefanti , da parecchi Autori j tefiimori) di ueduta3 e frà gli altri dal Padre Porri Gìefuita 3 diffufamentc d,efcritta 3 fe non ammette (fimo 3 fenzd> e fita fon e 3 che Iddio 3 moderatore di tutte le coje 3poffa hauer frenata la fe • recita di quelli Colojfi , fi che da occulta 5 e non intefa uirtli refi docili 9 feorganfi euidentemente afeoìtare } apprendere 3 appuntino efequire quel tanto che i loro Elayri parlano 3 infognano 3 e comandano . Plon ho dubbio > che noi Europei farejfimo tenuti per folenrijfimi Giuntatori preffo le 'Pia fiorii Aufiralì 3 che mai unterò 3 e mai uedranno le gelate Pieni del Clima Po¬ ro ale 3 fe prefumeffimo far loro credere 3 che il Freddo poffa fenfìbilmente alterare nell Acqua le due qualità y come à dire 3 dell * e fiere fiuffibile 3 e dia¬ fana ; a fogno che in Aria conglutinando fi , e leggermente cadendo 3 fi affal¬ di 3 e confli pi /opra laT erra 3 Sino all’ alte zza dì molti palmi 3 con un can¬ dore tanto perfetto 3 che i Colli 3 & i Campi 3 da ejfa ricoperti 3fembr'mo pro¬ digio- 4 p'tofa coagulazione di purtjfimo Latte . Il P. Stefano da fiauemaynoflro Aìif amano ne1 Kggni del Congo , raccontauami , che in quelle Contrade , dotlene* giorni del Santi (fimo * Natale fifperìmentano ecce (fui calori , / ìupiuanfi i ‘Neri > incapaci della varietà del Clima y e ftuazjone de3 Tropici 3 in v dir e , c/?£ i» Europa la Stagione di allora fa in fommo grado freddijfma ; e molto più tra* fecolauaw , quando dagli Olande f ratifcauaf , che nelle Prouincie loro , vo* tendila nel tempo dà Innervo attingere Acqua j era necejfario frangerla conte taglienti Alavate inpezz1 ? e che per trouarf effa dal freddo ambiente confa» pata , portauaf intiera entro i vagli pertugiati ,o su la mano ; e che per gli vfi communi non può fcruire yfe prima , in vicinanza del fuoco liquefatta , non ritorna nel fio ejfere naturale . Quefli tanto palpabili accidenti dell' Acquay che fi quaglia in eNeue y b fi condenfa in Ghiaccio y non fa cafo in noi , perche come dice Seneca . Magnitudinem rerum confuetudo fubducit. L* afm fue fazione delle cofe ci toglie il motiuo di fpecularle con ammirazione . Cne meraviglia non recarono di primo incontro à "Barbari del Affondo nuouo la Calamita , impenetrabile operazione della ^Statura , gli Orinoli à ruota 3 il fempliee Vetro , i Chrifalli , lo Specchio 3 il Tuono delle Bombarde , la Stam¬ pa y le Pitture 5 tanto maeflreuolmente disegnate 3 e colorite 5 con cento altre fomiglieuoli Induflrie dell ' humano Ingegno ì 7 Aia per far pajfaggio à gli altri Prodigi ; fe taluno di quelli , che nel mio Volume trouerai inferiti , fembrafje Aiiracolo , fouuengati con S. Ambro- gioy che appunto Miracuia Infidelium caufa fiunt, perloche quando tu non voglia 5 b non poffa conferire con ejjo meco i tuoi dubbi in quefte materie , nelle quali la mia profejfone richiederebbe 3 che fo ddis face (fi alle tue iflan» Ze y compiacciati in quella vece col fuo Cuore benedire Iddio 3 la cui Mfe- rtcordia in quelli vizimi Secoli manifeftandofi co' Lumi del Santo Vangelo à Gente inuolta ne' tetri errori della Idolatria 3 gli hà operati nella guifa 3 che gli opero vn tempo fa 3 per fondare la primitiua Chiefa • Ali dichiaro 3 e proto fio pero , Che in quefte Narrazioni non pretendo altro che fede fiumana, fenza far grado alcuno ad coibenza dì Miracoli 3 o a. certezza di Sa ntità, e di Virtù qualificata; riferbandofi in guelfo ogni giu¬ dizio alia Santa Sede Apostolica ;à i cui Oracoli, e Defimizioni ' infallibili con tutto lo fpirito mi fotcometto. S V edrai forfè diffonder fi taluolta il di f cor fi in cofe , che à prima fron¬ te f e mirano minuzie ; ma fappi 3 che à Adijponar j fu dalla Sacra Congre¬ gazione inculcato il registrare tutto quello , che cotidianamente loro accade a na s e ne incarico poj eia il P, Gio • Antonio , affinché , mediante quefia piena informatone y gli altri 3 che anderanno colà s pojjano fondatamente applicare ì rimedi alle cornitele 3 e la riforma à gli abufi » Olire à che hà da fup* porti y ogni fragmento e fere valeuole ad erudire V intelletto , e che dalla t 2 fi effa Filoftr. !»| £s Jo hi, Vedi tisi pesfentt Po lume L 2. JJ, 9$. Beffa curio fila , quando fio, ponderata , puh cauarfii molto profitto « In forni - gliante propofito: Dami de ad ‘vn tale , che , lodando la di lui bella Moria intorno à i gefii deigrande Apollonio , Da firn audio pofcia , quafi troppo coir9 to haueffie tenuto di qualunque b agate Ila , gufa che il Cane fi affacene da in raccogliere i briccioli caduti da %ma Alenfia Regia • ‘Benijfimo tu dici ( rifpofe il puntuale lftorico ) perche , fe il Cornuto è de gl* Iddij , CV i Com~ menj dii fono Dei, e ben douere , che Famuli diligenter infpiciant , ne qua 9 edam minima ambrofce parcicula pereat, 9 Nel rimanente , non potendo chi ferme Libri , difendere in carta le proprie difefe , o af collare di f oppiato, come Appelle dietro la fua f amo fa Tauola , le cenfure , per imparare da gl ’ Intelligenti , ed anche taluolta per chiudere la bocca a certa gente , che non fu mai della prof e fifone , e pure fi arroga di pomi ìnd fintamente la lìngua , Sutor ne vltrà crepidam ,fiarà bene auu farti cortefi Lettore , che circa /* Elocuzione, Ortografia , deriuafto* ne de ’ Vocaboli , e fimili, ho fatto particolari offemafiom ,e crederei, poter r fpondere co * miei fondamenti ; lafiianda pero alla tua capacità il diflinm guere quali fi ano gli trafeorfi della Penna , b della Stampa . Alà fe inm contrafii qualche apparente implicane ,b qualche "Narrazione , che à primo aj petto [ombra contradir fi , mi fido della tua prudenza, efpero , che rifi contrando i tempi , i luoghi , e gli altri accidenti , ne ricauerai da prefjo àpo * co la ‘verità « Proponiamo per efimpio quella opinione tanto di/crepante fra coloro , che pretejjero def finire quali feligiofi f ofj ero i primi Propagatori della S» Fede nes fegni Gong he fi , ‘volendo alcuni darne il pregio à F rance fi ani , ed altri (frà quali il P . A/affei ) à quelli dell ’ Ordine di S « Domenico • Il fatto da me fi f piega nel mio fecondo Libro ^ finza leuare à quelli il me- rito, che fi acquifiarono nella loro andata (conciofi ac he realmente furono da Diego Cam condotti colà prima di tutti ) riputando cof a indegna 1* attener¬ mi pertinacemente con quelli, che il contrario afferificono , & ‘vfurpano à Pa¬ dri Domenicani la gloria , per darla con fouerchia parzialità à Rgligfiofi del mio Infamo • Errore x b sbaglio permciojo , e notabile 5 nel quale alcuni d,a bia/imeuole affettane guidati ine orfiero , fenza auuenire , in che confifta la diferepanza degli Autori, O il punto di accordarli • Lo fleffo accade cir* ca il numero de* B atte z^atl ì atte foche il P. Serafino da Cortona in ‘Vna fua Lettera firitta in Loanda fiotto li Z2* dì Nouembre ìóyi* diretta à fiuoì Religìofì della Prouincia di Toficana, racconta, che in dodici giorni, e non piu , i fuoi afeendeuano à xS^. e quelli del P . Girolamo da Aiontefarchh formontauano trentafiei mila , dal tempo , che in quelle parti dimoraua $ e nulladimeno il numero regiflrato dal P . Gio. Antonio di gran lunga feorgefi inferiore ; onde mi db à credere , che il noflro fianco $* intenda folamente de gL Idolatri ; e che gli altri due penfimo dì annouerarui non filo i Gen¬ tili, mà eziandio i figliuoli de' Chrifìiani : imperoche per la Jcarfizza de Sacer- Sacerdoti le intiere P ovulazioni di alcune Proumcie penano Me fi 9&* Ami prima di poter riceuere il Santo ‘Battefiimo . E vienmi detto 3 che taluolta vn Milionario dimorerà lontano dall * altro (quindici , e venti giornate . io £To pofia la mano vbbidiente su quefli Ragguagli ( defcriuendoli pero fempre in Perfona del primo ,e vero Autore) mà voglia Dioiche la mia facilità non fi a fiata fouerchia profonzione 5 mentre h aurei forfè potuto fiancarmene , facendo conofiere à Superiori la mia infufficienza , prima che manifeftarla fuori de' Chioftri . Se ne fioreranno gli argomenti nello fide afiai diffettuofo > e mancante di ogni abbellimento y anzi nella flejfa ordituray la quale ? il mio corto giudizio >non hauendola faputo ridurre ne' termini di perfetta J fioria 5 hà pretefo emendare , intitolandola IST ORI C A DESCRIZIONE. il Mi è piacciuto nulladimeno y lafiiare addietro molte Lettere intiere y molti Diplomi 5 Freni , e Scritture filmili y cuHodite per ogni occorrenza ne gli Archiui de Propaganda Fide y e della Religione y accennandone in pa¬ recchi luoghi folamente il contenuto » affine di non confondere col racconto Jfiorico la formalità de' Proceffi « II IL M. R, P. Stefano da Cefetia, nel tempadd fiso Generalato, impoie con Vbbidienssa for¬ male ai P. Fortunato da BologoasPredkatore che nordinaftese componete tutta di Tuo Iti - k la preiente Moria . il M. R. P. Bernardo da Porto Maarizio»fuccedi!to nel grado di Gene¬ rale »ccmnr»ifèia Reninone, & Approbazioneà gi’infrafcrkti Padri: & vkiniamente il Re» sierendsffimo P. Bonauentwa da decanati Predicatore di Sua Santità rimalo V icario Gene» rale per la morte di etto Porto Maurizio ? hauendo admclfe le Approbazioni * diede facoltà di Ramparla ? APPKOBA2ÌONI DELLA RELIGIONE,. D, Ordine del M. R. P. Bernardo da Porto Mannaie Minierò Generale della noftra Refi* gione desCapucrini » è Rato da me infraferiteo reuifia con molta accuratezza , e foddif» fazione S’Opera intitolata Iftorica Deferitone de3 tré RegniCongo, Angola , s Mai amo a 9 fnust- ti nell* Etiopia Inferme , one i Capuccini tfir citano le Miffioni, compilata dal P, Gio, Antonio Canali da Montecuccolo , Sacerdote Capuccino, che y>i fu Prefetto, e dai P* Fortunato Ala* mandimi da Bologna i Predicarne del mede fimo Ordine , ridotta all s Eleganza del preferite sii* le: E fi come non ho ritt ouato in ella cofa contro i dogmi delia S»Fede, ò intoppo à buoni coRunii , cosi giudico , che dalla Stampa s e pubbeazione di efTa ne bebba rifui taf e à Dio mag¬ gior gloria , benefic o perle Anime» decoro alla S, Chiefa»& ornamento alla noftra Religia- aie , Così affermo , e fottoferiuo . Dal Conuento noftredi Bologna £7* di Nouembre 1682» Io Frate Angelo da Caftel S. Pietro Ex Proumiale 9 & al preferite Diffinitcre » e Guardiano Capuecino . HAueod© io Fr»Gio. Francete© da Modigliana Lettore Generale (benché indegno)di Sacra Theologia in quello noRro Monaftero di Bologna, remilo d’ ordine de! M. R. P. Berna do da Porto Maurizio Generale della noftra Religione de’ Capuccinit il Libro intito¬ lato Iftorica Definitone de* tre Rtgni Congo , Angola , e Matamba 3 e delle Miffìoni efercisateui da Riltgicfi Capatemi, accuratamente compilata dal P Gw, Antonio de ’ Canali da Montecuccolo , che vi fu Prefitto, enei prefente Pile ridotta dal P. Fortunato AUtntmdìni da Bologna Predicatore dell* iltiffo Ordine tdcì'ppo di hm&lo con tutta applicazione Ietto, e ponderato, tanfo vi ha, che in edo ?o habbia titrouatocofa, che ripugni alla Verità Cattolica,© alla pietà de'coflumi» die anzi, eftend© Volume ricco di erudizioni» di fucceffi marauigliofi; e (piegandoli quanto contiene* con lisle affai grane, proprio, e confaceuole à quello, che ricerca la Narrazione Ilio» risa ; Rimo perciò che fi pregtudicarebbe noe poco al Mondo dP Letterati » e Angolarmente poi a Sacri Milionàri j» che conia lette a di detta Opera facilmente ponno apprendere le forme » e precetti più proprijd’i.nflruire le Genia di quelle Nazioni nella noft a S.Fede » e Legge, quando fe gli negatile la luce della Stampa, di cui per ogni rifletto è nsenteuole . Bologna Si 12. Notiembre 1682, Facoltà del Reuereodiffimo P.Bonauenfurada Rccanari Predicatore di Sua Santità» e Vicari© Generale deli* Ordine des Capuccini» per dare alla luce la fuderta Opera « Nq$ Fr . Bomutntma à Recìneto Ord. Min, SanEì Francifci Capuccinorum Vtc . GentraUs l.im, CVm Opus, cui tituhis ( Iftorica Defilinone de'trè Regni Congo, Angola » e Matambai &e.) a P„ Fortunate a Bonon a noftri Ordsms Predicatore compofitum,ahquotPP. Theolo- gì , qurbusid , per Admod. Reu.P. Rernardusud Porto Mauntio noftri Ordinis Msnsftrum Gentral m5. nuper defundum, fuit demandatimi, approbauerint; vt Typisdari polite» fi etiam Ijs. ad quosfpcdat» ita videhìtur^tenore pr-skntiumconcedimus. Seruatss aliàs de iure feruandis. Datimi Roma? s$«Iu!ij 1^84» Fv» Bonanentura qui fttpra « LocusSigiHs « Io Io infrafc ritto hauendo riueduto diligentemente di commiffìone degli Etninentiisimi ,e Reuerendifsimi Signori Cardinali del¬ la Sacra Congregatane de Propaganda Fide il prefente Libro intitolato, Deferitone / (lorica dellt ere Regnt Congo , Matam - ba,& Angola, non ho trouato cofa, che fia contraria a i dogmi della noftra Cattolica Religione, ò à i buoni coftumi: ^nzi molte notizie vtilifsime à Mifsionarij Apoftolici: onde fon di parere , che po(Fa darfi alle Stampe per publico benefizio . Di Cafa quefto di 6 . Aprile 1684. Ramatile Fabrctti* Atte fa la rcuifione fatta dal Sig.RafFaclIc Fabretti d'ordine di quo* fta Sacra Congregatone de Propaganda Fide del prefente Li* bro, e la di lui atteftatione ,di poter cfTcr vtile ,e di benefitio alli Mifsionarij Apoftolici, la medefima Congregatione ap- proua la publicatione di eflo. Quefto di 6. Aprile 1684. O. Arctuefcouo de Seleucta Segretario . 4 r .. Vidit D. Mauritius Giribaldus Clericus Regularis Sanfti Pauli* & in Metropolitana Bononicnfi Poenitentiarius prò llluftrifsi- mo, 8c Reuercndifsimo D, D, Iofepho Mufotto Vicario Ca* pitulari. • V , • 1 * Quia nobis conftitit prefentem Librum,cui titulus efl: Deferitone tiìoric a dellt tre Regnt Congo , Matamba , & Angola , fuiflc correftum iuxta , Se conformiter ad nobis praricripta à Sacra Congregatione S. Offitij Vrbis prot^t in litteris,&c. imprimatur ti £ \ ? • ■ - F. Patilus Hieronytnus Giacconùs de Garrexio Inquifitor Bo* nonìa?» r Au£t<^ A licori s , & Deicriptoris Profeftatìo CVm Sandiilìmus Dominus Nofìer Domìnus Vrbanus Papa Oda* uusdie 1:3. Marti; Anno MDCXXV* in Sacra Rituum, &Vni* uerftlis Inquifitionis Congrega rione Decretum ediderit; idemeue eonfiroiaueritdie f.Iulij Anno MDCXXXIV. quo inhibuit, impri¬ mi Libros Hominum, qui Sanditate , feu Martiri j fama celebres è vita migrauerint 5 Gefta, Miracola 5 vel B^euelationes, feu qusecumque alia Beneficia, tanquam eorum ìntercelfionibus à Deo accepta continentes, line recognitione , atque approbatione Ordinari j , & quse h idenùs fine ipfa impreffa fune , nullo modo volt ceriferi approbata» Idem autem SanctiiTimus die 5» lunij MDCXXXI.ità explicuerit vt nimirum non sdmiteantur Elogia Sandi, ve! Beati abfo!utè? &qug caduntfuper Perfonam3benè autem quas cadunt fuper mores, & opinionem;cum pro- tefiatione in principio, quod ijs nuHa adfitau&oritas ab Ecclefia Ro¬ mana, fed fides tantum fir peoes Audorem. Buie Decreto, & eius confirmatìoni, acdeclarationiobferuantia, &reuerentia , qua par ed: infiflendo, profiteor ,quatenus opus lic , me haudalio fenfu eaquann prefeoti Hilèorica Defcriptione refero, accipere, aut accipi ab vile, quàm quo ea fo!ent,quse fiumana dumtaxat audoritate , non autem Dìuina Cattolica? Romana? Ecclefia? , aut Sanda? Sedis Apottolicae tìituncur? ijs tantumodò exceptis quos eadern Sanda Sedes Sando- rum , Beatorum , aut Martyrum Cathalogo adfcripferit , &c. Ita profiteèatur , protetta,!? atur Fr„ Io • Antonimo, Atonte cuccolo} Sam cerdos Capite cinuS) O Atìffionarìm hutm Hifiorì# Compilato r, Oc. Jdemqm profi te or , O protefior ego Fr. Fortmatm a Fononìa Conciona* tor C apnee inus , e infide m Hi fiorì# Defcriptor , Oc» 3o i 39 Lixie» di là jLopt Gì, 'ZM „ fi JefiactS ^ $ fy !> iti bitta ^ t Brjm.u Pop. dall’ . HtlBHfl - E qtutore 49 JS^C^iPirf %Jaru JA theudif'^ Vo l . paj * 35- : maajnoipj 0 C E - i N C it fi. Catana fi Carnati fi Site fon. ... ' - y^jìgu pose Pop. . - 42N *i«S J itrrtu dt-.fi. CNe/i M.ay‘umtà^ . Gir. Le Mare fieli aaì Loa<_ fi cari-'i Ratte t Me rii) i o fiJR v> :S& "S&; - Batta I) SÉ. ai. IrtJeC^T"<^E- — ° LEu — „ „ n , lQ1V - Eiuoei.uMoiorsMj^fi^F'- \.AzFno 'LL /f TUTE) 1— 1 -il 1 yj c t Am dui Lì. u ri vii DEL HE tuoe’.u MaiamL / m jcloj “ Lerias R Libanti R. LoarzE.fi.Pts Cor tutto s-i t Fort filai Cono o Juincorifi' la KÙ Ehgrfi- \Einbo ^é> ■ ‘Maufofic i mjVK~v- PICO il IO Y. ALL Vi ... J dAmìgo Delineazione Geo' GRAFICA DE REGNI CFaÙ J\ M'ardì Ma creder ^ ey c r/ Lln _?'"*v-v Uuicony Geode Caio nife - „ _ Rat- Jeloyz^^HENGUELA LA ìi Li ■ >w4nfc 1 RoMbWl~^ . sp Terra Prato. AGAì - n CLM- AZZfiE SPManae Filivi jpEfiCE*. -ama; é&Hg&t £- W -■#.. ,< V * A&£ r . i ' ^Afie-ec réO. m u:& ' 9 - jTTTTTTTrfriTrm>i:niiini " iiiiiiiiiiiiiiiiihiiiii'iiii 49 I LIBRO PRIMO. ✓ ARGOMENTO. - — • Si defcriuono precfaimnìe la Situazione , il Clima 3 e le Qualità naturali di tutti tré i Rt^ni : indi fin appieno li barbare Inclinazioni » 1* Idolatria ,i Riti , la Su per frizioni » e gli altri Cvfiumi de’ fuoi Habitatori , A Ragione richiede , che prima di regitòrare i pro¬ gredì della Santa Fede , e quanto per effa hanno operato i notòri Miffionarj colà ne' Regni di Con¬ go , Mataroba , & Angola , io dia diftinto raggua¬ glio di quelle Contrade 5 affinché, mediante il lume di vna tanto neceflaria cognizione, tolto di mezzo ogniofcuro intoppo, riefcano diletteuoli, e meno confutò à chi legge, gli auuenimenti della prefente Iftoria . Apparte¬ ranno per tanto i primi Due Libri alla notizia de' Paefi ,g]i altri Cinque fuffeguenti allaMiffione de’ Capuccini . De* tre Kegnì in diflint am ente confederati • 1 Vedi , benché riguardino il Polo Meridionale , effendo fi- tuatidi là dall’ Equatore , chiamanfi tuttauia Occiden- ugfta^Ua. tali, perche giacciono fui fianco Occidentale dell' Africa 5 la quale to . (à dirne il vero)non è meno ferace di Motòri in queft* Angolo, di quello fia in tutto il fuo vatòiffimo Continente . Tutti tré, delineati sù le Tauo- le Geografiche , fcorgonficommunemente comprefi fbtto vna fola de¬ nominazione diM ANICONGO, voce compotòa, perche MANI figni- fica Signore, ò Signoria, e fuona lo tòelTo che Paefe , Dominio, ò Si¬ gnoria di Congo: e non fenza fondamento , attefoche ne- Secoli andati vn folo Capo co! titolo , efourana podeftà di Rè tutti quelli membri regge u a ; laonde, quantunque al prefente ( per edere frà dilorodiuife affatto le Dominazioni) fi ditòin^uano in varie Prcuincie , e Regni , ad A ogni a LIBRO PRIMO* ogni modo per grandma , e per epiteto conueneuole all* antica digni¬ tà dei vafto Regno, eh egli era, vn folo Nome pur anco ragioneuolmen- teritengono. Occupano vn grande tratto dell’Etiopia Occidentale, cognominata Inferiore, ò Balla , a dillinzione dell’ altra , doue habita- no gli Abitini, molto più valla di terreno , più alca di fico , e più Medi- terranea, elfendo quelli Regni, de’ quali parliamo, non totalmente fra Terra , ma sù le (piagge del fudetto Oceano per lungo Ipazio dirteli , 2 Quanto ampia foffe altre volte tutta quella Regione, àme non pare di elfer tenuto renderne conto, peroche da quello ch’ella fù , à quello che di preferite firitroua, vn grande fuario ne fuppongono gli ftelTi habitatori : e palla per autentica doglianza di vna tale mutazione, che , Congo non è piu Congo : laonde, fe quello fquarciarfi in più Regni, bà cagionato, che diuerfi confini fortifea, non farà irragioueuole, che an- ch iodi ciafeheduno di elfi, fecondo che a’ giorni noìlri danno di [porti, paratamente dlltorra • Benché le ?«■/< aferitte Dentizioni, tolte inparte da Oio%rdo Lopez, fe/:, èrbe dtf cor dare dalla Carta Geografìe# del Sanane, effofa art principio del Libro col parere del Stg, Gi«n/me C astri.» ua Vignala 5 tuttavia fe ne foddicfarcia la tutiofità del benigne Lettore . CONGO some gran te» J^EG'WO del Congo. 3 TJT A8 egli per confine il fello Grado di là dalla Linea Equino- _ X Jl ziale verlb il Polo Antartico, doue appunto il rapidirtimo de ai prefin, Zaire in feno al Mare Etiopico fi fcarica ; e dietro à quello, in falde di Monti , & in arenofi Campi Ile adendoli, mette V altro luo termine verlb il Regno di Dongo, ò fia Angola, fotto il nono Grado, alla foce del Fiu¬ me Lufune, due leghe lontano dal Dande, Se vndici dalia Città di Loanda: mà per fianco verfo l’accennata Linea (confickrando la fua moderna ertenfionc) certo Ila, ch’egli poco s’ auanza dalla parte oppo- Ila dei Zaire, elfendo quelle Regioni occupate da diuerfi Potentati, che del nome di Rè fi pregiano; come à dire, il Mani Loingo, il cui Regno Irà dirupi, e balze fino à gli Anzichi s’intana , il Mani-Cacconda , il Mani Engoi , Scaltri parecchi , Gente allatto Idolatra , Se alle barbare Leggi de’Giaghi intieramente foggetta . 4 Tra le Prouincie di quello Regno (lafciando da partealcune, le quali, benché di competente grandezza, per eiTere incolte, e quali pri- uedi habitatori, fembrano immeriteuoli di ricordanza) fcicglieròà def- criuerne ibi principali » E amidi , Sogno , Sundi , Fango , 'Batta , e Pernia » 5 BAMBA fituata fra I* Ambrife , Se il Loze , Fiumi che la feparano, quello da Pemba verfo Oriente, e quell’ altro dalla Contea di Sogno verfo Settentrione, dirtendendofi vie più sù le [piagge dell’Oceano fi. no al fudetto Lufune, confina à Mezzodì con Angola, che è Regno conquillato, e pofleduto da valorofi Portoghelì; per lo che gli habi¬ tatori difportilfimi , e molto efercitati nel maneggio delL Armi , guar- dan- Sua dittifsG' ne * BAMBA» LIBRO PRIMO. 5 dando con indefeffa vigilanza il porto di quelle frontiere, meritamente chiamali le fentinelle,gli antemurali, e le lìcure difefe di tutto il Congo. I Gouernatori di quefta Prouincia , che s’ intitolano Duchi, e fono fem- pre de primi Principi del Regio fangue , s’abufano per lo più dell’auto¬ rità, quantunque ella fìa loro conferita con molta limitazione, e dipen¬ denza, tiranneggiando i Sudditi, fenza che gl’ irteli! Rè ofino cimentar- fi à punirli, òrimuouerli ; conciortacofache quefto infigne carico fpal- leggiato dalla forza dell’ armi d’ vn intiero Regno , godendone eh! foli il generale comando , li rende cotanto formidabili , & arditi, che non dirado (apertamente ricufando di preftare 1* annuo tributo al loro So- urano)hanno porto folfopra i Valfalli, de il Regno. Tuttala Prouincia, che fenza dubbio è la più vaftadel Congo, attelòchc la Città capitale collocata nel fuo centro quafi cento miglia dirtante dal Mare , ab¬ bonda di viueri à fufficienza, e le {piagge accomodatiliime, per condire Sale in molta copia, profittano vna rendita confiderabile all’Erario del Rè , di cui fono ancora le numerofe Pelcagioni de Zimbi , ò Lumachet- te, le quali in tutto il Regno fpaccianfi per vnica Moneta ne’ ciudi con¬ tratti: nè meno di ricche miniere trouarebbonfi feconde le vifeere de Monti, fe la politica diStato, con prudente trafeuraggine non le tene fi¬ fe rigorofamente chiufe àgl’iftefi! Paefani , i quali, al folo riflettere quante defecazioni habbia cagionato in diuerfe parti del Mondo l’ appetito dell’ oro ne’cuori di coloro, che del continuo ne vanno in cerca , fi reputano auuenturati di viuere poueri , ma in libertà . Quan¬ to à quello che fpetta alla Religione , eflendo tutto il corpo della Pro¬ uincia diuifoà molti Soui , ò fiano Feudatarij , non è gran fatto , fe dal¬ la prò fe filone, òper dir meglio, dal nome de’ Chriftiani, daeflì, come cofa pregieuole , fommamente ambito, dilcordino nella dilfolutezza de cortumi, riufeendo malageuole vfare il neceflfario rigore intorno alla totale eftirpazione de pagani abufi . Ma di querti particolari prometto altroue più efatta contezza . 6 La feconda delle due, che fi diftendono sù la fpiaggia dell’Ocea¬ no, è la Contea di SOGNO, la quale dal Fiume Zaire dilatai fuoi ter¬ mini fino all’ Ambrife, chela diuide da Bamba, tenendo alle {palle Pango , e Sundi . La Banza , ò Città capitale rtà fituata tré leghe di¬ rtante dalla Punta del Padrone, e la metà meno da Pinda,doue il Zai¬ re in vno de’ fuoi rami nauigaii à ritrofo fino ad vna certa Villa medio¬ cremente populata, in cui oggi giorno venerai] vn Tempio meriteuolc inuero d’ altrettanta ammirazione, per elferfi lo Ipazio di moltillimi an¬ ni mantenuto in piedi , non ortante , che la rtruttura Ila femplice legna¬ me ,con le pareti di paglia , e loto rozzamente impaliate . I Nortri Miffionari allorché nel loro ingreiTo del 1645. videro F antichità diei- Duchidi Bamba qua to potenti. Miniere dell oro per¬ che occulta¬ te • SOGNO. T empio an¬ tico. Luogo per dona in que- jii Regni en¬ trò la Santa Fede . Encomio di qiiefta Chri iiianità • SVNDI . 4 LI BRO P R I M O. fo , lo giudicarono edificato da chi primo di tutti recò à quelle Con- > trade il Sacrofanto Veflillo della Fede , confrontando in quello la tra¬ dizione da Paefani collantemente follenuta , di modo che potrebbe calcolarli eretto circa . 1’ anno 1482. L’arlìccio, & arenofo terreno di quella Prouincia non ferue che à cauarne copia di Sale su leriuedel Alare , & è P vnico appan aggio del Conte : tuttauolta fra terra , com- penfa in parte i difagidellanaturale fua Herilità, producendo ogni for¬ te di Palme , dalle quali .fcarfamqnte cauano gli habitanti alcune cole per foftentarlì j ma certamente fe per mezzo del commercio introdotto con gli llranieri alla foce dal Zaire , non lì prouedell'ero di vittouaglie* non làprei imagìnarmi , come potelfero campare la vita 3 vero è , che affuefatti alla frugalità , alla penuria , & à gli Iteriti , di nulla s’ affiig-r gono 3 habitano per tutto , e menano giorni lieti in danze , e cantilene , lenza imaginabile penlìero di quello habbia à fuccedcre il giorno auuenire . Il Conte ha lotto di fe molti Feudatari, e tra gli altri il Mar- chefe di Chioua, Prouincia riguardeuole , & alcune populazioni, le quali con 1* antico nome di Mombalallì, ò Mumbalaiìngi pretendono di conferuare V immunità di certi loro priuilegi , e perciò Hanno del con- tinouo in armi . 7 Quella fu la Porta , per cui ne* Regni del Congo s‘ introduce il Santo Vangelo, e colui che la gouernaua , primo di tutti riceuendoil Battelìmo, traile col fuo efempio alla fequela di Chrillo, non folamen- tc i Popoli , ma FillelfoRè, il quale in ricompenfa d’ vn tanto benefì¬ zio gli accrebbe lo Stato trenta leghe in lunghezza , e dieci in larghez¬ za : quindi fuccellìuamente gli altri Conti , dilatando à poco à poco le mete al Dominio, ofarono di competere con gl* ìllefìì Rè,prouocando!i à battaglia, e ne riportarono molte vittorie. Quanto al preferite non debbo negare vna lineerà, e meritata lode à quella Chriiìianità , co- mendandoia per la più illibata , e. cofpicua di tutto il Regno . Nella Capitale , intitolata pur anche Sogno, la pietà de’ Fedeli hà erette al¬ cune Chiefe , tré delle quali fono in grande venerazione , vna dedica¬ ta à Nollra Signora dentro i recinti della Corte ; vn’ altra fuori de me- delìmi , doue lì fotterrano i Conti ; e la terza con titolo di S. Antonio da Padoua Ofpiziode Noftri : oltre di quelle ve n’hà di molte , fparfe per tutto il Contado, doue dimorano i Som , ò Gouernatori. 8 La Prouincia di Sundi pone il fuo principio tredici leghe difeofto da S.Saluatore, Metropoli del Regno, & oggi giorno s’auanza anche di là dal Zaire, quantunque non molto} imperoche i popoli più remoti, e£ fendo muniti dalla fortezza de lìti, e dalla naturale ferocia, negano in¬ tiera foggezione; e perrifeuotere i tributi, lono coilretti gF iitefii Duchi à portarmi! in perfona conParmialla mano. UGouerno tocca qualìfem- pre LIBRO P R I M o. 5 prcàquel Principe del Sangue, che ha da fiiccedere nel Regno: e di qui cariano alcuni , che la Chrifiianiti folle fondata in Snudi, prima che altroue; ma de Ilo sbaglio rimangono corufinti, leggendoli negli Auto¬ ri più graui , e ne’ Libri più corretti, Sogno, e non Sundij anzi ce lo per- fuadiamo euidentemente,conciolìacofache Sogno ftà sù la {piaggia del Mare , doue approdarono la prima volta i Portoglieli ; ma Sundi affai fra terra, e per molte giornate dinante da elio . Confina quella Prouin- cia, dalla parte , che Riguarda 1’ Equinoziale, con le Regioni Anzica- ne inacccfsibili peri’ afprezza de Monti : dalla parte oppolla, cioè ver¬ bo Olirò arriua lin doue il Bancari fgorga nel Zaire à piè d’ vii’ altifsima rupe , che dalla molta copia del Chrifiallo , di cui abbonda , ne riceuc il nome: gli altri Confini fono Pango verbo Leuante , Sogno verbo Oc¬ cidente , & il Regno delMicoccoper fianco. La Corte, òBanza prin¬ cipale chiamali anch’ella Sundi , bei leghe lontana da vna fpauenteuo- le caduta del fudetto Fiume Bancari verbo l’Antartico : ha botto di be molti Soui ; ma quefii effendo totalmente , ò quali fuora de confini , e circonuallati dalla bchiena de Monti , tengono in continui moti , e ri-* uolte la Prouincia , e Ilo per dire tutto il Regno, rendendofi perciò ma- la ge no le lo fiabilirli nella Cattolica Fede , o il rimouerli dalla buperfti- zione, e dall’ empie coftumanze de Giaghi diuoratori di Carne huma- na : nuliadimeno la mano diDiononè abbreuiata cotanto , che non ne caladi quand ’ in quando, per bua mera milericordia le decime d'al¬ ti uni, quantunque pochi, ribpettiuamente alla numeroba Chrifiianità di tutta la Prouincia, la quale da principio s’ arrefe botto l’ottima condot¬ ta de Principi, che la reggeuano: la maggiore induftria confitte nello DìrCiroìtàìn Radicare ancora tra quelli le ofiferuazioni , e le cerimonie anticamente introdotte 5 atteboche per l’ inuecchiata confuetudine pretendono di fwne . poterle ficuramente vbare , Abbonda di varie , e ricche , ma occulte miniere , valendoli fedamente del ferro profitteuole a gli vfi domefiici, e militari di tutto il Regno . 5> La Prouincia di Pangalungos, depofio l’antico nome, al prebente chiamali PANGO, & hauendo perdute le prerogatjuedi Regno total¬ mente diuibo , e 1 ibero , rimane incorporata , e come l’altre, boggetta al Re di Congo : Sundi le ila a' fianchi per Tramontana 3 Batta à mezzo giorno ; e Congo à Ponente, La Capitale di efi a, bortendo la denomi¬ nazione dal corpo, vien detta Fango, e ila collocata poco difiante dal Fiume Barbella : de cofiumi diquefia gente non accade, eh’ io faccia definizione particolare, douendone vna lòia à tutti gli habitanti del Regno. io Quella di BATT A confina con la Ridetta di Pango , nella guiba baTT a che habbiamo detto : gli altri termini fono il Micocco , il Fiume Bar¬ bella, PEM3A* Mire Pro - uinae del Congo . 6 LIBRO PRIMO. bella 5 e per fianco la Prouincia di Sundi : ne’ tempi andati chiamarne fi Anghìrima, & era Regno 3 ma volontariamente bottomelsafi ai Re del Congo rimane oggi giorno col nome di femplice Prouincia;nulladime- no la Tua ampiezza ofienta pur anche al prebente qual ella foibe , pero- che ftendendofi dietro P vna , e l’altra fponda del Zaire , e della Bar¬ bella pregiafi,che le iiano tributarij due Regni, Lulla , e Congo-Riau- canga , con le Prouinciedi Nfònbo, Mbogno, ò Nbongo, & vngran trat¬ to di Paefe habitato da barbari diuoratori di carne humana, come pure fono quelli di Congo-Riamulazza dietro le rìue del Zaire, & ad efìa bog- getti . I naturali di Batta non couano tanta fierezza; ma facilmente incuruano il collo al giogo della Santa Fede 3 e chiamanti Mofombi . 1 1 PEMBA vltima di quelle bei Prouincie , fituata quafi centro , e cuore di tutto il Regno, gloriafi di edere Culla, Trono, e Tomba à tut¬ ti li buoi Rè tanto Idolatri , quanto Chriftiani . Il Nome diPemba è comune à tutta la Prouincia , sì come alla Banza , principale Refiden- za del Viceré , ò dirò meglio del Gouernatore ; & è fituata à piè d’ vn Monte chiamato la Rupe Arba, poco diftante dal Loze, che inaffiando il beno alla Prouincia di Bamba , corre à precipitarfi nell’Oceano 3 con¬ fina adunque con la budetta, e con li Dembi 3 in nulla difterente dall’al- tre , be ne ricerchiamo la condizione naturale del Clima , ò quella de’ collumi ne gli habitatori . 12 Dilatali pobeia il Regno, come poc’ anzi dicemmo, in molte , e vafie Prouincie 3 ma per lo più abbandonate da’ Popoli; ò pure da gen¬ te fieribsima colà nelle foreite, e ne gli alti Monti beatamente habitate. I nomi delle più note fono Quioua, Quiamaxondo , Ndamba , N bulbo , Nbella,Iuua, Alombo,Nzolo,Nzanga,Marfinga,e Metondo . Le tré vl- time confinano con l’Aiacca, Nazione inhumana. Verbo il Re^no d’An- gola euui il Ducato di Ouuando refofi alla protezione de’ Portoglieli, come fecero pur anche li Dembi, chelòggiacciono al gouerno del Si¬ gnore, o Manì-Imbuilla: vero è, che ambi contribuibcono vn non sò qua¬ le tributo alla Souranità del Rè Gonghebe. La Capitale d’ Ouuando chiamali San Michele . Hà egli quello Principe molti Feudatari , e fra ebsi vn tale detto Imbuella , di cui riferibcono , che ne1 Secoli andati li buoi antecebsori godettero il titolo , e l’ altre prerogatiue di Rè , con la dipendenza da quello del Congo. Pregianfi li Goucrnatori , e Prin¬ cipi si di quella , come delle contigue Prouincie del Carattere di Chri- lliani; mi con la deplorabile condizione di cangiare liurea, qualunque volta la mutano quelli, che fono da più di loro 3 per lo che non è di po¬ co momento la fatica de gli Operarij applicati con bommo (ludio à rie¬ dificare ciò , che in brieue tempo per la docilità della plebe fi è riabi¬ lito; mentre con altrettanta prette? za il mal ebempio de’ Grandi age- uolmente lo diltrugge .< Qmm- LIBRO PRIMO. 7 > 13 Quando la Cattolica Fede pofe piede nel Regno del Congo, Girojitut credefi da molti , eh* ei foffe in tutto il fuo circuito circa 1 700. miglia ; io il Congo ma à mio giudizio può edere , e tengo affolutamente , ch'egli foffe affai Wal piu valto, attefoil dilatarli molto verfo Oriente, in remotiffime Regio- gia' ni, inacceffibili per le feofeefe rupi, e per le orride felue, che tutte d'intorno Io circondano. Vero è (come luppoli da principio) che il cambiamento di Religione,e Bottinato perfittere di molte Nazioni nel¬ la Idolatria, hi cagionate grandifsime fconuolte,col vantaggio delle quali la maggior parte li è polla in libertà , e per la.fortezzade'fiti vi fi mantiene 3 fi che ( per dirla ) da quel che furono , rimangono oggi gior¬ no rittretti affaifsimo i confini d’ vn sì vado Dominio , 14 De molti Fiumi,grandi,e piccioli che V inaiano, vno, maggiore ^imi dgl de gli altri, e il Zaire, che ( lècondo 1* opinione animella lino à tempi no- Congo . firijfcaturifce da quelle perenni cateratte, le quali formano il Nilo 5 im- peroche feparandofi amendue colà nella medefima fonte, il Nilo feorre tutta l’Africa verfo Settentrione, fino à metter capo nel Mare Mediter¬ raneo, & il Zaire all’oppofio,con formidabili precipizi, verfo POeciden* te trabocca; infinuandofi frà dirupi, e greppi, tanto ttrepitofo, che due, e tré leghe lontano neafforda,ed atterrifce gli habitanti . La copia dell’ acque, da parecchi Fiumi raccolta, & accrefciuta, profondali in valli fsi- mi gorghi, &in alcuni luoghi tanto s’allarga, che leoppofte riue dif¬ ficilmente li feorgono 5 e finalmente per fette gran bocche tutta nell* Oceano Occidentale fi Igraua . La rapidezza mette fpauento a'Noc- chieri più arditi, e tenendoli, che fia impofsibile valicarlo neU’alueo aperto, fà loro d’vopo, cercare il guado ne* fiti,doue Plfole, rompo¬ no affai la corrente, e col debilitarla, rendono più ageuole il pattaggio . Quelle I fole, numerofifsime, e di diuerfegrandezze, fono in gran par¬ te ripiene di habitatori , che le coltiuano , cauandone, principalmente dalle Palme dette Matombe, non poco profitto : mà alcune, ioggette all’infeftazione de’ Coccodrilli, e de* Serpenti, veggonli deierte, à nuli ’ altro feruendo , che à frenare l'orgoglio debutti; li che di tratto in tratto lo fteffo Fiume trouaii nauigabile, Vn’ altro Zaire, olia ramo del medefimo (che ben puòeffere deriui dallo fteffo Fonte, fi come a lui s* vnifee) inonda la Prouincia di Sundi ; grande anch’ egli, e famolo; anzi da molti credefi effere vno fieffo con PÀmbrife, mefcolandofi in¬ ficine ; e diuide le Prouincie di Sogno , e Batta • Abbonda pur anche il Regno di altri Fiumi, pericolo!! non tanto per la velocità del corfo, quanto perla moltitudine de* Cocodrilli , Caualti Marini , Serpi fmifu- ratc , e di altri Mofiri , de’ quali non hà numero . 15 Tutto il Regno vniuerfalmente fi lappone douiziofifsimo di Metalli, Rame, Ferro, Argento viuo, Marchefite, Argento3& Oro; Congo . anzi MA'TAM BA . il B agami dir è il pii nota* hi e confine di qtteflo Regno , fome noto il Lopez , & al¬ tri , benché il Sanfene non ve l * h abbia foflc , Minìtr t» 8 LIBRO PR i M O. anzi , dalla copia de’ lucidifsimiGriftalli , che lampeggiano fopra al¬ cune balze ? argomentali, poterui edere immenfi tefori di ogni forte di Gemme : ma il motiuo, di mantenere coftantemente la libertà , non permette (come accennai) che ne meno 1* idedo Principe ridetta al¬ la indlimabile ricchezza, che ne ricauarebbe. Intefi à dire, che V Oro di vna Miniera, poco dinante dalla Città diS.Saluatore , Metropoli di tutto il Regno, per efperienza fattane in certa quantità, mandata da quel RèinLoanda, alfine di iauorarlo, riufcì, talmente purgato da qua¬ lunque fcoria, che gli Afifaggiatori lo giudicarono, fenza dubbio, il più perfetto di quanti ie ne caua-no dall5 Indie . T^EG.'NO DI MAT AMBA* • ic> IL fecondo di quelli Regni è MATAMBA , mediterraneo .1 più de gli altri due; peroche dall’ Oceano giace lontano ducento leghe, in quindici gradi dal Polo Antartico, & è propriamen¬ te fituato in vn* angolo fra ’ì fopradetto di Congo , e quello di Angola ; da cui lo diuidono due Fiumi, vno detto Icole, e V altro Bagamidir, che fcorre da Leuante à Mezzo di. Gli altri confini fono il Fiume Coanzaà fianco delle Prouincie diLubolo, e di Buttuta, eh’ è vn Re¬ gno trà Leuante, & Ofiro. L'aria vi fi gode alquanto più temperata rif- pettiuamente alla condizione del Clima . Il terreno, fecondato dall' in¬ naffiamento della Coanza, della V amba, di Lanino, Cambo, Xarique, Cuigij,Icole,e di molti altri Fiumi di minor conto,prouederebbe à luffi- cienza non fidamente il Regno , mà le vicine contrade , ogni qual volta gli habitatori,con mediocre induftria,rifcuotendofi dalia naturale infin¬ gardaggine, inclinaifero à cauarne il frutto . Mà troppo è vero, che ogni forte di fatica abborrifcono , hauendo per nulla il viuere mendici. Lo ftefio farebbe ne più nè meno defie Miniere dell’ Oro , e dell’ Argento , delle quali efsi non fanno, ò non curano faperne; peroche, paghi di vna barbara libertà, mà fchiaui de’ piaceri, e dediti alla vendetta, ado» perano folaméte,trà tanti altri metalli, il Ferro,in vfo dell’ Armi, più che de Vomeri: tutto il Paefe adunque rimane incoi to,o fcarfamente fi col¬ ma per vn frugalifsimofoikncamento, e nulla d’auantaggio; cambian¬ do i Popoli col còtinuo moto delia guerra, Sito, & Habitazione. Le Pro* uincie più colte fono le due V mbe , alta , e baila , e le riue del Coango verfoia Cortese quattordici Ifole della Coanza, chiamate di Chindon- ga; vna del Bornio, alprefencediuifain due , delle quali la prima log» giace à Matamba, V altra al Giaga CaiTange fuo Feudatario;le Prouin- eie delia Gangheìla, dou’ egli dimora, con le contrade di Dongij, & altre circonuieme ; oltre vn gran tratto di Paefi, derelitti à caufa delle inuafioni di tanti Barbari, che di quand* in quando le feorfero, eie fcor« LIBRO PRIMO. lconono;Ìaonde ponno chìamarfi teatri di crudeltà, e (oggiorni di fiere. 17 Sin da principio , e per molti Secoli ( fecondo le tradizioni de Gonghelì) Matambariconobbe con annuo tributo la lòuranità de Rè di Congo ; mà polcia vn certo Soua,ùfia Gouernatore, ribellatoli, fù da malcontenti acclamato Cambolo, che vuol dire. Rè diMatamba . Co- ftui Idolatra infoiente, e gran guerriero, raunate numerofe Mafnade di Ladroni , ageuolmente ampliò glifpazij dell occupato dominio, con¬ quidendo varie Prouincie verfo il Regno di Battuta ( al riferire di Odoardo Lopez appreflbil Pigafetta ) e lafciòdopo di fe vii Regno di competente ampiezza, nel polfelfo del quale fi mantennero i fuoi pode¬ ri , fintanto che vna valore fa femmina , per nome Zingha , con 1‘ armi alla mano , e col feguito d’ alcune milizie , aiutata parimenti dall’ardi- re, e dalla fortuna,!’ iniiafe, e l’occupò tutto. Fra quelle feon fitte rima¬ fero preda della vincitrice Muongo Matamba Moglie dell' vltimo Cambolo, & vna fua figliuola , che furono indiftintamente con gli altri prigionieri marcate àguifa di fchiaue ; laonde la fuenturata Genitrice, da difperato cordoglio doppiamente opprdfa , pafsò dalle catene di quella fchiauitù a gli eterni fupplicij; nata, nudrita , vifiuta,e morta fra deliri; del Gentilefimo . Della fanciulla faremo altroue mentione . Fra tanto gli habitatori, dall * infano furore di Zingha sbigottiti, fi difperfero à popolare le fponde di Coango, e di Bagamidir : altri con più profpe- 10 euento , occupando nuoue Prouincie, le diuifero in tante Signorie, e fin’ ad ora pretendono godere vna non so quale libertà , e pace , intor¬ bidata però dalla perpetua gelofia , e fpauento de Giaghi 3 Nazione , o Setta, lenza dubbio la più fiera , e formidabile di tutto il Mondo . T^EGWO DI DO'NGO , 0’ ANGOLA. 18 On l'vfio,òr altro de’ due nomi fi appella il terzo di quelli V_ j Regni , pollo anch’egli nella fudetta Colla Etiopica , cioè dalla foce del Lufiinfinoue grad di là dall’Equinoziale, fino a lèdici del Polo Adirale : hà per confine à Leuante Matamba , e le Contrade di Maiemba ; verfo Tramontana, il Regno del Congo; nel rimanente tutto è Spiaggia dell’Oceano . IlPaefeè alfai montuofo, eccettuatane qual¬ che parte , eh’ è lido del Mare , & alcune Valli frà quelle altilfime rupi , le quali intieramente occupano Lubolo ,e Chilfama. Diciafette furo- noie Prouincie di quello Regno, e trà di elle Binguella, che ritiene l’an¬ tico nome di Regno, benché tutt* ora incorporata coni’ altre . Chilla- ma è la prima, limata vndici gradì fopra la linea Equinoziale vicino alla foce della rapidifsima Coanza verfo mezzo giorno; e dietro la me- defima colla termina conSundi 1 a Leuante confina con Bamba, & eziandio con le Prouincie del Congo . La Coanza adunque, doppo di B haue- Coms fi Jm rnb< ajjt dai Congo* ANGO¬ LA 3 òfta BONGO . Prouincit di fjfo . CHISSÀ - MA* Miniere di Sale, desto PietrdChif fama « Api in so pia grande a Penuria d'J Acque . Soldati del paefe . io LIBRO PRIMO, hauere bagnato il fianco finirtro di tutta quella Prouincia , fcarìca il fuo grande alueo dentro i gorghi dell’ Oceano , dodici leghe dittante dal¬ la Città di Loanda; laonde per eflere copiofo d’acque , nauigafi cento cinquanta miglia fra terra , fino à Cambambe fortezza de’ Portoglieli . Oli habitatori di quello tratto pregianfi di vna certa indipendenza; ma gli Viziali, che vi manda il Regio Senato di Loanda, mettono fre¬ no à quella fempre fofpetta libertà ; e ne fernbrano Padroni , più torto , che Gouernatori t quelli Gouernatori fono tré ; il primo rifiede lontano aliai da Loanda , e propriamente dirimpetto à Cambambe ; il fecon¬ do è vn tale Cafucci , naturale del Paefe , che dimora tré giornate di¬ ttante da Maflangano ; il terzo fopraintende al rimanente della Pro¬ uincia, due giornate lontano dal Mare, & in alcune occorrenze di guer¬ ra dipende dal fudetto Cafucci. Tutta la Prouincia èmontuola, af- pra j incolta , e perciòfcarfa di. viueri; hà miniere di Sale differente dall’altro; attelo che in vna prò fonda Valle i Padani fcauando il ter¬ reno, da cui efee acqua falmaftra,la congelano, e la riducono , come Al¬ lume, in forme di quadrelli, lunghe quattro palmi, e larghe mezzo; e io cambiano pofeia in olio , legumi , farina } & altre cofe neceflarie al fou- uenimento della loro mefehinità : quefto Sale fperimentafi affai profit- teuole negli vfi comuni, e nella medicina, per eflere diuretico ; laonde ne Mercati fe ne fpaccia quantità à benefizio di tutta 1* Etiopia; e chia¬ mali propriamente Sale 3 ò Pietra Chifsama. La Cera , & il Mele, che lenza briga di cuftodire gli Aluearij , trouafi copiofamente fabbricato dalle Pecchie alla campagna, e fino nelle felue, efiendo la più commu- ne mercatanzia di quelli habitatori , i quali non hanno lumacchette,nè altra moneta propria del loro Pafe , fifpedifce anch'efla con quell’ vni- co modo di permutarla in cofe equiualenti. Penuriano d’acque , impe- roche dalia metà di Maggio fino alla fine d’ Ottobre non pioue mai ; e quelle rupi alpefiri, e nude, fono efaurte di fonti, edirufcelli : coloro, che dimorano alle fponde della Coanza, deil’Annica, e della Lon- ga. Fiumi riguardeuoli, proueggonfi in elfi ; mà fempre con pericolo di eflere dinotati dalle fiere : il rimanente del Paefe , per conferuare quel¬ la , che cade dal Cielo , potrebbe raccoglierla nelle cirterne, fe l’ indu- rtria vi gìungefiejòpure valendoli dell’ Aliconda, arbore di fmifurata grandezza, e molto fragile , ageuolmente formarebbono ^afi , e con- ferue „ fcauandolo nel piede , come tutto giorno è riufeito à gli Europei ; con tutto ciò trafeurano, per mera infingardaggine, ogni ripiego, e fe la pattano penando in acerbifiìma fete . I Portoghefi per rifpetto della mi¬ lizia, che ne eftraggono, hanno tenuta fempre in gran conto , e guarda¬ ta con fingolare gelofia quella Prouincia, tollerando che viuano fecon¬ do le loro leggile certamente per la vicinanza d’altre Nazionildolatre, dal- LIBRO PRIMO. 12 dalle quali lenza dubbio verrebbono {palleggiati , farà Tempre impof- fibile il loggettarli affatto : a quell’ effetto vien loro permelfo, e mante-* mito il priuilegio di nominare quelli, che vorrebbono per Gouernatori ; & il Viceré d’ Angola ( toltone il mantenere i prefidij nelle Piazze, per euitare le ribellioni, & i pregiudicij alla Corona ) non s’ ingerifce in al¬ tro . Viuono adunque perfidamente oflinati nella Setta de Giughi, lor¬ di alle parole di Dio; e quantunque, per non perdere il Commercio co" Bianchi, moftrino efteriormente qualche fentimento verfo la noflra Re¬ ligione, nulladimeno,quafi abborrifcano di rimanere conuinti dall ’eui- denza delle noftre ragioni , chiudono ogni paffo a' Miniftri Euangelici , otturano le orecchie alle chiamate ; e finalmente mefchini quanto alle follarne , e piti miferabili , per efiere foggetti à diuerfe , e llranifiime infermità, menando vita frà ladronecci, &incantefimi in perpetua follia- uitù di Satanalfo , polfono chiamarfi Popoli beftiali , e fenza h umanità. 1 9 SVMBI è fituata fiotto l’ ifieflo Clima tra Binguella, e Chiifama. Gli habitatorialti dittatura, molto robufti, e quanto alla Religione, in nulla differenti dafopranominati , portano collane d’offa d’animali, e cert’ altre cofarelle , che da Sacerdoti degl* Idoli anfiofamente ricerca¬ no ,e con fommafuperllizione cuftodifcono T Nella fola acconciatura del capo ftranamente intrecciata di picciole corna , di piume , e fcorze d’ Alberi, dillinguonfidaChilfami * Tutto il Paefe abbondante di pa- fcoli, goderebbe!! fecondo d’ armenti, e d ’ ogni forte d’animali, fe dal¬ le fiere danneggiati non fo ffero. Il Cuuo Fiume grandiifimo, che fiali*» cheggiaquefta Prouincia , lafciandofiàLeuante Sceila, e l’ alta Bem- be , forma diuerfe Ifole molto ben popolate , 20 BINGVELL A, quantunque conferuiil nome, e qualche preroga- tiua di Regno , parafi douerla annouerare trà le Prouincie , Rimba le confina à Leuante, Sumbi à Tramontana, mediante il Fiume Binguello, e ftendefi verfo Offro fino à Capo Nero su le riue del Cunene,che la di- uideda Bembe la bada * Non le mancano miniere di Sale , del quale, benché fia differente da quello di Chifsama, fe ne caricano molte Naui per Loanda . Alle fpiaggie fi pefcano i Zimbi , de’ quali, dicemmo va¬ lerli la gente in vece di moneta, {pendendoli à numero, & à mifura . E* ìnfeflatada copia grande di Elefanti, di Zerbe, che fono fpecie di Mu¬ le faluatiche , di Abbade,ch’è vna forte di fiere armate di due corna , vno su la fronte , l’ altro frà le narici , & in fomma da moltiffime fiere , Leoni , Tigri, Caualli Marini , Cocodrilli, e Serpenti . Quella Prouin¬ cia fituata in altezza di quattordici gradi tutta è montuofa , & afpra ; eccettuatone il lido del Mare nominato il Paefe bafso, ò ralo , e piu comunemente la {piaggia di S. Maria, cullodita da Portoghefi con al¬ cuni Prefidrj, & in particolare con vna Fortezza riguardeuole , detta B 2 Bin- SVMBI. SIN- GVELLd JUMBA* SGEL LA, Ferro } co¬ me f cani . 12 LIBRO PRIMO. Bmguella. Perl’ addietro gouernoffi da fé co’proprij Statuti, e coti immediata dipendenza dal Rè, che la chiamaua fuo Regno , non con-, fidandola,fenon a qualche Soua d’ efperimentata fedeltà : al prefente per le feorrerie de conhnanti(efsédo molto decaduta) 1 Portoghefi l’ha-, no fottomeAa con altre Prouincie del Regno di Angola, al cui Viceré, ò da Gouernatore intieramente vbbidifcetfin ’ad hora però non hà ella ri¬ tenuto il giogo della Tanta Legge di ChriRo;laóde profelfa i riti de Giu¬ ghi , toltane la fudetta Fortezza, e fuo territorio ; ma fi fpera col Diui- no aiuto di riduruela, cominciando ormai à dare orecchio à Miniftri della Verità ; fi che per tutto vi lì profitta qualche poco . Da non molt ’ anni in quà gli habitatori penuriano affai di greggi , fpecialmente di Vacche, e di vna forte di Montoni diRraordinaria grandezza, de quali altre volte abbondauano 5 il che fenza dubbio prouiene dal non elìerui acqua fufficiente colà sù ne luoghi alpeftri . 2 1 RIME A abbondeuole di biade , e di pefeagioni , confina à be¬ lante con Scella , & à Mezzo dì con Sumbi : diuidefi in ventidu.e Si¬ gnorie , ciafeuna delle quali le proprie milizie ralfegna . Gli habi.tato- n viuono con le medefime coRumanze de Giaghi , e tanto baffi . Con- tuttociò quando del 1^58. la feorfi tutta, incontrai qualche difpofizio- ne , e diedi V acqua del Santo Battefimo à molte anime . 22 SCEI LA confina per Penante con Bembe alta, e conTamba,e per Occidente con Rimba .Tutta è occupata da Monti, e Angolarmen¬ te da vna colta di altiffime balze diitefe lènza interrompimento per lo fpaziodiben dieci leghe , à fegno tale che dal piede lino alla cima fem- brano vna rupe, ò vnfalfo folo tagliato ad arte ; nulladimeno gli habi¬ tatori coluuano la fòmmità , e vi godono vn’ ameniffimo clima ; e cer¬ tamente riguardali come vna delle ftupcnde marauiglie del Mondo. Quella Prouincia fomminillra copia grande di ferro, che dalla fchiuma dell’ acque correnti raccoglie^ , Rendendo in riua di elle grolla paglia 5 imperoche deponendo , e feparando tutta la fua hunudità, diuenta à poco à poco materia refluente, che pofeia à forza di fuo¬ co riducefi in ferro perfettiflimo . Raccolgono in quella Prouincia al¬ cune Pietre alquanto trafparenti, e fomiglianti al Crillallo impuro, for¬ mate dalla Natura in curiofe figure ; e da Paefani chiamanti Tari-ya , cioè Pietre del Tuono , imaginandofi, che quando rumoreggia l’aria cadano interra; anzi non potendo darli elfi à credere V artifizio de Ve¬ tri d’ Europa , vogliono pur anche nominarli lotto la medema formali¬ tà . Ella è fertile , benché montuola , innaffiandola forgenti , e riui d’ acque ; laonde non le mancano , nè pafcoli, nè armenti . Chituccul- lo Cacoriondorefidenza del Gouernatore Ra collocata fopra vn’ altiifi- ma pendice detta Lembo . Fra quella Prouincia, c quella di Rumba su le ipon- LIBRO, PRIM O* 13 le fponde di Cimo dimora vn Signore, con titolo, e nome di Chiteehi-à- Quin-Banguella , Lotto la cui giurifdizione viuono altri Soua al numero diventidue. 2 3 BEMBE diuiia in alta, e bada , quanto à confini fi diftende sù le Spiagge dell’ Oceano per vna parte , e per 1* altra fepara il Regno di Angola dalle Prouincie contigue , Abbonda di Vacche , Capre, Cerni, Caprioli , & altre Seluagine , col Seuo delle quali vntanfi gli habitato- ri tutto il corpo, e la teda , feruendofi ancora in fomigliante funzione del bufiro , benché Pia fcarfo , mancando communemente l' indudria di farlo. L’ Idolatria , gl* incantefimi, &ogn* altro barbaro coftume man¬ tengono con fomma perfidia quelli Popoli , il cui linguaggio, per edere molto differente da circonuicini, difficilmente s* intende . Vedono pel¬ li di fiere ruuidamente acconcie , & alcune feorze di Serpenti, facendo¬ le cadere dauanti al petto , e dietro alle {palle . Le femmine increfpa- no curiofamente le loro chiome, imitando gli Ambondi, Nazione mol¬ to dimata: gli huomini però radono totalmente il capo, lafciando. vna ciocca di capegli à guifa de Moci-Conghi . Combattono con picT ciole ade, e con vna forte d’ armi dette Zagaglie; ma differenti d a quel-- le, che vfiamo in Europa (onde non so perche le diano quedo nome ) e con alcuni badoni lunghi non più di quattro palmi, guernitid'vn grof- fò pomo in cima , armato d' acute punte di ferro , con che,maneggian- : * ‘ dole tra la folla , quando fono azzuffati , fanno trombile drage ; di mo¬ do che per eflere gente ignuda, le fquadre di codoro terminano in poco d'ora tutta la guerra. Viano etiandio altre armi per ferire da lon- c t tano; ma douendo attaccare 1 inimico, fquadronano i loro Armenti per ma dì com • vanguardia, pafeia li cacciano in fuga; e mentre gli Animali \zn-;batter*' no difperfiper i pafcoli , effi nafeondendouifi dietro in aguato, con que¬ llo dratagema appettano gl* inimici ; i quali, mentre auidi corrono alla preda, rimangono delufi, vinti, & vccifi . Paffa per quedaProuincia il ^ gran Fiume Lutato , che fgorga nella Coanza non lontano dall’ Ifola io fiume. Gongariozzi: abbondarehbe dipefci,mà egli è troppo infettato da Ca-. ualli Marini, da Serpenti , e da cento altri Moflri : formamolte Ifole , gli habitatori delle quali riconofcono per loro Signore vn tale Angola Cabange Perfona di molta autorità, e quafi Padrone di tutta la Prouin- cia, la di cui Refidenza chiamafi Cuengo , ò Quemgo ., 24 TAMBA fituata in vna pianura copiofa di riui,di dagni, e di fiu- mi confina con Scelle, con le due Bembe,con Oacco,econ Cabezzo per L0NG i Leuante. In effa principia il Fiume Longa, la cui Porgente non è eh vna Pemplice vena, la quale PcaturiPce di Lotto al piede di vn gran SaPso, fopradi cui hanno i Portoghefi vna fortezza, per cudodire buona parte della Prouincia, : feorrendo egli adunque con 1’ accrePcimento di molt- altre Imp&lUn • cbt. QAGQO* 14 LIBRO PRIMO. altre acque per tutta la campagna, gonfio,e vado entra neirOceanocò vna foce capace, per portami ogni Nane d'ordinaria gràdezza. il Gàgo, che (caricali nella Coanza dirimpetto alla Corte del Rè Angola Aarij parimenti fcaturifce alla falda del fudetto Monte. Ella è quella Prouin- cia abbondatole d’ Impallanche, fpecie di Vacche feluatiche , e d’ Im¬ paligli azze fomiglianti alle Mule d* Europa . Il terreno produce radiche di molta vtilità à gli habitatori ; vna tra I* altre , che dal Paefe prende la denominazione , e forfè è {ingoiare , chiamali T amba, limile alla Pa- ftinaca , loflanziofa, che purga il fangue , & alfottiglia le flemme ; e ve n’hà vn'altra detta Chiuda della groflfezzad’ vn dito,fanilfima,e guftofa al palato . Tutta quella Regione diuideliin dodici Signorie , le quali benché godano il patrocinio de Portoghefi , e perciò gli foccorrano di copiofe milizie , nulladimeno viuono indipendenti ; e fe taluolta nafce difparere tra di effe , immediatamente s’ accordano , per difendere , e foflenere la comune libertà . Le leggi de loro antenati erano quali conueniuano agente Idolatra , e pur troppo con oflinata pazzia!’ olfer- uano tutt’ ora; mà il mifericordiofo Iddio ci fà fperare , che anche vn giorno s arrendino ; attefo che nel 1 6 5 8. ne battezzai di molti ; e con- uerfando cotidianamente con gli Europei , imparano à conofcere V in¬ felice flato della gentilità • 25 OACCO hà per confinanti , oltre le fopranominate Prouincie , Cabezzo , e Lubolo verfo Tramontana , e dalla parte Orientale , le rU uè della Coanza . Non è alpeftre , mà tutta colli , valli , e pianure, ir¬ rigate da fonti d’ acque crillalline ; siche à paragone dell’altrepuò dir-* fi amena; e nulladimeno à fronte dell’ Italia fembra vn deferto habita- to ; peroche i Popoli non hanno la beli’ arre del coltiuare con buon or¬ dine le campagne, mà indiftintamente lafciano crefcereper tutto le piante; e fenza confine di poderi, e delle colture, ogn’ vno lauora quel tanto , che in ciafcuna ftagione gli viene allignato da Signori del Pae¬ fe , ò quel poco che gli bafla per alimentarli , e non più . Paffa per que¬ lla Prouincia il fiume Gango, che ft fcarica nella Coanza, nel qual luo¬ go, ep er qualche lega, trouafi largo, e rapido, principalmente quando ingroffa per lepioggie ; di maniera che il volerlo valicare è vn’ efporlì à manifefto pericolo . Il terreno produce frutti diuerfi , mà la maggior parte infipidi ; tuttauolta da alcuni alquanto guflofi fpremefi beuanda non in tutto difpiaceuolc. L'anno 1 6} 7. Gunzambambe Signore di quella Prouincia hauendo riceuuto il Santo Rattefimo , traffe molti de fuoi Vaffalli nel cammino della falute . Sotto il di lui dominio annoue- ranfi ventidue Soui; & è concetto comune, che la milizia del Paefe fìa la migliore del Regno , tenendola gli Vffiziali in continuo efercizio , c ben proueduta d’ armi da fuoco . Gli habitatori foggiacciono à mol¬ te in- LIBRO PRIMO. i* tc infermità proprie del Clima , e Angolarmente ad vna tormentofa at¬ trazione di aerai , detta Chiongo , la quale da principio induce dolore di capo , vertigini , conuullioni , e tremore di gambe, à fegno tale, che il patiente in poco tempo rimane pelle , Se offa ( pena ordinaria de libi- dinoli.) Per curarla prendono le foglie del Luquiri poco differente dall’ Ifoppo , e ridotte in poluere , le danno per bocca , vngendo col fugo di effe eziandio le tempie, 1 polii, Ie.puftule, e le vlceri dell’ infermo . Gli Europei, e gli altri non natiui, qualora entrano in quella Prouincia pre- uengono la mala qualità di quello morbo attaccaticcio con la poluere Indetta vfandola sì ne cibi, come nelle beuande,e dicono di rimanerne preferuati , Ma non è meno orribile, e penofa quella llraniffima enfiatu¬ ra di gola , cui foggiacciono gli habitatori , crefeendo loro il gozzo piu che non hanno la tella ; la qual deformità da elfi vien nominata Gurramma . 16 In quelle Contrade euui vn’ Animaletto chiamato Ba-nzò di colore cinericcio , grande quanto vna Mofca canina prouillo tutto all' intorno di pied i ; il cui morfo, ò Ila puntura, fe non vi lì rimedia folleci- tamente con emillìone di fangue , cagiona ecceflìuo dolore, e per lo più vna effimera tanto penofa, che leua i fenfi, e rende frenetiefied ho inte- fo à dire , che alcuni ricadendo la feconda volta , alla lòia apprenfione del male già fperimentato , fi fiano da loro llelfi difperatamente vccifi . I Sacerdoti degl’idoli pretédono di guarire quelli tali con vn modo, che fe bene non ofo intieramente defcriuerlo, con tuttociò narrerollo in par¬ te , lafciando al giudizio de più fenfati il conofcere , fe in quella facen- da v’ interuenga ( com’ iofofpetto) alcun patto col Demonio : pro¬ curano adunque d’ hauere vno di quelli animaletti, e fattolo morire, non fenza particolari cerimonie , lo fotterrano in vna foffetta , dentro la quale con nuoue inuocazioni , e fuffomigi gettano molt’ acqua , im¬ pattandola più volte , c lafciandola deporre , finche lìa tempo-di. darla à bere al patiente , che anfiofo di guarire , non guarda di traccannarne quella maggior quantità , che può , quantunque limacciofa , e talora puzzolente. Alcuni, che forfè fono naturalmente difpolli à fmaltire la malignità del veleno , guarirono; nuliadimeno quali tutti peggiora¬ no, rimanendone llorpiati, paralitici , ò notabilmente offefi nellmer- ui, e nelle giunture de piedi. Dolgomi d’hauerà dire, che alcuni Eu¬ ropei impudenti dell’acerbità del male (falfamente imaginandofi di non concorrere alla fuperttizionc de fattucchieri) pattuitone il prezzo con elfi , che lo fpacciano carillìmo , fi fottopongono alla loro cura, non ottante gli elprelfi diuieti, & il folenne inganno, che ibuente vi fcuo- prono . 27 La Prouincia del Cabezzo confina con le accennate , e per Tra- mon* B A N-ZO' Animaletto* CAREZ¬ ZO* Monte de ferry , LVBOLO * 16 LIBRO PRIMO, montana coi Imbolo : per Leuante la diinde il Fiume Coanza da quel¬ le d’ Oarij , e d‘ Oacco fituata verfo mezo giorno . Ella bafieuolmente prouede gli habitanti d’ogni forte di yiueri, di molto metallo, e di ferro , elfendouenevn Monte, che per la fua gran copia chiamali ap¬ punto il Monte di Ferro ; e vienmi riferito , che da ogni pietra di elfo le ne caui,hauédo i Portoglieli introdotta Parte di purgarlo, per fabbricar¬ ne anni da guerra . Scorrono per la Prouincia , oltre la Longa, molt’al- tri Fiumi , che in alcune Valli bagnando, cagionano aria poco lalubre; nulladimeno con quello copiolo innaffiamento il terreno farebbe diìpo- Hilììmo alla fecondità , fe vi folle indullria, ò genio di coitiuarlo, attefo che v’allignano, e crefcono Alberi d1 incredibile grandezza , e mole ; ina diuerfiffiriii affatto da quelli d’Europa : tra quefti vno produce il frutto limile alle Sulìne , & vna relina, che dalla corteccia in piu parti lacerata, efee tutta odoro fa , e confidente quanto la cera, & è molto profìtteuole à varie infermità 5 vero è, che gli- Europei, fperimentandola troppo calida, ricufano divalerfene, fe prima non hanno con qualche frigido ingrediente, modificata la di lei vigorofa attiuità . Nel 16%$. Malamba Aogij Signore di quella Prouincia, abbracciando la Santa Fede, chiamo#) D. Pietro, etralfe nella fua auuenturofa rifoluzione più di cento perfone di fua Corte, emolt’altri delia Plebe . 2 8 Ma quantunque le fudette Prouincie fi comprendano fotto que¬ llo nome di Imbolo , nulladimeno ve n’ ha vna particolare , che preci- famente chiamali Imbolo, di Ile fa lungo le riue della Coanza , vicino à Chilfama ; oltre modo infellata dalle Fiere , e copiofa di Capre fana¬ tiche , e di Cerni, detti Gulungo . Coltiuafi in quella fola (ad ifferenza dell’ altre ) vna fpecie di Palme , che fomminillrano oglio, e vino : & è da credere, che fia malageuole il conferuarle altroue, imperoche ri¬ chiedono vna qualità di terreno , e di aria molto propria ; laonde fuori di elfa Prouincia non ne vidi che alcune poche , piantate per fola gran¬ dezza ne’Cortili, ò Piazze dauanti alle habitazioni de Grandi e tra gli altri il Soua della Prouincia di Cabezzo haueuane dodici, riputate cofa molto rara . 29 Gamma Angola è il Soua, ò diciamo il Signore di quella Prouin¬ cia, tributario però, e valfallo de Portoglieli , à difpofizione de quali mantiene buona Soldatefca,e dipende da comandi del Gouernatore di Cambambe . Egli, e la maggior parte de Tuoi Sudditi viuono fotto la legge del vero Dio; ma piaccia pureà Sua Diuina Maellà di confermar- ueli, acciòche non vacillino;mentre per la naturale inftabilità de Neri, poco potiamo alllcurarci della loro perfeueranza . 30 Tutte le lopranominate cinque Prouincie, Bembe , Oacco, &c. Hanno fituate trà Olirò, e Leuante, innaffiandole per tutto le acque della LIBRO PRIMO- 17 della Co a tua, cioèdaBembe fino alla fua foce . L’ altre cinque poi, di¬ latandoli molto fra terra, confinano à Settentrione con il Congo, e ver- fo Oriente con Matamba . La (piaggia dell’Oceano (cominciando dal¬ la bocca dell ufune , il quale verfo Tramontana dimezza 1’ vno dall’ altro quelli due Regni Congo , & Angola ) farà circa 25, leghe di lun¬ ghezza, e dodici dentro il continente. 3 1 Sopra vn Colle fcorgefi la Metropoli del Regno intitolata Loan- da , ò la Città di S. Paolo deU’Aftontione, munita tutta all* intorno, in vece di Baloardi, di molte Chiefe , e Monafteri . Verfo la Magnanga , luogo cosi detto , doue fono le Caflìmbe , cioè le folfe per raccoglierui le acque in feruigio della Gente nerafchiaua de Portoghefi,euui la For¬ tezza, & vna Chiefa dedicata àS. Amaro con il Conuento de Religiofi del Terz* Ordine di S. Francefco. In mezzo alla Città , quali in guar¬ dia disi gelofo pollo, dimorano i Padri della Compagnia di Giesù in vn Collegio ampio , magnifico , e corrifpondente affatto al credito acquittato appreffo i Cittadini con la loro Virtù , e col profondere libe¬ ralmente à benefizio di quella , e d' altre Mifioni dilatate da elfi per tutto F Vniuerfo , le molte rendite , che vi poffeggono . A fianco vede¬ tti’ Ho/pitale , & all* incontro della Piazza la Confraternità di S. Gio. Battifta,poco dittante dalla quale habitiamo noi Capuccini in vn diuo- to Olpizioj mà pouero^con forme V Ittituto , e dedicato à gli honori di S. Antonio di Lisbona, volgarmente detto da Padoua: di là poco lontano ergeli la Cattedrale , dalla pietà de Portoglieli edificata con riguarde- uole ftruttura.Altrouein vn luogo detto la Praia, è fituata la Chiefa del Santo Corpo : nella Gambetta dimorano i Padri Carmelitani Scalzi: vicino àquefti , venerali vn Tempio dedicato alla Santiflima Vergine di Nazareth, & vn’Oratorio à Santa Maria Maddalcnaje non vi manca¬ no altre Chiefe minori difpotte a’ capi delle Contrade , di maniera che trincierata da tanti prefidij, viue ficura nella protettione de Santi, ad honore de’quali nelle folennità maggiori pietofamente impiega molte ricchezze ; computandoli, che in ette , le fole Compagnie Spirituali vi (pendano ogni anno più di trentamilla feudi . 32 Dirimpetto alla Città dittante vn quarto di miglio ftendell nel Mare vn’Ifola lunga cinque leghe, e larga, al più, vn mìglio fcarlo: quipefeanfi lumachette , ò chiocciolette , che per effere di colore più ofeuro, lifeie , e fiottili , fono in maggiore ttima, e corrono Irà Neri in ve^e di moneta ne loro contratti . QuettTfoIa, benché tutta fia cir¬ condata dall’ itteffo humore falfo, nulladimeno, cauandouifi il terre¬ no , tré, ò quattro palmi, prouede batteuol mente la Città d’acqua dol¬ ce perfettiffima ; mà quello che reca ftupore fi è , che calando il redatto del Mare , ettà diuenxa falmattra , e quando crefc e , e gonfia, all'ora fi C fi dol- LOAN - D A 3 ò fi a Citta di S. Paolo dell 1 Afiontione , Metropoli del Regno t i* Angola . IfoUt , che prouede U Città di ac- qua dolce, Lumachst • te , moneta del Paefe • Mevauifrlie della Malli- va* DANDE . 18 LIBRO PRIMO. fà dolce, e gurtofafil che pure raccontafi accadere in Cadice di Spagna. I Portoglieli vi hanno molte habitazioni con quattro Chiefe ; la prima detta la Madonna del Capo, vicino al Porto ; la feconda de Padri Gie- fuiti, con vna Villa di ricreazione ; la terza di Noftra Signora del De¬ lirerò ; la quarta di S. Gio. Battilla . Di piu coltiuano Orti, e Palmeti, e vi hanno Fornaci da Calce , che fi fabbrica di Cocchia d’ Ortrighe, e riefce di perfetta durata negli Edificij . 3 3 Tré miglia dalla Città , verfo il Fiume Bengo , euui vn’ habita- zione detta Calfanda Amaro , da vn tale, che la polfedette , ò forfè la edificò , vn tempo fà: qui ammiranfi due cofe 5 vna è , che al piè d’ vna fcoglio fcaturifce acqua dolce , non oftante eh ‘ egli fia tutto in Mare ; F altra è il ritrouarfi d’ attorno à quella Fonte , in larghezza di dieci , e per il tratto di cinquanta palli , molte lingue , Se occhi impietriti di Ser¬ pi, come nell’ Ifola di Malta, e fperimentanfi hauere la medefima effica¬ cia 5 perloche incallrati in oro, Se argento, fi tengono in molta liima , e portanfi in gran copia fuor di Loanda;e non habbiamo rifeontro, che fe ne ritrouino altroue . 34 Sù le riue della Coanza , di Bengo ,e di Dande, per più di qua¬ ranta leghe , hanno i medefimi Portoglieli molte Ville , e delitiofi luo¬ ghi , con alquante Chiefe, da loro Capellani religiofamente vfficiate . Ma palliamo al racconto dell' altre Prouincie. 3 5 Quella di Dande , così detta , per elfer fituata lungo le riue d’vn Fiume , che porta quello nome , & è nauigabile di là da Icao dà venti¬ cinque leghe frà terra , confina col Regno di Congo . Abbonda di le¬ gumi fopra tutto , di frutti , e di feluaggine . Ne Fiumi annidali incre¬ dibile quantità di fmi furati Cocodrilli, di Serpenti, e d’altre Fiere. La maggiorparte de gli habitatori fono Chrillianfied hanno Chiefe vffi¬ ciate da Sacerdoti 5 vna delle quali molto riguardeuole è collocata alla foce del Fiume, l’alfra diciotto miglia difeorto, e due Oratorij de'Padri della Compagnia diGiesù, vno in mezzo a’ loro Poderi, Se vn’ altro vi¬ cino al Fiume Lufune. Il Dande , colà doue sbocca in Mare, è largo vn tiro di Mofchetto , e nel tempo delle pioggie trouafi à gala dell’ ac¬ que vna fpecie di Gomma di color a Ambra , detta da Neri, Vcototo, di cui fi feruono, per accomodare le freccie. Nelcrefcere dell’ Acque, i Cocodril li montano , e padano per terra fino al Fiume Lufune dittante circa due miglia 5 mà quando decrefce , rimanendo in molti luoghi l’ac¬ qua falmartra , la quale non polfono foffrire, malageuolmente tragitta¬ no ; tuttauolta fene vedono di quand* in quando attrauerfare per allei¬ la Campagna . Qui pure fi pefeano le Lumachette , moneta de Paefani. 36 Bengo è corteggiata da vn Fiume dell’ irtefib nome, vulgarmente però detto Zenza,e colina con la Chiflama in riua della Coanza;mà dé- tro à BENGO , LIBRO PRIMO; 19 # tro a terra con la Prouincia di Mofeche.oue di pre lènte fono le fortezze di Mail angario , e di Cambambe con i loro territori j ; e qui d‘ intorno i Portoglieli lauorano molte pottettoni . Abbonda di viueri, e princi¬ palmente della radice di Mandioca , di cui fanno farina , detta in lor linguaggio Fuba , radendola lottile con vn coltello, e doppo che è ben leccata , e ridotta in poluere , impattandone focaccie (chiamate Besù) ferire di vitto ordinario, ma fottantiofo agli habitatori; quantunque per induftria de Portoglieli fiafi introdotto il Maiz , eh’ è il Grano Turco, la Sagina che riefee d’ottima qualità, e molti altri legumi. Tra frutti molto ttrani à gli Europei abbonda di Bannane, e di Niceffi . Il Paefe è diuifoà molti Soui,ò Feudatari)' naturali di elfo, e vi hanno Sudditi, e Ville ; ma tutto il lupremo dominio fi èdePortoghefi, col quale van¬ taggio la maggior parte de gli habitanti coltiuando i T erreni , & i Pal¬ meti, è coltiuata aneli’ efla fpiritualmente da Miniftri Euangelici nella Fede Chriftiana . Sono in quella Prouincia tra 1* altre, otto Chiefe principali , tré con la cura d’ Anime, & vn 'altra de Padri Giefuiti, nel¬ la quale vificiano ogni fetta , infegnano i Mifteri della Cattolica Reli¬ gione , e fanno altri efercitij di molto profitto per quelle Anime. 37 La Prouincia di Mofeche anch* efla foggiace a Gouernatori di Mafangano , e di Cambambe, Fortezze , dittanti l’vna dall’ altra fei , in lette leghe 5 e ciafcheduno di quelli Perfonaggi ha fotto di fe dodici Soui , che mantengono numerofa Milizia , per difendere il Regno . A Tramontana confina con Illamba, e per entro a terra con Oarij; ricca d’ ogni forte di vittuaglie , conforme la condizione del Clima , feruen- dofi della farina di Mandioca , percotidiano vitto delle Soidatefche ; per bifogno delle quali , nella fola Città di Loanda fe ne fmaltifcono annualmente trentacinque in quaranta milla fiacchi. Vi fono molte miniere di Metalli, particolarmente nel Paefe foggetto à Cambambe , e Ina Commarca; dall’ alterazione del colore ne gli habitatori, argo¬ mentano alcuni la qualità di effe miniere, & io più volte inMuchilla , Contea fioggetta alla fudetta Fortezza , notai la differenza indueluo- ghi , 1’ vno abbondeuole d’ Argento , e l’altro di Piombo. Il Rèdi Portogallo mantiene con molto d doro numerofieCapellanie , le quali à nome di Sua Maeftà rificuotono le decime ; e perciò le due Chiefe di Maflangano , e Cambambe godono il titolo , & i Priuileggi di Capello Reali . in Cabocco, Terra dell’ iftefla Prouincia , trouanfiLumachet- te di gran prezzo appretto la gente del Congo , aficendendo il valore di vna collana di quelle al cambio di vnoSchiauo; fe nefieruono le Perfo- ne di condizione , e fingolarmente le femmine per ornamento , cingen- dofiene tutto il corpo ; & è mercanzia, dalla quale gli habitatori caria¬ no coniiderabile emolumento . 58 La MOSE- CHE. C 2 20 ILLA Ai „ E A baffo, . ÌLI AM¬ BA aita . 0 A R JI Pr Guwcia » E MB AC¬ CA. LIBRO PRIMO. 3 8 La bada Illamba fituata fra li due Fiumi Dando , e Bengo, gode* fi d’elfer abbondeuole al pari dell* altre d’ armenti, e di biade: diui- defi in molte Signorie foggette à Portoghefi , la maggior parte Chrirtia- ne 5 ancorché , per comune fama, villano occultamente incantatori in gran numero ; &è pur troppo vero, che F abufo delle fuperrtizioni , e d’ altri diabolici riti , così tra quelli , come tra gli altri Neri, non folo non è fpento , mi vi fi mantiene , e chetamente, per trafeuraggine di chi dourebbe dar braccioà Miniftri Euangelici , ripullula . 19 Illamba F alta , con altro nome la Prouincia del Lumbo, ha per confini quella d’Oarij, &iRegni di Congo, è Matamba . I Campi fono vbertofi, e le cane del ferro copiofe , e perfettilfime , Ella è mon- tuofa , ma non alpertre ; e tra gli altri Monti ve n' ha vno fublime aliai , nella fommità del quale , non meno che nel piede , zampillano per tut¬ to Rufcelletti d’acque crillalline, leggiere, e falutifere. GiocondiR lìma cofaèil rimirarlo alzarli da fe foìo feparato da gli altri , pollo in tibia, tutto verdeggiante, e ripieno di frefehezze, fi che fembra vna par-, ticolare delizia di quelle contrade . Il Soua di quelli contorni s’intito¬ la Signore della Chiozza. La Prouincia tutta in corpo è comporta di molte Signorie dipendenti dalla Corona di Portogallo 5 mantengono Milizie pronte ad ogni occorrenza del Regno d’ Angola , e pagano an¬ nuo tributo in Loanda . Il Soua principale è vn tale Mubanga della rtirpe de gli antichi Rè di Dongo , come altroue diremo . 40 All’ incontro del Lubolosù le riue della Coanza ftà fituata la Prouincia d’Oarij, Corte del Rè Angola Aarij,il quale, quantunque tri¬ butario de Portoghefi , ha però molti Soui,che da lui immediatamente dipendonojlaonde nonèdifpreggiabilela fuagiurifdittione : LaLibat- ta doue egli rifiede chiamali Maopongo , dittante- dalla quale , due le¬ ghe in circa , hanno gli antichi Rè di Dongo le loro Sepolture chiamate ìmbuìlle di Cabazzo . Palpino per la Prouincia molti Fiumi , tra quali il Luttoto, tutti pericolort nella rtagione delle pioggie, attefa la pro¬ fondità de gli aluei , e la precipitola corrente dell* acque , Tutto quel tratto, che Uà diiiefo su la Coanza, confina con il Bondo, vna delle Prouincie di Matamba , e dall’ oppòrte riue termina con Embacca, co¬ sì detta da vna importante Fortezza de Portoghefi , che ha F iftelfo no¬ me, la quale altre volte chiamolfiMembacca: da quello porto, per elfe- re frontiera , guardali tutto il Regno dalle incurfioni de Barbari. Ella è fertile, sì di vittouaglie, comed’ anime Chriftiane , le quali con zelo attendono all’ interelìe proprio , e prertano aiuti per la dilatazione del Santo Vangelo . 41 Embacca, òMembacca fudetta è Fvltima delle Prouincie di quello Regno, bagnata dal Fiume Lucala, chea piè della Fortezza fi dirama 21 LIBRO PRIMO, dirama in fette canali. I Confini fono, come habbiamo detto, Ma- tamba , & Oarij , Tutta fi ricono rce valfalla de Portoghefi , à difpofi- zione de quali vn certo Giaga Calanda confinante , ma indipendente , tiene allenito poderofo Efercito di Vaffialli, gente agguerrita, edif- prezzatrice della propria vita. lidi lui Predecefiòre ri mafie lconfitto dalla Regina Zingha nel 16 5 7. ma in poco d'ora rimeflofiin forze, va- lorofamente rifiorò la perdita : Viue cofiui incatenato alle barbare leggidefuoiGiaghi,nèperanco sa romperle 5 tuttauolta nell’ empio collume di fuenare i figliuoletti pare alquanto mitigato . 42 Tante Prouincie adunque formarono in altri tempi il Regno di Dongo,ò Angola, ed ho ftimato non inconueneuole regiftraiie tutte à beneficio di chi ama rifapere l’antica, e la moderna latitudine di elfo} peroche di tanto , e sì vafio eh’ egli fu , rimane al prefente aliai più rifiretto a Portoghefi ; quindi molte Prouincie godono efien zione da ogni tributo, riconofcendo folamente la fouranità di elfi in alcune piccioleconuenienze?enccafidiguerra} siche fuor di quello hanno intiera dipendenza da Signori , che le gouernano. Quelle adunque, le quali foggiacciono affatto à Portoghefi, fono le infraferitte . Dande, Mofeche , Bengo , le due Illambe , Oarij , Embacca', Binguella , Sed¬ ia j Cabezzo , Lubolo , & Oacco , Clima , e Stagioni de fopradetti tre 7{egnì . 43 T A fituatione di quelli Regni Congo, Matamba, & Angola da 1 me fin qui deficritta, chiaramente dà à diuedere, che quanto al Clima , &alle Stagioni , poco difìerifeano l’ vnodall’altro. Fu cre¬ duta inhabitabile quella parte del Mondo , che , limata fiotto la torrida Zona , pauentandone il folo nome , traforarono gli antichi di ricono- feere; ma in fatti , benché il Sole co’ fiuoicocentilfimiraggi vi piom¬ bi quali à perpendicolo, non è però tale in tutto 3 attefio che la natura per non rendere inutile quella gran faficia di terreno , che tutto il globo delia Terra circonda, hà compenfiaticon equiualentiprerogatiue gliag- grauij, e gl’ incomodi. Poco di là dalla Linea Equinoziale fiotto la Torrida giacciono appunto i tre Regni} & il Sole nell’Ottobre, No- uembre, Decembre, Gennaro, e Febraro, Meli della loro Eilate, com- ftoCUma* parifice con vna maeftà di raggi , che fiembrano viue fiamme d'ardenti fornaci, rendendo di fe llelfo vn’ horrore firanillimo à gli Europei : il caldo adunque benché fiembri in fiommo grado vehemente, nulladi- meno è fallò che fia intollerabile , come altre volte fu fiuppofio } pero- che nella notte ( egualmente lunga in tutto l’ Anno , per lo fipazio di dodici hore , con pochilfimo diuario ) refipira lempre 1 aria al loaue rez- attenua il zo di qualche venticello , & alfrefeo di copioiiflima rugiada, goden- ,,ri , ' do ne S10™- iautrm a. D'wfiont di Stagioni . ì* LIBRO PRIMO, don e infierite e le campagne ? e gli habitatori : Le bocche de Valloni , c le moke Fiumane , che precipitano da i Monti attenuano non poco i bollori del giorno , nel quale , fe leniamo i crepa fcoli del mattino, & il tramontar del Sole,, trotteremo poche bore di caldo rilpetto al Clima; nulladimeno egli è intenfillimo in quello fpazio , che farà di cinque ore prima , ed altrettante dopo i! mezzodì . Alla (piaggia del Mare , e do¬ ti c le Campagne fono arenofe, fenza dubbio egli può dirli incomparabi¬ le; con tutto ciò, anche la Stagione Eftiua fembra mitigarli per lepiog» gie continue , e peri’ aria coperta di nuuoli , che,fe non altro, riparano dal Sole : quelle pioggie però anticipano , o tardano dieci in quindici giorni la Indetta Eilate . 44 Delllnuerno e che diremo? Quando il Sole in tal kagione fi vela di nubi, l’aria alhora in quel Paefe diuien tepida, comeèquella del Me¬ le di Maggio nella nollra Italia, ma quando è chiaro, nò ha l'Europa ca¬ lore che ragguagli, attefoche la cera, non altrimenti che nel Sol Leone, fi liquefi; e chi non è auezzo al Clima perogni piccola fatica gronda di Indori, e ne patifce lmania, e fuenimenti : diremo adunque douerfi chia¬ mare piu rollo Inuerno di nome,métre rariffime volte necellìta ad acco¬ llarli al fuoco , e fedamente a cagione della contratta humidità; nulla¬ dimeno gli habitatori del Paefe , per effe re allatto ignudi , & abronziti àgli e lire mi caldi, perogni poco d’ aria frefea patilcono molto; e fe , quando il Sole infiamma la terra , nonfdegnano il fuoco, argomentili ciò che fanno per limile mutazione d’aria. 45 Con quella differenza adunque di pioggie, diuidono il corfo del- V Anno in fei Stagioni, cioè MalTanza , Nfasù , Ecundi, Quitombo, Quibifo, e Quimbangalla . MalTanza è lo beffo che Primauera, dal principio d’ Ottobre , quando cominciano le pioggie, le quali à poco à poco crefcono poi ne Mcfi di Nouembre ,e Decembre , & anco tal vol¬ ta per tutto Gennaio , àtalfegno che i Fiumi per fouerchia eferefeenza , allagando i leminati ,difperdono la raccolta. Alle Ipiaggie però co¬ minciano affai più tardi , e molto più 1 ente ; quindi nafee vn’oppollo in- commodo, peroche,là doue per lo fouerchiodiluuio marcifcono le bia¬ de , qui per mancamento d’ acqua non germogliano, ò non arriuanoà maturarli ; &eflfendo i Popoli priuid’ indubria,& incapaci, oinhabili al commercio, accade tal volta vederli abbattuti dalla propria infingar- dagine,eda vn’ horrenda fame miferamente elfinti. Mifurafi quella prima Stagione fino al germogliare delle piante. Succede la feconda detta Nfasù , quando nell’ vltimo di Gennaio i Campi verdeggiano , & in pochi giorni le biade maturano , per la prima raccolta ; feminandofi nell’ i itefìfo tempo ancora per la fulfeguente . Ecumbi, e Quitombo con¬ fondenti fui principio di Marzo, quando ricominciano le pioggie, che durano LIBRO PRIMO. 2} durano fino alla metà di Maggio, difiinguendofi nel più, òmeno, del¬ la tardanza, e durata di effe . Alla fine del fudetto Mefe chiudendoli le cateratte del Cielo, 1* aria fi fà di fuoco, e non pioue più fino alla metà di Settembre ,ò al principio d’ Ottobre . Ho detto , farli lr aria di fuo¬ co i non tanto per la ficcità , quanto perche ingombrandofi ella fouen- te di nubi den finirne , lampeggia con incredibile fpauento; e non ofian- te tutto quello apparato, che fembra minacciare vn diluuio , non per¬ ciò vedefi giammai cadere nè pure vna goccia d’acqua à refrigeratele arficciearene . Accadono però quelli ftrauaganti horrori più frequen¬ temente nel punto, che la Luna, Pianeta molto efficace co’fuoi in¬ fluii fopra quelle Regioni, decrefce , ò fi rinuoua . Al Quitombo fuc- cede il Quibifo, che gli habitatori reputano il loro Inuerno; e dietro à quello comparifce V vltima delle Stagioni, detta Quimbangalla, quella propriamente in cui gli eccellìui calori durano fino all’ altra Primauera detta Malfanza . Quindi è d’auertire, che godendoli due volte 1 Anno i raccolti , e le frutta in ogni Stagione, non può dirli realmente, che vi fiano due Autunni, fe non quanto fi fà V infenfibile palfaggio d’vna in vn’ altra Stagione 5 mà le due Primauere , e le due Efiati mifuranfi di- ftintamente dal rinuerdire i pafcoli , e dal maturarfi le biade . 4 5" Diuifo 1’ Anno con la regola dell’alterarfi le Stagioni, diuidonfi eziandio quelle in Meli ; e pare ad alcuni , hauer eglino qualche corre¬ ndone con quell' ordine, che offeruano gli Ebrei, attefo che il primo Mefe ancora trà quelli Etiopi fi è il Settembre j nulladimeno differifeo- no in molte cofe , onde potiamo crederlo, elfere fiato mero accidente , più tofto che imitazione, mentre non confrontano nel computo delle Lunazioni jofieruandone quelli fidamente dodici nello fpaziod’vn' An¬ no intiero. E di quìnafeerebbe vna infuperabile difficoltà à chi pre¬ tendere efattamente rifeontrare le loroHillorie con le nollre Chrono- logie. Ma quello trauagiio hanno elfi tolto dimezzo,togliendoneogni lume à gl’ indagatori; concioliaco ache fi come non hebbero mai (per quanto conila) nè lettere , nè applicazione per fomiglianti regiftri , co¬ sì credono, che tanto balli ad altri il fapere qualche cofa delle antichi¬ tà , ò d’ altra più frefea memoria , quanto appena , o per veduta , ò per ricordo, o al più per tradizione , elfi di loro fielfi fcarfamente latino: Sembrami tuttauolta, che circa il corfo Lunare , ogni mancanza re¬ di emendata, col rimetterli ciafchedun’ Anno , non so come, al mede- fimo punto delle Stagioni , rinouando con elle il predio numero de do¬ dici Meli . 47 Hor fiali come fi voglia , per non defraudare di quella fodisfazio- ne coloro , che laggiamente dogni minuta notizia fanno capitale, por¬ rò qui il catalogo de’ Meli corrifpondenti à nofiri , (limandolo gioucuo- le Mefi ditti fi in Lunatio- ni . Cbv ortologie non hanno . ) / Coltura po¬ co curata* 24 LIBRO PRIM O. le alla erudizione , per cauarne altri rifeontri , come trono hauer fatto il dottiamo Padre Riccioli della Compagnia di Giesù, huomo Tempre ammirabile nella eiqmfita , e diligente ricerca di tutte leldorie, il qua¬ le nella prima parte della iua tripartita Chronologia n ha inferite mol¬ te tauole , fecondo P vfo delle principali Nazioni del Mondo . 48 II Mele di Settembre adunque vien detto Regi Camoxì, cioè pri¬ mo Mefe 3 e chiamali ancora Regi Combanda , onero ìmuilla, cioè Me¬ le vicino alla pioggia . Caijariingi Mucatatù Begi Cuuana BegiCattenù Ottobre Nouembre Decembre Gennaio Febraio Marzo Aprile Maggio Giugno BegiCalìamoni Luglio A golfo Mefe fecondo . Mefe terzo . Mefe quarto . Mefe quinto . Mefe ledo. Mefe fettimo . Mefe ottauo . Mefe nono . Mefe decimo . Mefe vndecimo. Mefe duodecimo. Cafìambuari Canaque Begi Cuuà BegiCuuim Begi Cuuimei mexi Cuuimmè Aijari 4 9 Compartite in tal modo le Stagioni , &iMed, diuidonfi quedi ancora in fettimane , chiamate Suone , ciafcuna delle quali è di quat¬ tro giorni , tré feriali , & vn’ altro guardato da Popoli idolatri , come facciamo noi le Domeniche , e gli altri giorni fediui, dimando graue colpa 3 e trafgre Olone il non aftenerfi dalle Pitiche : non è però queda tal legge , o codumanza tanto puntualmente ofleruata, che da mol¬ ti , e molti non da tenuta in poco conto, e fol quanto la vigilanza de lo¬ ro Sacerdoti, ò la premura dichipuòcadigarli } mette freno alle inof- feruanze ; del rimanente hanno più cura delle vtilità prefenti , che zelo dell’ antica pietà dicoloro , che indituirono fomiglianti fede 5 le quali quantunque diaboliche , attefo l’Idolatria che le profana , nulladime- no da quella mefehina Gentilità furono riputate facre,& inuiolabilqco- me domite al culto F&all’offequiode gli Dei . Della fecondità , coltìua^ione , e J emenda di qticfte l\efnmi • 5° Sfendo diuerfeledtuazioni diciafcuno diquedidue Regni, e v feorgefi notabilmente diuerfa la loro fecondità ; laonde in alcuni è copiofiflìma , in altri fcarfa al maggior fegno ; ma poiché par- mi nella delcrizione delle Prouincie hauerne detto a baltanza , reda folo d* auuertirCjC he quantunque i lidi del Mare, per edere arenod, e troppo offe fi dal vehemente ardore del Sole , Pano iterili, & infecondi, nulladimeno frà terra , doue 1 Campi renderebbono abbondantiflìma la mede , LIBRO PRIMO. 2* mefìe , mancano dalla parte loro gl’infingardi Agricoltori ; fi che alla bontà del fondo non corrifponde giammai la quantità , e la qualità del frutto : qui, benché le fouerchie innondationi , occupando vaile Cam¬ pagne, pollano didruggere il feminato , con tutto ciò effendo effe tan¬ to ben ripartite per tutto , che ageuolmente potrebbefi da Paefani prendere l’ acqua à mifura del bifogno , e {caricarne il duperiluo , con la quale indudria multiplicarebbono la meffe, e fecondarebbono il terreno 5 ciò non odante ( toltone alcuni, che da Portoghefi hanno ap- prefo qualche dimoio alla fatica) la maggior parte viue denz’ altro in teda, che di rifparmiare il fudore , non curandoli di quello, che nella futura dagione fia per auuenire . I Monti (à cagione dell* arfura, che abbatte il vigore della demenza, e per edere priui del refrigerio dell’ ac¬ que , à paragone delle pianure) (dardeggiano nella rendita del frutto: aggiungali che i Neri (come ho detto) affaticano pochiffimo nella cul¬ tura, viuendo giornalieri più todo, che prouidi 5 di manierache due ter^ zi della terra , non odante fia di ottimo fondo , fempre incolta , & ab¬ bandonata rimane. 5 1 11 più comune, e miglior feme diquede parti è il Grano d’ India, ò Turco, detto Maiz altroue , e Frumentone in alcune parti dell’ Italia, chei Neri chiamano Maffamampuntu, cioè demente portata da Porto¬ ghefi : queda, quando non ducceda qualche draod inaria intemperie, na- fce , e matura in tre medi, e fi raccoglie due fiate in vii* Anno . L' altre dementi dono la Sagina, ò fia Melega, eh’ effi chiamano Madsà Mantirj, & in lingua Ambonda Maffambella, ò Mambella . Va’ altra detta Maf- fangò domiglia affai il miglio d’ Europa 5 mà la (ua (pica è affai maggio¬ re , & il granello daporito , &odorofo 3 nulladimeno per edere di fodan- za flatuoda cagiona dolori colici à chi non vi è affuefatco 5 mà i Neri coniumano ogni cattiua qualità , si di quedo, come d’ogni altro cibo col violente moto delle loro proliffe danze, digerendo tutto à forza di fudore. Vn’altra, che chiamali Luuo, produce dpica triangolare col grano picciolo, di color rodo accedo, con vnapicciola macchietta nera, di ot¬ timo alimento, e molto dureuole, il che non idcorgo nell’ altre di cote- di Paefi , forde hauendo voluto la natura con tal mezzo prouedere , che la durata di eda dupplidca a gli altri diffetti , sì del terreno, che alle vol¬ te non frutta, sì alla poca auuertenza di quelli medehini, che non appli¬ cano a prouederfi per i tempi di caredia 5 e certamente le Prouincie in¬ tiere morirebbono di fame . La Ncaffa di colore roffccio limile al fag¬ giuole , è molto llimata 3 nè v’ hà dubbio, che de (òde condita fecondo T vfo de Legumi, darebbe altrettanto gndoda . L’ Ormando limile al Pi¬ fello , credce in arbudo, dura due , ò tré anni , & in ogni Stagione reca i fuoi frutti . L’ Incuba limile al Cece,mà aliai più duro, e di color bian- D co, Mzì? « Sagina 9 & altre biade . Senati Be - foie i ia giogo lavorino i Campi ledo tn m y'tce dt gli bmmini . 26 LIBRO PRIMO, co, produce i fuoi granì dentro ad alcuni baccelli lotto terra; il Tuo fiore fomigliavna Viola di color giallo;& è legume gulleuole, crudo, e cotto; anzi di folfanza aliai confaceuole allo fiomaco. Il Neuban Zamputofo- miglia le Nocciuole,ò Auellane faluatiche, così nella figura, come nel fapore ; feminato con poca fatica , rende frutto copiofiffimo, e di elqui- fito nutrimento; per lo che in Congo (doue propriamente alligna ) è ci-, bo comuniffimo de5 Paefani , La Ncanza , detta Faua del Braille, non è molto differente, quanto alla pianta , dal faggiuolo Indiano ; ella pero non arriua alla bontà di efio ; siche i Neri ne Teminano al più 25,0 50. grani per delizia , e per capriccio, più che per vtilità . Cangululù è vn’ altra Sagina di colore molto accefo ; & i Neri ne fanno grande incet¬ ta, riputandola migliore di ogn’altro legumemel che ofleruai la difugua- glianza de’ gufifiperoche a gli Europei non li confà quàto la Sagina del- 1’ altra forte . Tutte le fudette gittanfi in terra due volte V Anno, cioè nel Settembre , e nel Gennaio, quando appunto fi raccoglie il frutto dell’ antecedente ; di maniera che la feconda riducefi à perletta matu¬ rità circa la fine di Maggio. La Sagina però ordinariamente non fi te¬ mi na che vna fol volta , e fempre circa il Mefe d' Ottobre . 5 2 Manca à quelli Popoli, non so fella l'ardire, ò l'arte difottomet- tere al giogo le beftie; conciofiache5 quantunque ve ne Ila penuria, non è , e non farebbe giammai tanta , quando applicaifero à proueeierfene per il bi fogno di lauorare i Campi : dato adunque, che gli huomini pro- penfi all’ozio non curino la cultura, nè vogliano in modo veruno met¬ te mi la mano , tutto il trauaglio rimane alle donne; elle fole zappano il terreno , e per gran prodigio vedralfi vn’huomo addattarfià quella la¬ be no fi facenda, in cui le mefehine (per verità) foffrono eftremilììma pena, attefo la fiacchezza delle forze ;onde per ordinario ad ogni trè,ò quattro zappate fono ali-rette abbandonarli fopra il terreno , e npofarfi alquanto: mà quello , di che più s’ aggrauano , e rende vna elfcrema compalfione à chiunque le vede , fi è quando allattano bambini ; pero- che timorofe di lafciarli inalidente pericolo di diere diuorati da’Leo- ni , o confunti dalle Formiche (come narrerò altroue)hanno per ripiego non di recarfeli in collo, conforme i Mitre Nazioni , mà di lafciarli con vna longafafcia cadenti fino sù i lombi, di maniera che , mentre elle ab¬ ballano , & alzano le fpalle , elfi , trabalzando quà , e là , accrefcono loro lenza fine la fianchezza , e L affanno: quindi auuiene, che colti- uandofi pochilfimo terreno, bene fpelio rimangono gli habitatori angu- ftiatidafiraordinarie careftie, coftrettital’ora cibarli dell’ Erbe, prima che maturino in biada; e tal volta dalla infeftazione delle Locufte priui anco di quella , muoiono fenza rimedio: miferia che mette horrore nel iolo racconto , mà riefee molto più fen libile à chi la fperimenta ; e polfo I LIBRO PRIMO. 27 dire che non vna , mà cento , e mille fiate hò veduto di que’ mefchini, benché affuefattià ftentatiffima inedia, languire con vn pezzo di qual¬ che radice attaccata a’ denti , fenza proferire parola : intenerirebbe vn cuore di macigno quel continuo lamentarfi delle affamate L auoratrici , mentre in forma di dogliofa canzone tutto il giorno vanno ripetendo /mcafuan^ale j Ime a francale , cioè , io mi muoio di fame , io mi muoio di fame . Dì alcuni Alberi , Frutti , Piante , Herbe , e Fiori . 53 T A fìrauagante produzione delle Piante di quello Clima ben 1 j chiaro dimoffra quanto egli fiaoppoifo all’ Europeo , pero- che, eccettuate alcune, le quali trafportateui da Portugheli, & alleuate con diligenza , fi fono mirabilmente propagate in molti luoghi , il rima¬ nente nò ha punto che fare con le noflre.La maggior parte de gli Albe- l*i,benche infruttuofi, e fenza vaghezza di fiori, verdeggiano tutto E An- nojmolti però di quelli, che apparifeono carichi di frutti filueftri, no fer- ucndo,nè a gli huomini,nè alle bellie,fembrano dalla natura inutilmete, c per folo fcherzo prodotti; mà nulladimeno haurano, fenza forfè, alcuna virtù quanto occulta piu, tanto più rara: altri poi col frutto, col tronco, colla corteccia, e fino con le foglie , incredibile emolumento , &vti- litade arrecano , come diffufamente narrerò . Le Palme di ogni forte , il Zaffo , la Cola, l’ Infanda , e la Mulemba abbondano più che altro¬ ve nel Regno del Congo : le altre fpecie poi fono comuni eziandio à D 2 quello ALBERI Diuerfitì loro . A L reo N DE f t pericoLfo, mi non inu¬ tili » imAN ■ DA fud corteccia è cht ferite . i8 LIBRO P R I M 0/ quello di Angola « e di Matamba , & anco alle circonùicineProuincie; 54 L’ALICONDE, che i Neri chiamano Sondo, è Albero di fmi- f furata grandezza , e grolfezza , di forte che ve n’ ha moki di elfi, i quali > appena s’ abbracciarebbono da dieci perfone in giro 5 Corre vn co¬ mune concetto , che quella Pianta non ferua ad altro , che per vccide- re li uomini , e beili e ; peroche ridotta à molti anni, fragiliffima , e di poche radici, le quali tolto infracidano, ogni loffio di vento è valeuole ad atterrarla , che pero fchifano i Neri di fabricarui all’ intorno^ anzi nè meno lì fermano all’ombra di effi , attefocheil fuo frutto proportio- nato al rimanente di quel gran corpo, e con l’ ilkffia qualità di (piccarli facilmente da rami, cadendo, vccidercbbe,ò ridurrebbe à mal termine chiunque colpito ne folle : nulladimeno reputo ingiuria il vilipenderli per queda fola cagione , mentre li trouiamo proueduti d? alti e qualità , che ponno farli riguardeuoli tra 1 ' altre piante del Paefe : dalla feorza macerata , e ridotta in fila groffe, e relikenti, intrecciaci funi , ordi- fconli tele , per farne Tacchi, & anco vna forte di panno ruuido, con cui la gente più feluaggia fi cuopre ; ed oltre à ciò , iè ne vagliano i Porto¬ glieli per corde da mucchio in guerra: il fuo frutto, della grolfezza di vna Zucca ben grande , contiene dentro di fe vna fpecie di farina infi- picìa,mà di non cattiua folhnza per i pouerelìi; & il gufeio ferue per va- fo da confcruarui qualliuoglia cofa, e fpecialmente 1' Acqua, comuni¬ candole vn certo làpore aromatico , e non ingrato : in tempo di penuria le foglie li mangiano, e la cenere vale per formarne ottimo lapone : Cu¬ rio io è vn modo di fabricare vn’ altra fòrte di panno , oltre il fudetto , riducendo la corteccia in grolle fila : fegnano adunque su '1 tronco la imfara che vogliono , e con vn ferro, leuatane à poco à poco la prima feorza , come inutile , {piccano con più facilità la feconda di grolfezza vn deto , ò due , e quefhi macerano per alquanti giorni in acqua 3 dop- poi la {premono , la battono à forza di grolle mazze di legno , e verghe di ferro , finche ridotta à poterli maneggiare , Pafciugano al Sole , e quantunque ifpida , e di pochiffima durata , in ogni modo per effere di minor Pitica , fe ne vagirono allaiffimo i Neri , portandone due pezzi , i quali cadendo da lombi, cuoprono appena la fommità del ginocchio . 5 5 L’ INSANO A è Albero fenza frutto, ma di certe foglie fomi- gliantià quelle del Lauro Tempre adorno: leuano la feorza à quello, co-* me al fopradetto , e ne fanno panni molto limati dalla Nobiltà , e da* gl’ iffeffi Rè , che per loro vfo lo riducono in manti , e bende per cin¬ gerli; e lino le femmine li pauoneggiano di comparire con certe diuife, che moffrano la dilHnzione de’ loro gradi, chiamate Chitundo, orna¬ mento da effe tenuto in pregio, e ferie lo Rimano vago, ma alla fine non è j fe non cola di poco nlieuo . Cauano eziandio corde da Mofchetti af- 5 . • fai mi- LIBRO PRIMO 29 fai migliori dell’ altre . Su la cima del tronco, clone tagliano la cortec¬ cia, sbucciano alcune balie, ò fila grolle, le quali piegandoli, e cre- icendo fin’ a terra , fé vi fi dia qualche aiuto con vn poco d'arte, tanto che pollano gittare ìe radici, flupendamente germogliano in altre Piante . La decottionc di quelle fila è rimedio efficaciflìmo , per diuer- t ire il iangueà coloro , chea cagione di qualche percofla, ò grane ca¬ duta , E hanno alterato , Iconuolto , ò flrauenato . 5 6 La MVLEMBA non dillìmile dall’ Infonda, auuengache fempre verdeggi , è ottima per cauarne panni nella Indetta forma , nulladi- meno hà le foglie affai piti belle, e quali come quelle del Lauro Regio in Europa : ferita nel tronco , trafuda vira gomma tenace , bianca co¬ me il latte , che polla al fuoco, diuenta vifohio molto à proposto per¬ la caccia de gli Vccelletti. 57 Alle riue della Coanza , e del Dande s’ incontrano valle Selue d’ Alberi chiamati MANCHE . Amano terreno paludofo ,ò la corren¬ te dell’ acque; perciò crefciuti à ftraordinaria grandezza , fono più di ogni altra pianta vtiliflìmi alle fabriche . Da rami piu robulli cadono fin à terra alcune fila grofle , che ripullulando in nuoui tronchi, multi- plicanola pianta, fi che il pedale di vn folo baila à formare taluolta vna Selua; il che non fempre fucccde,attefo il feccarfì che fanno dama¬ no in mano i più vecchi , reflandoui proportionatamente i più giouani. 58 Non voglio tacere vna erudizione fopra quello particolare. Quando i primi Trouatoridi quelle Ragioni , ritornati in Portogallo , defcrilìero, tra le altre co fe, la natura di quella Pianta, vna Principef- fo di Sangue Reale hebbe à dire : T erra che produce Alberi dì quefia condì - ^ione non farà terra di ‘verità ; ne pub daf , che le femmine di Clima tan¬ to fecondo fi ano molto ca/ìc . Vna fentenza così foggia proferita da quella gran Donna , annouerata fra le Beate del Ceppo Reale di Portogallo fopra larelatione d’vna femplice Pianta, e il confronto che fi hebbe de coftumiin tutto corrifpódenti di quel Paefe, per altro à lei ignoto, han¬ no fatto credere à molti , che da fpirito alfoi più alto del femminile le fofle fuggerita;nià perhora non ardifeo oppormi à quella femplicitd,per non contradire al pio concetto , con cui fu comunemente accettata . 59 Abbondano quelli Regni d' vna fpecie d* Alberi molto grandi , che hanno le foglie come la Noce , e producono l’ALMESICÀ tanto medicinale, e calida ; Per cariarla , ferifconoil tronco nel tempo di Primauera, e n’ efee liquor bianco, che à poco a poco fi congela. Il frutto é quanto vn’ oliua grolla , e con lofio di dentro coftumano i Neri Vn certo lor giuoco detto Ingirrù . 60 L’Albero COLLERA affai alto, produce frutto limile ad vn Ce- triuolo ben grande, & hà dentro di fe alcune frutta della gràdezza d’vna MVLEM¬ BA. M A AT- GHE. AL A E - SICA. COLLE¬ RA. P IC- ZAFFO. CASSA- FERO. GEGERO PFRGE MA. Delle PAL ME. Puma fpe eie produce liquore co¬ me aglio . 50 LIBRO PRIM O, piccìola caflagnamonda, di colore accefo, e di fapore amarilfimo , ot¬ time per corroborare lo Stomaco 5 al qual effetto ne mangiano gl* ifleffi Neri in gran quantità , quando ne poffono hauere , e fogìiono metterli nell' Acqua , con che la rendono più faporita , e manco nociua . 61 Il ZAFFO , anch’ egli grande quanto le Quercie in Italia, pro^ duce frutto limile alle Sufine, benché alquanto maggiore } e di colore acce fo : po fio fiotto le brace, riefice odorofio, aromatico ? dclicatiUD ma, econfiortatiuodel Celabro . 62 II CASSA VERO Tempre verdeggiante di foglie fiomigliantià quelle d’ Alloro, traimene vna Refina dilbauiffimo odore . Dal firun to, che fiembra vn Pomo Appio, iPaefiani fipremono beuanda poco gra~ dita in riguardo dell’ acutezza 5 tuttauolta tengo fia gioueuole nelle liu filoni cattarmi! ; e dicefi che chi mangia di effo non fia fottopoffo à certe infermità del Paefie, le quali cagionano vlceri per tutto il corpo . In vece di fiore produce vna materia di color gialliccio , che arroftita al fuoco , mangiali ; ma cruda, vogliono, che fia velenofa allo Stomaco; e certamente toccando la nuda carne , genera puftule , e piaghe , & eff perimentaiì per cauffico ltupendo . 6g II GEGERO Arbore molto vigorofo , produce frutto di colore limile all’ Arancio maturo ; ma di figura alquanto longa , faporito , ed ottimo , per cauarne beuanda confaceuole alpalato , Se allo Stomaco . 64 Dal frutto deli’ Albero PVRGERA , grande non più delle no- fire Auellane , traggono oglio in vfo de’ medicamenti , efoauillimo per ardere nelle lampadi , 6 5 Delle PALME accade notarne in quelli Regni diuerfe forti; ma tra tante mi riffringo ad otto principali . La prima è V ordinaria , che produce alcuni frutti, come Pigne molto grandi ripiene di ghiande, cia- feuna della groflezza delle noìlrane ,ò come la Galla di Leuante . Le acerbe fono olente, e nere ; ma , mentre maturano , cangiando colore , diuentanoquafi oro : canali da quelle l’ oglio comune, per condire le viuande, che fi congela à guila del Putirò . Dalla cima del tronco, do- ue germoglia vn certo fuo fiore , fpremefi vn liquore lìimato in Etiopia à paragone del vino : il fuo fapore fenza dubbio è piccante piu d’ ogn’ al¬ tra fpecie-di cotelle Regioni, ma in pochi giorni alterali, e diuenta ace¬ to. Nafce ancora d’ attorno al tronco di quella Palma vna materia molle , e delicata, con cui fi riempiono i guanciali , e gli origlieri peri gran Signori; e con ella i Giughi , fouraponendola à qualfiuoglia ferita, perfettamente la faldano . Le foglie feruono a coprire i tetti de gli edl- ficij, eflendo grandi, e diqualche durata. In fine da tutto il tronco fe ne cauarebbono ottime , e grandi tauole, fe vifoffel’ induftriadiridur- Je, come fi pratica in Europa ; fi che quella Pianta non ballerebbe ad jnuidiare à tane* altre di molta vtilità . 66 La LIBRO PRIMO. }i 66 La feconda delle Palme, detta MATOME, non èalta, e richie- . , de fico- paludato : lacerata con vna punta di ferro, tralmette vn liquore c\ta ma- rinfrefcatiuo , ma non della bontà del fopradetto: le foglie dielfa,con 1 OME, iflupare di ehi non vide mai più tal cola , fono alti (lime rifpettiuamente al tronco, d’attornoal quale pullulano lunghe più di vna Picca da guerra , e Tene feruonoi Neriperorditurade tetti alle loro Capannuc- cie, per farne (cale di quaranta, e più gradini (introdottoui 1’ vfode Portoglieli) e per alfe da portare nelle reti del Paefe i Perlonaggi gran¬ di , attefo che quando fono intieramente beccate , diuentano leggiere, e facilillime a maneggiarli , Nel fuo pedale produce quella Pianta vn certo , diremo , frutto , ma in fatti è vna mole ben grande , ripiena di tanti frutti à gui fa de Pinocchi nella Pigna , di colore tanè, di gufcio tanto forte , e lifcio , che ferue mirabilmente a formarne Tabacchiere , Vafetti j e cofe limili . 6j La Palma del COCCO alligna in qualfiuoglia parte dell’ Etto- T‘rYtfie' pia interiore , & anco nel Bralile , quando picciola , vi Ila chi la cullo- cocco • difca , diligentemente inalbandola: La Pianta è affai grande , pero- che il tronco farà ordinariamente dieci patii;, ma ve ne fono anco di molto maggiori : le foglie di lunghezza fei braccia, e larghe poco men di due palmi , sì delicate, eccetto nella corta di mezzo, che al foffio di ogni venticello rumoreggiano, come appunto le Canne : la corteccia del Tronco non è nodofa , come quella delle altre Palme, alle quali cado¬ no , ò fi fpiccano le foglie ; vero è, che. naturalmente comparifce tutta d’intorno fegnataà guifa di certi ribalti, ò cicatrici, che formanti da alcu¬ ne Piante, doppo edere fiate leggiermente ferite. Il frutto che fi chia¬ ma Cocco ècofa molto pregiata; pende dal tronco dell' Albero, botto il piè delle foglie, come la maggior parte de frutti di quelle Regioni, attaccato in alcuni grappoli, de quali la Pianta buoi produrne tré, quat¬ tro , e tal volta cinque tanto grandi j che ciafcuno ti fcorge carico di venticinque , e trenta Cocchi della grofiezza d’ vn picciolo Melone; la corteccia di quello frutto, quando lìa frefco,farà grolla due detadi color verde, e ageuolméte col coltello fi taglia; nel mezzo tiene vn vafo di fi¬ gura ouata , quanto vna Pigna delle più grotte > dentro di cui rinchiudc- lì vn liquore ,odorofo , faporito,eoltremodorinfrefcatiuo,deliziaop- portunapergl’ infermi, e per gliaflettati; più addentro egli è ripieno d’ vna delicatillìma polpa , che fembra latte quagliato: maturandoli il Cocco, la bua corteccia efteriore fi riduce in filacci; ma tanto conftipa- ti , che per infrangerli vi fi richiede il colpo dell’Accetta, ò il gittarìi à tutta forza contro qualche pietra: Il Mandorlo poi, òfia vafo , s’ in- durilce , mutandoli in colore di Callagna d’ India , profitteuole à molte cofe ; egliartefici, adornandoli con indulto, ne facciano in quanti- LIBRO PRIMO. tà per tutte le parti del Mondo: Quel liquore fopradetto anch' egli , quagliandoli in materia più confidente , fembra al gudo vn’ Amandola dolce; onde gli Europei , in vece di efia, comunemente l’adopera¬ no } e condi (cono con Zucchero, che per edere di condizione rariffima, reputali pregiatiffimo regalo , e realmente da Principe . Quarta fa 6 ^ quarta Palma detta TAMAR A , produce Dattili per man- cieT ama giare : ha le foglie non lunghe , ma affai affilate nella punta. Mi per- fuado,che darebbe liquore, egommajtuttauoltanoneffendoui l’vfo , perciò i Neri ne fanno incetta . 69 La quinta chiamata M ATEBA porge beuanda non difpiaceuole pregiudiziale allo do ma co, & al fangue: produce le foglie BA. più larghe, e più corte delle altre, nulladimeno bade uoli, & opportu¬ ne per coprire le habitazioni, e per intelfere canedri, dentro de quali , elfendo leggieri, i Neri caricano i Fardelli, e le altre robbe, e facilmen¬ te fe li recano sù gl’ homeri: Il frutto , alquanto più picciolo del Coc¬ co, ha dentro di fe vn liquore molto àpropofito per l’ardor febrile, e per le diffenterie: Gl’ Indiani lo chiamano Cocco di Maldiua, appro¬ priando à quel Regno, òà quell’ Ifole la prerogativa di produrlo ot¬ timo . 70 La feda Palma è poco alta in rifpetto delle altre: dalle ferite Sejlafptcii. tramanda liquore di fodanza poco fana , benché i Neri con lo do- xnaco auezzo à mille immondezze, non lo rifiutino : dalle foglie mace¬ rate cauafi vn filato gentile , e morbido affaipiù della Canepa ; laonde la teffitura de Panni , che di elfo lì fabricano , riefee à merauiglia ; per quello chiamali Palma dell5 Impulci > cioè che produce filo da tedere i Panni . 71 La fettima, detta pur anch’ ella del Cocco, produce frutto del¬ la grolfezza di vn Melone, che racchiude vna fodanza ottima in beuan¬ da, ed altrettanto in cibo , quando fi congela: necauanooglio e con zucchero formano vna regaiatiffima confettione , dal nome dell’ Ar¬ bore detta Coccata. In fodanza il frutto è l’idelfo^ò poco diffimile dalla Noce d’india . 72 L’ ottaua , è quella, che propriamente fi chiama PALMA del PA*laìa CONGO, perche in quedo Regno lolo mirabilmente alligna, efene del CON- vedono per tutto Campagne , e Bofchi ripieni : Ella non è inferiore al¬ le altre , anzi contende il pregio di più ferace ; e ben pare, che Iddio, al diffetto,e fcarfezza di molte cofe, con queda fola habbia proueduto co- tedi Popoli , i quali ne ricauano vtile incredibile. Volendo da e fi¬ fa vn certo liquore tenuto in pregio quanto il Vino in Europa , 1* Agri¬ coltore la fera al tardi con vn coltelletto lacera in più parti la cortec¬ cia, & à ciafchedima ferita accomoda vna foglia atta a raccoglierlo , e traf- Setttma det¬ ta puri COCCO. G 0 V «*? . . ... ;.v - -, : - ^ ■ - ■ .. ....... .,<••-• «• .. -**- *- •- ■ fc ,r-\ • ■* # ‘ •» ' « « -tA vV . J . . 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' • ■ ■ ■ ■ V:r. ;■/... ■ * ,, ■- ri# . ^ V ' .. t ^ ■ * ^ * ■ * - ,ì,; ■ i * I . , * « y. i _ « V LIBRO PRIMO. 35 e trafmetterlo in vn Vafo , che vi pone ai difotto , e la mattina trouad ripieno : egli è come latte , ma dolce piccante , odoro fo , e non ingrato à chiunque lo gufta , benché non debba vguagliarfi al Vino: dura non più di due , ò tre giorni , e pofcia fi trafmuta in aceto , ò fi corrompe af¬ fatto ; e la quantità di vn boccale infallibilmente altera i fenfi, & in- nebria : quando il Padrone non fi cura di elio, fenza ferire la pianta, la- fcia , che l’ vmore , ò lì difecchi , ò fi trasfonda , non perdendo intanto l’vtile d’altre cofe, che da effa rìceue: nel pedale adunque delle foglie, che dal tronco immediatamente diramano come tutte le altre Palme , e molti Alberi di cotedo Clima, nafcono alcuni frutti tanto grandbche ogn’ vno di loro caricarebbe va’ huomo robudo,efono d’aciitiffìme fpi- ne tutto all’ intorno ricoperti, che è la buccia efteriore , dentro di cui conferuanfile vere frutta , poco differenti nel colore , forma , e gufo da vna Cavagna : fcaldateal fuoco, fono cibo ordinario della gente polle¬ rà , potendo chiunque fia prouederlene alla forefla : vero è, che per ede¬ re di poco nutrimento , e di fcarfa midolla , attefo che nel mezzo vi è va’ olio , conuiene , che per cacciarli la fame , ne fpolpino di molte : polle in vali molto capaci, fpremefida effe a forza di fuoco vn'oglio af¬ fai pingue , dì odore acuto , e di qualità molto frigida , rifpettiuamente à quello d’ Oliua; perciò gli Europei, confumandolo nelle Lucerne , ri- cufano d’ vfarlo nelle viuande, come fanno i Neri ; mà dal fudetto olio interiore carnali vn’oglio affai più gentile, che rende limpidillimo lume; e fopra tutto , quand’ è frefeo , e fatto con diligenza , non offende, ben¬ ché odorifero , anzi conforta la villa , e la teda . Le fòglie della Pianta poflono feruireà coprire le Caie , mà non refidono longo tempo , come alcune altre : macerate anch’effe , danno vna non so quale materia dif¬ fidente per fabbricare funi j & altro ; tuttauia il principale vfo confile in tcffere caneflri , cede, ftuore, e cofe limili . Oiferuai, che al¬ cuni auuertitamente tagliano nella fopradetta maniera le corteccie della pianta , tal ora nel piede, tal volta à mezzo, e alcuna fiata più ad alto , conforme la qualità del liquore , più o meno generalo, che de- iìderano . 73 La BANANA, che gli Ambondi , e Conghed chiamano Maon- gio, ò Macobccco , dalla cima del tronco trafmette le die foglie vnite à guila d’ vn bellifTimo germoglio, diritte, quanto vn’ ada, alte cinque, Ò fei braccia , e larghe due palmi , Tempre verdi , e che allo fpirare d o- gni aura , gentilmente percuotendofi , con quel dolce mormorio ecci¬ tano vn foaiuffiiTio Tonno . Dal piè di effe fòglie pendono certi lunghi rami carichi di frutta al numero di feicetito, e talora di ottocento, eia I- cuno de quali dirà quanto il braccio dell* huomo, c di circonferenza due palmi , fomiglianti al Nicefìò, e tutti attaccati, come i grani deli’ Vue E ' alido BANA¬ NA * AR ASA S SE. MOLO . LO. MAROC¬ CA . MOBILI¬ LA. MAC¬ CHIA. OVAIA - VA. FICO D’ INFER¬ MO . CON DE primo» 34 LIBRO PRIMO* al fuo racemo; alcune Piante però li producono la metà minorP.pcr con- ieruarli fpicca fi tutto il ramo, e appefoalla fuffitta, li frutti fiicceffi- uamente , colorendofiin oro , maturano ; lì che, per tutto V anno , cru¬ di, e cotti faporitamente fi gulfano : e fperimentanlì affai più frigidi del Ni ceffo ; per lo che gli Europei li correggono col Zucchero , fe fono grandi ; ma con altri aromati , e confale, fefono minori. La buccia elleriore leuafi come al fico , Scali' Arancio nelle noifre parti ; dalle fo¬ glie cauano filaccio molto a propofito , per calefattare ogni fiffura, sì delle pareti , come delle Nani . 74 L’ ARASASSE dell’ordinaria grandezza deglialtri Alberi, pro¬ duce frutto quanto vna Noce , faporito, egufiofo, come le Fragole. 75 Quello del MOLGLO, che è vna pianta alta non piu di quattro in cinque palmi , fomiglia il Cedro; maturandoli, diuenta giallo, giocondo à gli occhi , odorifero alle narici , fanoalio donneo, gufioio alle labra , ed in fomma delicatiifuno : il fuo feme è nero . 76" Le MABOCCHE aneli’ effe pendenti da vna pianta alta circa quattro bracciafono di color giallo languido, che nella figura fo mi¬ gliano 1 Arancio , ma dure nella corteccia, e di polpa alquanto refi- itente > trouanfi di due forti* le maggiori cagionano vapori al capo , e fono mal fine ; 1 altre più picciole, quando frano bene Cagionate , non fidamente fono faporite, midi efquifita foftanza . 77 La MOBYLLA germoglia d’ attorno à fuoi rami (nella guifa che fa il fico) i fuoi frutti fomiglia nti alleforbe , aromatici, odorofi , e albi¬ co aliai confaceuole alla fanità . 78 La MVCCHIA crefce quanto la Quercia in Europa ; il fuo frut¬ to non eccede la groffezza d’ vn picciol Pomo, di color d’oro, e di odo¬ re molto acuto , ma confortatiuo , e grato . 79 La GVA1 A V A alta quanto vn Suòno produce vn frutto poco diiììmiieda vn Pomo Arancio ordinario ; acerbo , aneli’ egli è di color verde, maturando, diuenta giallo con P interiore midolla di molto fu¬ co, rofficcio, delicato, e di cui fabricafi confcttionegioueuole allo do¬ nneo, benché partecipi alquanto dell’ adringente; & è di poca durata. 80 Dal Capato , ò lia Fico d’ Inferno , fpremendone il frutto, caua- fi olio per le Lucerne, e per ingrediente di molti empiaftri, al qualeiiet- to feruono le foglie di lui , delia di cui cenere vfano frequentemente i Neri , per modificare la pelle de’ loro corpi . 81 Due forti di CON DE, ò fi a frutto del Conte, viddi in cotefti Regni ; P vna , e P altra , anuegnache ignote al n offro Clima, meritano d’ edere confiderate : la prima , alzando i rami fopra il tronco , produce al piedi e:fi le fise frutta , quanto ai di fuori rozze , e diformi , altret¬ tanto pero nel di dentro gentili , e gudofe ; la figura è ftrauagante, gib¬ boni, X .. / ì [ 'V I i \ 7 i f 1 Viaidcudd Conde jtraor dinar La/ precficutissuncu del Ccncjo,T r ! lap TL ■ 7 LIBRO PRIMO* Yj boia , ineguale , della grandezza d’ vna Pigna , e fembra talora il pii-' gno chiufò della mano d’ vn huomo robufto : labuccia è. affai tenera, di. colore quali cinericcio : nel di dentro racchiude vna Portanza tra liqui¬ da , e confidente, candida quanto il latte, che liquefacendoli nel pala¬ to, lo riempie appunto, non altrimenti chefe forte latte d 'amandole ben dirtemperato , ma odorofo, confaceuole alloftomaco, e che mirabil¬ mente rinfrefea le vifeere . Il Teme è nero , e grolfo , come quello de Cocomeri in Italia , e Rimo che habbia Piftelfo grado, Se vna medefima qualità di refrigerante . 82 II CONDE della feconda fpecie, rtraordinario , e pregiatirtlmo produce (come l'altro) pendenti dal tronco, à piè de rami i fuoi frutti, lifei nella corteccia, ma fegnati con certi aggiuftatirtìmi ripartimenti à guifa di vna Pigna, la cui grandezza non eccedono : il midollo, benché non ha si bianco quanto il fopradetto , lo fupera nondimeno nella fra¬ granza, & in ogni altra eccellenza, eccettoche nella durata , per eifere molto più delicato, e facile all a corruzione. 8 3 II NICEFFO , che gli Ambondi chiamano Maongio-à-Cambu- n j è Pianta vtilnTima , alta non più di quattro braccia , e produce vna Pigna capace di cento, fino à ducento frutti fomigliantiifnnià Ceninoli, ma di fapore siraro , che vguaglia quello di qualfmoglia perfettiflimo Melone d' Italia : comincia in capo à pochi Mefi à caricarli di ehi , e luccertluamente pertutto P anno li maturaci mantiene, e lirinuoua , Ma quello che iiupendamente intcnerifce rvn cuore fedele, fi è, che CONDE fecondo. NICEF < FO . LIBRO PRIMO. per qualunque parte fi taglia porge abbozzato nelle fibre il Santiffìmo Segnodella Croce ,òiia del Thau tanto mideriofo , col quale prodigio fuegliafi la mente , nè può far di meno di non ammirare la benignità del noitro Iddio, che in mezzo alla faporita dolcezza di quello draniero frutto, quafi per allettamento eziandio à gl’ ideili fuoi nemici, le piu rare infegne del fuo eccelfiuo amore amorolamente manifefta . MAM.AO 84 lì M AMAO, i cui rami altro non fono , che foglie grandi, s’ an¬ none ni fra le Piante , crefcendo anch’ effo al pari di molte altre : le fue frutta , delle quali in ogni dagione abbonda, sbucciano dal pedale alla grofiezzadi vna Cucuzza ordinaria , inlìpide , e di poco lapore ; nulla- dimeno la gente più melchma, caricandole di fale,ò di qualche a Torna¬ to , le guda . 85 L* ANANASSO creduto vna fpecie di Sempreuiua , germoglia so ANAS interra, eziandio ne' luoghi feluaggi , epaludofi, producendo frutti per tutto 1’ anno ; alzafi in cefpuglio di foglieall’ altezza di cinque pal¬ mi incirca ; quede fono lunghe aifai, alquanto gibbofe nella coda di mezzo,efpinofe dattorno, ma non però tanto che ferifcano . Carica- fi la Pianta fnccefiìuamente di frutti piccioli, di mezzani, di mag¬ giori, di acerbi, e di maturi ; i più grandi non eccedono quanto polla vn duomo con ambe le mani commodamente dringerli : la figura è Guata, lifcia , fegnata à guifa delle Pigne , coperta di ruuida , e fpinofa lanu¬ gine : fiotto la corteccia , che e come quella delle Cucuzze in Europa , euui fodanza foda , e refidente , quanto di vn Pero , dolce , piccante , fucofifiima, confortatiua dello domato; mà per edere di fouerchio cali- da , codumanoi Por togli e fi , vn’ hora prima di mangiarne, tagliare il frutto in bocconi , ò in fette, e col fiale mortificare la fouerchia acutez¬ za . Vicino ad vna pianta, quando inuecchia , fpuntano nuoui germo¬ gli. Meritamente quello fmtto,perche produce nella fommità alcune fi¬ la, che gli formano corona , chiamali Regio , & è il migliore di tutti , ò almeno gli Europei lo dimano tale; nuìladimeno veggendolo io viuere negletto nelle Selue , & alla Foreda , penfaiche follò in poco capitale appreffo codoro ; ma fe non V addomedicano ne’ Campi, farà forfè per¬ che richiederebbe qualche laboriofa coltura . Hò fatto diuerfe ifpe- rienze di elio , e trà l’ altre , efponendolo al Sole , durò molti giorni , e maturò da fe dello ; {premendone fuco, n’ empi; vna gran tazza, e tal volta ne cauai il pefo di due libre ; confettandolo con zucchero , me ne feruij in altri Paefi, doue non alligna ; e demprandone in acqua , mi riufcìcofa dupenda ; tal ora appeli ad Vna traue la Pianta , e fi man¬ tenne più d’ vn Mefe , germogliando Tempre; quando tocca il terreno humido , fubito alligna , mà s’ c arrido , fi lecca . 8^ IPortoghefi chiamano PATTATA vna forte di Rape proprie di co- BATTA- TA . I I LIBRO PRIMO. 37 di cotetòo Clima, e fpecialmente del Corneo ; vàferpendo con le bran¬ che , e le radici , à guifa di Gramigna : lungo tempo verdeggia , e pari alla ina dotazione copiofo frutto produce:quefto al di fuori è rozzo, ine¬ guale , e gibbofo , lungo vn palmo, ò poco più , e groflo quanto il brac¬ cio d vn’ huomo ; ma talora allungandoli , diuenta ancora più grofìo : la fua corteccia è di colore limile ad vn Pomo Arancio ben maturo: riarfo fotto le brace, riefce di mediocre fapore 5 e per elleruene in gran copia* torna in vtile non ordinario alle famiglie , perche di elfo cotidianamente li feruono ► 87 Dal Braille , ò dall' ifola di S. Tomè , diceli trafportato vn pic¬ ciolo , non so fe mi dica , Arbcfcello , ò Arbutòo , detto M AND1QC- Ma y CA, la cui radice , ridotta quali in farina, ferue per ottimo foftenta- biocca. mento àgli hahitatori diquetòe Regioni , vniuerfalmente vfandolo in diuerfe maniere Nobili y e Plebei ;perocbe , lauorato appena nella iu- perficie il terreno , piantanfi i Ramufcqlli , che germogliando, à mcra- uiglia rendono à sì tenue tramaglio copiofilfmia la metòe . Ho veduto che poca quantità polla à bollire in acqua , crefce più che non fà il mi¬ glio in Europa . Vedi /opra al numero 36. e /otto al 285. 88 V* introdulfero pur anco gli Europei Piante di Aranci , di Limo- AQRVMl ni, di Cedri, e d’ogni altra forte di Agrumi di molta bellezza, e per- fezione . 85? Le Viti allignano, e rendono frutto due volte almeno inciafche- viti, dun’ Anno , mà variandoli futòeguentemente le Stagioni, fuora di quel- v edi ^4* l’ordine, che hano in Europa, quindi è,che la Pianta luffureggia di fron- di, di pampini, ed’vue, fenza ridurli à perfetta maturità: in alcune parti però dentro à notòri Ofpizi ne habbiamo Pergolati, e riefeono aliai be¬ ne 3 onde mi perfuado non edere in pratica la loro coltura , perche rifili¬ ti di maggior vantaggio à Portoglieli il portare Vino d'Europa , che il raccoglierlo dentro i confini delle loro Conquide; ò pure perche non conuenga dare adito con la troppo abbondanza al fouerchio vfo di ef- fo,e confeguentemente à tutte quelle corratele, che dall’ vbbriachezza potrebbono deriuare frà gente feioperata , come appunto fono i Negri ; al quale politico, e ragioneuole rifpettopare à me , che molto coniai- fcal abbonimento, eh’ eglino moftrano alle fatiche della coltura. Mi fouuiene in quello propofito, che quando tal volta , per eccitarli à la- uoraj-e, prendeuo qualche tòrumento in mano, e col mìo Compagno trauagliauo alcun’ hora del giorno nell Orticello, dii artificio la-mente, alfine di fottrarlene, fingemmo compatirmi, quafi che n’ hauclìi à mo¬ rire, ouero terminata lamia facenda, pretendeuano farmi credere d’ef- fere aliai piu Banchi di me , quantunque non fi fodero molli a dare ne meno vna fola zappata . _9o Non AGLIO Albero . DONDO . IN&VEF FO . LimiR- RI. R A Db CHE di- ttsvfe . E R B AG¬ GI. G RA HO d* Europi. 38 LIBRO P R I M O. 5>o Non mancano Piante di qualità perfettamente aromatica. La fcorza d ’ vn Albero ha odore di Aglio , e come tale da tutti s‘ adopera . 9 1 II DONDO ha tanta fimilitudine nell' odore, Se anche nell’ al¬ tre fue condizioni con la Cannella,, che moltiffimine rimangono ingan¬ nati . 91 LTNQVEFFO à guifa di corda s' auitticchia attorno alle Pian¬ te , produce grappolletti , che fembrano Vua minutiffima , di fattezze , fapore , odore , e attiuità quanto il Pepe , onde per effere calidiffima 6 . ò j. foli granelli vfati ne medicamenti operano à merauiglia . 93 Altre moltiffime Piante conferuano virtù efficaciffima ne’ far¬ machi ; gittano fuora Gomme , Refine , e Liquori odoriferi ; moltiffime producono Bacche, Glandule , Tuberi, e frutti tanto frani, che ogni Europeo in vederli haurache fare gran tempo àfatiarne la curiofità; moltiffime , per non dire d’ infinite forti , fenza frutto , ingombrano le Campagne, e rendono più opache le Selue; ma troppo tediarei me defi¬ lò , e chi legge , fe voleff formarne Catalogo ; bada che ve n* ha alcu- netanto fetenti, cheammorbano Paria in qualche diftanza ; altre di natura tanto maligna , che , ò fono velenofe affatto , ò fuor dimodo 110- ciue non folamcnte à gli huomini , ma eziandio alle beline . 5? 4 II LIQVIRRI, Arbufto alto non più di due braccia, ha le foglie fomiglianti all* Ilfopo di virtù corroboratiua , & afìringente , atte a cu¬ rare vna frana infirmiti! detta Chiongo , della quale altroue parlerò . 9 5 Molte Radiche, come la Patata, la Gname , la Tamba , Se al¬ cune altre, fiotto nodofi bado ni infrante, riduconfi ad vna tale confi¬ denza da poterfi facilmente impad are con le farine della Sagina , e del Maiz , per dirne focaccie , Se altre viuande 5 oltre che arrof ite fiotto il fuoco non hanno difgu fieno le fapore . 96 L* Erbe tutte (e pure potiamo pervaderci, che nella diuerfità fi a no innumerabili) tutte, dico, fono differenti da quelle, che habbia- moin Europa . La Porceli accia , ò Portulaca, la Felce, la Bietola Tei¬ na ti ca , F A ceto fa , fuppongo, vi fodero portate da N offri , e vi fiano rimafie con cento altre, alcune delle quali tuttora fi mantengono, & alcune fi Ione imbafiardite ; n-è panni inuerifìmile , che taluolta le pic- ciole Tementi cadute à cafò,v’habbiano allignato, e taluna fi fia perdu¬ ta. I Cauoli,le Latuche,& alcune altre pianticelle Ortenfi germogliano due volte meglio, che in Italia, ma cofano fiudori, e di quando in quan¬ do conuiene mutarli la Temente. Le Zucche, ò Cucuzze,che dire voglia¬ mo , sfoggiatamente credono , e tal una non potrebbe efler portata da due huomini . Il Rafano ingroffa nel primo anno, quanto il braccio di vn huomo , ma pofeia infenfibilmente perde fe fieflo , Se il fuo Teme . 9 7 II GRANO , che in Europa vulgarmente chiamafi Frumento, fe , colà LIBRO PRIMO. 39 colà trafportato fiiemina , in vece dì maturare , crefce in Erba più dì vn’ huomo à Cauallo. Verdeggiano con lo fteflfo vigore i fieni, cioèà dire T Erbe Campeftri , laonde ingombrando le Campagne nè effen- doui le publiche llrade, incommodano grauemente il Viandante Euro¬ peo., chefmarrfce la dirittura di quel luogo doue è incaminato, & elfen- do veilito, all’ oppofto de Neri , che vanno ignudi , tutto s’ infuppa di rugiada; vero è che quella cadendo copio famente, rinfrefca a fufficien- za il terreno, che ricoperto dalla (Iraordinaria altezza di elfo, tutta dol¬ cemente la beue ne cocenti bollori del Meriggio. Edècofacerta,che fe laDiuina bontà non haueife proueduto di quello refrigerio, farebbe imponibile ,che vi germogliarle vn filo d’ Erba. Oltre à ciò quando i Neri hanno il loro Inuerno , cioè del Mefe di Giugno, ò in circa, dando- ui il fuoco , non folamente purgano i Campi da ogni mala qualità con¬ tratta per le fonerchie pioggie , mà fnidanotanti animali velenofi , e tante fiere;co.ncìofiache fenza quello ripiego le Proni ncie farebbono in- habicabili, nè v’ è altro per fugarle da quelle vaile folitudini, e per lco- ilarle più che fìa polfibile da luoghi habitati . Ma in quella congiuntu¬ ra guai incontrarli doue il fuoco le caccia, imperoche dallo fpauen- to aizzate ad inefplicabile furore , veggonfi vnitamente correre, lan¬ ciarli , & alTalire qualiiuoglia ò Armento d’ Animali, ò Squadra di paf- iaggieri; in fomma non v’e fcampo; nulladimeuo i Neri pratici del tem¬ po , del vento , e quello che più importa, del ialire sù gli alberi, fcanfa- no per lo più quelli incontri, e fe vogliono fedelmente leruire,auuifano, {libito che da lontano due, e tré leghe s’accorgono dell’ imminente perìcolo .. pS De Fiori poco , ò nulla dirò, attefo che à chi non li vede ritratti col pennello(e quello farà quali impolTibile)fembrano hipperboli la va¬ ghezza , la varietà , e la viuezza de colori , in paragone de quali direlfi- mo pallidi, e femimorti quelli d’Europa. Neofiti ameni , & aprichi comparifcono Scene riccamate dalla ftelfa natura, che fcherza nel par¬ torire mollri anco trà fiori . Manca loro folamente la foauità, , e di po¬ chi , mi rammento , poterfi appagare l’ odorato . La Rofa. nollrale , e quella del Medico à grande (lento s’ alleuano , tuttauolta ne vidi tral- portate con incredibile {pela , fino.dall’ Europa in vafi di creta, e pom¬ icia mantenute , per non dire cuftodite , come gemmato vegetabile a forza d* inalbo , e di mille carezze. Vidi ùmilmente diuerfe forti di Geliomini , tralportati pure dall’ Europa , e forfè dall’ America, mà in progrelìo di tempo cangia rii m alcune di quelle bizzarie , chel arte , e la natura fogliono comporre . Vidi vna fpecie di Gigli la più vaga , la più candida , e la più ilrauagante cofa del Mondo; nullndimeno vn fio¬ re tanto eccellente , e raro rimane occulto , fconofciuto 3 e negletto in mez- FI0R1 , 40 libro primo, mezzo alle Sdue. Alcuni Bulbi, ò Tuberi sbucciano à confronto de noflri coi fudetto vantaggio de gl5 acecfi , e viuacillìmi colori : Vno tra gli altri fiorifce limile al Tulipano di Perda, con dodici, quindici, e ta¬ lora venti fiori , che à riguardarli con occhio filì'o , abbagliano? fono o- dorofi, e di qualche durata. Vip altro Umilmente à guifa di Giacinto Tubero fo caricarà ciafcuno de Tuoi rampolli con cento cinquanta, e du¬ cente fiori più piccioli , ma vaghifilmi , e competentemente odorofi . Vegli Animali T erre fi ri . BESTIE della Tenti 99 B Enche tutta 1 ’ Africa fia vniuerfalmente popolata più che dagli huomini , dalle fiere feluaggie , nulladimeno E LE* FANTE fembra , che P angolo di quelli Regni fia riferbato, come conile proprio per annidamene d’ ogni fpecie ? imperoche fiafi proprietà del Clima di fouerchio caldo , & humido, ò altra occulta cagione ,che genera cor- ruzzioni , certo ftà elferui copia incredibile di Moffri, e di feroci anima¬ li entro P acque , in mezzo alle felue , ne monti, e nelle pianure, dalle infidie, delle quali quanta moleftia fperimentino cotidianamente iMif- fionarij, mentre vagando per quelle Prouincie in bufea di Anime , fre¬ quentemente le incontrano , lafcio che altri con Pentimento di compaf- fionelo confideri . Degli ELEFANTI grande è il numero, ecceffiua la mole, e quafi in¬ domabile la feluatichezza. Dalla fola pianta elei piede di forma roton¬ da , e larga in diametro fino a fei, e fette palmi deducali la proporzione di quello cololfo , di cui vn dente di que‘ maggiori troppo aggrauareb- bela robuffezza di due Schiaui : malageuolmente s’ ad domenicano à differenza di quelli, che nafeono altroue ; laonde l’afpetto Polo atter¬ rile , hauendo conforme alla grandezza del corpo lento il palio , ma cotanto lungo, che andarebbono al pari di qualiìuoglia veloce corrido¬ re , e farebbono ftrage de paffaggieri, fe aggrauati dal proprio pefo, in» habilià volgerfi dattorno , & impotentià cacciarli ne’ lentieri anguffi, non daffero agio à chi che fia di fcanfarli , correndo per vie oblique fin’ à tanto , che la beìua oppreffa dalla franchezza s’ arreffi, & abbandoni P imprefa d’incalzare il fuggitiuo . Falfa è l’opinione , che gli Elefanti di quelle Foreffes’ addattino al carico nella guifa, che vediamo P altre Belile da fonia? è però vero , che oltre la naturale , e ffraordinaria fero¬ cità, il difetto procede dalla poca applicazione de Paefani, i quali non hanno incoftume,e fors'anche temono d 'affrontarli? toltane quella dif¬ ficoltà riufeirebbono più gagliardi , e migliori de gli altri . Inuecchiati che Piano , generano nel ventricolo vna Pietra , quanto vn Ouo diGal- lina , molle di fua natura, mà che efpofta al Sole s' indura , e diuenta ottimo Belzuarre. La Coda èpicciola con ferole grolle , e di sì gran pregio LIBRO PRIMO. 4 t- pregio appretto i Neri , che altre volte vna fola , & al preferite due al Lmo Setok più , compenfano la valuta d’ vno Schiauo , che in Italia tornarebbe a in quanto ìeflanta Scudi ,ò poco meno ; pigliano adunque le fetole di quella, ò della coda d' vn’ altra Fiera , detta Induro , e fe ne cingono il Collo , le Braccia, le Gambe , & il Petto, in vece di Monili, e di Collane di oro , riputandoli ben vile , e mefchino chi non ne va ( almeno ne giorni folenni , ne quali le prendono in prefitto ) ben proueduto , & adorno . In alcune Profonde dalle Concubine de’ Signori di condizione fi por¬ tano per {ingoiare loro diuifa d’ attorno alla Fronte 5 e molti per magni¬ ficenza ne formano ridicole acconciature fui Capo, à guifa delle Peruc- che in Europa , difdiceuoli , per dirla , ad ogn’ altro fembiante , eccet¬ to che alla fparutezza dì que’ Barbari, a quali fembra ben propria l’if- pida capigliatura delle fetole d’vn’horrida Belua. Per vccidere gli Elefanti , vfano induftria , & armi , cioè a dire lancie , archi robuftilfi- mi , e mofchetti 5 1 artificio confitte in profondare, à proporzione della gran Fiera , vna folla , coprirla di verzure , ed appianarla col rimanen¬ te della ftrada , fi cheprecipitandouifi dentro da fe fletta, rimanga priua d’ ogni fperanzadi poterne rifalire le Iponde . Alla ferocità, erobuflez- za di quella Fiera contrapofe la Natura, per abbatterla, vn’ Anima¬ letto di color rotto , grande non più d ’ vna Formica , e chiamali Infon¬ do : entra egli nella Probofcide , ò diciamo Tromba , parte neruofa , e molto fenfitiua dell’ Elefante , e tanto acerbamente la ferifce, che fma- niofo j e pieno di rabbia , mentre penfa liberacene , corre veloce per tutto , e douunque troua grandi pietre , ò robutti tronchi , gagliarda- mente dibattendola con nuouo, &infuperabile fpafimo , il primo dolo¬ re aggraua, ed in tal modo appretto, e vinto, cade, e muore : e pure tut¬ ta la di lui forza in elfa Probofcide confitte à fegno tale, che le più robu- lte piante , quanto vn fragile giunco , diradica , & atterra , & ogni gran pefo trafporta , lòllieua in alto , e trabalza 5 in fomma non faprei dire fe vi fia animale, che l’auanzi ,òl’ aguagli. Vn’ habitante di Mafianga- no raccontauami , che poco dittante dalla Città, vno di quelli iù vedu¬ to alzare conia Probofcide due Schiauiinfieme incatenati, e pittarli fo- pra vn’ Aliconde, Albero di ftraordinaria altezza ; e di vn’ altro che sù le riue della Coanza nella fletta maniera hauendo atterrato vn Coco- drillo , con tanta gagliardia frà due robuftiflìme Piante lo dibattè , che alla fine 1* vccife; e pure fembra incredibile, che il Cocodrillo non pof- fa difendere fe fletto , & offendere V inimico . E’ fama , che P Elefante, quando vede cadauerid* alcuno della fua fpecie , & anco d’huomini, radunando rami , e pietre , quali applicato à formar loro vna catatta , liièpelìifca, e nafconda in quel modo , affinché dalle Fiere oltraggiati non fiano * Il Midollo delle Gambe anteriori riduceli à forza di Sole in F , vn 1 Al PAN» GUAZZA, ò fra (Sacca felnatica . ALCE, gvan Bejtia » 41 LIBRO PRIMO, vn perfettiffimo Ralfamo per gli Afmatici . Li Móciconghi lo chiama¬ no Nzaui , e gli Ambondi Zamba. Tanto ha detto per {ufficiente no¬ tizia di quella Fiera , di cui con altre offeruaziom più proprie à quelli d’ altre Regioni , i Naturali , e gl’ Illorici diffufamente hanno fcritto . 100 Le IMPANGV AZZE fono vna fpecie di Bufali, òdi Vacche feluatiche , nel corfo velociiìime , e di due altiffime corna sù la fron¬ te armate. (Quando rimangono da Cacciatori ferite , corrono all’ odo-* re della poluere , e del fumo dell’Archibugio, onde, per ingannarle, conuiene loro vfarediueriì ftratagerai 5 niàpiùd'ogn’ altra cofa proue- derfi d’ vna fcala , ò di vn certo ordigno proprio di quelle Nazioni , con cui velocemente afcendendo la formalità di qualche Albero , {campano la vita . Così coliumana la Zinga Reina de’Giaghi , quella di cui mol¬ to à lungo m’ accaderà decorrere : & io più volte con pencolo di recar¬ ne morto , incontrai alcune di quelle Fiere , mentre , o fuggiuano, ò in- calzauano gl’ ifteffi Cacciatori . Conuiuono , e pafcolano vnite , qua- fi Mandredi 200. e 300. inlieme . IlLeone ingordamente, per diuo- rarle, ne fa llupenda caccia . Sono varie di colore , altre roffe, altre ci- nericcie , ed altre nere. La midolla dell’ offa è vn’ ottimo rimedio, per diffoluere gli humori freddi, eia fua carne cibo faporito , e di perfetta foilanza , Del Cuoio fabricanfi Targhe, e Scudi tanto refluenti, che la- violenza di qualfiuoglia tiro d'arco non può penetrarli, e tanto grandi, che incuruandoh alquanto il corpo , tutto lo ricuoprono : laonde mi dò à credere , che ageuolmente s’ acconciarebbono , come quelle di Dan¬ te , e di Ceruo in Germania. io 1 Tra le Beilie fflueilri , delle quali in Italia habbiamo notizia , e nelle Regioni Settentrionali non mediocre abbondanza , vna è 1’ AL- CIQ , ò Alce , dal Volgo detta la Gran Bellia, da cui vniuerfalmente vien creduto, non digerire quella, che in quella Etiopia chiamali Ncoc- co , e ve n’ ha quantità grande in alcune Selue; benché di Clima total¬ mente oppollo alla gelata Sarmatia , &alla Noruegia, doue più cheal- troue, per eifer loro più confaceuoli i pafcoli,& il freddo, ilupendamen- te fi propagano . Della virtù dell’ Vnghia di quella Fiera , oltre à ciò , che da molti fitroua fcritto, la cotidiana efperienza autenticali cre¬ dito, nè v"è chi fappia opporui ; màper bufcarla con quelle proprietà ,> che fi ilimano neceffarie al buono , e ficuro effetto , è da fiperfi che , foggiacendo quelto Animale ad alcuni accidenti(non so fe di appople- fu ,0 di oppretlìone di cuore) quand’ egli fente mancarli, alza il piè fi- niilro , e con 1’ Vnghia toccandofi dietro all’orecchio, immediatamen¬ te rifana : conuiene per tanto coglierlo in quel punto , & vcciderlo; con quello riguardo', che il Sole ha in Ariete, e che egli non fiali per anco, accoppiato con la femmina 5 cautele tutte, à mio giudizio, molto rigore- LIBRO P R I M O 45 Te , e quafi impraticabili ;anzi sò di certo , che fenza quelle' offeruatio- nis’affronta in alcune ottime, benché non riefcano Tempre di quella vigoroTa , e fingolare attiuità. La Tua carne è cibo affai buono, & il Tuo Cuoio valeà gli Etiopi per ripararli le gambe , a foggia di Stiualet- ti , e per coprirne le Calie . 102 Le IMP ALL ANCHE animali di color roflìccio, e bianco, del¬ la grandezza d' vna Mula , hannole coma diritte , ed attortigliate, on- de dal numero delle piegature confrontali quello de gli anni. La car¬ ne loro molto bianca li mangia , benché lia infipida ; ma quando vanno in amore è molto nociua . Dal ventricolo del Mafchio cauanfi alcune pietre, le quali, oltre à molte virtuofe qualità, Ti Tperimentano efficacif- fimo contraueleno, con auuertenza però di leuarle Tubito,vcciTala Fie¬ ra, affinché il calore putrefattiuo delle vifcere non la Iquaglfied in que¬ llo modo quantunque nel cauarle liano tenere, e molli, tuttauolta L ambiente dell' aria à poco à poco le indura ; Quelle bellie vanno, co¬ me le Topradette , vnitamente in tante (quadre . Palla per inuiolabile decreto tra la gente Giaga , di non lafciarle entrare ne Campi , oue gli Eferciti Hanno raccolti, nè di mangiare la loro carne; e quando acca¬ da alcuna trafgreffione , collumano con molte cerimonie lauarfi, e mon- dilìcarli tutto il corpo • 103 Non mancano CERVI chiamati Gulungos, Viadi, e Bambi amendue quafi della medefima fpecie co’ primi,e Capre Teluatiche, tut¬ ti fenza le corna, ò pure Te le hanno, eccedono appena la lunghezza del dito pollice : quelle Capre inuecchiando , generano nel ventricolo vna pietra, ò fia materia croftacea poco differente dal vero Belzuarro, Te non vogliamo dire che fìal' illeffo. La carne loro è bianca, e toltane la Cagione , che s’eccettua neH'Impallanca , credefi di nudrimento fo- ftanzieuole, c fano . Molti Negri per diuieto fpeciale fatto loro da Pro¬ genitori, e da fallì Sacerdoti non ofano cibarfene , aderendo, che li contrafacientis’ infettano di fchifofa Lebbra, il che non Tuccede a gli altri. Per me dòpoca fede à quella loro afferzione; mà fia comunque fi voglia, non dobbiamotanto affolutamente ammettere, che vi con¬ corra il Demonio , conforme correi’ opinione , attefoche vn cibo iitelio può cagionare diuerlì effetti , fecondo la diuerla difpofitione di chi le ne alimenta j e più tolto m’imagino, che 1* inganno prouenga dalla ce¬ cità de medefimi Negri, i quali ageuolmente equiuocano ne termini, deducendo vna confeguenza vniuerfale dalle jifemefie d’ vn’ acciden¬ te particolare, e che in quella materia,cosiperfuafida Miniltri di Sata- naffo, concludano che lia pena della trafgreffione quello, che none, Te non mero effetto di vna caufa naturale . io^ QVIMBVNGI è vna fpecie di Lupi gran ladri de Cani,edegli p 2 Armen- 1MPAL LANCA. CERVI . ®VIM- NGI . VOLPI , TIGRI* LEQtfl* 44 L I B R O PRIMO, Armenti, e molto auidi deU’Qgliodi Palma: temono d’ affrontare gli huomini , e può crederfi effetto delia Diuina Prouidenza , la quale con tal mezzo impedifce la grande drage , che di quelli (attefa la loro ingordigia , e la trafcuragine de5 Neri ) indubitatamente farebbono ; concioliache fpinti dalla fame ,confueta loro infermità, entrano tre, e quattro vnitamente nelle Capanne , e quanti ritrouano lopiti nel Ton¬ no , & inhabili à pori! su le difefe , vccidono , e diuorano . La carne di quella Fiera mangiano gli Etiopi, e con le budella mitigano i dolori co¬ lici, e del ventre. 105 Trouantì poche VOLPI, e quelle col naturale loro grido met¬ tono paura a tutta vna brigata,peroche le genti auezze à prellar fede à molte fuperflitioni , non è gran fatto , che da fomiglianti ganniti caui- nopronoflici ; vero è, che V acutezza dell’odorato , di cui e dotata que¬ lla Fiera naturalmente,la conduce in quei luoghi, doue qualcheduno trouafi hauer corrotta, ò infetta la malfa del l'angue; sì che incalzata dall’ appetito di goderfi qualche putrido cadauere, con le grida moflra fentire il cattiuo odore di perfona,ò di animale indifpollo,e confeguen- temente in pericolo di morire quanto prima ; toltone ciò , farebbe gra¬ ne errore il credere à fomiglianti augurij . La carne di effa mangiano i Neri ; e della pelle vedonfi tal ora le perfone più agiate nelle fede fo¬ lcimi , portandone vna intiera tutta diflefa fui petto . 1 06 Innumerabili, e fìerilfime fono le TIGRI in quella Etiopia, fan¬ no gran macello d’ huomini, e pollò dire, che, non folamente fette huo¬ mini armati non poterono ammazzare vna fola, eh e gli aliali, ma di più vno vi rimafe morto , e tutti gli altri malamente feriti . Il cedo è horri- bile , ma la pelle tanto ben macchiata , che merita veramente di copri¬ re le (palle de’ gran Signori, come appunto collumano . Quando i Pae- fani danno fuoco alle Campagne , guai à chi le incontra , attefo che fo¬ no velocilfime piu d’ ogni altra Fiera . 107 I LEONI, àdid'erenza di quelli, che altroue nafeono, veggon- fi fenza le confuete chiome, grandiflìmi, & horribili; laonde oltre la fie¬ rezza , nella quale tutti gli altri auanzano, col folo afpetto fommamen- te atterrifeono : e inefplicabile il danno, che recano in cotefle regioni , effendouene in gran numero , e tanto animofi , che alle Fiere ideile , & à gli huomini eziandio armati non la perdonano ; bada dire che talora hanno difertate le Contrade , 1 Villaggi, le Terre, e le Prouincie . Vna volta ne contorni, dout io dimoraua, in pochi giorni più di cinquanta Perfone rimafero miferamente sbranate: perquedi frequentiffimi acci¬ denti gii Etiopi, incontrando il Leone , fe gl ’ inginocchiano dauanti, e con la voce , e con le mani moftrano d’offequiarlo, de’ quali fegni, pa¬ re, eh’ egli fommamente fi compiaccia. Intefi à dire, che alcun a. fiata le Donne LIBRO PRIMO. 4T Coirne del Paefe, vedendoli alle flrette , nè hauendo altro partito , fi ’pogliano del panno,che le ricuopre;e la Fiera, quali abbonendo di ve¬ lerie ignude , altroue fi fugge. L’ Vnghie , & i Denti fono in molta fti- na apprefl'o i Neri , e quelli di Loango compenfano vn tal regalo , con imandare à chi le dona , Schiaui , Panni d* Impunfci pregiatiffimi, e ;ofe fimili del loro Paefe . 108 Trouafi nelle Forefle vna fpecie di CANI feluaticì , macchia- cane fei. :i fui dorfo à guifa delle Tigri , feroci , e di acutiffima dentatura molto m^t0 * aene armati. Affrontano le Mandre > &iCuflodi, e quando manca lo- o da prouederfi di Capre domeniche , delle quali fono ingordilfimi , yanno molti infieme ( nella guifa che farebbono i più auueduti Caccia¬ ni) in traccia delle Seluaggie , imperoche, ordinatamente difpoflùal- :ri attendono à difcoprire, altri ad incalzare , altri à flringere , e cufto- ilire ipafìfrin fine con molta fagacità riducono la Fiera colàjdoue,ò l’al¬ tezza di qualche balzo toglie ì' ardire alla fuga , òdouela moltitudine ie’ Compagni è (ufficiente ad vcciderla: così campano quelli animali , ma , fe la fame li tormenta, affettano , e sbranano eziandio gli huomini. 3fferuo che naturalmente non latrano , nulladimeno molti vniti infie- ne alzano vrli fpauenteuoli creduti pronoflico di qualche ftrano acci¬ dente . 1 09 Quell ’ vtile , che in Europa godiamo de gli Animali da carico, :ioè degli Afini, de’Caualli , e de’ Muli , trafcurano i Neriper mera in- ingardaggine di gouernarli, ò per V imperizia di maneggiarli, fomenta¬ ta fenza dubbio da vn fciocco timore di falirui fopra .1 Portoghefi fola- mente per proprio vfo gli hanno introdotti , nè fi prendono penfiero di multiplicarne , come ageuolmente potrebbono,i branchi, contentan- dofi di pochi , per non accrefcere di fouerchio le forze a i loro nemici . no La ZERB A , Animale feluatico , è filmile al Mulo con la pelle ZERBA. bianca curiofamente Ditata di nero : Ella è molto veloce , e fe P addi- meflicaffero , tengo che indifferentemente portarebbe huomini , e gra- ui fome. NelRegno della Binguella fituato nella medefima Coffa di Angola in tredici gradi, verfo il Capo di Buona Speranza, veggonfi più che in altra Prouincia innumerabili Mandre di quelle Beflie , & i Pae- fani le vccidono,per mercantarne la Pelle . in Nel fudetto Regno, e fua Commarca, trouafi vn’ Animale chia- ABBA mato AB AD A, ò ALICORNO fomigliante nella corporatura, ben- damali che maggiore, ad vn Cauallo, tuttauiaìe fattezze della tefla pare s'ac- corno . coflino più à quelle del Ceruo 3 porta due corna , vno in fronte , 1 altro nella commiffura delle narici , amendue di molta virtù . 112 ABB ADA , ò NDEMB A chiamano i Mociconei vnaltra Fie- abba - ra , che nelle Prouincie più mediterranee del Congo propriamente an- NDE nida; ra. ARMEN TJ» BVOI &c . NSESSI* IMBUIS¬ SE y Ò 1N1SSI. 4 6 LIBRO P RIMO. iiicla ; .nferìfcono edere come ilRinocerote dell’India , e perche non la vidi , fe non dipinta , dirò eh' ella è armata di va corno nella punta delle narici j laonde non hauendo li tre corni difpodi, vno sù’l nafo, T altro in mezzo alle ipalle , e ’l terzo sii la Ichiena , nè meno le grandi, e ro bulle fquame , delle quali fcorgefi armato il vero Rinocerote , m’ induco à dubitare che ila più rodo vna fpecie di Vacche feluatiche dotata di qualche naturale proprietà limile à quelle del fudetto: rac¬ contano gl’indiani , & anco gl’ ideili Conghed lo confermano , che la' pelle ridotta in poi nere , e didemperata in acqua , guarifee le dilfente- rie ; che arrodita al fuoco purga le piaghe , tergendole con l’infufione della Indetta poluere : ilmededmo afferifeono di quella delle vnghiey per mitigare le febri, e per ageuolare alle Donne il parto: che il fan- gue liquefatto in vino, fermi ogni fluitone , applicato alla parte infer¬ ma , e che ridagtii le violenti emidioni delle emmoroidi, e delle narici, e che il Corno lìa perfettiffimo contraneleno . 1 1 1 Le Capre , e le Pecore , trafportateui fenza dubbio dall Euro¬ pa , fono aliai più picciole, ma altrettanto feconde, due volte all'anno partorendo due ,e tré Agnelletti per ciafcheduna fiata : non danno la¬ na , compenfando queda mancanza col latte, che i Neribeuono ichiet- to, lenza faperlo feparare 5 epochiffimi fono quelli, à quali da noto l’artificio di coagularlo . 114 I BVOI , e le VACCHE, per difetto d’indudria inalfuefarle alle fatiche , ferbanfi fenz’ altro profitto , per fola grandezza da Signo¬ ri, da Principi nelle Piazze , e ne’ recinti delle lorohabitazioni. 1 1 5 NSESSI della datura di vn Gatto, di colore cinericcio, e quan¬ to alle fattezze fìmile alle Gazelle con due picciolillime corna in capo, è animale dotato di tanta timidezza, che nell* atto di bere, entrato nel- l’ acqua, e aflaggiatone vn forfo , fubitofugge , e di nuouo rientra , e torna à fuggire; nell’ ifieifo modo pafcolando non fi ferma, e quafi da Cacciatori fofìe del continuo incalzato, corre, or à queda, or à quel¬ la parte ; mangiali per deliziofa viuanda la iua carne , e della pelle fa- bricanfi le corde , che più robufte dell’ altre riefeono , per incoccare le treccie ne gli Archi . iió" L’ÌMBVISSE, ò INISSI èpiù grande d’ vna Lepre, & àguifa dell’ Ericcio tutto di picciole fpine armato : vicino all’ orecchie ha due offerti, che fembrano picciole caluarie di vn cadauere fpolpato;portan- fi legati al braccio finidro , tanto che tocchino la carne , e fono proua- tilfimo rimedio alle infiammazioni renali; ma è da confiderare, che po¬ di tal ora per mauuertenza con la carne , ò ancora feparatamente vi¬ cino al fuoco, perdonotutta la loro virtù : I Neri mangiano yolontieri di quello Animale , & alcuni Portoglieli hanno creduto, che fia cibo fa¬ ll illimo, & opportuno per attenuare gli ardori febrili « Il GAT- LIBRO PRIMO. 47 1 17 II GATTO d’ Algalia,che i Mociconghi chiamano Nzima , e gli Ambondi Lufuì, è propriamente il Gatto del Zibetto, il quale lo ge¬ nera in vna certa veifica , ò borfa aperta , fituata vicino alle parti, do¬ tte efpurga il corpo ; e per elfere fìeriifimo, con grande ftento, e pericolo della vita i Cacciatori glie lo cauano, ftringendo violentemente l’Ani¬ male, dopo d’ hauerlo ridotto in qualche fito angullo , à forza di nodofi baffoni ; indi con vn certo lìromento di legno nettano la fudetta V eifi- ca da quello humore , di cui è ripiena ; e quello è il vero Zibetto , che pofcia in tante, e tante maniere adulterate li fpaccia 5 ma non giammai fchietto, e lineerò: hò veduto venderlo à pefo d’oro col vantaggio d’ vn quarto per oncia . 1 1 8 ENGALLI è nome, che molte fpecie di Cinghiali comprende, tutti feroci, e moleftilfimi à cotelie contrade : nella mandibola in ferio- re hanno due denti lunghi, & acutiflìmi, co'quali infallibilmente fquar- ciano tutto, quello, che incontrano: nella loro tefta dicono trouarfi vna pietra creduta perfettiifimo antidoto contro le febii, e contro qualfiuo- glia veleno. 11 9 SVTE’ è vna fpecie di Topi di colore berettino affai fofeo : la virtù loro co nfilf e in ri fan are il mal caduco: caminano fotto terra, fi che, olferuandolì da colui, che ne va in traccia il fito,doue è rimolfa, fer- mandoui fopra i piedi, ageuolmente gli alfedia, e li prende. E’ cibo di grande /lima comunemente apprelfo i Neri , e gli Europei; laonde ri- putarebbefi mefehino chi per quella viuanda non hauelfe i fuoi Caccia¬ tori; mà fe li troualfero, come tal volta accade , annidati nelle loro Ca- fe,gli hannoà fchifo , à cagione delle lordure , delle quali fouente s* ali-' mentano . Molti Etiopi con la confueta fuperflizione rigorofamente s’ allengono di mangiarne per diuieto, che ne hanno da loro Antenati , mà con vn combattimento sì Urano dell’ ingordo appetito , e dell’ ap- prenfione di qualche calligo, che io veggendoli in quelle anguilie, do¬ po hauer fatta la parte mia , per toglier loro quel folenne inganno , era eoilretto ridermi di tanta fce in piaggine . 120 De CAMALEONTI ve n’ hà copia incredibile in quella Etio¬ pia : dimorano per ordinario iopra i tronchi , & i rami d’ Alberi , alfine di cibari! di ogni animaletto, che vola; efìendo falfiflimo, che l’Aria fola fia il loro foilentamento ; anzi non folamente delle picciole Zanzarét- te, ma di alcune Locuileye di qualche picciolofeme,e frutto della terra fi alimentano. Giorgio Margraue de Animalibus America racconta eiierii talora trouato nel ventricolo di eifì farina diMandioca,granidi Sagina, e feme di Limoni, e che haueuanoeferementi come gli altri animali. Il Camaleonte e il tipo della pigrizia, peroche, prima di muouere vn paifo, dimena E vn 0 de’ piedi gran ipazio di tempo , quali non ofa poiarlo in terra; GUITTO d’ Algaha. E NG AU¬ LÌ. SVTE CAVA* LEONTl 4S LIBRO PRIMO. terra : comuni ili ma è 1* opinione , che la vicinanza dell’ oggetto gli pre- Iti vna certa mutazione di colore, ancorché egli naturalmente lìa tra verdiccio , e terreo ; in fatti mi perfuado , che dermi dalla fottigliezza della fua pelle , e dal poco cibo , di cui fi nutre, mercè de’ quali acci¬ denti riceue vna qual ità , quali diafana , efufcettibile di qualche alte- razione;anzi di tanta, che baili à farlo parere cangiato di coloreje quin¬ di gli è facile deludere la diligenza di chi lo cerca, peroche, per naturale idinto,fi ferma Tempre fopra quegli oggetti , che nel colore apparirono più omogenei, e confaceuoli al ilio; si che fopra vn tronco, bramo d’ Al¬ bero, ò fopra la nuda terra appena fi didingue . I Cacciatori, nel voler¬ lo prendere , fchifanod’incontrarlo in faccia, attefo che (bazzicato à fdegno , fchizza contro l’ aggrefiore vna faliua tanto accefa, e morda¬ ce , che lo accieca; anzi dall’ altezza de’ rami, doue dimora, fe vede fermarfi qualche animale fotto di fe, gocciolandone perpendicolarmen¬ te vna baua su la teda di quello, Tauuelena, e l’vccide. Tanto ofier- uai del Camaleonte, picciolo di corpo, longo poco più d' vn palmo, con i piedi , e le gambe à guifa de' Ramarri , e delle altre Lucertole , con la coda alquanto ripiegata , e dentata a foggia di fega . 1 2 1 Ogni Prouincia, perla diuerfità de’ pafcoli, ha molti Animali, e piccioli , e grandini fembianze ignote , e draniifime , non tanto à noi Europei , quanto eziandio à gl’ ideili del Paefe ; peroche la Natura qui, più che altroue , fcherzando nello accoppiar Modri à Modri , pro¬ duce le non finte Chimere . Ma troppo farebbe volerne riferire didima¬ mente le Angolarità , «(blamente mi prendo arbitrio, per defcriuerne at¬ omi de* più rari, benché non modruofi . L’ Infidi è Animaletto di pie- dola mole , lungo di corpo, e di coda , la cui pelle tengono in gran pre¬ gio i Neri. GlNGI . 122 II CINGI fomiglia al Gatto feluatico , ammantato di vna pel¬ le morbidiflìma , e tanto ben macchiata, quanto quella della Pantera, per lo che. da Grandi à gran colio viene ricercata . NSPSSI* 123 II NSVSSI , creduto anch’egli il Gatto filuedre, ò vna fua fpe- eie, non è più grande di vn Cane, mantellato come èia Tigre, con gli occhi fuor di modo lpauenteuoli ; laonde farebbe gran terrore delle Campagne , perche ve n* hà vn numero troppo grande , fe altrettanto timido non folfe . sci MIE, 1 24 Delle SCIMIE,e de Gatti volgarméte chiamati Maimoni, non faprei raccontare la diuerfità si nelle fattezze , come ne colori . Di que- de Bedie feluaggie, e fieriilime, che talora danneggiano, anzi difer- tano le V ille intiere, trouafi , che peruenute ad vn eìirema vecchiezza, generano nel capo , e nel ventricolo vna pietra di molta virtù, fpecial- niente per li Capogirli, e per le Paraliiie . Non mancano altresì Coni- LIBRO PRIMO. 49 gli , Lepri', & altre Seluaggine , le quali da’ Neri tengonfi in pochiffì- mo conto . 125 Ma troppo auanza ogni credere ciò, che fono per dire intorno alle FORMICHE formidabili inuero à quelli Regni , per effere di mol- tiflìme fpecie, e tutte fommamente dannofe: Infondi, ò Infongongi chiamanfi quelle tanto infefte à gli Elefanti ( come poco addietro rac¬ contai) fagaci in attenderlo su leriue de’ Fiumi per affai irlo , all’ora quando , in atto di cacciarli la fete , abbalfa la probofcide : cosi effe , piccioli animaletti affrontano quel gran Coloffo delle Fiere, e l’ veci- dono . De gli altri animali ancora, ffanfi di qualfiuoglia fpecie , fe loro viene il colpo di coglierli all’ improuifo, e foprafarli , mentre dormo¬ no , effóndo loro naturale di andare vnite , e quali, dirò, nel tempo op¬ portuno , certa cofa è , che ne fpolpano affatto i corpi , e li diuorano : per quella cagione quando li fcuoprono entrare in vna Cafa , conuie- ne , benché ila di notte tempo ( come fouente i Noftri Mifllonarij han¬ no fperimentato) immediatamente abbandonarla. In alcuni luoghi, do- ue più frequente , anzi continuo è il fofpetto, i Neri , prima di porli à dormire , affìcurano tutto quel fito , attorniandolo con vn buon fuo¬ co, ò con le brace, ouero diligentemente, hauendo cercato il foro, per doue potrebbono sbucare, iui pongono fenza alcun rifparmio (affine di trattenerle) carne di Capra , di Polli , & altro. Rare volte cleono fuori ne’ tempi afeiutti, ma bensì ne piouoll. I Rè di Angola, vo¬ lendo fegretamente far morire alcun Reo, legati al mefehino, e piedi, e mani, l’ efponeuanoad effere conproliffò tormento acerbamente con- funto dagl’ Infondi . 12 6 Gl’INZEVI formiche nere, grandi quinto le maggiori d’Italia, nonhabitano nelle Cafe,mà folamente fuori,e sù le ffrade: la loro mor- ficatura reca per due , otre ore acerbiffìma doglia . Confiderai più vol¬ te 1 ’ induftria di quefti animaletti, i quali, vfeendo à procacciarli il vit¬ to, vanno fempre in numero quali infinito inficine, & in tal modo riparti¬ ti, che vno di lorofembra effere guida di tutta la fquadra,e che vn’altro rimanga alla retroguardia; quindi fe accade che l’vno di quefti due refti vecifo, fubito i Compagni, che fe n’ auuedono, lo cercano, e lo fotterra- no, deputando vn’ altro alla medellma incombenza : ma quello, che re¬ ca piu marauigliafièil vederli tutti in gran facenda , per riconofcerel’ vccifore ; e con (Ingoiare iftinto hauendolo riconofciuto , tutti vinta¬ mente affediarlo ; ed in vero fe non è ben (ollecito à porli in ialuo con la fuga , Io cuoprono tutto , & in poco tempo lo diuorano . 1 27 Le Formiche SAL ALE,ò Nfalalè di color rolìlccio,e biaco, po¬ co lunghe di corpo, ma rotonde affai,fono le peggiori di tutte l’altre, ro¬ dendo qualfiuoglia refiilente materia, che non ha ferro, ò marmo; que- G ffe FORMI¬ CHE delie JAIS ON¬ DO. mzEVi . SALALE' E d: tré al¬ tre fonie . COCO- DRILLÌ t irretir! Aafibij « 50 LIBRO PRIMO. /le entrando in vna C a fifa di Panni lini , ò di altra forte , nello fpazio di vintiquattrohore, il tutto annientano ; nè vi è luogo ficuro per ripararli da effe : in vna fola notte fanno lunga llrada, coprendofi ftupendamen- te col terreno , del quale , con maellria quali militare , alzano trincie- re: mà quello, di che più mi ftupij, fu il vedere le loro Cauerne . Nel noftro Ofpiziodi Mal/angano vedetfìmo vn picciolo buco nel mezzo del Corridore , e fcauatolo, ritroualfimo vna foifa doue s'annidauano così cupa, che vn huomo agiatamente potea capimi. Nella Fortezza d’Em- bacca, doue io dimoraua l’anno id'57. vn mio conofcentehaueuain vn fitoaltoda terra più di fei palmi collocate due pezze di Panno d’In¬ ghilterra; vfcirono quelle Formiche per vn buco quali inuifibile, ene corrolero più di quaranta braccia. In molti luoghi , sò elfere accaduto, che rodendo i pontelli , e le Colonne di legno , hanno atterrate le Fìa- bitazioni, I Padri Giefuiti nella loro Chiefa diLoanda prouarono po- co menche F vltima mina di quell’ Edilìzio; peroche appena furono in tempo di auuederfi, che nel di dentro delle traili lauorauano alla ga¬ gliarda ; e fe poco più differiuano di prouederui , tutta la fabbrica len¬ za dubbio farebbe caduta ; per impedire adunque vn tanto grane dan¬ no, pofero attorno all’ Altare , e ne’ muri, doue poggiauanole trauatu- re , molto file , vnico rimedio contro l’infolenza di quelle Salale . Vn' altra cofa molto rara olferualì di quello animaletto , il quale potrebbe chiamarli tipo della politica ciuile : alcuni aprendo per curiolìtà i loro conili , vi hanno ritrouato vna cauernetta pur di terra, feparata , e ro¬ tonda, dentro di cui congietturafi, che vi tendano il loro Rè . 128 Euuipoi tra le altre vna Formica nera,picciola,e di fetore tan¬ to penetratalo , e puzzolente , che qualunque volta tocchi, ò s’auuici- m ad alcuna viuanda , è imponibile gallarla . 119 Vn’ altra fpecieguernita di due ali , dimora fotcerra,e n’efce folarnente , per rinouarle; nel qual tempo i Neri , che ne fono ghiotti, quanto lìano de’Grilli, delle Locuile,e di altri fchifoli animaletti, fanno vna buona caccia , per diuorarfele inarficciate , ò crude , come cofa la più faporita del mondo . 1 30 Altre, nè più , nè meno puzzolenti , e di fìerilfima puntura annidano ne gli Alberi , e dentro le foglie, rendendo perciò , fe non af¬ fatto impraticabile, certamente molto pericolofoF afcenderui. Quan¬ to al rellante di molte altre da Mociconghi didimamente confiderate , non illimo necelfario allungare ildifcorfo,per defcriuerÌe,hauendo data inficiente notizia delle più nociue . 1 3 1 Due forti di COCCODRILLI comunemente chiamati in lingua del Paefe, Gandù, ò Ngandù, infettano quello Clima; altri fono terre- llri, altri dimorano fempre inacqua, e tutti quadrupedi? benché per elfere LIBRO PRIM O. 51 dfere fpecie di Rettili, & Anfibi;, pollano annouerarfi tra* Serpenti . I terrefiri hanno la pelle macchiata , come le Serpi , e la tefia lunga , & acuta limile à quella del Tallo;amano inghiottire la carne degli Agnel¬ letti , ma molto più quella de’ Polli ; onde comunemente chiamanti la¬ dri delle Galline : la loro carne è molto bianca , ma , per quello che mi vien detto , difficile à digerirli ; nulladimeno 1* ingordigia de Neri fé ne foddisfà, come di cola molto delicata . La ciurma de’ Sacerdoti, ò di¬ rò meglio, de gran Fattucchieri di cotefte Contrade acconciano il cuo¬ io di quelli Mo Uri, e formandone pofcia, con 1* inuocazione degl* Idoli, cinture, bende, ò altro limile , le difpenfano nelle adunanze à quelli della loro Setta , che le reputano cofe fagre , e di rara virtù . De Pefci , dt Serpenti , e di altre Fiere di quejìa forte . 152 ^T"‘Rà molti , e diuerfi Pelei , de’ quali abbondano que- 1 Re Regioni (alfine dieuitare con la proliffità il tedio) penfodeferiuerne fidamente alcuni pochi de più iìngolari; e tra elfi da¬ rò il primo luogo ad vno chiamato da gli Europei PESCE DONNA, e da Conghefi Ngullù-à-mafa , bello di nome, ma di fattezze fparutopiù ATG Fi¬ di tutti: ha la bocca fquarciata, ma picciola, rifpettoà quella divn‘ ^m^ct altro, che fi crede effere il mafehio; c lo tengo per il Tritone famofo nel¬ le fauole , come forfè la femmina potrebbe dirli vna Naiade de gli An¬ tichi 3 la dentatura è limile à quella del Cane , leali s’ allungano fino à mezzo il corpo à guifa di braccia, terminando in vna figura ripartita in cinque deta à foggia di mano , benché affai cartilaginola , e mal fatta ; la coda lunga più di tre palmi , e le poppe (dalle quali mi perfuado,che riceua il nome) lòmiglianoquelle di vna Donna. Non è fiato poffibile darlo ad intendere precifamente à chi ne fece 1* imagine , e di colà mi dimenticai farlo ritrarre 3 tuttauolta il mancamento rimanga corretto dalla cortelìa, e dal giudizio di chi legge rquefiopefee, per quanto po¬ tei vedere ,hà vna pelle, che dalla collottola difeende , fin’ al principio della coda , e lo ricuopre à foggia di manto; onde mipenfo, ch’egli den¬ tro vi s’ auuolga , e forfè anco in effafiringa i Tuoi parti, quando gli al¬ latta . Delle cofte formanfi c^rtiglobetti al torno, e s’ infilano come sueoffaiì Rofarij, ottimo preferuatiuo dalla corruzione dell’ aria, erimedio ad mAtaynm ogni fiuffione di fangue 3 ma per hauerle con la loro perfetta virtù , con- uiene incontrarli , che la Fiera non habbia patito commercio con altra, e formarle dell’ vltime due cofiarelle. Tanto olleruoflì per lunga efperienza; fi come ancora di due altri olfetti vicini alle orecchie, gio- ueuolià molte infermità . La fua carne ghiotta al palato, altrettanto è nociua allo fiomaco . IPefcatori, cauando alcune folle vicino alle fponde de’ Fiumi, le riempiono d’acqua, tanto che il Pefce ingannato Pefce SPA DA . PICCO rp- ku[ìtffmo . ^2 LIBRO PRIMO. vis* ingolfi , $caH’hora con loro comodità vuotandole, ageuolmentc lo prendono , eflcndo di natura pigro, e totalmente d'impaccio à fc Ikffo . 1 3 3 II Pefce SPADA affai ben noto ne' Mari di Sicilia , in cotefìi di Etiopia è molto maggiore 5 la fua Spada non è lifcia, ma tutta denta¬ ta di punte acutiflìme refiftenti , e valeuoli à combattere con le Bale¬ ne , nell’ incontro delle quali fi fcorge la gagliardia di maneggiarla; pe- roche adoperandola , non altrimenti che vna Scimitarra , fenza mette¬ re vn colpo in fallo , ferifce, e fende di sì fatta maniera quel Gigante dell’ Acque, che da ogni ferita verfando copia di fangue, à poco à poco li fuena , e muore . 134 Poco diffnniledal fopradetto è il Pico, ò PICCO , armato, à guifa dell’ Vccello delfuo nome, di vn’acutiffimo Roitro , ò badi due lunghiilìme punte alla cima delle narici, e del mento, con le quali à vi- ua forza vrtando ne fianchi d’ vna Naue^aflerifcono , chetrapaffi le ta- uole: Cosi raccontano effere accaduto ad vnVafcello, che folcaua P Oceano in compagnia di vn* altro, fopra di cui nauigauano alcuni de* Nodri nella feconda Miffione : fentirono il Capitano , & i Marinari in tempo di notte vn colpo grande fott1 acqua ; per lo che, doppo diligen¬ te petquifizione , trouarono ,che il Picco fortemente P hauea inueliito; e fu grana d’iddio, che foprafatto da timore, tentando di sbrigarli, lafciafle confitte nell’ ifteffo legno V armi fue , che di già erano pafiate alla parte interiore di quei groiììffimi tauolati , come doppoi fu inoltra¬ to LIBRO PRIMO. sì o a tutti li Falfaggieri ; imperoche , fe le hauefle potute ricauare, fenza ubbio per quel foro farebbe entrata 1* acqua con euidente pericolo di immergere la Naue . 135 IlPefce VOLATORE notiflimo nell* Oceano, per ifcanfare e infldie del Pefce Dorato , alzati à volo fopra 1* acque 5 ma appena fo- tenutolì vn poco in aria , manca à fe llelfo, e miferamente piomba nel- e aperte fauci dell’ inimico , che fott’ acqua Lhà precorfo, e di mira ‘ attende . Di quelli abbonda il vallo Oceano, à profitto della pefcag- ;ione , e per folazzo de” Nauiganti • 1 16 1 Pefci detti CORVINE , de quali tal vno è lungo otto palmi , ìanno nel capo alcune pietruccie di gran virtù , e nel ventre voua pre- iofe al guido j mà di maggior pregio , doppo che difeccate all* ombra , >e, fettamente impietrifcono . 1 3 7 II TIBVRONE , ò T uberone, detto ancora Pefce Cane, arma- 0 di cinque fila di denti , olcremodo acuti , odia fieramente 1* Huomo , e rare volte le turme de Pefcatori vanno efenti dalle inlidie di quello ; 1 che non ne paghi qualcheduno di loro la decima: così m‘ accadde di vedere nel 16 6 1. alla foce del Dande ; e nel 1666. fotto i miei oc¬ chi , vn tale , che fi gettò in Mare per lauarli , immediatamente, den¬ ta poter riceuere aiuto , alfalito da vno di quelli Pefci , fu diuorato ; e fe bene in ogni tempo infuriano , maggiormente il fanno , quando dalle fmanie del naturale appetito di propagare la loro fpecie agitati, guiz¬ zano, e falcano per tutto, fembrando appunto Moflri arrabbiaci in mez¬ zo all’ acque. 1 3 ^ VOLA¬ TORE. CORVÈ NE. TIBV - RONE . SPIL¬ LONE. C HE IO¬ NE. LINGUA. DO. coco. D R ILLl Acquatici . $4 LIBRO PRIMO. i ?8 Lo SQVILLONE habitatore dell' acque dolci , lungo vn pai¬ ni o,gue mito attorno alla picciola bocca di alcune filaccia, è delicatilli- mo al gullo , anzi da fe Hello tanto pingue, che lenza ingrediente di altr5 oglio , nel Tuo proprio grado bafteuolmente lì condifce. i 3 9 II CHELÒxME Pefce di Mare dimora nell* imboccatura del Fiume Coanza 5 e dietro le fpiagge di Loanda : di elio ne fanno gran pelea , e gran conto i Portoglieli , e gl’ ideili Neri , à cagione dell' oglio che da elfo fi caua per le ferite, e per le lucerne ; eftrahendofi il primo à forza di Sole , il fecondo col fuoco, P vno , e P altro di molta vtilità, & elquilitezza . 140 il Pefce Linguado è il più faporito , anzi di miglior lòftanza de gli altri. Il Pefce Elefante , òNfonge lungo non più di vn palmo, c mezzo , ha la fua picciola probofeide , come appunto V Elefante terre- lire, ma la bocca picciolidirna , & è cibo delicatillimo • Non v* lu¬ che dire , che quelle fpiagge , godendo perpetua tranquillità , non ab¬ bondino di moltittimi Pelei 5 &ilmedefimo mi perfuado fia nel corlò dell’ altr’ acque , benché , per edere fpinofi , riefeano aliai più molefti , che faporiti 5 ma che gioua tanta copia , fe gli habitatori , che da Porto- ghefi appreferoil mefiiere della pelea , fol tanto v* applicano , quanto da quelli ne vengono taluolta limolati ad efercitarla . 1 4 1 I Fiumi Dande , Bengo , Zenza , Coanza , & alcuni altri , oltre le lagune di quelli Regni, fono oltremodo infettati da Cocodrilli diffe¬ renti da quelli di terra , peroche viuono nafeotti dentro P acqua: ven’ ha de'lunghi fino a trenta palmi, {ufficienti con la lorogagliardiaà rouerfeiare le Barche, per diuorarne gli huomini. Vna fiata dodici Schia- ui , legati con vna fola catena , andauano per attingere acqua nel Fiu¬ me , quand* ecco vn Cocodrillo , atterrando il primo , feco tratte tutti gli altri , e diuorolli . Vn’ altra volta ne rimafero infelice preda fino à fette , & vn’ altra cinque , fenza poterli difendere . Partorifcono da fettanta fino à cento voua poco minori di quelle del Cameloilruzzo, elecuoprono con arena su le fponde de’ Fiumi, afpettando, che il Sole le fomenti col fuo calore , e ne faccia vfeire i piccioli Cocodrilli ; di quando in quando riuedendoli, fin che fia tempo di condurli al natu¬ rale albergo dell5 acque . Dal ventre di quelle Fiere cauano i Neri al¬ cune pietre fiimate potentittìmo contraueleno, fi come ancora le fudet- te voua , delle quali vanno in traccia , e le mangiano, come co fa molto {ingoiare, e preziofa. Sottole Zampe anteriori hanno due tumorià gui¬ tta di borfette , le qualidifleccate, fpirano incredibile odore, mà di poca durata . Ferocemente combattono infieme la Boma , & il Cocodrillo , e non abbandonano la zuffa , fin che vn di loro non rimanga abbattuto , e morto \ 0 che amen due fianchi , e laceri , perdute le forze , perdano LIBRO PRIMO- $$ ]uella rabbiofa voglia di ferirli . I Sacerdoti Idolatri pretendono d’ ha- aere 1* arte iicura di affafcinare quelle Fiere, e di fai uà re dalla loro fie- ezza chiunque s* afsicuradi prendere da elsi non sò quali compofizio- n fuperftiziofe , e diaboliche ; ma bene fpelfo gli vni, egli altri vi la- ciano la vita - Vdijfopra ciò raccontare vn cafo, che per hauerne ve- iuto rifcontri in altre occalìoni , vi prellai fede, nè voglio pretermet- :erlo. Alle fponde della Coanza, vn’ Etiope fegnalato incantatore, agni qual volta gli montaua il capriccio d ’ oftentare la propria brauura, ragunato il Popolo , borbottaua certe fue parole , al fuono delle quali , comparendo vn Cocodrillo,& accomodandoli in atto d’vbbidirlo,traf- portaualo su ’1 dorlò all’oppofta riua 5 Accadde vna volta , che la Fie¬ ra non fu pronta à di lui comandi 5 per lo che adirato, s’imaginò co- fringerla con replicati fcongiuri, Raggiorna di minaccie: comparile alla fine, e conforme al confueto , fe lo recò sii ’l dorfo 5 ma pemenuta appena , dou’ era vn gorgo futficiente ad annegarlo, rouerfciollo , e l’infelice morì ; recando il Cadauere cibo al ilio portatore , e F Anima ^locauftoal Demonio , di cui era grande Minifiro. Vn’altro cafo li¬ mile a quello luccedctte ancora nel Fiume Lucala in vn luogo chiamato Scilla : con tutto ciò , quanto fia malageuole difluadere i Neri da quelli diabolici, & in faufliricorfi, lo vedremo nel profeguimento dell* Ilio- ria. Confelfo all’ immenfa bontà del vero Dio , nel di cui potere poli fempre ogni mia fiducia , che fenza tanti preferuatiui , dame h amiti in abominazione , pallai illefo più di 300. volte, Laghi , e Fiumi ripieni di Serpenti , e di Cocodrilli ; e non di rado ve ne rimafero di coloro , che ufi accompagnauano 3 ma fingolarmente di quelli , che appunto fenza mia faputa proueduti delle folite fattucchierie , tencuanfi più lìcur, , e la mia religiofa. confidenza dileggiauano . Infiamma farebbe più da piangere , che da replicarfi la mifera ilrage , che per ogni conto fanno i Cocodrilli in cotelle contrade. Vidi io pure nel Villaggio d’Ifcole, mentre palleggiano dietro il Fiume Zenza, comparirne vno in quattro palmi d^acqua, e mentre dodici Huomini,con vita Donna lì sforzauano di traghettare la loro Barchetta, velocemente afferrando quella loia , e mefchina femmina , che da tanta gente non puotè elfere ditela, fe la portò fott’ acqua, nè mai più comparue . 14% Il C AVALLO detto MARINO, perche nella tefta, e nel dor¬ fo raiìomiglia alquanto ilterreftre, annouerafi fra Pefci, e come tale ne giorni di digiuno liberamente fi mangia . Il ceffo di quello Molino è fpa- uenteuole , la fortezza delle gambe, le quali terminano in vn zoccolo di forma rotonda , fembra infuperabile, peroche con effe getta a rouer- fcio , e manda in pezzi qualliuoglia Naue di quelle, che valicano i Fiu¬ mi j la dentatura di duplicato giro, tanto nella parte di fiotto, quanto nella C AV A L- LO MA¬ RINO . I Pietre di molta effì* cada , quanto for¬ midabili . $6 LIBRO PRIMO, nella fuperiore vedefi inarcata , tutta di vn pezzo , tagliente , robufta ? valeuole ad infrangere tutto ciò , che (Finge , & è guernita nella man¬ dibola inferiore di due altri denti lunghi vn palmo, e mezzo, à guifa di Cinghiale , difpofti per afferrare la preda ; lì pafee in terra , partorifee in terra , e nulladimeno quafi del continuo nuota ne Fiumi . Caueraili da vno di detti tanta carne , quanta da vn groffo Bue , gu do fi fino eh' è frefea , dilpiaceuole quando è difeccata al fumo ; forfè per non efferui P induftria di faperla condire, come fi douerebbe . Vicino alle di lui orecchie generanfi due Pietre della groffezza di vn’ Vouo di Gallina, delle quali, ridotte inpoluere, coftumano prendere quanto cape in vn cucchiaro , diffoluta in acqua 3 e l’approuano per ottimo rimedio àfpez- zare le Pietre delle Reni, e della Vellica. L’Vnghiadel Piè finiltro, cauatagli nel Mefe di Marzo, e prima che s’accompagni mafehio à fem¬ mina , gioua à coloro , che patifeono duflìoni di fangue . Pafcolano , e dimorano fempre vniti in tante mandre , con si bell’ ordine , che fem- brano Truppe di bendifciplinate Corazze, trouadofene tal volta lino a 3 5. e 40. indeme 5 colà che rende Ipauento ad ogni gran cuore 5 tanto è pericolofo rincontrarli , e’1 rimanerne sbranati : difficile imprefa fi è P affalirli , e farne caccia; peroche^ fe a cafo dopo di edere feriti , fopra- uiuonojguai alla vita di colui, che non è follecito allo fcampoconla ve¬ locita del corfo,òcon la deprezza di falire qualche luogo, douenonpof- fano giungere ; ma fopra tutto è orribile lafmania dell’ amore, combat¬ tendo per le femmine con tanta hrauura, che accompagnati ad effe, non LIBRO PRIMO, S7 le laiciano mai inuendicate ; e ben pare, eh’ effe corrifpondano, vicen- deuolmente amando i figli) alla cullodia de’ quali vegliano indefefle; per lo che i Paefani , dal tempo, e da certi contrafegni annettiti, allun¬ gano il camino, & in quello modo fcampano le furie di quell’arrab¬ biata gelofia. 143 Gran copia di Serpi hanno quelli Regni; e quantunque alcune serpi di color verde ; & altre cinericcie fiano credute priue di veleno , tutta- ' uolta lono di quella fpecie, e tanto balli . Vna forte di color nero, lunga dieci palmi in circa, chiamata Suis ,ò Npifi, òNfuis,hà proprietà di fputareinfaccia,efearriuaà toccarla con quella fua velenofa lìd iua, indubitatamente accieca; per tanto , chi ne va in traccia , e vuo¬ le amazzarla , procura di porli molto lontano , attefo che, non ollante la natura habbiaproueduto di rimediami col latte di Donna , in ogni modo, colui che n e tocco, rimane fempre imperfetto, perdendo il fenfo di quella parte, doue il veleno lo colpì. Halli per ottimo rimedio alle Scrofole , e agli altri morbi gutturali, il portare appefe al collo due , ò tre delle fue olla, di quelle appunto del gozzo . Ella è molto auida de gli vccelli, e gran ladra de Polli, al collo de’ quali s’auuitticchia, fino à ftrangolarli: nè sò,fe vi fia tra tutte le Serpi vn’altra, che più brauamen- te fappia difenderli quando è in cimento d ’ effere vccifa . 144 La BOMM A Serpe anch’ella, annida in terra, & in acqua; non BOMMA ha veleno ,e la di lei carne molto faporitagullali fenza nocumento; nel SeìPe* rimanente è vno de’ fpauenteuoli Mollri dell’ Etiopia , lunga 2 5. fin’ à 50. palmi, e qualche fiata affai più: ha la formalità della fua fieriffima co¬ da di vna materia molto refluente, incuruata à foggia d’ vncino, ò di picciola falce ; &in quella parte, doue efpurgafi il corpo, và proueduta d’vn’ altro llrumento,che fembra vna tenaglia, per afferrare, e mettere in pezzi qualiilia co fa : non teme di combattere conqualfiuoglia Fiera, e fpecialmente con il Cocodrillo; anzi che tal vna fi è ritrouata hauerne in corpo la metà d’ vno de’ più grandi . Per eflere più ficura nell* affali- re huomini , e beffcie, s’ attacca con la coda à qualche tronco ben robu- Ho , ò grande pietra ; e guattando la preda, fe le auuenta , fenza fallire il colpo , l’ annoda , e pollala in mezzo a quella fua forbice, 1* infrange; indi aperta 1‘ horribile ilrozza , non altrimenti di quello faccia la Vipe¬ ra col Rofpo ( come più volte io lleffo ho veduto) à poco à poco l’ ingo¬ ia fino ad empirfene il ventre ; mà perche alla louerchia grauezza del cibo non può loccombere lo llomaco , perdendo 1’ vlo de’ fenfi , s ad¬ dormenta: e quello per appunto è il fio, ch’ella paga di lua voracita;im- peroche , fi come , e per l’horrendo mollro eh’ ella è, e per la lua velo¬ cità, farebbe imponìbile trouarfi arte , o ardimento per affrontarla; co¬ sì trouandola fopita in quel profondo letargo, corrono 1 Neri, per farne H Pieda ANFISF SEME* MV AM¬ BA. NOAM. BA « NB AM¬ BI, BVtA, CORAL¬ LO Serpe $$ LIBRO PRIMO, preda, accoflandofele molto da vicino, e con lancie, e con qualfiuoglia forte d’ armi, deliramente P vccidono . Tal volta mie accaduto veder¬ ne di vinticinque palmi, proportionate in altrettanta mole di corpo; la¬ onde , al foìo confiderare vn sìgran Coloflb , conobbi, che non era hi- perbole il racconto , che mi fu tatto di vn Cerno , che fu ritrouato in¬ tiero nel corpo d’ alcune di elle ; perche fuppoilo , che in quelle Regio¬ ni dano priui di coma , conforme altroue notai , mi perfuafi poter etfer verillìmo vn tal prodigio . 145 Alcune Serpi hanno due tede collocate sii le due eflremitàdel corpo, e credo dano le vere Amfiiibene, Sono cieche, ma tanto vele- nofe , che in vintiquattro hore danno la morte , nè truouafi contrauele- no, cherifani. 146 Vn* altra detta MVAMBA , grolla quanto la cofcia divn’huo- mo, lunga 30. palmi, e velocilfima , inghiottifee la Ndamba . 147 Quella NDAMBA, Serpe anch’ella di molti, e molto diuerfi colori macchiatajungaypiù di vn braccio, col capo fchiacciato , come la V ipera , è tanto velenofa , che fe tal vno la percuote , e fubitamente non gittada fe il baffone, immediatamente dilatafi il veleno , e ne ri¬ mane vecifo . Paffa tra la medefima , e V Elefante vna molto fiera ne*, miftà ; laonde pare , che lo vada cercando , per alfalirlo : e balla folo , che polla pungerlo nella Probo feide, che fenza dubbio ramazza . 148 La NB AMBI Serpe non lunga , ma grolla, combatte con la co¬ da ; ma trouafene vn’ altra aliai più velenofa , e temuta, perche effondo del colore della feorza degli Alberi, auuolgendoiì attorno ad effi, tende aguati, e difficilmente fi difeerne ; per lo chegl’illeflì Neri , per ocula¬ ti che lìano , e vadano fempre guardinghi, e fofpettofi, vi lafciano bene fpeffo la vita « 149 L’ E VT A macchiata di molti colori, col folo tocco imputridi¬ re i membri , induce fpafimo, & vccide : tuttauolta il di lei fiele ferue per infallibile contraueleno , e lo fpacciano dilfoccato per ottimo anti¬ doto contro gl i altri veleni , e quando non fia adulterato, mi perfuado che rielea felicemente , 150 Non vuò mancare di fcriuere quello che notai in Pernambuc- co, Porto infigne del Brafile nell’ America . Vidi vna Serpe frequenti^ lima in quelle parti , vergata di tre diflinti colori , nero, bianco, e rollo; ma quello tanto accefo , vago , e ben difpofio , che fembra monile di fi¬ nirmi coralli , e chiamali per appunto la Bifcia del Corallo, altrettan¬ to velenofa però , quanto bella • D aleu~ LIBROPRIMOi 59 151 Di alcuni Vccelli piu confider abili . ^Roppo ci farebbe che dire intorno a volatili, attefa la quantità delle fpecie , diuerfifsime da quelli d’ Europa VGCEL - LI» aia tanto perfettamente dipinti nelle piume , chel’ efquifita finezza di ;anti colori, de’ quali comparifcono adorni fembra àgli occhi de’ rifi* guardanti vn belliflimo incanto • Per non diffondermi adunque, rillrin- go tuttala deferizione à tréfoli. Il primo fia il PESCATORE, così !^q^A ietto , perche con l’ acutezza dell’ occhio , benché voli molto in alto , feorge acutamente il Pefce , che nuota ne Fiumi, ò in Mare 5 & appena :onofciutolo boccone perii fuo appetito, piomba à dirittura ad arruf¬ farli nell’acqua, & vfeito fuora con la preda nel becco, proportionatif- fimo per quello affare^effendo lungo più d’ vn palmo, fe la diuorajfe pu¬ re da vn’ altro Vccello della fua fpecie, ingordo anch’egli , non le ven¬ ga altrettanto improuifamente rapita; il che con mio piacere fouente offeruai . Diceuami tal vno del Paefe , che quello Vccello per vna rin¬ goiare inclinazione colluma cibarli di non so qual Pefce , che dimora nelle correnti più precipito fe, e nel più cupo fondo di effe . Sò che il racconto delle proprietà di quell’ Vccello darà poca materia d ammi- ratione ad alcuni, perche in Italia , & altroue ancora trouanfi Vccelli pefeatori, i quali s’empiono il Gozzo di Pefci al pelò di 2 5. e 30. libre; mà non ho voluto tralafciar cofa, che paffa per tanto merauigliofa frà gli habitatori di quelle parti . 152 Ben (lupendoèl'illinto di vn* altro Augelletto, grande quanto sengo , vn Patterò ,echiamafiSENGO : fubito eh’ egli ode, ò vede qualche 0 fa del me- Paffaggiero, comincia à cantare Vuichì, Vuichì, che in lingua Ambon- f' da dinota mele , mele, e volando d’ albero in albero, lo conduce , doue le Api hanno fabbricatigli Aluearij,ed iuifi fermaci Viandante adun¬ que piglia il mele, & egli dipoi fi pafee di quello, che vi rimane . Degna prouidenza di Dio , affinché negli eff emi bifogni della fame , à chi ca¬ mma per luoghi abbandonati , non manchi qualche aiuto 5 laonde più volte , mentre in euidente neceffità , e quafi in pericolo di vita , io non fapeua doue chiedere fouuenimento , con quello impenfato fauore fui bafleuolmente proueduto. Per quello rifpetto il Sengo è in molta ri- ferua appreflo di ogn’vno,e guai à chi ardiffe di vcciderlo, perche fen- za dubbio ne farebbe grauemente punito . 153 Più de’ fopradetti è ancora da (limarli vn’altro picciolo Vece 1- letto , mà quanto vago da vedere, altrettanto diletteuole all vdito ; aUÌCOiaqiia atteloche tutto il fuo talento impiega , principalmente fui far del gior- f ànimo a no, in proferire , e ripetere con voce quali articolata, e perfetta, u ian- ^ cbrijio^ to Nome di Giesù Chrillo j sì che trà quelle Selue , incontrandofene tal Hi volta Opimo - So L I B R O PRIMO. volta molti, e molti infieme , fembra che gareggino in lodarlo, e bene¬ dirlo . Motiuo in vero da intenerire il cuore de’veri Adoratori del gran¬ de, e vero Iddio: e certamente chi potrebbe trattenere le lagrime, con¬ templando, che ne gli vltimi confini della Terra , doue à grande (lento cuui chi pofia con tutta libertà predicare le di lui Glorie, e doue la gen¬ te , per lo piu Idolatra , viue in continue beftemmie , habbia prouedu- t o di creature irragioneuoli , le quali col folo naturale iilinto , ripeten¬ do quel facrofanto Nome , eccitino negli huomini più feluaggi vn defi- derio di conofcere chi egli fia ? Mentre in compagnia di Frate Ignazio da Valfalha dimorauo in Maopongo Corte del Rè Angola Aarij,uno di quelli Augellettisù 1* hora delpranfo veniuaà ricrearci, fuegliando in noi vn indicibile confolazione fpirituale, etra le dolcezze del canto , cibandoli aneli* egli di quanto gli porgeuamo, e piazzandoli nell’ ac¬ qua, che haueuamo vicina al nollro Tugurio, d’indi fi partiua, per ri¬ tornare il giorno feguente ; con che ci trattenne lo (patio di tre Meli, e hauerebbe feguitato molto più, Te vna Fiera non ce F hauefle, lenza che lo potelfimo difendere , fgratiatamente vccifo . Parimente nell’ O (pi- zio di Loanda ogni giorno ne compariuano due , e mangiauano , e be- ueuano , e cantauano con molta dimellichezza , ricolmando le Anime noftre di liraordinario diletto • LIBRO PRIMO. 61 Opinione circa, il numero della Gente , che halita nel Congo . 1 54 T Efelue, eie folitudini, che ampie, e frequentiilime ritro- I i uanfinel Regno del Congo , e ne’ conuicini, diedero ap¬ parente fondamento di aderire, che pochi fiano gli habitatori di ehi, rifpettiuamente à molti altri Regni , che ne fono ripieni . Corroboraua quedo concetto il crederfi da alcuni (benché falfamente) che nella Città di S. Saluatore, principaliffima tra le altre,e Metropoli dell’ idef- fo Congo , fi contafiero non più di cinque mila Perfone , ò in circa , e nelle altre Capitali di ciafcunaProuincia, non più di due fina quattro mila j e le altre Terre, per grandi che fofiero_,malamente arriuar potette¬ ro à ?o.finoà 50. fuochi: ciò non odante,ardifco aderire elfere la gente del Congo (edaquefta argomentarono degli altri due Regni) aliai più numerofa di quanto altri troua fcritto, ò s’ imagina . Primieramen¬ te perche il Regno , non ofiante qualche finembramento per le riuolte accadute di alcun tempo in qua (peroche per l’ addietro, quando v’ entrò la Fede , che faranno circa due Secoli , il fuo ambito era quali di mille , e fettecento miglia ) in ogni modo è rimafto molto ampio , e non fembra hauer patito notabile diminuzione , fe prediamo credenza alla relazione de’ più pratici del Paefe , fecondo il parere de’quali, il domi¬ nio di queda Corona si edende per vn tratto immenfo , ma impratica¬ bile verlo 1’ Anzicana : Secondariamente perche le Forede , & i Bof- chi non occupano , fe non P ottaua parte del Regno, e non fono abban¬ donati affatto , dantiandoui molta di quella gente , che facilmente ad ogni difagio s’ accomoda: Terzo , perche , fe la fola Contea di Bamba metteua in armi quattrocento mila huominiper lo palfato , & al dì di hoggi fi calcolano per ducento mila, che diremo di tutto il Regno, computando huomini, e femmine, fanciulli, e gente inhabile alla guer¬ ra ? Auuiua altresì quedo mio argomento la moltiplicità degli Schiatti, che di codà in ciafchedun’ anno fi ncauano,per trafmetterli al trauaglio delle Caue in America , afcendenti fempre à circa 1 5. mila ; e ciò non riefce difficoltofo , fpefandoordinariamente i Gentili tante Donne a lo- ro piacere, quante ne pofiono alimentare (cafo che non fiano efie che fodentino li Drudi , come fpeflo accade) fi che efiendo la condizione di codoro molto falace , e prolifica , veggonfi quede concepire, e parto¬ rire con quella fecondità, che fanno le Pecore , cui fotnigliano , per non dire che le auanzano nel fozzo appetito della fenfualità ; quindi non è gran cofa ritrouarfi molti genitori carichi di fefianta, finoàcento figli¬ uoli , quantunque all’ immondo diletto di hauerli procreati vada quah fempre confeguente la difapplicazione, & il difamore di allettarli, e 1 an- fia difgrauarìene , non curando di venderli Schiaui à Mercatanti Euro- §}uc f?i Re¬ gni non me • dtocreimnte p opulati . LIBRO P R i M O, Ó2 pei , & Americani : Quarto, fe le guerre ciuili, e le (Laniere , non ne confumaflero in gran numero (come accade Anno per Anno ) morireb¬ bero di fame , ò farebbero corretti mangiarli 1 ' vn 1* altro , non oftante che la Terra dia , in capo à dodici Me fi, duplicatala melfe de fuoi frut¬ ti. Aggiongelì allaftrage della guerra , quella delle Fiere, &à quella, quella del Demonio , che in alcune Ecatombe ( delle quali tratterò al- troue ) richiede facrifizio di huomini, en’efigge annualmente molte migliaia in diuerfe parti , doue per anco lì mantengono gli empi riti de’ Giaghi ; e finalmente ( feclufa eziandio la ragione potilfima de" noue- centomilla Combattenti polli in Campo dai Rè del Gongo l'Anno 166$, contro i Portoglieli) diciamo, che non èpicciolo argomento d'vn gran numero di Popolo il computo latto da noftri Miffionarij, nel quale appanfcehaueredìifoli,epochiinnumero, fenza eftenderlt fuori del Affretto, battezzate in brieue tempo feicento mila Anime . E non tie¬ ne alcuno recarfi à merauiglia quella alfertiua conclullone, quali che in¬ cluda qualche contradittorio } peroche , doue le Selue non lono affatto impraticabili , ò per la quantità de Leoni molto pericolofe , il rimanen¬ te èripieno di picciole , ma frequentillime Ville; e per la facilità di traf- portare , ò rimettere di nuouo le loro capannuccie , veggonfi gli habi- tatori difperfi per tutto nelle Forefte, nelle profonde Valli, fopra le inaccellibili cime de’ Monti ; benché, à prima faccia ,que’ tugurij , per la picciolezza , e mefchinità non comparivano; e per quello forli , e pernonelferuile populate Colonie , & i frequentilfimi Emporij, come negli altri Impcrij, non mancano di quelli, che chiamanodeferte,e pri- ue di Genti cotefte Prouincie : In ordine poi alla Città di S. Saluatore detta di fopra , ella veramente in tempo di pace farà populata di felfan- ta mila Cittadini , contro il detto di chi non era ben’ informato . De difetti naturali , c morali . Se ttfa dtW Idoneo e 155 O Trane cofe conuiene , che intraprenda à defcriuere la mia penna intorno à coflumi di quelli tré Regni , nèpotrebbe il genio religio fo non abborrire di pomi la mano ( fiali , ò perche li renda abomineuoli la barbarie, òincredulila totale difcrepanza, che hanno da noftri ) fe Flftoria , fenza la notizia di eflì potelfe rimanerti intiera, ò fe il trattarfi facende di vn Clima totalmente oppofto all’ Europeo , non facefle capitale , e fondamento nella fìncerità da me profeffata in defcriuere molte particolarità , alle quali io ftelfo, doppo hauerle pra¬ ticate , fui coftretto piegare la credenza. Mà non voglio già in quello racconto vniucrfale , che non v’ hà dubbio parerà maldicente , preter¬ mettere vna ragioneuole difcolpa, & efcluftone pretefa da me con tutta giufti- LIBRO PRIMO* «ì giullizia , àfauoredi tanti , e tanti buoni (che pure ve n’ ha fra peflimi) mentre etti , vfando la ragioneuolezza , e con la virtù facendo violenza alle naturali , e praue inclinazioni , quanto fi fcollano da’ comuni abu¬ fi, tanto è douere,che rimangano eccettuati dalla moltitudine, e fia con fomma lode riconofciuto il merito loro, il quale farà fempre più riguar- deuole, perche fra molti è molto (ingoiare. i$6 Hanno quelle Nazioni vna pertinace efillimazione della prò- tQlri ah'an*n'0 pria origine , tracciandola perla più nobile, ed eccellente di tutto il/? rana opi- Mondo, e a tanto flrauolgimento di capo giugne quella fienefia , che din0‘ non credo, che vi folfe Sauio della Grecia , cui dalfe l’ animo con 1 elfi- cacia del dire, pervaderne l’oppollo. S’ imaginano (per non elfere vfciti giammai dall* Etiopia) ch’ellafia la parte, non folamente più valla , ma la più felice , la più douiziofa, la più bella del Mondo; e con- ciofiache dall' ignoranza diramano gli altri errori, collantemente af- ferifcono,che nella Creatione dell’ Vniuerfo, a gli Angeli, & à gli altri fuoi confidenti MiniUrialfignalfe Iddio la cura di porre in aBetto tutto il rimanente della Terra , riferbando à fe folodi formare fecondo la fua fublime Idea , & a fuo genio i Paefi dell’ Etiopia , e fpecialmente i Re¬ gni del Congo ; quafiche tutto il rellante folfe ellratto dal nulla nell of- cura notte dell’ informe Chaos , e quella loia parte , con (ingoiare pri- uilegio,trà ferenilìlmi fulgori d’vn bel meriggio, la fua perfettilhma for¬ ma riceuefle . Quella prerogatiua fu fogno de Mociconghi, o fiano Conghefi, & elfi foli vorrebbonohauerne il pregio ; peroche (dopo le diuilioni che fuccedettero) quei di Angola e di Matamba, come mem¬ bri dell’ antico Regno di Congo, lo pretendono indiuifo ; e vicendeuol- mente gli vni a gli altri , fenza punto arrenderli , lo contrattano ; tanto eradicata quella (ciocca opinione , che gl’inganna, parendoli di vn ridicolo orgoglio , come ben lo dimollrano , quafi in ogni loro operazio¬ ne; che, gonfij per 1‘ eccellenza di quelli fuppolti principi) > e per la nobiltà delle loro imaginate Genealogie, con vna naufeabile pe¬ tulanza fi prefumono i primi huomini del Mondo, nulla pervadendoli de’ racconti , che odono tal’ora da gli Europei, intorno alla grandez¬ za, e magnificenza di tanti Rè, e Monarchi, intorno alla bellezza, & alle altre condizioni tanto vantaggiofamente eccedenti in molti, e molti Regni dell’ Vniuerfo . Siali pure alcun di loro ( e fono infiniti ) di origine veramente feluaggia , e bofchereccia , nulladimeno per verun m conto foftrirebbono di ellere chiamati lenza il pronome, e titolo di Don, dt f u e di Donna , che tanto fuona quanto Signore , e Signora: Quindi por- hu. tando i Bambini al Sacro Fonte quantunque miferubili , ne ha boia no altroché vnafempiice, e verde foglia ,in vece di panno, per copili ii, richiedi i Genitori del Nome, che li hà loro da imporre , prontamente nipoti- In quanta fltma i loro Rè . Grande aU baiU, e iap. pocagine» perciò poco (lunario gli Europei • molto f offe remi » tf4 L I B R O PRIMO. rifpondono, Don tale, Donna tale, e pure non poffeggono, nè giammai fono per poffedere vn palmo di terra: Tanto fi coffuma con rigorofo puntiglio indifferentemente fra tutti , e vili , e plebei ; à confronto de’ quali le Perfone di miglior condizione hanno altre offeruanze mifurate con P arbitrio della propria alterigia , per difcinguerfi tra loro , e fingo- larmente da fopradetti . Douendo dunque vna Pcrfbna inferiore parla¬ re con vna maggiore,© lo Schiauo al Padrone/ono cofiretti farlo con le ginocchia piegate , non altrimenti , che feoraffero à qualche Deità, e fe daffero minimo indizio di ritrofia, ò di trafcuraggine, con la violéza del baffone ben toffo fi riducono al pretefo douere . Ad vna tanta efiffima- zione corre di pari grado , ma in vna forma molto più magnifica, quella del proprio Rè , perfuafi, che tutto il Mondo non habbia chi l’ eguagli, ÒP auanzi in ampiezza di dominio, ò in abbondanza di ricchezze, ò in affluenza di qualfiuoglia bene; mentre ad effofoloi Fiumi, e l’Oceano, fenza mai rallentare, partorifcono, e portano leimmenfe caraffe di Lu- machette, delle quali vfa il Paefe in vece di metallo, e di moneta, quan¬ do che gli altri Potentati, non fenza profufione d i tefori,e confumo d’in¬ finita gente, fi lambiccano, per effraere dalle vifcere de’ monti la fec¬ cia, e gli efcrementi della ffeffa terra, chiamandoli pofcia oro, & argen¬ to , e tenendoli in confideratione dipreziofa foffanza ; le loro Campa¬ gne, per molto defolate che fiano,piu in abbandono alle belue, che ad- domefficate dall’ humana induffria , collantemente reputano effere giardini, de’quali l’Vniuerfo intiero, nè più ameni, nèpiù douiziofi, nè più feraci , nel fuo vado giro accolga ; per quello allorché vedono genti llraniere per le loro contrade, infiammati da gelofia, fubito ne fparlano, mormorando, che fiano colà venute, per cacciarli la fame . 1 57 La naturalezza di quelli Neri, atta fuor di modo à tollerare qua¬ lunque difagio, fe lo fpirito dettalfe loro di applicarli in offequio del vero Dio, non haurebbe pari, per accumulare tefori di meriti, e compe¬ rare iìcuro il Paradifo; laonde fenza hiperbole, in ogni forte di fofieren- za, nonfaprei produrre ilparaggio . L’andare poco meno che ignudi, non fe lo recano, nè à vergogna , nè à moledia ; lo llarfì col capo fcoper- to alla inclemenza dell’ aria notturna, ò a’ raggi del Sole più cocente , non è loro di noia , e non ne patifcono perciò diffillazioni , ò catarri ; il dormire all’ aperta Campagna eziandio in quel tempo , che à loro è più freddo, e di cui tanto temono, l’ hanno perbizarria giouanile,e baita ad efli ripararfi con vna femplice foglia il capo; il caulinare à piedi nudi fopra le pietre , fra le fpine , & i bronchi , toltine alcuni pochi, quefto è coffume vniuerfaliflimo ; P effmguere il fuoco, douunque s’ accende , con le mani , e co’ piedi ignudi , fenza rimanerne punto oflefi, reca ffu- pore, e dà indizio di vna pelle molto incallita ; il curarli da sè fieflì con iffra- LIBRO PRIMO. 6f Ikauagante intrepidezza ogni più profonda piaga , li fa credere ò in- fenfati, ò itrenui , ò fommamente robufti, auuerandofi ciò ancora nelle oro infermità, nelle quali, lenza medicamenti, lafciando che la Natu¬ ra col proprio vigore, e virtù, le fteffa aiuti, fe la padano; ed in fatti age- ìolmente lì liberano da grani malattie. 158 Ma incredibile parerà, che à tanto vigore, di cui da Dio fingo- larmente furono priuilegiati, altrettanto di pigrizia, e dapocaggine ef- fi contrapongano ne cotidiani,e domeftici efercizij, a’ quali il merobi- fogno di procacciarli da viuere ha forza di coftringerli;iI mio detto fon¬ dali nell’ efperienza; e lenza ferupolo polfono teftifkarlo quanti Euro¬ pei capitarono in quelle parti; peroche , non potendo elfi caminare à piedi, e douendo à queft’ effetto valerli delle {palle di elìì Neri, che per efercizio, ò per debito li portano dentro le reti , ò in qualfmoglia altro modo (donde hanno il fopranome diCaualli, e di Corridori) non dira¬ do fono coftretti confumare cinque , e fei giorni in vn camino , che al- :roue, e fenza incommodo in due giornate lì farebbe; ne ad altro afcri- uefi quello , fe non alla loro pigrizia ; perche trattenendoli à dormire, & à folazzarlì, trafcurano il frefco della mattina, e della fera, e dtfferi- fcono il viaggiare , quando il Sole è mai più cocente , per lo che di tan¬ to in tanto , aggrauati dall ’ eccelfiuo calore , fi fermano, e perdono tut¬ to il tempo : non ilio à dire quale fia la pena, & il tedio de poueri Vian¬ danti, sì per la pigrizia di colloro, à i quali non giouano nè querele , nè minacele, perche gli abbandonarebbono per poco in mezzo ad vna Foreila,sì anco perche non tutti polfono hauere la pelle, ò dirò me¬ glio, il cuoio duro, e rehilente, come dalla natura e dì furono proueduti . Molti haurebbono commodità di tenere animali grolìì, cioè à dire Buoi, Vacche, Caualli, Muli, e limili con grande emolumento proprio, e pro¬ fitto al publico ; mà ricufano di farlo , col preteso de fciocchi, e de gl infingardi, cioè di non volerfifoggettare alla cura delle Beìlie , e dero- > . OD gare ali antica Nobiltà del proprio lignaggio . 1 55) I Mundi Gongili (che appreffo loro , fuona Habitatori della Città , à dillinzione di quelli della Campagna chiamati Mobati ) fde- gnano fuor di modo qualfiuoglia efercizio, benché honoreuole; laonde, toltone il fopraintendere alli Schiarii, i quali portano l’aggrauiod’ ogni facenda, tutta la loro applicazione coniìlle in prendere Tabacco con le Pippe in compagnia d’ altri , oziofamente diuertendofi le intiere gior¬ nate polli à federe in circolo su la nuda terra, ora col canto, ora col dii- corfo; e quando pure, {limolati da qualche prurito di follenere con mag¬ gior decenza la famiglia , rifoluono di profittarli per qualche lira da , in talcafo impiegano Operar;’ nella tenitura de’ Panni Impufcì, nella fab¬ brica delle Stuoie, in tagliare legnami,& in fomiglianti facende,di mo- I do Riiif^heb • bot.ogagUav di» M7NEU GONG HI Cittadini , AT ì Villani loro e feroci . S che comincino ad affaggiarne il guadagno) fufficientementeinftrutti. 160 Trà tanto non manca loro vna certa fagacità, non so, fe debba dirkjin tuttomaliziofa,e mendicata,ò femplicemente fuggerita dal bi- fogno, alfine di ottenere tutto ciòcche loro detta l’appetito; pofciache, depoda ogni vergogna , importunamente affrontano chi che ila ; e fe il primo alfalto non fortifce V effetto pretefo , replicano il fecondo , il ter¬ zo, e tante fiate, fin che colui s’arrende à compiacerliiftrana cofa V vdir- li, il vederli prodrati, didefi in terra, comporre vnfafcio d’ encomij, di adulazioni, di motiui, di ragioni, alzando alle Stelle il ineritola nobil¬ tà, il cuore magnanimo, e la grandezza di quel tale, da cui qualche cofa pretendono ; ma fe à cafo , per elfere troppo irragioneuole la dimanda, incontrano o fcufa,ò ripulfa, tutto ad vn tratto in faccia à lui meddimo tinuerfando i primi concetti, sfrontatamente lo riinprouerano di crude¬ le, d' inhumano , di bediale, di Tigre; lì che , fapendofi lo dile del Pae- fe , pochi fono quelli , che prima d‘ impegnarli in qualche rifentimento contro la loro petulanza, non procurino d’ achetarli , condefcendendo in tuttofò in parte alle importune richiede . Codoro dunque no ammet¬ tono in conto veruno, nè in qual fi ila azione, quella tanto neceffaria modedia , freno ad ogni violentillima inclinazione ; peroche , tenendo occupato io fpirito da vna barbara infolenza competente all’ederiore nudità, e nerezza del corpo , tutto fi fan lecito, e tutto ardifcono , per confeguire ciò, che bramano; così accorgendoli talora, che lafincerità polla loro pregiudicare, con doppia faccia , e con vn linguaggio muta¬ bile, interponendo eziandio ipergiuri,niegano fui fatto quello, che nell* idelfo punto hanno aderito , riputandofelo à capitale di buon giudizio , non à macchia di riputazione , o di mentita . itfi L’ importanza del carattere di figliuolo legitimo, confidenti come punto di tanto pregio in Europa, & altroue, fembra non edere pe¬ netrata per anco alla notizia di cotedi Etiopi : Tanto dimando lpurio, quanto il legitimo,e naturale; anzi compiacèdofi Diamente della nuda fenfualità , amano, e tengono in maggior conto quelli , che nella efier- uefcen- LIBRO PRIMO* 67 jcfccnza de gli {regolati ardori procrearono, più che gli altri, béche fie- Concuhì f 10 foaui frutti dell’ honefto Matrimonio . Il tenere appretto di fe molte Concubine non deroga punto , fecondo il loro concetto , alla inuiola- aile condizione del Sacramento, nè digredita la Nobiltà , ò il decoro iel Perfonaggio , volendo dar à crédere di fpefarle per grandezza , non per incentiuo alla concupifcenza . Dicono che la pudicizia di vna Don¬ na non riceue macchia dalla varietà de gli amori, nè dalla quantità de¬ gli amanti, purché per principale riconosca il Marito: & in quetto gene¬ re grauiflìmi difordini fuccedono alla giornata;& in maggior numero fuc- cederebbono, fe le premure de’ Miflionari non inculcattero con ogni argomento,per far capire, e deteftare vna tanta difformità . 1 6i Precifamente reputano cofa dishonorata , e da fchiauo il rub- Rubare di bare occultamente, mà all 'oppofto il farlo à villa de Padroni, con qual- ntfcofto ri . lìuoglia violéza(echiamafi fanzare)ftimafiazioneda Grande;perloche i Signori, nell’andare da vn luogo all’ altro, douunque pattano, preten- travio u far dono d’hauere affoluta podellà d’ogni cofa, e di douer ettere fpefati etti, w e tutta la lorocomitiua,co lefollanze degli habitatori; perciò fenza vo- v ler afpettare, che altri fomminittri il bifogneuole, liberamente fe l’vfur- pano,prédendo quanto di bel lo, e di buono incontrano;nè v’hanno icru- polo di peccato, con dire, che lo fanno in palefe, e non di nafcofto,qua^ 11 che P effenza del fallo confitta folo nel rubbare furtiuamente , e non nella violenza contro tal vno, che non può , nè rifentirfi, nè difenderli, 16$ L’ Inuidia poi, male si perniciofo , dal cui liuore giornalmente jnuijiofi9 vediamo maltrattata la virtù, conculcato il merito, difciolti i vincoli della concordia, abbattuta la profperità delle famiglie ? e morirne dis¬ perati anche i più innocenti, non è la minore trà le praue inclinazioni di quelli Barbari; conciofiache, fentendolì al Cuore, quali acute fpme, gli auanzamenti, e le fortune altrui, prorompono in mille ribalderie, v fan- do infulti , e perfecuzioni, inuentando falfe impotture, calunnie, violen¬ ze, e tradimenti, per opporli a’ di lui difegni , e per deprimerlo, finche caduto dalla grafia del R.è,ò de’ Primati, liano licuri, che 1’ emulo non riforgerà mai più: malizioli in lòmiglianti prattiche a tal fegno, che ap¬ pena fe ne darebbe credenza à cento efempi, i quali potrei addurre , quando per euitare la fouerchia prolittità, non baftaffe concludere , che doue mancano di capacità, per addattartt ad ogni altro tludio , qui tut¬ to l’ingegno adoprano, e confumano; laonde fecotetti raggiri nonfof- fero nefande orditure, potrebbono gloriarli di vn’ ammirabile talento per fabbricare cofe grandi, come in quetto genere appunto ne preten¬ dono il vanto. 1^4 Mà tutti quelli efecrandi fentimenti fcufarebbe in parte la con- dizione del Clima, fe non li aggrauatte vn‘ altro più enorme diffetto, di re^ay,£).fa r - cui li figlinoli • F&iri t fi¬ gliuoli, fra* teliti foreU le y>endonfi per poco , 0 nulla • aiiie X dalle cieche menti de Conghefi la vana fuperRizione de troeravoae falli Dei, erano quegl’ infelici cotanto ioggetti alla tirannia del co- LblIdola^lt illune Inimico , che per tutte quelle Regioni, efiggeuane illimitatamen¬ te , e lenza oRacoli , vn nefando, e deplorabile tributo di Anime , e di CorpRmà doppoichealla notizia della Fede Decedette la douuta vene¬ razione , & il vero culto alla Diuina MaeRà , pare eh’ egli fi a molto ab¬ battuto , e feonfitto ; e certamente, hauendo F indefefla diligenza de \ Millionarij ridotta quella ChriRianità in buono Rato , aprefi vn grande adito , e ci rimane vna grande fiducia di eRerminarlo allatto ; purché a noRri argomentinoli s’ oppongano (come pur troppo cola iuole accade- Opposizioni è propefli della Santa Fede . Zelo d'alciiì ni Principi del Qongo . Opinioni fon tajliche. 7® LIBRO PRIMO. re) gli occulti flratagemi di alcutirfuoì Miniflri , i quali fomentando gli antichi errori , procurano à tutto potere di mantenere viua la ragione , ò per dir meglio, la Setta dell’ Auuerfario. itfy Di quello difordine tanto rileuantefe ne afcriue la colpa à certi maluaggi Chriftiani del Paele,Perfone di feguito , e di autorità , che per tema di non perdere la grazia de’ Principi Cattolici, con abomineuole hippocrifia , più che per fentimento di fmcera , & incontaminata fede , profeflano in apparenza la nodra Santa, e Cattolica Religione; mà in occulto fomentano, fauorifcono, e con ogni induftria proteggono i falfi Sacerdoti, i Stregoni ,Sd Fattucchieri, ne quali confitte tutto il nerbo dell’ Idolatria ; dimanierache , fe bene la pietà de’ Rè, e di altri Princi¬ pi , veri, Scottimi Cattolici, fi è adoperata, etuttauia s’impiega, per ifuellere affatto la perniciofa femenza di coiloro,non è però riufcito mai fortirne pienamente l’ intento ; conciofiache fcoperti , e difcacciati da vna parte , fuggono altroue , nè manca chi dia ad elfi ricouero , e fran¬ chigia; ò pure quando non poffano altrimenti, s’annidano nelle Fo¬ rese , feguitati mai fempre da gente della loro condizione ; mediante i quali aiuti, coltiuano gli errori, e doue la libertà gli alficura di più com- modamente commettere le infami fceleratezze , Scvfare le diaboliche fraudi , contaminano , e feducono molti ; peroche à cagione di guarire infirmità, edifpenfare preferuatiui , diuulgatafi fra 1 volgo la danza, doue dimorano , hanno vn concorfo incredibile , e infenfibilmente ac¬ quiamo credito, e fama . 1 6 8 Al buon zelo de’ Rè del Congo, & alla folecitudine de’Gouer- natori di Pernba , Bamba , e Sogno , deueliil vanto d’ hauer efpurgato il Regno, Se i contorni da quella contagiofa infettione;tuttauolta euui per tutto qualche occulto Miniitro di Satanalfo intento à dillurbare le Ottime prouilioni , per diminuire il frutto , Se i progredì alla Cattolica Fede . Il rodante de Paefi Mediterranei (piango à douerlo ridire) feor- gefi altrettanto ammorbato , nè farà sì facile il poterlo intieramente e£* purgare , attefoche di quando in quando le Popolazioni , e le Prouin- cie intiere , volgendo le inaile à Dio , richiamano gli antichi loro Mae- ffri, Se apertamente li fomentano ; di modo, che gl’ ideili Principi, per non perdere tutto in vn folo punto, dilììmulano, e confortano i Milììo- narij con la fperanza di hauerii à vedere di bel nuouo ( conforme è loro collume ) fe non rauueduti , almeno in parte rimeffi . 169 II principale fofifma di quelle infamiffime dottrine è quello 5 che , quantunque Iddio (il quale elfi chiamano Nzambiampungù ) fia vno in fe llelfo, e molto grande ; con tutto ciò vi fiano molti altri Dei inferiori , màperò meriteuolidiofiequio; e che infoitanza anche à loro contenga il culto, e l’adorazione; a quello effetto efpongono vna quan- LIBRO PRIM O. 71 jiiantità d* Idoli, la maggior parte di legno, rozzamente fabbricatila- idoli. latino de quali hà il proprio nome; altri ne hanno deputati alla cura Selle infirmiti conforme detta loro la diabolica frenefia , in tanto , che juand’ vnodique’ Sacerdoti vifita qualche Infermo, la prima cerimo- lia è di caricarlo tutto di quei Fantocci , onero appenderli alle pareti ; ; dell’ vna, e dell’ altra maniera ne vidi molti ili mi , i quali a gran vern¬ ina lì recauano di tenerne parecchi nella propria habitazione, quan¬ dunque deluda e fenza profitto habbiano doppoi hauuto à piangere, che n vece della lalute fifia loro aggrauata quella prima infermità col fo- :>rapiù di vn‘ altra peggiore . 170 Vulgarmente Ganga Itiqui chiamali colui, che con autorità di VIiniftroriceue i doni, e le vittime dalle mani de gli offerenti, e le col- loca fopra gli Altari dauanti alle Statue degl’ Idoli , delle quali molte hanno ièmbianza fiumana, di Mafchi, e di Femmine, e molte ancora di animali, di Fiere , di Mollri, e di Demoni , conforme il vario coftume di riafcheduna Prouincia,Populazione, e Comunità . Egli hà per incom¬ benza il deputare le giornate per i (blenni Sacrifici; , adempiendo po- fciain elfi con barbare , e laidilfime cerimonie la parte del fuo Minille- ro; quindi tràl altre cofe, à luifolo tocca ofieruare il punto opportuno,, per raccogliere le prime acque (allorché nelle proprie Stagioni, dopo molta afpettatiua , cadono ad inalbare i campi) & offerirle à gli Dei, al¬ fine di fpacciarle pofcia à gran collo , quali efficaci preferuatiui contro qualunque infortunio . 171 Alcuni Gentili profeffori di vna non so quale loro fofillica fpe- ciediperfettione,s’allengono,con grande riferua,di adorare moltiDei; coiloro dunque , concedendo , che il vero Dio fia vn folo , gli affegna- adorato da no due diuerfe, e dillinte denominazioni, chiamandolo Deufcaca , Dio alcun'' folo, e Desk , Dio del Cielo , fillogizzando intorno à quella loro opinio¬ ne con mille errori, mediante i quali, attribuifcono proprietà indecenti alla Diuina Bontà , purità, femplicità, magnificenza, e grandezza, fen¬ za ammettere argumenti, per difinganno della oftinata perfidia ; per lo che meritamente s’annoueranofrà gli altri Oentil i , nulla importando, che pretendano difenderli, con dire d’eifere manco infedeli à paragone de gli altri. -, : 1 72 Ben panni degno di rifìefiìone ciò, che più volte offeruai coflu- DiuinoaiUt marfitrà quelli Idolatri, allorché da qualche trauaglio opprelsi Tento- t0 impiura, no interni (limoli d‘ implorare il Diuino aiuto . Suppollo per tanto, che »«“*• tutti naturalmente credano elferui vna prima Caufa moderatrice delle )aei ml0' Immane vicende, nulla però intendendo qual’ella fia, l’inuocano appafi lionatamente con quella frafe : Desk ‘Nghesk fumami , che in lingua no- • lira vuol dire . Dio del Cielo Giesù Signor mio. Marauigliauarni den- 7Z LIBRO PRIMO. tro di me, come in quegl'angoli feluaggi,e remoti, doue appena da qual¬ cheduno erafi intefo à pronunciare quello Santifsimo Nome , fenza che di elfo vi fotte penetrata fufficiente , e diftinta notiza , per inuocarlo col merito della Fede, in ogni modo gente si rozza teneramente l’ inuocaf- fe, quali vnico rifugio, ne’ Tuoi bifogni; e pure cotidianamente feguiua- ne qualche ftupendo effetto; e fe non altro, tutti attertauano,che in pro¬ ferire quelle parole , delle quali non capiuano nè il fenfo , nè il miftero , nè 1’ efficaccia , fperimentauano infolita confolazione ; in oppofto di quello auueniua loro qualora contante oblazioni ricorreuano a i falfi Dei. Quindi fouentei Milionari, valendofi di quefto efficace argomen¬ to , confeguiuano F intento d’ illuminarli , e conuertirli . . 173 Alla credenza , qualunque ella Ha , fuccede per debito la ve- ne dt gl' i- nerazione degl’ifteffi Dei, e confeguentemente Y affignazione del tem- doli quale, po , e de’ riti più proprij . Quanto al primo , i Neri di quella Etiopia non E hanno , e non lo riconofcono precifo per i Sacrifici] , eccetto nel rinuouarfiogni Luna ; ma quando loro piace di celebrare alcuna folen- nità in ofiequio di qualche Idolo particolare (e coftumano di farlo in occafione di vittoria confeguita , di fanità ricuperata, ò di altro benefi¬ zio riceuuto) allora difpongonole cole necefiarie, prouedendo {ingoiare mente di Tuoni , e di mufica per le danze, e di vn copiofo imbandimen- to di viuande, per fatollare la fame alla molta gente , che vi concorre • Similmente douendo darfi principio a qualunque fabbrica di picciolo tugurio , gittanft le fondamenta fotto gli aufpicij di vn’ Idolo 5 nèofa- rebbe giammai il Padrone di elio habitarui dentro, fe prima il Miniftro, dopo d’ hauerlo effiurgatoco’fuoifuffomigij , non vi dimoralfe qualche poco : e quella è Tempre la più ferteuole di tutte T altre funzioni . Ne’ tempi addietro confumauano con barbara Tolennità di Sacrifici]' molte giornate dopo, & inanzi , che fi gittafiero in terra le Tementi ; al prefen- te alcuni Te ne aftengono totalmente ; altri Tela partano col Templice tripudio di danze, e di canniti 5 sì che à poco à poco dileguaraffi quella Tpecie di profano abufio : tuttauia i Giaghi, quando mietono le mature biade, efattamente ofteruano il proprio rito, diuorando carne humana condita co’ medefimi frutti della Terra, cioè Sagina , Maiz , e limili . Ciurma di Stabilitoli pertanto da qualche dinoto di celebrare alcuna fella in ho- Sacerdoii nore del Tuo Idolo, làd’ vopo, che Te l’intenda col Sacerdote, il quale intenti ^‘al* C°1 Pretert° di eTagerare 1 importanza , & il merito di quell’ atto reli- proprio in- giofo , alza quanto può la prima dimanda del Tuo ftipendio; indi l’efor- terefc. ta à non eftereauaro nelle offerte , delle quali, douendo rimanerne à lui la parte maggiore , glie ne prefcriue vna elorbitante prouiiione , mi¬ nacciandolo j che di qualunque rifparmio faprà ben l’ Idolo nfcattarfe- ne à di lui gran cofto ; in fine lo coilringe à prendere per quella funzio¬ ne LIBRO PRIMO* 73 ne tanti Miniftri, quanti il capriccio gli fuggerifce di nominare fra Tuoi colleglli ; conciofiacofache quella ciurmaglia fe la palla di concerto , e ui campa la vita : tra di elU non fi lafcianogiammai i Mufici di Hauiez, di Quilondo,e di Caduto riputati i migliori di quanti honorano le folen- nità; indipublicatone il giorno (affinché coloro , che fono arollati in quella alfemblea , tutti v'interuengano) sul’ ora prefilfa quegli, che fa la fpefa con numerofo accompagnamento comparifce dauanti alla Ca- fa del fudetto Sacerdote , e di bel nuouo lo prega , e riprega à prenderà lo incommododi celebrare la funzione, edielfergli mediatore appreffo l'Idolo; allora il prefato Sacerdote leuatolì dal circolo de fuoi affilienti, corre alla pòrta per vedere il paraguanto , che colui, oltre 1* accordato deue portare , e fenza del quale non mouerebbe vn palio ; e fe lo dima diffidente, e che appaghi la fua ingordigia, elfendo per lo più di cofe da mangiare, e da vellirej fi dichiara, che vuole compiacerlo ; & à quello line col feguito di tuttala comitiua dirizza i paffiverfo l’habitazione dell' Idolo ; mà fe accade che , per elfere fcarfo , non gli piaccia, allora fifa fentire con quanti villani rimproueri può dettare lo fpirito dell’ auarizia; sì che per quel giorno fi fofpende la folennità . Ordinariamen- te però lì pattuifce ancora circa la qualità del regalo, per non auuentu- rarfi a quello rileuante fconcerto ; e perche nilfuno vuole foggiacere ad vn sì fatto affronto ,%è elfere moltrato perciò a dito , & il Miniilro fi re¬ puta à fcrupolo chieder apertamente il tanto , & il quanto di quello do- natiuo, perciò i turcimanni di quelle facende s’ intromettono, & accor¬ dano quello , che conuiene . Primo di tutti , infralcato di quegli abbi¬ gliamenti, che altroue deformeremo, entra nella Cafa dell' Idolo il Sa¬ cerdote , dibattendo (fecondo il fuo collume) in fegno d allegrezza am- belemani, e raccontando la condizione deli’ offerente x e le qualità delle oblazioni , con profondo inchino porge voti , e fuppliche à quel Simoiacro per la quiete, pace, efanità di tutti coloro, che V honorano, e fpecial niente di colui, che fenza rifparmio delle proprie foifanze Uà preferite, per fargliene vn grato facrifizio . Ed ecco ad vn tratto, accor¬ dati i barbari llrumenti , incomincia lo llrepitofo Tuono accompagna¬ to da vna Ifrauagante dilfonanza di voci ; nella quale , affine di non rallentarla, s'aiutano, traccannando certe loro beuande atteà fomminillrare lena , e vigore , di modo che tutto n’ allordifce il vicina¬ to ; e polfo dire per efperienza , che talora m* importunauano, quan tun- que foffi lontano mezza lega : in riilretto ella è vna dilfonante armonia propria di vn congrelfo totalmente diabolico: terminata quella prima parte , il cui periodo non dura meno di tré hore , attendono i circolan¬ ti ad empire il ventre con altrettanta ingordigia, per incitamento di quanto fuole andar congiunto alla crapola jpofcia ripigliate le danze, il iìiono, Rito m' fo¬ le tini Sacri ■ fiv» 74 LIBRO PRIMO. fuono, & i canti ? tripudiano fino alTeftrema ftanchezza . Confumanfi adunque tré giorni intieri in quelle laidezze , e nel quarto Ili Verificano Huomini, & Animali in quel numero, che richiede la qualità dell" Ido¬ lo ; ingordamente cibandoli ogni vno di quella Carne? e di quel San¬ gue? quali preziofirelidui delle viuande fommini’Hrate alloro Dei. I <^uimbondi coffumano bere fidamente il Sangue ? e lordarfene tutta la faccia 5 ma i legnaci di Hauiez pongono a cuocere con la Carne ìlFe^ gato , il Cuore , e le Budella ? e cialcuno rubbandone alla peggio i bra- ni?in luogo appartato, per tema de Compagni, mangia la parte fua ; i ri¬ matogli (fe pure vi rimangono)!! diftribuifeono all’altra gente non arol¬ lata , che fenza tante cautele li diuora ; offe mando fi però ‘da ogni vno qualche formalità di rito particolare , conforme il preferitto della pro¬ pria Setta: alla fine efpoftafi à villa di tutti la Statua dell’ Idolo, il man¬ tenitore della Fella riuerente vi s’accolla , e gli offerifee quantità di pentole ripiene di Carne di Capra, e di Legumi ; quali che l’Idolo bi- fognofo di rifocillarli , debba alleggiarle ; ma poiché in verità egli non è capace, il Sacerdote à nome di lui ripartifee tutta l’ oblazione frà cir- collanti? con patto? che riferbate da parte l’offa (come cola già dedi¬ cata) gli fiano intieramente reilituite? fiotto pena à chiunque firitrouafi- lehauerne ritenuto alcun poco? di pagare in contracambio vna Capra; attefiochefipacciandoleeffopervfiprofani? e fupérlliziofi à tutto quei prezzo ? che gii pare? non vuol perdere ^emolumento, che ne ritrarreb¬ be * Quella in rìllretto è la maniera, con cui i Neri Idolatri venerano le loro fognate Deità; nè fiaprei che altro aggiongere circa la varietà di quelle abbomineuoli funzioni? conciofiache tutto in carneficine? in fioz- zure ? & in crapule confitte e. De* Sacerdoti * d ^ 174 Ongiunto alla notizia de gl’ Idoli , e de Sacrifici fà d’ vopo de gl’ idoli fioggiungere vn ragguaglio ? quanto Ila poillbile , dillinto, pemtciofì al intorno a’ Miniltri chiamati volgarmente ? Ganga ; ellendo quelli mal¬ ie Mtjfmu uag- quelli appunto , che più dJ ogni altra cola, notabilmente pregiudi¬ cano a’ progredì della nollra fianta Fede ; imperoche colà doue le mute Statue non panno recare impaccio , e la Verità facilmente infinuareb- befi nella mente, e ne’cuori di que’Gentili (mancando elfi naturalmen¬ te di malizia ? e di acutezza per ritorcerla ? o per negarla ) coltoro con altrettanta violente perfidia s’oppongono alle diligenze de Miffionari , alfine dì follenere il partito di Satanalfio ? econeffo il vantaggio della propria vtilità . 175 Di tutte quelle mafinade di ficiagurati, colui che porta il caratte¬ re di Capo fiupremo (poiché farebbe graue ingiuria al merito della no- lira LIBRO PRIMO'j lira Reli tombe , putano vn Dio interra, e plenipotentiario del Cielo; offerifcono per ve ccoita. ciò à coftui le primizie di qualunque raccolta, prima di affiggiate, con tanta esattezza , e puntualità , che fé la trafcuraffero parrebbe loro di douere ineuitabilméte fentirfi fopra le (palle la piena di tutti i maialai. Oue de , che io direi hauere qualche correlazione con le prebende Ec- clefialliche, coftumate fra i Cattolici per foflentamento del Clero , rif- cuotonfi da coflui molto rigorofamente ; inuigilando à quello effetto frequenti le fpie ; e nel riceuerle dall’ offerente vfa diuerfe , e ftrane ce¬ rimonie , affiilendoui fingolarmente , quali in prelagio di fecondità , la Moglie, che vnitamente con effo, cantando alcune Canzoni, preten¬ de di far credere àque' Mefchini , chela virtù loro comunicata in quel punto à i Campi, de alle Sementi, fia per dare nella futuraStagionecen- tuplicato il frutto ; quindi nomfolamente ogni vno cerca di adempire nella predetta forma le proprie parti , ma d * auantaggio inuita il Chitò¬ me ( fe può interuenirui) ò alcuno de Miniftri da effo delegati; accioche fAColufe* i v i . . • , . r . . r n ... legata a Juot douendoli coltiuare i terreni , egli li compiaccia con raulto principio , darui le prime zappate . 175 Nel Regno del Congo , de altroue ritrouanfi certi Pefci , & vna fpecie di animaletti, che inuiolabilmente firiferbano per caccia, e per fue delire, cibo fmgolare dell' ifteffo Chitòme ; laonde potiamo fupporre , eh1 egli viua con qualche lautezza rifpettiuamente alla pouera conditione di quelle contrade . In ogni Libatta mantiene Vicegerenti per la Ipedi- •zione de gli affari fpettanti al luo Foro;e non folamente quanto alle ma¬ terie di Religione egli è in grande riputazione apprello i Popoli; ma eziandio , trattandoli di eleggere i Soui ( che fono come Gouernatori ) fe coflui non vi Concorre col fuo voto , ricufano di vbbidirli , ricono- feendo in fatti il Chitòme folo per vero Capo di tutta la Setta . 177 In propria Cafa tiene giorno, e notte accefo il fuoco, quafi cofa Sacra , e come tale lo difpenfa a chiunque va per elfo col rifeontro di qualche pagamento ; anzi come fe folle potentilfimo preferuatiuo contro qualunque infortunio, ne regala diqualche tizzone i Soui, quan¬ do entrano al poffeffo delle Prouincie ; laonde quelli ancora , riputan- } fj| dolo per un' Oracolo, gli comunicano qualunque intereffe di Religio- protezioni ne , di Politica ciuile, o di guerra, dipendendo in tutto da queir auto- * Gouermt* rità, che in lui folo rinerifeono ; quindi accade, che non ardirebbono intraprendere V efercizio della loro Carica, fe prima il Chitòme con le proprie mani , fecondo il fuo rito, non gli haueffe benedetti; à que~> ilo effetto dunque giunti alla Porta , doue egli dimora , concorrendola tutto il Popolo , che alza uoci alle Stelle , fi proilrano ; e con grande K 2 gione intitolarlo Sommo Sacerdote) chiamafi Chitòme, ò Chi- chitòme vi. dignità tanto eminente fopra P altre , che i Neri Idolatri lo re- della pianto fta vif pettata. Sciocca of¬ fe del Popolo Verfocoflui Modo di le¬ varlo di vi¬ ta , e ptube 76 LIBRO PRIMO. iftanza lo pregano à riceuerli lòtto la Tua tutela 5 ma il Chitòme, orien¬ tando qualche renitenza , per {ottenere la qualità di quello fauore, rin¬ faccia al Supplicante, che non habbia dimottrata la douuta difpofizio- ne in chiederlo} pure alla fiaeui s'induce , & in legno di ciò tutto fi as¬ perge con acqua , e l’imbratta di polueri; indi fattolo difendere lu¬ pino , palla , e ripalfa piu noi te fopra di elfo , calpeftandolo co’ piedi , per dare à diuedere d’ hauerlo refo {oggetto ; mentre egli all’incontro giura , che in perpetuo dipenderà da fuoi cenni : nel qual fatto (per dir¬ ne il mio fentimento) confiderai, come la Natura iftelfa dettalfe ezian¬ dio a gente barbara il rifpetto domito à coloro, che delle cofc di Reli¬ gione , qualunque ella ila, hanno la fopraintendenza . 178 All’ habitazione di cottui è vietato raccoftarfi, eccetto per qualche bifogno , ò facenda , che fecondo loro fi ttimi Tanta ; e violan¬ do quella immunità terrebbonfi immediatamente fpediti : molto meno cfano i Principi, e le Perlone autoreuoli di moleftarlo, ò in alcun mo¬ do , nè in fatti , nè in parole permettere , che fia oft'efo ; dimanierache flafi egli reo quanto fi voglia di qualunque misfatto, non fi dà Giudice, che polla conftituirlo , manometterlo , ò cattigarlo : e certamente i Po¬ poli Idolatri di quelle Regioni concepirono vna venerazione tanto grande verfo il loro Chitòme , che apprendendo vna fantaftica temen¬ za d’ incorrere lo fdegno de gl’Idij , infuriarebbono contro l’ infui tan¬ te , nevi farebbe chi gli perdonafle la vita . 17 9 Perfuafi dalPntelfo motiuo , efattamente viuono in celibato trà di loro i Coniugati, quando diuulgatofi con publico proclama per tutto il Paefe, efce luora il Chitòme alla vifita delle fue giurifdizioni, òper qualunque altro interefse; pretendendo con quello atto di continenza (che non è poco trà Idolatri) mantenere in vita il loro fupremo Padre: e guai a chi fotte acculato di minima tra fgre filone, conciofiachefenza ri¬ chiamo ,0 appellazione incorrerebbe fentenza di morte: quindi lpefso accade , che al manto , ò vogliamo dire , al drudo la moglie , ò concu¬ bina , &eglià lei in vendetta diqualcheoccultapalfioneordifca vicen- deuolmentel’accufa 5 ene trami 1’ vltimaruina. 180 In alcune Prouincie , doue la fuperllizione ha leuato ogni dif- corfo , e ragione , la gente fedotta tiene , che il Chitome per eccellenza del carattere non polla giammai morire di morte naturale ; e v* aggiun¬ ge , che quando accadeiie il contrario , perirebbe il Mondo , e la T erra filetta s‘ annientarebbe ; fi come appunto fuppongono, che per li meriti, c perla potenza di collui , labilmente fi mantenga nel Tuo ettere . Dun¬ que, per ouuiare ad vn diiordine tanto eforbitante, infermandoli cottui, e Porgendoli da pretto à poco pericolofa la malattia , quel tale , à cui tocca {decedergli nel carico^ prefo nelle mani vn nodofo battone , oue- ro LIBRO PRIMO. ro vn laccio , lo fpedilce ad vn tratto; & in quella guifa , togliendolo violentemente di vita , fuppone corretto 1‘ infauilo augurio . Così mi- feramente teniiinanoi giorni loro, e le loro grandezze quelli facrileghi Toparchi . 1 8 1 II fecondo luogo tra Miniftri dell’ infame ciurma atfegnafi da quelli Idolatri alla periòna di vn’ altro loro Sacerdote chiamato Ngom- bo , il quale in genere di maliziofa fcaltritezza pretende di non cederla al fopradetto ; imperoche ad oggetto di accrefcere il credito della fua eccellenza, camina fouente capiuolto con le mani per terra, e co’ pie¬ di all’ aria, facendo a guifa de Giocolieri cófe ftrauaganti, eia maggior parte laidilfime . Vantafi di profonda intelligenza nella Cutamanga ( così chiamano i Neri 1* arte di predire i futuri auuenimenti) edipoffe- dere vna occulta , ma infallibile , e fopranaturale virtù di rifanare qua¬ lunque infermità ; priuilegio che le lo fpaccia , come debitamente con¬ ceduto da gl5 Iddij alla dignità, & all’vlfizio, che elfi gli hanno commef- fo ; perciò 1 fuoi dinoti , ricorrendo à lui , purché habbiano con che fod- disfarlo , lo ritrouano fempre ben proueduto di mille fattucchierie da fomminiftrare ad ogni forte di ammalati , preferiuendo loro i modi , per adoperarle, con tanta fagacità , che quei mefehini-, quando non riefea I’ efi:etto , attribuendone la colpa à fe ilelli } per hauere trafgredita in parte qualche cofa ordinata , rimangono doppiamente delufi, fenza eh’ egli appreso di loro perda punto il concetto di prima . Più volte capi¬ tando nelle mani di noi Mifiìonarij borfe ripiene di quelle ribalderie compolle con l’inuocazione de gl’ Idoli , e confeguentemente diaboli¬ che , nel gittarle che faceuamo sù ’1 fuoco , rendeuano vn’ intollerabi¬ le fetore , per cui non folamente fperimentauamo ecceifiua doglia di capo, màconuulfione d’ inteftini , & altri accidenti; i quali benché po¬ tettero deriuare naturalmente da quelle velenofe , ò tollero puzzolenti mifture , in ogni modo indicauano ancora 1* occulta violenza de malefi¬ ci) ; conciofiache , fe in quell’ atto di gittarle entro le -fiamme per giu- fiilfimo difpreggio contro SatanalToj hauelfimo trafeurato d’inuocare 1* aiuto di Dio , e de fuoi Santi, valendoci ancora delle preziofe Reli¬ quie, delle quali erauamo fempre proueduti, non farebbe palfata cosi di leggieri ; nè credo d’ ingannarmi coniiderando , che nel maneggiar¬ le altre volte con minore auuertenza , e fenza le douute cautele , rima- nelfimo con le membra affatto illupidite; così permettendo la Diurna Bontà, per farci conofcere euidente la virtù della Fede, mercè delia quale ,con adempire di bel nuouo dal canto nollro le nofire parti , im¬ mediatamente liberi, e fciolti refiauarno . Nel tempo , che collui ap¬ parecchia le fue miilure,fuole il Demonio entrargli ad dodo, le pure non vogliamo credere fenza lcrupolo,che fempre ve l'habbia) e lo rende o- Inganno fo- Isìtnifjìma* Modo di fetidi (m fi. 7§ LIB K O PRIM O. quaciffimo , parlando per bocca di lui in diuerfi linguaggi co fé grandi ; ma nel comparirgli dauanti alcun Miniitro Euangelico, ceda l’entufiaff mo , & ammutì fce . 182 11 più {bienne degl' inganni , ne’quali tiene acciecata tuttala fcioccagente,èil dare ad intendere , che niffun huomo, o donna giun¬ ga mai alia fine de Tuoi giorni , fé non à fona di maleficio 5 quindi , oc¬ correndola morte di quelli , che procurò di guarire , afcriuendofene iu- bito la colpa alla prepotenza del maiefizio, i confanguinei del defonto, ricorrono ad elfo , pregandolo , che riueli lo Stregone , ad effetto di far¬ ne vendetta . Due fono adunque le facrileghe maniere da lui praticate per chiarirfi , come pretende ; 1* vna in priuato , l’altra in publico, con¬ forme T iffanza , che glie ne fa la parte : Nella prima , condotte in luo¬ go appartato , ò nella propria Cafa le ftidette Pedone, forma circoli, inuoca, incenfa, fa comparire il Demonio, & alle interrogazioni, ot¬ tiene tal volta le rifpofte ; ma fempreofcure, inganneuoli, ambigue , ò pregiudiziali a tal’ vno , che non ha minima colpa nel fatto 5 e quantun¬ que lenente , doppo la vendetta, vengano in chiaro dello sbaglio, e poffaloro dilpiacere d'hauerla effettuata à torto contro vn’amico, con¬ tro vn ’ innocente ; nulladimeno , bufandoli , col fuppoffo di non hauer ehi ben intelo l'Oracolo, nuouamente ricorrono à co flati-, e non defiftono da quella incredibile empietà , replicando indifonti eccelli di vendet¬ ta , fin à tanto che fi ftimano pienamente foddisfatti . Quanto all’ al¬ tro modo, cioè in publico, il Ngombo fà toccare il fuo Tamburro, al di cui fuono raunalì tutto il vicinato in qualche luogo aperto, e tal ora nelle Selue; entra anch* egli nel Coro de’ circolanti, e fenza penfarui, intuona alcune canzoni, à prò polito ( dice egli ) per quella faconda , & inquell’illante fuggeritale dallo fpirito, per ritrouare l’origine del ma¬ leficio; replicano tutti gli altri ledi lui parole, colconfueto alzar di vo¬ ci , in d dèlia tu ente danzando, finche gli monti capriccio di fingerli agitato , e ripieno di fantafmi, che gli nudino quello, che fìalli tutff ora inueftigando ; furiofamente adunque balza , efee , e ritorna nel cir¬ colo , fà getti , e gitta polueri in faccia di chiunque gli pare , e piace , inditiandolo colpeuole , e reo della morte di quel tale ; e perche ne ad¬ dita molti ( non contentandoli mai il noltro inimico di limitata vendet¬ ta) perciò ciafcuno di quei inefehini à forza di funi viene ftrafeinato in luogo licuro, e colà violentemente coffrettoà prendere vn beuerag- gio preparato dall’ illeffo Ngombo , alla violenza del. quale coloro che reiìllono con rigettarlo, immediatamente rimangono afioluti, come in¬ nocenti; mà quei che non ponno, foggiacciono alla fentenza capitale , e come realmente conuinti , reftano miferabile berfaglio della ^fierezza di quei Barbari ; temendo , non di rado, aH’affuto ciurmatore quella traude, perfoddisfarfi di qualche priuato oltraggio * Nel LIBRO PRIMO. 183 Nel Ducato di Sundi gl’ Idolatri riconofcono per fupremo di ckkttcmh :utta la cateruade’ loro Sacerdoti vn tale Chintomba , che dimora nel- e Montagne di Nganda ; collui porta la Capigliatura molto lunga, ed disunii. strecciata di varie cofe tutte fuperlliziofe, fiche fembra vna Furia di Àuerno : i Tuoi feguacinon ofarebbono parlargli, le non proltefi à terra, lenza mirarlo in faccia , finche per gran fauore non glie lo permetta ; e qualunque volta efce dalla Spelonca, per la publica vdienza , lo prece¬ dono alcuni, portando vn’ Idolo di legno , collocato àguifa di cadaue- re fopra vna Bara, lì come tellificommi il P. Girolamo da Montefarchio, il quale per molto tépo hebbe carico di Milionario in quelle Contrade. 1 84 Ngofci, eh' è vn’ altro Sacerdote, ha obligazione di viuere ac¬ compagnato precifamente con vndici Mogli, al numero, e nome di ciaf- cheduna delle quali tiene confecrati tanti Idoli , collocandoli tutti d' obiezione. attorno alla fua habitazione , con vanto di ottenerne da elfi rifpolte , & oracoli fognandole per lo più à talento della propria bellialità, non co¬ me richiederebbe l’opportunità, ma come gli detta il pazzo furore di foddisfare le lue sfrenatezze . L’ incenfare le Statue de gl’ Idoli coni- wluituofo. He in fumo di paglia abbruciata, ch'egli col proprio fiato procura di far giungere alla loro faccia 5 sì che nel concetto de’ Popoli quelle fono tanto in maggior credito , e venerazione , quanto la caligine le fa più nere , e fomiglianti al volto , & all’Anima di chi le adora . A collui ri¬ corrono quelli , che riputandoi ingiullarnente aggrauati da chi che fia, indicatore bramano vendetta ; egli adunque , riceuutane la mercede , eh’ è il ca- °fìfe pitale del fuo Religiofo zelo , taglia i capelli al fupplicante , e fattone vn gruppo con diuerlì nodfili gitta nel fuoco, inuocando con vehemen- ti imprecazioni il Demonio , affinché à nome dell’ oltraggiato , prenda rigorofa giuilizia contro tutta la famiglia di colui, che fi fuppone reo dell’ offefa , Npindi fo¬ lti1} Npindì fi pregia d 5 hauere in fu a totale balìa gli effetti , e le prawten- operazioni degli Elementi ; ma fopra tutto d eccitare 1 tuoni, e le piog- pioggieìfjg gie : prima di venire all’ atto della milantata virtù , inalza ad honore tuoni . de gl’idoli, vicino alla propria habitazione, doue sboccano più firade, alcuni Monticelli di terra coperti di fraiche,e di fiondi, dalle quali pendono arnefi di legno tutti certamente ridicoli, fenza lignificato , ò muterò , ma però , a mio credere , concertati, e pattuiti trà elfo Npin¬ dì , & il Demonio, fatta quella preparazione , non mai dilgiunta da qualche forma di Sacrifizio , auuicinandofi il tempo , e la necelfità del¬ la pioggia , forma ilfacrilego eforcifmo , & in quello iflante à villa di tutti , feorgefi vfeire dal piè di quel Monacello vn’ animaletto di iat- tezze feonofeiute , e diformi , che alzatofi in aria , la conturba , fucce- dendone folgori , tuoni , faette, e finalmente cade ancora la pioggia 5 nulla- o LIBRO PRIMO nulladimenodifpone Iddio , che quelli infelici Idolatri il più delle voi- svntufo da te rimangano co n fu fi, non lortendo all’ empia credulità il magico effet- Wmt di efjl Migmwiì* to .In fomigliante propoli to mi fouuiene , che dopo vna lunga arridità di moki , e molti Meli, lenza che flirta d’ acqua ri ilo ralle 1‘ intollerabi¬ le arfura, vii nolìro Mùfionario (attribuendo ciò à caftigo del Cielo per la credenza predata da gli habitatori in quella congiuntura ad vno di quelli Npindi, che dal fuo canto non hauea mancato di fare i confueti Sortilegi) tutto accefo di zelo, per la gloria vfurpata al vero Signore, intrepidamente portoli! colà , doue il Fattuchiero con vna moltitudine di gente gridaua à tutto fuo potere , Acqua , Acqua ; e datoli à calpe¬ stare quanto v* era , gittò fui fuoco à villa d’ ogni vno tutte le fuperlli- zioni preparate: grande fu la (mania, & il furore, che quella canaglia, à cagione del publico affronto , e difpregio, lì prefe; di modo che, s’egli con follecita fuga non fottraeuafi , l’haurebbono maltrattato , perche ftimauano, che gl’ Idoli offefi mai più non fi farebbono piegati à conce¬ de re la pioggia , di cui in quel punto penuriauano : mà il benignillimo Iddio, con tare loro la grazia, benché non la meritalfero, volle confon¬ derli tutti, per eccitarli à conofcere , eh’ Egli folo è quello, à cuivbbi- difee ogni Creatura; conciofiacofache l’aria tutta affatto ferenilfima , fenza apparenza di nubi,improuifamente cominciò ad ofcnrarfi , e cad¬ de tanta pioggia , che à proporzione del bifogno tutta la Campagna in¬ tieramente ne godette. Mà che giouarono ali5 indurato cuore di Farao¬ ne i rari prodigi;” della Verga di Mosè ? Nell5 ideila maniera coftoro , più torto , che dichiararli conuinti, attribuirono mai Tempre alli falli Dei la cagione di quelli effetti , con dire , che per loro propria bontà , quantunque oltraggiati , non vogliono per allora prenderli il domito ri- fentimento; mà da quello empio futerfugio cauaua io vn’ altro argo¬ mento , ripigliandoli in quella forma . Voi dite , che i vortri Dei per magnanimità , ò per innata dolcezza di cuore , in vece di vendicarli di chi gli offende,mortranfi pietofi ; e voi che pretendete di venerarli, e di conformami al loro talento , fiete cotanto empi;” , e crudeli , che giam¬ mai vifatollate , finche la face dell’odio non hauete eftinta nel fan- Fiuow oe gue, enellerterminiode vortri nemici ? Che legge è la voftra?(mà con culti pitiche gente forda, e cieca, nulla vagliono le ragioni naturali , & i portenti fo- uranaturali). quelli Npindi habitano que’luoghi, douei Gouernatori delle Prouincie con allettata negligenza, ò perqualche mondano ris¬ petto , diffimulano di faperlo ; nè vi mancano Chrirtiani di folo nome , che occultamente li follentano, e fpalleggiano con notabile pregiudi¬ zio di tante Anime ; imperoche gl Idolatri, per vigore del proprio ifti- tuto, e molti altri che fono poco rtabili nella Fede , allucinati da qual¬ che eiterna apparenza, predano credito alle menzogne di quelli tali, ri¬ putali» LIBRO PRIMO. 81 pittandoli di gran merito appreso gli Dei ; in rifcontro di che , veggonfi tutto giorno alle Cafe loro tributi , e ricognizioni in tanta copia, che ne viuono con decoro , & opulenti . i Só" Il Ganga Amoloco , per quello, che concerne alla venerazione Amoioco . de gl’ Idoli , inalza aneli’ egli alcuni monticelli di terra , e di loto , of- ferifce pentole di viuande , c profuma i Simolacri , intrecciandoui mil¬ le laidezze confaceuoli alla Tozza qualità de Tuoi Numi. Coloro che fofpettanodi elferemaleficiati à lui ricorrono; e con laftelfa fiducia i propinqui di vno , che sbigottito da folgori , ò dal tuono, fia morto ( ac¬ cidente frequentilìimo in quelle Regioni) lo pregano di qualche prefer¬ immo , che li fcampi da fomigliante fuentura : la maniera dunque di af¬ fiorare gli vni , e di guarire gli altri, confifle in alcune occultillime va¬ nne , che à mia notizia non peruennero ; mà vienmi detto , che Temano Rit0 ìntor per difpofizione ad vn’ altra cerimonia , la quale fifa in publico. Col- noalguad- locafi Amoloco da vna , e l’Infermo dall' altra parte di quelmonticel- rtp‘ '"fa¬ lò ( che à mio giudizio farà forfè l’Altare dell’ Idolo) e bocconi amen- m * due in terra dimorano , mentre i circoftanti trà barbare fìnfonie , e ftre- pitofi clamori alternando impudiche danze, confumano gran parte del¬ la notte ( degni inuero che non rifplenda loro altra luce , che quella del fuoco) mà fe il termine d’ vna intiera notte non balla, per fiancarli, po¬ co fi vergognano di prolongare ancora il tripudio per qualche ora del giorno, deturpandone la chiarezza col fumo delle Infernali operazioni , Se poi effettiuamente rifanino i primi dal maleficio , e fi preferuino i fe¬ condi dal folgore, ne formi giudizio chi è capace de gl’ inganni del De¬ monio, e de Tuoi minillri. 187 Mutinù-à-maza ( che lignifica Rè dall’Acqua) è il titolo di vn’ altro ribaldo, il quale fotto la corrente diqualche Fiume, nafconde i ma^a. Tuoi fortilegi, e volendo valerfi di elfi , gitta in acqua vna Cucuzza , ò altro vaio aperto , e vuoto, che à forza d’ incanto, riempiutoli di quel- /*«'prc/tyi. le cofe , che nel fondo ftauano da lui occultate, ritorna à pelo della medefima : i circoftanti affafcinati da quella diabolica illufione, con de¬ plorabile credenza riceuono dalle collui mani tutto ciò, eh’ egli fpaccia con altrettanta finezza di ciarle, diuifando loro, che non troueranno antidoto più perfetto, nè virtù più efficace contro qualfifia morbo, pur¬ ché, per confeguirne l'effetto contribuivano quel tanto, ch’egli nead- dimanda . I Tuoi difcepoli fenza fpefa di I ibri , o confumamento di Car¬ ta, addeftrati dalla maliziofa inclinazione, apprendono l’arte, e riefeo- noperfidiflimi Stregoni : mà de riti di quella Setta, in eccello beltiale, difdice il formarne più precild racconto . , , i- 1 . 1 1 # Amobundù 188 Amobunducol vanto dell’occulta virtù conceduta al proprio cufjodijct { grado, pregiali di culiodire, fenza punto moueriì dal luo pollo, tutti 1 fe- /(minati. L mina- Mol&nga In douim * Nconi Mi - dico. 82 LIBRO PRIMO, minati 3 quindi la gente credula , e trafcuratiflima nel coltiuare ì Cam¬ pi, à lui ricorre , invaginandoli, che quando voglia riceuerli in tutela, non faranno danneggiati : confegna per tanto à quelli tali , alcune pi¬ gnatte ripiene di piume tP vccelli, e di altre mifture impaliate con la creta, ordinando loro , che le nafcondino in mezzo à terreni, e fenza dubbio ne vedranno 1* effetto. Non pollo credere si facilmente ( come vollero darmelo ad intendere alcuni Neri) che quello effetto fucceda iempre à totale difpofizione del fattucchiera 5 ma quando auuiene , mi perfuado , che il Demonio , à cui già fono dedicati i fomlegi , in vigore del patto llabilito tra effo, & il Mago, entri addoffo à quei, che danneg- giano il feminato, e come piu volte s’è veduto, acerbamente li tormenti con vlceri infanabili, fingolarmente ne genitali 5 il che non doma pare¬ re Urano ad alcuno , riflettendo à giuftiffimi giudizi di Dio , che punì- fce con le proprie loro fceleratezze quelli mifcredenti , Quando adun¬ que taluno inciampa n^ia rete, conofciuta P origine del fuo infortunio, fe ne va al medellmo Amobundù, e con incelfanti fofpiri lo prega? che voglia rifanarlo : egli alPoppollo, ollentando renitenza , con vehe- menti parole lo rampogna del temerario ardire ; pure alla fine mitigato alla villa di vna groffa contribuzione , che P infermo gli mollra, lo con¬ fola , e lo rimanda impiallrato tutto da capo à piedi con fuperlli- ziofi rimedij : ma quel profitto , che da vii Medico inimico ? e tradito¬ re fi cauarebbe , tale il più delle volte auuiene, che P infermo ricaui da colini ; peroche in vece di refrigerio , aggrauandofegli lo fpafimo , dop¬ piamente arrabbiato fe ne muore , 18.9 Molonga con vna prelligiofa operazione prefume, d’indoui- nare,fe P infermo rifanerà, o nò : mette egli al fuoco vna pentola ripie¬ na d'acqua , e di altri ingredienti , e quando bolle v’immerge la nuda mano , e la ricaua intatta , per dare à conofcere, che queitoèpriuilegio conceduto al fuo minillero , indi fopra la lleffa acqua borbottando il fuo diabolico elorcifmo , quali pretenda farli vbbidire, le fi precetto , che dia fegno,feP Infermo debba morire, ònòj e dinuouo cacciandola ma¬ no nell' acqua bollente, fe la ricaua, che fiaoffefa, prefagifce indubi¬ tata la morte 5 ma fe intatta , dà per infallibile , che guarirà . Che che ne fegua poi, abbenche mentifca il pronollico, non fe ne tiene conto al¬ cuno, nè perciò deteriora punto il concetto, che quella ilolida, e fu- perfiiziofa gente prellaà fomiglianti fciocchezze ; mentre il maggior capitale dicoilui fondafiin vna sfacciata prontezza di partiti, per man- tellare le fue frodi , 1 po Nconi , cosi detto dal nome di vn picciolo , e monco Idoletto, che del continuo porta appefo alla cintola , pregiali di penetrare le più occulte qualità de morbi , e di poterle guarire : mà con tanta fugacità preferì- LIBRO PRIMO. 85 prcfcriue egli all’infermo le regole, che dourà tenere, e per fuo ftipen- dio ne addimanda prezzo sì eforbitantc , che colui confiderando di non poterlo foddisfare, fe ne ritira, òpure feper fua difgrazia s’arrende à fi¬ dar fi di e fio , ben prefto con doppia penane paga il fio. ipi Nzafi profefìa anch’ egli l’arte di medicare, con dipendenza dal fopradetto Nconi , col quale hauendo conferito lo fiato dell’infer¬ mo , confulta ancora il modo di curarlo 5 laonde riceuuti gli oracoli , & inchinato il fuo Maeftro, ritorna all'ammalato, e gli mette al collo quat- troldoletti vniformi , vn campanello , e certe altre cofardle di ninno valore , confortandolo a tenere per indubbitata la fanità : ma alla fine gl* incarica vna farragine di riferbi tanto difficili ad ofieruarfi, che fe co- lui guarifce, il buon ciurmatore fubito ne diuulga il grido ; e fe muore, ha pronte le fcufefoprala trafgreffione degli ordini prefi ritti . 1.92 Ngodi prendefi carico diguarire i Sordi, nel che fare , intefià dire , che vfafie firaniffime forme onno nè fuggire , nè difenderli • 202 Nell’ vltimo luogo dell’ infame mafnadariferbaivn tale, det- to Atombola, perche collui, grande Incantatore ? pofliede la quint’ef- tote grandi fenza d’ogni fceleraggine j ortenta , everrebbe dare à credere di poter fve^tat0Te rifufeitare eglifolo i morti ,onde nelle fcritture (come io Hello più vol¬ te hò veduto) s'intitola Nganga Matombolas; cioè Sacerdote degli huomini refufeitati , pretendendo , chequefta fua virtù 1* auttorizi , per il maggiore , £cilpiù degno di tutti. V artifizio, che coftui adopera nella fudetta funzione viene riferito dentro à quelli termini. Quando gli afflitti parenti d’ alcuno , che già fia defonto, e fepelìito, ricorrono à lui , pregandolo filantemente à rifufcitarlo , comanda egli, che lo di- lótterrino , e lo portino nella Selua ; colà , portolo in vifta di tutti i Tuoi confidenti , più volte vi palleggia d’ attorno , forma figure , circoli , ca¬ ratteri , inuoca il Demonio , 1* incenfa, e con mille cerimonie tanto s’ag¬ gira , che alla fine il cadauere dà qualche fegno di muouere ora le mani, ora li piedi , & ora il capo : doppo i quali indizij , quali non fia foddif- fatto , replica con altrettanta vehemenza gl'infernali feongiuri, e viè piùfeorgendofi nel cadauere moti, che fembrano vitali, non rallenta le operazioni , fin che non appaia illuforiamente , che fi alzi in piedi , che palleggi per la forefta , che articoli qualche voce , che riceua per bocca il cibo , e che faccia altre cole indicanti, eh’ egli fia viuo : adunque, for- Suaopert. tito che fia il preftigiofo effetto, lo reftituifee a’ Parenti, mà con precet- come ti tanto ftrauaganti , & inolferuabili , che da chiunque hà fior di ferino ^J*”**^ s’ argomenta la frode 5 imperoche ricadendo quel Cadauero nello fiato di prima, òdileguandofi quella fantaftica apparenza , euidentemente manifeftafil'illufione, e che non poteua il diabolico inganno, in qua¬ lunque modo fi folfe , più lungo tempo fuflfitere , 20 3 Che quelli incantatori difotterrino i Corpi , è cofa indubitata- oìcbUnfi mente accaduta à mio tempo in più luoghi , quando trafcorfileProuin- n modo di eie di Sogno , di Boenza, di Sundi , & altre ; mà che portano per propria tprt 1 • virtù relfituireloro realmente la vita, ogni ragione Cattolica, e Filo- fofica c'infegna che nò 5 richiedendouifi la fola onnipotente Mano di di Dio, la quale in fomiglianti operazioni totalmente Diaboliche ,e pregiudiziali alla Sua Maertà,non vi concorre giammafitollerando fola- mente , che il Demonio deludai fuoi feguaci, in pena di vna volontaria foggezione da erti offerta al di lui tirannico impero : entra egli per tanto v nella Aum vitine* to a ’ M fsio narij' », Giuramenti SS LIBRO PRIMO. nella immonda , & a lui proporzionata habitazione di quei Cadaueri , mouendo gli organi loro , quando li troua difpodi , ad articolare le vo~ ci, benché imperfette; ò pure egli deifo , agitando l’ aria , le forma , ma fiacche, fbccili , e poco intelligibili : il rimanente delle operazioni (ec¬ cettuatone il vegetare , il concuoccre , e limili, che fono proprie della natura de gli Animali, e delle Creature ragioneuoli ) non fono imponì¬ bili al Demonio , attefa l’ agilità, propria dote di quello fpirito, eh5 egli è, Quefta verità intorno à fomiglianti illusioni in tutto predigiofe, quantunque non habbia maggiore necelfità di argomenti per dabilirfi, con tutto ciò pare à mè , che rimanga auuiuata da vna ofleruazione lat¬ ta ; cioè à dire , che quel cadauere apparentemente rifufcitato, non la difeorre , nè prorompe giammai à lagnarli dello dato, in cui realmente lì ritioua ; e pureelfendocertiffimo^he i Pagani iìdannano, donerebbe almeno alcuna volta vdirlì dalla bocca di codoro qualche racconto de gli horribili tormenti, che patifee l’Anima nell' Inferno : laonde alfeue- rantemente concludo, quella voce non effer altrimenti del Defonto, ma bensì del Demonio, il quale, conofcendoche à fe delfopregiudica- rebbe,auuertitamentenon vuolrifferire quanto palfa nell’ altra vita. 204 Tale èia Scuola de’ Minidri di Satanafso , afsilfita da molti al¬ tri ancora piu Tozzi ,. e più occulti , e di minor conto , i quali, conforme alla diuerfitàde1 Carichi a loro preferita , vagando per ogni parte, fo¬ mentano la perfidia, difieminano gli errori, & infettano la nouella greg¬ gia; in fbmma ellì foli defraudano il profitto delle nodre diligenze,, e contro di loro conuiene , che s1 impieghi ogni nolfra vigilanza , &< ogni dento ; atteloche , non elìendo altrimenti edilità con lade- tedazione dell’ Idolatria , P antica propenfione de’ Popoli verfo le luperdiziofe cerimonie , è facile cofa che iìano fedotti; e molti non bene indrutti, per femplice ignoranza più todo che per malizia , torna¬ no à ricadere . Auuertenza molto necelfaria à qualfiiìaMilfionario, Int¬ uendone io feoperti molti, che doppo riceuuto il Santo Battefimo, con- tinuauano à viuere nel medefimo inganno , non facendoli fcrupolo di alcune operazioni , le quali di fatto erano diaboliche, e dannate. De* Giuramenti • 2° $ Velie ifperienze, che fottonomedipruoue Ciuili, &Ec-> clelìadiche,furono anticamente in frequentiflìma codu- manza , e che doppoi da molti Chridiani , con poco rifpetto verfo Id¬ dio , e minore femplicità , abufate , rimafero , coll’ andare de* tempi , dai comune alfenfo della Chiefa fantamente pode in difillo, e proibite , prefero ( quantunque fiano diuerfe ) tanto piede in quedi Regni, doue , con gli altri abulì , le introdufle la Gentilità , che fi dimano borniai la - * \ LIBRO PRIMO* 89 più difficile cofia da eftirpare affatto , eziandio dal cuore di quelli, che da douero fi fono alla nortra Santa Fede conuertiti ; imperoche, fiotto ti¬ tolo di giuramento , pretendendo di cautelare il vicendeuole commer¬ cio, fi fanno lecite mille efiorbitanti {regolatezze priue di Verità, di Giuftizia , e di Giudizio ; condizioni efientialifììme ad vn’ azione altre volte riputata honefta , giutta, e religiofia . Quanto fiano adunque di¬ ttanti dalla rettitudine quelli loro giuramenti, ageuolmente apparirà ne'racconti, che fieguono , da me creduti neceflarij , sì per la curiofità in effi contenuta , come per informazione à Miffionarij , che anderanno colà, &anco per rendere maggiormente compaffioneuoli le barbare, & indificrete leggi de gl'idolatri . 2otf Prettanfi i Giuramenti per mano de Miniftri del Demonio, cioè de profani Sacerdoti degl'idoli , i quali in quelle funzioni , che fono il capitale della loro vita , facendo per via difuperftizione, òper altro ar- Maniere tifizio, ftrauaeanti pruoue di acqua bollente, di fuoco, e di veleni, era- diut>ffe nel . 3 1.T^ frJ- r • r • , \ dar* iGiu- uemente ingannano 1 Popoli . In dmerfe maniere li praticano, e v e ramenliu molta differenza tra quelli del Congo , e quelli de gli altri due Regni . Nel Congo, quando il Giudice non può fipeditamente, ò per altro mez¬ zo conuincere vno, che fia indiziato di qualche misfatto, lo coftituifice dauanti al Ganga, ò vogliamo dire Sacerdote de Giuramenti, il quale portogli in bocca certo ingrediente manipolato con occulte cerimonie , lo coftringe ad imprecarfi l’ira de gli Dei , qualuolta egli fia colpeuole del delitto , cheglièftatooppofto. Se quella imprecazione , ò forma¬ lità di giuramento fortifica il pretelo effetto, non poffo nè in tutto affe- rirlo , nè intieramente negarlo: sò però di certo, elìcmi vn’ altro Ganga, che fi chiama Nzi, deputato ad alfioluere fiomiglianti materie , il quale N%i eftoiut {Impicciandola lingua col frutto della Palma allo fpergiuro, e fiufiur- rando alcune parole di fienfio totalmente oppofto alla imprecazione, eh’ egli fece , lo perfiuade à crederli affoluto dalla falfità del giuramento , e riconciliato appieno con li Dei; fi che colui, che per V interno rimorfio afipettaua qualche fienfibiledifigrazia,animato da quefla fiducia, più non penfia , che il Cielo debba , ò porta prenderne la douuta vendetta . 207 In alcune Prouincie lontane dalla Corte Reale , hanno in qua- Ef?grimen. lità di giuramento, ^applicare alle tempia dell’ incolpato vnadiquel- io con u le Lumachette , che fi {pendono per moneta , con quella ofleruazione , Gbmcteie . che , fie cade da fie , colui fia giudicato innocente; mà fie gli s’attacca alla pelle, rerti conuinto per reo , e come tale , à proporzione della colpa , fia punito. 208 In vicinanza del Mare, ifimorzando nell’ acque vna fiaccola fin- perftiziofiamente comporta di certo bitume, aftringono il fiuppofto reo ac à berne, de à proferire almeno eftrinfiecamente leconfuete protette, non M mai Col Mar¬ tello di v» Fabbro , Con lau jtu - ra di piedi. Con lambi¬ re y>n tf fletto , Di Ncaffa curio fo , 90 LIBRO PRIMO. mai dilgiunte da altririti, fuperfiui à defcriuere: e quello frequentiffimo abufo lo reputano gli habitatori il più facile , e più ficuro ; lenza auue- derfi quanto fia ingiurio , e nefando . aop Altri ? valendofi del Giuramento Nde-fiand-zundù , lauano il Martello, ò la Mazza di vn Fabbro, cd intrecciando quella funzione con moltiffime llrauaganze , indegne darifaperlì , ingozzano quell’ ac¬ qua nelle fauci dell" accufato, con ferma opinione, che la virtù troppo efficace di effia sforzerallo à palefare la quiddità delFecceffo : il che quando auuenga , potrebbe!! eziandio attribuire allo fpauento conce- puto da colui; imperoche quantunque egli fia confapeuole della pro¬ pria innocenza , sbigottito nondimeno dalla fola apprenfione , che la parte auuerlaria fotto quello pretelle habbia Inabilito vna irreuo- cabile vendetta, ageuolmente condefcendeà confeifarfi reo: fe pure anche qui non vogliamo fofpettare, che v’interuenga l'aiuto del De¬ monio, mediante qualche patto; il che tuttora ci rimane occulto, per¬ che i Neri non vogliono manifeftarlo. 2 1 o Per l’ addietro nel Contado di Sogno coftringeuafi il Reo à be¬ re dell* acqua, con cui il Mani-Sogno , cioè il Conte di Sogno fi folle la- uatii piedi; al quale effetto la raccoglieuano, e conferuauano i Ganga Sopraintendenti à quello Giuramento, chiamato Nfia-maza- à-Mafo- gno ; mà doppo che egli hà ceduto (per quanto dicono ) il priuilegio ad vn’ altro Principe detto Maquimi , fi danno a credere , che la virtù fia trasferita nell’ acqua , doue quell* vltimo fi laua ; & oggidì dal nome di collui appellali il Giuramento Maquimi . 2 1 1 Non pochi con la medefima pazzia, lauano il Maiz nell’ acqua di non so quale laguna, e doppo d’ hauerlo ben bene infranto , preferi¬ tane il Pellello al delinquente; accioche,fe pretende fincerarfi, lo lam- bifea più volte ; fupponendo , che non potrà tacere la verità : mà in fat¬ ti (efaminando tutte le circoilanze) fe egli è vero, che lo tengano pa¬ recchi giorni in vna rigorofa dieta , minacciandolo fouente di leuargl lavita,ècofa aliai verifimile, che vnmelchino ridotto à quello eftre- mo , addormentandoli con la mente indebolita per la inedia , e con h imaginazione ingombrata dafantafmi concernenti la propria caufa,di. fauuedutamente articoli qualche parola aggrauante la fua contumacia imperoche quantunque non debba farfi cafo di chi appunto, fognando parla co’fantafmi, nulladimenol* iniquo Giudice fi fà lecito di cauarm vn reale fondamento, per condannarlo alla morte . E quello Giuramen to chiamali Ndefiaquizù . 2 1 2 La più pericolofa, & inganneuole maniera ( trà quante notai è quella, che dall* vfo frequente della Ncaffa, e dal Miniitro , che pari menti porta V illeffo nome, viene denominata di Ncaffa; introdotta pe difeo- LIBRO PRIMO. 9* difcoprirecoloro,chefonoinfofpctto di Fattucchieri, e di Stregoni. Ncaffa è vii Albero di ftraordinaria altezza , il cui legno di colore rof- ficcio ha molta virtù perrifanare le gengiue,& i denti offefi (li come più volte ne vidi ftupendo effetto) mà egli è dotato ancora (per quanto ri¬ ferirono ) di vna qualità velenofa , e maligna , à fegno che gli vccelli, pafsandoui lòpra, piombanoà terra, & immediatamente muoiono. Vo¬ lendo adunque il Sacerdote Ncafsa (diciamo con più proprietà) il Mago fcourire, fé colui, che n* è incolpato fia veramente del meftiere , hauutolo già nelle mani , e condottolo alla prefenza del Popolo à tal fi¬ ne congregato, lo coftringe ad afsorbire la poluere della corteccia del¬ l’albero fud etto, ftemperata con acqua pura dentro vn Vaiò, alterando, ò diminuendo la quantità di elsa, fecondo che per occulto concerto con la parte auuerfaria , più ò meno gli torna à conto la foprauiuenza , ò la morte di quello fciagurato : comanda per tanto à quella beuanda (co¬ me fe egli haueffe autorità fourhumana ) che fe colui è huomo dabbene non glifi fermi nello ftomaco,e da fe ftefsa n’efca fuori fenza danno* mà quando fiacolpeuole gli cagioni la meritata morte : indi confinatolo ad alcuni robuili Saltatori , attende il fine di quella , riputata daNeri, giuridica ifperienza;coloro,adunque prefido per le mani, in cento modi iconci, e violenti l’ agitano, e Io trabalzano fino alFellrema ftanchez- za; laonde più volte,perduti i fenfi,ne tramortire t à tutta quella facen- daalfiftono i parenti, egliaccufatori 5 i primi cantando àguifa di chi raccomanda alla protezione del Cielo la difefa di vn’ innocente; gli al¬ tri all* oppollo , accioche rimanga conuinto , e muoia . Fra tante vicen¬ de di vna si sfacciata apparenza non accade, che prefumano giuftifica- re la loro deteftabile empietà, nè validare un barbaro efperimento ; im- peroche, oltre à quello che habbiamo detto, troppo è manifefto,che 1’ in- terefsatilfimoMiniftro corrotto dalla forza de donatiui, non procede giammai con totale fchiettezza , efsendo fenza dubbio in fua dilpofizio- ne alterare la dofe di quel veleno, ò porgere altra poluere differente dalla Ncafsa : tuttauia ( communque ciò accada) fe 1* incolpato non ri¬ getta la beuanda, e la ritiene dentro lo ftomaco,allora i fuoi nemici, ima- ginandoficheciò deriuidall’efser’egli colpeuole, non fidamente le gli auuentanoalla vita, e lotto lepercoise 1* vccidono; mà di vantaggio è loropermefsodi maltrattare idi lui parenti, imputandoli complici dello llefso delitto : che fe poi la rigetta, tutti l’accarezzano, dimollrando le¬ gni d’apparente amicizia, il che fanno con sfacciata adulazione ezian¬ dio gl’nteffi accufatori. L’vfo difimilebeuanda, per cauarne la verità , com effifuppongono, è riputato frà queili Gentili molto giullo, proprio , eragioneuole,fottoponendo alla medeiìmapruoua i più propinqui del- l’ incolpato, quantunque di elli non appanfea nè indizio , ne fofpetto. M z Acca- Nbaù / cuo - prt i latro¬ cini» Col ferro rotante . Sua frode • Neri ì torto fchernifcono il nofiro mo. do di giura¬ te. Giuramenti pinati. pz L i:.b mOd POR I MIO. 213 Accadendo feourire qualche latrocinio , hanno vn Miniftro , per nome Nbaù, deputato à cauarne il netto : à codui fà di melliefi effe* re Scaltro , fopra quanti ve n* ha diqueda fcuola ; attefoche, trattando¬ li non di acqua fredda , ò di finto veleno , ma di ferro veramente infuo¬ cato , fe non adoperafi'e l’ ingegno , e 1‘ arte , in vece d* ingannare gli altri j offenderebbe fe dello; prefoio adunque nelle mani , perodentare la propria indennità , lo maneggia , e lo difende fopra la propria carne ignuda;doppoi cimenta all’ ideilo confronto il mefchino,che fu accufa- to. In quello fatto euui la frode per via di naturale artificio, come con¬ ila su le publiche Piazze praticarli da ciurmatori, i quali, con alcuni preferuatiui , ò mediante alcuna illusione , mollrano di frigerfi le carni, e di maneggiare ferri rouenti , fenza veruna offefa : òpure quelli Nbaù hanno qualche diabolico prelligio ; nel quale fofpetto mi confermai, mentre vidi, che àloro beneplacito , e per Tilfelfo delitto di latrocinio, prendeuano da chiunque fi folfe vn filo dilana , ò di altra materia com- bullibile , e tenendolo ben tefo , ellì da vn capo, & il reo dall’altro, vi dendeuano fopra il ferro infuocato e dall’ abbruciarli , ò nò, cauaua- no la confeguenza di douerfi condannare , ò alfoluere quel tale : ma ef- fettiuamente colui, prima di prefentarfi , ha fatta la fua. parte di donare più , ò meno à quello Ganga , dal cui arbitrio dipende la diffinitiua fen- tenza 5 e fenza dubbio , oltre 1* inganno del filo (fe pure la loro ignoran¬ za arriua à farlo con arte , il che mi sa difficile ) tanto imbrogliano con ripieghi fuggenti in queir atto ideilo da qualche iterata promefla , che loro venga fatta di vn buon paraguanto , che alla fine, disdicendoli an- chetaluolta di quello, che teftèprononciarono, con fomma iinpudentia mantellano la reità , e con altrettanta ingiullizia condannano l’inno¬ cenza . 214 Troppo farei prolilfo,fe voleffi effondermi nella diuerfità de riti,, che intorno à quella materia olferuai praticarli da Mociconghi , i quali nè piu nè meno fi fanno lecite le imprecazioni , i Sortilegi, e Somiglianti empietà ; dirò Solamente tanta edere la dima, che di elfi ne fanno , che, volendoli in tutto dabilire il fempliciffimo codume de Cattolici, fe ne ridono ; falsamente argomentando,che Siano da nulla i nodri giuramen¬ ti , mentre in vn5 filante non vedefi punito lo Spergiuro: quali che Id¬ dio , cui tocca la cenlura di ogni nodraazione, qualora differifce la ven¬ detta , non voglia più farla, o Se ne dimentichi adatto: mà quella Co- Scienza, che quelli mefehini hanno di mille frodi macchiata , rimprouera loro Sufficientemente la fallacia dell’ empio fuppofto . 215 Ne Regni di Matamba , e di Angola fi procede con altre ceri¬ monie , Singolarmente fe i giuramenti fi danno in publico giudizio 5 im- pexoche fe parliamo di quelli , che alla giornata occorrono in ogni pri- uata LIBRO PRIMO. 9} uata facenda lenza interuento di teflimonij, le loro formule confillono in femplici imprecazioni, cornea dire: fe io feci , ò di (fi la tal cofa , mi colpifca il fulmine, e mi diffida per mezzo; mi porti feco lo fpiritode miei morti; polla io elfere vittima de miei nemici , e fimili ; ma fe la gra- uezza richiede maggiori cautele, ò più folennità, all’ora, affinché il 'Jotnnu giuramento fia facro, collituendofi le parti dauanti ad vno de loro Sa¬ cerdoti, con 1’ affillenza di molte perfone, interpongono l’inuocazio- ne di qualche Idolo , chiamandolo in teftimonio delle proprie alfeue- ranze ; talora giurano fopra la d ignita di elfo; e tal volta fopra la vita del Rèmedefimo. 2K5* Bulungoèvna fpecie di Giuramento, che fi formaliza con di- Buiurgo uerfità di riti , conforme la diuerlìtà di coloro , che in quello anniderò giuramento ne hanno la fopraintendenza : alcuni cauano dalla carne di non sò qua- le Serpente , dalla midolla di vn frutto, e dal fugo di varie piante vn* ellratto efficacìffimo, per alienare da fenlì il prefunto reo , il quale im¬ mediatamente doppo dihauere imprecata l’ ira del Cielo , rimane fuora di fe, trema à guifa di paralitico , nè può reggerfi in piedi ; anzi fe qual¬ cheduno per compaffione non gliporgelfe il contraueleno, inpochi gior¬ ni morirebbe(il che fouente accade)òpure,foprauiuendo,diuentarebbe Solido , infenfato , & inhabile à difporre di fe ftelfo : alcuni ne vidi tan¬ to Umanamente agitati dalla violenza diquefta beuanda, che la robu- flezza di molte perfone non era valeuole a tenerli fermi, per riportarli di pefo alle cafe loro . Dipende adunque dalla fellonia del Giudice con- uincere violentemente gl’ innocenti , &alfoIuere i rei; diffiinulandofì tutt’ oggi da gf infelici Neri quelle sì fconcie formalità di amminillra- re lagiutlizia . 217 Alle fudette cofe aggiungono alcuni vn pezzo di radice della Conaitro Banana , albero fruttifero, e da me defcritto altroue, pretendendo di w&ndienu • rettamente giudicare contro colui , che non può tranguggiarla; impero- che quantunque di fua natura ella radice fia tenera, e molle; tuttauia coloro , che la porgono al fuppollo reo , hanno il fegreto di renderla , à proprio talento , così attaccaticcia , e tenace , che il mefchino, feden¬ doli inuefchiate le gengiue, & il palato, non può aprire la bocca; fem- brando ancoraché mallichi pietruccie fottoi denti; col quale folo, e fantallico indizio empiamente condannali la vita di vn’huomo. 218 Altricol frutto di vna Palma detta Emba, danno lo Hello Giu- ramento,di cui parliamo : quindiper accreditare l’apparenza di quella tulle COtL—J pruoua , elfendoli effi ben muniticon gagliardi preferuatiui, ollentano fraudi . di farne lo fperimentoin loro medelimi; volendo dimollrare, che lì come chiè innocente non ne riceue danno , così all’oppoilo chi e colpeuole non può refulere à quella occulta viitù , che fuela gli occulti misfatti > e di Gofa nota¬ bile . Grondo %ìu* varnento for mutabile . Cbìlumbo più (Ir ano . 94 libro primo. e di qua ne tirano la confeguenza. Dunque coftui e convìnto: effettiua- mente,fe quel difauuenturatononhebbe tanto ceruello in capo , òca- pitale in talea per alfodare la partita coll’ intereffato Minilfro, fenza dubbio la perderà; ma fé caminano amendue di concerto , beua pure allegramente , conciofiacofachc à colui non mancano modi, per correg¬ gere qualunque veleno ; e quando folle corretto non adulterarlo, tro- uarebbe altri fòterfugi: infornala per grande alfalfmo che fia quello tale, iaprà il corrotto Giudice farlo comparire nel cofpetto di tutti per vn‘ huomo illibatilfimo . Peggio fià che quella federata canaglia, doppo di hauerericeuuta duplicata mercede da ambe le parti 5 pronuncia le fen- tenze à capriccio, fenza (limolo di compalfione , ò ribrezzo di vna tan¬ ta perfidia . L* anno 1660. dimorando io colà nelle Milfioni , due Neri portatili à prendere quello Giuramento contribuirono il valore di dodi¬ ci Scudi Romani ( che non è poco in quelle parti) all* iniquo Giudice; il quale è tenuto con vna porzione di quelli Tuoi guadagni riconofcere il capo della fua Setta; anzitaluolta gl’ ideili Soui; dal che notabil¬ mente rimane impedito il profitto dell'Anime,attefoche, quelli Signori, quando fi tratta di punire , ò di eltirpare affatto i fautori del Gentilef- mo , temendo di perdere gli emolumentidelle loro tenui rendite, giam¬ mai s" accordano di allillere da douero à Mifiionarj ; fi come altrettan¬ to è diffìcile, trattandoli con gente ignorante , e plebea, rimuouere per via di perfuafìoni le inuecchiate corrutele . 219 Oroncio,chiamafi vn* altro Sperimento, in cui porgonfi alcuni bocconi del frutto Niceffo preparati con qualche potentillìmo veleno . Il Mi ili Uro adunque doppo d’ hauerne fattoi’ all'aggio (e può farlo in- trepidamente,ellendo già armato di antidoti)collringe il reo à trangugi giare il rellante; ilmefchino allora imprecatafi la morte, qualunque volta fia colpeuole , efeguifee il comando ; quando ecco ad vn tratto (V egli non era accordato col medelìmo Minillro) s’ enfia tutto , illiui- difee, e feoppia. Quindi molti nelTvdirfi intimata vna sì horribile pruoua , (òpra fatti dalla fola apprenfione, cadono tramortiti, e fi danno per vinti. 220 La terzalpecie di Giuramento, chiamata Chilumbo, fi fa, me¬ diante vna lamina di ferro larga quattro dita , e ben infocata, fpianan- dolasù la nuda carne dallapiegatura del ginocchio fino al tallone del piede di colui, che fùinquifito . In quella barbara ifperienza non man- cano,oltre l’inuocazione degl’idoli, altre abomineuoli frodi; e pollo alfeuerantemente confeflare di hauerne fperimentato à mio collo vn le nfib ile effetto, il quale non mi vergogno di riferire. Ritrouandomi vna fiata à vedere quella facenda , con intenzione di poterne fgannare la molta gente concorfaui , doppo dihauereolferuato ,che il Sacerdote leuaua LIBRO PRIMO. 95 leuaua il ferrobenrouente, e diltendeualo fòpra lagamba del prefunto reo/enza che colui prouafie danno citeriore nella pelle , ò dalle indizio di ientirne dolore ; itupito di ciò , e faidopure nel mio concetto , che vi folfe illufione , cioè che il ferro parelfe , ma realmente non folfe, infoca¬ to , arditamente lo leuai da terra con due dita , ma con mio mal prò, at- tefoche mifentij viuamente friggere la pelle ; in ogni modo Iddio be¬ nedetto j perche non rimandi! burlato da quei Gentili , mi diede tanta fortezza d'animo > che, à villa di tutti didìmulando il dolore , io folten- ni vn tantino , & anche agiatamente lo rimifi in terra : doppoi bramo- lo di penetrare 1* artifizio, guadagnata, mediante alcune colarelle d'Eu¬ ropa, la confidenza diquell’ iileilo Miniftro, ne lo ricercai; emanife- ftommi,cheperfaluare vn’amico, vfano premunirlo con alcune polueri preparate con le certe loro proprie inuocazionij e che, oltre E elferefot- tilillime , fi che non ne apparifceP inganno , fono di tanta attiuità , che coluipotrebbe ficuramente entrare in vn gran fuoco. Non voglio ne¬ gare la virtù occulta di molte cofe naturali; e perciò può darli, che que¬ llo effetto fianon fuperitizioio ; ma concorrendouiinuocazioni, non de- uo fcufarlo da qualche abomineuole empietà . 221 Nel quarto giuramento, chiamato Olungengue, annodanfi dal perfido Miniftro i fuppofti Rei con funicelle di Palma fiottili, e robuftiifi- me,maneggiandofi egli però in quella funzione con quel folito rifpettor relatiuo al paraguanto daelfiriceuuto, òal fieruigio, che pretende di fare a chiunque con lo Hello mezzo glie ne haurà fatta Piftanza ; laon¬ de à fiuo talento ( fenza che veruno oli rimprouerarlo ) firinge, ò rallen¬ ta : e fie talora , à fine d i inoltrarli feuero , & efattillimo , carica la mano, fino che i nodi penetrino la viua carne del patiente; nulladimeno , per via di fegreti ( non so fie naturali , ò fuperftizioli) glie la iltupidifice di si fatta maniera , che non lenta dolore , e con ciò falli lecito di ipacciarlo perhuomo dabbene . 222 Camuanga che è giuramento particolare de Giaghi, i qualicon elfo rinouanoogn’ anno la profellione del proprio Infiituto, confilte in vn certo beueraggio di veleni potentilfimi: quindià chinon hà perizia del fatto, renderà marauiglia l’intendere, che mai fiempre, di dieci, che giurano, vnfiolo ne rimanga vinto, e morto: legno euidente, che il Ganga pattuifice col Demonio , il quale richiede la decima de’ corpi di quegl'infelici Maltri . Pofcia della mercede, di cui (campa elfio Miniltro, hanno la parte loro i Soni delle T erre, e delle Prouincie . Ma douendo- fi dare à fiuo luogo vna precifia contezza de beltiali collumi di quella Nazione, colà più diliintamenteconofceremo non elfierui fchiauitudi- ne , che la loro di gran longa adegui . A 223 Nel Giuramento, che chiamano Giagij, più palpabilmente ficor- gonfi Inganno manifejiato ad vn Mt(- fwnario . Olungengue giuramento. Camuanga giuramento de Giaghi , Giagij gitt- r Amento, Bagi altro giuramtnto» 96 LIBRO PRIMO. gonfi la frode, la illufione, &infieme la fagacità del Miniftro. Quelli pone in vna pentola imbrattata di Veconde , chfèvna terra di colore fofficcio, alcuni pezzetti di Zucche, vfate à confetture logliose nel fon» do di cfsa vna pietrucaa con altri ingredienti atti à Zirla bollire al gran fuoco, che à quell’effetto in luogo aperto fi accende : quando ellaè nel¬ la fua maggiore efferuefeenza , collringe il contumace à porui dentro la, mano ignuda , & à cauarne la Pietra : fe rimane offefo , eccolo conuinto, e giudicato reo ; ma non riccuendo moleftia , Ogn’ vno de’ circo danti applaude alla fuppofta innocenza , fenz’ altro richiamo . Il prelerua- tiuo confifte in éltratti di alcune erbe molto reiiftenti al calore del fuo¬ co (fi come fappiamo altresì, che 1* argento viuoviatocon artifizio, per efsere di ecceffiua freddezza, è fufficiente all iftefso effetto) quindi il Miniftro , che non vuole intacco di parzialità, coftuma vngere la ma¬ no di colui, che, fecondo il fuo peruerfo capriccio, hà da rimanere colpe- uole , con vna forte di vnguento niente diffimile , quanto all* apparen¬ za , dal fòpradetto , ma in foftanza tutto affatto contrario nella virtù > peroche efsendo calidiffimo,accrefce l*attiuità,e fà maggiormente fen- tiregli effetti del bollore. In quefta guifa foggiacciono gl* infelici alla vendetta de' loro competitori , i quali , purché preuagliano in liberalità verfo il Giudice , 1* induconoà commettere qualunque empietà contro la Giultizia, rimanendone egli nella riputazione di prima, e fempredif- pollo à fauorire la parte, che meglio faprà guadagnarlo . f 224 Nel fettimo de Giuramenti {blenni , detto Bagi, in vece del confueto Ganga , afflile vna perfona profana ; rnà però di qualche auto¬ rità, e precifamente deputata alla fopraintendenza di quello affare: per capire adunque tutta la cerimonia , farà bene porre il cafo in pratica . Entrano due Soggetti in contefa , e perche la foftanza de loro diipareri confifte principalmente nella quiddità del fatto, fe ne vanno à colui che tiene la facoltà fudetta, il quale conofcendo, non poterfi per altro mez¬ zo indagare il vero , attefoche i termini della depofizione non confron¬ tano, immediatamente propone il giuramento Bagi, pattuendo con amendue , che quando lì faranno fottopofti alla pruoua,s' acchetino : à; quefto effetto prende egli due carcami , ò fianogufeidi Teftuggincterre- ftre, e doppo di hauerli impiaftrati con miftura di polueri (à me igno¬ te) li colloca su la fronte di ognuno di elfi, comandando loro, che à tutta forza crollino il capo ; coftretti per tanto ad vbbidire, attendono ch’egli ne faccia il cenno, affine di muouerlì amendue in vn’ iftefso mo¬ mento 5 preferinendolì à quefta funzione con vigore di fentenza innap- pellabile , che colui , alquale prima dell’ altro ftaccheraffi dalla fronte il fudetto arnefe , Ila giudicato reo di [pergiuro, e come tale, fieramen¬ te punito. L’inganno del Miniftro ( che io direi ciurmatore, più tofto che LIBRO PRIMO; 97 che giudice) fembrami cofa ageuole da praticarli , e da intendere ; im- peroche può egli à Tuo piacere fciegliere,òpure artificiofamente accon¬ ciare i gufci delle Telluggini in tal modo, che più, ò meno s’ attacchino alla pelle ; e poicia improntameli, conforme gli detta il genio, già cat- tiuato dalla forza di qualche donatiuo , fenza che alcuno reclami dell* mgiuftizia,per elfere ^autorità di collui fommamente rifpettata . Stupi- ua meco fteiTo,nè voleuo perfuadermi,che huomini(per rozzi cheliano) prellalfero tanta fede à quelle manifeftiflìme frodi, e che non ammettef- fero almeno qualcheduna delle molte ragioni, che intorno à ciò coti- dianamente adduceuano i Miffìonarj: ma troppo è vero, che fe vn raggio di Luceonnipotente non diflipa (come dobbiamo fperarlo) quelle men¬ tali caligini , farebbe vano ogni tentatiuo , concioliacofache i mefchi- ni di fouerchio abbacinati dalla natia llolidezza, in vece di arrenderà , con vn voltare di fpalle, rifpondono : Cua-tem-bulunjruo , cua-tem-bu - lunguo : cioè à dire : è imponìbile, che i nollri Giudici c* ingannino 5 non può elfere , non può efsere . 225 Alle narrate formule di Giuramenti , forfè non difdirà , che io Alt*e ftra; ne aggiunga altre chiamate minori , impercioche i Neri priuatamente ^fiogtnT- le praticano negli affari di poco rilieuo fenza interuento di Minillri , e re. fenza pericolo della vita . Sogliono adunque in anellazione di raccon¬ tare il vero , ò di voler mantenere la promelfa , porli in bocca vn tanti¬ no di loto ,lpezzare vn legnetto , mallicare vna foglia, fputare in aria, fpremcre vn frutto, ò fare altre limili leggierezze , apprendendo ciò per cofa di tanto valore, che fouente dopo di hauere giuratole ne contrilla¬ no , e credono di non poterne elfere alfoluti , fecondo il loro fciocco in¬ tenderete non da fuoi falfi Ganga; i quali da quella forte di profciogli- menti llraordinario emolumento ricauano . Ma per difendere à qual¬ che particolare : il primo di quelli Giuramenti, che mi cade dalla pen- na, chiamali Ongij-à- Calunga (nome cauato, per quanto m* imagino, tornente of- dalPinuentore) & è quando dueperfone fcambieuolmente s’ impegna- fonati. no di non mai più parlare inliemetdato il giuramento (benché facili à pentitene) perfillono conollinazione, da elfi creduta religiofa, à man¬ tenerlo , fintanto che ilMinillro non glialfolue; e fe à cafo (come tutto giorno accade) trafgredifcono quelta promelfa, odonli afflitti efcla- mare : ohimè fon morto, fon fpedito . Per leuarfi dunque d' addolfo Paf- fonno, e 1* obligazione , ricorrono à chi ne hà la facoltà , & sfattamen¬ te efpongono il fatto : fe hanno giurato vna fol uolta, li perfuadono, che baili vedere la faccia del Ganga ; mà fe il giuraméto fù replicato, corre obbligo, per elfere pienamente profciolti, vfare le proprie, e formali ce¬ rimonie , come à dire ; fe nel farlo li pofero il loto in bocca ; il Minillro riducendo in poluere alcune radiche , epoftele in vna folfetta , pronun- N eia BtfìemmiA (antro gl' I- doli come ri. [• luta • Le congiure in che modo fi (cuoprano per via di giudizio. 98 LIBRO PRIMO, eia certe imprecazioni contro colui, che giurò $ e dopoi gl* ingiunge , che., prodrato dauanri ad elfa, detedi il giuramento fatto ; il che adem¬ piuto, gli porge à bere vn Vafo d'acqua, e riceuuta la ricognizione della fatica , lo rimanda alfoluto , e contento . Poco digerente fi è il rito in¬ torno all’ altre trafgreilìoni ; laonde badando à Millìonarj vna fuperfi- ziale notizia, per ifcourire,e medicare i mali, che occorrono, trafcuro di farne prolifìò racconto. 23 >5 Se tal vno giura fopraThonore di qualche Idolo ,ouero lo no¬ mina in vano ( il che farebbe come bedemmiarlo ) il Ganga che n’ è il cudode, prende l'Animale confueto facrificard à quello, & hauendogli prima lauata la teda, fa bere à colui, che pretende di edere afloluto, la della acqua, che(per dirla) fenza mettenti fale, vende molto falata; vo¬ lendo per ogni modo, che gli ha pagata la vittima , benché la ritenga per fe , & anche il tempo che ha confumato in queda fcempiaggine . 227 Alcuni per comprouare ciò, che dicono , giurano per la bene¬ dizione del Rè , imprecandoli di perderla : ma fe ne adengono, e lo fan¬ no molto di rado , dimandola al pari di ogni grande auuentura : nel che potrebbonfi paragonare afciocchi Ebrei, che tanto apprezzano la por- zi ne del loro Leuiatan , di cui fognano douerli per fomma delizia ciba¬ re nell’altro Mondo; e certamente i Neri altresì vendono taluolta 1’ vno all'altro queda benedizione; ma dopo il contratto, fembrando lo¬ ro vna intollerabile perdita , pentiti fe ne dilperano: quando adunque la parte contraria pretenda legitimare il giuramento , per chiarirli , fe colui diise il vero , fa le fue indanze al Regio Tribunale , accioche co- dringa lo fpergiuro à comparire in giudizio; chiamato per tanto da- uanti all’ idefso Rè, gli conuiene prendere, e leuare in alto il braccio finidrodiSuaMaedà;s'egli veramente èhuomo di parola, efeguilce con ogni prontezza ; ma le colpeuole di menzogna, apprende cotanto di cimentarfi in queda azione , che immediatamente, tremando da ca¬ po à piedi, dà à conofcere di efsere conuinto ; li che il Giudice può feue- ramente punirlo , come temerario , e bugiardo . 228 Sofpettandolidiqualche congiura contro il Prencipe, ola Republica , codumano prendere I* acqua , nella quale , il Rè , ò il Sa¬ cerdote habbianfi lauati i piedi, e la danno à bereà tutti coloro, che fo¬ no indiziati di queda fceleratezza ; falli la funzione in publico, &ellì fono obligati , prima di afsaggiarla, imprecarli vn diluuio di malanni : quelli che intrepidamente, e fenza naufea la beuono, dichiarati inno¬ centi, confeguifcono applaufo , & honore da tutta la Corte; mà quelli che inoltrano timore della pruoua , ò renitenza di domaco, in vn tratto, fenz’ altra forma di giudizio, riputati colpeuoli , feueramente fono pu¬ niti. Hcr qui richiamo chiunque fu à difcernere i termini, e la forma¬ lità LIBRO PRIMOi pp lità di quella forte di tribunali: tralafcio, che gente barbara, per incon¬ trare la foddisfazione di chi è interefsato nelì'accufa , non la guardi tanto alla minuta , e con tanto fcrupolo ; che la forza de’ donatiui cor¬ rompa la integrità de Giudici , fe pure di elfa follerò capaci: confiderò quanto ftrauolta , & impropria fia la confeguenza che tirano da quello ifperimentojimperoche fe la naufea ha da collitfore la reità di vn tale, dunque non la quiddità del fatto ricercata co5 debiti modi , mà vn me¬ ro accidente di compleflìone , più, ò meno gagliarda potrà conuincer- lo , & alfoluerlo : colà gli Etiopi , e principalmente i Signori di porta¬ ta , mattina , e fera s’ impia Urano di vnguenti , e di polueri , non tanto per bellezza , quanto per difenderfi da veleni, e dalle fattucchierie; oltre à ciò caminano fcalzi ; li che trà la poluere, & il fudore, fi lordano peggio che beline , indi fi lauano ; or mi fi dica quale robuflezza di ilo- maco affrontarebbe fenza naufea vna beuanda tanto fchifofa?Non par¬ lo del fofpetto ragioneuole , che vi fia mifturata qualche infezione ve¬ leno fa , come per lo più coftumano , per vendicarfi di qualche occulta offefa : sò bene , che per faluare eziandio il reo , non manca loro la de¬ prezza , per dargli altr’ acqua differente da quella , doue il Prencipe la- uò il proprio fuccidume . zap Mà non effendo fempre il genio de'Grandipiegheuole alle adu¬ lazioni , anzi deteflando l'empietà de’ Miniflri , come pregiudiziale al¬ la propria riputazione, più volte hò veduto trà quelli Neri ( Angolar¬ mente fe fono addomefticati nella conuei fazione con gli Europei) efem- pi di rara giuftizia ; e fenza forfè , Iddio , che gli hà coflituiti alla reg¬ genza de Popoli, inferifce nell’ animo loro fpiriti fuperiori alla comu¬ ne condizione de gli altri, e talenti per adempire le loro parti* Vuò narrare in quello propofìto vn bel liflìmo fatto raccontatomi da vinai Don Califfo Zelote, Interprete per molti anni de’noflri Miffionarj . Capitarono , diceua egli, alcuni Mercatanti Chrifliani alla Corte del RèdiMicocco, & effendo accufati di non sò quale delitto , pretendeua quel Principe, che foggia ceffero allo Statuto municipale de Giuramen¬ tifecondo il coflume della Profonda; mà e(li collantemente ricalan¬ do, per non contrauenire a’ Decreti Cattolici, infletterò, che foffe loro permeffo giurare, fecondo il noflro rito, fopra il Sacrofanto Euan- gelio, purché l’accufatore anch’egli, conforme il prefcritto della lua oi- feruanza, giurafle : Approuata dal Rè la propolla, il Sacerdote Idolatra fece la fua funzione , e communque paffaffe la facenda , il denuntiante fu conuinto di falfario, e di maligno . Mà il Rè ammirato del lucceffo , e fòlpettando , che i Mercatanti con vna buona mancia haueflero fu- bornato il Giudice , & in quello modo, vinta lacaula , penso di tcouri- re, fe quei fa alleghi Miniflri veramente corrifpondeuano con lcopcra- N 2 zioni , Puntuale t. mminìiìra . twr>e di giu- fii^ia mal - ami» Fatto no¬ tabile . IOO T ima de Nevi intor¬ no aW ofjer- stanca dz^j giuramenti . LIBRO PRIMO, zioni alla rettitudine, che profeffauano,e fé la riufeita di quelle pruoue £offe(come pertinacemente fomentano) mero effetto della verità, ò pure del capriccio venale di colui, che ne ha la fopraintendenza. Finfe adun¬ que effergli fiata rubbata buona fomma di Lumachette, moneta del Paefe , e di hauernein lo Spetto due fuoi Semidori : cofloro polli in car¬ cere, e di ordine diluirigorofamente efaminati, brauamente follenne* rola propria innocenza 3 di nuouo il Rè inoltrando premura di cauarne per ogni modo la verità , decretò , che fi procedere per via de’ confueti giuramenti , facendo fotto mano intendere à quel Ministro , cui tocca¬ rla la funzione , che procuraffe foddisfarlo in cofa di tanta confegucnza, e di fua riputazione 3 quelli lusingandoli di compiacerlo , caricata la do- fe nella beuanda, ageuoìmente conuinfe gl’ innocenti , e condannolìi à morte: venutala mattina desinata ad efeguirfi la fentenza, corapar- ue su la Piazza l’iftefso Rè , e mentre i due erano condotti al patibolo, riueiòal Popolo 1’ artifizio vfato , dichiarò l’innocenza de’ condanna¬ ti , la ribalderia del Giudice , & ordinò , che fenza frapporui tempo , à coftui , invece de gli altri due , fofse troncatoli capo, con efprefsa pro¬ ibizione, che giammai in auuenire fiprocedefse pervia di fomiglianti, & inganneuoli pruoue : anzi da quello fatto prendendo lume à conofce- re la fallita di vna legge , che per Sacerdoti, hà huomini cotanto venali, e fraudolenti, piu volte hàchieflo, chequalchuno de’ Noflri Religiofì vada colà per cattechizarlo , con intenzione di riceuere il Santo Batce- fimo ; e ne farebbe feguito l’effetto, fe il Rè confinante non hauefse mai fempre impedito il paffaggio . Qualunque di ciò fia flato il fuo motiuo, à me non tocca efa minarlo , nè fami la cenfura . 250 Finalmente è cofa non indegna da rifaperfi, con quanta cir- cofpettione, e gelofia offeruinfì que’ giuramenti, le nuoue forme de quali dipendono dal femplice arbitrio di ogn’vno; imperoche, quan¬ tunque dalla naturale fierezza , e dalla cecità de Neri li poffa arguire, che in vece di attenerfi alla giurata fede , più toflo fe ne ridano , e la fchernifcano ; nulladimeno, per la efficace apprenfione, chenecon-^ cepifcono nella loro eflimatiua,nonofarebbono trafgredirli d’ vn iota , eziandio fe V oggetto di quel giuramento folfe leggiero, come tra elfi fo-> uente accade: tanto è il timore, che ne’ petti, quantunque efferati, facilmente induce la religione. Imornoà che , vn’ Europeo facoltofo, e proueduto di molti Schiaui , veggendo mancarli nella propria Cala , or 1* vna , or l’ altra cofa, fenza che poteffe feourire il complice, lafciolfi intendere, che, per non hauerlià tener tutti in cattiuo concetto, dareb¬ be à ciafcun di loro indifferentemente il giuramento: a quello effetto adunque appefe nel bel mezzo della Porta di fua Cafa vna Zucchetta vnta ben bene d’ oglio di Palma , e pofeia fingendo d’ imprecare male- dizio- LIBRO PRIMO* jot dizioni, fecondo il loro coftume,al ladro, cornando, che, paffando ad vno ad vno , dalfero vna palmata con la mano aperta in efla $ pofcia collo¬ cati tutti in giro , la fece loro alzare di nuouo aperta , e diftefa $ il fine del giuoco fi conclufe, che offeruandole tutte , vna fola noneravnta, come T altre 5 imperochequel folo, confapeuole della propria reità, ap¬ prendendo l'efficacia del giuramento , finfe , mà non osò , di toccare il berfaglioj fi che da le fteffoconuinto, e ratificando pofcia il fallo, fu meritamente punito : che più? Gl’ ifteffi Miffionarij hanno induftrio fa- mente minacciato di voler dare que'medefimi giuramenti , mà non per mano de’ Sacerdoti Gentili , ad effetto di ricauarne fenza fraude la ve¬ rità ; efibendofi , che haurebbono leuate da fudetti Miniftrile forme di praticarli, e gl’ ingredienti, per comporre le beuande; or chi crederia con quante ragioni, & efficacia di preghiere que'mefchini, e creduli oftauano à quelle propofte , benché, per effere contradicenti alla pura integrità de’noftri fanti riti, non fi farebbono volute in verun modo cfeguire , Giuraménti Orartelo > # Bnlungo B Giuramento IO* LIBRO PRIMO. /, Giuramenti Gbilumho , Qlungen. gns „ Giuramenti GitriuangOt e Giaci • J)l di'* / 1/1 T^Ratticano quefti Neri diuerfe, e vaniffime ofleruazioni, nel X racconto delle quali, per edere ridicole, e di niuna foftan- za , crederei gittare il tempo , quando marauigliofamente non hauefle- to à feruire, per meglio dilcernere la grande cecità, in che fi ritrouano, e quanto lume fi richieda à Mifiìonarj , per opporli con fodo rimedio à quefti loro inganni. In vna facenda cotanto confufa non curo di tenere il filo , e V ordine 5 benché eftì in pratticarle ofteruino regole , & efat- tezza. Nel Regno di Congo, intimata che fiala guerra, bramofidipe- netrare 1’ efito di efsa, pongono al fuoco in vn vaio pieno d'acqua di- uerfi ingredienti , fomrniniftrati dalla fuperftizione di alcuni Sacerdoti Idolatri ( che pure anche di eftì ve n’hà , benché occulti, ne' Paefi iftefi- fi, doueliviue con riguardo , e vigilanza Chriftiana) e mentre quella ftà bollendo, inuocano lo fpirito dell’inimico,aftringendolo(per quanto m'imagino) ad entrare in quel vaio, accioche ftia penando tra quei bollori 5 di là à qualche poco d' ora, quando penfano, che fia mortifica¬ to, e ridotto al Tuo douere,P interrogano, quali fiano per efsere gli euen- ti della futura battaglia; e riportandone alcuni non sò quali fegni , han¬ no per indubitata la vittoria ; mà fe nò, argomentano finiftra fortuna , e che l’ inimico fuperiore di forze trionferà . Altroue pongono la Pen¬ tola fenz' acqua al fuoco, equand’ella èrouentata, inuoltandolacon la bocca all’ ingiù , e col fondo al rouerfcio , ribaldano fe ftelfi à quel calore, il quale fi credono, che debba loro conferire vna inuincibile ro- bullez- Giurmen Bagi • Sanità de' Nifi, Jugurij 'va¬ ni » QbmeìU 5 ibi tofa fi* . 104 LIBRO PRIMO* budezza e Prima d'entrare in battaglia , ò dipartirli dalle Gale perla medeiìma accadane, proiìrati dauantialle Sepulture implorano 1’ aiuto, c la forza, eh' ebbero i tali, e i tali, facendo mille encomi del loro valo¬ re , per catiuarli ( com’ ehi credono ) accioche volontieri condefcenda- 110 à quella richieda . 232 Quando nella loro Afsemblea vnitamente confultano inte¬ re!!] Ciudi, òdi Guerra , òdi Religione, dimano infaudo augurio il la¬ trato de 'Cani , cofa veramente info! ita in quelle parti, il canto de gli Vccelli notturni , il grido della Volpe , ò del Nbulù Animale poco dif- fimile , il cantare del Gallo fuora di tempo , & altre fimili inezie , con tanta deurezza di qualche cattino euento , che bene fpefso , per quedo folo motiuo,tralafciano qualunque vantaggiofa rifoluzione , benché in quel punto P habbiano (labilità : con la defsa freneda, allorché vola- no dormi di Corni , s’ imaginano, che dano Anime di Heroi, le quali prefagifeano infortunio ; laonde, quad da difperata ogni follecitudine, trafeurano gli opportuni rimedj , afserendo che farebbono inutili, e che non può euitard . Altre volte nella Prouincia di Batta , prima di vfeire in campo, codumauano dedicare con empio rito vn Caprone dipelo nero al Demonio , e podolo nelle prime dìe della vanguardia , ofserua- nano i moti di quella bedia ,fe lenti ,epaurofi, fe piaceuo!i,ò feroci, ri- cauando dalla diuerdtà di efii la riufeita dell ' imprefa ; ma fe a cafo que¬ lla bedia redaua vccifa dalle freccie nemiche nel principio della zuffa, era fpedita la vittoria, e fol tanto, che i Soldati lo penetrafsero, dauan- fi difperatamente a fuggire . Quedo errore fu la Dio mercè, con fanta intrepidezza leuato danodri Miflionarj V Anno 1^55. 23 3 I Soui, egli altri Signori, che pofdeggono giurifdizionedi Ter¬ re , e di Prouincie, trattengono à domedici feruigi della Moglie princi¬ pale , vna femmina, detta, la Chiuella, da effi (qualunque ella da) creduta intatta donzella 5 & a codei , per grande honore confegnano lo Stendardo, le Freccie, l’Arco, lo Scudo, Stanche il Tapeto, in quei luoghi , doue per infegna di Dominio fi coduma ; fra tanto però fe fi au- uedefsero,che ella caduta in fallo hauefse macchiato il fuppodo cando¬ re virginale, terrebbono per infai libile, che anco 1’ armi da lei guardate, fofsero rimade infette, e come tali riputandole priue della loro primiera virtù, ricufarebbono di mai più adoperarle in quegli vd, per i quali era¬ no dedinate: vfeendo elfi adunque fuori della Patria per la guerra, ò per qualche lungo viaggio , Jerifcuotono da codei, rimunerandola della fe¬ deltà vfata: nel rimanente le tengono appefe alle trauature dell’ habi- tazione di detta femmina, onero al piè di alcuni Albcrgfcieln per quedo effettpfde qualij^poiche è proibito il tagliarli) fe ne vedono moV afliminel Congo, e ne gli altri Regni ancora . Tahiolta inodri iMiflìo nani , ì LIBRO PRIMO* iof narj , accingendoli à troncarne per difinganno di vna tanto ftolida ere» denza , incontrarono gran di (fune oppofizioni 3 e guai à chiunque ofafìe Caricami dattorno lordure , peroche non farebbe ficuro della vita ,o almeno incorrerebbe grane cafiigo . 234 In Efiquilu (luogo doue nacque il Rè Don Aluaro , quello che ^uo 0 rj, per lettere fupplicòil Sommo Pontefice , accioche mandafle Capricci- potato ài ni nel fuo Regno) tengono i Sudditi in fomma riuerenza vn fito , fra la Gvngbefi . denfità delle Selue occultato, con antica tradizione, che quella fu data la danza de1 primi Rè ; e daPerfone degne di fede vienmi riferito , che nè anche ardifeono di voltare gli occhi a quella parte , quafi indegni di rimirarla , afferendo che , fe altrimenti facefiero , fi terrebbono ficuri di morire incontanente . Mi rifi del racconto , mi effendomi afieitiua- mcnte confermato da molti , penfo che il luogo a forza d’ incanteiimi (gii che coli nonne mancano) fia pieno di larue , ò che per alto giudi¬ zio di Dio , pofledendolo da gran tempo in qui i Demonij , fpauentino, e facciano anche di peggio : con tutto ciò ogrf incanto fupcrarebbe la virtù del Veflillo di Chrifio, e della vera Fede, quando vi foffe chi co^ raggiofamente s’ accingeffe all’ imprefa . 235 Poco difiante da Gimbo Amburi in vna grande laguna corre voce, che taluolta a pelo dell’ acque comparila vn prodigio!© Ser- pente, la cui virtù fia di curare 1 Pazzi ; che perciò gli habitatori jU^ione» auuertiti dell5 opportunità , leghino à quelli tali le mani, & i piedi, e veli gettino dentro, affinché la Belua capace del mefliere li tiri i fondo , di doue in termine di ventiquattro hore fciolti , e fani li riman¬ di al lido. Voleuo tacere quella fciocchezza, alia quale dourebbefi per rimedio il legno , &il fuoco 3 tuttauolta , potendo feruire d’ auuifo i Milfionarj , 1’ ho polla in fafeio con tant’ altre di quella forte 3 tanto più che il Padre Girolamo da Montefarchio attefiommi di hauer veduto il luogo tenuto in venerazione, mi non gii gli accennati prodigi 3 & io pa¬ rimenti hauendo ofleruata diuerfità di animali mollinoli, e terribili, fpecialmente nella Prouincia di Bondo, e diGanghella, riputai che fof¬ fe ro imperfezioni , o fcherzi deformi della Natura , e non altrimenti co¬ feda intefierui tanti fauolofi racconti, fi come ancora efageraii ffcolti Neri la fiicrilega venerazione, con cui fouente gli adorano . 236 Nel Territorio di Boenza, Terra principale del Ducato di Sundijveggonfi dedicati i gl' Idoli alcune Piante altiffime,ne rami del- ‘ra'?i'v le quali aiferifeono comparire il Demonio in figura di Serpente . Ciaf- cimo de Soni di quella contrada n'elegge vno per tutelare, l’ incenda , lo venera comeIdoIo,&i lui porge ogni culto profano: e quella medeit- ma lagrimeuole cecità di adorare le Piante vidd5 io praticarli nella Corte del Rè Angola A ari; « O In fi E vi appetii dono idoli . Palme de¬ dicate à gl * Idoli . Modo di guardare le Campagne . /7ar furienti iw*- putate di fallo . io5 L I B R O P R i M O. 237 in varie parti del Congo , e nelle circonuicine , trouanfi ap^j pefj à gli Alberi , detti Infanda , parecchi Simolacri , d* attorno à quali i sfacciatamente confumano i Gentili molto tempo, occupati in mi e impudicizie; &hanno per grane delitto troncare alcun ramo di eli1 > quantunque arido ; onde io, & altri de Noflri , che cirideuamo dque* Ha leggerezza, accingendoci per tagliarne , à difpetto della fuperlti- zione , incontrammo gagliardilfime oppofizioni , 238 Cuflodifcono ùmilmente alcune Palme, dedicandole a gl^ Idoli , ornate in diuerfe , e molto fantafliche maniere, con diuieto a chi che fia di aleggiare quel liquore ( che è il vino del Paefe , e diitilla dalla Pianta) eccetto colui, che 1* hà in guardia : 1 iilelfo pure coftuma- no de Tuoi frutti , ofleruando quelli diuieti con rigore , & efattezza indi¬ cibile ;nulladimeno più volte io, & altri Cattolici, confidati in Dio be¬ nedetto, n‘ habbiamoà confuiione dell empietà , lenza danno racco - ti, e mangiati . 2 39 Per guardare i feminati , e le altre vettouaglie da qualliuoglia infulto , e particolarmente da ladronecci , adoprano ceite legature in¬ trecciate di molte cofarelle, come a dire, olfa, piume , corni , vnghie , e peli d’ animali , tenendole per molto efficaci : contuttociò 1 Bianchi, alfine d5 indurli à rauucderfì di quella fuperllizione 9 francamente en¬ trando ne campi più culloditi , portano via fenza lefione alcuna , qua - che frutto , ò altra cofa : ma 1 Neri in vece di appagacene , Icanfanc quella euidenza con dire , che colui non rubbò , ma linfe di rubbare . Alcuni appiccano à rami de gli Arbori fila di Rofpi, e di Serpenti con ferma opinione , che quelli Animali, benché già confanti dal Sole,poi- fano vomitare il loro veleno contro i Ladri . Altriconvn partito, che riguarda il rifletto domito a gl’idoli , appendono à tralci delle Piante i loro Simolacri: màfie la fame da douero gl incalza , depongono iNeri qualunque apprenlione , es’arrifchianoa depredare quel più, chepon- no , per fouuenire alla ineuitabile necelhtà: quindi, poiché effettiua- mente non incorrono le temute difgrazie,dourebbono fenza replica dar¬ li per conuinti ; ma fembra,che non ne fiano capaci , attefoche , per na¬ turale ignoranza aferiuono all’ effetto di vn mero accidente quella lo a caufa, che fi fono imaginati, e deducendone confeguenza vniuer a e: perliltono sì in quello , come in altri erronei fofilmi . ^ 240 Qualunque fiata vna parturiente ila penando fra le angofcie - di morte , imputandola perciò colpeuole di qualche occulto fallo > ^ coltringono, per liberarli, à mani te ilare pubicamente fe fu infedele a Marito , all’ Amante, al Drudo : ma doppo che la mekhina ha fuelatc le lue follie ( & è ben da credere , che ogni Femmina Idolatra polfa tro- uarii rea in quello genere di peccati) fe ella non guariice, coloro, cht LIBRO PRIMO. 107 ic promìfero la falute^braiiarnente fi difendano, con addurre, che tacque le circodanze più enormi, e che non palesò i complici. Dal quale empio preteso figuriamoci quali fconcerti ne deriuino, e quali ven¬ dette . 241 La medefima incapacità , e la propendono , che hanno i Neri almalepiu che al bene, ferue loro di cieca guida, perofferuare fpropofi- unione de tatamente i Sogni , di che frequenti fuccedono 1 ’efperienze . In vna Li- So&‘* • batta alcuni Vaffalli haueuano cofpirato contro il Principe^ quand’ec- c^enie. ! co vno de complici, fognando che molta gente veniua,per cadigarli tut¬ ti, apprefe cotanto per vera quella illufione(benche fapeffe efìere mero fogno) che dato vn’ improuifo all* armi, eraunati i Compagni, li tenne buona pezza alleniti confofpetto , anzi con licura credenza, che quel Signore, fcoperta la congiura, fi fofie indradato,per forprenderli ; final¬ mente non comparendo faccia d'huomo, fuanì il timore ; & egli Cupi¬ do, e con fufomanifedò, che la cagione di quella moffa eraderiuata dal precedente fogno . Se talora rompefi vna foglia di Palma , ò fiaccai! vn ramo di Pianta fruttifera, arguifcono cadute , difcioglimento di tratta¬ ti , e fimili : fie vn’ Ape vola loro d* intorno , conchiudono per indubita¬ to , che ben predo giungeranno Foradieri : infomma ognipicciola ficofi- fia di pietra forma à gl1 infelici vn’ inciampo nella ficiocchezza de gli augurij , & apre loro vna caduta nelle fiuperdizioni . 242 La gente lontana dalle fipiaggie, che non ha potuto, mediante Habìtatori la conuerfiizione con gli Europei, difmettere tintigli abufi, conferua in- d*! uolte in pellidi animaletti, mille inezie , e le porta appefie al collo, ò fup£rfli^iofi più fiegretamente alla cintura 5 riufcendo faticofia imprefii à gli Euange- lici Operar) il leuarle adatto . 243 Molti portano in capo vna ciocca di capelli , à guifia de Mao- Capelli por* mettani, codume ( per quanto da alcune Statue , e rozze pitture de Mo- con fUperjitl, ciconghi fi può dedurre ) molto antico : la fiuperdizione che hanno in efi- . fa , oltre il tenerui veleno , & altre fiomiglianti gentilezze infernali , è sì grande, che io non fiaprei badeuolmente darla à credere ; baita fiolo, che fie per qualche accidente fofise loro tagliatale farebbono gagliar¬ do rifentimento, e per rihauerla, affine diconferuarla,come cofia pregia- tilfima, darebbono quanto hanno . 244 In vna Prouincia, di cui non mi fouuiene il nome,doppo che il Dome ^ Sona ne ha prefio il pofleffo, la Moglie di lui, quantunque fia data fimo dono u fe- à quel punto feconda, e fia di firefica età , diuenta totalmente derile ; il cofldlta' quale effetto molto drauagante attribuifco, lenza fcrupolo, à diabolica operazione : conciofiacofiache quantunque codorofientano diuerfamen- te , e lo neghino , tuttauia fi sà , che il Marito entrando in vffizio , Si fiot- tomette formalmente alla giurifidizione de fiuoi falli Sacerdoti , e che la O 2 Moglie ioS LIBRO PRIMO. Mogliedi lui è obbligata dimorare in vna Cafa da eflì fabbricata col prefcrittodi certe loro abomineuoli cerimonie . Pa^aopì 24* Vn* altra frenefia hanno i Neri, della quale vuò darne fuccin- nutntdi al - tamente vn faggio . Dell'anno 1^5 5. quandola Pelle difertauale Pro- cuni circa la uincie del Congo, alcuni Popoli, che forfè occultamente èrano Giaghi, ptju mia. vece d’implorare la Diuina mifericordia , vollero attribuire la ca- gione di quello difaftro alla venuta (diceuano elli) di vn certo Signore di grande portata , ma ignoto ( conciofiach e giammai trouolfi chi folle) fognando eh* egli inuilìbilmente vagalfe per quelle contrade, eleggendo rigorofo tributo sii la vita de gli huomini , e delle bellie, che perciò lo chiamauano Pungù,cioè, efattore crudele : ad oggettoadunquedipla- carlo raccolfero quantità confìderabile di Panni d* Impulci, e di Euro¬ pa , con molt’ altre co fe ; &hauendo , per mezzo de Maghi , fatto en¬ trare il Demonio in vna femmina di buon alpetto , à cui haueuano dato l’iftelfo nome di Piingù , glie ne fecero vn oblazione , pregandola, che voleflfe appagarfi della ftrage fatta , e che perdonando al reitante de vi- uenti, partilfe da quei confini; poiché ormai doueua edere fatolla di carne humana . Il fogno, ò la credenza era veramente fciocca,mà il par¬ tito perefimerfi dalla peltilenza empio, e facr il ego, onde la riufeita cor- rifpofe con pari infelicità, attefoche,in vece di follieuo, rad doppioni il caitigo, e per tutto V anno 1659. crebbe Tempre più atroce quel terri¬ bile influifo di mortalità . . Ridicola of 246- Nel Regno di Matamba , e ne* circonuicini , quando viaggia- ferua^wne no , incontrandoli nel Serpente Suis , 1* hanno per augurio così infauito, dt'Cht nelle ne, e Pali, eretti Altari, e collocate Pietre molto grandi à titolo di ve- Contrade. negazione , col nome, o fegno di qualche Idolo ; laonde non ofarebbe chiunque fi folle (parlando de’ Neri ) trapalare fenza l'offerta di vn fadetto , di vn fufcellino di paglia , di vna fronda, e di codi limile, ima- ginandoli di potere con maggiore felicità profeguire il camino , e che in quel luogo appunto la toierata llanchezza indubitatamente rimanga . 254 Le Donne poi» per eifere meno auuedute , e perciò più luper- DoWffrbe flizioie de gli huomini, ageuolmente inciampano in mille eccedi di que- fnvetjh^o- Ila forte, fecondo le moltilfime bifogna , che lorofpccialmente accado- ’ no ; Catena di ribaldi , che ingannano i Nevi . Nel pano de Bambini » 112 LIBRO PRIMO» no : quindi polche la natura detta loro (Ingoiare affettione verfo i figli¬ noli 5 bramofe di conferirne i già conce-puti , c portarli fenza fconcio al¬ la luce, hanno per inuiolabile vfanza da mille indecenze accompagna¬ ta , di ricorrere à falli Sacerdoti , conforme che loro piace più , indotte- ui dalle sfrontate proineffedi que’ nefandi. Minittri , che fotto fpecie dì prcforuarle da vn male, facilmente le precipitano in altri peggiori. Nelle Prouincie di Imbolo legano il petto , & il ventre alla Donna gra¬ ti id a con alarne cordicelle di parecchi nodi , ò con rami, e radici d’ Al¬ beri naturalmente ammicchiate, appendendo loro al collo certe fat¬ tucchierie dedicate con rito particolare al Demonio . Il preferiran¬ no decolori di capo confitte in vn pezzo di fcorza eh Albero, lunga quattro palmi , la quale , cadendo lateralmente àricuoprire l’orecchie, cagiona erifo, ecuriofità. Alle indifpofizioni del Petto, e delle altre parti del corpo, applicano vnguenti, e loto,che al folo confiderarlecosi. impiaftrate , fembra cola molto (lo ma eh e no le . Ad altre prouedono di corni , d’ vnghie , di piume , e di peli diquegli animali , fecondo le qua¬ lità, che richiedono ne3 figliuoli, come adire arditi, generofi, robutti, veloci , e limili * Ad alcune annodano le poppe con funi, fabbricate fecondo il diabolico rituale , firingendolepiù , e meno, conforme la co¬ pia del latte , che bramano ; (apportando efse il dolore con allegrezza , pari alla certa fiducia di douerìo ottenere, abbondante , e di rimanere efenti da qualfiuoglia difaftro. Altre portano pendenti dal collo in mezzo al petto, non lenza penofo incommodo, alcuni ferri acuminati à guifa di chiodi: trafeurai di faperne il mifiero, già che ogni loro cofa colpifce va’ i flebo berfaglio . Ma più chiaramente appariranno le men¬ zogne di co fioro, che hauendo perfine il proueggiarii delle altrui fo- fianze, {paccianodifaperelaquint’efsenzade* rimedij, per fare che il parto riefeadi forma perfettiffìma : benché , il più delle volte , la natu¬ ra iitefsa, per non derogare alle prerogatiue dell’ Africa, e per efiìg- giare l’interna deformità de’ Genitori , abbortifea moftruofi ceffi . 255 Della ciurma di quei , che viuono fui traffico de gl inganni, ve n’ hà vna catena molto grande , tutti d1 accordo à fingerli curatori di vna fola malattia , e vicendeuolmente ordinati à diuerfi vffizj , dandoli fra di loro e luogo, e preminenza per efercitarli : I principali fono Ngu- rianzima, Nguriamzufi, Nguriambazza, Nguriamturì, Nguriamc! am¬ ba , Nguriambolo , Nguriambaca ,Nguriamfulama , Malomba , Nbn- lù , Nguriamdebola , Nguriamginga , Scaltri ancora . Quando adun¬ que in vn fol parto con interpolazione di tempo , nafeono due Gemelli , (apponendoli da gli ofseruatori , che ciò deriui da qualche incantefi- mo , chiamano immediatamente que* tanti Medici, ò fi ano Fattucchie¬ ri fopranominatij i quali comparendo nella fianza curio fa mente infras¬ cati L I B R O P R I M O. is j Ìcati con frondi , e foglie di Miofecchia cantano alcune profanità alili- fiue alla funzione ; doppoi vnitamente intrecciano vna danza con atti molto fconci , e con oftentazione di fortezza , per alludere al genio , & alle qualità che defiderano in quei pargoletti ; terminato il ballo , i due Sacerdoti capilquadra , prendendo frà le braccia dii Bambini impon¬ gono loro refpettiuamente i nomi proprj , chiamando il primo Nzima , che fign idea Gatto d’ Algaglia, &il fecondo Nzfusì, cioè Gatto Selua- tico : quella cerimonia forfè non creduta per fuperlliziofa da chi non ha precifa contezza di fomiglianti forme, rimane euidentemente conuinta -per tale, dal rifeontro di vn fegno, che indica dferui patto efplicito, ò implicito col Demonio; imperoche -cingendo alcuna pianta di Palma delle dette foglie di Miofecchia, efpreflamente comandano à Genitori, che nifluno ardifea di bere del vino , ò liquore , che da dia diftilla con minaccia , che fe contrafaranno , i figliuoli già liberati dal malefizio in¬ cacieranno, nè vi farà più rimedio. Mà fe i due Bambini nafeono , fe¬ condo il confue tOjfuccdfiuamente in vn’ iftefìo tempo , e fenza neo , o diffetto , allora quali habbiano à cuore di preferuarli da qualunque ma¬ lia , entra per principale , e per guida del fopradetto ballo, il terzo de’ fudetti Sacerdoti , e compie le funzioni , legando amendue i Pargoletti vicini al fuoco, e di là non li leua , fe prima i Genitori con vn buon re¬ galo non ne fanno il rifeatto ; quindi , affinché il tutto fucceda in buon punto , il quarto de’ Sacerdoti portoli à federe fopra vn legno adorno di verdure, tenendoli al lato finillro la Genitrice, 6ci Gemelli, millan¬ ta di pofledere vnofpirito intelligentiffimo delle cofe auuenire , e con ciò predice loro quanta felicità fanno invaginate, nè vJ è chi non ten¬ ga per infallibile l’effetto di quella predizione. 1/ i Hello rito , òpoco differente ofìeruano , qualora alli Bambini fpuntanoi denti nella man¬ dibola fuperiore , prima che nell’ inferiore ; vero è che ne’ tempi pre- fenti credo praticarli fedamente Irà la Setta de Giaghi . 255 Riputarci fciochezza , regirtrare le tante feiempiaggini , che in occorrenza del partorire cortumano le femmine , eflendo tutte cofe da occultarfi frà le impurità de' Pagani, è dikiiceuoli à Penna lle- ligiofa , che fcriua hillorie ; balla fedamente perfuaderfi , che in erta non v’è altro che materia da piangere . La fuperrtizione adunque auan- zatafi fino al punto di partorire eccedentemente li diffonde in allenare i figliuoli, principiando dal loro nafeimento, fino al tempo che da le llelli pollano reggerli in piedi, e liberamente cambiare : le Madri gl’ im¬ pongono il nome., e glie lo mutano tré volte; imperoche nel quinto giorno, doppo che fono vfeiti alla luce, leuandoli da terra, li folle- uano in alto, e porto loro in bocca non so che cibo, da effe prima ben mailicato, li chiamano con lo Hello nome , come per eiempio P Sangi, Offeritaci »• ni dille Dó¬ ni pai tur un li . ,,4 LIBRO primo. Sanili che vuol dire Gallina; Dangi , che lignifica radice; perche la cola mallicata era carne di Pollo, o qualche radice 5 m a P°”a“ ‘ allo fcoperto di nuouoli (olleuano in alto , proferendo parole , e „ , con intenzione , che fi accrefcano loro il vigore , e gli anni . > «tingendoli fra le braccia , ne fanno moftra a tutto il vicinato , q • ne felteCTCria, mentre all3 incontro i Genitori con ogni po 1 tà, constando tutti à corte bandi taffcialaquano quanto che hann p compenfare l'applaufo , &il buon augurio. I Oanghefi pratici fetta limile à quella, quando à loro Bambini fpuntano ident , e p u volte vidi portarli attorno nudi affatto, e talmente impta ... dtvn colore rolfo , & accefo , che à prima villa dualmente conobbi quello che foffero . Il fecondo nome , che le Madn alfegnano a fi^^o li lo ricauano da lineamenti del volto, quali fiano 1 ^ che della inclinazione, che col tempo hauranno ; onde , non , fe foffero intendentiffime di fifionomia , addattano con rari Pr0Pr‘e“ * Sm. a r,8n&,«o , «tw. u » dui trgnolelk dilpolì .coni interne , t la maggior parte degli huomini non so che di profilatura etterna a _ quantofimile alle fatezze di alcuni animali , e coiri pon en r h no ino non ih in conto veruno legato ad ede melma ; P - mediante la 1 ibertà dell' arbitrio , e l' aiuto Diurno , luperarle coU ac- quitto delle virtù , e duiemre vn gran Santo .) Con oall|.. ^ Q adunque addattano à figliuoletti il nome d. Leone , di Tigre, d. coi dillo1, di Rofpo , di Cane , e di altri tali no metafora per cfprtmere v.g. il .etore , la fornice - , 1( di quella forte, auuilifcono il concetto, al.ignan Canomef proprio di fetida cloaca , ò diquelle immondezze che fi fear ^"0 Le co!iu(nulla riflettendo alla viltà dell' indegno Epitteto, fenz i p to arrollirne, lo porta fino alla Sepoltura . 11 terzo nome non , c vmuer file à tutti, mi follmente, conforme li Statuti de Gu^, i . Q Donna GÙiaa fà , chiane in guerra qualche giotunotto e vuok addotar felo , o’iè lecito imporgli nome indiuiduo; laonde co ui, . Jp ' b ? altri Ritiene quello Voto , e con elle da tutti viene comunemente chu mato . Mà intorno alla diuerfità de riti , e cerimonie d “ Profonda , Villa , e Famiglia offerirà nell' a‘%narelelnde^kno^ nazioni , non mi pare di /pendere il tempo, e ball 1 ‘ "duteLepl che vi vfano llraordinaria efvttezza ; laonde tal v ,. |- carfi da alcuni tre , e quattro volte , finche nuic.uano pontm H • or 2 5 7 Haurebbono per infaullo augurio fe qualche \ cce . P navolaffefopra,ò d'intorno ad vn Bambino, onde per ouunueaqu. ca li Bambi ni . I"4 LIBRO PRIMO. Jif 'fto imaginato infortunio gli appendono al collo fonaglietti , e le Madri iftelfe portano alla Centura nacchere , ò altro iftromento , affinché veg- gendoli da lontano , pollano impaurirli , e cacciarli altroue . 258 In alcune Prouincie, quando muoiono teneri Bambini , le ge¬ nitrici cauando fuperficialmente vn poco di terreno , ve li feppellifco- no dentro , perfuadendofi, che fe profondalfero vna folfa, rimarebbono Tempre infeconde . 2 5 9 Oltre le narrate cerimonie , ogni Nero ne inuenta , conforme gli detta il capriccio per qualunque domenica occorrenza , e rigorofii- mente le olferua,attefa quella inuincibile apprenfione di no confeguire B intento; quaiìche elle cerimonie fiano le caufe effettricidiquel tanto che colui pretende : ma perche il filo dell’ Iftoria porterammi a raccon¬ tarne altroue 3 cola rimetto il Lettore : non voglio però (dappoiché Pia¬ mo in quella materia) pretermettere la relazione di alcuni riti partico¬ lari , circa il feminare , e mietere le biade . Appiedo i Giaghi la Sagina della prima raccolta mangiali come cofa filerà, bollita nel fimgue , e con la carne human a ; nè fi permette à chi che fia giurarla nel campo ? ò raccoglierla, prima di hauerne. ottenuta la facoltà dal Signore della Prouincia , ò dal Soua di quella Villa, il quale , doppo molte infiranze , che fanno gli affiimati Sudditi, rifoluto di concederla, vfa molte ceri¬ monie inutili à rifaperfi , e tediofe à fcriuere ; racconterò folamentc quelle della Regina Zingha, nel tempo, che ville Giagha . Colici dop¬ po di hauer fatto coltiuare vn pezzo di terreno dentro il recinto di fua Corte, efeminataui vna porzione diqualunque forte di Legumi Ango¬ lari del Paefe , confecraua quella eoltiuazione , chiamata Mubangua , facrificando a gl’idoli , ouero allo Ipìrito di qualche fuo antenato la vi¬ ta di vn’huomo ; pofeia con l’accompagnamento de Corteggiai, e del Popolo , portatafi alla Campagna in vn luogo riconofciuto per fondo di fuo patrimonio, ordinaua, che alla fua prefenz^fi lauoralfe quel terre¬ no; nella quale fatica con B intreccio di danze, # allegria, impiegan- doficiafcuno , nel termine di poche ore la Regina reftaua compitamen¬ te feruita : pollo fine à quella giornata, in cui à fpefe della Padrona ogni vno partiua fiitolio, e contento , permetteuaiì che tutti feminaffero co¬ munque loro piacelle : collume tanto rigorofamente olferuato ancora hoggidì ,che , fe alcuno il violalfe, ricrederebbe di hauerne à perdere con la Temenza il frutto , Nel Mele di Marzo , conuocati e Nobili , e Plebei in vn certo luogo, colmedefimo rito ,facrificauanfi all’ Idoleggia inuocatqjVn’Huomo , & vna Donna , a furia di Zappate, & i Cadaueri fiotterrauanfi nel bel mezzo del Campo lauorato nel primo giorno . Ma¬ turate le biade, cioè nel Mefe di Giugno, vfciua ella coperta d armi, a guifadi Amazone , e quanti ’ncontrauaHuomini, e Donne che hauei- P 2, fero Cerimonie priuate • Rito de Gi aghi ntl * la cuUutguj de feminaii. Notabile premura de Ganghe fi in¬ torno a De¬ funti . il 6 LIBRO PRIMO. iero manate di Sigimi , faceua vccidere , per darne à mangiare la car* ne à coloro , che la fegniuano; intanto , diflribuiti per la Campagna i lauoratori, & i foprintendenti , mieteuafi il retiduo, fenza tenerti ella lidia à vile di porre le proprie mani nel lauoro, anzi nè pure di lor¬ darle nel (angue humano , cibandoti in quella occasione di quelle abo- mineuoli viuande , quantunque ne gli altri tempi , per naturale abbor- rimento totalmente le ne alien netie . Interrogando io più volte quella Signora dell’ intenzione in quel facrifizio di h uomini ,non Teppe rifpon- dermifenon: che quello era collume della Setta , e che il tralafciarlo offenderebbe troppo l’ingordigia di coloro , i quali s’ inducono à lauo- rare per quel folcirne di fatollarfene ; e quanto al facrifizio, hauere cre¬ duto Tempre di placare con la morte di tanti huomini le anime de Tuoi antenati, che , Tenia dubbio , nudriuano liuore, veggendo tant’ altri de Tuoi Vaffalliin vita, quando elfi , doppo morte , andauano tapini , ra¬ minghi , & affamati ; oltre che , fecondo, l’ opinione del volgo , penfaua dipendeffe dalla benignità di elfi Defonti 1’ abbondanza de’ frutti del¬ la terra » Quella funzione tanto barbara mantengono tute’ ora nel lue vigore i Giaghi , e chiamati Mototonare . Sepoltura , e pianto de Adoni . 26 ° Omunemente i Conghefì trafeuratiffimi nell’ abbigliar¬ vi fi, e che non badano di viuere quali ignudi, inuoU gono ì Cadaueri da capo à piedi entro groffi panni del Paefe; prefu- mendo forfè con ciò , di rifarcire la tolerata mefehinità : e certamente flimano cotanto neceffaria quella onoreuolezza verfo i Defonti, che tutti coloro , à quali Li pouertà non permette di farla à proprie fpefe , (depoila in quello cafo ogni vergogna, e llngolarmente quella naturale renitenza di mendicare) importuni feorrono le contrade,addimandan- do di etierne proueduti j anzi fe manca loro ogn’ altro partito, ardita* mente fupplicanoil Principe, e taluolta l’illelfoRè, da quali cortefe* mente fono afcoltati , & efauditi . Notai , come cofa flupenda irà Neri oltremodo tenaci, che nè pur vno , quantunque fofse flato grande ini¬ mico del Defon to , òdi colui che fa quella iflanza, negarebbe giam¬ mai di fouuenirlo , laonde appena intelò il bifogno , immediatamente prouede . A ricchi non mancano Birame, che fono tele candidilfime, portateui d’ altronde : nel che appunto confile tutta 1’ andatura. I plebei cuoprono il Cataletto con femplici lluoie del Paefe che non fono brutte, ma le perfone nobili , e qualificate con vn panno nero-, Caua- ta la fofsa, ecollocatoui dentro il Cadauero, tocca ad vn tale ( che in quella funzione viene riflettuto come fe fofse perfona reiigiofa ) impa¬ nare acqua, e terra , indi portandola fopra i propri) homeri( ma riuoi- tato LIBRO PR1 M O- 1 1 7 fato addietro) coprirlo con e/sa nel quale iftante la gente concoi-laui, aIternandocantilene,s.’affacenda di calcare co1 piedi tutto il loto, pre¬ munendo con quefledilìgenze,che lo fpirito del Defonto prenda Pelhe- rao ripofo , e che efente da qualunque altro bifogno , non Zìa per vien e mai piu di colà . Alcuni , che noi chiamarefTìmo coir umori de Palme¬ ti > e delia Campagna, fotterrario i Cadaueri fecondo l'vfo de tempi iandati , in mezzo alle Selue , e ne luoghi remoti dalle habitazioni . Nel rimanente la Chriftianità Conghefe quantunque nonhabbia lafciati in tutto i vani riti del gentilefimo (efsendo impalfibile riformare quelle cornitele, che non pregiudicano all’ efsentiale della Religione ) merita T encomio di molto pia , e zelante verfo i fuoi Defonti $ concioiiacofi- che, oltre la follecitudinedi fotterrarli entroleChiefe,òdouela Cro¬ ce? e le fante Invagini rifuegliano à Pafsaggieri la rimembranza di e li- li , in ffilono ancora difuffragarli con annua celebrazione di Eccìefulli- che preci, e non efsendoui copia di Sacerdoti , in vece di Sacrificj dif- penfano limoline? affinché altri preghi Iddio perefse. 2 6 1 Morto che Ila il Rè , ò altro Signore di portata, pompofamen- te abbigliato da Corteggiani il di lui Cadauero con Drappo di Europa > e fabbricato fopra terra vn' Auello , ò fotto il Pauimento vna Came¬ ra ben capace tutta foderata di Tauolati coperti con tappezzarle, ve lo pongono folennemente , laonde effendo le altre cerimoniedel Paele poco maeftofe , quella potiamo dire , che di molto ecceda l’ordinario. Terminato il Funerale, vno, ò dueSchiauipiù fedeli, rimangono in per¬ petuo feruigio del Sepolcro , orandoui frequentemente 5 ma fopra tutto il Sabato giorno dedicato alla Beatifiima Vergine Protettrice di quelle Anime ; in ordine à che da fuccelfori fondali ancora vna (labile proui- fione , per accenderui quantità di lumi, e per adornarli di nuoue Drap¬ perie ne giorni anniuerfari, fingolarmente in quello della Commemo- ratione vniuerfale di tutti i Defonti , 16 2 Non è lecito ad alcuno piangere la morte del Rè , altrimenti ne farebbe grauemente punito ; mà per ma nife Ilare il conceputo affan¬ no , veggenti alcuni à quello effetto llipendiati Tuonare alternatamen¬ te ne i capi di tutte le Contradediuerft Cornetid’Auorio, P armonia de quali , per effere rauca, e meda, mirabilmente eccita la compalfione, & il cordoglio. Mà dentro alle Prouincie, doue la Fede non è radicata, o non lono ancora intieramente eliti a ti gli antichi abufi , portanfi al Ca-’ dauero copiole oblazioni da gli Amici , e da Seruidori più confidenti , sforzandoli ogni vno di oilentare l’ interno affetto 5 per lo che in forni- giùnte congiuntura non rifparmiano ne meno le Merci di Europa , pre¬ giate appreiìo di loro più che quelle del Paefe . I Gentili , oltre le of¬ ferte fotierrano viue due , o tré Concubine , feiegliendo le più care al Dcfon- Modo dife- pelite 1 Rè . Ulti dt-j gl' Idolatri durano fri C hrifiiam t Idolatri di Maiaraba comi ft fcp~ fellifoavo* 118 LIBRO PRIMO. De fonte, con quella Diabolica frenefia, che vadano à deliziare con el¬ fo lui in vn altro Mondo . (Quindi dupenda e la gara di tante temmine, le quali enìulando quella prerogatiua , reclamano dauanti à Giudici lopra la pretenfione di edere fiate le più fauorite, &in pruoua delle lo* ro ragioni, sfacciatamente propalano ad alta voce i più reconditi, e ne¬ fandi trafeorn : alla fine ottenuto l’intento , fra gli applaudì del Popo¬ lo , con brio, e coraggio fi gittanq da fe, dentro la fofìfa , e vi rimangono fepokek 26 1 Medefirnamente nel Regno di Matamba alcune cerimonie de gl’ Idolatri non fono ancora del tutto difmefle da coloro, che per la prò- fefììone di Cattolic i vfano le noflre , Colà adunque fubito che P infer¬ mo ha refa P anima al fuo Creatore, i più propinqui leuando di pefo il Cadauero, lo drafeinano fuora chi peri piedi, chi perle braccia ,con tanti clamori , vrli , o lamenti , che non v’ è chi fe lo polla imaginare ; indi P alzano da terra , e con efirema violenza ve lo piombano di nuo- uo, difendendolo con le braccia aperte ; pofeia, quali volelferocon elfo lui morire, difperatamente vi fi abbandonano fopra, abbraccian¬ dolo, dringendolo con mille baci , di maniera che ognuno crederebbe, che ne fpalimafiero 5 nulladimeno (per quanto ofleruai) non ne vidi mai pur vno che fra tante lfqanie gittaffe vna fola dilla di pianto; e pure chi non sà,che le lagrime fono il vero indizio di quel dolore , che lenfibiU mente dringendo il cuore, le {preme dagli occhi . Portato che fìa fuori della danza il Cadauere, lo vedono conforme fanno i Conghefi con più , ò minore pompa, ciafcuno fecondolapropria pofhbilità , procu¬ rando, mediante quedo edremo vldzio, di attedare il zelo che hanno verfo 1 Belanti ; quindi accomodatolo fopra vn tapeto r ouero duo- ia , il pifi anziano della famiglia, ò de confanguinei, à cui tocca conte- gnario perla fepokura,lo polueriza tutto da capo à piedi con vna forte di farina del Paefe , intuonando vna flebile canzonella quale alternata-» mente replicano i cir cadenti al P eco de gli vrli , e de fìnghiozzi . 26"4 Mà quanto à gl’ idolatri dello defib Regno di Matamba, è da auuertire che quelli comunemente feppellifcono i loro Defonti alla fo~ reda , con diuerfi, e fuperdiziofi riti conforme detta il nuouo capriccio, òche richiede P inueterata codumanza , Alcuni fcauano le Fofse con tale artifizio, che collocandouifi il Cadauere non Tapino, conforme codumiamonoi, ma di fianco , vi dia fuggellato in maniera, che la tac¬ cia , e la bocca rimangano otturate dalla fponda di quel terreno, ilqua- le à quedo effetto non rimuouono, malo lafciano fodo , pervadendoti che 1 anima non ancora intieramente vfeita da quel corpo, tarderà tan¬ to più, quanto maggiore è Podacolo; laonde fra quedo mentre non po¬ trà moledare i parenti, qualora non potefiero trattarla con quella li¬ bera- LIBRO-PRIMO. 119 |eratità, c religione, ch'ella della deiidera . Altri collocando il Ca¬ piterò in ginocchioni lo ripiegano all’ indietro ; del quale rito non po- j ei giammai capire il imiterò . Altri fabbricano Cafe , o icariano glor¬ ie, o aprono fpelonche , e colà dentro, doppo d'hauerui porto il Corpo li qualche Prencipe in atto di chi fedendo comanda , vccidono Semi- dori, e Schiaui,e ve li collocano d* attorno, quart forteto deputati, e ve» 'amente habili ad arti iteri i nelle loro occorrenze : quindi affinché non manchi cofa alcuna , aprono vna finertrella al di fuori, che per via di vn condotto arriua alla tefta, ò alla bocca del Cadauere, per indi traimet- tere ogni tanti Mert le prouifioni del vitto , nella quale luperrtiziofa di¬ ligenza (òtto pena di grane rtimolo veggonfi perfeuerare fino à 30. e piu anni . Altri nelle Prouincie di Cabezzo , di Tamba , di Lubolo , di ’Oacco , e diScelIa confondono vna moftruofitàdi funzioni tra fe molto difcrepanti . Chi profonda le Forte cinquanta parti, chi doppo dihaue- re coricato il Cadauero nella fuperficiedel terrena , vi gitta fopra coti- dianamente la terra , lino ad alzarne vn monti cello ben grande : chi ar- tifìciofamente intrecciando molte tauole, etrauicelìi , ne forma belle Piramidi : chi fabbrica vn tauolato , e lo fortifica fidamente con molti pali , collocando il Definito, in guifa tale, che porta vederli dalle com¬ mi rtu re di eflo : chi doppo hauere edificata la ftanzetca,vi colloca ne gli angoli alcune lapidi, vngendole, & ornandole di mille fuperftizioni : chi feppellifce il Cadauere riccamente adorno: chilo imballami di re¬ fina , e di materia comburtibile : e chi totalmente ignudo lo lafcia 3 del quale fatto, come troppo indifereto inoltrando io di marauigliarmi vna volta nella Pronincia di Lubolo , e chiedendone la cagione ad vn tale rtrettillimo parente del Deferito , e che lo aflìfteua conforme allo Itile del Paefe, rifpofemi tanta eflere la ftima di qualunque cofarella, ezian¬ dio minima del Defonto , che non fidamente i cenci più logori , e puz¬ zolenti fi conferuauano , ma fe forte coperto di foglie, i Paefani iltertl rimuouerebbono il terreno, & aprirebbono il Sepolcro, per leuarle; quindi non di rado , alfine d3 impedire , che le carni de’ Cadaueri , non fiano prima (palpate, che infracidine ( imperoche reputanti ben auuen- turatidi vn fole boccone di erte, òdi vna minuta particella, per con- feruar la puzzolente rimembranza de cari amici) vi mantengono lungo tempo le Guardie : Diro pili; che non foddisfatti, cercano di hauere almeno Fofla di erti, e rinchiufe in Arche di legno, le portano per tutto, principalmente Pela ferocia, l’ardire, eia fortezza di quel tale può eccitarli alla imitazione di quella, eh’ elfi chiamano virtù. 20-5 Ogni Sepoltura porta il nome d3 Imbiba apprerto i Giaghi habicatori del Indetto Regno; e coloro, che hanno obligazione di mantenerla le prouifioni già dette, fetal ora fi fentono da qualche di- , fa Uro Jr/ìhlU fjr* te di Stpul- t io , 1 20 V-W r'- •' ’ I ^ LIBRO f R I M O, j, fafìro oppretà, immediatamente fofpettando, che ciò prouengada fde- gno del Defonto , il quale non fia trattato con tutta foddisfattione , ri¬ corrono à gii auguri , interrogano i conofcenti , e fanno tutte le prati¬ che potàbili, per fapere, fe egli, quando viueua,gu&ifle di qualche cofa, di cui infcientemente non T habbiano proueduto; fotto il quale prete- ilo, non è imaginabile, quanto efaggerino quelli auguri, trahendone Tempre per fe foli il principale profitto . Tanta è la cecità di quelli mef- chini, che non oflante l’vdirfi dire giornalmente, che lo fpirito feparato non ha bifogno di cibo materiale, e poffano euidentemente chiarirli, eh* età non confumano, nè diuorano quelle vettouaglie ; con tutto ciò, Ila che non riceuono con la gratia del Battemmo il lume della Fede , periì- ilono in quella vanità di credere , per lo meno , chele Anime efeano da corpi, per dir cosi, à brano à brano , e che intanto le occorrano tutte quelle necetàtà di prima, ìnfegnt fo- 266 Trouanfì ne Campi, & in mezzo alle Selue molti Sepolcri nel- pva Sepolcri ja ^eferitta maniera , e tal ora difpofli in buon ordine per lungo tratto, gli vni dietro àgli altri, contrafegnaticiafcheduno di età, in vece di caratteri (che non fono in vfo) con qualche diuifa, ò geroglifico efprefi. fimo della condizione, ò dell’ arte di colui, ò eziandio delliftrauaganti nomi, ch’ebbe in vita , non rifparmiando le metafore più vili, Tozze, e ridicole , fenza che veruno fi tenga à vile di vederle fopra il Monu¬ mento di vn Tuo Confanguineo , offendo quelli appunto i confueti Elo¬ gi, fordidi, mà veraci di que* barbari ,, Ne offeruai tal vno carico di LIBRO PRIMO* 1 2 1 >fla ; tal vno di fcorzc di Serpenti, e tal vno di (lerco humano ; e mifù ietto , che fignificauano il proprio nome di quel tale , che vi era fepol- :o . Per lo più fopra le Sepolture de’ Signori grandi, collocano vna Te¬ dia rozzamente fatta, 1’ arco, le Treccie,, il corno , la coppa, e gli al- :ri vafi , che adoperò, viuendo ; Le genti di condizione inferiore han¬ no perimprefa gl'iftromenti del proprio meftiere 5 Tefchi di Fiere i Cacciatori; Cetre , Ngombi, e Campanelle i Suonatori ; Caneftri ri¬ pieni di coltelli , di empialtri , di radiche , e di erbe , coloro che pro- felfauano di medicare ; ma fopra tutti hanno la preeminenza i Fabbri; tmperoche , col fuppolto che vno de’ primi Rè di tutto il Congo eferci- tafie quell’ arte, fanno comparire con piu bell* ordine martelli, manti¬ ci , e l’incudine, fouraponendoui vna Corona, come prerogatiua parti¬ colare di si preagiata, enobiF arte . 2 6"7 Ma circa quello, che accennai poco addietro, del fepellire Schiaui, e Femmine con i loro Signori, tra li moltiflimi cali accaduti fottoi miei occhi, vn folo vaglia a confermare lo (tolto inganno di co- ftoro intorno alle cofe dell’ altro Mondo . V enne à morte vn’ V facia¬ le molto fauorito della Regina Zingha , e tra le di lui Concubine , due Giouanotteauuenenti , e riputate affai belle, (limando giunta l’occa- Gone difarficonofcere, non sò, fepiù amanti, ò più ambiziofediquel- l honore , entrarono in contefa , à chi di loro toccar doueffe la buona Torte di (òtterrarfi viue col Defonto : la contefa diuenne rifentita alter- cazione, riputandofi amendue ben meritcuoli di tanto priuilegio; e dal¬ le acerbità delle parole , paflando à i fatti , fi oltraggiarono con le ma¬ ni ; fi che la lite precipitaua à terminarli col ferro , fe la Regina , infor¬ mata de motiui di quello contrade , non l'haueffe decifo , ordinando fenza far torto , nè all* vna , nè all’ altra , che amendue fodero vccife , e fepolte col Drudo : Strana cofa , ma veriffima , fù il fentire i concetti efpreffìui del giubilo , con che affettuofamente ringratiauano la loro Si¬ gnora, e con quanta prontezza, volando, porfero il Collo al Manigoldo , con che rimafero vittime di vn’ infan iflìmo Amore , & holocaulli infe- liciflìmi de gli eterni incendij dell’ Inferno . Fatto certamente merite- uole di molta compaffione, fe confideriamo , che la dolta credenza di hauerfi à godere V amato oggetto nell’ altra vita può deludere i fenfi , e renderli incapaci di abborrire la morte, eh’ è ilfommode mali , efiggen- do intanto il Demonio , fotto titolo di grande honore , oblazioni di Anime, e di Corpi. 26$ IGiaghi, à differenza de gli altri Idolatri, coftumano fun¬ zioni, e cerimonie più efferate , e crudeli; psroche, fe bene il cafo da me teffè riferito accadette in Pérfone Giaghe di Setta , hanno però al¬ tre cofe , delle quali non voglio tacere il racconto , quantunque fia fpa- o uente- Cafo notai bile di due Femmina amanti. Rito de Giambi in- tor»-o al fe. pgllirfi . LIBRO PRIMO- uenteuole , affine d’ informarne tal vno , che ne hauerà bifogno . Dp uulgatafiia morte di vn tale , flibito gli Amici , & i Parenti li prepara- r hù no, per celebrare vnitamenteil Tambo ( cosìchiamano la cerimonia di eh co fa fai fepellire i loro Defonti.) Primieramente fe al Deionto, come Per¬ dona raguardeuole, conuiene che fi faccia quella forte di funerale con tutte le folennità,fabbricano d' attorno all’ habitazione di lui tante Ca- fuccie capaci à dimorami otto giorni continui i deputati alla funzione , ad effetto di che , compitamente le prouedono di viueri: in mezzo ad effe rimane quella del Defonto , fuori della quale accomodano fopra vn tauolato,coperto di finoie, vna fedia, e fopra dieffa il Cadauero col capo, che glipende all* indietro : Otto giorni adunque lo mantengono in effa politura a riceuere gl i virimi offequij da tutto il Popolo , il quale P honora , Io ferue , lo guarda, e difeorre con effo lui non altrimenti, che le viuo ei foffe : per direttore delle danze , della mufica , e de gli altri riti cofiituifeono vn tale, alla cui diligenza s' aferiue fommà lode, quan¬ do ne gli eccelli , e nella perfeueranza haurà procurato , che non fi man¬ chi di vn neo ; quindi all* incontro reputali valent’ huomo colui, che lo fpazio di quattro ore continue infaticabilmente ballando , animò i compagni a non intermetterlo nè per affanno di caldo, nè per iffanchei- za : Cominciano per tanto sii lo fpuntare dell'Alba ; e per tutto il tem¬ po che dura quell* infernale tripudio, horribilmente n* affordifee tutto il Paefe d’ vn miglio all* intorno : più volte con marauiglia di chi li ve¬ de , aggiranti fopra vn piede folo : più volte auuiticchiati infieme preci- pitofamente corrono in giro, alzando indiftinte vociffenza poterli capi- • re fe parlino , fe cantino , fepiangano, fendano, fe li querelino , òfe gioifeano della perdita di quel tale . Fra quelli deliri , e barbare dilìo- nanze, colui, che fù deputato confingolare prerogatiua per Singillo, cioè Sacerdote, ò Prefico del funerale, accollandoli alla faccia del Defonto, non ceffa di chiedergli, quale fia fiata la cagione della fua morte : ma poiché non rifponde, ripiglia egli, e finge da fe medefimo , à nome di chi già non può parlare , con voce alterata, e mefia, proteftan- do effergli ciò accaduto in pena della trafeuraggine de fuoi Parenti, conciofiacofache non adempirono la parte loro circa i Sacrificij,de qua¬ li hanno tanta premura, e bifogno i Defonti, aggiungendo mille altre menzogne, per maggiormente animare gli affiftenti ad vffhorribile ma¬ cello di animali , e di huomini , eh* è tutta la fofianzadiquel funeftilìi- mo Tambo . Fra tanto non fi dimenticano , nè di fe fieffi, circa il rifto- rarfi, per efiere più vigorofi , nè del pouero Defonto , fupponendolo ne- ceffitofo di cibarfi , peroche fatolli di quanto può tollerare il ventre, gittanoil refiduo , beuanda , e cibo fopra lo fieffo Cadauero ; fordidez- za intiero tanto firana, e fchifofa , chea qualunque fiomaco ben robu- fio LIBRO PRIMO. 12} [lo prouocarebbe infoffribile naufea . Ma quanto al macello di huomi- ni , e di femmine , confueta catadrofe di quelle ferali nenie ( douendo- ne io più didimamente parlare , mentre 1* idituto de Giaghi defcriuerò) ballerà perora fupporre, che à decine afcende mai fempre il numero delle vittime, le quali eziandio raddoppiane à centinaia, quando in ho- nore di qualche Principe , ò perlòna inligne , celebrali il Tambo. Più yolte il P. Antonio da Gaeta , Frate Ignazio da Valfafna , & io , (limo¬ lati da giullo zelo di frallornare quelle efecrabili funzioni, palfando per Folti Bofchi, nulla sbigottiti dall* euidente pericolo delle Fiere feluag- ge , ò della colloro fierezza, arditamente entrammo fpettatori , e la Dio mercè confeguimmo 1* intento : ma certamente oltre il riportarne quali fempre vna carica d’ infiliti, partiuamo naulèatillìmi , rimanendoci la fantafia perle vedute horridezze lo Ipazio di molti giorni notabilmente perturbata . Quella Nazione di Giaghi nel tempo, che dura la guerra ( e fuol elfere tré , ò quattro giorni al più , come altroue diremo ) non fi prende penfiero di celebrare i funerali , ma terminata che fia con la [confitta de nemici , raccoglie i Cadaueri intieri, & anco l’olfa di quel¬ li, che la voracità haurà fpolpati, e fabbricate le folite capanne nell* ideflo luogo, doue fi combattette, con vn folenne, e generale T ambo , , Formandone catalle , li fepellifcono tutti ; ò pure quando habbiano per¬ duta la battaglia, & il fito dieffa, giunti alle Patrie loro, fod disfanno all* impio collume con quella più crudele maniera, che sì fuggerire 1* effe¬ rato illinto , ò il capriccio de barbari Singhili . 2 69 Comunemente in quelli Regni , quando muore vno , i Parenti W** più propinqui, gli Schiaui , e talora per adulazione gli amici, in fegno di lutto radon!! tutto il capo , e lordanti la faccia con oglio, loto , e polue- ri di varie forti , con foglie trite, e fottilillìme piume 5 infomma fembra loro di honorarepiù propriamente la memoria del Defontocon quanta maggiore fparutezza comparifcono in publico : mà per la morte di qualche perlòna conlpicua radono fidamente la metà della teda fo- prala collottola, danno rinchiufi otto giorni, portano cinte le tempia di vna benda , òfcorza d* albero, non altrimenti che fe fodero graue- mente feriti. I Mociconghi, frà gli altri, dentro il termine di tré giorni non a {foggiano cibo alcunojmà che che fia circa quedo particolare, cer¬ to dà, che farebbe grande vergognale la trafgreflione di vna sì rigorofa oderuanza venilfe àrifaperfi: oltre à ciò guardano con (ingoiare pun¬ tualità efattofilenzio, laonde occorrendo qualche ineuitabile vrgenza di trattare con alcuno, lo fanno à cenni con vna cannuccia in mano : tuttauià à Parenti, che non fono,come à dire , nè Figliuoli, nè Padri , nè Mariti , fi tollera vn poco di libertà, purché vfino cautela di appartarli in vn" angolo remoto , ouero in capo all’Orto, il quale ognuno fuole ha- 0^ 2 nere Lutto del • le PedouQ^f 1 dolati e. 124 L I fi R O P R I M O, uere contiguo alla propria habitazione : ma palpito il tèrzo giorno gii- ) flano qualche cibo , & a poco à poco rallentano la rigidezza . 270 Curiofa è la cerimonia delle Vedoue Idolatre, e fpecialmente di Matamba : Quelle fermamente pervadendoli , che lo fpirito del de¬ finito Marito debba venire 111 effe a prenderli ripofo, e tanto più fe in vitafcambieuolmentefi amarono, piene di fpauento, fubito che han¬ no fepellito il Cadauero, corrono al Fiume, òà qualche llagno, e qui- ui , condotto a tale effetto vno di que’ loro Sacerdoti , li lafciano da ef- fo Erettamente legare con vna fune , e più volte immergere nell’ ac¬ qua , invaginandoli di affogami dentro l’ Anima del defonto Conforte: quindi purgate affatto dallo (lato vedouile, e dileguatali dalla loro fan. tafia ogni apprenfione di moldlia , fi fanno lecito dipaffare alle fecon¬ de nozze 5 ò per dirla più propriamente, di paffare à nuoui amplefli } fi che in foltanza giunte à Cafa,gli Amiche Parenti con elfa lei fe ne con¬ gratulano, & immediatamente le propongono vn’altro, non so, fe Dru¬ do , Marito , ò Amante j con che tutta la mellizia , & il lutto fi conuer- te in fella , & in rifò . Funami detto , che il Sacerdote di quella funzio¬ ne non bufeaua altro ( almeno apparentemente) fe non il panno lugu¬ bre, di cui perlopalfato copriuafila Vedoua, abbigliandoli ella d’ vn‘ altro più decente, più fefteuole, e di colore allegro. Ma, dato, che alcuna differifea lafudetta cerimonia , tutta l’ obligazione , che le cor¬ re nello flato vedouile, reltringefì, eh’ ella non vfi in cafa altro, che maf- farizie logore, fuccide, rotte , panni cenciofi , e di poco valore ; &in- fomma che veramente moftri ellrinfecamente di elfere derelitta ; impe- ioche quando contrafacelfeje altre femmine, guatando per emulazione i di lei andamèti, diuulgarebbono quello diffetto,fufficiente à fcred itar- la in tale guifa , che mai più non trouarebbe Marito . Alcune fotto pre- tello chele vifeere loro fiano troppo angulle,per ricettami (come effe dicono) agiatamente lo fpirito del Conforte , e di fperimentarne perciò intollerabile velfazione, e fmania, fouente s’attuffano dentro Tacque , e gridano per le contrade a guifa di fpiritate 5 la quale fmania guariro¬ no i Portoghefi col baffone , quando accade in alcuna delle loro Schia- ue. Altre, oftentando fornaio godimento di albergare dentro il pro¬ prio feno P Anima dell’ amato Conforte , fanno mille indecenti pazzie, col quale artifizio cercano di guadagnarli vn nuouo Marito : ma perche fra di loro non reputali fciolto il Matrimonio, finche lo fpirito rimane in corpo alla Moglie, nè vi è chi ardifea prendere vna Vedoua fenza la ficurezza , che quegli ne lia partito} per quello quando tal vna ha pro¬ babile ri feontro perle future nozze , immediatamente procura di fgra- uarlì nella guifa che detto habbiamo : le altre poi all’ incontro tollera¬ no con incredibile hippocrilia la fognata velfazione, finche s’auuen- gano LIBRO PRIMO. 125 Tano in qualcheduno , che le voglia à titolo di Mogli , ò di Concubine , ^ allora compiono' la cerimonia . Da quelle vltime più che dalle altre, ■e quali li sbrigano in pochi giorni , traggono i Sacerdoti maggiore nnolumento , imperoche afcriuendofi ogni picciola doglia di llomaco, 3 di capo , ò altra infermità alla velfazione dello fpirito , elfi à caro co¬ lo vendono loro le narrate funicelle, con alficurarle , che non riceue- -anno mai più moleftia veruna . Quello è quanto alle Vedoue Idolatre. 271 Le Femmine Cattoliche dimoranti in Angola, & in Congo yiuono lo fpaz-io di vn’anno intiero fequellrate ne propri; tuguri;', il che canto più rigorofamenteofieruano, quanto più attenenti fono al De- fonto ; laonde à poca llima verlò il Genitore, verfo la Madre, overfo il Marito afcriuerebbelì , fe vna Donna in tutto quel tempo folfe vedu¬ ta vna loia fiata vagare per le Strade: fuppongo però, che la femminile alluzia polla deludere qualunque Statuto , fingolarmente quando non è vincolato da qualche pena : di modo che fuora de luoghi habitati non fe ne fa cafo veruno . Le altre Parenti hanno vn’ordine gradato di tan¬ ti giorni 5 che non palfa vna intiera lunazione . T erminato per tanto il tempo prefcritto, e fcono alle loro facende con vna Beretta incapo, cadente dietro alle fpalle, e con vn Panno nero aperto ne fianchi , che ricuopre loro il dorfo, & il petto fino alla punta del ginocchio . La gente più nobile velie vn lungo Manto di panno nero increfpato d’intorno al collo , come la Cappa de Religiofi . Le Schiaue di Loanda , e di S. Sal¬ datore Metropoli del Congo, portano ritti sù 1 capo certi capucci lun¬ ghi quattro palmi; col quale portamento comparirono maellofe , fin¬ golarmente quelle de Portoghefi, quando ammaellrate nella leggia¬ dria , caminano vintamente in numero di venticinque , di trenta , e tal- uolta di cinquanta , tutte foggette ad vn folo padrone . 272 II pianto di quelli cuori , non so fe di bronzo , ò di fiere , fem- brami atto à muouere il rifo, piu che ad eccitare la condoglienza : e cer¬ tamente egli è llranillìmo . Dilli poc’ anzi , che i Neri , per quanto pro¬ curino con la voce , e con lo fconcio dibattimento di mollrarfi afflitti , non ne vidi però alcuno, che verfalfe vna fola lagrimuccia ; mà poiché l’ adulazione preuale in elfi , evorrebbono pure eflere creduti quello, che effettiuamente non fono ; perciò, trafcurando qualunque grauilfi- mo affare, vanno nelle hore, e ne giorni confuetialle fepolture de loro Defonti , e quiui con l’ intreccio di flebili cantilene fi confumano in la¬ menti, & vrli, fino à sfiatarne . La conuenienzaanch’elfa concorre a dilatare quelli termini, rillretti quanto alla obligazione, tra foli pro¬ pinqui, Mainici ; laonde doppo la morte di taluno ragunafi molta gen¬ te per corteggio , per mtereiie , ò per adulazione , e datali anch ella a gli vfati finguiti, e clamori , fi sforza di accrefcere la pompa del lune- VtdoUcommuni à gli Huomini Scagli Armenti, accendono gli habitatori ogni notte vn gran fuoco, d’ attorno à cui , doppo d * hauere fazieuolmente rilafciato il genio nel¬ le confuete allegrie, mezzo foffocati dal fetore , e dal fumo , tutti in gi¬ ro coricati , co’ piedi al focolare , e le fpalle verlo i muri faporitamente s’ addormentano . Nella Città di S. Saluatore, Se in alcune altre parti le fmaltano per di fuora con vna fpécie di calce molto bianca , perlo- che collocate con qualche fìmmetria in quelle contrade ripiene di ver¬ di , e fiorite piante, rapprefentano à gli occhi giocondilfima feena ; mi non refidendo all’aria, Scalla caligine, in poco tempo ritornano all” vfata fordidezza . Alcuni fabbricano le Cafe in figura bislonga come vna barracca , e le diuidono in due danze : altri accodando i pali , mà non i muri, le difpongono a guifa di padiglioni da campo , ifolate, ac¬ cioche ognuna feparatamente dall’altra habbia libero l' ingrello della propria porticella corri fpondente nell’ atrio, e che tutte aflieme fiano rinchiufe , Se vnite nella maniera delle antiche cadramentazioni ; in fi¬ ne per ripararle dalle Fiere, e da nemici veggonfi circonuallate da ro- bufle fiepi , le qualià foggia di laberinto, formano angudillìmi fentieri, artificiofamente intricati . Se riflettiamo a queda induilria , certa cola, è che alle Fiere farà difficile 1 in^relfo , Se à nemici pericolofa, anzi r quafi !j$ LIBRO PRIMO, quafi imponibile F vfcita ; mà fé quelli col fuoco fi fanno iìrada , ecco, ageuolmente foperatigl’ intoppi : à cagione di che le perfone di conto le rinuouano qiafcun’anno di materia verde, accioche non cosi preHo^i lì appicci la fiamma . Le Regine , e le Principefl'e , come ancora tutti quelli, che tengono Corte formale , collocano tre , quattro , e più di quelle Cafipole in tal modo, che interiormente fi palli d’ vna nell’ al¬ tra , sì per hauere più pronte à loro feruigi le perfone domeniche , sì an¬ co perche in dfe,come in guardarobbe,cuftodifcono gli aredi più pre- tiofi . Gli altri tuguri; hanno appena per riparo dauanti alle porticelle quattro pali . Or qui e chi non feorge à quanti incommodi foggiaccio- no £ Collocate in lìto decliue ogni poco di acqua le fuelle dal foolo , e le trafporta altroue : per ripararle dalla eferefeenza de Fiumi , e de riui non v*è arte che balli : la debole ftruttura de muri infondente à refi- fiere contro le procelle, cede all* impeto de venti : talora aperto che ne Ila vn pertugio , v'entrano Tigri , Leoni, e Lupi : taccio , che le Ser¬ pi più fpauenteuoli ò falgono la cima , aguatandouifi per forprendere la preda, ò pure non trouando oflacolo, entrano dentro a diuorarne i Bambini: i Camaleonti, tanto peftiferi in quelle parti, le Formiche infellilfime , i Rofpi , le grandi Lucerte, i Topi, & ogni Animale più nociuo viritroua ageuole ingrelfodifottoterra , adefeatoui dalle fetide immondezze, dal calore del fuoco, dall’odore della carne humana, cagìonandoui mille mali,, e fe non altro, vn' ineffabile fpauento . Sem- brarà hiperbole ( e pure cotidianamente foccede ) che gli habitatori forprefi mentre dormono, ò quando per altro impaccio, non polfono fuggire , miferamente rimangono diuorati da’ Serpenti , ò confonti dal¬ le Formiche. PolFo attellare , che ad vn Religiofo mio conofcente , il quale, per elfere grauemente infermo, non poteua chiedere aiuto, i Topi haueano corrofa la carne delle dita de piedi. Frate Ignazio di Valfafna mio compagno, foegliandoficon vn freddo grande sù la boc¬ ca dello ftomaco , e llendendoui la mano , fentì hauerui vn Rofpo . Il P. Antonio da Gaeta trouò vna Serpe molto grande dietro la ftuoia, fo- pra la quale era folito ripofare $ & io pure mille volte ho incontrate fo- miglianti horridezze : fi che , qual ora conueniuami prendere ripofo in alcuna di quelle fentine , confignauola miafaluezza nelle manidei Si¬ gnor Iddio, fofpettandofempre di qualche flrauagante incontro. Vn> noftro Milionario raccontarmi, che nell’atto di coricarfi trouò da vna parte vn Serpente molto Ipauenteuole , dall’ altra vn* horribile Rofpo , e che , non fapendo appigliarli ad altro partito , nell’ vfeire dalla Ca¬ panna , vide fopra il coperto di elfa vna di quelle Serpi chiamati Bom- me, da me deferitti altroue, e poteua eflere lungo venti palmi in circa . Vn’ altro compagno defcriueuamipurelo fpauenteuole ribrezzo acca# duto- LIBRO P R I M Oi 131 dutogli, quando di notte tempo , vna di quelle , falendo pur anch’elfa fopra il tetto , tutto fè tremare quell’ habituro , cacciando trà le foglie che loricuopriuano la coda , e pofeia il capo . 276 Nell’accennata Città di S. Saluatore , i Portoghefi fabbrica- Fahb..khe tono fin da principio , la Cattedrale, & alcune altre Chiefe di mattoni, dis.s 'alu a- e di calce ; e nel 1652. il Rè ne fece riedificar due, vna ad honore di S. Michele , e l’altra di S. Antonio da Padoua , & vltimatnente quella del noftro Olpizio , tutte della ftefia materia , ma coperte di grolfa pa¬ glia , fecondo l’vfo del Paefe . Stupenda è 1* intonicatura di loto tanto diligentemente lauorata, che vi fi ftende , e vi s’incorpora beniflìmo la calce , imbiancandofene le pareti efteriori , laonde qui precifamente, enonaltroue fono di qualche durata. Nel reftante le fabbriche de Cittadini non fono altrimenti, come le fopradette Chiefe, mà fempli- cemente fondate fopra la fuperficie del terreno , & ordine di traui t de- uono però eccettuarli da quelle, il Palazzo del Rè, con giudizio fa fim- metria compartito per commodo della Corte , e le Cafe de Portoghefi , che mai hanno faputo adagiarli in quelle angufte, & ofeure llanze, ò couili del Paefe. Anticamente la Piazza Reale capacillìma di numero- fo Efercito, era circondata di muro fatto di pietra, e di calce, mà il tem¬ po , e la trafeuraggine hanno confumati sì quelli , come altri edilìzi principali . La Città di Loanda , Emporio di quella parte di Etiopia, c Capitale di Angola, come ancorale Fortezze, & alcune Terre atti¬ nenti all’ iftefiò Regno , veggonfi ridotte sù ‘1 modello di Europa ; nel che i Portoghefi tanto Secolari, quanto Religiofi, rendono riguardeuo- !e la loro pietà , e magnificenza . De Alatrimonìj • 277 T E brutte eforbitanze, originate dal conuiuere tanta mol- j„comirun I j titudine di Neri, gente più belliale, cheragioneuole, ^ dt litri difficilmente , e fenza efficace aiuto della gratia illuminatrice , polfo- no diradicarli dall* infetto terreno , doue per immemorabile tempo , hanno prefo sì gran piede ; imperoche quantunque la natura detti à ciafcheduna delle fue Creature vn dolce appetito di propagare la pro¬ pria fpecie , e per lo confeguimento di quello fine, infonda ne cuori hu- mani vna particolare follecitudine, nulladimeno certe anime fozze, e cieche , apprezzano più la nuda foddisfazione del fenfo , che l’hone- ffca ragione di procrearci Figliuoli. Amano adunque gVldolatri veder- fene molti d’ intorno, mà con vn’ affetto freddiffimo, e llerile ; attefo- che la radice , da cui fomigliante inllinto in elfi dirama , Uà profondata nell’ immondezze, feorgendofi in quella forte di gente più efficace T appetito di generarli, che l’honeftiffima brama di hauerli generati R 2 Per Neri inca¬ paci di ra gtont « A4 tic agì Concubini . ij* LIBR O f R i M O* per educarli : Quindi vn tanto difordine ( al quale fi oppongono le Sa^ crofante Leggi del vero Iddio mediante il Sacramento del Matrimonio) viè più, diffondendoli nelle menti preuertite di coftoro , confonde fpiri- to , e carne con la produzione di vn tutto , che altro non è appunto?, fé non vna brutale fenfualità . Abbondicela modeftia di rammentare sì- fotte cofe , ma , richiedendoli nella mia Iftoria vn'efatta contezza de' cottumi , per dilucidazione de fuffeguenti racconti, ogni trafcorfo fa¬ cilmente mi fora rimeffo : e quindi à fronte di tante fozzure demen¬ tili , vedranfi più luminai! apparire i pregi della Chrittiana continenza. 278 L* errore, òfia inganno principale, da cui ne deriuano tanti altri, confitte in quetto , che i Neri non fanno , ò non vogliono capire qual legge poffa obbligarli à prendere facramentalmente in Moglie vna fola Donna , con cui habbiano da viuere tutto il tempo di loro vi¬ ta , fenza di hauere intrinfecamente conuerfoto con efla lo fpazio di due , ò tré Anni almeno , per conofcerla ben bene, e nonfimanerne in¬ gannati; di modo che , difficilmente potiam loro perfuadere, quanto difconuengaalF honeftà Chrittiana; eche(feclufo eziandio ogn" atto impuro, fe pure voleffero darci ad intendere il contrario) P irte ffo perico¬ lo del cohabitare , econuiuere due perfòne col fine da etti fuppotto, fa¬ rà fempre peccaminofo , & illecito : à quella s’ aggiunge 1’ altra eforbi- tanza di mantenerli molte Concubine; imperoche purtroppo tal vno de’ principali ne trattiene 20. 30. e 5o.hauédoil Demonio fuggerito lo¬ ro vn’ ambitiofo prefetto di grandezza d* animo; ’aonde quando da noi ne fono riprefi, arditamente rifpondono , che il mantenerle è foddisfot- tione di animo generofo , non di fpirito fenfuale: quinci viuendo 20. e 30. Anni in concubinato, altro non fanno, che fciegliere alcuna , che loro piaccia , & hauerla per qualche poco di tempo in ittima di Moglie; pofcia naufeati della di lei conuerfazione, con darle il libello di ripu¬ dio, ne dichiarano vn* altra , lino à vederli impotenti, ma non fatolli del peccato . 27 9 Fra quelle Mandre di Mucagi ( che così s’ appellano quelle tante illegitime Conforti) due fono le principali, le quali con maggio¬ re violenza tiranneggiano le paffioni, òtta F affettione del loro Drudo . La prima, chiamata Enganainene , ha Findipendente fopraintendenza di tutta la famiglia ; fi che le altre femmine della fua condizione fono à lei foggette^ edeuono vbbidirla . La feconda detta Sambegilla fuppli- fce al carico della fopradetta , in occorrenza di trouarfi impedita , lon¬ tana, ouero inferma : Perforo cuttodia euuiaflegnamento di altre fem¬ mine dittante da effe , le quali hanno incombenza di feruirle , di accom¬ pagnarle , e di condurle dauanti al Padrone, qualunque volta le richie¬ da 5 anzi tenerne sì gran conto , che , quando fi fcuoprifie alcun follo ( e può LIBRO PRIMO- ijj può crederli, che vi cadano fouente) effe à tutto rigore ne pagarebbono la pena. Ciafcuna di quelle Mucagi habita feparatamente , muffirne s’ ella Ila di fchiatta nobile; ina le altre di baffo affare, come anco le Schiaue,fono priue diquella commodità,enon vengono mantenute con tanto decoro ; Le prime, cioè le nobili, conuinte anco per mero fofpetto d i lefa fedeltà verfo il Drudo , /^editamente ripudiate , partono da lui ; c fenza che loro lia imputato à minimo dishonore , col medefimo credi¬ to di prima, hanno libertà di darfi fucceffiuamente in preda ad altri : mà le ignobili in caftigo della commeffa dislealtà , foggiacciono alla pena capitale , che tal ora commutano in perpetua fchiauitù . 280 Nèquìs’arrellala petulante libidine di alcuni, imperoche ( quali habbiano per fallo il fegnalarfi in effa ) adocchiata la villofa dif- polìzione di qualche Bambina, la comprano col contracambio di tan¬ to Vino Europeo , ò di altre minuzie di poca valuta ; indi confinando¬ la ad vna delle fopranominate femmine,la dichiarano tanti anni prima per loro Concubina ; dimanierache effóndo vniuerfalmente accettato per legitimo quello contratto, ella rimane perpetuo mancipio del com¬ pratore, perdendo in confeguenza i Genitori di lei la fperanza diriha- uerlaper via di giudizio. Altri affrontandoli col genio verfo alcuna donna pregnante , contrattano anticipatamente , dimodoché vfcendo alla luce vna femmina , il compratore fe la prende col mal animo di al- leuarlaper le proprie concupiicenze ; anzi fe nafceffe vn fanciullo , di già la partita^ allicurata fopra i parti fiiffeguenti fin à tanto,che fortifca vna bambina*; e finalmente colei che contrattò, quando anche diue- niffe inhabile à concepire, rimane obligata di procurare, che vna fua pa¬ rente fottentri per Concubina, ò che proueda conforme l’accordo. Quella inuenzione diabolica, e ben confaceuole all* humore de Barba¬ ri , pretendono elfi di colorire con vn pretello, che da fe lleffo rella con- uinto difalfità : adducono pertanto , non poterfi tal volta vna Madre di famiglia fgrauare del fouerchio pefo delle figliuole con altro ripiego , mentre la mefchinità dello llato loro non comporta maritarle tutte con¬ forme il collume de gli Europei ; quindi ci conuiene ( dicono effe) pollo da parte qualunque altro rifpetto, darle in balia di chi le ricerca: mà (vagliami pure il vero) è falfifiimo il fuppolìo, non praticandoli fra que¬ lle Nazioni, che le Donne portino la dote a’ Mariti, mà bensì che elfi la conllituifcano alle Mogli , 281 Curiofa per tanto, non meno che abbomineuole fi è la manie¬ ra di maneggiare sì fatti interelfi . Quando tal vno s’ inuaghifce di vna fanciulla, procura di cattiuarfi con qualche donatiuo la beneuolenza de Genitori ; dopo di che fenza altri mediatori egli lleffo la chiede in Mo¬ glie , & hauutone il confenfo da lei , fi llabilifce il contratto con quella vicen- j Bambini comperati -* per Concu¬ bine . Scufa de Neri . Accordo de Matrtmon] Scottemi de )ipndfj 6 1 34 LIBRO PRIMO. vicendeuole promiffione , cioè , che per due ò tre anni egli la manterrà ) in Tua compagnia , affine di fperimentare , fe i collumi , e la conuerfa- tione fi confacciano ; e quando che sì, egli à lei , in capo del tempo fta- tuitOj conllituirà vn capitale di dote competente; la fpoferà con le con- fuete folennità; e con quello farà dichiarata Moglie vera , elegitima : accordato il tuttofi Genitori ( non parlo folo de gl5 Idolatri, conciolia-- che eziandio molti Chriftiani , più di nome , che di fatti , mantengono oggidì l’inueterato abufo) i Genitori, dico, la rimettono nelle manidei Giouane, il quale feco la conduce; fi che pofcia amendue conuiuono in- fieme a guifa di veri coniugati . Non ardifco alferire alcun fatto , ò fe- greta licenza, nulladimeno sò per pratica , che fe l’ vn di loro non èfod- disfatto, la Fanciulla tantofto viene licentiata,ò da fe ftefla tacitamen¬ te alia Paterna habitazione fà ritorno , fenza rifentimento de Padri di lei, fenza fcrupolo, fenza intacco di riputazione, e fenza che alcuno pof-, fa , ò ardifcarimprouerarla; anzi con la ltelfa facilità di prima, palla al¬ le feconde pruoue , nè manca chi hà buon llomaco di pigliacela . Ma quanti , e quanto graui dilordini deriuino da quella enorme , e fcelerata coilumanza , fe F imagini chi hà fenno : vero è che i Neri , hauendo la mente da fozzi dettami del fenfo offufcata, non fanno bilanciare le cau¬ tele di vna ragioneuole prudenza , co' termini douuti alla propria efilli- mazione. I principali /concerti fono tré : primieramente le femmine ripudiate non incontrano fempre la fortuna di chi voglia fperimentarle, fupponendole altiere, linguacciute, petulanti , intrattabili:. . Seconda¬ riamente i Figliuoli nati da quella forte di accoppiamenti non hanno chi dia loro il latte ; laonde , per lo più , muoiono fenza battelìmo ; e fe pure alcuno di loro incontra di elfere nudrito fin’ ad vfcire dall’ infan¬ zia , ben prello lperimenta il mefchino , che non fù pietà de' Genitori , mà propria , non sò fe mi dica , fortuna , ò difauuentura , che per allora lo fottralfe da gli artigli di morte, accioche dall’ inhumano Genitore venduto Schiauo , folle collretto con prolilfo tormento languire tutto il tempo di fua vita lòtto il giogo di dura feruitù . E terzo finalmente que* fciagurati Drudi procrallinando con mille pretellil'opportunità di dare la dote alla Moglie , la quale non ifoofano fenza quello alfegnamento , viuono in perpetuo concubinato, e vi terminano impenitenti F diremo de* giorni loro . Concedo però, che alla gente habitatrice di quelle co¬ lle (doue il conuerfareco* nollri Europei , meglio d 5 ogn’ altra perfuafio- ne,infegna fuggire gli abulì)lì dia il douuto encomio, per la confiderabi- le riforma, che fi fcorge in effi, quantunque in fegreto vi fia fempre qual¬ che particolare trafcorlo ; mà trattandoli de* Popoli più Mediterranei , coni quali praticano appena i Miffionarj, e pochi altri, certamente quello colliime è tanto tenacemente abbarbicato, che, quando occorre incula LIBRO PRIMO. ijj inculcare con argomenti, per conuincerli , prima che afcoltare le ragio¬ ni , voltando le fpalle , fi fanno beffe di noi ,. e ci tornano infenfati , e pani . 2,8 2 Ma fe alla fine tal vno, ridottoli ad effettuare il contratto , di- ^ chiara publicamente la tale per fua vera Moglie(communque ei lo fac- Neri^come eia) ne fefteggiano i Parenti , gli amici , e tutto il vicinato , gareggiai foitnn^ate. do ciafcuno, per comparire da gran Signore 5 ad effetto di che la gente più ignuda prende impretoto monili, maniglie, drappi, efomiglianti cofe 5 pofeiaraunate le numerofe fchiere in qualche Praticello aprico, e poco dittante dall’ habitazione dello Spofo vi folennizzano le nozze: or qui alla fconcertata armonia de barbari ttromenti, barbaramente re¬ golando gli fconci moti del piede, e della voce, odonfi con difufate for¬ me di non creduta adulazione , applaudire all' eccellenza del maritag¬ gio, magnificare la genealogia de’nouellamente Coniugati, efaltare il coraggio, le forze, e la grandezza dell’animo di lui, edeferiuere con eforbitanti analogie la bellezza , e la leggiadria di lei: ma fe lo Spofo non corrifponde con vna copiofa imbandigione di viuande , e non fug^ gerifee co’ termini della prodigalità nuouo tema, e nuoui concetti à quelli applaufi , ecco improuifamente cangiata la bella frafe de gli en¬ comi, vituperarlo con cento ttrofe d’infulti, e di rimproueri: quindi coloro che non hanno il modo di prouederfì, nè vogliono foggiacere à cosi fatto feorno , s’inducono più tofto à vendere fpietatamente vno, ò due figliuoli, per comperare vn Bue, Vino di Europa, ò altre fomiglianti cofe . T erminato il Conuito,che non terminarebbe mai, fe prima diuo- rate non fodero tutte le viuande , e rofe tutte 1* offa peggio, che non fan¬ no i Mattini , confufamente corrono tutti femmine , & huomini à gui¬ da d’infuriate Baccanti per quelle contrade ; indi la fera (purché co* fuoi fplendori affitta loro la Luna) ripigliate le danze, continuano in effe fino alla mezza notte. 28 3 Quanto alla fedeltà de’ Coniugati , pare , fenza hiperbole , eh’ ella camini con vn rifpetto correlatiuo al rimanente de’cottumi, gati , quale, fianfi de gl’ Idolatri ,.che non hanno ragione, per intenderla, ò de’ Chri- ftiani mal’ auuezzi , e poco curanti di olferuarla ; Molto potrei dire , e non v’ hà dubbio, che ogn’ altra penna fe ne prenderebbe argomentoper ifcherzo di Romanzi, attefa la varietà de gli auuenimenti, i quali, quan¬ tunque accadano frà Barbari ,tuttauolta hanno fempre annetta qual¬ che notabile ttrauaganza; mà non potendofene far menzione , fenza tra- feorrere nelle immondezze , tacerò tutto j tanto più , che in grado de molti buoni da me conofciuti , e praticati , mi reputo obligato à lodar quelli , e non ad ifuelare le occulte mancanze de gli altri . 284 Le Femmine auezzeà qualunque patimento , poco, o nulla fi itllt , ' rifen- Congbcfi vion hanno ì * atte di macinate . ij<* L l B R O PRIMO. riferitone in quelli del parto . La nuda terra ferue cLOrigliere, per acco-/ olierai i Bambini;, à quali , fenz’ altra aflìbenza , vna beffa è la Leuatri- ee, e la Madre : Nudi cadono e (lì ; nudi s’ allenano ; nudi fono immer- fi in qualche frefea largente; e nudi danno tutto il giorno efpofti al So¬ le, ponendo le Genitrici ogni loro cura , accioche mediante r raggi di elio , e qualche impiaftramento di Tacuila poluerizata , e di oglio tena- dffimodiuengano piu morbidi , più Inibì, più neri , ed in confeguenza più meriteuoli dell’ affezione de5 Genitori . Prima che la Santa Fede penetrarle à domebicarli , terminaua fin qui la coboro follecitudine in¬ torno T allenare i figliuoli , poco differenti in ciò dalle beffe fiere , che gli allattano , lambirono , e nulla più . Partorito che habbia la Don¬ na, immediatamente ritorna al Campo robufta , & allegra, trauaglia come prima , fembrando per appunto ringiouenita . Solamente ferue loro di molto aggrauio quel portare, mentre zappano la terra, pendenti da gli homeri i Bambini, conforme di (fi altroue ; peroche cadendo elfi da vna fafeia , che elle fogliono legarfi fopra la fronte , ò (òtto la gola , colP incelante tracollare che fanno necefiariamente effi Bambini or fo¬ pra V vno, or fopra P altro fianco, fiaccano à quelle i reni con indicibile tormento ; ma volendo dar loro il latte non è meno curiofa la facenda ; imperoche effe collocandoli fopra vna pietra , ò fopra qualche tronco * tanto che arriuino all’altezza del ginocchio fenza punto incuruarfi, pre- fentano alla bocca loro il capezzuoìo delle poppe , Conciamente lun¬ ghe, e cadenti . Le altre cofe concernenti à queb’ vrgenza, parte con¬ cludono in fuperffizioni , e di quelle ho parlato , parte conuengonfi al¬ la fegretezza ; benché le femmine di Etiopia tutto facciano in palefe, fenza riferbo , nè di modellia , nè di nettezza , tanto elle fon nere nelle operazioni, quanto han nera la pelle, e per lo più anche l’Anima ifteffa. °Nert poco induftriojt circa il macinare , e frugali nel ‘vitto « 28 5 X 7 On capifcono i Neri la facilità, con la quale fi macina il X il grano in Europa; laonde à grande dento dadi loro ad intendere quello che fiano la mola , i perni, le ruote, & i grandi ordi¬ gni di vno de’nollri Molini , e fpecialmente , che il corfo di poc’ acqua poffa muouere con molta facilità vn grande, e pefantiffimo ordigno , e che tutta quella machina operando da le, proueda in poco tempo, e perfettamente alla necelfità delle intiere Populazioni : incapaci adun¬ que de noflri edificij , e poco habili ad inuentare ripieghi per le loro oc¬ correnze , dentano ben cento volte più, che non farebbono, per cibar¬ li ; conciofiacofache, della Sagina , e del Maiz pongono certa poca quantità in vn Mortaio di legno, e dopo di hauerla con molta fatica grettamente infranta , la trafmettono fopra vn’ altra pietra alquanto in- caua- LIBRO PRIMO- 1 37 eauata, & in effa, à foggia di chi macina colori, tanto la dimenano , che alla fine la riducono qua fi in farina : lo dello fanno di alcune fpecie di legumi totalmente differenti da . noftrali , & eziandio meno in vfo, che non fono i fudetti . Quindi arguifcafi quanta prouifione potrà da fe del¬ lo preparare vn'huomo folo , in vn giorno folo 5 aggiungi che li Adope¬ rati Neri, impazienti di qualunque applicazione, ne lafciano fempre tutta r in-duftria , e tutto il pefo alla fiacchezza delle loro femmine . 280“ La radice della Mandioca, per effere di foftanza aliai humida, difficilmente ridaceli à confidenza farinofa : conuiene adunque fminuz- tarla diligentemente,radendola con vn coltello 5 doppoi fpremutone il fugo fiotto il torchio , diffeccarla vicina al fuoco fdpra ladre di rame , di ferro , ò di pietra, finche diuenutagranofa come il Rifo di Europa , piu ageuolmente, portandola dentro il Mortaio, polla ridurli quali in portie¬ re tridotta à quella qualfifia perfezione, ella è di durata al pari delle nodre farine di Europa , & anche di ottimo nutrimento ; benché riten¬ ga fapore infipido ( come gudarono alcuni, à quali ne diedi 1’ alfaggio ael mio ritorno in Italia . ) Gli habitatori delle fpiaggie cotidianamen- te fe ne feruono in vece di pane ; e fouuienmi , che più volte folpirai di hauerne , quando per que’ faticofi deferti fmarrito , e fianco mendicauo rimedio alla fame , e ridoro alle forze . I Neri la mangiano in pugno, come noi le brice del pane, onero la pongono à bollire in acqua, e talo¬ ra in brodo , con che viene à crefcere più che non fa il Miglio nelle no¬ dre parti. Le altre radiche commefiibili, delle quali ve n’ ha copia grande , Angolarmente di vna fpecie di Platani, tutte le arrodifcono [opra gli acceli carboni, e Lenza tollerare, che fi raffreddino vn tantino , auidamente le mafiicano, eie tranguggianopiùrouenti,che calde; qua¬ li temano fempre dihauere alle (palle chi voglia ruttargliele. Poco diffimile parmi la indudria di fare il Pane; conciofiacofache non ha- uendo nè fornelli , nè altra commodità per cuocerlo , impadano la fari¬ na del Maiz,ò della Sagina con acqua, e portala à bollire, ne fanno vna forte di Polenta , la quale chiamali Endiadi , ò Muffa in loro linguag¬ gio, ma per poco fi corrompe; laonde volendo, che duri piu di tré giorni, P affodano à modo di focaccie , dette Nbolo , che porte al fuoco fopra Graticole di ferro, s’incrortano, ediuengono affai più faporite ^ e più leggiere à digerirli . 287 La gente ordinaria quando è proueduta di effe, aggiuntaui qualche altra radice , erba , ò frutto , & al più qualche animaletto , co¬ me Lucertole, Grilli, Topi , e limili , fi reputa di lautamente viuere: con pari frugalità fe la pafiano le perfone riguardeuoli , appagan¬ doli di due fole viuande , fiano di carne , ò di pefee: gli Europei, non meno de Neri, ne mangiano cotidianamente vna, chiamar a Muam- S ba Mandioca ytii fopra num. $6.(j 87. Radiche yfate iti^j ubo » Menfa de ricchi „ Muemba, che cofafia . Erbe ma* flicano per debbia i Navi, Neri fi fan* no prò di qualunque Cibo [cbtfofc Loro itici - viltà nel mangiare. Ridicola eontrfa di Nobiltà . 1 3 S LIBRO PRIMO. ba, la quale fi fa col frutto della Gigome, condito con Ogliodi Palma,, e Pepe rollo : cibo veramente regalatiflìmo al palato , e singolare pre- feruatiuo dello ftomaco , che per gli eccellali calori dell* Etiopia fog- giace fouente à penofilfime rilalfationi . 288 Le Erbe Milfanda, e Eredi macerate alquanto in acqua cal¬ da , e doppoi ben* afeiutte, palfano per deliziofo trattenimento delle conuerfazioni , fi come ancora le foglie tenere del Fagiuolo Ncafìa, ma¬ nicandole , e tenendole in bocca i Neri , nella guifa che tutti gP India¬ ni Orientali , e fingolarmente i Cinefi vlano il Betel, fecondo che fi rac- coglie da tutti coloro, che di quelle Regioni diffufamente fenderò . 289 Hanno poi quelli nortri Neri, la Dio mercè, vn gulìo impareg¬ giabile, vn* appetito difpoftilfimo , & vna bocca tanto fozza, che non nfiutarebbe mai qualunque immondezza; e ben mi dò à credere , che quella tanto indifferente foddisfattione del palato prouenga da ro- buftezzadiilomaco; attefoche con pari delicatezza, & ingordigia di- uorano Loculte , Sorci, Vermini , Lucertoli! , Serpi, e limili, fenza nè pure nettarli ; di modo che balla loro di haiierii vn pò poco arroftiti, per empirfene auidamente la bocca , le fauci , lo doma co , & il ventre . 2po Quella ciuilta nel prendere il cibo, di cui facciamo gran cafo in Europa , non penetrò ancora fra Neri ; ò forfè ingordi piti che mori¬ gerati, confederandola come cofa pregiudiciale alla loro ruftica licenza, in verun modo 1* ammettono. Comunemente fe la focaccia può ta¬ gliarli, ermi vna femmina tra quelle della Famiglia, che hà l'incom¬ benza di ripartirla à tutti ; perloche affettatoli ognuno in giro su la nu¬ da terra , e riceuuta la fua porzione , v’ importa le dita , per farui capire dentro qualche legume, ò altra viuanda bollita: alcuni adoperano vna foglia , altri vn pezzo di feorza di Albero , ò di Cucuzza , e molti con più rifparmio aprendo la mano , di erte formano vn piatto di carne ; gli lìertì amici ancora, quando taluolta à titolo di honore, conuitanfi Fvn l’altro, collocano sfila nuda terra le pentole ripiene di viuande, e ciafcunojpefcandoui dentro con le proprie mani, mangia quanto gli pa¬ re ; rtropicciandofi pofeia le dita al fianco ignudo , ò sù la telta , ò pu¬ re con quel poco di cencio, che d* intorno lo cinge ; non vfano il defeo , ò diciamo la tauola ; e rar i/fimi fono quelli , che damanti à conuitati vo¬ gliano diltendere vna femplice rtuohi , e che prouedano di vn folo piat¬ to di creta , di legno, òdi vililfimo rtagno : tutti infomma pofitiuamen- te imbandifeono le menfe , e mangiano come tanti Filofofi : ma quella encomio difdice ad vna ingorda fordidezza . Mi rammento , che alter¬ cando due Perfone circa le prerogatiue della pretefa Nobiltà, ffi decifo à fauore di colili , che-potette prouare F vfo antico in fua Cala di man¬ giare sfila lluoia : e benché il punto di quella lite, e la decifione lìanv LIBRO PRIMO. *39 ridicoli , in ogni modo , per la ftima che fe ne fa appreflo i Neri , colui che rimafe al di lotto non ardì appellacene : anzi dirò di vantaggio, che quando lì proceda per via di giudizio formale ( cofa che fouente' ac¬ cade ) il vincitore, conuocati gli amici , & i conofcenti , ne fefleggia il trionfo . 2 9 1 Benché i Neri non fcialacquino tanto nella diuerfità de cibi ConuYl iu come fanno moltiflìme altre Nazioni , fi trattengono però ne conuiti al rano moite pari di qualunque fi fia , non difciogliendo i congrelfi loro , fe prima ore • non vedono confumata ogni prouifione, fenza badare, che leviuande fiano mal condite, crude, e puzzolenti: quindi dai moto delle inter¬ poliate danze , e dalla generofità di qualche barile di Vino Europeo rU Scaldati , palfandofela dalfrefco mattino fino al buio della notte; alla fine dall* vbbriacchezza abbattuti, e totalmente fuori dife, in mille fconueneuoli eccelfi traboccano . 2^2 Diuulgatofi il grido di qualche conuito , è cofa di ftupore, co¬ me (pofpofto, in fomiglianteoccafione, ogni puntiglio di pretefa No¬ biltà, per cui fi vergognano lauorare) corrono colà indiftintamente i Neri affine di fatollarfi: allora ben euidenti fcorgonfì i prodigio fi effetti della fame, che sà conuertire il fumo dell’albagia in vna viliffima petu¬ lanza, conciofiache coloro non rifinano di contrafare la parte di efquifi- ti pitocchi, fino à che abbondeuolmente non fiano proueduti dal cons¬ tante , il quale fi reputa à fomma generofità il banchettare eziandio la moltitudine non inuitata , godendo di fentire per tutto gli applaufi del¬ la impudente adulazione, nella guifa che altroue accennai : con la qua¬ le prodigalità tal vno in tre ò quattro di quelle gozzouiglie dilfipa quan¬ to può hauergli contribuito la tenue fortuna del Paefe . Quello, che noi direlfimo Cortebandita, chiamafi Bùlgare, ò Vingare, vocabolo Por- toghefe , ed è tanto in vfo , che anco le perfone veramente nobili (par¬ lando però de Neri) sfrontatamente vanno alle Cafede Grandi , affine di cacciarfiT appetito; anzi fotto pretello di fauorire qualche confi¬ dente , quantunque egli fia di condizione inferiore , vi conducono tut¬ tala famiglia . Mà quelli arroganti bringadori,fe à forte non incontra¬ no di elfere trattati à modo loro, òpure fe doppo la rabbiofa ingordi¬ gia di rodere fino l’ offa fpolpate, ediuorare le fuccide interiora degli animali, rimane loro vn pò di fame , arditamente , e tutti d’ accordo en¬ trano colà, doue il Padrone cullodilce le vittouaglie; e con violenza dando il fiacco à quanto vi ritrouano , foddisfanfi da lor medefimi; e po- feia contenti , & allegri fe ne partono . 293 II Rè adunque , & i Principi, per euitare fomiglianti imperti- c^™ueld^ nenze , celebrano i conuiti loro in luogo Ipaziofo , & aperto , largameli- principi . teprouedendo di tutto : ed in fatti quello è vn mezzo affai proporz lo¬ fi 2 nat0 I40 LIBRO P R 1 M O. nato al bifogno , Se al genio de Neri ; laonde sì la Plebe , come la No-/ biltà ifteffa , appagandofi della magnificenza del Principe, conferua piu ìmpreifi i motiui di amarlo , e per molti giorni gli ne dà mille benedi¬ zioni , intrecciate mai Tempre da mille encomi , V eco de quali, quanto più rifuona di eforbitanti metafore , tanto più alle orecchie de Barbari riefce accetto , e gradito . Delle A'/aJJeri^ie de ‘Neri . Mtfchmtì di arnefu 2^4 E parliamo della gente comune, gli arnefi confiftono in due ferri , vno per fendere la terra, 1* altro per fpaccare le legna; vn'azzetta da valerfene in viaggio, & in guerra; Se alquante Zmcchette, per conferuarui radiche, Tementi , legumi , vnguenti , Se al¬ tre cofarelle di poco momento: per dormire adoperano vna, ò due ftuo- ie, appoggiando la tefta ad vn trauicel!o,ò pure coricanfi sù la nuda ter- ra fenza coperte , ò lenzuola : le flottiglie fi riducono à due , ò tré pi- deiia pube . gnatte } altrettanti piattoletti di creta : dimanierache , quando inforge tra di loro qualche competenza per quella tanto foftenuta prerogatiua di nobiltà , Tubito fi pone in campo : io hò tante pignatte , e tanti piatti, fi che per terminarla Te ne appellano vnitamente al primo, che incon¬ trano, rimettendofi alla Tua decifione: coflui adunque ofiferua le floui- glie , e Te à cafo le ritroua di pari numero , efamina la qualità di effe, prononciando pofcia con affoluto arbitrio la Tua Tentenza à fauore di quello, che ne (là meglio proueduto . Quindi m’auuifò, che nel concet¬ to de Neri, per deficienza di maggiori beni , anco le cofe minime ac¬ quiamo pregio ; e che la fieuolezza di quelle competenze , dalle quali elfi deducono giornalmente le fantalliche pruoue di milantata Nobiltà, à noi , che fiamo auezzi fra le opulenze di Europa , fuggerirebbe faceti argomenti per le nollre Comedie. Gli Artefici hanno qualche flro- mento opportuno al proprio mefliere : mà quelli Tono fcarfi . Le perfo- ne di grado proiiedonfi da Portoghefi di qualche vago Paratole, di due, ò tré forzieri, appendono al muro le loro armi da guerra, hanno alquan¬ ti vali ben vili da cucina , e con poc' altro Te la paflano , perfuafi che la fuperfluità di tante Tuppelletili, conforme vedono collumarfi in Ango¬ la da nollri Europei, rechi grane incommodo, Se anfia di guardarle con ferrature di ferro , mentre eifi appena con vn debole falifcendo di legno alficurano le loro porticelle. Non è contuttoché tanto rigorofa quefta pragmatica Tuggerita dalla naturale indigenza delle cofe, che non fi Tcorga alquanto rilafiata nelle habitazioni de Principi doppo che Tratta- la conuerfazione co’ Portoghefi hauui introdotta vna non so quale ap- * »»»*» io parenza di ciuiltà; conciofiache hò vedute nelle Cafe de Duchi di Sam¬ ba , del Conte di Sogno, e di altri Perfonaggi ( fabbricate bensì con la Grandi. LIBRO PRIMO; 141 medefima fimplicità , ma più capaci ) qualche fineftrella, coperto il pa¬ ni mento di ttuoie ben lauorate, tappezzate le pareti di vna ftanza con drappidi feta , tenerui vna fedia di velluto , qualche Forziere , e Para- foli guerniti d' oro , e le guardarobbe prouedute di habiti, di armi, di tapeti, di gemme, e di altri preziofi arredi; fi che à paragone della gen¬ te ciuile , realmente lì dittinguono per Signori di grande portata . Delle infermità , e loro cura . 2-95 A Lia maniera del viuere di quelli Etiopi vanno correlati- MaiatUt I\ ue le infermità loro : tuttauia il benedetto Iddio COn mn in tanta fol lecita cura prouedeà quella dura infufficienza, e pertinace difappli- C0Pia come cazione , che etti hanno intorno alle co fe , che richiedono fatica , e ftu- *” ^uropa * dio , compenfando la fcarfezza de talenti loro, mediante vn’ euidentif- fimorifparmio di quelle tanto diuerfe , & innumerabili neceffità, alle quali (fe deuo dirne il vero) più altroue, che in effe Regioni, foggiace la infelice Immanità: eflendo adunque i Neri priui dell'Arte medica, per¬ che non vi hanno nè perfpicacità d' intelletto per apprenderla , nè ge¬ nio per efercitarla , fono ancora notabilmente efenti dalla varietà di que’ tanti malori , che fperimentano gli Europei : la frugalità de cibi , E vgnerfida capoà piedi , quel grondare di continuo fudore ne faticofi viaggi , e nelle prolifle danze , conferifcono affai à fmaltire la copia de cattiui humori, &à rendere più agili, più gagliardi, e più refiftenti i Corpi loro: tuttauia effinon fono Tempre fani: anzi volendo Iddio, che quella gente dedita alle fuperftizioni fi difmganni, e riconofca dalla fua mano per caftigo le infermità , e per grazia la falute , permette, che mentre da Demonj cercano il rimedio, tanto più di quefta empia loro fi¬ ducia delufi rimangano ; laonde dal mio difeorfo verrafìi in cognizione, che fotto il Clima del Congo, e de contigui Regni , non ottante habbia- 110 inferiore latitudine rifpettiuamentq al numero, fono però molto più intenfe nell’ acerbità loro le malattie; tré, ò quattro delle quali, come più comuni , e perniciofe deformerò . 296 La prima è il Morbo Gallico, detto Bobbe da Portoghefi, j[forf,0Qaim e corre fama, che dall’ America lo portaffero . Della origine non Uco.fuoi ef> vuò,chene facciamo cafo : mà de fuoipeffimi effetti , che hanno del incredibile , mi fi ammetta per fondamento , che tanto peggiori fiano , quanto è più maligna la radice, da cui deriuano ; diafi ancora, eh’ ei fra vn caftigo proporzionato alla eforbitante incontinenza de Neri , hauui però di molte altre cagioni fifiche , e naturali , valeuoli à renderlo più atroce nella diuerfità de parofifmi ; imperoche vi concorrono la ca¬ ndita del Clima , lo ttemperamento dell’ aria alle volte di fouerchio humida , la corruzione del fangue , à cui più facilmente foggiacciono 1 14* LIBRO PRIMO. E dimvfoà* Sua temè» Corpi nudriti co* fuccidumi ; e fopra tutto la trafeuraggine di troncar¬ gli follecitamente il vigore , lafciandolo iNeri prender piede fenza ve¬ runa auuertenza , finche fia refo incurabile . Difiinguefi in quattro fpe- de, ò gradi, con diuerfi nomi , de quali non mi rammento ; mà fono appropriati alla qualità de gli accidenti , che gli accompagnano . La prima nel difcuoprirfi , cagiona vna pelfima, & vlcerofa enfiagione cosi ne’ piedi, come nelle mani, la quale non potendo euaporare dafe, apre per la bocca di poche piaghe la ftrada a maligni humori , che pofeia di¬ latati fino alle giunture, corrodono le dita , dimanierache l’infetto ne rimane monco affatto . La feconda riempie il Corpo di puftule , di car¬ boni , e di vlceri horribili fopramodo, e fetenti . La terza fi fa fentire fotte la pianta del piede ; imperocherileuandofi in quella parte vn tu¬ more à guifa di groffo fungo , V infermo non può reggermi! fopra; e fe punto tardaffe à rimediami col ferro , e col fuoco, infracidarebbe effo piede ; quindi auuiene, che per Io più quelli, i quali ne fono tocchi, muo¬ iano fpafimando . La quarta fpecie penetratiua più delle fopradette s’ interna nelle fibre , e nelle midolle , debilita i nerui , leua V vfo de membri, abbatte ogni grande robufiezza , e lafcia l’infermo priuo di ogni fentimento , eccetto che di fentire più viuacemente i fuoi tormen¬ ti . Lagrimeuole fpettacolo fi è il vederne la tanta copia de feriti ; con- ciofiachehà prefo gran piede per tutto, e la confueta nudità fcuoprele obbrobriofe imperfezioni di quelli feiagurati, de quali altri comparifco- no fenza labbri , e fenza nafò ; altri con le gambe , con le coffie , e con le fpallefpolpate; altri coperti di erotte à guifa di lebbrofi; altri con¬ fanti dal fuoco, Angolare effetto, e proporzionata pena dell impura fiamma, che internamente fomentano; infornala frà Neri, fi come Tarif¬ fimi offeruano continenza , cosi ancora pochi ne fono efenti. La cura confifie in applicare fopra la parte infetta cauftici efficaciflìmi , aggiu- gnendo al progreflo del male tagli di ferro , e colpi di fuoco; il che pra¬ ticano con altrettanta indiferetezza ; peroche mancando à Medici di colà il fondamento , e la maeftria di operare, e la perfezione de gli {Lo¬ menti, fembrano Macellari , non Chirurghi. Molti però fi feruono di rimedij diffeccanti ; ad effetto di che la Natura, prefaga del futu¬ ro bifogno , produffe in quelle Regioni Selue intiere del Chicongo (fpe¬ cie di Sandalo) e del Legno Santo , detto da loro Legno di Batta; che, {c portato in Italia già inarridito , e fenza humore , cagiona ftupendi ef¬ fetti , quali penfiamo noi , che produca doue tutto verdeggia con per¬ fetto vigore i Mà euui notabile mancanza intorno alla maniera di pre¬ pararlo bene, e di preferiuere efattezzadi vitto, e di altro, conforme richiederebbe 1* vrgenza; aggiongiamo che quella forte d'infermi, nul¬ la {limano gouernarfi col neceflàrio riguardo , nè vogliono allenerfi da qua- LIBRO P R [ M 0. H3 qualunque cibo , per nociuo eh’ ei fia ; molto meno da gli habituali ec¬ cedi della libidine , come cola da loro riputata imponibile; laonde non mettendola giammai il domito fretto, in vece di fperimentare qualche giouamento , improuifamente muoiono . Cofiumano ancora nell’ atto -litcffodi medicarli co’rimedij in fommo grado eflkanti, tuffarli più volte fra giorno , e notte nelle acque correnti, la frefehezza delle qua¬ li, mi periùado che moderi la vigprofa attiuità diedi ; e per auuentura fienza quello correttiuo , ben tolto gl1 infermi feoppiarebbono . 2517 La feconda infermità tra le più vniuerfali, pare à me, cheta¬ no le Diaree , mordaci , prolilfe , e mortifere ; auuengache prouengano dalla condizione de cibi , e fmgolarmente di alcune frutta , la foltanza delle quali , per edere fouerchio calida , rilafcia il ventricolo , ò altera la facoltà nutritiua ; di modo che g Y infermi à cagione di vna pertinace inappetenza, non potendo alfaggiare, ò trattenere cibo alcuno, languis¬ cono , e non prima ceda loro il male, che dall’ acerbità delle conuuliio- ni abbattuti celiano di viuere . Vidi direttamente legare loro la bocca dello itomaco con vna cintola ; vgnerli con oglio di Mona-moni, vol¬ garmente Riccino, molto attillo , e calido ; e nell’ ilteffo tempo cibarli co/ frutti acerbi del Nicetìfo , e del Chirico bolliti in acqua , ò cotti fot- to la cenere. Alcuni per attenuare la mordacità di quello male, che induce fpalìmo, frequentano bagni tiepidi medicati con infufione di qualche refrigerante; hauendone imparato l’vfo da Portoglieli, de qua¬ li, altresì come de Neri , quando fipaffa da vna Stagione all’ altra, ne muore numero incredibile. Alcuni longo tempo refidono , rillorando le forze eflenuate con bocconi, e beuande cordiali; perche in quelli tali la malignità non è tanto intenfa , quanto in tanti altri , à quali in pochi giorni toglie la vita . 298 La terza è quella de Vainoli tanto formidabile , che per edere i Neri oltremodo incauti nel conuerfare , dilata la fua contagionc fino à fpopularne intieramente i Villaggi , le Terre , e le Città. Con¬ tro à quella non vidi vfarfi rimedio ; lalciando che la Natura illeda col lungo combattere, e refidere fuperi , fe può, la maligna qualità del morbo . 299 La quarta infermità è vna crudele enfiagione fotto il ventre , tanto afflittiua, che l’ infermo perde il fenfo, & il moto à qualunque operazione; onero da intollerabili {manie agitato, non troua ripolo: Suole ella principiare à poco à poco nelle parti deretane; eflimo, che trà di noi , il fuo rimedio firebbono le Sanguifuche ; vfano perciò ogni forte di refrigeranti , e particolarmente 1’ Èrba Bicchio, la quale, non sò,fe dia, ò fe riceua il nome dall’ ifleffo male frequentidìmo negli ha- bitatori delle Spiaggie, & à Nauiganti , nel pafìaggio della Linea Eqiù- nozia Diaret-* mordaciffi* me . l'aiuolo . Enfiagione jìtana » Dohn Cc- fìacidano . LIBRO PRIMO. noziale ; parodie , in vicinanza di effa, cominciano le conuuliìoni , le inappetenze , l’ abbandonamento delle forze 5 il dolore di capo , c non è poco, quado fi fentono quelli preludi j, il prenenire la fierezza del ma¬ le con certi particolari rimedj, tra quali fouienmi, che nelle Naui ciafcu- no,e(Tendofi prouedutodi qualche vafca,empiuala di acqua 5 c vi fi po- neiia entro à federe . 300 Soggiace ancora il Clima di quella Etiopia a certi dolori, chiamati Npicchi, poco differenti, fe forfè non fono gEiftelìì , che ap¬ preso di noi i dolori colici ; e procedono fenza dubbio dall’ andare col capo fcoperto, e co’ piedi adatto fc alzi, con loftomaconudo, dal bere acqua, dal mangiare cibi mal conditi , crudi , e fìatuofi , & in riftretto dallo rilafciarfià qualunque intemperanza : il rimedio è in pronto , e la necefiìtà troppo vrgente, più che li naturale inclinazione , coftringe i Neri ad viario , mentre agitati con molta vehemenza da quei continui fintomi , forzatamente offeriamo per due , e tré giorni vna dieta molto rigorofa , fenza prendere cibo veruno . 301 Ogni picciola piaga facilmente infracida , & inuerminifce 3 Ww* 2,nii le picciole ferite infiifolifcono ; &è fpettaeolo di molta compalfio- ne il vedere à molti, che non hanno il modo, òla capacità di curarli fai principio , cadere in progrcfìb di tempo brani di carne dalle vlccri incancherite , e col fuccidume vfcirne quantità di vermini. 302 La calila principale de Morbi di quelle Regioni afcriuefi alla ibe cagiona^ efferuefcenia del fangue , il quale dalla condizione deiralimento, e tio dalla qualità dell’ aere contrahe morbofe imprelfionì , e le trafmette , più che può, alla cute 5 onde per curarle , oltre il frequente vfo di Er¬ be cotte in cibo, e medicina, pratticano alfailìimo V emillìone dell* iffcelfo (angue; mà non hauendo E arredi fcoprire la vena, e di aprirla mediante il taglio delia lancetta, con ifirana rozzezza applicano vn corno picciolo , e vuoto, onero vna Zucchetta , fortemente premendo¬ la fopra la ferita, che prima con vn coltello hanno fatta à difcrezione nel fito doue vogliono, indi accollatala bocca ad vn picciolo pertu¬ gio , formato nel fudetto illromento, à forza di fiato, 11’ e traggono il fangue finche ei ne fia ripieno , e replicano quella operazione , confor¬ me monta loro il capriccio: neMolori del capo E applicano alle tem¬ pia, tenendouelo finche E Infermo fia libero affittomene afflizioni del¬ lo llomaco applicano pure alla parte ofiefa vna di quelle Zucchette, ò pure qualche pignatta , fenza naufea di feruirfene immediatamente per cucinare ; valendoli altresì , in vece di rafoi , che non hanno , de’ me- defimi coltelli , che cotidianarnente adoperano ad ogn’ altra facenda, con vna flentatilfima pena per il pouero patiente . 303 Compalfioneuole fù il cafo? che accadette in Loanda , men- Morbit da LIBRO PRIMO; 14* tre io vi dimoraua . Vn pouero Schiauo oppreffo da dolore colico, pre¬ gò vn di coloro , che profetano di mettere le coppe , à curarlo 5 colui non hauendo in pronto nè Cornetti , nè Zucchette , con fottigliezza da jfuo pari , prouide ben tollo al bifogno ; peroche , dato di mano ad vna pignatta ben grande, e poftauifenz’ altra confiderazione molta ftoppa , 1* accefe,e la piantò fui ventre di quell’ infelice Nero: La violenza del fuoco , e Incapacità di quella nuoua forma di ventofa, tralfe tutta à fe, non che la pelle, il ventre ifteffo;onde ne rimafe otturata, con ta¬ le , e tanta acerbità di dolori , che 1* infelice daua vrli , e ftrida fino al¬ le Stelle: i Neri che ftauano d’ attorno foprafatti da quello accidente, non fapendo quale partito prendere, sforzauanù di fiaccargliela d’adof- fo , ponendoui tutta la forza imaginabile ; mà elfendo imponibile, e co¬ lui Tempre più gridando , che gli cauauano l’Anima dal Corpo, pieni di confusone, e dilperati, altro non afpettauano , fe non ch’ei moriife : al- la fine difpofe Iddio, che vi accorrere vn’ Vociale Europeo, il quale, intelo il fatto, & ammirato della doppia llolidezza di coftoro, diede con vn ballone , che teneua in mano , vn repentino, e graue colpo fopra la pignatta , che , nel romperli , fuentando ad vn tratto liberò dall’ago¬ nia di mortelo Schiauo, con illupore de’ circoftanti, e lìngolarmente dello llolido Chirurgo, il quale non poteua darli pace di si franca ope¬ razione; nècapiua,che tutto il difordine folfe proceduto dal fuopoco ceruello . 304 Mà il graue pregiudizio, che dalla pelìima condizione di quel¬ le loro Cafuccie riceuono gl’infermi, fcorgefi non inferiore à qualun¬ que altro incommodo . Sono fabbricate à terreno ( come dilli altroue) angulle, ofcure, fenza fcolatoio , e fenza ricettacoli per le immondez¬ ze, dimodoché dalla oppreffione del male collretti i mefchini foddisfa- re in elle à qualunque corporale necelfità,e non elfendoui sfogo di aria, ò follecitudine in chi vi dimora, rimangono fetide cloache , più tollo , che llanze di viuenti. Qui giacciono non meno coricati i fani , che pro- fìeligli ammalati ; e la nuda terra fempre lezzofa , e naturalmente hu- mida ferue indillintamente di letto , sì à quelli, come à quelli : per no¬ tabile morbidezza vfano alcuni vna lluoia di Palma; & i gran Signori cuopronfi di panni recati dall’ Europa, appoggiandola tella fopra vn guanciale di lana , e niente più . Con fommo cordoglio , & horrore en¬ trato taluolta per debito dei mio vfiìzio à confortare infermi , ne ritro- uaua io alcuni , che hauendo per la lunghezza del male impollato il ter¬ reno , vlcerolì, e ricoperti tutto il corpo di vermini, marciuano in quel¬ le conche di llerco , e di lordure , prima fepolti , che morti : quindi per 1* intollerabile fetore, che da ogni parte efalaua, partiuo fempre naufea- tÌ!Iimo,e con elfo meco portauo vna eccelfiua comozione così di animo, X com- Notabile fciempt figgi, ne de Neri , Infermi pa ■ ttf cono 1‘ an¬ gusta della Stanca. 14£ L I B R O P R I M O. compatendo la naturale infingardaggine , come di ftomaco , riluttali tc per le vedute immondezze , ^ 305 Equìnon termina tutta la mefchinità dique*difauuenturati;il grauehct* punto ftà , che in vece di confidare nel vero Dio , con più fiducia ricor- nta dtil' A* jono à gl’incantatori, traboccando in quella guifa di vno in vn’ altro abifio,di male in peggio; imperoche fe bene ella è imperfcrutabile per- mifiione de Diuini giudizi, che taluolta rifanino(il quale effetto nò dob^ biamo però attribuire alle fattucchierie) nulladimeno giammai guarii cono intieramente ; anzi per lo piu ne rifinita loro qualche peggiore ma¬ lanno , fi come la cotidiana ifiperienza in ogni tempo ci hà datoà cono- fcere, e ce lo perfiuade la capitale inimicizia del Demonio contro il Ge¬ nere fiumano : ciò non oftante ( dico ) i fiagaci protomedici di Satanafi io adducono fiempre in difefia della mala riufcita, che l' Infermo non adempì le promette ,ò non iftette con tutto rigore alle regole, che gli erano fiate prefcritte : infomma i trilli con la copia de partiti inuilup- pano fiempre più la mente à i Neri, e fiofientano il credito: ma perche di fomiglianticofe altroue hòficritto,e conuerrammi trattarne ancora, de^ ficriuendo i cofiumi de Giaghi , tralafcio di più diffondermi . Vna fola , e ridicola cerimonia praticata da quelli Ciurmatori nella cura de gl'in-* fermi fon contéto diriferire. Quando l’Ammalato è fiorpre fio da qualche parofifimo , il guardano attentamente, lo palpano ben bene con la ma¬ no , come chi cerca alcuna cola che fugga , e fi afconda tra cute , e pel-, le, e finalmente fingendo dibatterla ritrouata,ne dimoftrano vna paz¬ za contentezza ; indi fiopra quella parte formando alcune loro ciffere , confortano Y infermo à fiare di buon' animo , afficurandolo che il male già confinato non potrallo più offendere : fra tanto per aflòdare il buon efito di quella facenda,verfanolopraquelmefchino vafidi acqua fred¬ da , e tal volta, per compaflìonc, alquanto tiepida; Evngono tutto di oglio ; lo bagnano con fughi di erbe ; e lo efipongono à cocentiffirni rag¬ gi del Sole: alcune fiate lo annodano membro per membro di robufte fegature con tanta violenza , che le funicelle totalmente s3 incarnano ; afferendo effi , che il male, perduta la fiua poffianza, abbandonerà 1* im~ prefa di tormentare l’ infermo ; e fino à tanto che colui, interrogato, non rifiponde di fentirne euidentemente il giouamento , non rifiutano mai di affliggerlo, raddoppiando funi, e nodi; fi che per fiottrarfi pur vna volta da quella crudele tortura, gli mette conto dire à modo loro, quantun* quedicail falfo. Malattie 3 06 A gli Europei, quando arriuano colà, doue la oppofia qualità **ehnE ueL ^ ’ e Punto non fi confà alla loro complellìone , corre ^Etiopia ! * ineuitabile vrgenza di euacuare quanto fiangue hanno nelle vene , per rimetterne altrettanto, che fia qualificato daìla fiofianza del nuouo ali mento , | LIBRO PRIMO. 147 mento, e fi confaccia alla natura del Paefe; infegnando la cotidiana ifperienza, non poterfi curare le prime indifpofizioni, confidenti in vio- lentiffime ebollizioni di fangue,fenza aprire le vene venticinque, tren¬ ta^ più volte, in tanta porzione per ciafcheduna , quanta forfi non per¬ metterebbero i Medici d’Italia in molte emilfiorii, anche da vn Corpo ben fanguigno. Scampata la burafca,non è di minor tedio la coualefcen- zafimperoche à ricuperare intieraméte le forze, & affuefare lo ftomaco, c la compleflìone alla diuerfa forma del viuere,non badano Mefi, e Me¬ li, mentre tal vno mai non rifana,ò vi denta due, e tré Anni 5 Non parlo de’foli Miffionarj , de’ quali non è minore la condernazione delle forze , di quello fia il difagio, e la penuria di molte cofe tato nece{farie,per rin- uigorirfi , affine di liberamente difporre di fe medefimi; imperoche me¬ diante la tolleranza, la rafiegnazione , & il concorfo dell’ aiuto Diuino, ciafcuno di loro fe lo reca in pace con allegria fpirituale;mà parlo ezià- dio, e molto più, de' Mercatanti, che folleticati dal prurito di accumu¬ lare mondani tefòri, tragittano à quelle contrade, e con perpetuo bat¬ ticuore di perdere il capitale della vita, e della robba, opprimono le de Ili lòtto il pefo di cupe agitazioni, e maggiormente aggrauano le cor¬ porali malattie : In fodanza pochi lafcampano, e biLogna conchiudere, che quelli Regni fiano vn’ aperto fepolcroper la Gente Bianca . Delle firade , e del piaggio de * Fiumi • 307 Q E dall’ anguftia delle habitazioni già defcritte, riceuo- Camino di2 O no tanti incommodi le perfone inferme , incontrano ben fafìrofo . anche i fani la parte loro de difagi , caminando per quede contra¬ de; e pure lo dare in continuo moto non è loia necelfità de Religio- fi affacendati nell’ Apodolico Minidero ; ma vna naturale inclina¬ zione de Neri, i quali , effendo Tempre vagabondi, nè mai per longo tempo dabili in vn medefimo luogo, poffono chiamarfi pellegrini, più to¬ lto che habitatori di effe . DaLoanda à S. Saluatore, che è la Metro¬ poli del Congo, e di là à Batta , e Bamba , fi come ancora in qualche Stradi mat altro lìto , doue la frequenza de Mercatanti mantiene il commercio , le re ' ftrade fono veramente alquàto larghe, e comode^’ illelfo pure da Loan- da fudetta àMalfangano, ad Embacca, &à Regni di Matamba, del Rè Angola Aarij , e di Caffango . Nel rimanente è forza à palfaggieri caminare quali Tempre in mezzo à Deferti, e fra le Selue ; perocché Frhi moleo quantunque frequenti fi trouino le adunanze di cafipole , in ogni modo aita che oc- fuori di elle il Paefe è tutto ingombrato da bronchi , da fpim , e da fca- ™Fa 1 fen" glie di felce taglienti , etormentofe; anzi crefcendo indifferentemen¬ te per tutto l’ erbe campeftri, & vna fpecie di alga fomigiimte alle no- ftre cannuccie paludri , ma molto più forti , & affilatilfime, fino all’al- X 2, rezza i4S L I B R O P R l M O. , tezza di vn* huomo à cauallo , fmarrifconfi per poco i fentieri ; fi che fa 1 d' vopo accuratamente tener d'occhio il moto di effe, mentre coloro che fanno la fcorta,fcuotendole col battone, ò con la mano, procurano di allargarle ; mrt fe s'incontrano, dalle pioggie , e da venti attrauerfa- te , e ttefe per terra , non è poffibile aggiuftare tanto appuntino i paffi , che non ne rimangano feriti i piedi, e lacerate le gambetper cagione del quale ingombramento non dittinguendofì, fe da gli Huomini, ò dalle Fiere fiano calpeftati i fentieri , fouents fi fmarrifcono , e vi lì perde la vita. Caulinare di giorno, quando i cocentiffimi raggi del Sole, quali perpendicolarmente flettano., è cofa infoffribile ; peggio ff*di buon mattino per le rugiade 5 non effendo hiperbole il dire , che nelle prime tré bore dei giorno fembra effere piouuto ben affai la notte anteceden¬ te j e batta eonlìderare,che i paffaggieri, caminando in quel tempo , ne vanno infuppati, quanto fe attualmente pioueffe : I Neri, poiché fono ignudi, & ^anno la carne Tempre bifunta refiftonc , ma non però quanto mi farei creduto ; laonde , per ifchifare quella moiettia , portano qual¬ che ramo di albero, e con etto fanno cadere la rugiada ; e quand'an¬ che ttano ben molli , poco importa loro metterli in faccia al Sole , e di¬ morami parecchie ore del giorno , ed in quello modo afciugarfi dall’ ac¬ qua, e ribagnarlì col Pudore» Se pioue , il camino fi rende totalmente impraticabile. In tempo di notte, effendo maggiori i pericoli dello fmarrire la via , e di correre in bocca alle Fiere, farebbe forfennatiffima temerità ii viaggiare : e certamente, fe sbigottisce il folo invaginarli l’ in¬ contro di vn Leone, di vna Tigre, ò di qualche mottruofo Serpente, che farebbe trouarli alle ttretre con effì in quell’ hora ? Quando le fmanieamorofe agitano quelle feroci Rettie , corrono à Mandre difper- fe , e furibonde , infettando tanto Paefe , che il Patteggierò , all' vdirne i ruggiti, mentre cerca fchifarleda vna parte, ne trouaper tutto occu¬ pate le ilrade;mà, fe figgono incalzate dal fuoco accefo nelle aride Campagne , malamente potrei defcriuere quanto atterrifcano; peroche al rimbombo de gli vrli, e de* fremiti, fe ne rifente per buon tratto la fo¬ retti 5 e V effere mokeintteme, velocifiime, & affamate, ò infuriate, inumorifce i più coraggioli, eziandio che in quel punto dimorino rifer¬ rati nelle proprie Cafe . Più volte , dopo la fatica del viaggio , in vece di prendere ripofo,conuiene accendere fuoco, edifporre ìe fentinelle , come ne' fofpetti di guerra : fouente s' affrontano nelle anguttie di qual¬ che fentiero horribili Serpenti ; e talora , fenza porui auuertenza , con fuppofto che ttano ogni altra cofa, fi calpettano; infomma il viaggio per quelle contrade apre mille incontri di morte , e mille pericoli alla vita: non parlo della malageuolezza di falire , e difendere dalle rupi , doue pei lo più la mano ha da fare Fvfttzio delpiede,eguaife l’vno di effi fai- Modi ptr pajjare i LIBRO PRIMO* 149 liffe,non effendoui altro che precipiti]: la gente però del Paefe,per l‘af- fuefazione , non teme di correre su quelle balze à guifa di Caprioli : ma non bafta,che fiano veloci, robufti , e di vna pelle molto incallita, con- ciofiache per lo meno fono {oggetti alle punture : dirò folo quello, per eflermi accaduto ; talora quelle cannuccie , nel tempo che fono af¬ fatto aride , fpezzarfi , come fragile vetro , e ferire la faccia in tal mo¬ do, che alcuni comparirono malamente acconci; Le ftrade altresì aperte più dal calpeftio , che dalla induftria, bene fpeffo trouanfi in¬ gombrate di grandi Alberi, dalla vecchiezza atterrati , fenza che alcu¬ no li prenda penfiero di leuarli . 308 I Fiumi fi valicano in diuerfe maniere ; alle volte dentro alcu¬ ne Barchette incauate nel tronco di vn' Albero , e chiamanfi Canoe; mà certamente ogni poco che la corrente ingroffi, ò eh" effe intoppino Fiumi qualche cofarella,fi fommergono . Altre volte gli habitatori tirano cor¬ de teifute di rami, ò di radici di Alberi , fermandone i capi alle oppofie riue del Fiume, e con le mani attaccadofi penzoloni ad effe, mezzo forn¬ ai e r fi in acqua,nuotano,e paffano;mà infracidare che fiano,fi rompono , e tal vnojtrouandofi in mezzo alla corrente, vi s'affoga : intanto qualo¬ ra manchinoquefte due maniere , conuiene che il paffaggiero rimanga ad afpettare hore, e giorni , finche i più vicini , moffi da fe medefimi , e non già perche vi fia veruna publica prouifione , rifanno , ouero anno¬ dano le fudette funi , come prima : Ne* luoghi , doue l’ alueo non è sì largo , troncano alle radici vno di quelli Arbori , che sù le riue ftanno e fattolo cadere attrauerfo , fe ne vagliono come di Ponte ficuriffimo , peroche con eftrema leggiadria faltano di ramo in ramo; anzi moltiffimi ne ho veduti , à guifa di pratichiffimi Funamboli, paffare fopra vna per¬ tica , quantunque ella molto fi piegaffe nel mezzo , e che effi andaflero la metà fott’acqua; laonde potei ammirare in quella gente à tutte le altre cofe rozza , & inetta, la intrepidezza del cuore , e la Angolare agi¬ lità di tutto il Corpo. 30.9 Quando il Rè,ò qualche Signore fi rifolue di viaggiare , non Viaggio de ’ accade , che alcuno della comitiua feco prenda prouifione alcuna ; im- * f peroche à gli habitatori, per douunque paffano, corre cbligo precifo ( e lo credo confirmato da inuecchiata confuetudine) di fpefarli tutti ; an¬ zi coloro non afpettano giammai di effere proueduti del bifogneuolc; mà con barbaro rigore eiìggono , peggio che fe fodero nemici , quanto mai rubbarebbono i più fieri ladroni ; dimodoché , diuulgatafi la molla di vna Corte ( e quello accade fouente ) i Paefaniquafi tutti, abbando- nando i tugurj , fuggono alle folitudini , con recarli feco quel più, che ponno, nascondendo {otterrà il refiante, per non rimanere priue di tut¬ to . Quelle comitiue non lì fermano mai nelle Libatte , ò Terre ; forfè ISO LIBRO PRIMO. Il perche malageuolmente vi alloggiarebbono, rhà Tempre alla forePta ; é benché la dimora in vii ideilo (ito non Pia che per due , ò tré notti al più , in ogni modo è cofa dupenda il vedere , con quanta diligenza e predezza fabbricano le Cafeà quella loro foggia col tetto, omuri di non altrimenti che fe per lungo tempo haueflero à dantiarui . mQani^è chi , come delle Bedie da carico, eccetto in Angola , douedall* Ame» Beliti da a • rìca i Portoglieli taluolta le trafportano; perciò le Perfone ricche man- tengono Schiarii , e li fanno portare nelle reti , molto belle , e grandi y nelle quali , ò coricati , ò à federe danno agiatamente $ quede fono or¬ dite perlopiù di cottone , adorne di fiocchetti colorati, che rendono 310 Manca in quedi Regni il commodo, sì de* Carri, e de* Coc- Meta in ve* te di Seg- giuols* vaghezza , & i capi di effe annodati ad vn graffo badone , e taluolta à due , con che i Neri, recandofeli sù la punta della fpalla, ò per bizzar¬ ria su 1 capo , trafportano il Padrone douunque gli piace , effendoui pe¬ rò Tempre due , otre mute di elfi, per compartire la fatica; la gente di le Donne Portoglieli ne hanno di molto ricche, coperte di a*- fmicofl) rJ'ii QaIp rnn \t n’flft iti api- Ao co *mi'i o m itp fpn _ conto , e drappi, per ripararli dal Sole,con vn3Origliere,per dare più agiate fen- za coricarfi; e non pochi, oltre à ciò, portano ombrelle nobiliflìme , ò le fanno portare aperte da vno Schiauo; infomma è cofa molto commo¬ da , e da gran Signore . Per le Perfone inferiori s* inteffono di funicel¬ le fabbricate dalla corteccia de gli Alberi, come accennai altroue: quede vltime , quando fiano nuoue , e ben fatte , codano lo fcambio di vno Schiauo; così di mano in mano le altre à proporzione della loro LI BRO PRIM O. i$i ricchezza, e manifattura, come fingolarmente quelle portate dall’ Ame¬ rica , gueruite dipatfamani, e frangie d’oro , con le alte di legno otti¬ mamente vernicato, leggieriffimo , e forte. Oltre à quello, che è V or¬ digno più commune , ve n’ ha vn5 altro à guifa di letto portatile , con alcuni archetti , fopra de quali diftendefi vn drappo , ouero vna lìuoia per riparo di chi agiatamente vi giace coricato dentro ; e lo portano sù le fpalle quattro Schiaui, fcambieuolmente alternando la fatica: nel qual modo ageuolmente potrebbonfi fare lunghe giornate . 3 1 1 Ma non ottante quella loro naturale robustezza , e velocità , Neri for¬ che ben balla, per compenfare il difetto de Giumenti , e delle caualca- fi9**™1™» ture , lono cotanto infingardi , e trafcurati i Neri , che è cola incredibi- dté le . La mattina fotto prefetto delle rugiade, non vogliono ìnftradar- fi , fe prima il Sole non fia alzato due hore fopra P Orizonte s nel mez¬ zo giorno, godendofelo per ripofo, mangiano, e faltano, quanto fe della pallata fatica nulla fentifiero:& alla fine sù’l fare della fera ben due ho¬ re prima, fenza che fi polla loro impedire, fi fermano: dimanierache del¬ le dodici hore di vna intiera giornata appena ne confumano fei in circa* e quelle Tempre le più cocenti 5 imperoche elfendo incalliti à quelli efterminatiflìmi bollori del meriggio, poca pena, e manco penfiero fi prendono del difagio , e pregiudizio , che ne foffrono gli Europei . V e- ro è, che ogni fcarfa prouifione loro balla, e che appagandofi del poco , fenza noia fe la palfano in continua allegria , non giammai fazij di tra¬ stullarli in canti , in danze, &in far fumare Tabacco, che è tuttala loro più ciuile delizia . 312 Qualunque altro pefo Telo recano gli Huomini fopra il capo, ò P*fi>cornt sù gli homerij ma le Donne, annodatali vna cintola sù la fronte, porta- rNeri 9 noi fardelli cadenti dalla parte didietro fino sùireni; ftrana foggia, che cagiona inefplicabile compallìone a chi le confiderà languidamen¬ te caminare con la metà del Corpo incuruato quafi fino à terra : peggio poi quando allattano , perche opprelfe , ed eftenuate fi sfiatano fenza fine. Tanto è vero, che l’huomo dotato di perfpicacità fopra tutti gli animali, mentre non fe ne preuaglia,inuentando modi, per alleuiare à fe Retto la fatica , è cottretto fottoporfi con miferabile vicenda , all’efer- cizio de* più vili Giumenti . Della, Difciplina militare , e del modo di combattere . 3 r 3 T7 Rà le circoftanze necelfarie à foftenere la grandezza del- X 1^ Monarchie , ò la franchigia delle Republiche , la più importante fi èia Giuttizia deputata, non folamente à diftribuire con retta manoilfuoà ciafcuno , ma eziandio a difendere intrepidamente il comune interelfe, fpalleggiata in quello particolare da Sudditi, che h>- - ' - - no I SZ LIBRO PRIMO. no membri di tutto il fuo Corpo: conciofìache, quando è accaduto, han- no i più timidi, e piu imbelli con infolito, egenerofo difpregio efpofla la propria vita à qualunque più perigliofo cimento . La prudenza per¬ ciò richiede ( e molte Nazioni , prima di piangerli forprefe da inafpet- tato bifogno , co fiumano ne tempi di pace cautelarli con Y efempio de Popoli emoli, e circonuicini) prouederli anticipatamente di' mu¬ nizioni , e di armi , e fopra tutto mantenere ne militari efercizj le Sol- datefche . Altroue tratterò de Giaghi barbari ladroni , più che guer¬ rieri : qui conuiene,che io parli de Mociconghi in generale , apponen¬ do Tempre , che fra quelli, e gli Angolani fia poco di uà rio. Per am- ^ r . maeflrare le Milizie cofiumano frequentemente le raflegne ; ma per- Cc»go. ‘ che hanno poca maeflria circa il maneggio delle armi offenfiue , in- fìflono principalmente d’ imprimere la bramirà nel petto di chi hà da combattere$& offendo ignudi, danno alcune regole, per ripararli da col¬ pi dell" Inimico, mediante le Targhe, con le quali, piegando il corpo, ageuolmente li cuoprono3tuttauolta à poco,ò à nulla feruono nel femo¬ re della battaglia 3 conciofiache i Neri con pari ardire , e confusone lì, azzuffano , e rotto che lìa il Corpo dell® Efercito, rade volte lì rimetto¬ no i Squadroni . Chiamanfi Nfangamenti, e Nfangare, quelle lororaf- fegne , le quali e (fendo (limate neceffariiflime, non fi tralafciano mai ne giorni determinati . Se parliamo de’ Chrifliani,la generale , e primaria d* raffegna fi è quella del giorno di S. Giacomo, quando infinita gente con- "Ubrc0rfrà corre alla Metropoli del Regno, cioè à S. Saluatore,per honorare la glo- fi Congbefi . rio fa memoria , che annualmente vi fi celebra dell’Apparizione di Ma¬ ria Noflra Signora , e del Santo Apoflolo al Rè del Congo 3 quello che appunto primo de gli altri profefsò la Santa Fede (fi come più manti racconterò) & anco per riceuere dal Rè la benedizione , che tutti i Sud¬ diti hanno in fommo pregio : nelle quali funzioni douendo trouarfi tutti i Vaffalli feudatari;’, ad oggetto di pagare i tributi, e riconofcereilloro Scorano , comparifce più che in altri tempi maeflofa la Corte . 314 La moltiplicità delle cofeda meofferuate , sì nella fopradet- ta, come in altre raffegne inuiluppa sì fattamente le fpecie, che non mi farà polfibile raccorle tutte, pei darne efatta, e ben ordinata contez¬ za . Coloro , che 1* hanno per obbligo , comparirono armati 3 mà con sì flrana varietà di arnefi,che è cofa da flupirnejimperoche alcuni hanno freccie , & archi , fpade , coltelli, e fcimitarre , fiano poi di ferro , ò di legno, quello poco importa 3 alcuni fono fenza armi da difefa , e total¬ mente ignudi 3 alcuni con le loro grandi targhe ben coperti 3 altri nella pelle di qualche Fiera inuolti 3 altri in gala , e di leggiadriffime piume adorni 3 altri horridamente (paniti , e dipinti 3 in riflretto, nella guifa che più gli aggrada, ciafcuno fiprefenta in Campojquafi daddouero ha¬ ll e Ile LIBRO PRIMO* iyj lette à combattere : l’ irtetto Rè con sfoggiata maeftà, ammantato di vn ■icchittimo paludamento , folgoreggia in vn teforo di gemme , imbrac- e :iando lo feudo , impugnando l'atta : l'affiftono Soui, Vffiziali, Mini- ftri, Guardie , Schiaui , Trombetti , Naccherini, Suonatori, & altra *ente di Corte , chenefuoi porti ordinatamente fchierata occupa vn grande fpazio;à fianchi lo feruono vna decina di auuenenti donzelle, sparandolo quanto ponno dalla eccettua poluere , che in quefta popu- iatittma funzione reca intollerabile moietta . Sieguono pofeia i Prin¬ cipi del ceppo Reale da vn lato, i Capitani dall’ altro, bizzarramente maneggiando ciafcuno di loro le armi , per farli conofcere addeftrati in ette, e perfetti emulatori del Rè ; la cui virtù, con eco ferteuole, efal- :ano a tutto potere , ripetendoli fra tanto quelli graditi concetti di lo¬ ie , e di adulazione da tutto il Campo . Afcoltai più volte la diffon an¬ ta di tante voci , che feriuano le Stelle, e curiofo di faperne il lignifica¬ to, mi fù detto, che formauano vn’ allufione di quello tenore . Chi botrà mai pareggiare , non che abbattere , le poderofe forze del noHro ftg , e Signore l Chi farà cotanto ardito di cimentar fi con i fuoi valorofi Eferciti ! Viua in fempiterno fopra il Sole , e fopra gli A hi ri il no (Irò 7\è lei Congo , e vadano in eflerminio i fuoi nemici • Il reftante poi della fella fi reftringe in vn* apparente combattimento , in cui il Rè perfonal- menteriuedendoi fuoi Squadroni (fra quali non mancano Mofchettie- i , hauendone da Portoglieli efquilìtamente apprefa 1* arte) loda que¬ lli , catta quelli , rimunera gli vni , incoraggifce gli altri , affinché ogn* imo da buon Soldato fedelmente adempia le lue parti . Dimanierache fra tante, e si pellegrine diuife, fra lo fuolazzamento di tante piume, fra tanti Neri , che fanno pompa della loro lifeia pelle, è sì diueriamen- te con le armi alla mano atteggiano , e giuocano, bifogna figurarfi, che quella comparfa meriti veramente di elfere veduta, Tuttauolta non fallifce il concetto di fupporla appunto da Barbari ; conciofiache tra l’ altre cofe, gli Alfieri fuentolano,in vece di Bandiera , ò di Stendar¬ do , vna fuccida telaccia logora , e vile , attaccata ad vna rtanga , ò al più ad vna robufta canna 5 le armi la maggior parte fono rugginofe , ò finte di legno ; e finalmente non pochi Soldati monchi di vn piede , di vna gamba , e taluno di amendue le bracciali fi fanno portare 5 infom- maà prima villa l’ occhio fe ne appaga; ma diuifandofi poi à parte a parte, vi fi feorgono rileuantittme ltoìidezze. Stupij fopra tuttoché in vnarattegna, da erti riputata la più failofa, eia più nobile del Mondo, comparittero tutti gli ordini della più infima Corte co’ linimenti del proprio vffizio; i Cuochi portauano forchette di ferro, graticole, cuc¬ chiate , pentole, e limili ; le Donne, à feruigi più occulti deputate, reca- uano inpublicoi vali più fchifofi, ordigni per appunto del loro vii itti- y mo 1*4 LIBRO PRIMO. Preterì ài Guerra • Veti Quaglie in guerra • mo miniftero r e quanto all* accennato combattimento , benché cor impareggiabile dellrezza imitinoli vero, tuttauia nella flelfa funzione, taluno lotto colore di oftentare brauura, vendica daddouero i priuat oltraggi con la morte di qualche fuo inimico 5 conciolìache circa lo ico- flarfi dalie proprie infegne , ò non follenere gli a (legnati polli , diffetta- no aliai quelle Nazioni, fenza farfi cafo di trafgrellìane , e che ne ri¬ mangano vccife parecchie decine * Se poi riflettiamo alla intenzione di quelle raflegne , à mio giudizio conchiudo , che lìano due : la prima t del Principe , il quale ragioneuolmente procura di fperimentare l’in¬ trepidezza de* Tuoi Soldati, godendo di vederli animolì difpregìator delfangue, e della vita: la feconda è de'medefimi Soldati, che in que¬ lla giornata fofpirano quelPhora , in cui , fecondo il loro coflume do- urà il Padrone rimeritarli della fatica con vn lauto apparecchio di vit- touaglie : nel che ,per vero dirne , fe egli pretende applaufi , conuìen* che allarghi la mano, regolandoli con la copia del vino, e delle viuan- de il metro de carmi . Con si fatti periodi adunque mutano la formoli] faccia le deferitte apparenze , che da denfi nembi della commoffa poi- uere deturpate , e feompofte , fucceflluamente diteguanll 5 quindi altra forma , non dire i , che alla fine riteneflero , fe non forfè di vn' inuìlìbifi fpettacolo, in cui fmarrito di villa qualunque oggetto , P vdito folo di¬ pingile P indillinto fuono delle voci , e Io llrepito dell’ armi « 3 1 5 Rare volte da fine honello,ò da ragìoneuole pretenfione rifue- gliati, guerreggiano i Neri ( parlando de gP Idolatri) laonde fra motiui loro fnuoli , e pazzi, il più confueto, & empio è quello di prendere huo- mini ad oggetto di venderli Schiaui, òdi lacrificarli à gP Idoli, ò di Ale¬ narli, perdiuorarne la carne , e berne il fangue; elfendone sì fattamen¬ te ingordi , e ghiotti , che non hanno à fchifo, nè ad horrore tracannar¬ lo , quando appunto feruido , e fumante gorgogliando dalle recife ve¬ ne , dourebbe in petto, che non fia di felce , ò di fiera , dellare naturale, e vehementecompalfione. Se il Signore di vna Prouincia efee in Cam¬ po > ogn* vno , purché glie lo permettano le forze, ò non lo feufi P età , è collretto feguitarlo : ma fe il Rè va in perfona , tutti i Valfalli > e Feu¬ datari j, e Gouernatori con tutte le Corti loro, e tutta la gente habile indifpenfabilmente deuono accompagnarlo ; dal che fi deduca, quanto numeralo pofla elfere vntaleEfercito : alle volte però egli determina in contrario , e manda per tutto à fare precife leuate , hauendo Vocia¬ li deputati per quello folo effetto , i quali rigorofamente fono obbediti ; laonde chi è chiamato jconuien che vada, nègli fi permette follituirc altri inlua vece. 316 Le vettouaglie che feco portano, fono indubitatamente vr nulla à tanta moltitudine , e la maniera di procacciarle fi è P accenna¬ ta, LIBRO PRIM O. iyy la, Taccheggiando i Villaggi, e la Campagna: mà perche quanto rub- bano à gli habitatori , quanti frutti, e biade ritrouano, oltre le innu¬ merabili Fiere, che ammazzano, non baftano : perciò, douunque palfa vn* Efercito, tutta la Terra, per molte leghe d* attorno, rimane défola- ta di radiche, e di animaletti, non la perdonando nè à Serpi, nè à Locu- fte , nè anche alle fielfe Formiche ; dimodoché nel ritorno dalla batta¬ glia, per fomentarli, conuiene che prendano camino diuerfo . Non vor¬ rei dire , che quella fia Prouidenza di Dio , mà nulladimeno ella è Tua permiffione,che le populazioni fi difertino in quella forma ;,che fe altri¬ menti, farebbe loro imponibile il mantenerli, attefo il moltiplicare k che fanno ; e mi fu detto , che il palfaggio di vn’ Efercito ( oltre i graui danni, che reca , peggio di quello facciano in altre Regioni gl’ illelfi ne¬ mici) balla folo, per confumare infinità di gente: in fatti al folodiuul- Cvtdibilt! galli la futura guerra , le perfone habili concorrono ne* luoghi alfegnati, e la metà di quelli , quando anche non fi combatta , dalla fame riman¬ gono efiinti ; gli altri con quel poco , ò nulla che polfono , fuggendo al- lefolitudini , miferamente lafciano la vita diuorati dalle Fiere , ò con¬ fumati da infiniti difagi ; fi che , terminata la guerra , il Prencipe hauui perduti Tempre quafi due terzi de’ Tuoi Sudditi ; fenza nè pure elferfi tal- aolta azzuffato con 1* inimico ; Se alcuno deli’ Efercito cade infermo , ò per debolezza non può profeguire il camino, è fpedito il cafo di fua vita; e rimangano pure addietro le centinaia di quelli fuenturati, ficurilfima preda delle Belue, e della morte, poco ne cale al Principe, e molto meno à Capitani ; anzi reputano di vfare verfo quefti tali vn’ atto di ra¬ ra pietà , troncando loro il capo , affinché non cadano viui in mano def. loro nemici . , . 1 1 7 Auuelenano tanto perfettamente le armi, che, comunque fe- prtcci( iUi rifeano , fol tanto , che n’ efea vn pò di fangue , vccidono; la natura pe- uelenatt . :ò hà proiieduto di altrettanti contraueleni ; e giouano , purché il ferito òllecitamente fe ne vaglia , cioè auanti eh’ egli beua, ò faccia qualche :fcremento . 318 Le guerre , fenza configlio , e per fieuoli motiui, come hò det- fr»- :o , ageuolmente fi promuouono, con prellezza fidifpongono, &in poco f / di ora terminano jimperoche diuulgafi^ad vn tratto la volontà del Rè, comunicandone i più vicini fpeditamente P auuifo à più lontani, e non hauendo i Neri nè attreccio, nè bagaglio, nè vettovaglia, che gF in¬ gombri, trouanfi dalla mattina alla fera ben pronti, per vnirfi tutti infie- me nella Piazza d* armi; e di colà pofeia , fenza attendere nuoui ordini, (non elfendoui quello bifogno, nè il collume} marchiano à dirittura verfo l’ inimico ; indi appena lo fcuoprono , che , dato con vrli , e Cre¬ pito di barbari liromenti , il fegno della disfida , fi azzuffano, fenza che Va fi P°f- 156 LIBRO PRIMO. fi poffa trattenere la precipitofa corrente di quel genio ferino di veci- dere, ediefsere vccifì, purché immediatamente lì veda il fine del¬ la perdita, o della vittoria . Offeruo pertanto , che la prontezza di co¬ loro non è iftinto di animo coraggiofo , ma vno fioltodifpregio di quel¬ la vita , la quale , non ftpendo con vguale fortezza difendere , abban¬ donano ad vna difperata rifoluzione di morire, più tolta, che cadere nelle fauci dell’ ingordo nemico: il volo delle loro faettc,che piombano a girila di auuelenata gragnuola , fà ftrage indicibile; imperocheefien- clo poco difciplinati, non fanno ripararli à tempo ; e per la confufione, nell’ atto di volerfi auanzare,ne rimangono calpellati infiniti ; dato po- feiadi mano all’ armi, s’affrontano corpo a corpo con tanta fierezza, che inbrieue, conhorrendofpettacolo, tutta la Campagna vedefi co¬ perta di Cadaueri. Amendue gli Eierciti occupano fpazio immenfo, e procurano Tempre di combattere in aperte pianure, ò in luoghi, che non fiano ingombrati dalle Selue; pcrloche, Te vna Squadra fola per qualche accidente voltale Tpalle , tutto il reflante fogge alla difpera- ta , e non v" è maniera di rimetterli; quindi F inimico, prendendo ani¬ mo , e vigore , incalza , vccide , raddoppia lo fpauento , e ne riporta il pregio della vittoria; laonde conchiudafi, che vn Tolo fatto d’armi, da forma , e fine à tutta la guerra . Nel feruore del combattere à pochi fi dà Quartiere , e pochi firiceuono perlfchiaui, attefochela fierezza, con cui fi menano le mani, non ammette fomiglianti riguardi : bensì, ter¬ minata la battaglia , i fanciulli , e giouanetti , che per la tenera età non ponno fuggire , refìano in balia di chi li prende , e certamente di quelli ne fanno gran conto , perche dopo di hauerli marcati , li conducono già Schiaui ne5 Porti di Marc , e ne cauano molto guadagno . 319 Comunemente i Mociconghi , & i Giughi adoperano Arco, Armi rfatc preccie y Lande , Zagaglie, Azzette, Spade , Coltelli , e Scimitarre; mgutua . y Archibugio è maneggiato con maggior ficurezza da i primi, che da i fecondi; e potiamo dire, che quelli , ambiziofi di ollentare la natia ferocità, tralcurano di apprendere la difciplina del combattere , al contrario de’fudetti Mociconghi, i quali à poco àpoco vi fi vanno ad- dellrando, e riefeono braui . Portano Archi di legno robufto, màpie- gheuole , longhi cinque , ò Tei palmi , acuminati nelle due eftremità,per metterui le corde fabbricate di cuoio Tortilmente trinciato , nel che rie- Tce più degli altri quello di vna Fiera chiamata Sexi; le tirano altresì di budella, e Tono llimatifììme; mà colloro hanno più ingordigia di man¬ giarle , che di Terbarle per quello vfo ; laonde rifparmiano la fatica di lauorarle : i Dardi Tono pur anch’elfi di legno, ò di canne pefanti , con la punta di ferro auuelenato , atti ad ogni pattata ; fi che, Te il berfaglio non è ferro , ò pietra , indubitatamente lo trafiggono da parte à parte . INbil- LIBRO P R I M Oi i s7 I Nbilli,ò Pocchi fono à foggia di Coltelli, mà lunghi circa tré palmi, lottili , & aneli’ elfi auuelenati. Ne adoperano di vn’ altra forte al¬ quanto adunchi importati ad vn’ Arta, ch’eflì chiamano Zagaglia, ben¬ ché propriamente direi eflere vna fpecie di Partiggiana. LeAzzette in forma di mezza luna taglienti, & acuminate, hanno nel mezzo vn manico , con che ageuolmente maneggiandoli in vece di Scure, con vn colpo folo recidono il capo dal bufto. Portano poi tutte le armi pen¬ denti dalle fpalle ,ouero alla cintura , alfine di elfere più fciolti , e per quefta cagione vfano poco le Lancie , e le altre in Afta . Per difefa de* medefimi, non vidi altroché Scudi, e Targhe tanto grandi, che, fe il Corpo punto s’ incurua, tutto rimane ben alficurato,e{Tendo, per lo più, ricoperte di pelli durilfime, valeuoli à loftenere il colpo della Scimmi- tarra. Celate, Corfaletti, Maglie, efimilinon hanno 5 mà ignudi con- uerfano in pace, e combattono in guerra ; in quefta molto feroci , nulla curanti della propria vita; e nell’ ozio altrettanto effeminati, e molli. Quanto alle Scimmitarre ,e Spade, midòà credere,chefianoftate in¬ trodotte , dopo lo difeuoprimento di quefti Regni, più torto che inuen- tate dalla induftria di elfi Neri . JLiti , e modo di procedere in effe • 32,0 Velia ftefifa follecitudine, che termina le publiche dif- cordie , pone ben prefto il debito fine alle prillate con- tefe ; attefoche done non fono leggi , ò poche almeno , poco etiandio è lo Formalità de giudici . ijtf LIBRO PRIMO- k Io ixv ito di commentarne i tedi? per ridurli ne’ termini più propri}, con- 1 forine la duieriità de’ moltiffimi accidenti , che fouente s’ affrontano ; dimanierache , per direzione di qualfiùoglia giudicatura , fiafi crimina¬ le 3 ò ciuiìe 3 valendofì del naturale , e femplice accorgimento, interro¬ gano, afcoltano, confrontano , e fenza proceifo , fenza reclamo , ò al¬ tra appellazione, ventilate le ragioni , prononciano l’ inappellabile fen- tenza , nella feguente maniera . Il Giudice con vna bacchetta in ma¬ no , per contrafegno di autorità , fi mette a federe fotto vn Portico (de’ quali vno , e talora più fe ne vedono miticamente fabbricati per quella funzione , & anco per trattenimento in ciafcuna Libatta , e ne’ Serragli de" Soui , e de’ Principi) ò pure lì corica fopra vn Tapeto in mezzo alla Piazza , ò fotto vn’ Albero , attorniato da non sò quanti , che tra di lo¬ ro efiendo in concetto di Perfone intelligenti, lo alììilono, come Confi- glieri. Qui comparifcono le parti con qualche amico,che ferue loro di Auocato 5 e colui , che nella caufa è 1’ Attore , podofi il primo in ginoc¬ chioni, narra il fatto , produce le fue ragioni , e fupplica per la giultizia , hauendo premelfoalfuodifcorfo vna farraggine di lodi alla virtù del Giudice 5 dettando in tal cafo l’vrgenza di lui tutti i concetti della confueta adulazione , ordita di fimilitudini , e di parabole, che in vero, non potendo difeordare dalla innata rozzezza dell’ Oratore , formano vn diletteuole intermedio à tutta quella funzione . Finita la parte del primo j fìegue quella dell’ altro , il quale ribatte i punti , e porta le pro¬ prie difefej indi con molta flemma, ripigliati al più che Ila la feconda fiata gli argomenti , ò da fe Itelfi , ò per bocca de gli affilienti , ogn’ vn di loro fenz’altercazione, attende gli oracoli del Giudice : Quelli adun¬ que , ripetendo capo per capo le cofe vdite, con aggiungerui del fuo al¬ cuni motiui , per mo tirare di hauer intefo, chiede il parere à coloro, che gli Ih uno à fianco, e finalmente deffìnifee comunque gli piace. Pronon- ciata la fentenza , è co fa di llupore , anzi di confusone à gli Europei , il vedere con quanta pace ciafcuno fi rimetta ad elfa, fenza far moto didifpiacenza,òrifentirfi della partialità del Giudice ; e pure ella è cofa probabile , che non fempre egli camini fchiettamente . (Dosi ogni gran lite riflretta à quello vnico atto di comparire , e d’ informare ? in poco d’ ora fìnifee 3 e le parti , polle in oblio le pallate differenze , rifta- bilifcono l’amicizia, e partono foddisfatte. Ma fe vn folo giorno è diffidente à terminare vn litigio, tré, e quattro non ballano, per farne feda , & allegrezza ; e vidi bene fpeffo , che doue la follanza di elfo im¬ porta u a il valore di pochi Scudi, il dilpendio fulfeguente neconfuma^ ua dieci volte tanti 3 reputandofiogn’ vno à grande onta ilnon pire le fue parti con quella maggiore magnificenza, che poffa darfi nel Paefe « 321 Que- LIBRO PRIMOi i S9 321 Quella maniera tanto fpedita , mediante di cui rifparmianfi il tedio della mente , e la prolificità di molti anni , à primo afpetto merita- rebbe qualche lode 5 tuttauia non faprei giammai difendere per buono quell’ inconfiderato rifoluere che fa il Giudice , fenza matura ponde¬ razione ; e ben conobbi, che fpefle volte colui preuenuto dalle oblazio¬ ni de* litiganti, prononcia, indotto dalla partialità, più che dalla giu- ftizia ; ma quell* atto tanto improprio , & irragioneuole parerebbe poco à quel mefchino , che perdette la lite ; attefoche in molte Prouincie , e forfè nella maggior parte di quelli Regni, legano lo fuenturato perdi¬ tore , lo tormentano fotto i flagelli , e lo tracciano più , e meno, con¬ forme la crudele iftanza, che ne vien fatta dalPemolo, foggiacendo non di rado a gl ‘ifteflì affronti, &à mille ignominie i Parenti, gli Ami¬ ci , gli Schiaui , e chiunque prefe à difenderlo . Ma la tirrannia pratica- cata da Perfone grandi, quando hanno qualche differenza con vn' in¬ feriore è ben più fcelerata, pretendendo di opprimerlo per via di au¬ torità , doue fanno di non poterlo dentro à termini del douere ; laonde, fenza conuenirlo dauantià tribunali^vanno eflìin perfona,ò cercano per mezo d’ altri di farfelo venir legato in prefenza , per cuflodirlo fin che ne habbino capriccio, ò che colui condefcenda all’ ingiufta pretenfione, vfurpando in tanto ledi lui poche lollanze 5 doppo la quale foddisfa- zione promouono la caufa in giudizio ; e dato che ne riceuano la fenten- za contro , non per quello fi fanno ftimolo di rillorare i danni , e reili- tuire 1* vfurpato ; anzi con duplicata perfidia, occultamente replican- Dìfordini etica quefto particolare . Empietà di alcuni con¬ tro le per fu¬ ne inferiori. itfo LIBRO PRIMO. i do minacele , lo pervadono a portarli in perfona , per ringratiarli della / moderazione vfata in non trattarlo peggio . ^ ; 322 Vn’altroabbomineuole modo di procedere praticafi da alcuni, controTl ’t e principalmente da coloro, che hanno braccio di farlo . Intefa la diffi- t fimi . colta di vn’ amico, è adherente circa il rifeuotere vn fuo credito , òdi non poter hauer nelle mani il debitore, per elferfiricourato altroue, fan¬ no di propria potenza , porre le mani adoffo ad vno,che fia natiuo della Terra di elfo debitore, e lo tengono in carcere, come in oftaggio, fin che I Parenti, per rifcattarlo,intieramente foddisfacciano ; e non v* è già chi punifea tali violenze: anzi fe V affare va troppo alla lunga , e che non fi icuopra perfona amica , la quale profciolga quell' infelice , che non hà nè debito, nè colpa , lo vendono Schiauo, facendoli lecito con quella empietà , di efercitare da fe gli atti della giuftizia à fauore dell* amico ; lafciando il penderò à quell’ altro di farfi pagare dal trillo debitore . Lo Hello vfano gli Europei, che habitano in quelle parti, fe bene con vn ri- -u Euro ti P^eB° ? ^ c]uale non ^ ingiufto ; peroche non catturano chi che fia alla nthffcme- peggio , mà folamente gli Schiaui del debitore , che effendo capitale re » delle di lui ricchezze,lecitamente fi polfono ritenere, purché nella per- fona non fiano offefi , ò maltrattati . Quella dunque fi è fa differenza , che i Neri creditori di qualche Europeo indiflintamente manomettono Schiaui , e robbe di tutta la Nazione : laonde contro la cofloro barbara petulanza , non giouanda le ragioni , fà d* vopo ripararfi con P armi al¬ la mano. 3 23 Vn’ altra feeleratezza commettono i Neri in materia di giuo- giLiiséu co . Diali che vno perda la foni ma di tré Cefi , equiualente à tré doppie m dei Fin di oro, e che nonhabbia modo di foddisfare , gli conuiene feruire al ame. Vincitore in qualità di Schiauo ; anzi quando gli fia dato tempo , e che dentro al termine Hatuito non habbia pagato, ò non fia venuto à conlti- tuirfi in ifchiauitudine , fi raddoppia il debito. E circa quella enorme vfurai Giudici non ammettono querela , ò lamento ; mà pronunciano 9 che il debitore fema , odia vn' altro Schiauo in fua vece. j.r: ». 3 24 In Occanga , e Pumbo , Paefe molto frà terra, e che altre vol- liti fi decido, te era Regno, narrauami il P. Girolamo da Montefarchio , pratico di no cvn l’ tìv- concile Contrade , che per terminare vna lite, armano ambe le parti quanti polfono Amici, e Parenti con disfida diritrouarfiil tal giorno, e nella tal hora nel tale fito; e che puntualmente vi conuengono, cer¬ cando di preoccupare il luogo più vantaggiofo : mà mentre che il Giu¬ dice Uà in procinto di adempire quanto gli tocca, i competitori della caufa fi fanno lecito d'introdurre nel di lui colpetto huomini incanta- hì cantano il tori j i quali à gara tentano ogni efperimento con intenzione di guada¬ ci" • guado dalla parte de loro clienti ; quindici rimane flordito,òsà molto ben LIBRO PRIMOi itfi ben fingere, di effere, per via d'incanto, inhabile à fententiare; nel quale cafo, quando coloro non s’accordino à proietti di qualche me¬ diatore , attaccano difperatamente la zuffa , con grande Spargimento di Sangue ; e quindi quella partita, che al di fotto rimane , cede le Sue ra¬ gioni, come fe torto haueffe 3 ed in quefta guifa fuanifceogni pretenso¬ ne . L* incanteSmo confitte in co fe da nulla , benché la cottoro credu¬ lità, voglia che Sano efficaci : tra T altre, douendoS (come diffi) pro¬ ferire dal Giudice il Suo parere diffinitiuo , que’ maluagi Stregoni alza¬ no vehementiffime grida , e dibattendo le mani , frettolofamente bor¬ bottano alcune indittinte parole ; col quale artiSzio ( per quanto mi va¬ do imaginando) Senza che v’interuenga altra magia , interrompono la prolazione della Sentenza , e talmente ttordifcono colui , che alla Sne, diSperato di poter parlare, fa cenno, che S venga al ripiego di decidere lacontrouerSaciuile col taglio delibarmi. Mà di cotanto Scelerate in- uenzioni Sarei, per farne più eSatto regilfro , Se la empietà, che Sempre è la medettma in tutte, meritato F impiego della penna detonata à più fruttuoS racconti. 325 Da vna Sola , & inaudita crudeltà , praticata da Sudetti , e da conuicini Popoli, deducaS la verità di quanto ho detto. Cotono di na¬ tura riSentiti , per ogni minima cofarella pongonS le mani addoffo; e quando i Soui , e Signori S fanno capi della briga , ò che tra le popula- zioni regna irreconciliabile antipatia, la pugna rieSce tanto più Sera. MeSchino allora chi S troua dalla parte perdente 3 imperoche quanti amici , adherenti , e conSanguinei vi s# intereffarono , tutti rimangono preda del vincitore 3 da cui, ò Sono tagliati in pezzi, perfatollarne la in¬ gordigia de Suoi Seguaci, ò podi alla catena, e venduti ciaScuno di loro, in contracambio di otto, ò al più dieci boccali di vino Europeo; il qua¬ le , per Segno di maggiore inhumanità vien beuuto da elfo , e da gli altri della comitiua in faccia dell’infelice Schiauo,rimprouerato di codardo, e di empio, perche adheri alla parte dell’ auuerfario . Nè qui S arreda la barbarie, concioSache alla Madre, che vede efpoto alla vendita il Figliuolo , alla Moglie , che vede il Marito , non Solamente è interdet¬ to sfogare il cordoglio, mà d’auantaggio partecipandosi loro del vino fudetto , ò altra cofa , che Sa prezzo di quel Sangue, hanno à dimoitrar- Sene intieramente paghi , battendo perciò le mani, imbrattandosi di poluere , e lodando quell’ atto di creduta giuttizia : infomma per non perdere la vita , ola libertà, Sembrano hauer perduto anch’ effi ogni Sentimento , & ogni affetto verfo le proprie vifcere . Mà di Somiglianti accidenti domò pur troppo addurne altroue patentiffimi rifcontri. Jdbtventi di colui » che pardt .fatti Schiaut i X Jbrcdfa LIBRO PRIMO. 1 6% Erediti de *Hen in che confiamo ; c degli Schiauì • g 26 \ yf I vergogno di douer d jfcendere da litigi ( che nulla ri- iVjl leuano , ficome veduto habbiamo ) alle Eredità, le quali tra le altre Nazioni foglionoeffere bensì il motiuo meno difdice- uole per ciuilmente contendere ; mà tra quelli Neri , non ottante fiano vn nulla, vn Zero , attefa la loro mefchinità , cagionano però inteftine auueruoni , odij implacabili , e fanguinofe riffe . In quelli tré Regni, cioè nelle Ranze, dotie rivedono i Gouernatori delle Prouincie, & in qualunque Villaggio la follanza di quallìuoglia eredità fi rellringe à te- nuilfimo capitale ; peroche il fondo de Campi, de Palmeti, il fito delle ^taù°Cfino ? e a^tre C°ÌG dalle quali fi caua alcun frutto , indifferente- r Eredità, mente fono fottopofte al difpotico dominio , prima del Rè, pofciade Principi; e difpenfandofi vna porzione di beni ad vntale perfua mer¬ cede , colui può, durante fua vita, goderne P vfufrutto , riconofcendolo dalla benigna liberalità del fuo Sourano,ò del Principejmà non già pre¬ tendere di lafciarne vn palmo à fuoi difendenti . Il Rè adunque fà mer¬ li Re pa- cede à Perfone grandi, donando loro etiandio talora Paefi valli ; e que- hto di mio ^ ta^ hanno P arbitrio di fubdonatione, la quale, morendo elio, ritorna al fondo Regio : fi che ogni tanto tempo , tutte le follanze de5 partico¬ lari colano in vn folo Erario , e fe dattero tanto di rendita , come in Eu¬ ropa , certamente il Re di Congo farebbe ricchiffimo . Dipende pofcia dalla bontà del Prencipe contentarli , che P vfufrutto fudetto paffi ne’ Figliuoli, ò ne* Nipoti, e non v’hà dubbio, che doppol’ ingreffo de' Por¬ toglieli , i quali hanno infegnati i termini di vna politica alquàto più ci- uile,ageuolmente le perfone di conto, purché non habbiano graui ri¬ chiami in Corte, ottengono la fottituzionealla eredità paterna; mà pe¬ rò con quella perpetua apprensione, e tema, che prima di poffedere in¬ tieramente la buona grazia del Principe , vn femplice rapporto di ma¬ ledica lingua poffa farneli priuare, onde ne rimangano mendichi: in parecchie Prouincie il fondoaffegnato, benché fia iterile, incolto, dif- habitato , e couile di Fiere , ferue di appanaggio à grandi, e bilogna che fi contentino; mà per lo più ogni Villa, ogni Comunità poflìede tan¬ to terreno , quanto vantaggiofamente balla, per ripartirlo à gli habita- tori, a fine di feminarui , e raccoglienti il follentamento della famiglia, ò pure lauorafi tutto in comune , ad euitare gli Sconcerti di rubbarfi le fatiche P vn P altro , e fatta la mette ,, fe ne diftribuifce ad ogn’ vno la fua parte. Ricche a Le ricchezze , delle quali alcuni Signori fanno pompa , confi- de^Grandi* ft°no in Drappi d’ Europa , Reti, Ombrelle , Armi, Velli, Sarafiè del- P India , Coralli , e fimili arneli , che appreffo di noi montarebbono à poca LIBRO PRIMO. i itf4 L I B R O PRIMO. gie, debbano effere vccifi da compratori, i quali dalle olla ne cauino^ carbone per la poluere d’Archibugio, e dalle midolle , in berne con tut¬ ta la mafia della carne fpremano Taglio , che di colà fi tramanda nella loro Etiopia; e non vJ è ragione per conuincerli di quefto panico timore, benché fi moftri loro il frutto dell’Oliua, portato taluolta fino dalT Eu¬ ropa, e fi defcriua il modo di eftraerIo;il fondamento pofcia lo deduco¬ no dall’ hauer veduti i peli degli Otri , penfando perciò, che fiano pelli d* h uomini fcorticati per quefto effetto ; quindi alla fola apprenfione di effere venduti , e trafportati in America , agitanfi con horribili (manie , e pur che pofsano , fuggono à nafconderfi nelle più erme , e romi¬ te forefte : altri, giunta T bora delT imbarco, lafcianfi caricare di bafto- nate , e doppo incredibile refiftenza , più tofto che riduruifi , ferifcono fe ftefiì , fi vccidono , ò fi affogano in acqua . Il Sig. Caualiere D. Luigi Mendezde Vaz raccontò più volte, che, douendo ritornare in Europa, difegnò condurre feco vno Schiauo, il quale, auuifato che fi preparafle, gittoflì à fuoi piedi , e fupplicollo à contentarfi di venderlo ad vn’ altro più tofto, che guidarlo in Paefi, doue fapea di certo, che n* haurebbono fatto carbone, & oglio : fi procurò leuargli quefta opinione di capo , nn in vano ;onde affretto ad vbbidire, prefa vn Accetta , malamente fi ferì vna gamba con intenzione di troncarla affatto , affine di renderfi inabi¬ le ; ciò non oftante, quel Signore , faldo anch’efso nella fua opinione, fattolo imbarcare per forza , ordinò che folle medicato ; ed in effetto guarì ; giunto à Lisbona, e dalTeuidenza conuinto, s’ affettionò poi co¬ tanto alle foaui maniere del noftro viuere,che in capo à quattro mefi, mentre il fudetto Caualiere era in procinto di ritornare in Angola , pre- gollo, che lo lafciaffein Europa ; ma eglinon volle compiacerlo; siche, doppo molti tentatimeli conuenne imbarcarfi con gli altri ; quanti’ ec¬ co in capo ad alquanti giorni , non effendoui chi offeruafìe la ftrana ma¬ linconia , da cui era oppreffo , gittatofi in Mare , miferamente vi perì . Di fomiglianti cafi da intenerire vn cuor di faffo,fe ne vedono alla gior¬ nata . Alcune fiate trouandofi allontanati dalla (piaggia , fi fono ammu¬ tinati contro i Bianchi, e gli hanno vccifi tutti, lafciando viuo fidamen¬ te il Piloto à reggere la Nane , per far ritorno alle loro Terre • Altri oc¬ cultamente rompendo le tauole , che ftanno nel fondo del Vafceilo , fi fono contentati di perire fommerfi in Mare, più tofto, che paffare a i lidi dell’ America ; anzi , fe qualche Legno di conferua fi farà efibito di fal- uarli da quell’ euidente pericolo, hanno rifiutato il fòccorfo, collanti in quella fciocca opinione, di douer effere immediatamente trucida¬ ti . Seclufo però quefto timore, feruono i Portoglieli più volontieri,che alli Naturali del Paefe, attefoche , fotto quelli non manca loro il vitto, e fra gli altri Schiaui fono ricettati « Coloro, che feruono i Neri fono affai LIBRO P R I M O. ■affai pertinaci , renitenti, pigri , cd altrettanto mal trattati da loro Pa¬ droni . Vn’altrocottumeofferuai tra li Schiaui . Sarà tal’vno di elfi tan¬ to accetto al Tuo Signore , che quelli lo lafcia andar libero , e lì conten¬ ta di poca feruitù; onde gli altri Tuoi pari inuidiando la di lui fortuna, tutti d’ accordo mendicano pretefti,à fine d’ infamarlo ; e tanto fanno , che il mefchino è cottretto nafconderfi , ò partire da quella Terra : ciò non ottante, doppo di efferfi già pollo in libertà, per non loggiacere al¬ le calunnie degli emoli , in ogni modo di bel nuouo s’ impegna ad altri con vn patto di aliai migliore condizione , in quella forma ; cioè, che fe il Padrone vuol riceuerlo fiotto la fiua protezione , con difenderlo da gl’ infiliti , egli alP incontro lo fieruirà ; e quelli allora , quantunque habbia titolo di Schiauo , effentialmente però non è tale ; ma deue, fe non vuol fieruire attualmente corrifipondergli vn tanto; quindi molte Perfione autoreuoli , per via di fiomiglianti contratti , accumulano rendita confi- derabile, & in ogni occorenza ammaliando molta gente, comparificono affittiti da gran fieguito di Schiaui . 330 Ne’ Regni di Matamba , e di Angola diuerfiamente fi pratica. ^ d. Tré forti di Schiaui fono colà: i primi, detti del Chifico,fiono figliuo- diuetfe [or¬ li naturali de gli Schiaui , e come tali, marcati col legno de’proprij Pa- *»• droni; quelli qualora non fiano conuinti di qualche delitto , fi lafciano quali liberi , & ordinariamente non fi vendono ; benché, come cola pro¬ pria , per effere nati in feruitù , dicano che giuftamente potrebbe fi fare: intorno à che euui molto da dificutere, per non eccedere i preficritti del¬ la Legge Cattolica : i fecondi fono i prefi in Guerra, i quali non fola- mente fi marcano , e fi vendono , mà eziandio fi facrificano,per diuorar- ne le carni : quelli della terza claffe, appellati Schiaui del fuoco, viuo- no in perpetuo feruigio della Cafa fino alla morte di chi gli hà compra¬ ti , e che la famiglia fi mantenga in piedi : di quetta forte pochi fe ne vendono, mà più follo fi donano (che viene ad effere folletto) &i Pa¬ droni ne fanno gran capitale , perche nell5 attuale feruitù fi luppongo- no puntuali , e fedeli . 331 Talvnodi quelli Schiaui doppo di hauerfi edificata vn'habi- tazione,fpontaneamente ne fa dono al fuo Signore , il quale chiaritoli ^ jlano ■ Pa prima, s’ ella fia ben fornita de confueti vtenlìlij, l’accetta, e ne rimu- dwm , nera il Donatore, con deputarlo fopraintendente di effa , ò Portinaro, ò Cameriero , ò altro , come porta la fua habilità ; sì che , quantunque fotte Tittelfo Cuoco, otterebbe il poftodi Confidente apprefìoquel Pria» cipe (che per appunto fomiglianti offerte non fi fanno, fe non a Ferlo- naggi grandi ) & à quello effetto, affinché vn folo acquilli fi ambita gra¬ zia del Padrone, vi s’ impegnano alle volte dieci, e venti perfone di vn fol Cafito . Tale adunque fi è la condizione de poueri Schiaui, a 1 LIBRO PRIMO. quali lenza dubbio tocca ogni grauame , ogni fatica , riceuendone poca! mercede quanto al temporale , e pochi aiuti nell3 importante bifogno dell’ Anima : tuttauia i Miffionarj fodamente inculcano à i Padroni l'obligo di mandarli à i Cattechibi , accioche gl3 inbruifcano,e battez¬ zino, inuigilandofi ne Porti, per fapere, fe nell' imbarcarli verfo P A me¬ lica liano veramente Chribiani . Ed ecco doue confibono tutte le fa¬ coltà de Neri , che in loro concetto non la cedono alle piu riguardeuo- li opulenze di qualfifia Nazione . Della Muftca , e delle Dan^e. Bàlio > e Mufica mola 3 3 ^ Strumenti Mafie ali* Npungù , T rombe 3 Nfambi , Longa 3 Ng&mba 3 fldungo , Ndtmbo 3 Marimba . Alla forma de brauolti cobumi ageuolmente potiamo conghietturare , quanto liano fconcertata la Mufica , e fregolate le Danze . Il Ballo adunque apprelfo quelli Barbari, non ha- ucndo per rnotiuo il virtuofo talento di inoltrare la difpobezza del cor¬ po, e 1* agilità del piede>riguarda folamente la viziofa foddisfazione di vii libidinofo appetito . La Malica fi fa fentire anch3 ella più conface» noie allo fpirito di bombile fierezza , che all3 armonico timpano de no- Bri orecchi . Tra gii Strumenti, il principale vfato da Perlonaggi gran¬ di per decoro , e magnificenza fi è quello che volgarmente chiamano Npungù , ordito di legni , e di pezzi d3 Auorio pertugiati à foggia di Pifferi, e fuonafi in concerto da parecchi Suonatori , come le Trombe in Europa 5 delle quali ancora, poco dillimili dalle noffre, ne hanno il Re, & i Principi del Sangue, quando efeono in publico,ò alfiftono alle publi- che Vdienze § portateui da Portoghefi, che introduffero in quelli Regni qualche maeftà nelle ibeffe Corti . Vn’ altro ordigno pure da fiato, bri- dolo , de acutiflìmo , compofto di cornetti ( fe non erro) di Gazzelle , ferue a conuocare le brigate , & i Neri E vfano ne concerti, benché fen- za adulazione , ò menzogna , aiuti à fconcertare , più che à foftenere la pretefa armonia . Nfambi, quali del modello delle Chitarre Spagnuo- le , che non habbianoil fondo, fi è vn’ altro Iffrumento guernito di af¬ fai buone cordicelle, cauate da certe fottiliffime fibre, che trouanfi lun¬ go le foglie della Palma , e di qualche altra Pianta : ma 1* imperizia di chi le tafieggia, altera , efeompone quella poca armonia, che à mio giudizio renderebbe . La Longa brumento accomodato à foggia di due Campanelle di ferro , fomiglianti à quelle che in Europa , portano ap- pefe al collo le guide de gli Armenti, fuonafi percuotendolo con vn pic¬ ciolo legnetto , e V vfano i gran Signori , & Vffiziali in guerra 5 ma An¬ golarmente iGiaghi, i quali tra P altre fuperbizioni con che lo fabbri¬ cano, vi mefeiono ancora fangue humano . La Ngamba, òlngomba, pezzo di tronco di Albero incauato à guifa de3 Tamburri , e coperto fo- lamente nella parte di fopra , percuote!] con le pugna da alcuni , che nell* LIBRO PRIMO- 1 farebbe ancora più guftofo . Dsn?e brog¬ li fi . Balio Rea* Ir. Mampombo Ballo impu¬ dico. 16% LIBRO PRIMO* 333 I Balli,comprefi tutti lòtto il nome generico di Maauina,pra- ticanlì da Neri con eccelfiua immoderatezza , confumandoui le giorna¬ te^ le notti intiere, fianchi, usa non lazi; di quella forte di tripudio, m cui oltre il perdimento del tempo, logorano lafanità del Corpo, e dilli* pano lo fpirfto di Chriftiani , fe pure 1’ hanno conceputo . La formalità di elfi confitte in vn laboriofo , e perpetuo girare huomini, e femmine in truppa, non rifinando di atteggiare fconcia,& inhonettamente, con 1* in¬ treccio di laidittime canzoni, il metro delle quali intuonafi da chi è gui¬ da di tutta la danza, e ripigliali alternatamente dagli altri ballerini, Lenza fallirne vn iota: conciofiache applicano daddouero ad imparar¬ le, riputàdofi ognuno à grande vergogna qualora per fua colpa li rallen¬ ta, ò fi fconcerta il ballo . Non vuò già dire per quello, che vi fi fcorga maellria degna di applaulò , mà conchiudo , che vna tanta puntualità , qualunque ella fia , deriua da quella geniale foddisfazione , che è vale- uole ad eccitare ne gli huomini, eziandio più difadatti , vna ttraordina- ria virtù, per operare con infolita efatezza . Se la Danza è ordinata con nuouo capriccio di poefia , chiamafi Qiiifanguì . 334 In oppotto delle accennate difsolutezze , coftumafi, perfem- plice, mà giocondo diuertimcnto, vn Ballo, che ì Congheiì in lingua loro chiamano Maquina Mafuete,e fuonarebbe lo ilefso che Ballo Rea¬ le , conciofiache folamente le Perfone Nobili , e le Matrone lo fanno prefente il Rè , ò nelle Corti principali , con tanto riferbo , anzi con ta¬ le difinuoltura, egrauità, che circa quetto(conforme intefìà dire)emo- lano ? e quali pareggiano i Casigliani 5 ad imitazione de quali , tenendo nella mano fmillra alcune Zucchette vuote, con dentroui alquante pie- truccie , le fcuotono à tempo à tempo , à guifa delle Caftanicchie 5 e fi- milmente alla battuta dei fuono regolano i moti del piede , e della vo¬ ce , cantando cofe honefte , le quali fenzaoffefa dell’ vdito alcoltareb- bonfi,fe non foifero ammorbate dalla fouerchia adulazione verfo il Per- fonaggio , che vi afflile, e fe ne compiace. 335 II Mampombo , da me veduto ad oggetto di hauerne quelli importante notizia , che à Confederi li richiede , per difeernere la gra- uezza delle colpe , è tutto impuro , e diabolico ; in tanto che mi farei contentato rimanere nella mia ignoranza, e credere à foli rapporti* Quello è sì frequente , che non ballano tutte le diligenze imaginabdi per diradicarlo; laonde lo giudico per vno de'più fcandalofi darni, che il Demonio faccia in cotette anime; e fon cottretto tralafciame il racconto per non macchiare di vna tanta impurità il foglio. Alt*iquat- tro Balli cioè Npanbuatari, Quitombe, Quifcia, e Quingarù, nonv deriuatiui da gl’ inuentori di elfi, ò da Paelì , doue maggiormente fono in vfo , confittone in laidezze , che d3 attorno ad vna grande catalta ci LIBRO PRIMO- 1*9 egna accefe fi commettono, fomminiftrando Tempre colui, dauanti alla :uì habitazione fidanza, tutte le co Te bifogneuoli, & eziandio qua- unque altro fomento , per pafcere il ventre , e fatollare il fenfo ; dima- lierache terminate quelle infernali gozzouiglie, al far de conti , quel mefchino trouali ridotto al verde delle proprie foftanze , e ciafcuno di :oloro parte aggrauatiflìmo di mille colpe. Vero è che effendoui per tutto rigorofi Editti, Tene attengono li habitatori de’ luoghi più fre¬ quentati; ma ne’ Paefi remoti , e contigui à gl'idolatri, pur troppo i Neri , benché battezzati , traboccano in quello , & in altri eccelli . 3 36" Circa la Poefia de* Conghefi, procurai di penetrare con quali egole , e con quale metro folfe ordita, marauigliandomi che l’orec- :hionon ne riceuelfe alcun diletto, e finalmente m’auuidi,che appena li faceua calò della cadenza vocale; laonde il Direttore delle danze, do- ie appunto fi recitano, e cantano i componimenti Poetici , intuona à :apriccio , e gli altri lo feguitano : ma quando, rifcaldati, s’ inferuorano n alzare le grida, allora (per quanto fi può capire) penfano che 1’ ar- nonia confilla nel più confalo ftrepito; e certamente alfordifcono mol¬ lo da lungi : fi che in riftretto quelli palfatempi paragonati co’ nollri,in pece di recare qualche diletto , riefcono Tempre barbari, e tediofi . Delle Arti , e delli Artefici . 337 Velli, che in quelle contrade eTercitano qualche meftie- V^/ re , potrebbonfi porre à confronto con que’ primi ritro- latori delle Arti; imperoche, effendo rozzi d* intelletto , mancano di alento da prouederfi de’ Strumenti opportuni, sì per dare la douuta pet¬ izione alle manifatture , sì per ageuolare la fatica : fono per tanto Tarif¬ fimi gli Artefici ; fiali quella la caufa , ò pure perche naturalmente ap¬ pagandoli di ogni poco , amano di viuere più tollo fempre allegri , & in fella , che giammai occupati nel trauagliare . 338 II primato fra li Artefici dalfi al Fabbro , conciofiache vn’ Af¬ te quanto più è necelfaria, tanto mantiene in maggior pregio chi laefer- cita; aggiuntaui poi la nobiltà dell’ Inuentore , il quale per tradizione de’ Neri , dicefi elfere fiato vno de’ primi Rè del Congo . Confifie più nello ftento, che nella eccellenza; laonde mofirando à quelle Mae- ftranze alcuna delle manifatture più ordinarie di Europa , non rifi- nano di farne le marauiglie , e doppo che hanno diuifato vn pezzo fo- pra di effe , con vn Tolenne fpropofito , conchiudono effere imponibile il farle di quella forte . Per Martello adoperano vn pezzo d. ferro, per Incudine vna Selce , e per Mantice due tauolette incauate à guila di fcudetti coperti di picciole pelli, col manico nel mezzo; fi che alzan- dofi , de abbalfandofi, contraggono, e refpirano V aria , maneggiate poi v con Impe ì^iè de’ Ntri . Fabbri „ ptrebe più filmati . Ferra , r,o m fi faceta TALE * gnami . 339 Tutti gli Strumenti del Falegname riduconfi ad vn fol pezzo di ferro à modo di Scarpello, con due dita di taglio da vn lato, vna pun¬ ta affai longa dall’ altro , & il luo manico nel mezzo : Non so ben de- fcriuere come quello iolo ferua per tutte le manifatture, attefochc, per ridurre vna traue , o altro legno alf vio3 che pretendono, fcar- 170 LIBRO PRIM O; con tanta velocita , che i noftri Artefici ne concepirono flupore; tanti?! più che quelli Neri fedendo in terra curili quanto ponno , llentano oltre modo nel continuo battere con vna mano, mentre con F altra occupatili in muouere il fofiìetto, ouero in maneggiare il ferro ; alla fine doppo ha- uerui confumato tre volte tanto tempo, quanto farebbe vn’ Europeo , li trouano hauer ridotti a forma molto rozza la punta di vn Dardo, vn‘Az- zetta,vn Coltello da guerra , e cofe limili; non potendo , per diifetto di firn menti, impegnarli in lauori più gentili , che richiedono pulitezza, nè in più grandi, che ricercano maggiore faticatola quanto alle tempre, ba¬ lla che fi a ferro ; e nel rimanente fe il taglio riefee. ottufo, confumano doppia fatica in adoperarli, e fono più analogia) ceruellodi colui, che li fabbricò ; nulladimenorefiftono affai per l’ottima qualità di elfo, che in cotefte parti con requifita facilità fi caua ,e fi purga : conciofiache , vi¬ cino alle Miniere , nel tempo delle pioggie, raccolgono vna certa terra, che F acque trafportano su le Strade , ò dentro le Foffe ; indi pollala fo- pra il carbone , tanto fonano , che in brieue feparatafiìa feoria , rimane il ferro molto ben purgato : e certamente mi dò à credere , che in Euro- LIBRO PRIMO. 171 pellano , battono , & alla fine , comunque , tloppo lunga fatica, riefca il Iauoro , fe ne contentano; e gli Operarj che fono fcarfillimi, hanno Tem¬ pre impiego . Non poteuo alle volte darmi ad intendere , come potef- fero con tanta flemma ( elfendo per altro, molto infingardi, & impa¬ renti ) applicarfi à quella feccaggine di fcarpellare vn legno, in vece dì fegarlo ; e certo ftà che qui in Europa non guadagnarebbono rifpettiua- mente, al tempo che vi confumano, tanto che baftalfe à comperarli 1* acqua ; con tutto ciò , per non elferui altro , campano la vita , e fono competentemente pagati . In alcuni luoghi , doue i Portoghefi lauora- no di quello meftiere , fanno ftupire i Neri , allorché in termine di pochi giorni efquifitamente perfettionano alcuna manifattura , attorno alla quale , ellì fpenderebbono Mefi , e Mefi; perloche rielce di grande van- taggio portarli colà ogni forte di llromenti , e polfedere la capacità per adoperarli . 340 I Tenitori (non hauendo nè Telaro, nè Subbio, nè gli altri tessi- ordigni di Europa , necelfarij per fabbricare drappi , e tele di confiderà- tori . bile lunghezza) collegano due trauicelli fitti interra con vnJ altro in trauerfo , e lòpra diefli , fenza pettine ordifcono , e telfono piccioli pan¬ ni , commettendo ad vna ad vna tutte le fila , come tra di noi fabbri- canfi le ftuoia : laonde col tempo , e con la patienza ne fanno tal vni che forfè in quelle nollre parti farebbono ftimati competentemente vaghi, e belli. 341 II Vafaio non hà le ruote, per lauorarui pulita, e perfettamen- vasal te la creta , ma dentro vn pezzo di Cucuzra la raggira , e riuolge finche la riduce al fuo intento: il più delle volte però, in vece della pretefa for¬ ma , finito che ne fila il Iauoro , comparifce prodotto vn Moftro : mà non accade riprenderli , perche rimprouerano à noi la fouerchia puntualità , e non è polfibile indurli à veruna induftria . Per cuocere , non hauendo Fornaci , ftiuano i Vali entro la paglia , e vi accendono il fuoco dattor¬ no , fi che mezzo tra crudi , e cotti , rimangono abbronzati come la loro pelle ; nulladimeno per la qualità di ella Creta , refiftono aliai . T utto il Vafellamentoriducefià certi Fiafchi detti Moringhi, Pentole, Taz¬ ze mal fatte , e qualche altra forte di ftouiglie di poco , ò di neflun conto . 342 Per fare , benché rozzamente, alcune cofarelle di proprio fer- uigio , come Reti, Corde, Stuoie , Canestri , e limili, ogn'vnoè Mae- come filano* ftro . Del rellanteè cofa ifrana , mà troppo vera , che quelli Neri fen- uno. za lettere , fenza induilria, e fenza penfiero, tutta confumano la vita in ozio , inprolifle conuerfazioni confiftenti in prendere Tabacco, nel che fono infatiabili, nelle interminate carole, e nelle cantilene , traforan¬ do gli auanzamenti delle proprie famiglie , quafi fodero cofe dell alno y o Mon- 172 LIBRO P R I M o. Mondo , godendo il molto ,. fe ne abbondano, e paghi del poco fé man¬ ca ; nulladimeno, quando la farne li moietta , volano colà doue fanno di poterlafa rollare , petulanti nel chiedere, c violentiifimi nel pren¬ derli da fe , lenza veruno rifpetto , tutto, ciò che 1’ appetito sa indouina- . re. E’ però vero ancora, che da qualche tempo in qua giornalmente fi prendono v accomodano alle maniere di Europa circa il lauorare, e molti dillin- guendo ormai quanto importi il guadagno, e 1* applicarfi, più tolta che il viuere mefchini , apprendono le arti noftre ; laonde da 20. anni in qua lì fcorge vna fendibile mutazione , mentre per tutto il Regno di Angola , & in Congo, fingolarmente nella Città di S. Saluatore molti Neri, trauagliano in qualunque meft.iere al paride’Nollri., Del Venire 343 T A diftinzione de" gradi , e delle dignità, diuerfihca le fog- I j gie del Velìire; e quando vi ha il capitale per mettere in efecuzione le bizzarrie del capriccio, hanno eziandio i Neri le loro par¬ ticolari flrauaganze Auanti che gli Europei tentaffero d’introdurre in quelli Regni le forme del viuere ciuile , certa cofa è , che vniuerfal- mente tutti erano contenti della nudità , e s’ ha per tradizione , confer- Ncrimn uandofene tutt’ora le vefligia in alcuni , che due foglie, òvn pezzo di "tanto nudi, corteccia di Albero , ballami per ricoprire ciò, che la Natura illeffa vergognolaabborrifce: màdoppo introdottali la lodeuole collumanza del vellire , benché non tutti vi fi accomodino , tuttauoltaquelPinho- nello , e comuniSmo abufo li fcorge in gran parte corretto . 344 II Rè del Congo , à differenza de gli altri Potentati , e princi- ye/Uto dtl palmente di alcuni, che habitano molto frà terra, e de gP Idolatri , ve- Rè di Con- j}-e con decoro , e magnificenza , prouueduto in qualità , e quantità per comparire dafuo pari, e licrede lìa ricchiliìmo di Perle, e di Gemme, e che muti lèmpre , quando le congiunture !’ obligano lafciarfi vedere in qualche pubìica funzione : Cuopre il capo di vna Berretta , ò ha Bo- nitto, come dicono i Portoglieli , tutto bianco, trapuntato di arabef- chi, e fiori di feta alla morefea ,. e fopra di elfo hauui vn Cappello nero, attorniato di ricca , e pretiofa Corona Reale; velie Camifcia, e fopra le fpalle porta cadente lino all’ eliremità delle mani vna Mantelletta di fcarlatto, ò di altro nobile drappo trinato di oro , e di argento : cin¬ ge fopra i lombi fino à terra , vna velie alquanto più longa dalla parte didietro, àguifa di paludamento, ricca, e vaga ai maggior legno: Calza cotturni bianchi > adorni di qualche bottone di oro , ò di qual¬ che pretiofa gemma ; vfa Calzette di feta ; e tanto le braccia , quanto le gambe , e tutto il Corpo inghirlanda di ricche fila di coralli, di per¬ le , con catene di oro di molta bellezza , e valore : al collo, in telia¬ moli io LIBRO PRIMO- 17} mpn io della fede che profeto, porta pendente sù ’1 petto vna Croce in¬ calvata di lleliquie, per ripararfi dalle malie, delle quali colà fiviue in continua fofpizione . Quando nella morte di alcuno del fuo fangue .prende il lutto, li pone in capo vna Berretta , à maniera di Fungo , e dà molto ritirato , non ammettendo , nè vifite , nè vdienza per molti ’gior- « il tutto. ni: ma intanto i Cortiggiani informati del genio, con vna edema dimo- iìrazione di compatire il fuo dolore, cornparifcono carichi di molti do¬ ni,! quali in fimile congiuntura dupendamente dilììpano ogni affanno dal cuore del Prencipe , e v’ imprimono qualche affezione verfo gli of¬ ferenti ; allora con le folite frali di fomma adulazione magnificando la di luì bontà , e ftima verfo il defonco , lo confortano à darfene pace , à compiacerfi di confidare i Vaffalli con la fua prefenza , & ad vfeire in publico j Con la quale cerimonia , facilmente perfuatò , accetta le of¬ ferte, e fatta violenza all’ apparente dolore, depone il lutto: & ecco ad vn tratto cangiato in altrettanta allegria quel lugubre apparato di medizia, 345 Gli altri Principi, e Grandi del Regno vedono con proporzio- nata ricchezza, e maeftà, eccettuatone il Mantelletto, e la Corona, In- gii alni fegne proprie del foto Rè : virino però in quella vece vn Tabarro di Fi'nc,p-. Velluto , ò di Damafco cadente da gli homeri fino à terra , con alquan¬ to di ftrafcico , & hanno priuilegio di portare in fegno della loro condi¬ zione il Cappello , & il Bonitto bianco , di ornarfi con maniglie, colla¬ ne , e catene, conforme il grado, e la pollibiltà di ciafcuno, permetten¬ doli loro ancora Y vlò de’ cotturni , ò borzacchini , vero è che per biz¬ zaria , portano più volontieri al piede nudo le Pianelle , (limate da elfi adornamento Angolare 5 perloche in Loanda i Portoghefi ne lauorano à riccamo con molta vaghezza , e le vendono à gran prezzo. I Gentil- Dt>Gtntìi. huomini , e la Gente di Corte vedono, quanto alla maniera, poco ditte- buommi • renteda fopradetti, didimi fidamente nella qualità, effendouinon sò quale pragmatica di portare femplice panno elei Paefe in vece di feta , & oro ; tuttauia ancor quedi s* allargano , e perche il drappo , ò manto ^allacciano fopra vna (palla, e viene à cuoprire la parte del petto, per¬ ciò tal vno fifà lecito di portare attrauerfo larghe fafeie di tela di oro , ò qualche pezzo riccamato , che chiamano Guardaftomaco , e fopra il Bonitto di femplice tela, piume di Vccelli del Paele . -Via che fierue la ricchezza indoffo à gente poco polita, per non dire (uccida, e fetente c la mattina fi ammannifeono con vnguenti, lifeiano la pelle, lì profumano peggio che femmine; vn* hora doppo, lordi per la poluere,e per lo (udo¬ re , mettono fchifo à chiunque tratta con elfi . I Cittadini portano cinto De, CnU fopra fianchi vn pezzo di panno, che li cuopre fino al ginocchio, o poco dini. più , e fopra le fpalle vna rete lauorata di filo di toglie di Palma , con Pelli di Fiere „ di» fìtnguonogli huomini dal te donne • Nudi ejuafi affatto y>an* no ne’’ luoghi [olìngh'u Fafìovidi- solo dt* Ne¬ ri» Femmine, hwysflito» 174 LIBRO PRIMO. ) frk qualche buon garbo , non sò fé , per coprire , ò per adornare il petto F gli homerij e le braccia > le quali membra fono ignudo affatto ( perche non hanno Camifcia) auuolgendouifi dentro con tale sfarzo , che fi conofce eflerui difpofizione à riceuere ogni forma di lindura, c confe- gucntemente di buoni collumi, fol tantoché volelfero vfcire dal nido, per apprenderli: ma di quello qualiifia leggiadro portamento, non han¬ no dfi oggetto d’ inuanire , riguardandoli poi il piè, le gambe , e tutto il rimanente del corpo nudo, imbrattato di poluere, & il capo all’ ingiu¬ rie del tempo fempre feoperto . 546' Tutti poi , parlando degli huomini , portano cinta)sù i lombi la pelle di qualche Fiera, dillinti con quello fegno di virilità dalle Don¬ ne , figurandoli di douer elfere tenuti feroci domatori di Mollri, e di Beine 5 laonde , le quello collume fu inuentato per correggere con Chri- Jfliana modellia la sfacciata inhonellà del gentilefimo , al prefente, per quella fciocca milanteria , fi llima uccelliti , in chi non vuol elfere in- giuriolamente difcacciato dal commercio de3 galantuomini , e vilipe¬ so come Perfona plebea , e vile . Tanto praticali da Mociconghi habi- tatori delle Banze , Libatte, e de5 Villaggi, doue le radunanze fono numcrofe ; ma fuori ne’ luoghi ermi , e folinghi , doue la pouertà efclu- de ogni cenfura , ò legge, vanno ignudi affatto huomini, e femmine, così in quelli , come ne gli altri conuicini Regni, portando appena due foglie , ò qualche corteccia di Alberi , òal più vn pezzetto di Panno del Paefe . Da poco tempo in qua, i più zelanti della modellia colluma- no vn guarnello molto corto, e fuccinto : I Fanciulli fino al fettimo an¬ no , godono il priuilegio dell’ innocenza , e talora affuefatti à quel bar¬ baro collume, fe ne abufano affai più, non giouando efaggerazioni , pe- roche fi feufano con dire , che nifluno li prouede . Quello che reca ilu- pore fi è vn fentimento di boria , con cui da quella tenera età fi alleua- no, per nutrirlo pofeia, e mantenerlo fino alla morte. V110 de’con- trafegni ben ridicolo ,mà indillintamente praticato da gli huomini, e dalle donne, fi è il portare dietro à lombi vn pezzo di panno logoro, lordo , fuccido , e vililfimo , codato fino in terra à foggia di llrafcico , non altrimenti , che fe folfero Perlonaggi di portata , à quali per ragion della dignità competette il Manto . 347 Le femmine anch’ effe , imitando il collume de gli huomini , fenza vergogna comparifcono pubicamente ignude , ò fcarfamente co¬ perte 5 anzi elfendo tenute da Mariti, e da Genitori quafi in grado di Schiaue, fe la pattano molto alla leggiera ; quelle però , che prefumono di mollrarfi graui , e più modelle , annodano fopra la fpalla hnillra vn grande pezzo di panno, che ricoprendole da quel lato,lafcia loro libe¬ ro il braccio deliro, come vfano le Donne d’ Egitto , e le Cingare . Non LIBRO PRIMO. 17* c lecito , ne meno ad effe calzare cothurni , ò codi fimile , de non fodero le Regine , ò le Figlinole di lei ; nulladimeno alle Gentildonne di Cor¬ te fi permette vn paio di Pianelle , e non più : del rimanente fiafi pol- uere , ò fango, caminano col piè nudo dopra la nuda terra . Alla fola Regina, con Angolare didinzione domita alla fua dignità, nonèpre- EdellaR dcritto alcun termine intorno al veilire, mà comunque le detta il genio, gjna, fi adorna ? vedendo talora per mera bizzarria sù la carne abbronzita, e nera , habiti , e gale alla maniera di Francia , e di Portogallo; pero- che à lei dola ciò , che piace , lice : con tutto ciò queda libera elezione negli habiti, poco, ò nulla le derue, attedoche , à guida di prigioniera, non può vdcire dal Serraglio delle due habitazioni , doue con domma ge- lofia la cudodifcevno de* principali Miniftri della Corte ; &edb dolo, con obligo di render conto di qualunque inconueniente , porta dempre feco la Chiaue , non permettendo P vfcita , ò V ingrelfo, ad altri, che al Rè , & à qualche Dama, che n ' habbia prima,doppo replicate indanze, ottenuta licenza • 348 Si come non mancanole vanità pertutto, cosiquell’ambizio- ne di comparire Angolari in bellezza può dirfi peculiare di quedi Etio¬ pi , giuda il loro modo di crederfi tali, e la poflìbiltà di praticarla : Il in che confi maggior pregio di effa confide in hauerela pelle molto, nera, lifcia, e /**• rilucente; le donne adunque, eflendoui più dedite, s’impiaftrano la faccia , e tutto il corpo di vna ceruda compoda di oglio alquanto tena¬ ce , di polueri rode , e gialle , e di alcuni altri vnguenti , che per qual- BtlkXK.* dille Don¬ ne Etiope , V avìetà di ornamenti* i76 l i b r o primo. che giorno le rendono deformiffime ; benché non Tentano perciò reni¬ tenza di farli vedere così mafeherate in pnblico 5 difieccatafi pofeia quella lordura, fi lauano ben bene , e rimangono quali per appunto pof- fano piacere à gli occhi degli Etiopi . 349 Gli ornamenti del capo, sì diede, come de gli huomini è affai vario in quelli tré Regni . Nel Congo vanno ralì affatto , fpecialmen- te in alcune folennità , e ne* giorni di lutto; laonde , fe in fomiglianti occafioni qualche femmina publicamente comparifse attilata, ne fareb¬ be afpramente riprefa ; vero è , che ne* fcftini, e nozze li difpenfà da vii tanto rigore , ma non hauendo capelli, s'infrafcano di piume di Vccelli, e di altre fciocchezze , corrf a dire di piccioli cornetti di Gazzelle , di piedi , ò di olla di Polli, di foglie verdi, e fienili coiarelle , con che fen- 23. dubbio rendonfi più deformi, che adorne. Altroue poi non men delle donne , gli huomini illeifi nutrì feono con fouerchia effeminatezza fotto cuffie fatte di corteccia di Alberi le loro chiome , le quali pofeia pettinano, inanellano , vngono, profumano, e caricano di polueriodo- tofe, quando la neceffità richiede di comparire in gala. Le Giaghe , ol¬ tre la fopradetta acconciatura , cingono alla fronte vna benda , ò Teor¬ ia fottilifììma di Albero larga due dita , più, e meno, fecondo il pro¬ prio grado , e tutto il petto , le braccia , e le gambe con alcune colla¬ ne infilate di offa di Pefci , ò frutta del Paefe , framezzandoui qualche vetro di Europa llimatilfimo tra di loro . Reputano altresì leggiadria, comparire col corpo tutto di varij colorj dipinto , formandone linea¬ menti , & arabefehi ; ma chi non faprà figurarli la loro mofiruofità , An¬ golarmente quando s* impattano poluere , e fudore ? A lombi portano vji panno cadente fino al ginocchio, à guifa di vn Guardappanni da Bo- tegaio, e taP vna ne porta vn* altro fin3 al collo del piede, chea guifa Poppe sfog- di guarneìlo la ricuopredauanti. Quelle che habitanole riuedelCoan- giAìamenu go,con vari) artifici], allungano, e fanno cadérli le poppe fino alla lunghe. punta del ginocchio, ouero^annodandole con funicelle, fe le gittano die¬ tro le fpalle , quafi per fallo del barbaro portamento . Alcune in Con¬ go , &in Angola vestono conforme gli Europei, fingolarmente nelle fe¬ lle di concorfo , egli huomini altresì cingono la Spada al fianco : effe lo fanno, ingannate dal concetto di aggiungere ornamento alla pretefa beltà ; quelli con la pretensione di comparire lindi, e bizzarri al pari de’ Portoghefi; benché in fatti, e quelle, e quelli con pochiffimo garbo. Così pare à me, che fi distinguano alquanto fra di loro gli habitatori di quelli Regni jconciofiacofache ne’ Prefidij, ne* Mercati, nelle Colo¬ nie , ne’ Porti, & in altri luoghi frequentati da Portoghefi, hanno ac¬ quistata qualche forma di ciuiltà . Nulladimeno ( vuò pur dirla) emen¬ do la maggior parte Schiaui , e fopratutto gente infingarda, & inimica ” -N dell3 LIBRO PRIMO. 17 7 dell* indulto, perciò maggiore fi è il numero di coloro, che vanno ignu- . di , e que' pochi, i quali fi pregiano di elfere vefliti , effettiuamente noi fono; il che potiamo argomentare dalla foggia delle ftefle veftimenta poco à propoiìto, per coprire tutto V huomo, e dalla condizione de* panni , ò fiano drappi del Paefe tanto fragili , e di sì tenue durata , che nello fpazio di pochi giorni vn’ habito tutto nuouo fi logora , non rima¬ nendo attorno à colui, che lo velli, fe non fracidi cenci, che fuento- Iando,manifeftano la fua mefchinità : vero è, che quella ignominia fop- portano i Neri fenza vergogna ; e poco cale, eziandio à perfone , che fe la piccano di Nobiltà , conuerfare per tutto; inoltrando appunto Ico- perta , & ignuda quella parte del corpo , che prefumono di hauere ba- fleuolmente vellita . Intel! à dire , che i Panni del Paefe à ftento dura- rebbono fei Meli , quando vili vfalfe diligenza in fabbricarli, e rifer¬ ito in cullod irli, cofa impraticabile per lo fuccidume , efudore della carne, cagionati non tanto dalla violenza de" continui falti, e balli, guanto da gli altri mouimenti del corpo ; dimodoché vn drappo, che fia :utto nuouo , nel termine di venti giorni cade tutto in pezzi . ìmpufci :hiamafi vna forte di Panni d’ ingegnofa manifattura , fe confideriamo sflere telfuti in Opera, fenza ordigno diTelari; anzi alcuni di elfifem- arano velluti piegheuoli , palio lì , e che nella viuezza de* colori auan- tanolenollre tinture. Perla perfona del Rè, e della Regina fejie fabbricano diuerfi molto gentili, ma tutti piccioli, per ellere fatti à ma¬ io ; laonde volendoli formare vna velie nuoua , è necelfario rattop¬ parne infieme più di vno . Hauuialla fine vna pragmatica , che proibi¬ re il vellire di quella forte di drappi , della quale vedono il Rè , la Re¬ gina , & i Principi , e Signori di Prouincie , i quali à quello effetto trat- :engono gente, che lauorià modo loro , e per elfi foli . 3 50' Le Diuife, e Liureecollumate da gli Europei per grandezza , lon fono in vfo apprelfo i Neri ; poiché non formano concetto intorno Corteggio dia elfentialità delle pompe, nè fanno didinguere, come conlìllano nel- la ricchezza , e varietà di elle . I Giaghi Signori di Prouincie, & i Con¬ dottieri di Eferciti caminano accompagnati da numerofa comitiua di Sudditi , e di perfone di honore, e principalmente da vna Mandra di centocinquanta , e di ducento Concubine , col feguito di Suonatori , e Ballerini , che atteggiano , e cantano le gella più memorabili del Pa¬ drone , e de’ fuoi antenati : ma tutta quella turba non hà fegno ( come dilli) che la dillingua , comparendo ogn’ vno qual più gli piace, e con quello che può. Gli Schiaui fidamente , per neceflìtà , fono marcati, affinché, fuggendo, fiano riconofciuti , e rellituiti à propri; Padroni . La maggior parte di elfi hà forate le narici à guifa di Bufali, & anco le orec¬ chie , tenendoui incaftrati con ì^ollruofa deformità pezzi di legno , cor- Z, netti, Sebi liti, lo • ro portarne» lo. 178 LIBRO PRIMO. netti, offa di Fiere , e piume di Vccelli; e su la fronte, per non so quale ' fciocca bizzarria, piantano vn paio di corna fottili , come hanno le Ga* zelle , e taluolta ancora delle più lunghe , Quello è il comune porta-? c I * n < • • 351 Ma quelli de’Giaghi, per diftinguerfi dalle altre Nazioni, cauanfi due denti di quelli di /opra dalla parte anteriore . Del quale barbaro coftume , per efler cofacuriofa,vuò raccontar l’origine , come l’ inteli da gente del Paefe, e come la icrilTe Garzia Laflode V ega lib. 5>-c. 3. T upaco-incay-timpanqui Americano, e Rè del Perù,vfcito in Cam¬ pagna con poderofoEfercito, affine di fottomettere alcuni de* fuoi prin- JLTakuni Vaffalli , che fe gli erano ribellati , venne à giornata con effi, e introduco ne riportò la peggio , rimanendo in quel conflitto con la perdita delta 'Imi 1 ma§gi°r Parte de* Soldati 5 morto il Capitano Generale , & il Capo des fuoi Sacerdoti, che da nemici empiamente fu fcannato, il giufto Tenti- mento di vendicarli aggiunfe ftimoli , e coraggio al perditore , che ri- liorate , & accrelciute le Truppe , numerofe più di prima , ne diede la condotta al Prencipe fuo tìgliuolo,il quale con più felice auuenimento, hauendo attaccati gP inimici, foggiogolli : ottenuta quella vittoria, parue al Rè di douere con vn memorabile elèmpio di leuera giuftizia > rintuzzare Porgoglio dique’ ceruelli inquieti , e punire Angolarmente i Popoli di Francauillica , e di Caracca , imputati rei della morte data al fudetto Sacerdote de glTdoli , laonde conferitone co’Miniflri il dilfe- LIBRO PRIMO. 179 gno,ecommelfane loro la elocuzione, quelli rigorofamente V effettua¬ rono , mettendo à filo dì Spada tutte le tede de' principali ; & à gli ai¬ ticeli’ erano giudicati meno colpeuoli, condonata la pena capitale, fradicaronoi due denti mezzani dalla parte fuperiore: la Plebe adun¬ que, quali affettalfe di vederli marcata in quella forma, che compariua- no i Nobili , imperoche quelli ne giuano baldanzofi per P attentato ,. e per l’ardimento , più rollo che mortificati per lo frnacco, elelfe anch* ella di cauarfi volontariamente i denti , e portare lo ftelfo contrafegno > non à titolo di caftigo , ma di honore . In quella guifa introdotto il co¬ llume per vna pazza eftimazione , colà nel Perù vi fi mantenne femprc in tanto vigore , che molti , oltre i due denti fuperiori , cauauanfi anco¬ ra gli altri due corrifpondenti della parte di fiotto : indi à qualche tem¬ po, con occafione di mercantarli le condotte di Schiaui per le Miniere de’ Casigliani in America, gl’ irteli! Neri, de* quali molti doppo il tempo prefilfio , ritornano in Affrica , lo trasportarono à proprij Pae fa¬ lli, che facilmente l’abbracciarono ; conciofiache elfendo per natura dediti alla fierezza , fi pregiano ancora diportarne per mero vanto le Diuifie . 352 I Signori che profelfano (almeno quanto alPeflrinfeco) la Religione Cattolica,hanno numeralo corteggio, non già di Donne, co¬ me i fiudetti (quantunque taluno di efii ancora mantenga parecchie Concubine chiamate Mocame) mà fidamente dihuomini ; e gli Schia¬ ui loro dillinguonfi con le proprie marche; e di più hanno differente acconciatura di Capelli , nel che fpendono fatica , e tempo, elfendoui femmine apportate per quello effetto . 353 Quelli delle Prouincie di Lubolo , e de* contorni fi conoficono al fuono di certe Campanelle , che portano appefe alla cintura : tenen¬ doli per tradizione, che quando gli Europei entrarono in quelli Regni, tra le altre cofiarelle, della cui nouità fecero grande llima gli habita- tori, vna folferoi Campanelli; e che per allora leperfionedi autorità fi rifierbalfero , come priuilegio , diportarli elfi foli, sìper grandezza , sì ancora perche da quel fuono venilfe à faperfi, che erano pre tenti. Quelli del Congo, di Batta, e di Sogno, portano per Diuifia il Bo- nitto, che (come dilfi) dà il Rè nell’atto di conferire loro qualche Vffizio, ò Gouerno. Quelli d’Imbuilla, e di Dembi fi ornano la fron¬ te con vna ciocca di Setole di Elefanti, le quali apprelfo i Neri fo¬ no in tanto pregio, che rare volte, e per fiommo fauore lene conce¬ de l’vlò alle Concubine piùfauorite, Mà dietro le riue del Coari, e di Coango la comune Diuifia di quelli habitatori conlìrte in accon¬ ciarli la dentatura, fiottilmente limando ciaficun dente, nelcheauez- zanli da Fanciulli , ouero per vna capricciofia imitazione de * fòpra- Z z detti* Capigliela^ va de ’ Schia . ui . I iSò LIBRO PRIMO, detti , leuànfl affatto i due di mèzzo ? tanto nella parte di iòpra , quan¬ to in quella di fotto, 3 54 Ne5 Regni di Màtàmba , e di Dóngo non (oggetti à Portoghe¬ si , Ie Perfone di conto coftumano diftihguerfi dalla gente plebea , e di condizione inferiore, mediante alcuni tagli, è ferite nelle braccia, nelle gambe, e nelle cofcie : ma piultrano fi è, che gli Amanti reputan- fi a tenerezza di affetto , fcambieuolmente farle , e riceuerle gli vni da gli altri j quindi comparendo in publico mollruofamente laceri, &in- fanguinati,decantano le fciocche furie de* loro crudeliilimi amori,van- tando fermezza in amare , e grande fortuna in efferne degnamente cor- nfpofti . D Fine del Lilro Prima . LIBRO i8i LIBRO SECONDO. ARGOMENTO. Difjufamente fi tratta de Giagbihabitatori del Regno di Matamba% e difperfi nelle Prouincie conti - gue . eguale fia, e quanto debole il Gouerno del Rè in quella parte di Etiopia : in che modo vengano eletti ; come prenda no il poffeffo : e con quali maniere di gronderà fi trattino . V origine del Re¬ gno di Congo che altre volte fu vn corpo folo : le fuccejfiue diuifioni di effo : la ferie de fuoi Rè . Vi s intreccia alcuna cofa della Regina Ztngba molto famofa nel rimanente di quella Iftoria : e fi con - chiude con la introduzione della noflra Santa Fede , AL racconto degli flraniflinn co/lumi , e delle praue inclinazioni di que/li Regni , intorno alle quali cofe gran parte del Libro antecedente habbiamo con¬ tornata, non è douere,che rimangano difgiunte le peflìme qualità de Giaghi, ò Giaki 5 Nazione, ò Setta, che d’altronde venuta, quìs’ intrufe con la violenza delle incontrailabili fcorrerie, evi /labi¬ li Eeggi cotanto empie , & inhumane , che il folo riferirle inhorridifce 3 e farebbono credute hiperboli, fe altri prima di me nonne haueffe, quantunque fcarfamente,premandate le notizie. 1 I Conghefì poco dopo di eflere flati dalla Diuina grazia illumi- lati, mediante la predicazione del Santo Vangelo ( che fecondo il Pi- F, eie. Catt0 garetta, potette accadere circa l’anno 149 1. ) empiamente demando dottainca dal dritto fenderò della ragione , & abufando de cele/li fauori , torna- Sp¬ rono di bel nuouo fotto P infida fcorta del fenfo , à rifcaldare il camino dell’ antica cecità : laonde Iddio , che i rubelli abborrifce , non /offe¬ rendo tanta ingratitudine, condiuerfì flagelli proportionatamente pu¬ lì la loro fellonia : mà fenza dubbio, maggiore de gli altri fu il permet¬ tere, che tutto all’ improuifo rimaneflero preda, e vittima del furore de 3 iaghì fpietatiflimi ladroni, e diuoratori di Carne humana ( imperoche dia e palpabile verità , che qualunque volta la Diuina Giuflizia con V onni- i8* LIBRO SECONDO. onnipotente ilio braccio fcagliò fulmini di vendetta , quelli furono mai; Tempre porteatolì, e lafciarono imprefle piaghe molto profonde : Cosilo fperimentarono P Afa , e la Grecia cotanto famofe rie principij del Chrillianefimo , dtalprefente viliffimi mancipij de gli Arabi , e del fie¬ ro Trace; così lo fperimentarono con intollerabile fpafimo, perpetuato¬ li pofcia per molti Secoli , la bella Italia , le bellicole Gallie , i fortini- mi Iberi , ed in fomma quafi tutta T Europa , allorache nei profondo le¬ targo de vizij fopita, & in vn mare di ludo, e di delizie ftranamente i in¬ ni er fa , là inuafero, vicini dalle freddifiime tane deH’horrido Settentrio¬ ne 3 iGothi,gli Hunni, &i Vandali, de quali quelli virimi inoltratili à deuaftare vn grande tratto dell’ Africa , la fecero con prolifici tormento (caftigo adeguato alia di lei proteruia)gemere fotto la loro tirannide, fin cheall’efiremocon peggiore codi? ione incuneato il collo all'Impero, & alle impure leggi di Maometto , fcorgendo oggigiorno dileguata ogni Ijberanza di riacquiftare mai più la fo (pirata libertà , hà perduto anche Giagk ù con efi'a fi fenfo,per lagnarli, & il fenno,per rifcuoterfi) Hor qui appunto Giaki / della Nazione de Giaghi fìimai opportuno , diftintamente narrare i co- fiumi , & i riti , prima che difcendere ad altre cofej quantunque, per ef. Dutopmio. fere eglino occupatori delle Prouincie di Matamba, potefie parere à ‘orbine qualcheduno , che hauelfi hauuto ad inferirli nella pallata defcrizione di elfo Regno . Mà perche d3 ogni gran fatto è neceffario richiamarfi à più remoti principij , riferirò primieramente due opinioni circa la loro origine . 2 L’ vna è, che deriuino da non sò quale Prouincia loggetta all* Im¬ pero di Monemugi, confinante à quella marauigliofa Fonte, da cui dira¬ mano i due gran Fiumi Nilo, e Z-aire (come defedili altroue) e fondali P argomento , ò la congettura dal loro antico nome , che fù Giakafi, & anco Engangiaghi . La feconda opinione fuppone , che coftoro foffero mafnade numerofiifime d’ indomabili ladroni, habitatoridi quell’ altif- fima fchiena di monti, fituati nella medefima Colla dell* Africa verfo 1; Oceano Atlantico di qua dall’ Equatore dieci gradi in circa, chiama¬ ti volgarmente la Sierra Liona. Quella opinione (fenza riprouare la prima, la quale concorda nel particolare delle feorrerie, che quelli Bar¬ bari fecero nell* vna, e nelP altra Etiopia ) fi tiene per affai più verifimi- le ; conciofiache altre volte que* Popoli furono detti Aiaccki, & in pro- grelfo di tempo,corrotto (come fuole auuenire) il primo vocabolo, chia- maronfi pofcia Nfidi, ò Ngindi , ò Chimbangali , che nell idioma loro fuona P iilefio . Gente dalla cui bocca efee del continuo pari alla dop¬ piezza del cuore, sfrontata la bugia : Gente pronta di mano à ladronec¬ ci, difpofiilfima ad intraprendere ogni più enorme fceleratezza ; difira- gi, e difangue firanamente ingorda; auida diuoratrice dicadaueri, e di carne uincie, e fenza contratto penetrarono fino nelle vifeere de' Regni del Giaghiidtm Congo 5 con tanta crudeltà , che il Paefe tutto ne rimafe intieramente Ua/iano u disfatto. Raccontali per cofa molto vera, che le Fiere ìiieiie e gli Congo. Ammali più fchifi non ifcampalfero da quell1 vniuerfale eccidio ; impe« roche, confumate da que* Ladroni tutte le vittouaglie, e quanti irut~ ti, LIBRO SECONDO. 185 :arne humana ; feroce contro le fiere , fiera contro i nemici , mà fieriffi- iia contro i propri;' figliuoli 5 in fomma animati da fpiriti cotanto mal- jagi , che à farne vn conueneuole paragone , non vomitò giammai 1* In¬ ferno Furierò Tiranni, che gli adeguino, 3 Propagatore di quelli Mollri fu vn tale ZIMBO , à cui fuccedet- zmbo,jCw . :c vna femmina altrettanto formidabile in guerra , e de’ Tuoi riti molto dottmt de* telante , fotto la quale con nuoui Statuti crebbe V innata barbarie : E Giagbt ’ da quelli due,come da loro pedale, ftimanfi deriuate Ca{fange,Calàda, altri Principi Giaghi . Zimbo adunque , ambiziofo di gloria fuma¬ la , fecefi capo , e guida di molti Muzinbi , che erano Tuoi Valfalli , e >rima di lafciare il patrio couile,manifellata loro la conceputa imprefa, :onfortolli à feguirlo con 1* armi alla mano , aggiungendo alle promette lei premio, la Scurezza delle vittorie , e che fenza molta difficoltà fu- >erarebbono qualunque incontro. Fù applaudito il difegno, concio- iache il defiderio ,e la libertà di occupare quello di altri, efficacemen- esàperfuadere eziandio la Plebe più codarda 5 laonde in grotte Squa- Ire vniti, precedendo egli, come Capitano, con vna tale per nome fem-bamdumba, òTemba-n-dumba fiia fauorita,fcorfero varie Pro- E pacano nell 9 altari Etiopia, , Ittìpveje di 'Limbo a Vince i Por toghe fi , tne fa fra- gt* 184 LIBRO SECONDO. ti , erbe, e radici produce la terra, oltre Phauer diuorate eziandio le carni immane , cibaronfi di ogni più. fetida carogna ; e con la caccia , e col fuoco difertando le Scine , lì prouiddero per alcun tempo di ferine viuande , incitati dalla fame , e molto più dal violente delio di defo- lare affatto quelle infelicifllm.e contrade. Così adunque manomeffo quali tutto il Regno , & accrefciute le Squadre di nuoua gente ( mentre la neceflìtà di fottrarli alla morte , codringeua i vinti a viuere con elfi loro) in capo à pochi Meli facendo le ralfegne , li conobbero valeuolià maggiori imprefejperloche d’ indLpartendo , e di fangue , e di dragi innondando le contigue Prouincie , penetrarono molto addentro nell* Etiopia, che riguarda 1* altra parte dell’ Africa. E’ fama, che dietro alla corrente di Zambife , e del Zaire , in vicinanza di quelle iorgenti , fi collegaderoco* Mumbi , Nazione di efercizio pa fiora le , e di talenti molto bediali, e che vnitamente entrati nel Regno di Monemugi, d’ in¬ di pure col ferro , e col fuoco fi aprifì'ero la drada fino à gli opponi fian¬ chi della medefima Africa verfo Oriente, aoue per appunto i Porto- ghefihaueuano edificata la famofa Fortezza di Tete, quaranta leghe dinante dal Mare. Era all’ora Capitano de’ fudetti Mumbi fotto la ge¬ nerale condotta del fopranominato Zimbo , vn certo Quizzura , il qua¬ le milantaua più vittorie, che imprefe;e per fegnalata odentazione di fierezza, doppofpolpati i Cadaueri, e diuorate le carni de’ nemici fciegliendoitefchi , e Pollame, haueuane ladricata vna Piazza, &in- crodati i muri della propria habitazione, e del fuo Tambo: codui final¬ mente in vna battaglia , che diede a Portoghefi , riportandone la peg¬ gio , pafsò da viui à goderli il refìduo di vna penoliflìma eternità fra de¬ fonti ; laonde Zimbo , per vendicare la drage de* confederati , azzuffa¬ toli di nuoiio , fconfilfe i nodri , rimanendoui vccifo P ideffo Capitano Generale : della quale auuentura (peroche non già à prodezza del bar¬ baro deuefi afcriuere il fuccelfo) tutto baldanzolo , e d’ ira accefo , fe¬ ce mettere in pezzi quanti Portoghefi potette hauer nelle mani, e del¬ le loro tede rizzarne trofei in afta; tra quelli, che gloriofamente cad¬ dero, annouerafi vn Religiofo dell/ Ordine di S. Domenico, il quale in grado di efempl ari (lìmo Capelianogli haueua feruiti , & dottati ad incontrare con Chridiana intrepidezza 1* opportunità di facrificarlì vit¬ time à Dio per mano de* barbari . La facrofanta fuppelletile del buon Sacerdote , feruì in derifo al vincitore , che, veditofene, comparue po- fcia tra fuoi col Santo Calice in mano . In quella guifa (permettendolo. Iddio per cadigo di tanti Popoli) fcorreuano da vno ad vn* altro Paefe i Muzimbi , fenza che affrontaffero conlìderabile reddenza , e peruenu- ti all’ Ifola Quiloa, habitata da certi Mori di rito Maomettano , Poc- cuparono per via di decreta intelligenza; ma della dia fellonia, colui che la LIBRO SECONDO. 185 a ordì 3 godette poco , fperimentando à fuo collo, che anco tràBar- >ari per ragione politica , può bensì il vincitore compiacerfi , e gode- -e del riufcito tradimento ; ma non giammai approuare , ò fidarfi di co¬ lli , che ingiuftamente, e contro le leggi di natura ruppe vna fiata i vin¬ coli della Fede: podi dunque à filo di Spada più di tré mila Ifolani, ma- ìomife gli altri, per condurli in ifchiauitù, edoppo,ch’ ebbediuifele poglie, e diftribuita la carne de gli ellinti all’ Efercito , inuocò nuoua ifiifienza da gl’ Idoli, e dal Demonio , compiendo gli horrendi facrifi- :ij , e l’ efecrande cerimonie con la morte di quel fellone , eh" era fiato origine primaria di tanti mali . Per sì fatte imprefe refofi in ogni par- re fpauenteuole il folo nome di Zimbo , fuggiuano le Populazionipiù aumerofe , e non penfando altro, che à fcampare la vita,abbandonaua- 10 difperatamente tutte le foftanze , e la Patria ; con la quale profpe- -ità, incalzato vie più dal talento ferino, penetrò all’ Ifoladi Momba- :e , i cui habitatori {palleggiati per Mare da Portoglieli , eranfi rifoluti 11 vender ben caro quel fangue, che infallibilmente fitpeuano di non potere a patto veruno rifeuotere dal vincitore inhumano : ma in quello neutre accade, che leNaui Europee, dalle quali dipenderla impedii e i progrefii à Muzimbi aggrelfori,e liberare gli aflediati, follerò da hor- enda tempefta difiìpate , di modo che Zimbo fauorito dalla fortuna , e cioltoda ogni impaccio , ageuolmente foggiogò P Ifola gii ridotta a nal partito per mancamento d’Armi, e di viueri ; quindi tutto baldan- rofo, e dal fuo furore acciecato, non auuertendo quali fuantaggi, e qua- i vicende polfano auuenire qualora gli nemici con animo più vigorofo iifperatamente fofientano gli vltimi fofpiri della vita , e P efiremo puli¬ rò della vittoria , diedefi à difiruggerla , lafcianJoui i foli veftigvdi vna barbara vendetta ; ed appunto quella mife in cuore al Rè di Melinde ,. ielle frontiere del cui dominio era colui Mutamente entrato, di oppor- "egli con altrettante forze, proteftando à propri; Valfalli,& à Mufieguij collegati, che prima di cedere, e darfi per vinto alla diferezione di quell’ empio mancatore di fede, haurebbe fparfo quanto fangue gli boi* liua nelle vene : innanimite adunque le Milizie, P dito di quella guerra piegò à fauore della giuftizia,& il Rè di Melinde protetto dai fuo corag¬ gio, che nel terribile fatto d’armi gli feruì di vsbergo, e di Spada, rimale vincitore: Zimbo feonfitto, e con poca gente, conofcendo, che il tratte¬ nerli era vn’ c/porre la propria, e P altrui vita ad euidente pericolo, cer¬ cò, mediante la fuga, di porli in faluo : ma conciofiache la lontananza rendeua prefioche imponibile il ritorno alla Patria, determino!!! di prendere lungo, e diuerfo camino, a fine di cercare appiedo quelli, che prima haueua con le offe fe prouocati, pace, ricouero, e quieta di¬ mora . Con quello penfamento,pofta in non cale qualunque altra, nn- Aa Prcfa’ Soggiogato dal Rè di Melinde » Ritorna •ve) fo l E- tiopia Occi¬ dentale o i8tf LIBRO SECONDO. prefa , inftradoffi per la Regione de Cafri , dietro le Corte di Mozambi- quefinoaì Capo di Buona Speranza ; indi riuolgendofi verfo la parte, che chiamiamo Etiopia Occidentale , fenza hauere giammai recata , ò riceuuta molertia veruna,giunfe al Fiume Cunette, le cui acque da Mon¬ ti delle Frouincie di Scella , e di Bembe alta, precipitofamente difcen- dendo, sboccano in Mare, diciafette gradi verfo il Polo Auftrale. Sa querte iponde raccolti gli auanzi delle fue Milizie conftrufie di pouere Capanne il fuo Chilombo, e dopo qualche tempo, quafi l' inquietaffe Ja rtefla quiete, diuidendo a gli Vffizialile Squadre, fpedille in varie parti 5 accioche arrollata nuoua gente fotto le fue Infegne , potefle con più poderofo efercito rimetterli delle pallate {confitte . .. 4 Vno di quelli Capitani per nome Dongij penetrò nella Ganghel- ftuano d!L* Ja maggiote, Prouincia di Matamba, con vna fu a Fauorita chiamata Dongij Ca- Muflaffa , che lepartorì vna Bambina, à cui perrifpetto di Tem-ban- pttano Zimbo • di M'ìoì Zimbo » dumba femmina ( come dilli) del Generale Zimbo , impofe P ifteflo no¬ me . Qui adunque doue coftui collocò la fua rtanza, il Paefe d’ indi in poi confeguì , e mantiene tuttora il nome di Dongij; fi come da due al¬ tri Capitani prefero il loro le due contigue Prouincie di Dumba x e di Candogna . 5 Ma mentre per tentare nuoue imprefe,applicauano i Capitani al- F amalfo di nuoue Milizie , la morte con vn folo colpo troncò gli orgo- gliolx penfieri à Zimbo , & all* amata Tembandumba 3 laonde fenza ca¬ po rimarti, e non volendo 1* vno dall’ altro dipendere,ciafcuno di elfi fe- cefi afibluto condottiero delle proprie Squadre , e Signore de Porti dal proprio valore occupati . Tali furono i principi] , & 1 progredì de Mu- zimbi , che da qui auanti col nome più vulgato di Giaghi, o di Gaghas, come dicono i Portoghefi , chiameremo . 6 Doppo la morte di Zimbo non è mio fcopo leguire la traccia de # ^Ttmban- &0* Capitani, per defcriuere le loro varie auuenture , auuegnache alla dumba Ca- loftanza de miei racconti appartengono fidamente quelle della feconda pliant dtiiy Tembandumba, che appunto in quello Regno di Matamba, e nelle f * contigue Prouincie rirtabili,& accrebbe i Decreti dell’ efecrabile Set- La Madre ta * Morto il fopradetto Dongij Padre di cortei, Muflalfa di lui Moglie, u cede n co- herede non meno del valore, che del feroce iftinto, profeguì vnitamen- te con la figliuola le cominciate imprefe , raramente efercitando il ta¬ lento della guerra, e della crudeltà . V firmano amendue armate alla te- fta delle loro Squadre , affrontando gP inimici, incontrando i perigli, fuperando i contrarti , impauide à qualfiuoglia cimento ; quindi la belli- cofa difpofizione della giouinetta perfuafe la Madre à confidarle il do¬ minio , e la condotta di tutto P Efercito; ma con fuo mal prò ; attefoche colei , infoiente per 1 ’ autorità , e sfrenata per gli ardori , che auuampa- 110 in mando • LIBRO SECO N D O* 187 no in quella età , datali in preda à gli appetiti del fenfo , diè volta alla Eììarne ragione , e fazia de’ Drudi , molti ne fece morire , & alla Madre negan» abufa . do ilnfpetto , 1’ amore , e V vbbidienza , arditamente moftròla fronte di nemica . T emuta per tanto , applaudita , e rifpettata da fuoi, come La temono Donna di bagolare coraggio , aggiunfe in poco tempo al grido le for- lt Mtliue • ze;egià tiranneggiando ancora il genio di coloro, che la feguiuano,fta- bili di rjnouare le antiche leggi del Genitore , e de gli Aui , con ridurle fotto alcune determinazioni prefìgendofi, che nell'olferuanza di quel¬ le il fuo nome gloriofo, e temuto fi renderebbe; ma perche l’ afprezza di alcune co fc diametralmente oppofte à dettami della natura hauereb- bono incontrate ragioneuoli contraili, volle ella ftefla coll’ efficacia del fuo viuo efempio rendere inefcufabile la ritrofia ? e la difubbidienza D(tfs ru9 degli altri. Congregata adunque vna grande moltitudine di Sudditi, «( statuti. prima di promulgare gl’ empij decreti, le venne in penfierodi far pom- Edè j pa de’ fuoi fentimenti con vn fatto, che certamente meritarebbe di ef- ma ad «[<- fere defcritto con la punta di vn’ acuto pugnale su l’ adamantina felce • del fuq cuore. Non faprei imaginarmi quale fpirito di Megera, to¬ gliendo à coftei ogni fenfo di genitrice, le iftillaffe vna crudeltà ripu¬ gnante alle leggi di Natura , di Dio, e de gli Huomini , E quale Moftro fra viuenti non fperimenta fenfibili affetti verfo i parti delle proprie vi- fcere ? Contuttociò quella naturale pietà a che per elfi hanno ancora le Tigri , coftei negò all’ vnico fuo figliuolo ; imperoche ( per dare à diue- dere à Sudditi , che, mentre ella ftefta non la perdonaua à quell’inno¬ cente , richiedeua pofcia in effi loro prontezza , de animo ne’ crudeli fa- crificij) alla prefenza di tutto il Popolo, conuocatoper quefto ^effetto, intrepidamente facrificollo al fuo furore . Camparne il pargoletto, de- ^ ^ Rinato primizia di tante vittime di altri bambini, dauanti alla Ma- proprio fi¬ óre, la quale, in vece di accarezzarlo , perduto il cuore, mà non giiuoie, il coraggio, piu nemica, che genitrice, in atto di ftringerlo al feno, violentemente gittollo dentro vna grande Pila; equini adoperando quanta rohuftezza poteua fomminiftrarle il beftiale iftinto, diedefi ad infrangerlo, rifentendofi prima il marmo alle percoffe, che il petto del¬ la rea femmina à lìngulti , & alle grida . Spremute col fangue la carne , e le midolla , crebbe la crudeltà, ma non V horrore; mentre, imaginan- doli, che 1* vnguento eftratto potrebbe renderla 5 non so fe immortale , perfli^ofo • o inuincibile , ò pure impenetrabile à colpi dell* armi, con pazza fuper- ftizione, aggiungendoui radiche, polueri , & erbe, pollo il tutto al fuo¬ co, ed attizzandolo ella fteifa, fece immantinente bollire quell’ efe- Cranda miftura , di cui, ridottala à perfetta confidenza , doppo di effer- fi ben bene vntata, ripofe il rimanente in alcuni vafi; e di prefente pen- fano molti effere quello , ò il refiduo di elfo , che portano lempre i Già- A a 2 ghi i8S LIBRO SECONDO. obi in guerra , e lo chiamano Magija Samba , cioè oglio di venerazione, oglio preziofo : ma conciofiache per tanti Eferciti non baftarebbe , per¬ ciò nel bel principio di qualunque imprefa lo rinuouano con fabbricar¬ ne altro Umile, empiamente trucidando à quello effetto i Bambini di queJ Perfonaggi,che fra di loro fi bimano più riguardeuoli > e che hanno maggiore autorità . 7 Al fecondo atto di quella Tragedia , la quale era llabilito , che durafie fin a tanto, che duralfero i Giaghi, precedette lo llrepito di bel¬ lici frumenti, per conuocare in vna campagna numero!! più che mai gli fpettatori : Colà Temba-n-dumba di nuouo con 1 oglio nefando, e con diuerfe poiueri lordatoli tutto il corpo y più deforme, e terribile com- parue , armata la mano di vn Mufcucho , & il petto di vna indomabile ferità, con determinazione, che tutti doueffero imitarla: à replicati fe- gni , rimbombando tutta d’ ogn’ intorno horribilmente la valle , accor- fero i Vaffalli , e trouarono quella furia d’ Inferno già vomitare le fiam¬ me del fuo furore : la prima commifiione, efeguita con ogni foliecitudi- ne (poiché ellaftelfa vi fi adoperare) fu P intiero defolamento di tutto il Paefe, atterrando habitazioni, e mettendo fuoco alle Selue. Con¬ fumata quella fceleraggine , che inorridì gPiftelfi fuoifeguaci , dichiarò loro , che in auuenire procurarebbe à tutto potere di farli conofcere per femmina d’ infuperabile valore , qualora elfi vbbidendola, come Signo¬ ra , Phauelfero col medefimo coraggio feguitata nelle premeditate im- Parhafttoi prefe . Il famofo nome di Zimbo ( dimena ella ) hà da riforgére più che Efes in Campot« dà fuoco a tut¬ to il Paefe . mai LIBRO SECONDO. 1S9 mai tremendo à quante Nazioni vorranno opporli à noftri progredì ; pe- roche , douunque , ò la fortuna ci condurrà > ò il delio di gloria porterà le noflre armi , vuò che ne tremi d’ intorno la Terra , e che lo fpauento , precorrendo i noftri palli , apra per tutto le ftrade à dilatare il Dominio de" Muzimbi : poco importa, che nudi fiano il petto,& i corpi noftri; im- peroche fe con rifoluta coftanza di mai non cedere,faranno armati i no- Itri cuori 3 non diffido Aggiogare P hofte inimica ; & affinché già formi¬ dabili conféguiamo più lpeditamente,ouunque porremo il piede, le vit¬ torie , e con pità Scurezza li difendano le conquide* farà per noi inuiola- bile decreto 1* vfare fomma crudeltà verlo i vinti ; accioche non li vanti di ottenere da noi alcuna mercè, chi ci contrada le palme : cadano vit¬ time alla riuerita rimembranza de' nodri Antenati, quanti de’ nemici potremo hauer nelle mani : iiano cibo nodro , e nodra beuanda le loro carni , il loro fangue ; e col ferro, e con le fiamme facrifichiamo al nodro foaue genio della vendetta le Prouincie , i Regni ; farò vodra Duce , & il folopenfamento di guadagnarmi col vodro aiuto la fama , e lepre- rogatiue di temuta Signora, fomminidrerà vigore alla debolezza del mio fedo ; io fola con infaticabile lena vi precorrerò in qualunque im- prefa ; mà affinché ogn’ vno vi creda perfuafi , e nfoluti di feguirmi , fe intrepidamente fuenai T vnico parto delle vifcere mie, non fiate hor- mai neghitoli voi nell* imitarmi; nè vi ritardi l'affetto de’ figliuoli, men¬ tre col fangue loro diuerrete à me più cari , à nemici più tremendi , e à voi deffi più forti . Poco tempo fi frapofe all’ empia elfecuzione , e già ogni Padre fenza rifentimento di tenerezza , diuenuto carnefice, met- teua in pezzi i proprij pargoletti, empiendofi di quel tiepido fangue le fauci, e della tenera carne P ingordo ventre. Tanto può nella men¬ te de fieri Giaghi la fola imaginazione di renderli famofi, e formidabili. 8 Afficuratafi di quella pronta inclinazione de’ Sudditi in obbe¬ dirla , difpofe Temba-n-dumba di riordinare le antiche, & abomine- uoli olferuanze , formando nuoui decreti fuggenti da que’ due pazzi fu¬ rori, de’ quali non hà V Inferno altri più pemiciofi , i’ impudente liber¬ tà del fenlò, e la ferina fete di fangue humano . Le Leggi, che la natu¬ ra dolcemente inferi nel cuore di cialcuno de’viuenti per la loro vni- uerfale manutenenza , rimafero abbolite in quello di coftei dallo fcal- pello della fierezza , che in fua vece v’imprelfe ordinationi dirette à diftruggerla : tanto nemica di ella, che à chiunque leggerà le infraferit- te Quixille , prenderà dubbio ragioneuole , fe fumo vere ; ò pure, fe ve¬ ramente tali , come pollano elfere vfeite da vn cuore di Donna , da vn cuore humano . 9 Quixille chiamanfi i decretiriformati da coftei, e fi diftinguono in domciiiche , facerdotali , e fupreme . Le prime altrettanto ridicole , s quan- EtcJJìy>cci~ dono i pro¬ prij Bambi¬ ni . Empietà di Statuti, Superbì* %iofe . Ekfiidi» Leggeteti tro %. Bam¬ bini, % i$>o LIBRO SECONDO. quanto fuperdiziofe confiftono nelfiofferuanza di alcune tradizioni trai- mefie dagli Ani ^ à Nepoti, e da Genitori à Figliuoli , come per cagion di efempio , che non mangino carne di Porco 5 di Eleiante , di Serpenti, e limili; quantunque l’adenerfene coiti vna intollerabile violenza al na¬ turale appetito, che vi hanno : che nell’ intraprendere i viaggi , ò nell’ incaminarfi alla guerra, nel mangiare, nel dormire, e nell5 incomin¬ ciare qualche azione offeruino alcune cerimonie, tutte da nulla, e da pazzi, ma tuttauolta da effì puntualmente guardate. Le Sacerdotali appoggiagli à certe altre preferizioni , che di giorno in giorno inuenta^ noilorofalfi Sacerdoti, fcaltri , e diligenti in ritrouarle confaceuoli all opportunità, &alI’inclinazÌQne di que* miferi ( affine di meglio in-r gannarli ) principalmente nelle prillate facende , nelle liti » nelle infer¬ mità , ne’ pericoli della vita , in fomiglianti occorrenze , come altro¬ ve per intiera notizia della llolidezza de gli Etiopi , accader ripetere : Lefupreme pofeia precifamegte furano dettate da Temba-n-dumba, & i feggaci della perfidiffima Setta con intiera e fittezza le adempiono , e riuerifcono . Più volte rimafi fuora di me confideran.do , che in vece di gemere fotte sì duro giogo , efultano quelli mefehini nell’ atto prò-, prio di porre in efecuzione Statuti cotanto ripugnanti all5 human ita , e quali habbiano prefente retribuzione di yn’ ecceflmo merito, nulla fti- mano imbrattarli nel proprio fangue , nulla perdere la propria vita , per honorare gl5 infami facrificij , Quefte Quixille hanno altre fubdiuifioni fuperffue al mio racconto, fi come le principali di effe confidenti in troppo. Tozze lordure non deuo riferire , perche della loro fouerchia impurità potrebbe rimanerne mac¬ chiato , non che il foglio, anche l’ifteffb inchiodila, io La prima prohibifee non tanto l’ alleuare ifigliuolimafchiden-- tro il Chilomho> cioè ne’ recinti de5 luoghi habitat, quanto l’occul¬ tarli con quello fine altroue, imponendo fotto graui pene à ciafeuna femmina , doppo di hauerli partoriti , lo fuenarli immediatamente col ferro , affogarli nell’ acque , ò lanciarli in abbandono efpofti alla voraci^ tà delle Fiere j dichiarando disheredati ,& infami quelli , che in qua¬ lunque modo fi trouaffero dalle proprie Madri preferuati, enudriti.. Quella inaudita crudeltà (conforme gl computo de gl’ ideffì Giaghi, da quali più volte l’ hq intefa ), fù offemata con tanto rigore lo Ipazio di circa cento anpi , efie interrogate da me alcune Donne conuertite alla Santa Fede? vna trà l’ altre alfieri di hauer dati à d.iuorare cigque Tuoi Bambini alle Belue : yn1 altra mi confermò lo dello di fette , & vn’ al¬ tra di noue ; confeffandomi che in quello dato , priue della cognizione, di Dio , non haueuano fperimentata la refidenza , e fi horrore , che ai- fi pra nel raccontarmelo , viuamente fentiuano » 1 1 Ben LIBRO SECONDO. ipi 1 1 Ben è vero, che da trent’anni in qua nel Regno di Angolane ne' contorni, alcune Madri hanno moderata quella loro empietà, e perciò li trouano molti figliuoli preferuatì , che i Genitori alleuano conforme le altre Nazioni : del quale (ingoiare benefizio Tene hà la mercede alla fomma prudenza , e deprezza del Caualiere D. Saluatore Correa di Sà , e Benauida,Capitano Generale per la Maeltà di Portogallo nel Regno di Angola 5 imperochedel 1048. ricuperando la Piazza di Loandadal potere de gli Olandefi , che per lo fpazio di fette anni V haueuano occu¬ pata j fpedi Ambafciatori alla Regina Zinga, &alliGiaghi Calfange , Calunga, Caiombe, adoggettod’ introdurre buona corrifpondenza , efficacemente efortandoli à mitigare quella legge circa i Bambini , per la quale erano abbominati da tutte le Nazioni del Mondotaccompagnò pofcia il faggio Minillro quell' ambafciata con molti doni di Europa, alfine di guadagnarli , efibendo loro valide alfillenze ne’ bifogni , quan¬ do non vi correife pregiudizio alla profelfione di Cattolico, e alla ripu¬ tazione propria , ò del Rè fuo Signore . La Regina, in quel tempo ef- fiendo Apollata dalla nollra Santa Fede , e molto contraria à progredì de' Portoghesi , con difpettofo aggradimento riceuette i doni , de* quali era auida affai piu che della loro protezione , e con difpregieuole fallo, licenziati gli Ambafciatori , opinata rimafe nella belliale ofieruanza de’fuoiriti. All* oppollo il Giaga Calfange, aggradendo la munifi¬ cenza, eie gratiofe efibizioni del Correa , ne comprouò la ftima col dono di non sò quanti Schiaui, alficurandolo, che in riguardo de’ fuoi configli , haurebbe in auuenire dilfimulate le trafgrelfioni di quella leg¬ ge : perloche dallora in poi pollergatafi da molti, s’ introdufle 1' allena¬ re i figliuoli, & oggi giorno molte famiglie totalmente difcordano dal¬ la commune olferuanza de gli altri Giaghi . 1 2 Ma, per ripigliare l’interrotto filo dell’accennato decreto; pro¬ lùde collei , che non fi ellinguelfe ( come ben lo meritaua ) la fua dete- ftabile Setta , limitando il rigore , con permettere , che frà giouinetti prefi in guerra , i più auuenenti, erobulli fi riferbalfero in ìlchiauitu ( mentre il refiduo era dellinato al macello) fin tanto che giunto il tem¬ po , e 1 occorrenza , potelfero le Donne hauerli per Mariti , ò per Dru¬ di ; net quale cafoefsigodelfero ogni priuilegio di legitimazione , con facoltà alle Mogli di adottaceli in heredi , e di emanciparli ; in fo Stan¬ za habilitauanlì à qualunque auanzamento tra gli altri della llirpe Giagha . 13 All* incontro poi, perche era malageuole frà le femmine della fua Nazione il porre alcuna meta à libidinoll appetiti , & impedire alle pregnanti lo fgrauarfi de’ loro parti, volle fotto pena di morte, che quelte vfciifero fuora del Chilombo , e che partorendo Mafchi, li vcci- delfe- Mitìga (a alquanto. Propaga • ^ ione di qutfti Già gbi. Gialli-* partorifcom fuora dall * babitato « Pfòmfione per V offer- uan^a dslk l*&gì • Rito intor¬ no' a Bambi. ni ì che fan* no t denti* ìpZ LIBRO SECONDO. dettero : ma quando pure alcuno di etti , meno difauuenturato de gli al¬ tri 5 redatte in vita , doueuafi con luperftiziola ofleruazione attendere , che gli Ipuntaftero i denti , e fé à calo nafceuangli prima dalla parte di fopra, che da quella difotto , irremittibilmente fotte frenato 5 accioche ( diceua ella per non sò quale fantaftica opinione ) colui peruenuto à matura età non cagionafte 1* efterrninio della genvte Giagha: ingiungen¬ do però , che la fletta crudeltà fi praticatte verfo i Gemelli fenza riierbo veruno. In quefta gtiifa le infelici Parturienti difcacciate dal Chilombo, doppiamente penauano, cottrette dare la morte à que’ medettmi Bam¬ bini ài quali fino à quel punto haueuano nel proprio ventre ferbatala vita . Trouatane per tanto alcuna, che partorito bauette dentro i fudetti recinti , condannauali alla pena capitale , e non era chi potette liberat¬ itela ; indi ff Pargoletto, pollo nelle confuete pile, feruiua per formare il mento nato vnguento; & alla fine per fomigliante trafgreifione , ripa- tandofijfecondo il loro credere , polluto il Chilombo , doueuafi con di- uerle, e particolari cerimonie, e facnficj, confidenti in diabolica cru¬ deltà, ben cotto ribenedire . 14 Ma perche ogni picciola fcintilla di affetto ne’Genitorihaureb- be potuto vna volta facilmente dilatarli in vna gran vampa di vnra- gioneuoie furore contro la medefima Legislatrice , douendofi fup porre, che non tutte le Madri hauettero à riufcir micidiali , e che in progreflo di tempo vniuerfalmente verrebbe in abominazione quella continuata carnificina di tanti Bambini;perciò ad oggetto d’impedire, che non fic¬ ee deffe quello,diche ella fofpettaua, deputò con Statuto particolare al¬ cuni Miniftri, i quali inuigilattero fopra quefta facenda,e quando ne Ico- priftero qualcheduno riferbato in vita,coftrmgeffero i Genitori ad vcci- derlo;ò pur e,le quelli bramaffero rifcattarlo dalla morte, doudfero pre- fentarne vn’altroin fua vece àgli Vfficiali, accioche lo lacrificattero;e che pofeia quello, à cui era perdonata la vita non s* introduceffe giàmai nel Chilombo fino à che non hauefle fpuntati i denti , nel quale punto i Soldati,accoltolo fuora de’recinti,!’ vngettero in dedicazione à gl* Idoli protettori della Nazione, con P vnguento da etto, lei comporto; in man¬ canza del quale , vccidendo altri fanciulli de’ prefi in guerra , ò de' fi¬ gliuoli di perfone qualificate , fe ne preparafse altrettanto del nuouo da riempirne i vali , affine di viario indifpenfabilmente, come rimedio per corroborare i membri del corpo , per rinuigorire V animo , e per indilla- re nel cuore nuoui motiui all* innata ferocia . 15 La cerimonia del riceuere i fanciulli nel Chilombo praticali anche oggidì con molta folennità, & io che ne fui più volte oculato teftimonio, polso ermamente riferirla. Quando adunque ri Signore del Chilombo, che fuol’ elsere condottiero di qualche Armata , è dif- LIBRO SECONDO. 19? pollo di concedere quello priuilegio ad alcuno, cui fiano Ipuntati 1 den¬ ti della mandibola inferiore, intana il giorno per la funzione; prima del quale i Genitori ( affettandoli Tempre che ve ne lìa buon numero ) fup- plicano , e replicano le inllanze per ottenere la grazia; perfuafi che que’ Pargoletti lino à quel tempo fianocome abbominati dalla loro Legif- latrice, e che d'indi in poi ne rimarranno benedetti, e purificati. La giornata è felleuoliffima , concorrendoui gran gente tutta in armi, con quel meglio di arnelì, che può recarli attorno la loro mefchinità . Com¬ parirono sù la Piazza portate con qualche buon’ ordine , e competen¬ te decoro le Caffè , ò fiano Cofani , doue fi conferuano le offa di alcuni defonti principali della Prouincia, cuftodite (come dirò altroue)da Perfone qualificate entro le proprie habitazioni; vltime di tutte , e con più rifpetto le altre , cioè di coloro , che furono Signori del Chilombo , ò decloro congiunti, e collocanli ordinatamente fopra certi monacelli di terra in villa di ogn* vno , difponendouifi attorno le Guardie , & vna moltitudine di Mufici , di Suonatori , e di Ballerini , che fileggiano ad honoredique*tali,lecuiofsa Hanno colà rinchiufe, mentre V anime loro difperatamente penano ne' baratri dell’ Inferno. Se ne viene alla fine il Generale dell’ Efercito con la Moglie più fauorita detta per fo- pranome la Tem-banza, cioè Signora della Cafa , feruiti amendue dal¬ le dilsonanti armonie, e dalla comitiua de' Tuoi familiari: Vnti che hanno fe lleffi , & i loro bellici arnelì , afsettanfi , ella dalla parte fini- lira , egli dalla delira delli accennati Cofani , & ad vn tratto tutti i cir- collanti lludiofamente diuifi in più Squadre , fingendo vn fatto di armi, coraggiofamente fi azzuffano . Ciò terminato ( e vi frappongono tem¬ pre di quando in quando falti , e danze , fino à sfiatarne di franchezza ) eicono da certi cefpugli difpofti à quello effetto qua , e là , le Genitrici , le quali co’ Pargoletti già vi fi erano afcofe, e con mille vezzi, e leggia¬ dria mollrandofi appaffionate, vanno incontro à Drudi, accennando lo¬ ro il fito doue li tengono occultati: allora efiì anfiolamcnte correndo verfo colà incoccano le freccie, e difcoperta la preda leggiermente toc¬ cano con la punta di efse i Bambini , volendo inferire, che non fiano al- • trimente figliuoli alleuati da loro , ma prefi in guerra , e perciò di non hauere contrafatto al comune diuieto; indi con vn piè di Gallina (ne feppi mai capirne il lignificato) gli vngono di quell’ oglio coniueto nel petto , nelle fpalle, nel braccio deliro; & in quella forma riputati mon¬ di , pofsono efsere introdotti la feguente notte nel Chilombo dalle loro Madri, alle quali fono prefcritte altre più particolari, & ofseniihme cerimonie , con che paffano il rellante di quella fupeftiziofa folenmta « Il Signore del Chilombo ritrae confiderabile profitto da elle, eonciofia- cheaon vi fia femmina , la quale dìù che volontari non contribuita k quanto Giratili tn- faufìo augi*» rio • Carne hu • matta man¬ giano i Già « ghi pgr leg¬ ge * Concubine condotte in guerra » 194 LIBRO SECONDO. quanto poifiede per aggregare i propri] figliuoli al confortio de gli altri ;[ Giaghi 5 fortuna flimata da elle la maggiore del Mondo, e per fottrarfi ; con ciò dalle graui pene , che incorrerebbe , fe prima della denonzia fi ficoprilfela fu a tra gre ilio ne . 16 II parto de’ Gemelli tenuto per infallibile prefagio del totale ellerminio de’ Giaghi, non troua fcampo dalla morte. Coloro che à cafo nafcono fparuti, e molimeli, oltre Pelfere onninamente abborriti, hanno ancora efprefia proibizione, ed è perduta la loro fperàza di giam¬ mai entrare nel Chilombo . Lollelfo auuiene ad alcuni cotanto mef- chini , che le loro Madri non hanno facoltà , per ottenere che ne fiano difpenfati (come poco prima accennai) fi che (vniuerfalmente parlan¬ do) la legge vuole , che tutti i fudetti qualuolta fi ritrouino , fubito fila¬ no vccifi,e quella è la parte ineuirabile del loro dettino : nulladimeno alleperfone di condizione , purché vogliano fpendere, e farli honore in quelle prolilfe cerimonie di parecchi giorni, fi condona la vita de’ Bam¬ bini darifcattarfi con patto, che lìa loro intieramente troncata la parte moftruofa; co fa che non può quafi mai efeguirfi fenza pericolo di morte. Da gli vni , e da gli altri cauano i Singhilli, & i Minillri grande emolu¬ mento ; da primi diuorando le loro carni , da quelli fucchiando quel più che ponno . 17 II mangiare la carne humana fù permelfo à quella ingorda Set¬ ta, confortando la llelfa Legislatrice i fuoi feguaci à non prenderne fichi- fio , nè horrore : laonde il principale motiuo della guerra fu fiempre ap¬ pretta colloro , di tenere Schiaui i più robulli , e diuorare la carne de* più delicati. Proibi però totalmente quella delle femmine, riferban- do quelle in facrifizio à defonti , con vna fantallica imaginazione d’ in¬ aiarle all’ altro Mondo per loro fieruigio , quafi che i morti ne hauelfero bilògno , e poteflero valerfene . Quindi è cola di fiupore la prontezza con che incontrano la morte, eziandio le donzelle più auuenenti , e più riguardeuoli . Mà quello diuieto circa la carne delle femmine ftuzzi- cando maggiormente V appetito , ha inuogliato molti , fi che per vero dire, non èolfcruato da tutti, e tanto più, fe la loro autorità può rifpar- miarne il caftigo, ò pure fie la polfibiltà di comperarne V indulto da ve- • nali Minillri, rende più eficufiabile la tralgreffione; laonde parecchi ne ho conoficiuti llranamente ingordi; e trà gli altri il Giagha Calfange huomo facoltofo , e potente non iìfatiaua di empirfiene il ventre , fem- brandole affai più fiaporite , ed à tal effetto cotidianamente faceuane vccidere di molte . 18 In guerra concedette quello , chealtroue, per non infiacchire la militare robullezza, tanto rigorofamente fi proibisce, cioè il condurli da Capitani , e da gli Vtfiziali del Campo in loro compagnia le Concu¬ bine LIBRO SECONDO. !9y bine più riguardeuoli , e più fauorite; mantenendone eflì le Mandre afcendentitaluolta al numero di 200. e di 300. Quella tanto perni- ciofa licenza paflaua con titolo di legge , imperoche la difperata manie¬ ra di combattere fra Giaghi non ammetteua tanto riferbo, nè altra con- iìderazione intorno à graui danni , che il commercio delle femmine re- ca alla difciplina de5 Soldati : le parue nulladimeno di rifarcire qualun- mttattone\ que pregiudizio con vn’ equiualente diuieto, ordinando , che i Capita¬ ni ftalfero auuertiti, equaluolta tra le Concubine ne fcopriffero alcuna patiente deJ foliti fuoi mali (quali che quella efpurgatione prefagilìe Ipargimento di fangue ) fermassero indubitatamente FEfercito, ancor¬ ché a fronte dell’ inimico, e con elùdente pericolo di perdere la giorna¬ ta : era per tanto interdetto à quelle tali il dimorare in publico , compa¬ rire nelle funzioni, dar di mano ad alcuna facenda, toccare l’armi , pre¬ parare le viuande , fuori che per proprio bifogno, Se ingerirà in altre co¬ le da elfi riputate molto honefle , quantunque nell’ immondezza auan- zino fenza dubbio le naturali brutture . 19 Quanto alle fanciulle; allorché nel primo fiorire del fangue CoHumt danno il naturale indizio di douer efsere feconde, comandò , che folle- °z' citamente lo manifeflafsero, accioche tutto 1* Efercito con fefleuoli ac¬ coglimenti folennizzafse quelle primizie della loro giouinezza; quafì meritafse molto honore chi daua faggio di robufla compleffione , ò fpe- ranza che per fuo mezzo douefsero crefcere più numerofe le vittime , e pingui gli holocaufli all* infatiabile empietà : laonde in quel giorno mentre publicauafì quella facenda , compariuano efse fuora de’ recinti del Chilombo tutte brio , e tutte in gala. Ma l’ altre donzelle man¬ canti , Se imperfette , volle che indifpenfabilmente fi vccidefiero , quafì le riputafse inhabili , Se indegne di quella vita , che non erano per dare ad altri ; pretendendo con la morte loro ricompenfare la ilrage della difperata prole. 20 Più volte fpinto da giuflo zelo cercai d’interrompere gli efe- Ripudiati crandi riti di coloro, che ripudiano le femmine infeconde , ò conduco- tf**»*® noie nouellamente fpofate : auuengache per l’inuecchiata confuetu- dine, rimangono quelli Giaghi tanto tenacemente applicati alla fuper- flizione , eziandio fe alla noflra S. Fede fanno pafsaggio , che fempre vi frapongono qualchuna di quelle antiche impudicizie , più ritroii nel dimetterle , che vergognofi nel praticarle : laonde à mio giudizio que¬ lla è vna delle maggiori oppofizionì , che incontrino i Milionari; , com- battendo perciò del continuo col Demonio, e co’ fuoi Miniftn,i quali da qualliuoglia euento benché fortuito , e naturale ,cauano confeguenze per ingannare glidolatri, facendo lor credere, che dall’ hauere trascu¬ rata la tale , ò tale cerimonia, per aderire al confeglio de' Chriiìiani, ne B b 2 *u iptf LIBRO SECONDO, fia deriuata la mala forte . Vn giorno , donendolì fpofare la figliuola di vn principale dell’ Efercito di Cafsange , mi poli di propoiìto ad impe¬ dire fomiglianti azioni , e miriufd Pimprefa, pofciache per 1* honore di Dio ero entrato nell* impegno 5 ma pafsati quindici giorni morìlagioui- ne, & attribuendoli il fuccefso ad ogn’altra caufa, fuori che alla natura¬ le, procedente da non sò quale fuo difordine, folfimo io, e gli altri fede¬ li imputati rei, perche haueuamo fconcertatii loro riti ; efe non era l’af- liftenza dei Cielo , equella di vn Prencipe (che fempre ve n’ ha per tutto de’ molto zelanti) correuamo manifedo pericolo di edere lapi¬ dati e Di rado 21 ^ Capi de gli Eferciti hanno poca foggezione circa ii condurre i Generali con e^so l°ro Concubine più fauorite , attefoche mai , ò di rado van- efcono i«_, no perfonalmente alla guerra , fodituendo altri in loro vece ; contutto- Campagna . c*^ pe taluolta p vrgenza li coftringe à fare di necellità virtù , non con¬ ducono altrimenti quella , ò quelle, che determina la legge; antepo¬ nendo forfè la tenerezza dell’affetto à puntigli delfolferuanza;mà poi¬ ché ( come diceuamo) non mancano di efserne abbondeuolmente pro- ueduti, conducono qualcheduna delle inferiori, e deputano la princi¬ pale à rimanerli, colla fopraintendenza di tutta la Cafa . Prima adun- Rì dicola ef- come à dire, Calanda, Caette > Cafa , Cabucco , Caiomba, dt altri, dal ceppo de* quali difcefero molte famiglie confpicue in effe parti , (Que¬ lli dichiarati Condottieri di numerofe Squadre > fcorferoP vna, e l’al¬ tra Etiopia , deuadando tutte le contrade, fenza lafciarui altro che per¬ petui legni della efercitata barbarie : ma di quedi progredì (non hauen- do altra memoria , fe non quella del pianto , con che le notizie traman¬ dateci dalli antenati , raccontanti oggi giorno da poderi confufe , e di- fordinate) trafcuro il dirne d5 auantaggio , potendoli ageuolmente da! poco argomentarne il molto ; e bada rifaperfi , che il flagello era di Dio , i Minidri feroci, & i Popoli difaguerriti , ripieni di fpauento,ed impotenti à qualunque refidenza , Culembe con pari fortuna foggiogò molte Prouincie , fuenò innumerabili vittime, dea i lampi del fuo ferro, vide atterrito , ed atterrato quafi tutto il Regno di Matamba -, ma inua- ghitofi anch5 egli di vna tale per nome Bombaignace,femmina , che fra moltiffime Concubine era la più manierofa, rallentò le furie , fneruò la brauura , e dichiaratala vera Moglie, ne traffe alcune figliuole, alla fine in braccio à lei , circondato da fuoi , efalò gli virimi fiati , e doppo morte fu feruito con i confueti facrificj , Di codei riferirono che fo- prauiffuta all’ anno centefimo della fua età gli Schiaui erano Soliti por¬ tarla, per rifcaldare l’ alfiderate membra à cocenti raggi diquel Sole ar- dentilfimo , didendendola per maggiore riuerenza fopra la pelle di vna Vacca, priuilegio,di cui in quelle para vfanofolamente le Regine, de i Rè , 31 A Culembe fuccedette vn certo Chingurij della medefima Prouincia , huomo, che fe consideriamo la ferocia, e non la magnani¬ mità , modroflì in vero di vn5 animo corrifpondente al nome , attefo che Gurij in loro linguaggio, fignifica Leoneimà fpietatifsimo ladrone, fiero douun- LIBRO SECONDO. 20 s douunque poteua giungere col piede, e con la mano, auido di ftragi, di vittime , e di fangue : penetrò nel Regno di Dongo hoggidì Angola , e quiui combattendo rimafe morto „ 32 A Quingurij fù eletto Succelfiore Colaximbo gran Guerriero, ma che alla crudeltà de* Tuoi Giaghi non confacendofi il fuo genio , pe- roche naufeaua cibarli di carne humana, perdette il credito; laonde vi- lipefo , quali difpreggiatore de’ loro riti , alla fine da Tuoi più cari fu em¬ piamente trucidato . Pretefero i Valfalli con la morte di colini placare lo fpirito adirato di Temba-n-dumba non obbedita , e di fcontare le di lui trafgrefsioni , aggiungendo à confueti funerali vna triplicata Eca¬ tombe di trecento vittime fra huomini , e femmine . 3 3 Doppo di lui fuccefsiuamente gouernarono Calfange , Caiom- be , Cabucco , Cafa, & altri, differenti però da fouraccennati,al numero di trenta, e del 1 648, Calfange Calunga, quello appunto, che à perfua- fione del Correa rallentò il rigore della prima Quixilla intorno all’ vc- cidere i Pargoletti, tollerando che folfero nudriti,& alleuati, come hab- biamo detto: vilfe famofo tra fuoi, ma dal proprio figliuolo accelera¬ tagli la morte, fu anch’egli con le confuete , e barbare cerimonie fe- pellito . 34 II Parricida però non godette quel frutto , che fi era ideato , attefoche in vece di lui , feguendo le proprie leggi , elelfero i Giaghi al¬ la loro reggenza vn’ altro figliuolo del defonto, per nome Cafianga Canguingurij il quale nel ió^y.incuruòla ceruiceal foaue giogo della Chrilliana Religione , riceuendo con la grazia del Santo Battefimola lignificazione del nome , che gli fù importo , chiamandofi D. Pafquale 5 che lignifica Rinouato , Di coftui che pofcia difgraziatamente apporta¬ to, conuenendomialtroue riferire molte cofe, barta per ora, ch’egli non volle doppo il Battefimo intermettere gli antichi abufi , indottoui dall’ innato godimento nelle carnificine di huomini, laonde pofterga- tofi ogn’altro rifpetto,vfando le più tiranniche maniere, dilatò l’ infame grido del fuo fpauenteuole nome, con 1* acquillo di nuoue terre alla fua giurifdizione . Sin qui dell5 origine , e difcendenza de' Muzimbi , ò fila¬ no Giaghi . Ma intorno a loro cortumi , per foddisfare il curioiò defio di chi legge , rtimo opportuno in quello luogo, oltre li Statuti fopra narra¬ ti , aggiungere quanto io , dimorando colà , intefi , e vidi , non ortante che tant5 altri prima di me , abborrendo vn foggetto ripieno di empie¬ tà , e di fuperrtizioni , habbiano trafcurate quelle notizie . 35 La vita, che menano coftoro quali in vn continuo moto gli ob- ligaad vna forma di habitazioni, facile ad erigerli, e facile àtralpoi tar¬ li : Le loro Città altro non fono, che adunanze di molte Capanne , e chiamanti Libatte , o Chilombi, conrtrutteàlimilitudine delle antiche cartra- Cvlax'mbo Altri Suc- ceffovi . Giaghi de* pugono y>no, & eleggono "Vw’ alti 0» Jl quale don po il Batte* fimo abhan - dona la Fi¬ de • Habitat lo ni de * Già - ghi. Vfficidìi ài Corte com« collocati ntl C hifombo « 205 LIBRO SECONDO. eaftramentazioni de Romani, con vn modello falò, e con vna fletta ma¬ niera. Riconofciuto da quelli, che ne hanno 1* incombenza il (ito op¬ portuno , lo compartono in lette quartieri , come appunto le accam- pattero vn’Efercito , deputando à ciafcuno di etti qualche Vfficiale de’ primi della Corte . Nel bel mezoergefi la ftanza del Principe con vn grande recinto quadrato, munito di fortittima Siepe fra quelli intricatif- ifimi fentieri , che altroue defcritti : Dentro a quello ferraglio , oltre le Officine per la famiglia batta della Corte, tutti quelli che poffiedono cariche, ò fono per qualche conto perfone riguardeuoli vi hanno la pro¬ pria habitatione, detta Cafa di feruigio,ad effetto di affillere al Padrone in occorrenza d* infamità , ò di gelolìa de3 nemici ; & allora tutti indif- penfabilmente fatto pena di lefa Maellà vengono aigretti à dimorami. Il fecondo pollo è deputato al Golambolo, che noi direffimo Tenente Generale, ò Capitano delle Guardie, chiamato da etti Muta-à-ita, cioè Capo della Guerra, onero Muta-à-V lungo , eh’ è P illetto che Prora, ò Capo della Naue : quello Vfficiale , conciofiache doppo il Principe fia la Perfona più autoreuole , così anche ricereafi in lui , effere valorofo , e prode in guerra , il primo ad azzuffarfi nelle battaglie , quando vi va¬ da, il primo à dar faggio d* inhumanità, crudele più di tutti, implacabi¬ le , ed in fomma più de gli altri efatto nelì’ofleruanza de’ loro riti: dal¬ la direzione di collui dipendono le regole non tanto de viaggi, quanto del mutare i liti ; per lo che egli fletto in compagnia del Singilla, che tra cofìoro è riconofciuto come capo delle cofe fpettanti alla Religione, confiderà i polli, diffegna le ftrade, e ftabìlifee quello, che concerne al¬ la edificazione del nuouo Chilombo . Il terzo quartiere affegnali al Tendala, ò Viceré cuftode della retroguardia, il quale li chiama Icoqua? Coftui è il primo tra quelli, che hanno facoltà di eleggere il Rè , e nel¬ l’Interregno fopraintendeà tutti gli affari dello Stato, laonde, come huomodi molta efperienza, i Sudditi lo rifpettano al pari dell' ifteffo Principe, potendo perciò indipendentemente, col valerfi della propria autorità , Tentennare i rei , Angolarmente in tempo di guerra . Alla par¬ te deflra, che riguardai' Oriente, e chiamafi Mutunda, collocano la flanza del Mani Lumbo , fopraftante alla fabbrica , & al mantenimento de recinti , e trinciere, che circondano il Chilombo, e che difendono le Cafe dell* ifteffo Rèi dal quale fenza che polla eflergli interdetto l’in- greffo , hà fempre vdienza , quando più gli piace : per fomigliante pri- uilegio confiderafi molto quello Vffiziale, ed ogniuno reputa gran capi¬ tale la fua grazia. Nella parte oppofla, cioè verfa l’Occidente, dimo¬ ra vn’ altro Miniftro, che in occorrenza di fofpettiriceue le commiffioni più fegrete , per efequirle fecondo P opportunità . All’ Illunda , ò Ca¬ pitano del bagaglio adeguano il fello luogo , de addimandafi Quicum- LIBRO SECONDO. 20 7 ha con dipendenza dal Luogotenente Generale della Vanguardia : ri¬ cercai! in coftui coraggio , e fierezza , douendo farfi rifpettare da Schia- uij &in tempo di Pace (fé pure V hanno mai)èobligato prouedere an¬ ticipatamente T Armeria, e cudodirla per ibifogni della futura guerra. Vn’ altro Illunda occupa il fettimo de polli, & ha carico di Guardaroba ba del Rè , dalla Perfona del quale rariifime volte fi allontana ; per ca¬ gione di che fi ammettono fidamente huomini di probatiflima fedeltà, e quafi fempre vno di fchiatta Reale . Il Mani Curio con titolo di viuan- diere fpietatamente rubba prima di tutti , e mantiene à tal effetto gran¬ de copia di Schiaui,e di Minidri, benché la prouifione de’viueri confida In poco , ò nulla , foftentandofi ordinariamente gli Eferciti co1 femplici foraggi. Non mancano altri Vfficiali, l’ordine , eia fubordinazione de* quali richiederebbe lungo catalogo , ma non mette conto deferiuere le minuzie della Corte di vn Rè, che à paragone di tanti Principi di Eu¬ ropa , rapprefenta alla fine vna villereccia ,, ma curiofa , femplicità . 36 I Giaghi,per mancamento di Caualli,ò perche non fanno valer fene, combattono à piedi, laonde reputali valorofo chi è più veloce nel corfo , e più agile ne’ mouimenti del Corpo , confiftendo in ciò lo ican- fare i colpi de* nemici ; mà fopratutto richiedefi feroce animofita , e ta¬ le durezza di cuore, che non ammetta fentimento di commifbrazione verfo chi che fia nè in guerra , nè in pace « Le Squadre de gli Efplorato- ri, che chiamanfiPombi , danno fempre difpode al proprio carico , in¬ trepide , e pronte , non folo per difeoprìre gli andamenti dell inimico , Meào A combattiti Cèrne fìU- m*t ferita» m dittanti il Rè * Credenza it* Gioghi • ào3 L I B R O SECOND O. mà eziandio per incontrarlo animofamente , e foftenere i primi affarti * Dauanti al Rè nitìuno Viziale , ò Miniftro ( eccettuatone il Golambo- / lo, in riguardo della rtiprema autorità di definire qualunque contro- uerfia) può hauere Sedia di appoggio, diftinzione imparata forfè dal pra¬ ticare co* Portoglieli . In alcuni cafi il Tendala può anch’ egli pronon- ciarefentenza, mà non gode perciò T vfo della Sedia, in vece della quale li afide fopra vno Scabelletto alto circa vn palmo, che è proprio della fin dignità . In altre occorrenze coftumano rozzi Sedili molto baf¬ fi detti Quibune 5, ò pure difendono alcuni Panni del Paefe , i quali cu¬ citi afsieme formano vn Tapeto, che in lingua loro chiamali Vungha,e fopra di effo fi accomodano , come i Mori , e tutte le Nazioni Orientali, incrocicchiando le gambe : prefente il Rè nirtuno darebbe farfelo fpiegare da altri, mà gli è permeffo difenderlo da fe * Parlano al loro So¬ ttrano prò ite fi con la bocca quali per terra, ouero ritti in piedi incuruano lutto il corpo, dimorando tal ora lungo tempo in quella penofa pofitura. S’ egli fternuta, ò fa qualche altra naturale facenda , cui fi conuenga at¬ to di riuerenza ,òl* augurio di finità , tutti d* accordo toccano alcuni Cembaletti al qual rumore fubito i più diffranti rifondono , dibatten¬ do le mani , è dando altro fegno di contento , e di allegrezza • Dell’ Idolatrìa y e de’ Sacrificj . 37 TjRiuidel vero lume della vera fede viuono gli fuenturati A Giaghijtraboccando di abifio in abiffo,e fepolti rimango¬ no in vn confufo credere, ò, à dirlo con maggiore proprietà, in vn paz¬ zo fognarfi per vero tuttociò, che loro fuggerifee il fuperrtitiofo timore , non quello , che detta fondai mente la ragione . Hanno adunque qual¬ che venerazione a* defonti principalmente à coloro, che furono fe- inalati in vita rnulladimeno, à confiderarne P intrinfeca foftanza, forfè non potrà dirfi che quella fia Idolatria formale , bensì più torto vna particolare maniera di riconofcere i veftigij della creduta virtù; vno rammentarfi de’ Tuoi più cari ,* e fopra tutto vn’ effetto di forfennata te¬ menza, pervadendoli che quelli viuano, mà occu!tamente;e che fia in loro potere il vendicarfi de gli oltraggi , cioè à dire deH'auarizia, ò tra- feuraggine intorno à facrificii , e porgere aiuto à chi gl' inuoca . Fuora di quefti non credono Deità ; non effendo sfera del loro intelletto 1* a f- trahere da fenfi, e dalle materiali entità la vera efiftenza delle foftan- ze fpirituali , & incorporee ; periodi e ragioneuolmente potiamo con- chiudere,chefiano rozzi Atheirti : Nulladimeno quella necefità, che è vniuerfalirtima in tutti noi, di chiedere aita ne* bifogni, fa che la mente ioro (la quale in efi, come pure ne gli altri huomini, è cofifpirituale) fi derti , e s1 inalzi à procacciarli con molta follecitudine i mezzi per ot¬ tener- LIBRO SECONDO. 209 V tenerla; e perche tra gli vguali non fi ritroua quella facoltà , e poflanza di fomminiftrare qualfiuoglia aiuto , perciò ricorrono à cofe fuperiori, penfando appunto , che quello vantaggio 1* habbiano i loro Antenati . A’Defonti adunque, ordinò Temba-n-dumba(non allignando altri Dei) che fi preflafiero honori, e facrificj, altrettanto horrendi, quando curio- fi à rifaperfi . 58 11 Sacrificio Quiluuia praticafi da Giaghiin publico,e con mol- Sacrifìcio ta folennità ad honore de Principi, Capitani, e Signori. Difegnato il fito alla forefta , formano vno lleccato circolare, puntando in terra mol¬ ti pali acuminati nella Ibmmità, dell'altezza di vn’ huomo, lafciandoui folamente aperto 1* ingrelfo, doue in villa di tutti ergefi piantato in alla vn grande Stendardo : tutto al di dentro quello teatro addobbano di drappi llranieri, e del Paefe con quella fontuofità maggiore, che loro fia poffibile: & alle punte de fudetti pali appendono Capre, Montoni, GaU line viue , canellri , e vafi ripieni di frutta , e di liquori per lo facrificio » Dilpolle tutte le cofe, e giunta V hora della funzione , s’incaminano la Corte , la Plebe , e gli altri Minillri feguendo dietro à loro la turba de¬ gl’ infelici dellinati à cader vittime in quella Ecatombe : vanno molti di quelli con fembiante allegro, poiché la maggiorparte vi s’inflrada volontariamente , & altri maledicendo il delfino , che li condulfe pri¬ gionieri nelle mani disi fpietati nemici 5 ma fra tanto quelle doglianze interrotte dallo llrepito si de Mufici , come di tutto il Popolo , che ne felleggia , perdono 1* efficacia d’impietofire i cuori di quei barbari , i quali in vece di compatirli , accrefcono loro la pena , rimproucrandoli di codardi, e di llolti, poiché non conofcono la grande fortuna di paf- fare dalle fatiche prefenti à gli agi di vna deliciofa , e commodilìima vi¬ ta ; tutti comparifcono inghirlandati , adorni , e profumati , quanto le in quel punto andalfero ad vn fellino di nozze : fra di loro hauui vno (che fempre fuol elfere Perlòna nobile, prefo in guerra)cui danno la pre- rogatiua di capo Squadra ; laonde nell* accollarli al luogo dellinato , ri¬ manendo gli altri fuora del recinto, egli folo introdotto, e fatto federe nel bel mezzo , riceue da tutti i circollanti le congratulazioni , e gli of¬ fe qui j : entra intanto il Generale dell’ Efercito , ò il primo V fficiale , e con grande ri/petto prefentatofi à lui , inllantemente lo fupplica ad e fi- fere buona guida di tutti coloro, i quali la pietà de' Parenti, o il buon zelo de Sudditi inuia all’altro Mondo in feruigio del defonto, pregan¬ dolo altresi ad interporre con tutta efficacia caldi vffici apprettò lo (pe¬ rito di lui , accioche prontamente gli affilia nelle battaglie , gli aPra la ilrada à ntioue conquille,e li conferui animofi oiferuatori delle loro Qui» xille: altre volte quelli a' quali toccai’ incombenza di perorare, cam¬ biano il nome di colui, che riceue fomiglianti honori, chiamandolo con D d uo alio fteflo defonto , cui hauea dedicato il T ambo , ducentoottanta- quattro tra huomini, e donne. Fatto lagrimeuole , & à prima fronte incredibile, mà riferitomi da vn Portoghefe degno di fede, il quale tro- uandauiUprefente , numerò tutte quelle virrime 3 a vlKLaj vna. 3P Nè qui terminano ìc funefte Tragedie , foìite à celebrarfiin quelle congiunture, attefoche,rifaputafi la morte di qualche Giagha ri- ioro ng, guardeuole per dignità , anco gl' iftelìi Tuoi nemici ( fiali confuetudine , mici bona. ò legge) Phonorano nella medefima forma con lo fcialacquamento di^"° 1 G,<*‘ cibi , e di beuande , e con qualunque altro fegno di olfequio, e di fiima: nulladimeno rifparmiando il fangue , e la vita di quelli che fono della loro fchiatta , e confederati , la fanno da Giaghi , e da nemici , impe- roche alla riceuuta noueìla , quali attizzati da fmania infernale , impe- tuofamente fcorrendo il Paefe, faccheggiano le contrade fogge t te à quel tale defonto , e quanti Vaffalli di lui polfono hauere nelle mani ò prefentemente amazzano , per diuorarli , ò riferbano per vcciderli nelChilombo, ò doppo di hauerlicon mille ftrazj malcondotti, li ven¬ dono Schiaui: infomma col fangue oftile , più che con altro , pregtaffli di compiacere à quello fpirito . Così praticò la Regina Zinga ne fune¬ rali celebrati al Giagha Caifange Calunga Caiombe , fuo capita biffino nemico: fi che per folennizzare vna tanto horribile Ecatombe, balla che vifia forza , e gente ardita , preuaiendo quello capitale à qualun¬ que altra ragione , ò equità . Dd 2 4° D d z zìi LI B R O SEC O N B O. n chem<^ 4° Mìi coloro , che fecondo il proprio grado ,ò la propria alteri* ! mera alcuni già non ponno con vna fola funzione adempire tutta quella parte che ' comptnfao yorrebbono, fentendone perciò vergognai cordoglio rinouano di tem- ^ dTjacu- P°*n tempo i facrifizj, co’quali ( benché non fiano tanto numerofidi K i . vittime ) compenfano vantaggio la mente le fuppoife mancanze dima*. nierache hora quefti,hora quelli veggonfi cotidianamente cadere in ho- locaufto al fuperftiziofo furore . In fomigliante propofito vdij a raccon¬ tarmi più volte da medefimi Giaghi vn fatto , da elli riputato di molto frugolare pietà , e magnificenza , ma da chiunque hà fior di fenno di¬ radi altrettanto diabolico , &inhumano. Vn certo Giagha, per nome uagmt™’ 3 ^ramo^° di fare vn facrifizio , che fofie grato à certo fuo amico , le cui olla cuftodiua come pretiofe reliquie, chiamò à fe vna femmina delle più robufte , & auuenenti di fua famiglia , e condottala al luogo , doue fiauano rinchiufe , con vn graue colpo di balìone sù le tempia , fa¬ cendola improuifamente tramortire, tagliolleil ventre , e credendoli di hauerla realmente vccifa, tutto allegro deiradempiuta frenefia , in7 dipartilfi : ma di lìà poco la pouerella rifentitafi, ed intrepidamente raccolte le interiora , che le vfciuano fuori della pelle , rinuigorita al¬ quanto , ritornoffene à colui , il quale con fuo grande fpauento veggen- dola comparire , la richiefe , perche non folle rimafta à feruigi di quel defonto , in honore di cui era desinata ; al che rifpofe la fcaltra , hauer- la appunto quel tale rimandata addietro , con dirle , che poteua viuere fenzadilei: acchettofiì à quella ragione il Giagha , e commettendo che fofie curata , giurò di mai piùfpargere fangue humano : ma dique- fio fuo proponimento dimenticatoli ben tofio, ritornò a confueti eccefln Papere» 41 La moftruofità di tante Sette di hoggidi, e quella ineltricabile den^a de ' confufione di opinioni , nella vanità delle quali deliro il Paganefimo * Gtoghi . procede fenza dubbio , dal non credere aflolutamente nella vera fcatu- rigine, eh" èlddio, la dipendenza di tutte le caufe inferiori; mà tra moltiflimi, di che tutta la terra n’è ripiena , non sò fe altri ve ne hab- bia più forfennati quanto quelli Etiopi , e Giaghi , conciofiacofache nella loro ignoranza riftretti, non giunfero giammai à filoio fare, nella guifa che fecero tante Nazioni , le quali col femplice lume delP intel¬ letto conobbero da prelfo à poco , e come in ombra, il fondamento di quella venta . Fantafticano adunque quefti ciechi Neri le più Arane origini intorno a gli auuenimenti buoni , ò rei , che à regiftrarne vna fo¬ la parte , confumarei parecchi fogli , e chi legge non ne trarebbe altro che vn chaos d* inuenzioni più fiolte, che capricciofe : Di già intorno à Defonti quale fia la loro credenza , quale la venerazione, e come al¬ tresì porgendo loro le cofe riputate bifogneuoli, fi perfuadano di rica- uarne gli aiuti , panni che fi fia diuifato abbafianza . Mà auengache io habbia LIBRO SECONDO. 215 Labbia accennato poc’ anzi, che i Giaghi non adorano Deità , ò non la {limano precifamentc tale , contro il confueto di tutti gli altri Pagani , perciò , rimanendomi a dare contezza di moltiffime iuperftizioni , nelle quali li deue fupporre almeno il ricorfo , ò qualche fiducia ad vna cauia iuperiore , e fopranaturale , rapprefentarò le maniere tenute da effi , & in che modo catalizzano vn ridicolo concetto de gl’idoli, quantun¬ que noti {appiano dillinguerli dall’ altre creature òfenfibili, ò Immane, ne attribuivano loro alcuna verifimile proprietà . Credono(e purtrop¬ po la radicata opinione non può Ieuarfitaluolta dalle menti dc'nouella- mente conuertiti) che la pioggia dipenda dall’arbitrio dei Rè, ò del Si¬ gnore , che gouerna la Prouincia , fi che eglipoifia rouerfciarla quando, e doue gli piace : anguftiati adunque dalla penuria dell1 acqua, ricor¬ rono ad elfo , recando i confueti doni , affinché da Tuoi Antenati la im¬ petri : all’ ora egli con mille circofpettioni , e cerimonie degne dirifo, accollatoli à quelle Caffè, ò Mufletti doue ferbanfi le offa de5 morti , le profuma di eforbitanti encomj , nel fine de’ quali chiede loro la fofpi- rata pioggia , con vn riferbo fraudolente , ma troppo fcoperto à chi ha giudizio j imperoche giammai non cimentarebbe la fua riputazione in addimandarla , fe la Ragione non foffe viciniffima , e P aria , e le nu¬ bi in vltima difpofizione di efaudirlo : mà fe à forte P acqua non cade, cadono à fuoi piedi con nuoue oblazioni ifupplicanti , &egli fra tanto verfa beuande , e cibi fopra il fepolcro , finche la pioggia- naturale Ila creduta vn’ effetto gratiofo della perfeuerante richieda . L’ incomben¬ za di tutta quella facenda è appoggiata al Principe , onero ad vn tal Sa¬ cerdote da elfi chiamato Ganga-ya Imuula, cioè Sacerdote della piog¬ gia . Terminata che fi a la m e fi e,~p ère uff ui irrpetra t a la grazia, grati del beneficio ritornano al Muffette, portando competente porzione de’frut- ti raccolti per appagare P auidità del Minillro , che minaccia fdegni , e vendette , fe con fuo guadagno , non fi placa il Defonto . La mede de Legumi, e della Sagina non può farli fenza la permiffione del Signore della Libatta , il quale primo di tutti con vn coltello dellinato à quella occorrenza, ne taglia le primizie. In alcuni luoghi legano Erettameli- te il loro Principe, e lo conducono, quali à viua forza , dauanti alle fu- dette fepolture , doue egli in vece di magnificare le azioni del defonto, piange , fofpira , e lo fupplica à diilillare la bramata pioggia , affine di rimanere libero , e fciolto . 42 I Principi , ordinariamente pattuendo vn tanto con qualche ciurmatore , che fia efperto in follenere il credito alle menzogne , gli conferirono , ò per meglio dire , gli vendono la fognata autorità fopra gli Elementi, ed egli pofeia proueduto fempre di mille fattucchierie di¬ mora su P erta cima di qualche monticelio , ad oggetto di renderò tan- Ph?gia} da chi impetra* la . Sacerdote della ptog» già. Autorità "venduta. Sacerdoti della pjog- gu. 214 LIBRO SECONDO. to più venerabile, quanto con anfia maggiore ricercato: chiello dal¬ li habitatori comparifce tutto bifunto , poluerofo, e coperto di vna pel¬ le di qualche Fiera, e quando fe la vede bella (doppo di hauerli buo¬ na pezza tenuti à bada) finalmente finge di piegarli , c quali habbia in pugno la grazia , formando circoli , e fuffurrando alcune parole , affi cu¬ ra che in capo à tanto termine, e nel tal luogo piouerà: confeguito 1" intento ( e può ben ageuolmente ingannare que' ftolidi , i quali non arridano à difcernere , che colui non ottiene altrimenti la pioggia , mà per via di naturale offeruazione la prefagifce, e taluolta l’indouina) empie otri , e vafi di quell' acqua , & à caro collo vniuerfalmente la dif- penfa : laonde alcuni di coftoro ( hauendo imparato il modo di fabrica- re Pozzi , e Foffe , nella guifa che fanno i Portogheli ) ne raccolgono in grande quantità. Altri con piccioli cornetti fpacciano di pofìedere il vero legreto ; perciò li fuonano, allorché la difpofizione dell’aria, c del¬ la ftagione ponno accreditarli . Altri con vn vafo di quell’ acqua, che nferbarono , furiofamente fcorrendo per le Campagne la fpruzzanoin alto , e minacciano il Cielo, fin che alla fine giunto il fuo tempo ne for- tifce naturalmente l'effetto ; il quale colui per ogni modo vuol che fi af- criua alla fua bramirà. Altri penfano di eccitarla, foffiando nel fuoco, nel che danno ad intendere , che fe il Cielo non condefcendeffe alla di¬ manda, ben prefloquella picciola fiamma fi alzarebbe ad incendiarlo tutto j mà fe taluolta non fuccede il pretefo effetto della pioggia, è co¬ la eli ftujpore , quanti rimproueri fanno à que'mefchini, che ricorfero per ! LIBRO SECONDO. 21* impetrarla: laonde rideuami taloradella llolidezza di quelli , edeìla petulanza de gli altri,mentre fcherniti, erano anche foprafatti da mille improperij , etaceuano, partendofi con vn concetto maggiore verio colui , che duplicatamente gli hauea delufi . 43 La temerità poi di quell* altro , che fi pregia , di poter diuerti- re à Tuo talento le pioggie , e farle cadere altrouenon è già minore del¬ l’antecedente . Quello tale chiamato Ganga-ya Burlila Inuula , quan¬ do viene richiefto impazza di fmanie, come chi hà gran facende , e vuol dar di mano à tutte , fenza nulla conchiudere : comparile in vno fira-i niflimo portamento , auuifandofi di sbigottire le procelle dell ’ aria, come impaurirebbe i Bambini : porta perciò in mano arnefi da far cre¬ dere di fe^cofe grandi, penne, code , collo, piedi , interiora di Vccel- li , foglie di Alberi , funicelle , fafcetti di erbe , e doppo che attenta¬ mente hà offeruato il moto delle nubi, manicando intanto radici, e mormorando frà denti, s'arrefta, e convrli vehementilfimi , fpruzza verfo quella parte la propria fa liua 3 màs*egli vede già imminente la pioggia, all'ora alzando le braccia , e dibattendole, in atto di taccia¬ re da fe alcuna co fa , che lo molelli, rinforza le imprecazioni, ouero git¬ tata su *1 fuoco farina , & acqua , fcongiura la tempefta, che pafli altro- ue 3 tal’ ora con più brauura incocca le Saette, maneggia vn coltello in atto di fendere V aria , e minaccia di maledirla , fe tantofto non fi raf- ferena : dalle quali operazioni accomodate al tempo , e con fomma de¬ prezza vfate , facilmente ingannata rimane la llolidezza di que’ mes¬ chini, à fegno che lo credono arbitro delle fiagioni,e valeuole à mettere folfopra gli Elementi : e non è già , chefouenteper diurna permiffione, concorrendola con la fua molta attiuità lo fpirito ingannatore, non fuc- ceda quei tanto , che coftui pretende, e {fendo più che vero che la mag¬ gior parte di quelli tali patteggia col Demonio , e tiene con elfo lui abo- mineuole domellichezza . Hanno poi altresì quelli Sacerdoti della pioggia vn particolare diuieto, di non entrare in alcuna Cafa,e nè meno di ricouerarfi entro le fpaccature de gli Alberi nell’ atto delle loro fun¬ zioni 5 anzi fe qualcheduno di quelli, che fi ritrouano prefenti cercalfe di fcampare la pioggia , fi lafciano intendere con grande fchiamazzo, che il fulmine vendicarà la loro codardia . Alcuni tutto all’oppofto de primi , rigorofamente guardano di non illare allo feoperto , pervaden¬ doli , che le prime go.ccie dell’ acque , habbiano talmente contratta in fe tutta l’ efficacia delle proferite maledizioni , che tutta fe ne infuppa- rebbe la loro pelle 3 e pure naturalmemfe quelli Etiopi, qualora vedono la pioggia, efeono dalle Capanne à lauarfi ben rollo , e fembra , che ap¬ pettino quali deliziofa ruggiada i diluuij del Cielo, Vidi Altro Sa • cerdote dtf- caccia /c-> pioggie • 44 ai . ... 44 Vidi fouente fallire quelle pruoue, onde con intenzione di leinv Ntrt d.’fin* • j. • r • • r 0 • j- r . gémati non re gl inganni , proeuraua di ritrouarmici prelente , & in atto di fcherni- sedotto . re la loro pazzia diceuo che non lì ftancalfero sì per poco in alzare la vo¬ ce 5 ma per molto che m* adoperali], e che l’euidenza comprouaffe il mio argomento diretto à far conofcere che Iddio folo è Padrone di fof- pendere in aria le pioggie cadenti, e cauarle ancora dal Cielo fereno,ad ogni modo la troppo tenace credenza , e le pronte fcufe di que’ ciurma¬ tori ( co’ quali non vale difcorfo per conuincerli , fcanfando elfi le dis¬ pute ) impediuano totalmente quel poco di frutto , che io ben conofce- ua in prolfima difpolìzione 5 conciolìache i circoftanti veggendo verifi- carfi la mia proporzione , più che i tentatiui de* fattucchieri, acconfen- tiuanoal mio detto , ma con quella perpleflità, che fempre rimane à coloro , i quali oftinatamente fi rimettono à nuoue , e reiterate ifperien- ze . Vna volta fra Pai tre ritrouandomi Cappellano de’ Portoglieli l’An- * no 16^5 5. mentre TElercito $’ inftradaua contro l’Inimico, improuifa- mente turbolfi l’aria , minacciando impetuola pioggia, perloche il no- Uro Generale impofe far alto , fin tanto, che il tempo fi folle fcaricato; allora D. Filippo Rè di Maopongo chiamato Angola Aarij di Dongo(il quale come amico , e Valfallo , era collegato co*nofiri , e trà le noftre fquadre) mantenendo pur anche la vana credenza , e 1* autorità di Sa¬ cerdote della pioggia, fi efibì di fare vna pruoua del luo potere, vantan- dofi , che tutta quella furia , difpofta a fcaricarfi fopra di noi , haurebbe egli cacciata altroue , in danno de gl ’ ideili nemici 5 e non foffrendo di vdire LIBRO SECONDO* ai 7 indire la rifpofta di qualunque buon Cattolico, che ragioneuolmente glie lo haurebbe contradetto , diè di mano alle confuete imprecazioni, scompagnandogli vrli col Tuono de‘ Tuoi cornetti ; quand1 ecco ad vn tratto , non fenza Tuo Tcorno , e rifa di tutti rouerfcioffi per appunto vn diluuio di acque Topra del noftro Campo; e non ottante foflìmo danneg¬ giati, contuttociò Tperimentaflimo Tomma coniazione in vedere il De¬ monio , & i Tuoi feguaci tanto euidentemente Tcornati , e confuTi . 45 Hanno in grande ftima vn* altro lor Ganga-ya-Ita , cioè Sacer¬ dote della Guerra, diTpenTatore di preTeruatiui contro i colpi , e le feri¬ te : quelli con la pelle del Sengo , fpecie di Cocodrillo , fabbrica cin¬ tole, inueftendole di molte cofarelle da nulla in vero, màvnite con la fuperftizione, valeuoli, Te non ad altro, à mantenere viuo il credito del¬ la Tua profettìone . Altri compongono vnguenti per curare Umilmente i feriti , e ne ho veduti moltifTimi , particolarmente due palfati da banda à banda, in pochi giorni perfettamente guarire. Mi perfua- do , che quello rimedio riuTcirebbe ottimo per gli Europei , elfendo ve¬ ro , che molte Piante di cotelle Regioni hanno eflicacillìma virtù, e ciò tanto meglio , quando vi follerò le regole per ben v farle: mà pur troppo mi fon chiarito interuenirui Einuocazione , & il patto col Demonio. Primo di tutti à riceuere per mano dell’ iltelfo Ganga-ya la cintola Tu- detta li è il Generale, che lo fa con molte cerimonie : fmorzafi il fuo¬ co in tutto P Efercito , e cauatone del nuouo da due pezzi di legno che fi fregano violentemente allìeme ( linimento che Teme di focile ) fi difpenfa à tutti , portandolo d’ attorno al Campo alcuni Miniftri, che intimano il punto , & il contrafegno per accendere concordemente in ciafchedunode'fuoi angoli vna grande catalta à queft’ effetto prepa¬ rata in mezzo al Chilombo , ò dauanti alla propria habitazione : fatto quello, tendono da gli alloggiamenti del primo Vfficiale Tino alla parte oppolla,vna fune in modo che trauerfi elleriormente il giro della ludet- ta Pira , d’ attorno alla quale tutti circolarmente danzano , e guai chi r inciampa, ò la fcuote col Tolo tocco del piede , poiché già è Ticuro di perdere la vita , e che Tara diuorato dall’ ingordigia di coloro , che a tal effetto venuti alla funzione , afpettano con anfu , che qualcheduno vi trabocchi: nella retroguardia hauendo Tparfo il terreno di midolla, e di graffo humano , vecidono huomini barbati , varie Torti di Fiere , Ca¬ brati, Galline bianche, e verfano di quei fangue nel Mochucco , o Longha , linimento militare , che pofeia toccato nelle battaglie (dico¬ no elfi) hauere vna grande virtù per renderli animofi, &inuincibili. Ne’ tempi di Pace non retta oziofo il capitale di quello Ganga, lmpc“ roche per non morire di fame , inuenta mille mod galline di tirare a Te gl incauti Neri, confortandoli àprouederli nella Tua fonderia di ceiti le- Ee cren Sacerdote peri Solda¬ ti . z 18 LIBRO SECONDO. greti ( facrilega imitazione delle Reliquie difpenfate da Chriftiani) per difenderli da qualfiuoglia infortunio , ed è in sì gran credito quella va¬ nità ? che taluolta alcuno di coloro comparifce carico di pezzetti di le¬ gno, di piume, di offa , di cornetti , e di cent’ altri Amuleti , fenza trar¬ ne profitto altri che il difpenfatore3cui non mancarebbono ciarle per fo¬ llenere la propria riputazione 3 quando della frode taluno fi lagnalfe . 4^ Fra le mafnade di tanti Ganga-ya ve n* hà vno, che farebbe in- ^e§n0 ^ 1 rimembranza , fe il tacerne non pregiudicafie all' efatta nou¬ gat, rito . z‘a da me pretefa per inftruzione de* Milììonarj . Chiamafi Ganga-ya Chibanda, cioè (per quanto lignifica il di lui nome ) foprintendenteà gli altri in materia di facrificio; huomo, tutto all’ oppollo de’veri Sacer¬ doti del vero Dio 3 lordo , Tozzo , impudente , sfacciato , befliale , che forfè fra gli habitatori di Fentapoli farebbe fiato di prima dalle : velie, per contrafegno del talento 3 cui F obliga il diabolico minifiero, abbi- gl iamen ti 3 maniere , e portamento da femmina , fi che communemente appellali la gran Madre . Non vi è legge 3 che lo condanni à morte , Il come non vi è azione , per enorme che lia , la quale difconuenga al fuo carattere 5 che però di Tua sfrontata vergogna fenza ritegno abufando , palfa Tempre impunito ; tanta è la fiima 3 che di lui ingerifce ne* cuori Idolatri il Demonio per immergerli più tenacemente nell’ impudicizie; laonde i manifefti infiliti eh* egli fa all’honore de’ Coniugati 3 ò alle Concubine de’ più cuftod iti Serragli reputanfi fauori , più tolto che ofte- fe : cofiui oltre il difpenfare anch’egli cintole à varij vii, ma tutti fu- LIBRO SECONDO; 219 perftiziofì , douendo trouarfi prefente a* facrifizj , cuopre gli horaerì con vna pelle di Leone , di Tigre , di Lupo , ò di altra Fiera, attaccan¬ do a* lombi di elfa alcune campanelle dette Pambas : Altre volte, con¬ forme il variare della funzioni, cinge vn Panno teìTuto delle foglie di vn* Albero chiamato Bondo , s* imbratta il volto di farina, fi tinge di varij colori, e sfoggia in fomiglianti horridezze: nel fuo particolare facrifizio vccide vn Gallo , vna Serpe , vn Cane , e terminato che l’ hà, ecco vno de gli Affanti, furtiuamente leuando la telfa del Cane, la na- fconde fotto terra , indi ricercandolo , che fappia dire doue fia ripolfa, fe prontamente V indouina , crefce in credito di efiere molto familiare co’ fpiriti , quafi glie lo habbiano riuelato , per lo che ogn’ vno lo pro¬ clama capo de gli altri Ganga-ya Chibondi . Quando poi dalla prefen¬ te vita pafia all’eterno morire , è incombenza del più vecchio di tutta la Setta , conuocare PAfiemblea affine di celebrarne il funerale: la notte adunque , come più propria ad occultare le loro ribalderie ( non volendo perciò che v* interuenga alcuno, il quale non fia dell’ ilfefla ciurma) portano il Cadauero fuori dell’ habitato in qualche forelta , e colà doppo varie , e molto efecrande cerimonie , che danouellamente conuertiti fi fono intefe , mà per la troppo inhoneftà non mette conto il riferirle , lo fotterrano entro vna profondiffima folla, e prima di fare quello, colui eh* è rimafto in fua vece, ordina, che apertogli lo Stomaco fe ne cauino il cuore , con le interiora tutte , e fe gli tronchino l’eftre- mità de* piedi, e delle mani, delle quali à guifa di cofe facre, vende po- feia i minutiffimi pezzi fra la gente , à gran collo della borfa , e dell ani¬ ma . Finalmente , elfendo quelli Ganga in polfelfo di vna grande auto¬ rità , e riputazione , ogni Giagha conftituito Vffiziale di guerra , ò alla Reggenza de* Popoli , procura di hauerne vno apprelfodife,e non ola- rebbe giammai efercitare atto di giurifdizione , ò rifoluere cofa alcuna, fe fatta la propofizione elfo non vi prelfa il fuo confenfo . 47 Vguaglia i fudetti in genere di maluagità vn’ altro , detto Mu- lagi , cioè Sacerdote delle Magie, gran fattucchiero, e valenthuomo in preparare ogni forte di veneficij, e di veleni: conciofiache quella ter- millima opinione , che hanno i Giaghi di non poter morire di morte na¬ turale, mà che, per ineuitabile necelfità della ilelfa natura, ogn vno debba compire i fuoi giorni , portatoui da qualche violenza , introduce fino dal principio delle loro leggi il prouederfi di vn tale , che potefic conia facoltà del minillero , cohoneltare l’ infamia di Carnefice ; laon¬ de , non oliarne l’abomineuole efercizio , & igraui danni , che ne rim - tano , ad ogni modo sì elfo, come gli altri fuoi dipendenti, fono da tutti fommamente riflettati . Infermandoli per tanto qualcheduno , fu ito i Parenti ricorrono à colimi, che della infermità forma il pronoftico,c re E e 2 er rintuzzarli, nè tribunale, doue produrne doglianza. Sedato po- eia il furore , procurano di perfuadere adogna vno quanto ragioneuoli òffero i motiui dell Idolo in foddisfarfi contro i difpregiatori della fua grandezza ; efortando tutti à ringratiare quel Nume , perche quand era mbellialito non li fè cadere vittime della fua giullizia: fimilmente a :oloro , che rimafero feriti, efibifeono la propria diligenza, per curarli , * ds interporli per elfi con tutta F autorità appreffo Quibondo , affinché .n auuenire dello fdegno di lui, non habbiano mai piò à fentire gli affetti . Hh 69 Vna *4* LIBRO SECONDO. tfp Vnamafnada di altri Idoli fono riconofciuti per Auuòcati in iJt diuerfenecefiità ; e bada /blamente , che i Neri nelle loro vrgenze io- ' xerfibtfogm gnino vn qualche Giagha de' più rinomati , òvi ila qualcheduno, cui monti 1* humore di fìngerli poffeduto dallo fpirito , che fenz’ altra pon- _ derazione (benché tutto di fé ne vedano patenti gl* inganni) la mefchi- na gente inuoca quel tale con molta fiducia , gli ofFerilce le proprie fo- ftanze , daeffo riceue rimedi), interamente pendendo da Tuoi detti, non altrimenti che Te fodero oracoli in fallibili, e ficurilfìme ditele . Vno di cofìoro chiamato Cabango-zalla, protettore de gli affamati, ha con¬ cordo grande , e quella gente neghitofa fpeffe fiate lo implora in fuo dif¬ fidi© : ma fenza dubbio le tornarebbe piu conto ricorrere à quello della fatica , elfendo la fame vn" euidente effetto , & vna pena proportionata alla naturale infìngardagine ; quindi fe la neceffità non è badante à riff uegliarli da quell’ oziofo letargo , in cui , più todo, che affaticarli, go¬ dono d’ infracidire , certamente ne pagano il fio , cadendone infiniti più affamati , che infermi ; oltre à che nelle delie malattie codumano di non cibare l’ammalato, fe da fe deflo con replicate efclamazioninon ne fa l’idanza. Veroè,chedouendofiilSingilla perfonalmente trasferire alla vifita di qualche infermo, fcorgefi vna molto rara follecitudine de parenti , che preparano copia grande di Capre , di Galline , di frutta , e di beueraggi à proporzione delio Singillamento , che vogliono cele¬ brare, perfuafijche Thonore fatto al Minidro ridondi in vtile dell’ Ido¬ lo , il quale fe per difgrazia foffe affamato , penfano , che non ifdegna- rebbe fauorire quella menfa , e ben auuenturato dimarebbefi colui, che haueffe potuto fatollare Y inedia di vn qualche fpirito ; in fodanza, delle viuande,fiano cotte, ò crude, fe ne foddisfà à nome dell' Idolo l’ ideffo Smgilla , che porta leco ancora tutti gli auanzi , e non ridorarebbe deli’ affaggiod* vn fol boccone l’infelice infermo; taluolta(non sò per qual fine ) inuita i circodanti à godere di tutto quello, che preparato haueua- no, pattuendo però prima, che debbano rifarcire con l’equiualente quella profana oblazione: ma s* egli incontraffe qualche durezza ne’ domedici à cagione della loro pouertà, non per quedo faprebbe compa¬ tirli d’ vn iota; anzi fulminando prefagio di morte all’infermo, & à tut¬ ta la famiglia,!! lafciarebbe molto ben’ intendere, denonziandoli colpe- uoli di qualunque Anidro euentoperla loro ingratitudine , e tenacità , mentre non l’ hanno compiacciuto delle fue giudifììme richiede j quindi fouente fotto quedo pretedo sfoga taluno il fuo maluagio talento ; con- ciofiache fi come non vi è al Mondo gente più rifentita di codoro , cosi à ibddisfarfi nelle vendette non ha pari la loro perfidia, vfando in ciò eziandio arti fopranaturali , e diaboliche, aggrauando i dolori airin- fermo,infettandoibediami3 lemandre,le famiglie, ed intimorendo LIBRO SECONDO. a4? tutti con illufioni di lame , e di fantafmi , fotto credenza, che fiano fla¬ gelli douuti alla poca dima verfo i Dei tutelari . In riflretto tutta V ap¬ plicazione di quelli Singhili dà riuoltaàquel primo principio di ren¬ derli intieramente formidabili , e di ampliare la grande autorità del lo¬ ro minidero . 70 Ma troppo abbondeuole materia mi fuggerirebbe la profefflone di quelli nefandi Giaghi , per diffondermi , fe ragioneuolmente non fof- pettaffi di naufearne con la fordidezza , più che diuertirne con la curio- fità coloro , che le prefenti relazioni guferanno di trafcorrere; per lo quale rifpetto, e per troncare la prolilfità,Iafcieròxhe l' altrui giudizio, ponderando le accennate cofe, conghietturi il reftante . Nulladimeno prima di fare il palfaggio ad altri racconti, conuiene pur anche alla mia penna intingerfi , e trattenerfi nel fangue di quelli barbari ; già che del fangue folo fembrano eflere auidi , nè mai latolli . Non vuò qui ripete- Gi hi ^ re quel tanto beftiale preparamento alla Guerra , di cui è facile cola ca- midabiU m uarne fufllciente notizia dalle Quixille di Tem-ban-dumba da me poc* guma* anzi delcritte ; balla folamente che le vittime , e le impudicizie accen¬ nate, precedendo T atto iftelfo della battaglia, prefagifcono quello, che ne hà da feguire . Quando fi azzuffano gli Eferciti , il Generale , ò il fuo Tenente ('conciofiache di rado egli efce in Campo) arditamente com¬ battendo, cerca di prendere qualcheduno de nemici, e con le proprie mani gli tronca ben toflo il capo fopra vn mucchio di pietre , ò altroue In luogo eminente, doue da ognuno Ila veduto; e benché nel femore della mifchia farebbe malageuolead altre Nazioni l’oflemare quello rito, non mancano però, nè ifudetti Vffiziali di efeguirlo , nè i Soldati fuoi di riuolgere la faccia, meglio che ponno, verfo colà,doue fi fuena glie . la prima delle vittime; quafiche Tefpiazione fatta per mezzo diefsa poffa infallibilmente donare la vittoria ; laonde quanto più predo fi adempie queda facenda , tanto coraggiofamente , e con più lena elfi combattono . Mà è cofa quali incredibile la confufione di vn fatto di armi, in cuifenza fo denere l’ordine delle fila, ò almeno il Corpo de* Squadroni, indidintamente, & alla cieca fi affollano , quantunque hab- biano Capitani , Sergenti , & altri Vffiziali : vero è, che ciafcuno di que¬ lli prefcriue alle proprie genti quale membro per appunto debbano fe¬ rire nel corpo deir inimico; e non è da recarli in dubbio,fe fia predo che impolfibile olferuare quede regole in vna difordinata battaglia, nien¬ tedimeno facendoli ciò, per dillinguere, e didribuire giudamente le car¬ ni de’ vinti alle fquadre vincitrici, ognuno attende à quello, che gli toc¬ ca, intanto che quando anche 1 inimico morilfe colpito in altra parte ( come fouente accade ) colui che Y vccife, immediatamente lo contra- feena in quella parte del corpo, che gli doueua feruirdi berfaglio; quindi Hh z ^rmi- z44 LIBRO SECONDO. terminato il conflitto con la prigionia di molti, lcielgonfi 1 Cadauen toiu di ut PÌU recenti da ripartire a Soldati , e del rimanente de viui , altri fi rifer- / nehitmana . bano per i facrifizi da farli in rendiméto di grazie, altri cuftoditi in vita, di quando in quando fi vccidono, per fatollare la ferina ingordigia : al qual fine combattendo i Giaghi mai non ceffono di fcorrere le Prouin» eie confinati, e d’incalzare i loro nemici, finche tutti rimangano ò prefi, ò morti 5 e quindi auuiene, che da gli altri Etiopi fiano fommamente te¬ muti . Nell* atto ifteflò di combattere, fe qualcheduno cade à loro pie¬ di , apertogli il ventre,ne fuellono tutte le interiora, e Angolarmente il cuore, che ancor palpitante diuorano ; la tetta , le poppe , i piedi , e le mani delle femmine ( conciofiache anch’ efse vanno in guerra ) prefen- tano,come delicatifsimo regalo, à Perfonaggi principali, ma intanto co¬ lui che Io porta fi foddisfà di cauarne vn’ occhio, di aprirne il cranio, per fucchiarne il ceruello , di tagliarne vna gota , vn’ orecchio , sfron¬ tatamente alferendo pofeia à quel tale , cui è detonato il donatiuo , che la frefea ferita fu colpo di guerra , non di latrocinio . Del 1 6 5 9. e del 1662, in Malfongano , & in Matamba conobbi due maluagi, che in vna {correria hauendo barbaramente col ferro aperte per mezzo due femmine , e rapitone il cuore , fe V erano d inorato . Con certezza alfe- rifeo , che molti, non per difpetto , ò per vendetta, ma folamente indot¬ ti dalla mera ingordigia di mangiarne la carne , vccidono chiunque in¬ contrano . Le Donne iftefle, benché di qualche tenerezza dotate.,ac- compagnanoi Drudi, &i Mariti, lòmminiftrando loro armi, viueri, e cfaghedd cluant0 hanno di bifogno , affinché il bottino de’ Cadaueri abbondeuo- h tteffain- le riefea : nell' azzufFarfi che fanno gli Eferciti , effe per non rimanere oziofe , attendono à rapire i corpi morti inditontamente di amici, e ne¬ mici, non tollerando, che la parte auuerfaria li prenda perfe; nel qual mentre alcune bande di Soldati le (palleggiano finche habbiano foddil- fatto al proprio interefle : effe fole fquartano in pezzi le carni, e cuocen¬ dole al fuoco, ammanirono quel ritto ro à loro conforti: ad effetto di che s‘ intanano nelle più folte macchie , ò dentro à qualche fpelonca , in tanta copia che fembrano fquadroni , per non efl'ere vedute ; ma il fu¬ mo , & il fetore di que’ carnami arroftitisù le brace, facendoli fentire da lungi con intollerabile pena di chi non vi ha,come effi , auezzo lo (fo¬ ni a co , ageuolmente le mani fella . Ragunati che fiano tutti, fefieggia- no con incredibile tripudio la confeguita vittoria , raccontando ciaìcu- sio di loro le fue prodezze 5 quindi fcambieuolmente inuitanfi à tracan¬ nare nappi ripieni di fiingue humano , e quando ei fia congelato, fi che non pollano fatollarne la rabbiofa fete , fe ne imbrattano tutto da capo à piedi il corpo, cercando nella immanità gli eccelfi, & il vanto. Ma fela temadieflere forprefi dall’ inimico li lprona à partire, vccidono tutti LIBRO SECÓNDO; 24* tutti que3 prigioni, che non effendo veloci nel feguirli , auuenturarebbo- no la loro faluezza ; e Io fanno in quella forma % Cinque huomini robu- fli prendendo vno di quei mefchini per le gambe , per le braccia , e per la tella,con beltiale violenza lo sbranano, eciafcuno porta fecolafua porzione nel luogo difegnato alla ritirata : coftumano lo llelfo co* Bam¬ bini , (laccandoli a viua forza dal petto delle proprie Genitrici, elfendo collrette taluolta anch’elfe à mangiarne; nella quale atrocità (che forfè non ha pari) facilmente s‘ accordano quelle infernali Lupe fenzacom- mouerfi punto , ò fentirne vn minimo horrore . Alcuni che fi pregiano di elfere compallìoneuoli ; mà io li giudicarei più tolto fpogliati di ogni Immanità , fcorgendo la pena, che foffrono le femmine in feguitarli men¬ tre fono grauide, empiamente aprono loro il ventre, e frappandone dal- l’ vtero i teneri corpicciuoli ,à titolo di fgrauarnele , fe li dinotano . Di quella inelcogitabile barbarie dilettoli! lungo tempo vn certo Signore, natoGiaga, & immafcherato col carattere di Cattolico; imperoche mutati gli accidenti del nome , mànon la foltanza de’coltumi, fotto pretelto di politica militare , faceua in quella guifa vccidere quante femmine , per la grauidanza (diceua egli)poteuanodifturbare la mar¬ chia , ò le ritirate ; mà in fatti egli era vn* ingordo diuoratore di Bam¬ bini, conciolìache della loro tenera carne rimbandiuane fouentela pro¬ pria Menla . Quindi fgridatone più volte dal P. Gioanfrancefco dalle fabbriche della Prouincia di Bologna, colà Milionario, nè volutoli giammai rauuedere, fù dalla DiuinaGiulliziainafpettatamente fopra- giunto , e con duplicata morte pagò in quello Mondo alla violenza le violenze , e nell’ altro fconterà perfempre la fua efecranda barbarie . Per auezzare adunque non tanto i proprij figliuoli, quanto gli adottiui prefi. in guerra à non prenderli naufea delle carni humane , à poco à po¬ co ne fanno loro gullare fenza che lo fappiano , fi che dileguatoli quel¬ la prima apprenfione, mangiano il cuore , e pofcia le interiora di qual¬ cheduno tetlè vccifo , con che diuentano arditi , e crudeli . Non molto dittante dalla Corte della Regina Zingha, mentre io vi dimoraua, vn certo huomo condulfe feco alla guerra vn fuo figliuoletto, il quale nel dare la caccia à gl’inimici, cafualmente nevccife vno; doppoi fopra- fatto da gran timore, tutto fmaniofo non celfaua di piangere : auueduto- feneil Genitore, e volendo liberarlo da quella molellia, tralfe il cuore dal Cadauero, e glie lo diede à mangiare ; indi conuocata la maggior parte de* conofcenti , con ellremo contento narrò loro quella (ingoiare prodezza, ecomedicofa,che indicaua feroce riufcita nel fanciullo di- uulgoifene per tutto la fama . 7 1 Egli è adunque più che vero, che le Guerre di quelli Etiopi , e fingolarmente de’Giaghi, per ogni leggiero motiuo fi accendono, e qua¬ li vam- Bambini , t Donne gra¬ uide -YCClft . Fanciul! i come %ati alln~t crudeltà . ’jPrefto fini** fcu Nè ft dà artiere sW mìmico. Dì nife de * Soldati » 24Ó LIBRO SECONDO. f. vampa 5 ò fulmine con preflezza lì terminano 5 conciofiache intimata la rifoluzione del Principe à Sudditi più vicini, quedi lo notificano à > più lontani 5 e fra tanto, neirincaminarfi, che fà l’Efercito verfo la parte dell’inimico , ognuno s’ indrada ; e bada che, didante vna giorna¬ ta dal luogo difegnato alla zuffa, fi faccia vna confufa Raflegna di tutte le Milizie: polli pertanto à fronte dell’ inimico (qualunque fiafi Pia¬ centino , cioè ò di gloria , il che è difficile da fupporre in anime cotanto vili, ò quello della penuria de viueri, mancando ben prefto i foraggi) immediatamente danno il legno della battagliai 'affrontano, fcaricano difòrdinatamente tutte le Saette auuelenate, nel qual conflitto forza è , che muoia di molta gente, indi con doppio colpo adoprado le loro Alle armate , e le Spade, feminano il Campo di Cadaueri , di fangue , di dra¬ ghe di horrore: ma fe vna Squadra, per qualche accidente auuilita, vol¬ ta le ipalle , il rimanente di quella parte , fenza fallo fà lo deffo j perlo- che inuigorito V auuerfario , la incalza ; e non potendo capire in petti codardi veruno dimoio di riputazione , ò raggio di prudenza, per rimet¬ terli , vcggond in brieue fpazio di tempo poco men che tutti facrificati al vincitore ; & in cotal guifa con vn folo combattimento , che predo finifce , termina eziandio tutta la Guerra . Taluolta però i Generali (fe pure foprauiuono ) giunti alle loro Refidenze , procurano di raccogliere nuoue Milizie; peroche non fempre fono deputate tutte le Prouincie ad vn folo fatto di armi , e vi ha per tutto chi affido di fangue , ò dimoiato dalla fuperdizione , concorre ad arrollarfì ; con tutto ciò à cagione de! fanguinofi conflitti difficilmente fi rimette in piedi vn* Efercito, fi rido¬ rano le perdite , e fi ripopolano i Regni . Nell’atto della battaglia à pochi fi dà quartiere , e pochi rimangono Schiaui ; peroche combatten¬ doli (comediiìì) fenza difciplina, la maggior parte muoiono: folamen- te nel fuggire fi fanno prigioni coloro, che per la tenera etàeffendo in- fufficienti al corfo , fono poi ottimi da allenarli in feruitù ; ma i vecchi , i feriti , e gli altri inutili , tutti à filo di Spada fatiano la rabbia , e 1* in¬ gordigia del vincitore: gli Schiaui marcati con alcun fegno, che li di- dingua, riferbanli per vendere à beneplacito di colui, che ne fece la prefa . Ogni Soldato , quantunque non Vfficiale, procura con qualche diuifa , òper dir meglio, con qualche picciolo fegno di fard conofcere didinto da gli altri ; e riputandola io vna cofa impraticabile , attefa la moltitudine , fui certificato da Perfone di credito , non folamente effer- fi codumato in ogni tempo , mà che effi non vi haueuano la difficoltà da snefuppoda: Alcuni portano incapo Cuffie coperte di varie piume, chi più, chi meno, e chiamanti Xallè; altri le caricano di piccioli cor¬ netti di Fiere ; altri perodentazione v* acconciano tante penne quanti fono coloro,che vecifero, altri con idrana defformità conficcano den¬ tro LIBRO SECONDO. 247 troia pelle fopra le tempia 5 corni ^peroche tra di loro è cofa decorofa comparire cornuti) oda di animali , rollri, piedi, e fimili; altri, lace¬ randoli tutto il corpo, imbrattano pofcia le ferite , e le cicatrici di bian¬ co, ò di altro colore ; altri dipingonfi tutta la pelle da capoà piedi: in- uentandone'più, che non faprei fognare, & in follanza riefce . Le piu¬ me di colore fanguigno fono priuilegio del Rè, che talora ne concede Lvfo à gli V fHciali per qualche fegnalata imprefa , limitando il tempo di portarle . Quando il rolfo è folo indica turbazione di animo nel Prin¬ cipe , e prefagifce Guerra 5 mà s’egli è mefcolato col bianco è indizio di Pace, 72 Mi perfuado, che da Portoglieli habbiano quelli Barbari appre- fa V importanza di prefidiare con le migliori Soldatefche i luoghi più ef- polli alle fcorrerie, e doue da prelfo a poco deuono affrontarli gli Éferci- ti ; follentano adunque con braua difefa le loro Libatte , e Chilombi , e quando il calo Ila dilperato, dando fuoco a quelle mefchine habitazio- ni, leuanoal vincitore la comodità di trouarui immediatamente il ri- couero . Le femmine Giaghe feguitano il Campa, per combattere anch' elfe, ò per aiutare (come accennammo) i fuoi Drudi : alcune però, e fin- golarmente le attempate , recandofi su gli homeri i loro fardeletti , fal- gono le più erte cime de Monti , ò fi nafcondono entro le cauerne , e vi muoiono di llento , e di fame , Mà quello timore, che ragioneuolmente infegna alla gente imbelle il procurarli lafaluezza, opprime fouenteil coraggio degl’ illelìi Soldati; laonde molti, comprefo appena il peri¬ colo di rellare vinti, sfuggono il cimento, cercando prima vn vergo- gnofo fcampo , che vn morire da valorofi . Defolate le Terre , e le Li¬ batte , non è credibile quanto maggiore fia il trauaglio de Milfionari, penando mefi, e mefi in cercare per queirerme , & horride forelle i fug- gitiui , fin tanto che la ficurezza li richiami alle primiere Contrade ; nè mai và difgiunta quella da vn* altra più fenfibile difauuentura ; concio- fiache la maggior parte di coloro , che vna fiata incalzati dallo fpauen- to, s* auuezzano à viuere conforme il loro genio belliale, folinghi, e fuo- ra del commercio humano entro le bofcaglie , mai più per veruno argo¬ mento s1 inducono ad vfcirne; e per quello fi è incredibile la perdita del¬ le Anime . Gouemo del Congo , e de* Tributi B. 75 T^XAll’ horrida abbozzatura, nella quale con ripugnanza impiegai la mia penna, deferiuendo collumi incolti, e ri¬ ti efferatiilìmij probabilmente potraffi dedurre quanto fia eforbitante lo fconcerto intorno alle cofe pertinenti al gouerno politico (e n hab- biamo ben ragioneuole fondamento di pervadercelo) frà coloro, che, ò il Luoghi pre* flettati . Femmine alla guerra» 24$ LIBRO SECONDO; ò il timore d'iddio non duo tenere in reaiftro , òl’humanaaimedutez- ■ ^ i. O J za ( di cui fono prilli affatto i Neri) non fomminiftra lume diffidente, per / difeer nere i principi], & operare co* termini propri; dell’ equità . A que- flo rilettali te infortunio foggiace il Regno di Congo , attefo che doucj puTTvl Montagne inacceffibiii ei fi dilata , le Contrade , e le Prouincje più mite . difanti dalla Metropoli malageuolmente mantengono la Fede lotto la, douuta vbbidienza, Angolarmente quando i Prefidenti di effe, alzando la teda, fpalleggiano le ribellioni. Intorno à quello particolare, due fconcerti accedettero mentre del io dimorami in quelle parti. Coftumafi (come dilli altrotie) che ogni tre Anni vadano alla Corte del Per tributarlo di vaffalìaggio,e di donatiti i raccolti da medemi Sud¬ ila fateti - diti , coloro che poffiedono Feudi , ò che prefiedono alla reggenza del- ■2$ del Rè . leProuincie ; colà pofeia ad arbitrio del Sourano, doppo che hanno fbddisfatto a" proprij doueri , vengono , fecondo l’ efgenza , proueduti di nuoue Cariche, ò confermati nelle prime . Vno di quelli tali Gene¬ ro dell” ifteffo Rè , e perciò collocato in vn Gouerno per douizia , e per ogn’altro rilpetto molto riguardeuole, maltrattando i V affalli, e la pro¬ pria Moglie, diede fofpetto di qualche fediziofo attentato; e poteua ben argomentarfene verif mile il fatto , per effere egli hiiomo infoiente, caparbio , e che fin’ alP fiora in vece di emendarli, dimoiato dalle moh te correzioni , che gli erano da parte del Socero fegretamente fatte , off tentaua con fuperbo fallo vn 'odinata peruicacia di non arrenderli : De¬ rìderò io pertanto di preuenire i difordini, mandollo con replicati inaiti A chiamare il Rè medefimo, proteftando , che la fola brama divederlo dettauagli quelle premure , e che con la fua venuta lo confermarebbe nel grado di quella beneuolenza, in cui, e per ricompenfa de predati ìèruigi , e per lo carattere di affinità F hauea fempre tenuto : A quelle dichiarazioni, alle quali daua maggiore impulfo l'autorità dell’ efprefìo comando , non s1 arrefeil Gouernatore; anzi fui vantaggio delia lonta¬ nanza afficuratofi, che riufeirebbono ifuoi difegni, e nulla curante la difgratia del Socero , diede fuoco alle mine , e confederatofi co' Porto¬ glieli, mode guerra ad vnJ altro Principe anch’egli Vaffallo di Sua Mae- dà . Due anni intieri perfidette in quella fcandalofa fellonia, in capo de quali, accomodate le differenze, con patti eziandio fuantaggiofi , e di poca riputazione all’ ifteffo Rè, fùriftabilito nelpoffeffo della dignità, affoluto fenza caffigo; ma quello che più rilieua, giudicoffi efpediente dalla maggior parte de' Conliglieri , che quando anche , doppo vn fal¬ lo cotanto manifefto , non veniffe in propria perfona , conforme richie- deua i'obligo fuo , ad implorare V intiero perdono , & à riconofcerne la mercè dal fuo Sourano , fi difsimulafse nè più nè meno quella reiterata protenda ? per non impegnare dinuouo tutto il Regno in altri maggiori feon- LIBRO SECONDO. 249 {concerti $ fegno palefe di fiacchezza d* animo , e di poca autorità , per ioftenere il gouerno di vna Monarchia . Poco difsimile fù quello , che {accedette nell’ Anno medefimo. Comandò il Rè, che vn tale fuo {fretto Parente , e Signore d' vna Prouincia con titolo di Duca , andaf- fe alla Corte; ma procraftinando quelli l’efecuzione , commoffoà fde- gno,fi rifoluette d’ induruelo, e di hauerlo nelle mani à qualunque par¬ tito: il Duca (il quale allaltre prerogatiue del fangue accoppiaua quel¬ la di concorrere alla fuccefsione in euento,che il Rè morifse) ftaua fem- pre sii l’ auuifo di qualunque nouità , affinché la trafcuraggine non pre- giudicalfe allefuepretenfioni; il Rè adunque, valendofi della congiun¬ tura , fi finfe grauemente infermo, e con replicati mefsiinuitollo , fotto preteflo,che hauendolo apprelfo di fe,più ficuramente lo conftituirebbe fuo fucceffore, e che in quel punto, dimenticatoli ogni trafcorfo, lo refti- piH ione t tuiua nella fua buona gratia . ( T anto poco ftimano i Rè , & i Principi mancamenm di quelle Contrade impegnarli in parola, con animo di mentire) Da to di parola quelle dichiarazioni allettato, fenza traporui dimora, portofsi alla Cor- . te; là doue appunto , delufo dalla fperanza di regnare , cadde preda dell’ inlidie , & appena certificato della trama , hebbe tempo di ritirar¬ li nella Cafa d* vna {ua ttretta Parente, forella dell'iftelfoRè; màquì pur anche alla fine , abbandonato dalla numerofa comitiua de Schiaui, e dell'altra gente, che per propria grandezza, e difefa condotto haueua, k Guardie Reali lo coftrinfero ad arrenderli . Quindi argomentiamo quanto differente fia la potenza di quelli Rè nella loro Metropoli, e fuo¬ ri di elfa ne1 luoghi lontani ; & àqual termine giunga il petulante difà pregio di alcuni, quando li conofcono habili à follenere la propria fortu¬ na . Ma nel corto di quella Illoria intelferò altri accidenti , che più ef- prelfamente lo dichiareranno . 74 Nulladimeno nell' atto di catturare i rei fi difcerne quale fia la Regiapodellà; imperoche , douendoli ciò fare, fiali quell’ infelice di re . qualunque condizione elfer fi voglia, i Minillri Io maltrattano di ballo¬ nate , lo fuillaneggiano , lo llrafcinano con molta empietà , e fenza pro- cefio , ò fentenza di confifcazione , sJ intende immediatamente priuo affatto di tutte le fue follanze ; laonde fpogliato di quanto porta in- dolfo , per fino di quel poco cencio , che velie per honellà , è collretto a ricuoprirfi con le mani ( fe può hauerle in libertà) ò rimanere ludibrio di chiunque il vede : anzi non di rado gl* ifteffi fuoi parenti, & amici ( ben¬ ché non colpeuoli) fono prefi, e venduti, come fchiaui, preualendo Tempre mai ad ogn’ altra forte di ragione , ò di equità , il barbaro genio di pienamente foddisfarli delle riceuute ingiurie . 75 Nel rifcuotere i tributi conuiene quali fempre adoprare la vio- lenza, e per quello vi fi ricerca molto tempo 3 e non ordinaria applica- v^ctiom09 ‘ - 1 j ' zione . \ Efatt&r » i emidi » Gouernatri ci fi marita 3*0, fora? . *jT° LIBRO SECONDO. adone. L’ifteffoRè,percauare ifuoi diritti dalle Prouincie più remo¬ te j manda a’ Signori di effe qualche regalo di Europa , com’ à dire Ac- quauite , Vini , Panni colorati , e Umili . L* illeffo praticali rifpettiua- mente da gli altri verfo la gente inferiore ; ma coloro che hanno quella autorità dirifeuotere , fe non folfero ben accompagnati, correrebbono rilchio della vita ; peroche trattano rigorofamente vedo iMobati, cioè Contadini, per indurli à pagare; e quelti,dalle angarie opprellffdi quan¬ do in quando ammutinandoli , danno loro affai che fare 3 e poiché non ponno vendicarli in altra forma contro quelli Teucri elattori, li cacciano via carichi di mille infulti , e di pochifsimo tributo 3 fingolarmente nes confini del Regno, doue non giunge il braccio della giuffizia, e doue non mette conto à i Rè impegnarmi! con azardo di perderne anche Tifi- tefio Dominio , ò almeno 1 5 antica proprietà . Con tutto ciò nelle Pro¬ uincie doue gli appanaggi della Corona fono aliai diminuiti, hanno i Regi] Minillrinuoue, e tirane maniere di approfittarli , maltrattando i Popoli , à fegno che nel paffaggio loro fembra effe re giunto l’inimico à depredarli 3 laonde molti Signori, che noi direfsimo fe ud a tari j, efib i feo- no le ltefsi per debitori alla Corte , fupplicando , che altri non fi a man¬ dato à rifeuotere con tanta infolenza . Cosi lo fpazio di molti anni pra¬ ticarono i Conti di Pinda, e di Sogno; e l’ efperienza hà fatto conofcere à i Rè , che quelli modi violenti cagionano ribellioni, guerre acerbif- fime , & irreparabili mine . In alcune Prouincie , tanta e la ripugnanza de’ Sudditi in non ammettere al loro gouerno i Mociconghi mandatili! ( mentre per V accennata lontananza della Corte arrogantemente pre- fumono di fotlenere vn’ antico priuilegio di non effer gouernati , fe non da Signori Natiui del Paefe) che alla fine farebbe neceffario rintuzzare l’orgoglio con V armi 3 nulladimeno la tema probabile di non rufeirne con riputazione , diffuade ancora da quello ripiego ; attefoche effóndo tutti coloro , ò la maggior parte Idolatri , ricorrono à fall! Sacerdoti , e per viad'ùicantefimi, tanto gagliardamente s oppongono à gli aggref- fori , che quelli, difperat i di con feguirne V intento, e fempre cop la peg¬ gio, fono collretti abbandonare l’ imprefa . Conferendoli tal’ora il Dominio,ò il Gouerno à qualche Signo¬ ra, che non habbia Marito, può ella feiegliere qualunque huomo piu le aggrada, dichiararlo , non so come , fuo Marito, e come tale, farlo ri- fpettare da tutti: Quella fòrte di contratto introdotto , e praticato da tempo immemorabile , follentano iNeri , eziandio doppo riceuuta la Cattolica Fede 3 e quantunque pereffere clandeltino, e lenza le debite cìrcoftanze, fi procuri di leuarne l’abufo, nulladimeno fi ftima impofsi- bile lariufcita,attefoche alle noltre diligenze colloro fi oppongono con quella innata protenda di non arrenderfi giammai, quando fi tratta di con- LIBRO SECÓNDO; zji contradirc alle proprie foddis faxioni; mafcherando del continuo le lo¬ ro coftumanze con qualche puntiglio : dicono per tantoché il Dominio rimane alla Donna , e che colui le ftà a* fianchi per buon rifpetto , e per appoggio negli affari della reggenza : ma quanto fia friuola quella fcufa lo renpe chiaro quello, che di più paffa occultamente tra ellì j laonde à mio giudizio il titolo di Quicomacondo , cioè di Marito , fenza fcrupolo potrebbe cangiarli in quello di Drudo: lo ftelfo coftumano iGiaghi del Regno d’ Angola , e di Matamba , con quefta fola differenza, che le fo- pradette Gouernatrici, per grand* honore, chiamanfi Madri del Rè . Cerimonie de i 2(è di Congo , e degli altri Principi nell effere eletti, e prendere il poffejfo • 77 P Vppofto che le antiche mete di tutto il Congo ( quantunque O ^1 prefente molto diuife , e riftrette ) confermilo tutt’ ora , almeno in apparenza, l’ antica dignità al loro Sourano , richiede l’ Ifto- ria di quefto Regno, che io qui riferifca le maniere, che fi praticano nel¬ la di lui elezione, e nell* atto di dargliene il polfelfo, e la Corona. Nifi* funo , che non fia del ceppo, e del Sangue Regio può pretendere di faii- re à quefto fublime grado ; e dicono elferuifi mantenuta fempre la Pro- fapia d ’ oggidì , la quale dopo che abbracciò la vera Religione , confe¬ derataci co’ Portoghefi , prefe il Cognome de gli Alfonfi , e fino al pre¬ fente lo conferua : poco importa però , che quel tale fia figliuolo , ò Ni¬ pote del Rè defonto, fpurio , ò legittimo , difendente da linea di mai- chi, ò di femmine. Nella elezione conuen^ono neceffariamente tre principali Signori del Regno, cioè i Manì-éffunda, il Mani-Batta , & il Conte di Sogno; ma perche i pretendenti per lo più hanno feguito gran¬ de , e fono poderali ; perciò la difpofizione ne gli Elettori non è fempre totalmente libera 3 e Ipelfe fiate tra quelle competenze $* intrude nei Trono non il più meriteuole, mà colui, che fui fatto ritrouoffi meglio proueduto dipartegiani, e di forze • Tanto accadde nella penultima elezione l’Anno 1 662. Quelle maniere difcrepanti dall’ equità altera¬ no perciò gli animi de gli efclufi , e principalmente fe vi è rimafto qual¬ che figliuolo del defonto, mettendoli egli in compronielfo d’ acquiftar- felo colmarmi alla mano, laonde per eftinguere vn sì bombile fuoco, non balla il Sangue di molte mila innocenti; con altrettanto pregiudizio della Chriftiana Religione , la quale , benché per la Dio gratia habbia dilatatiifuoi rami in quelle parti, nulladimeno corre vguale rifico di perderli neirauuamparedi fomiglianti incendi;', occorrendo per lo piu, che iPrencipidagelofia indotti, s’appoggino, e colleghino con gl Idola¬ tri più tolto , che co' Portoghefi , ò con altri Chriftiani . Non è per tan¬ to , che il Signor Iddio voglia abbandonata quella tenera Gregge, li 2 ^Pe* ’ ALFON • SICognome de Rè iti Congo . For^a pre¬ vali nella elezioni del Rè, Publica^io- ne del Rè fletto . Sua Coro • »o %iont . iyz LIBRO SECONDO, imperoche gPiftelfi Magnati, hauendo fucchiato il latte della Fede, con* cordemente procurano di fofienerla ; e quando non vi fi frapponga vna , troppo Puperba dualità , doppo di hauere proporti diuerii partiti , e fod- disiazioni, per acchetare i pretendenti, gli Elettori paffandofela di con¬ certo con qualche buon Sacerdote, ò Prelato , inlìltono , mercè la loro autoritàri coronare vn Signore , che fia zelante della Religione , e ve¬ ro Cattolico . Diuulgatafi la fama , conuengono i principali del Regno con infinità di Popolo nella Cittì Metropoli detta S. Saluatore sù la Piazza , eh1 elfi chiamano il Terreno , affine di publicare folennemente quale fia P Eletto . Frà tanto gli Elettori con numerofo corteggio van¬ no al Tempio maggiore ; fabbrica , che non ortante fia fiata dal tempo notabilmente corrofa, conferua tuttauia fegni riguardeuoli della ma¬ gnificenza de* Portoglieli, i quali, tant* anni fono, cioè nel primo in- greflo in quefti Regni, fplendidamente l’edificarono ; vero è, che oggidì fuori della prefente congiuntura , non effendo più in vfo per le funzioni Ecclefiaftiche , fene feruono i Rè per le publiche Vdienze: Erettoui adunque vn1 Altare , Piede alla deftra di dio nel corno del Vangelo il Vefcouo, & in fua mancanza il Vicario ; fi come nella parte opporta il Manì-éfFunda circondato da Principi, ciafcuno ddquali, non hauendo ancor penetrata larifoluzione ,fpera pur anche di edere adonto: alza- tofi quello Elettore, cala nei mezzo della Capella , e doppo di hauerui orato , ritorna al fuo luogo , di doue , ftando tutti in piedi, egli Polo par¬ la , efortando i pretendenti à non conturbarli , quando colla nomina di vnlblo foggetto fi Pentiranno efclufi dal Trono, dimofirando loro non ef- Pere defiderabile vna Corona , che inceppa 1* arbitrio del Rè , e che gli obliga ad efequire con lemma rettitudine quei tanto, che ridonda in benefizio de' ValTalii, e non altrimenti à fecondare i proprij appe¬ titi , e le proprie compiacenze $ infomma con 1* efficacia poffibile cerca di confortare ognuno di loro ad vna difappalfionata indifferenza per il bene di tutto il Regno, e poPcia , prononciando il nome dell’ Eletto , lo dichiara Pucceffore, e legitimo Rè del Congo . Al Pentirli quel tale pro¬ clamato pernuouo Rè, immediatamente fi proftra dauanti al Prelato , e nelle mani di lui promette di viuere Cattolico , e difpargere il fangue in difefa della vera Fede , di depporre ogni priuata paffione , di retta- mente bilanciare gli atti della giufiizia , e che à tutti farà, vero Padre : in Portanza le protefie proferite con voce intelligibile, fono fempre al modo de gli Europei , quali fi richiedono à Principi Cattolici : cerimo¬ nia introdottaui da Portoghefi, allorché con la dottrina di Chriffo vi portarono ifacrofanti riti della ChiePa . Il Prelato doppoi, prefolo per la mano , e condottolo à federe sù 1 Trono, gli tonfegna le In¬ degne Reali, e 1’ incorona j intanto che tutto il Popolo fecondo il / LIBRO SECONDO. & o co fiume proftefo alfuolo,come vero Rè, lorìconofce , e 1* adora. 78 La fucceflìone de gli altri Principi alle loro Cariche , e de* Si¬ gnori à loro Feudi , benché non fi nieghi ordinariamente à Figliuoli , & à Nipoti , tuttauolta non può dirli hereditaria , elTendo mera 1 ibera- non è bere- lità del Sourano il dichiararli eletti à quella : Nella quale azione par- (itiaua * ini d’ intendere, che il Popolo vi habbia la Tua parte; e credo lenza dub¬ bio, che i capì di elio portino tal ora le doglianze contro alcuni, e che addimandinolagraziaair iltelfo Re , efponendo le ragioni della loro Supplica. Trono ancora efferui molta differenza da luogo à luogo, at- tefoche non oflcruandofi frà quelle Nazioni priuilegio di primogenitu¬ ra , nè altro diritto di natura, ò di fucceflìone a fuole accadere, che il genio , e la potenza preuagliano aliai nell* animo di chi hà da eleggere; e bene ipeffo, in vece de* figliuoli, lìano dichiarati i Nipoti per parte di Donna, ò altri attinenti per linea tranfuerlale. In molte Prouincie ’yFeuiatatj- Capi fupremi, die fono eletti con immediata dipendenza dall' ifLePfo ^ Rè, hanno fotto di le altri Signori naturali del Paefe con diuerlì titoli kardiaati. vfurpati ( per quanto lì può comprendere) &apprefi da no Uri Europei, come adire, di Conti, di Marchefi, e limili, corri fpondendo ancora nell* altre condizioni à veri Feudatarij ; ma , a dirne il mio fentimento , quelle loro dignità vagliono poco ( feclufane la tirannica oppreffione de* poueri Sudditi ) mentre di qualunque minimo difpiacere, che tocchi sù 1 viuo chi gli ha eletti , pagano rigorofamente il fio , fpogliati fouen- te della dignità , delle foflanze , e della vita : nulladimeno , perche im¬ porta molto à Sourani non auuenturare il Dominio afioluto per vna pri¬ llata foddisfazione,comportano taluolta, e diffimulano nleuanti offefe, fingolarmente quando Scorgono V affètto de’ Sudditi inclinato à folle- ^ nere i loro Padroni compatrioti : non trafeurano però di mendicare ri mtiiae^g”0t pieghi , affine di afficurarfene, conciofiache nell* atto di conferire loro le inuefliture, gli vincolano con tante condizioni, e cautele , che mala- geuolmente ponno fcanfare il colpo : trà 1* altre , la più rigorofa è quel¬ la di comparire ne’ tempi determinati alla Corte, per rendere il douuto homaggio; e feaccadelfe , chericalcitraffero, minacciando guerra, c ribellione (attefoche non mancano mai appoggi, &adherenze ancoà più proterui) alP ora tutto il Regno metterebbefi in armi, per debella¬ re vii folo ; ò pure affine di euitare tanti mali, interponendomi! qual¬ che altro Perfonaggio , fi ridurrebbe quel ribelle ne’ termini del fuo do- uere : mà intanto fotto altro colore chiamato alla Corte, il Rè ve lo trattiene , e lo punifee come gli piace . Alcuni ve ne fono , che oggidì godono il pacifico, & indipendente polfelfo di certe loro antiche giuri!- dizioni, obligati folo à qualche tenue tributo , &àferuireal Rè con le proprie Milizie :màeifendo connaturale à quello Clima vn tirannico Infialile fe¬ deltà de' Congbsft * Benedizio¬ ne del Rèi fuoi Sudditi \ Alcuni ef- dufi da que $a grafia. Il Rè fi mendica con privare al * suni della. _• benedizione z$ 4 LIBRO SECONDO. fitto ne’ Signori , & vna incredibile petulanza ne* Vafialli ; perciò veg- gonfi cotidiane tragedie 3 eziandio in quelli, cheprefumono di hauere già ftabilito vn’attbluto, e difpotico dominio; fiali, ò perche ne* Tri¬ bunali della Corte Sourana fi querelino i Sudditi delle intollerabili an¬ gurie, ò che i Miniftri,fotto colore di folleuare glìoppreffi, fomentino le riuolte, per cauarne emolumento; in foftanza viuono quafi in perpetua guerra , ora intrufi, ed ora con altrettanta violenza difcacciati, rima¬ nendone Tempre con la peggio la mifera Plebe , che v* impegna gli ha- ueri, e vi fpargeil lingue. Contuttociòl* innata ambizione di domi¬ nare inftilla nell’ animo di molti quella prudenza , di cui vniuerfalmen- te fcarfeggiano, sì per guadagnarli l’affetto de’ Popoli, sì anche perri- pararfi dalle infidie ; ma per quanto fiano efatte le circonfpezioni,pur ci rimangono jperochedoue la Fede vacilla, fuperfluo è ancora ogni ri¬ guardo ; laonde tra Neri , che poco apprezzano la lealtà dell* animo , e molto meno la propria vita , non fono cofe da ftupirne gliodij intermi¬ nati , il continuo allarme , le ftrauaganti vicende di fortuna, e le deplo¬ rabili peripezie di tutto lo Stato . 79 Vna cerimonia molto riguardeuole, principalmente per la (li¬ ma, con cui vedefi praticata, vfano i Rè del Congo, e volgarmente chia- mafi benedirei fuoi Sudditi, A certi tempi determinati, òquando af¬ fronta il giorno di qualche ttraordinaria, e publica allegrezza, cógrega- fi tutto il Popolo su 1 T erreno maggiore della Città , attendendo dalla benignità delfuo Sourano quella, eh’ elfi reputano pregiatifsima gra¬ zia . Efce egli con tutto V imaginabile decoro , e pollo fi in luogo rile- uato , diftintamente offerua , fe vi fia qualche immeriteuole, e non veg- gendone , ò non elfendo auuilato in contrario ( imperoche vna fitta ima¬ ginazione trattiene coloro , che fanno di ettere colpeuoli , & indegni, fi che veramente non ofano comparire) con la mano delira alzata, mouen- dola à guifa di paralitico, fenza proferire parola , torce le dita or qua , or là fopra gli alianti; e quella appunto è quella dimoftrazione eftrinfe- ca,per la quale ogni Suddito prefume,e gode di eflere amato dal fuoRèt laonde fe tal vno in quella funzione fofle per ordine di Sua Maeftà difi. cacciato, come immeriteuole,non trouarebbe fcampo da gl’infulti della indilcreta Plebe , fin tanto che pei mezzo di qualche fauorito nonvenifi. fe di nuouo pubicamente ammetto à parteciparla. Più volte quella ma- lauuentura cade fopra Perfone titolate , e più facilmente fopra di loro , perche, quantunque confcij di qualche reità, non volendo moftraifi per¬ ciò euidentemente tali, ò pure non permettendo il loro grado, che fi fottraggano dal comune corteggio, compariamo infieme con gli al¬ tri, & allora appunto il Rè pienamente fi vendica dell’ ingiurie, fin'à quell’ ora con prudente dilfimul azione fofferte . La medefima cerimo- LIBRO SECONDO. 25*5' nia praticano rifpettiuamente gli altri Principi co* loro Sudditi; & in quelle parti riefce ottimo ripiego , per mantenerli confolati , & in vn ficurifsimo capitale di buona corrifpondenza . 80 Mà quanto al conferire gli vfficij , e le dignità , collumano vn* Moio di altro rito , nel quale apparifce la Maeftà del Rè , e la fingolare fommif- dm l’inut- iione di colui, che riceue l’honore . La mattina per tempo con tripli- dt' cato fparo di Mofchetti , e con altri Tuoni militari, li publica la fella; al terzo fegno , efce il Rè , & allifofi in Trono , tutta la gente fi prolira in atto di adorazione , più che di olfequio : in quello mentre colui pompo- famente adorno di quanto può fommin Tirargli la propria facoltà , & ac¬ compagnato da numerofa comitiua di Amici, e di adherenti (confillen- do anco trà Barbari il concetto de’ Perlonaggi da quelle elleriori appa¬ renze) viene introdotto da gli Vfficialidauanti al Rè, dal quale è ac¬ colto con fomma grauità ; doppoi genuflelfo , come gli altri , afcolta dalla bocca di lui vna fuccinta efortazione; accetta le conuenzionfgiu- rando diolferuarle ; e riceue le infegne confluenti nella Berretta , ò Bo¬ netto ( di cui parlammo altroue ) ricco più, e meno, a proporzione della dignità , vna Scimitarra al fianco , vno Stendardo nella delira, &vn Tapeto con priuilegiodi vfarlo. Infiniti fono gli atti di profondiamo olfequio, che in quella funzione prefcriue il Rituale de’ Conghefi al nuouo Feudatario: abbalfa più volte la fronte sù*l terreno, da doue raccoltala poluere , eie lordure, non celfa d’ imbrattarfene più che può, fin che facendo cenno il Rè , gli è permeilo alzarfi , & allora con LIBRO SECONDO. con vn feileuole dibattimento di palma à palma , efprime fenfi di giubi¬ lo ? di gratitudine , e di ringraziamento . Co o 8 1 Accennai altroue ciò che fi coftuma intorno al portare i Bonet- me *l luna’ ti, & vfare le Sedie , contrafegniche difiinguonole perfone graduate ; nslie refia dire , che nelle funzioni publiche quando fifa Corte al Rè, ilMa- llro delle Cerimonie a (legna à ciafcuno de’fudetti priuilegiati il pro¬ prio fito,accioche commodamente vi diano con le loro comitiue , ne gli angoli della Piazza ; non eflendoui Teatri, òSale capaci à difendere tanta brigata . Ma fe vengono per bingare ( come elfi dicono ) cioè per chiedere , ericeuereii vitto (nel che volontieri s’accordano) allora non è tollerato loro Pvfo del Bonetto , e della Sedia , anzi tutti indi- fintamente Hanno ritti in piedi, ò profeti sù la nuda terra, incrocic¬ chiando le gambe, fecondo il coftume di tutti gli Orientali, non diftin- guendofi dalla infima Plebe . Solamente i Portoghefi , e tutti i Bianchi adoperano Scabelletti, ma fenza l’ appoggio . Caratteri -ft 0 pwpc>feto di giacere coricati nella fudetta forma , è cofa rara il ‘vedere non bebbeta con quanta de [ire e facilità trauagliam i TV eri tutto quello che fanno ; quin - * Congbifi* fi 0r Tentai , che molti dopo di hauere imparato à fcriusre Caratteri Europei nano , e la- ( conciofiachc non fi sà , che fra, di loro ne habbiano giammai battuti di forte al- «orino, cuna ) nè meno all’ ifteflo Rè, che lo fa nell’ atto di edere afiunto al Trono, imbrattarti perfuadendofi vniuerfalmente i Neri, che non vi fia elprellione più viua la faccia* per dichiararli obligato al benefattore , quanto che modrandofi imme- riteuole, e che P honore nceuuto deriui dalla di lui mera benignità: quindi terminata che fia la funzione comparirono ancora lordi in qua¬ lunque adunanza, fenza punto vergognarfene : notai praticarli ezian¬ dio da coloro che fono deputati mediatori per decidere qualche dilpa- rere : vero è che le perfone di vguale condizione non lo comportano, appagandofi del dibattimento delle mani,ftile il più famigliare fra que- de Nazioni . 83 I Rè habitano Tempre in S. Saluatore , altre volte detta Con¬ go , Città Metropoli , che Ità fituata fopra vn’ erto colle , la cui cima è Città di s. piana, aprica, amena, e fpaciofa : farà capace di feflanta in fettanta mi- la anime 5 & elfendo frà lunghi viali di bellidime Palme ordinatamene te difpode le fabbriche , fecondo il cofiume del Paefe, introitate di vna calce candidifiìma, e molto lifcia, formano deliciofa leena all'occhio, € che forfè non dilpiacerebbe à qualunque Europeo . I primi Portoghe- ^ ' . . liedi- LIBRO SECONDO. 15:7 fi edificarono Tempij molto magnifici, vna Rocca per loro refidenza fontuofa, e grande, con altre particolari habitaz ioni, che il tempo ha pofcia concimate ; rimanendoui oggi giorno (blamente i muri citeriori della Chiefa maggiore , vn vallo recinto à foggia di Parco , che leruiua per i quartieri delle Soldatefche , e poco altro . Nella fudetta Rocca i Neri hanno compartite numerofe ftanze , e mi viene riferito , che fiano molto giudiciofamente difpofte , per feruigio della Corte , che vi dimo¬ ra . Le Cafe particolari de* Portoghefi cotidianamente fi edificano col buon difegno di Europa , eflendoui introdotte à quell’ hora maefiranze di ogni forte; e fi crede, che vi habitino da circa quattro mila Bianchi. Ma quella Città foggiace à frequenti defolazioni per le guerre ciurli, fingolarmente nel tempo della Elezione dei Rè: laonde non ha molto che per fomigliante emergenza i Neri l’ abbandonarono affatto ; tutta- uia perche con pari prontezza , e facilità sfafciano , e riedificano le loro Cafuccie,in pochi giorni tornoflì à ripopulare come prima. Il Rè ha vna „ I r ° ,, j . 1 . • s r n Corte , e fa» Corte, che non vguagha quelle de Principi Europei,tuttauia vi e finto, e fi0(itiRè, nobiltà proportionata alle altre códizioni del Regno. Quando egli efce in publico , le Guardie, armate di archi, dilancie, e di mofehetti, inor- dinatamente fanno la feorta: dietro ad eflì vanno i Sonatori, toccan¬ do i loro barbari ftromenti, & anche i Pifferi, hauendone da Portoghefi apprefo 1* vfo , col quale fefteuole , benché non armoniofo concerto, accordano fouente muficali encomij intorno alle prodezze, & alla ma¬ gnificenza del Rè prefente , e de’ fuoi Aui ; & in quella forte di compo¬ nimenti fornmamente adulatorij, fono aiutati da certi Araldi , che ma¬ neggiando Mazze di ferro con alcuni Campanelli , fi fanno fentire ben da lontano: doppo quelli la Corte bafia( Palafrenieri direlfimo noi ) pofcia i Paggi , gli Vffiziali, e grande numero di Caualieri detti Croce di Chnllo, Ordine molto nobile, inllituito da primi Rè Conghefi Cattolici, e fino al giorno di hoggi foftenuto in molta riputazione: fi¬ nalmente comparifce il Rè,feruito da due Scudieri giouanetti, di fargue illullre , vno de’ quali porta vna grande Targa coperta di pelle di Ti¬ gre , & vna Scimmitarragioiellata, l’altro tiene in mano vn baitene co- perto di velluto rolfo , guernito d‘010 con vn Pomo di argento malfic- cio: à fianchi Paffiilono due , che fuentolano code di Caualli , quali in atto di cacciare le Mofche ; e quella trà le Cariche familiari , llimafi la più riguardeuole : vn Caualiere de’ più fauoriti porta il Paratele di da- mafeo cremefino trinato d* oro fempre aperto fopra la tella del fuo Si¬ gnore. Nella Chielà i Cerimonieri diffondono vn grande Tapeto , & Sue Cm- accomodano due Sedie fenz’ appoggio , la maggiore ad vte di faldillo- rio per inginocchiarfì fopra cufcini di velluto, V altra più balfa per allet¬ tarli : vn Chierico gli porge la candela accefa , ed egli la confegna ad, r 1 Kk ™ di Corti « Splendor? ài tjfa in che gonfi Ho P Cariche do - mefìkb? . ajs LIBRO SECONDO- vn Paggio , mentre fi legge il Santo Evangelio , il quale finito gli è por- tatoà baciare:allGffertorio,accofhndofi~al Celebrante, bacia la Pate¬ na , eprefenta la fua oblazione : nell* atto dieleuaifi il Santilfimo Cor¬ po , e Sangue di Chrifto ripiglia il Cereo accelb,fino alla poftcomunio- nej e fra tanto i Sonatori formano qualche finfonia: in tutto il tempo del Sacrifizio ftà con le ginocchia piegate , ò ritto in piedi , non appog- giandofi mai, nè mai fedendo ; terminato che ila, di nuouo fi accortagli* Altare , &il Sacerdote legge fopra di lui vn’ altro Euangelio : doppo il quale , portoli à federe , accoglie benignamente alcune Pedone princi¬ pali , che gli addimandano la fua buona gratia, e la benedizione : porge Cortefemente la mano à tutti quelli, che gli piace di fauorire ; e quefto atto (limali alfaiffimo; onde tal vno denta anni, & anni, fupplicando per via d’interceffori, affine di giungeruhad vn folo peròjcioè al fuo Pri¬ llato, ò fia Mennino fi permette di baciarla . Fatto quefto, di nuouo s in¬ ginocchia , e con lo lleifo ordine fi parte dalla Chiefa; ma prima d’vfcir- ne, è curiofa da rifàperfi vn’ altra cerimonia. V no di quei due, che por¬ tano le code di Cauallo , portoli in mezzo della Chiefa,òfopra la foglia della porta di efla, genufieffo dauanti al Rè , torna à fuentolare le code , mà con atto differente , e farebbe quafi come fe adoperale P Afperfo- rio, doppoi con tré palmate diftinte, efonore indica allegrezza (per quanto dicono elfi) à nome di tutto il Popolo per la di lui buona falute : ma conuiene , che ftia ben auuertito di fìffare attentamente lo fguardo in elfo 5 indi s’accofta à baciarli la fola eftremità delle dita , e non più ; e ritirandoli addietro, fenza punto alzarli in piedi, replica tré volte quefta medetima azione, finche gli è fatto cenno che fi rizzi, e che ferua, accompagnandolo come prima. Nella Corte non mancano \ fficiali con diuerfe Cariche, come Auditori, Giudici , Segretari, Configlieri, e fimili, mà però hanno poco difturbo; atte foche ogni grande affare ter- minafi in poch*ore,e lefpedizioni fi fanno più à bocca , che in carta : la¬ onde non effendoui in ogni luogo chi fappia leggere, ò fcriuere, e volen¬ doli commettere alcuna cofa ad vn Soua di quelli più ordinari; , i Can¬ cellieri fpedifeono huomini apporta con certi cotrafegni , perche fia loro creduto, e con la inftruzionedi quello, che deuono dire da parte del Rè3 onero fi mandano lettere à Gouernatori delle Prouincie, e per ordina¬ rio i Miffionari j , ò altri Sacerdoti hanno la briga di leggere , e di rifpon- dere- Tutto lo fplendore adunque fi reftringe nella gente da Guer¬ ra , e nel continuo concorfo de* Vaffalli , che vengono con grand ì corni¬ ti u e à rendere homaggio „ Le Cariche familiari (per la naturale gelofia del Principe) fi difpenfano quafi per eredità, e fi efercitano con cautele grandi ; tuttauolta ancor quelle fono inftabili, per le grandi mutazioni , alle quali foggiace quefta Corona . Le femmine Hanno perpetuamente rinchiu- LIBRO SECONDO. 2*9 rinchìufe; hanno però luoghi valli, fortemente guardati da grandi, e pemmi fpinofe fratte , e fopraintende alla loro custodia il più intrinfeco del Rè. di Corte. Quanto poi alla fua Reale Perfona , potiamo dire , che vniuerfalmente loferuano tutti forzatamente, àguifadi miferi Schiaui fotto la sferza, più per tema , che per affetto . Se gli occorre toffire , ò fìarnutire , tut¬ ti li circoftanti5fenzà dire parola, battono le caftagnuola con le dita, e fouente i Cortiggiani più efatti adulano quella fua necelfità , fingendo ilmedefimo. Se eglipafiaattrauerlò di vn Campo, doue fia qualche Folletto , ò altro impedimento , fanno vn certo loro cenno, auuifando- lo, che non inciampi . Se fputa (benché per 1 ’ vfo immoderato del Tabacco in fumo , altro non facelfe tutto il giorno ) le fià fempre a fian¬ chi vno , la cui incombenza è di finitamente coprire quelle immondez¬ ze con la poi nere; ma quello tale non impazza , nè denta molto in ritro- uarla, mentre il pauimento di qualfiuogiia habitazione altro non è,che nuda terra , e femplice arena . Origine del "Regno di Congo , c de' f uni Re . Hf T Ndarno cercaremola deriuazione del Regno Conghefeda X gli Antichi più eruditi , i quali aflolutamente negandoalla finezza dell' fiumano ingegno gli e (perimenti del valore , e dell’ardire, ci defraudarono delle più recondite, e necelfarie cognizioni di vn Mon¬ do, che ad elfi fembraua troppo imponibile , & a noi fembra tutt’ ora troppo nuouo; attefothe l’Arte Nautica, efercitata in que’ Secoli fenza, il profitteuole vfo della Calamita, efenza la raffinata perizia de’ mo¬ derni Piloti , trattenendoli mai fempre in viltà di terra,allolcoprire del¬ la formidabile'Caunaria , oliali Capo del Sus, Pvno de 5 piedi cioè, che il famolò Atlante immerge nell’ Oceano Occidentale in gradi 29. di qua dall’ Equatore , qui ( dico ) arreftando il corfo , & amainando le Vele, fece credere à coloro più tìmidi che figgi , douerfisù quelle viti- me, e tempeltofe fpiaggiecon erudita inuenzione fcriuere il titolo , o diciamo il nome di NON, formandone pofeia va’ imaginana , ma da elfi foflenuta per irrefragabile Thefi; Che di lì da quel Promontorio m.fe , non farebbe fato po/Jibile auan^arf ad inuefigare altra T erra , antica nani- altro Alondo . Con quella malfima, la quale fù comunemente xiceuu- &*VGnt • ta , non hauendo altro da foggiungere , o difegnare in quelle Mappe ri- nomatiffime , dieronofine i Geografi d 'all’ora alle narrazioni Iltoriche, e folamente chimerizarono alcune fauole , ombre del vero, ma vere fin¬ zioni . Strabene vno di quelli, nel fecondo de’ fuoi Libri affaticali di ^ confutare con ogni lludio 1* opinione di alcuni, i quali ammetteuano , c. 1 effe di come cola veriiìmile , il poteri! auanzare affai più le mete alla nauigai sitatine. lik z zione E di Tolo - meó , Guinea fco, perla • Ignoranza cniìigo degli Etiopi . 2éo LIBRO SECON DO. zione dique’ tempi,adducendo elfi in proprio fauoreil decantato viag¬ gio di vn tale Eudoxo , che dicefi, edere viffuto nel Secolo de’ Tolomei di Aldfandria, & hauerlo fatto à fpefe di quelli eccelli Rè dattorno à tutta T Africa ; confumafi quefto Autore in produrre mille argomenti > alfine di farla credere mera inuenzione di vn genio fìudiofo, ò troppo inclinato à fingere cofe grandi , e proportionate per adulare la magna- ' nimità di vn Monarca 3 concludendo 3 che farebbe graue ingiuria della verità3il predare intiera fede à fomiglianti rapporti . T olomeo , il Geo¬ grafo 3 anch'egli, guardingo, e fofpettofo di non dir male, quando to¬ talmente contradicefle , fe la pafia in fauolofe defcrizioni, nella quarta delle fue Tauole , doue delineando il corpo dell’ Africa, finge nel fian-, codi effa verfo Occidente, Monti, e Regioni ideali, e colloca per vi- timaellremità, dieci gradi di qua dall’ Equinoziale, le fcofcefe balze di Theon Ochema , cioè Carro del Soie > del Dauci , delPIon, il Campo Pirro, le folitudini de gl’Ièfofagi, & alcune altre , quad vn tratto di nude arene , incolte infruttifere, arfe da cocenti raggi del Sole, che verticalmente le percuotono, e perciò inhabitabili: ma quefto fpazio appunto , è la grande Guinea ? che fi diftende fino a Pagelungi , e fino ad Agefimba , rifai to vaddfimo di quella parte della medefima Africa, riconofciuto da moderni Piloti, allora quando ingolfati!] in mezzo all’ Oceano (per ben dìfcoprire i termini dell’antica Elperia Etiopica) fcor- ferotant’ oltre, che fuperato ogni timore , s’auuenturarono di pafiare , con profpero euento il tremendo Equatore , e la incredibile Zona Tom rida . Ed ecco appunto il maffimo de gl’intoppi, che ben m’ auuifai, douer interrompere la testura alla mia ìfioria? di cui non èia patte me¬ no defiderabile quella del rifaperfi l’origine delle Nazioni , il cornili- ciamento de’ Principati , e de’ Regni : ma fe quella prima difficoltà ren¬ derebbe ragionerie lo fcanfo di pretermettere alcuna cofa , cercamene te più mi confondo , che doppo di efferfi già fcoperte le Prouincie , del-, le quali andiamo diuifando (e farà circa due Secoli) conofcendomi de¬ bitore di darne qualche contezza , fon coftretto mendicarne i lumi dal¬ le tenebre, che portano più che sù'l volto, nell’intelletto quelli nodi* Etiopi, à quali , come à difendenti del maledetto Cham, toccò indu¬ bitatamente trà gli altri calighi vna molto fofca ignoranza , & vna flo- lida difaffezione à tutte quelle fcienze , col cui mezzo fi trafmettono a poderi le più decrepite rimembranza* Fidiate adunque da coftoro, prima che riconofciute le lettere, e non conferuando perciò appreifo di fe i confueti Regiftri , ò altra forte di Cronache , ci è flato d’ vopo di- penderedalle vocali tradizionijfouente/alterate dalla familiare incon- fiderazione,con che padano da bocca à bocca, fingolarmente frà Negri* 1 quali effendo per natura Zotici, formano nella loro mente vno drao.r- ... dinario LIBRO SECONDO. zSi dinario concetto intorno alle più fconcie iperboli ^ e Senza badare , Se pollano nè meno idealmente Sufiìftere, le Spacciano come articoli degni d’ interiflìma credenza , 85 Alcuni però 3 i quali prefumono di Sapere , e forfè indouìnano Dglla ^ qualche; cofa , computano vna confufa adunanza di Popoli , di Regoli , pria origine e di Principi > che ripartitamente polfedeuano tutto quel tratto di Pae- fba^°fac^\ li , che oggi giorno chiamali il Regno del Congo . E Te vogliamo l'opra gbept 4 la certezza di altre notizie ammettere il verifimile, potremo Scuramen¬ te perfuaderci , che li come /’ Africa- (fecondo l Arabie afta Etimologia ap - preffo Stradone ) è ‘Vnagran parte del globo terreflre , diuifa , e fu-bdiu-ifa in di - uerfe Dominazioni 5 cosi in conseguenza , che il Congo ancora folfe della fiefia natura, cioè, ripartito a diuerfipolfeditori . Vero è, che altri cer¬ cano ribattere quella opinione , adducendo , che vn tale Ifrico fuggiti¬ ti© dall’ ASitia , trauerfando F Arabia Felice yi entrò primo di tutti , e vogliono, che collui ne vfurpalTe F intiero Dominio , onde da eflò le de- riualSe ancora il nome d’ lirica, ò Africa \ nulladimeno mancandoci i rifeontri de Tuoi progredì , e Sapendoli Solamente, che incalzato dall’ ar¬ mi de’ fuoi Emoli , e nemici , andò errando alcun tempo lino à fermarli nella Mauritania , & in quella Regione appunto, doue pofeia germoglio F Impero di Cartagine , panni inuerilimile , che il Congo remoto, e fel- ua"gio forte così Sollecitamente cercato da "li huomini d’allora per vna Semplice auidità di Snidami le Fiere, <5c i Mofiri.E’ adunque molto con¬ sentaneo allo fide politico de’ Conquillatori della Terra, che dopo di elserfi cominciata ad habitare V Africa , i popoli già moltiplicati, riflet¬ tendo alFangullia de’ lìti,cercaflero neceffariamente nuoue Campagne, e Prouincie, per alimentarli ; nelle quali imprefe ben Sappiamo, che quando era determinata la traSmigrazione , deputauanfi i Capi, ò Con¬ dottieri di erta , e che idealmente diuideuano fra di loro le future con¬ quide , prima che s’ incaminalfero le falangi \ accioche giunti cola, fof- fero immediatamente acclamati, & vbbiditi come veri Conquillatori, Padroni , e Regoli di quel tratto, che occupaflero. Con quelli luppoli! vniuerfili la discorrono i Conghefi circa la loro origine , e faluarebbono la propolìzione , quando non la inuiluppaflero fra mille inezie , e ira mille fogni , Ma ( ripigliando il filo ) furono pofeia coll’ andare de Se¬ coli dalfa prepotenza di alcuni, e dal volubile genio de’ Popoli, Sog¬ giogati , o deporti i Tiranni 5 fi che conSumando Se rtelfi , e vendendo la propria libertà , queJ tanti membri diSuniti , & impotenti à reggerli, Sen¬ za quali aunederlene, rimafero inceppati da vna fola Corona 3 e da que¬ lli periodi, che dileguarono la confufione, con repentina metanici lofi Jiebbe Suo cominciamento la Monarchia del Congo , Il primo che ne godertele prerogatiue, dicono, efsere fiato Lu- z6z LIBRO SECONDO. Primo Rè o La flìrpe di Luqueni, &i Tuoi difendenti, mantenendoli con vi- Profapia di gore nel poffeffo delle conquide, cinfero d’ indi in poi le tempia di Reale Luqutni . j)iaeiema ; e quantunque , per non efferui dato chi fapede tenerne con¬ to, fidano fmarritiinomi;nulladimeno trà le più famofe notizie fer- banfi ancora , non sòquali tradizioni della loro grandezza , e potenza; laonde potiamo credere , come cofa indubitata , che oltre à tré fopra- nominati Regni Congo, Angola , e Matamba, ne poffedefiero altri, de' quali nè più nè meno tutt ora s’ intitolano Rè, cioè Conge , Reamolaz- ga, Paghelunghi dietro le riue più mediterranee del Zaire, gli Anzi- qui , LIBRO SECONDO. qui , Anzìcana , Loango , Chitìfama , gliAmbondi, Angoi, &ilCac- congo. Tanto fi è potuto imparare da Neri circa l’origine, eia ferie de’ loro Rè, computando tutto il tempo, che vitìfero occultismi à gli Europei , e Ho per dire , ignoti à fe ftelìì . 5>i E da fupporre , che per l’ addietro i Conghefi non credetìfero, ^ anzi nè meno fognafiero, efserui altra Terra, altro Mondo, eccetto fen ^ fon - qualche confine del Regno , ò al più qualche tratto della Regione delli merci0 • Abbillìni , che è 1 ’ Etiopia Superiore, occupata in gran parte verfo Le- uante dal Prfteianni, ò diciamo Preteianni, e verfo Mezzodì, dai Mo- nopatapa, amenduepotentiffimilmperadori : conciofiache quanto al¬ l’America, perla vaftità dell5 Oceano , che la diuide dall5 Africa , e per non efsere ancora in vfo quella nauigazione, era imponìbile, che la conofcefìfero j fi come da vn‘ altra parte , le interminate folitudini , & i fcofcefi Monti impediuano totalmente il commercio fra le fudette, e qualunque altra Nazione ; fino à tanto , che fotto gli aufpicij del pijffi- nio Principe D. Arrigo Duca di Vifeo, equintogenito del Rè D. Gioan- ni,i Portoglieli per delio di gloria, poftergatoogni timore , determina¬ rono di aprire il fianco all’ Oceano, e la ftradaal Santo Vangelo. Edi¬ ficata adunque in quella prima imprefa su la punta del Capo S. Vin¬ cenzo, la Villa dell’ Infante, chepofcia fu detta Ternabile, òTerza- nabile , penfauano di hauerehormai polla Pvltima meta alle fatiche, quando quel ben5 auucnturato Prencipe, da celelle impulfo animato à profeguire intrepidamente la nauigazione , armò nuoue Carauelle lotto i Stendardi della Immacolata Vergine fua Protettrice, econfegnollea peritillìmi Piloti natiui del Regno di Algarbe fuoi VaflTalli , i quali s* inoltrarono fetìfanta leghe; ma ritardati dalle formidabili Secche del¬ la Guinea, fi trattennero dattorno à quel grande Promontorio, dal- T anno 1410. fino al 1420. fenza tentare d auantaggio. GodeuaDon Arrigo qualche frutto di quello difeoprimento , ma non foddisfaceua- fi appieno la fua brama , fermamente indirizzata à dilatare la Fede di Chrillo 5 auuegnache douunqueifuoipofauano il piede , addomeftican-i do con la nouità de5 collumi, e de* riti le genti habitatrici delle fpiag- gie , ageuoimente induceuano il genio curiofo ad afcoltare i nuoui Dog¬ mi , &à concepire diuoto affetto verfo la Cattolica Religione. Del 1420. Gioanni Confaluo, & Egidio Annes Direttori di quella incomin¬ ciata imprefa, date le vele àprofperi venti, (coprirono da lungi i ellre- Ime rupi della grande Guinea, che fono F vltimo termine della Etiopia Occidentale, e volgarmente chiamanfi Sierra Liona . Martino V. Som¬ mo Pontefice, & 1 fuoi Succeflori, volendo rimunerare le prodezze di Ar- rigo , dichiararono , che la parte difeoperta , e che in auuenire diicopri- à p0n0~ rebbefi da Portoglieli lungo le Colle dell’ Africa , dal Capo di Boiador gbtfi * LI Quadrante per la Na¬ vigazione» 14 $$»èfco. peno il Con &° * Sogn&ì pri • ma [piaggia dotte sbarca • tono t Por- $ogbefi . Ammuffì al¬ la Corte dì quel Prin¬ cipe * z66 LIBRO SECONDO. lino per tutta 1* India Orientale , fpettalfe all" afloluto dominio di quel¬ la Corona. Il Rè Alfonfo Quinto , vfcitodi tutela nell’anno 17. di Tua età 5 applicò l'animo , e ^editamente fi accinfe ad effettuare i difegni premeditati dallo fpirito eccelfo di Odoardo fuo Padre, che dalla mor¬ te immaturamente fù tolto al Mondo : mà conciofiache fino à quel pun¬ to la intrepidezza de'piùanimofi Piloti non erafi ancora, per diffetto di regole efatte, intieramente accurata , perciò D. Gioanni Secondo, conofcendo quanto foffe n eccitar io {palleggiare l’ardire con la pron¬ tezza, e diligenza di ottimi ingegni , ne commifeà Rodrigo, &àGiu- feppe fuoi Matematici , & à Martino Boemo difcepolo del Regio Mon¬ tano tutta la incombenza, i quali con ottima riufcita,riducendo il Qua¬ drante Sidereo all’ vfo della Nauigazione, fecero che il corfo delle Stelle, regolato sù la immobilità de’ due Poli , fegnaffe le vie in Mare , eltabiliffe il centro, e le linee diametrali àgi’ interminati gorghi del- I* Acque . Con la fcorta dunque di quelle profitteuoli , e ben’ auuentu- rate inuenzioni, D. Giacomo ,òfiafi Diego Cano, nuouamente fi ac¬ cinfe ad inoltrarli, già che le Matematiche fpeculazioni ben ventilate additauano il Plus Vltrh ,& il proprio valore fembraua non conofcere in¬ toppi; laonde circa Panno i48i.ouero 8 5. come altri vogliono, hauen- do pallata la Linea formidabile delP Equatore, fcopri P imboccatura del Fiume Zaire , che fcaturendo dalle Fonti ideile del Nilo , precipita verfo la fpiaggia di Ponente, largo circa 27. miglia nella fua foce, e tanto impetuofo , che per molte leghe fende i flutti del Mare, lènza melcolaruili , ò riceuerne amarezza : colà in quella parte , che propria¬ mente è foggetta al Mani Sogno , ò diremo , Conte di Sogno, inalberò egli primo di tutti il falutifero Veflìllo della Croce, intagliandoui fot¬ te à perpetua memoria il giorno di quello fatto , e d’ allora in poi chia- moffi quel luogo la Punta , ò il Promontorio del Padron . I Neri habi- tatori, dal repentino arriuo di gente bianca , e dalla valla mole de‘ Na- uigli , cole che mai più haueuano vedute , mà fpecialmente dallo fparo delle bombarde oltremodo sbigottiti, non fapeuano rifoluerfidi am¬ mettere il Cano , & i fuoi Compagni ; mà efìendo più che humana que¬ lla facenda, e P interelfe più che d’altri, di Dio, il quale voleua in quel- P ideilo tempo fuelarfi à quelle Nazioni , difpofe gli animi de’ Barbali à riceuere in vna amoreuolilfima focietà que’ llrameri, che introdotti al¬ la Corte, manifellarono gli arcani della loro condotta, delcrilfero la potenza di quel Sourano , che li haueua inuiati , e protellarono , che lo feopo della loro venuta , era precifamente d’illuminare le menti acce¬ cate ne' fofchi errori della Idolatria , con introduruiper via d’ huomini faggi, &Euangelici la vera luce, e la vera Fede. Gradi il Conte di Sogno le offerte di amicizia , corrilpondendo con termini affettuofi , e LIBRO SECONDO. 267 data ficurezza per lo commercio, poiché hebbe capito il tenore della nuoua legge , prontamente dichiaroffi di volerli a /Mere ; accioche vna sì eccellente Dottrina li radicaffe nelle lue Prouincie , e fi dirtendefle altroue . 9 2 PalTate quelle prime confidenze con vn Signore, del cui appog- D. Cim gio ben haueuano bifogno, pereffere egli Padrone di vn fito opportu- no paffa al nilfimo allo sbarco, & al commercio, inoltrollì il Cano fra terra, alla Con& fama di ritrouarui vn Rè potente 5 ed era appunto quello del Congo. Giunto il buon Capitano alla Metropoli, quel Barbaro interiormente molTo dalla Diuina grazia , fi arrendette alle di lui parole ; e formando altiffimo concetto della noltra Fede, diede orecchio alle propofizioni sìdieffajComedeiramiftàco'Portoghefi; in fegno di che offerì àD. Diego , il quale era per fare predo ritorno à Lisbona, di mandare in fua compagnia alcuni Perfonaggi ; accioche poteffero cautelare il Rè di Portogallo dell1 ottima fua difpofizione, efupplicarlo di valida afiì- flenza , perriceuere, ediffeminare in tutto il fuo Regno la Dottrina del vero Dio. Il Cano, allegro de* proiperr auuenimenti, promife fopra Phonore di buon Caualiere , che in capo alla quintadecima Luna fa¬ rebbe egli con gli Ambafciatori fedelmente ritornato à quel le parti, lafciando in ortaggio quattro de’ Tuoi più cari , per fangue , per valore , e per virtù molto fegnalati , i quali con valide ragioni fapeffero conuin- cere gl3 Idolatri , e con la efficace nouità del loro buon' efempio fondar¬ li, e foftenerli nella nuoua Religione : all* incontro il Rè, hauendo filan¬ temente pregato, ch'ei lafciaffe, oltre i fudetti, vn venerabile Sacerdo¬ te , che riufcì Miniftro ben degno di quella prima meffe, rifpettollo Tem¬ pre , come Apoftolo del Cielo • De' quattro Conghefi, che quella voi- ta andarono à Lisbona , il principale chiamauafi Zaccuta , huomo atto ^uta ^ ad apprendere vna perfetta forma di buoni collumi , pronto à capire ì dogmi più efenziali della noftra Santa Fede , e facile ad imprimerfi nel¬ la mente itermini delle ftraniere lingue; infomma ei fembraua cofli- tuito propriamente dalla Diuina Prouidenza per Capo di quella con¬ dotta. Don Gioanni Secondo, c Donna Eleonora, reggenti allora Io Ambafch- Scettro Lufitano,approuarono con fomma lode le fatiche, e le aperture ^rtcof^n£oe che fatte haueua il valorofo Cano in que’nuoui Regni per lo eccelfo accolti dal Nome del vero Dio, afcoltando il tenore della ftraniera ambafciata, Rè di por. accogliendo fra le braccia della regale affiftenza i nouelli Cattecume- t0&A °* ni ? deputando loro chi gli ammaeftraffe con diligenza ; & alla fine , per colmo di tanti honori , ìeuandoli con regia pompa al Sacro Fonte , fi Batte^ati compiacque il Rè di donare à Zaccuta il fuo proprio nome, accioche in auuenire per memoria d5 interiffimo affetto, lo portaife fcolpito nel cuo¬ re . Terminati querti atti di rifpettofa conuenienza, decretoifi diri- L1 2 i6 8 LIBRO SECONDO. mettere l’ambafciata con altrettanti donatiui al Rè Conghefe ; e ne fù ratificata la direzione al medefimo Don Diego , per la cui collante in- nzata quella imprefa 5 termine in compagnia i , ne rimafe foddisfat- ufiimo il Rè $ anzi dalle relazioni de’ Tuoi accertatoiì della magnificen¬ za della Corte di Lisbona , della fertilità del Clima Europeo ( cofe non credute da Neri ) e fingolarmente della rettitudine , con cui viueuano i Cattolici} riftabilì la giurata conuenzione di predare valida alfiitenza à Portoghefi, accioche propagafferoin qualunque Prouincia à lui fo ag¬ getta il Sacrofanto Vangelo 5 & à tal’ effetto deputò pratici efploratori, che fcortaffero quel prode , e zelante Capitano 5 laonde , è fama , che inquefio viaggio egli s’inoltrafse per quelle non conofciute fpiaggie per Vn tratto di ben ducente leghe. Ma conciofiacofache V attentato di vna sì fatta nauigazione fofse inque'tempi, piti da raccontare con ammirazione, che da profeguire fenza maturo configlio , appena hebbe veduti i termini accennati , che immediatamente fè ritorno alla foce del Zaire. p 3 Non conuengono tutti gli Scrittori in ciafcheduna delle preci- fe particolarità accadute à quefto Condottiero nella feconda fua anda¬ ta al Congojtuttauianonèdifcrepanteil loro ragguaglio circa la fo- danza 5 laonde per dare luogo al vero col fondamento della probabili¬ tà, è da fupporre come cola indubitata, che egli quefta volta condu- cefse colà , fra gli altri Miniftri del Vangelo, quei tré Religiofi dell Or- Padri Da . dine di S. Domenico , regiftrati nel primo Libro dell* Iftoria dell’ Indie **nmìin con encomio di rara virtù , e fantità , dal P. Maffei Giefuita, col quale fa'*!', fiottìi Autore s’ accordano gli altri ancora ? ben' è vero, che all' ardente loro foco doppo brama tantofto mancò la vita facrifìcata al Sommo Iddio fiotto itor- muwM* di quel nuouo , e ftemperatifiimo Clima : fi che ò facefsero afisai nel brieue tempo , che affaticarono colà 3 ò non hauefisero agio di matu¬ rare i frutti della Euangelìca Miffione, certo dà, che eccettuatane la mera notizia del loro arriuo, altro non è riunito alla memoria de’ pode¬ ri: mà di quella fuentura (fie tale vogliamo giudicarla) mi querelo af¬ fai più per lo pregiudizio noitro, hauendo fmarriti gli efemplari delle loro azioni , già che per altro conto eifi nella Patria de’ Beati confegui- rono , e goderanno perpetuamente duplicato il premio , e fenza dubbio vna più rifplendente Corona, Coloro che prefumono di contribuire i pregi della douuta lode al Cano per la terza nauigazione à quelle con- Francìfcam trade , afserifeono tutti d’accordojch'egli vi conducefse alcuni Frati Ordine Ofseruante del P. S. Francefco, huomini per lo ftacca- mento delle cofe terrene 3 e perla profefsatapouertà Minori frà gli al- Ri tornano te£r*ta videfi ben todo à maggiori fortune in Etiopia ! conciofìache ritornando egli colà entro il prefiffo del nouello Gioanni Zaccuca, e de’ tre compagn LIBRO SECONDO. 169 tri Religiofl , mà non inferiori à chi che fia nel buon zelo di conucr- rirc quel nuouo Mondo. Ma ripigliamo il filo . Ritornatofene adunque D. Diego Cano alla Metropoli del Congo , manifeftò al Rè la premura, c la vrgenzadiricondurfi in Europa, per ottenere da Portogallo vnapiù poderofa Armata , ad oggetto di fottomettere molti Barbari , che die¬ tro à quelle fpiaggie infeifauano , & impediuano la profperità de* fofpi- rati progredì. Il Rè pregollo non folamente che voleffe lafciare ap- prefso di lui que* primi Mitfionarij , mà che eziandio procuraffe di man¬ darne altri , Tuppolto che egli Beffo non haueffe potuto accordare il fuo ritorno; indi per arra d’intima cordialità oltre molti, epretiofi doni lìn- golarmente di denti di Elefante , confegnò alla di lui fede il fuo fauori- toGioanni Zaccuta . Giunfe per tanto à Lisbona, e con applaufovni* uerfale accolto, diede efatta contezza delle paffute cofe al Rè; il quale vièpiùs’inuaghi difbftenere la corrifpondenza colà, e di profeguire intrepidamente la meditata imprefa, il cui oggetto era di patfare la Punta , ò fia eflremo Promontorio dell* Africa ; attefoche penetrandofi perquel nuouo camino à i feni Arabico , e Perfiano , & à tutta 1* India Orientale, haurebbono i Portoghefi grandemente profittato, come hog- gi giorno 1* efperienza ce lodimoflra. Per quella memorabile, e non più tentata Nauigazione alleflironfi robuftiffimi legni , opportuni per refiilere , e valicare quelle impetuofe Maree , à cagione delle quali farà Tempre formidabile il tragitto del famofò Capo di Buona Speranza ; fi che V Anno 1491, falparono da lidi Europei fotto la direzione di vn certo Gonzalez, che n’ hebbe Laffontocon il carattere di Capitano Ge¬ nerale» Hor qui non so, come conuengano gli Scrittori, mentouando alcuni di elfi la terza andata di D, Diego Canoa Regni Conghefi, altri tacendola ; m* imagino ad ogni modo, che douendo inoltrarti affai quel¬ le Naui , e nonconuenendo trafandarelecorrifpondenze ,per la impor¬ tanza di foffenere i primi pofH , foffe incaricato à lui il rimanerti per al¬ lora nella EtiopiaOccidentale, intanto che il Gonzalez, tentaua di Tormentarci’ Africa > e di Tcoprire nuoui Paefi nell’ Afta* Andarono, e benedicendo Iddio quello nuouo viaggio , felicemente entrarono nel Congododici Frati Minori veri Offeruanti infiammati di vna celefle brama di guadagnare à Sua Diuina Maeftà que nuoui Regni* Gonza¬ lez in quella condotta peruenutoà fronte di Capo Verde, perdette con la vita la verde fpcrauza de* fuoi fognati auanzamenti * Cosi fouente Iddio , per infegnarci , che. da lui fola dipendono gli effetti delle noflre ideate fortune, con repentina catafirofe cangia le profpere apparenze in luttuofe Tragedie , permettendo che sù ’1 principio delle loro intra- prete i cuori più flrcnui affrontino queir vltimo termine che giammai haurebbono faputoprefagire ad vn’ interminato ardimento * A Gon- Il Cano ai- dimanda di ritornare in Europa . Gor.^alt^t & il Cario ritornano vn Etiopia . ^uefì.' ri¬ manere Pai¬ no pafsa^ y>erfo il Ca¬ po di Buona Speranza. Altri dodici Frante fa¬ rli alCon^o, Gon^alt^ muore , Coati di Sogno fi eon* ' utrts „ Miffiona- ¥ ij France- fcani accolti mila Metro poti di Gom® S0' t49i.fi bat. te^Z* del Congo y e ebiamafì D. Gioanni . *70 LIBRO SECONDO. zalez fuccedette vn Tuo fratello , altrettanto prode , e (limato da Tuoi . Mà de* fatti Ji quelli due non ipetta à me il trattarne. Certo è , che P vltimodi effi, doppo alquanti Meli, hauendo imboccata la foce del Zaire, e lafciatiui alcuni, che doueuano rimanerui,profeguì ilfuoca- mino. 5>4 Sogno adunoue fù la prima terra, che calpefialfero i piedi Apo- ftolicidique’Religiofi Francifcani 5 e del primo frutto, che fe ne ricauò, diafene gloria à Dio , & all' efficacia del doppio predicami , che fecero con le parole , e con l’ efempio . Il Mani Sogno, che altrimenti direffi- mo il Conte di Sogno, precedette gli altri , non tanto à gittare il frutti¬ fero feme della riceuuta Dottrina di Chrifto , quanto à raccoglierne la melfe. L’imminente lolennità della Santa Pafqua lo llimolò a rino- uarfi con F Acqua Luftrale, affinché da quella fua rifoluzione perfualì i V alfalli,lbllecitamente riforgeflero dal Gentilefimo all’Adorazione dei vero Dio . Alfunfe il nome di D. Emmanuele, nome familiare de* Prin¬ cipi di Portogallo ;&vno de' fuoi figliuoli (mentre il primogenito at- tendeua altra opportunità, e che il Rè Conghefe fi folfe battezzato, per maggiormente honorare la funzione ) volle chiamarfi D. Antonio . 5? 5 Con siauuenturati, efanti aufpici que nuoui Miffionarij, po¬ lle in oblio le fofferte fatiche , e nulla curando delle future , entrarono nella Prouincia di Pembe , e di là penetrarono à Congo , Refidenza , ò come elfi dicono , Banza dell’ iftefso Rè , la quale in que’ tempi porta- ila , con le regali Infegne , il medefimo nome del Regno . Zaccuta che vn’ anno inanti era da Portogallo ritornato alla Patria, andò loro in¬ contro in compagnia del lopranominato primo Sacerdote , e con amo- reuoli accoglienze introdufleli alla prelenza del Rè, il quale per quella ruuida , & infolita forma del vellire , e perogni altro religiofo loro por¬ tamento accrebbe nell’animo fuo il fublime concetto , che già formato hauea de* Chrilliani 5 laonde volontieri afcoltando le loro parole, age- uolmente apprefe i nollri Sacrofanti Mifteri, e fi diede per vinto à gli af¬ filiti della Diurna Grazia . Le pedate del faggio Principe feguirono gli altri della Corte , quantunque con quella diuerfità di fpirito , e di fer- uore, che per non edere infolita eziandio ne’più prouetti Chriftiani, merauiglia non fia, che fi troualfe fràquei Neofiti: nulladimeno egli è più che certo, elfere fiata affai copiofa quella prima raccolta, anzi ol¬ tremodo riguardeuole per la condizione de’ Perfonaggi conuertiti , at- tefochc dentro il medefimo Anno 145)1. 05*2. (fecondo l’opinione di alcuni ) il Rè nominandofi D. Gioanni , & altri fei de’ primi del Regno con fingolare fentimento piegarono il collo al giogo di Chrillo , e rice- uettero il Santo Battefimo . Celebroffi la Sacra funzione in vna Capel- !a j che xl medefimo Rè haueua eretta in mezzo alle fue habitazioni 5 impe- LIBRO SECONDO. 271 imperoche fin quando i Portoghefi ritornarono la feconda fiata colà, hauendo condotti con efiì loro Architetti, emaeftranze, introdurrò qualche edificio alla maniera di Europa, di che ne danno fegno , per appunto in S. Saluatore , la prima Chiefa , & altre fabbriche maeftofe , le quali alcun tempo feruirono à Rè, & à Magifirati, benché hoggi giorno per trafcuraggine de* Neri fcorganfi ò diroccate , ò ruinofe. L’Oratorio fudetto ben poteua dirfi effere fiato in quelle contrade il pri¬ mo Tabernacolo inalzato al Dio de gli Eferciti , quando la prima vol¬ ta vi haueua pofio in fuo prefidio quel venerabile Sacerdote, di cui poc* anzi facefiìmo honorata rimembranza . Mà> poiché qui è accaduto par- ^ ^ . lare di quefio buon Religiofo, fembrarebbe per auuentura , che il nu- ctrdote nt\ mero di fette perfone da effo battezzate , e non più , foffe frutto debo- Congo yuan le , e fcarfo, rifpettiuamente alle fue fatiche , e fudori (mentre egli fen- t0 °Pt,aUe- za dubbio cattechizò tutta la Corte, la Città, e per quanto fi crede , buona parte di quei contorni) fe non fapeffimo , che oltre li fette , mol- tifiìmi ancora anelando àconfeguire gli effetti della Redenzione, Ap¬ plicarono, ed ottennero pofcia a fuo tempo la fteffa grazia del Santo Battefimo ; dimodoché a lui folodeuefi afcriuere intieramente il prin¬ cipio della conuerfione di tutti, quantunque per qualche fuo ragioneuo- le motiuo , à noi occulto , non dafie a tutti in vna fiata 1* Acque Lufirali. $6 Riceuuti alla vnione della Chiefa que’ nouelli Chriftiani volle¬ ro, per atteftato di gratitudine, e di fedele offequio, fondare vn T empio s Saluat0m inhonore di Giesù Chrifto Crocefiffo , dedicando feftelfì , eia Città al teCttàdon fuo Santo Nome; e quindi argomentano alcuni, ch’ella prendefle \z, depredati denominazione di S. Saluatore . L’ edificio, non ottante la penuria del- li Artefici , la incapacità de Paefani, e la mancanza di molte cole , le quali fi richiedeuano , per dargli vn perfetto abbellimento, riufcì com¬ petentemente egregio , E nel terzo di di Maggio , giorno tanto propi¬ zio à tutto il Mondo , per efferfi ritrouato il Legno della Santilhma Cro¬ ce , il Padre Gioanni Prefetto de’ fudetti Offeruanti , prefente il Rè , & innumerabile Popolo , che contribuiua oblazioni delle proprie fofian- ze , e del proprio cuore vi pofe la prima pietra fondamentale . lice auuenimentoj ed in fatti doppo d’ hauerle dipinte in molti Stendar- poi sten- di, fentendofi internamente animato, affrontò le Squadre hollili,ene riportò la palma . Fu fingolarmente diuoto della Vergine Noflra Si fa al » gnora , e n’ ebbe da Lei il contracambio di mille fauori. Raccontali, fonsi* che diuerfe fiate , guerreggiando contro gl* Idolatri , & vna fra F altre, in atto di dare la battaglia à Panfaquitìma fuo fratello, che fe gli era ribellato, gli foflero veduti à fianco vna grane Matrona di candida luce ammantata, & vn Cauaìiere armato con vna Croce rolla in petto, i quali furono piamente credutila Regina del Paradifo, e S% Giacomo Mna eletto Apparino¬ ne folcnni %ata per iut t& il Regno» Alfonfo pevfeguitato dal fratello. Lo 'Yìnce. Z 74 LIBRO SECONDO. 35 4 eletto Protettore del Regno. Di quella apparizione réfero tefKmò- nianza ( fenza però capirne il mifforo) Filfoffo Panfaquitima , & il fuo Tenente Generale ; laonde doppoi approuata , come vera , folennizafì con annua memoria in tutto il Regno del Congo, & anche in quello di Angola . Quelli infoliti portenti, ma confueti effetti della mifericordia di Dio, quali neceffarij allettamenti à quella Chriflianità ancor lattan¬ te , accreditarono viè più la S. Fede , e raramente giouarono ad effon¬ derla altroue; attefoche per le continue ottenute vittorie adefeati i Barbari , ambiuano di aifoggettirfi ad vna legge cotanto prodigiofa . 102 Panfaquitima pertinace nell* antica fuperllizione , e tutto in¬ tento a perfeguitare Alfonfo, ragunò quanti potette, con animo di fo¬ llenere a collo di quali'moglia perfìdia le fue mal fondate pretenfioni, rimprouerando al Germano , che foffe fiata cola irragioneuole abban¬ donare P antica venerazione de gl’ Idoli, per fottomettere à flraniera , e rigorofa legge i Sudditi ; col quale fondamento prefumeua deuoluto à fe il diritto , & il dominio di tutto il Regno . Le minaccie fortirono poco meno che il loro effetto , tollerandolo Iddio , il quale con quello mezzo volle, che più llupenda apparile la vittoria : conciofiache le falangi ne¬ miche incalzarono il Rè , e lo riduffero nell’ anguflie fra pochi palmi di terra; nulladimeno, laneceflità fuggerendo vn difperato ardire, eia confidenza in Dio aflicurandolo , vici dalla Città di S. Saluatore, e po¬ llo li alla tefla de’ fuoi , quando era più lontano a vincere , all’ ora fi vi¬ de germogliare le palme in mano , mercè che gl’ inimici baldanzofi, e nulla LIBRO SECONDO, nulla curanti d* vn* Efercito molto inferiore , impènfatamente affatiti, furono sbaragliati, e ferito P ifteffo Panfaquitima ; il quale affretto à mendicare fra le più romite folitudini con vergognofa fuga lo fcampo, non potette rimanerui lungamente occulto; attefoche alcuni Neri di profeflìone Chriftiani , rauuifandolo , il fecero prigione col fuo Tenente Generale,e lo condufsero con l’ifteffo à piedi del Rè, che fraternamente accarezzandolo , con efemplare virtù di vero Chriftiano , anfiofo di ri- fanarlo da quella piaga , di cui doppiamente era infermo nel corpo, e nell* anima , fermilo in propria perfona : ma il ripiego di quello amore-, noie llratagemma pafsò à vuoto ; pofciache V infelice Panfaquitima oftinatamente vi fi oppofe , & alla fine con diabolica perfidia , turando T orecchio alle chiamate del Cielo , & alle fraterne efortazioni, tra fpa- fimi di vna infelice difperazione finii fuoi giorni. AlPoppollo il luo Tenente Generale , fra le ftrcttezze del carcere terreno feppe ritrouare la vera libertà dello fpirito ; imperoche auuifandofi di douerc morire , volle battezzarli, nel quale atto il Rè perdonogli la pena capitale, e re- ftituillo all* honore della fua grazia , con patto , che per tutto il tempo della fua vita aflìfteffe à feruigi della Chiefa di S. Croce, e portalfe T Acqua per battezzare i Pagani; ne’ quali elercitij perfeuerando fino all’ diremo, potiamo dire, che lafcialfe comendabilifegni della fua non fimulata conuerfione . 103 Nel 1 5 2 1. il Rè D. Emanuele di Portogallo mandò à D. Al- . fonfo in fufiìdio di quella fanta imprefa nuoui Operarij Euangelici , tra quali cinque Minori Olferuanti con vn Superiore per nomeGioanni, cinque Agolliniani, ed altrettanti delP Ordine di S. Domenico, oltre molt* altri Sacerdoti del Clero Secolare , cofpicui in dottrina , e bontà, che giunti al Congo con indefefla applicazione compartiteli frà di lo¬ ro le Prouincie di tutto il Regno , attefero fedamente à coltiuarle : de* quali progredì fperimentando interna contentezza il feruorofo Rè , pri¬ ma di morire chiamato à fc il fuo primogenito D. Pietro , obligollo con fpeciale premura , à prenderli penfiero di ellirpare affatto V Idolatria , e di porgere ogni foccorfo alla Fede nafcente , protellandogli , che tutto il credito , e follegno della Corona confilleua nelle fante operazioni di lui , e de’ Miniftri Apollolici . 1 04 Quello Principe , entrato erede non tanto del Regno, quanto delle virtù del Genitore , anelaua à grandi imprefe per gloria maggiore del Signore Iddio ;mà egli hebbe poco tempo, per effettuare i paterni configli, e le ardenti brame del fuo cuore: accrebbe nulladimeno con nuoui alfegnamenti le prouigioni lafciate dall’ Auo , e da D. Alfonfo à Miniftri Ecclefiaftici, per mantenimento delle Chiefe, per edificarne altroue , e per alimentare tanti Popoli Europei, che vi mettemmo il ca- M m 2 pitale Lo conforta àfarfi Qhri» fìiano , mi [■ n^a pro- fil to. Il T enente Generale di effo ft 'bat- “Vi*- Mi(fionarij mandati da Portogallo • Succede D . Pietro Rè. ij6 L I B R O SECONDO. Al Vefcouo di J>\7* orna - f> ajjegnaft il fonema àei Cargo, Muore il Ve [cono • e poco doppo il fuo fuc- ceflore Con- D. Frati' ctfco quarto Fè Chri- fliano . D. Diego . Padri Git- fw ti fanno progreffi in queUaQbru [itami à . pitale de’proprij Sudori * In quedi tempi al Vefcouo dell’ Itola di S.To- mafo fu conceduto eziandio la Cura Spirituale di S. Saltatore , laon¬ de intitolo (li Vefcouo del Congo, pereffer vnico di tutto quel vailo Re¬ gno ; in cui diede faggio della fua maturità , prudenza, e pietà, am¬ pliando la giurifdizione, adornando la Cattedrale, & Ignorandola di vent’ otto Canonicati, Senza, molt’ altre prebende , e beneficj. Quedo Prelato vide anch’ egli pochi giorni, compenfando con la Pa¬ dorale Sollecitudine la breuità di eifi ; e perche, prima di morire, ha- uea moilrato defiderio, che gli fuccedeife in quella .Dignità alcuno del Regai ceppo, fù perciò propodo vn Signore attinente al Rè,mà & à que¬ lli purel’ intempeiliua morte leuò iffrutto, anzi le fatiche della Vigna, rimanendogliene apprelfo Iddio ( come potiamo Sperare jil merito di vn’ ottima , e codantiffima difpofizione di coltiuarla, & aOillerla con tutto lo fpirito : di che diede erudente faggio , hauendo egli ilelfo intra- prefo il lungo , e pericolofò camino da Regni cotanto remoti lino à Ro¬ ma , per ottenerne da Sua Santità il placito, eia conferma; adunque doppo di edere dato confecrato , mentre colmo di fauori , di grazie , e di benedizioni incaminatiafi di nuouo dall’Italia alla fua Sede, fopra- fatto da violente infermità , tutto rallignato nel Diuino volere , felice¬ mente volò all’ altro Mondo . i o 5 Doppo D. Pietro , regidrafi in quarto luogo il Rè D. Francef- co, degno fucceffore della bontà de* Suoi Aui; màquedi pur anche dila¬ tò folamente lo fpirito, afpirando à cofe grandi , Senza vederne gli ef¬ fetti, mentre dell’ottima fua volontà fi compiacque Iddio premiarlo ben todo , ridretto certamente dal tempo , mà non da gli ardori , e dal zelo della Santa Fede . i o 6 Mancando à D. Francefco figliuoli, per fuccedere alla Corona, cadde ella su le tempia ad vn fuo Cugino,chiamato Diego . V iueua al¬ lora Rèdi Portogallo D.Gioanni , il quale nutrendo verfo la Chridia- nità del Congo le antiche premure di prouederla , adopero!!!, che le foffe inuiato opportuno fuflìdio di nuoui Operarij , che furono alcuni Padri della Compagnia di Giesù: à quali perii efemplarilfimi codumi, per la dottrina , per la prudenza, per la intrepidezza, con che fodenne- ro tra quei Barbari la gloria di Dio , notabilmente accrescendola con la fondazione di Chiefe , di Collegio , e di Congregazioni, e per mille al¬ tri motiui , dourebbefida me vn* Elogio fpeciale , & vn didefo raccon¬ to. Annoueranlì conuertiti nel loro ingreffo cinque milla perfidillimi Idolatri ; laonde sì di queda , come di cento altre pruoue degne di eter¬ na memoria , rifuonando fino al prefente per quelle contrade immorta¬ li applaufi, non accade, che la debolezza della mia penna vi s’im¬ pieghi. 107 Hor LIBRO SECONDO. *77 1 o 7 Hor mentre circa 1* Anno 1 540. per 1‘ ottima reggenza del fu- ^ n detto D. Diego, e del terzo Prelato di quella Chiefa(del quale habbia- Rè, mo Smarrito il nome) mà non il buon grido, felicemente fioriuano le no- uelle piante , la morte , troncando il filo della vita al Rè , cagionò ino¬ pinati fconuolgimenti -, imperoche , non effendoui figliuoli, ò altri pretenfori alla Corona , i Portoghesi v* introduflero coir autorità > nel- Portogbefi la quale fi erano molto auanzati, vn loro dipendente, benché natiuo ^1**' ’ * Nero ; cofa che parue à Conghefi contraria alle leggi municipali,quan- tunqueefSentialmentenonfofSe : Quindi per quelle discrepanze, acce¬ soli vn'odioineflinguibile, e perciò ancora venutofi all’ armi, furono elfi Portoglieli tutti tagliati à pezzi , eccettuatone i Sacerdoti , custoditi dalla Diuina Prouidenza , accioche , per l’ accidente occorfo , raffred¬ dandosi la voglia di più lòftenere coi primiero vigore quella Chriftiani- tà ( come pur troppo li vide ) non mancalfero almeno Cattolici Miniflri Riunendo nel Regno, per l’amminiflrazione de*Sagramenti ; e Se n* era refa molto bene meriteuole quella Nazione , sì per la pallata prontezza in riceuere iotim la Santa Fede, come per il rilpetto prefentemente mollrato verfo di ef- Sa , mentre con fingolare riguardo haueua preferuati da quel comune eccidio di tutti gli Europei , coloro che della dignità Sacerdotale erano infigniti . 108 Pollili gli Elettori, & il Popolo in libertà , fu Salutato per fèllo Rè D. Enrico , il quale alferifcono , che folfe fratello del defonto , mà D> Enrico per interelìi priuati, Sottotitolo d’infufficienza, ingiullamente dalle Sue Rè' ragioneuoli pretenfioni efclufo. Relfe egli lo Scettro con fortuna impari al merito del Suo valore ; conciofiache portatofi à Soggiogare gli Anzi- cani, gente feroce, che fi alimenta di carne humana,nel mezzo dellà mif- chia abbandonò con la vita le Speranze, che in quei pochi anni dato ha¬ ueua di douerelfere vn buon Rè . iop D.Aluaro figliuolo di lui fù collocato nel Trono,, effendone jy AiuaY0 conoSciuto ben degno per la integrità della fede, e per la fortezza del-#*. P animo, quantunque la Sorte fi prendere giuoco di attrauerfarlo. Pla¬ cò, mediante vna particolare, e decoroSa Ambafcieria,lo Sdegno del Rè D.Sebaftianodi Portogallo, che minacciauadi vendicare l’ onta fatta 3. Suoi V affai li, producendo con graue modeflia in diScolpa de" Con¬ ghefi le prerogatiue del Regno . ImpoSe ancora allo fleffo Inuiato , che paffando per P ISoIa di S. TomaSo Supplicafle quel buon Pallore à tras¬ ferirli al Congo, per riformami quella Gregge, fi come Seguì, con molto profitto, Singolarmente del Clero. In quelli tempi vn certo Principe per nome D. FranceSco Bulla-mattani,Apoflata della Fede, perSeguita- ua à tutto potere i Chriftiani; mà Iddio, hauendo per poco tempo tolle¬ rata vna tanta empietà , lo raggiunSe , togliendolo dal Mondo . Non fi sì che Gioghi de- variano il Regno • £ tmto Re. q faq0 ? e ja fp0gpa mortale , cedendo il fuo luogo al Rè D. Aluaro 119 D. Aluaro Quinto , à cui in vna battaglia contro il Duca di giunto . Bamba , P ineforabile Parca tagliò le redini del Regno , doppo di ha- uerle tenute con poca pace, e minore fortuna l'angufto termine difei Mefi ; nella rotta del cui Efercito, fi perdette ancora numero grande de* primi Perfonaggi della fua Corte, e del Regno . 1 20 II Vincitore cambiò le forti , e di. Duca Vaiolilo , diuenne Mo- B&wTa c\ narca indipendente , vfurpando con la ragione delParmi il Regno, e nome di D. chiamofli D. Aluaro Sedo di quefto nome . Con iterata premura chie- Ainavo Se- dette , ed ottenne dalla Santità di Nollro Signore Vrbano Ottauo Mi- RegÌ7Pa tl niftri Euangelici , e fpecialmente Capuccini , che in quefto tempo, & Sotto ditffb à quefto effetto palfarono à i di lui Regni , come à Ilio luogo riferiremo . i Caputemi L'Anno quinto foccombendo all’ eftremo deTnali , il vigefimo fiecon- quejìa Mìf- do giorno di Febraro del 16*41. cadde fotto il comune delfino, lafcian- fione . do à poderi ottima fama di Rè molto zelante, & il dominio a D. Garzia Secondo . 1 2 1 Hor qui ( per non interrompere altroue il filo de' miei raccon- ?econdo^a *0 caderì in acconcio fuccintamente deferiuere il modo , col quale Marche f o quelli due vltimi Rè fratelli vterini occuparono il Regno. L’vnodi di chiotta ■ , e(pj signore di Bamba , V altro Marchefe di Chioua , allorché resna- jua cunofa P ... . JJìori ua D. Aluaro Quinto , che di loro hauendo conceputo vn certo lo fp et¬ to, feueramente, e fuor di ogni diritto perfeguitolli alcun tempo. Con lauio configlio fi pofero elfi in difefaj ma quelle preuenzioni condan¬ nate dalla geiofia , quali coftituiifero la formalità di vn graue delitto, feruironodi opportuno pretefto al Rè, per muouere loro apertilfima guerra, nella quale egli dello col feguito di tutta la Nobiltà vfcià com¬ batterli 5 Tuttauolfa ( conciolìache gli euenti delle battaglie non di- LiBRO SECONDO. pendono liberamente da collii , che prelume hauer ragione , o di farfe- la con la violenza del ferro jfnccefle, che la fortuna, repentinamente voltando le fpalle al Rè D. Aluaro , porgeffe la palma di quell' bom¬ bile conflitto à i due fratelli, meritatoli in vero peri’ equità della loro caufa, e per il proprio valore. Tra quanti rimafero al difetto vno fu T illeffo Rè, che prigioniero de* vincitori, cedette con la Sconfitta di nu- merofo Efercito le Sue inique pretenfioni , lafciando i due Principi libe¬ ri dalle infidie , che Ano à quell3 ora contro di loro machinate haueua . Nulladimeno v faro no elfi con tanta moderazione di animo vna sì fatta vittoria , che fenza dubbio quella riputarebbefi nè più, nè meno raro efempio di eccella virtù in Perfonaggi Chriflianiaddomefticati col lat¬ te della gentilezza . Lo trattarono mai fempre, non come inimico fog- giogato , ma con vna fomma venerazione , e dima , fino à porgergli il vitto 5 e lèruirlo con le ginocchia piegate, hauendofl elfi prefiffo in cuo¬ re vn generofo penderò di far conofcere à lui, & al Mondo , quanto alieni follerò dal delklerio di occupargli il Regno, e che fidamente bra- mauano dileuargli da gli occhi le panie de’ conceputi fofpetti : perfua- dendofi adunque di hauerloconuinto , anzi ridotto ad vna lineerà con¬ fidenza, &inuiolabile pace, vollero fopraiproprij omeri, all'vfo del Paefc , per maggior oftentazione della di lui grandezza , e del proprio olfequio, riportarlo alla Regia, e riporlo nel Trono 3 ma il fuperbo Rè , il quale intorno alle paffate fofpizioni non haueua più ombra veruna , che lo tormentale , fentì roderli il petto da vn verme affai più cruccio¬ sa 3 perochericeuendo in onta il benefizio, quafiche Tobligodi ricono- feere la vita , & il Regno da due Sudditi , ridondaffe in vn matiifeftitiì- mo difeapito della propria riputazione, accefo di doppio Sdegno, era- gunate nuoue falangi , con nuouo ardire improuifamente affali que3 due fratelli , in mano de" quali ( non ifeemando il loro valore quella impeti - fataforprefa , anzi accrefcendo il Cielo la fua benefica affluenza) cad¬ de di nuouo con obbrobriola perdita dell’ Efercito, del Regno , e della vita. All’infelice Cadauere fù, per comando de’due vincitori, in tac¬ cia de* feonfitti nemici , per memorabile efempio delle humane vicen¬ de, recifa dall’ empio bullo la troppo altera ceruice: & in quella ma¬ niera terminate ìecontefetrà 'ISourano , &idue Principi Vallalli, en¬ trò pofi'elfore della Corona D. Aluaro Sedo , Signore di Barnba , e dop- po di lui ( benché l’elezione non feguiffe totalmente libera conforme li Statuti del Regno, peroche con Tarmi alla mano ci comparue in quel confeffo) fù per minor male, cedendo al timore la libertà de gli Eletto¬ li , collocato nel Trono il fopradetto 122 D. Garzia Secondo, Rè decimofettimo, il quale l’Anno 1^4 5, accolte i nolfri Mfllìonarij , come diffufamentc raccontaremo . Mollrò N n 2 egli Efempio di granita ’vmzriilà de* 'vincitori -v^rfo il 'vin (0. Del accoglie i Qapuccini . Foco dùpto per f gusta i tlappuiini « Eflirptt le prime fami¬ glie Pataffi curar fi la Corona ne figliuoli* Fà morire il Primoge¬ nito . In fine muo-° re difperato D , Antonio Primo , crudele art-> $hi egli , zS 4 LIBRO SECONDO. . egli premura grande circa gl’intereflì della Fede,nulladimeno per gelo- ile, quantunque irragioneuoli, anteponendo ad ogni altro rifpetto Pan- fia di cociture Tuo fucceffore il figliuolo , diè nelle furie , e fcandalo fa- mente fi rifenti contro gl* innocenti ; indi à poco moli rolli rauuedutode* paflati trafeorfi ; ma di nuouo dalla medefima paflìone agitato ribelloflì à Dio;e doppo di hauere ammelli i Capuccini(il che non fi effettuò fen- xa ripugnante, e cauiIlazioni)fe ne infaftidì ben rollo, allora quando elfi 1* ammonirono di quella fua crudele, fcandalofa , e troppo fuperba pre- tenfione, dalla quale Apoftolica libertà traile egli il motiuo di perfe- guitarli . Per alficurarfi dunque del partito circa la futura bucce fila ne , barbaramenta troncò i più eccelfi Papaueri , che all’altezza defuoi di- fegni poteuano fare qualche ombra, nulla curando di eilirpare le prime Famiglie del Regno, purché morilfero tutti coloro , che à luo tempo ha- urebbono potuto fauorire i Principi dell1 altro Stipite, pretendenti alla Corona; quindi couò egli entro il fuo cuore fentimenti da Furia inquieta, più che da Rè fiumano. Ridotto pofeia a’ confini della prefente vita , e traboccando già di abiffo in abiffo , in vece di ricorrere' à Dio mileri- cordiofo, e di riceuere conforto dalle fante ammonizioni, conuocò Ne¬ gromanti , Fattucchieri, Indouini, e falli Sacerdoti chiedendo da elfi foccorfo, oracoli, aita: mà coftoro che già concepito fiaueuano vn* odio implacabile verfo D, Alfonfo il primogenito , temendo , che quando ei folle fucceduto nel Regno, glihaurebbe coi fuo buon ze¬ lo difcacciati, infinuarono all’infermo che il fuo male procedeua da ve¬ leno , imputandone colpeuole il fudetto D. Alfonfo, quali eh* ei procu¬ ra Ife con quello mezzo violento affrettare la morte al Genitore, per go¬ dere anticipatamente l’Imperio : quella folennifììma menzogna trono credenza nell'animo deli’ empio Rè; laonde infuriato dichiarollo im- meriteuole della fuccelfione , facendo con infolita violenza acclamare D. Antonio fecondo genito, & oltre à ciò litigato da que3 maluaggi pri- uollodivita. Giouine à cui perla bontà doueuapiù tofìo ridonarla in guiderdone de grandi aiuti predatigli, allorché rimafe prigioniero del Conte di Sogno , Reife lo Scettro , o pure lo maneggiò da tiranno , lo fpazio di vent’ vn’ anni , cioè fino al iò'ó'o, J23 Don Antonio Primo , e XVII. intrufo nella, dignità Regale efequìle commiffioni forfennate di fuo Padre; & al fratricidio aggiunfe ogn’ altra dimofirazionc di befiiale talento , non permettendo nè pure , che l’infelice Cadauere di quell* innocente , e malauuenturato Prin¬ cipe foife ricoperto con qualche panno . Imbeuuto delle maflime del Genitore tolfe la vita à due fuoi Zij, ad vn Fratello minore , & ad alcuni altri del proprio fangaie, col folo motiuo, che cosi conuenifse, af¬ finché non afpiralfero à quel dominio , che fpettaua ad vn folo , Inquie¬ to^ LIBRO SECONDO. *8jr to, e lordo difangue, mà non fatollo,efercitò, a titolo di giullizia azio¬ ni più da barbaro, che da Signore,. compiacendoli altrettanto nella vendetta, e nelle carnificine, quanto altri nella clemenza. Infofpet- rito, ò per meglio dire , fingendo prefunzioni contro la fedeltà della Moglie , fenza darle difela, anzi fenza formalità di polfdfo, condannol- la rea di adulterio, facendola con lenta crudeltà fpietatamente morire; e non contento di ciò (quantunque nulla apparile intorno à quella fai- yccìdeli fa imputazione) vsò la lidia barbarie verfo i Seruidori , verfo i confan- Moglie «»- guinei , e verfo i famigliati di lei , sfogando alla fine gli eccelli delia iua tMta*d£la rabbia contro alcune beftiuole, che apprefìfo di fe teneua ella per fuo 41 mero feruigio, ò per femplice trallullo. Il Cadauerodel fuppofto Adul¬ tero , comandò, che minutamente trucidato fi gettafle alle Fiere ; com¬ piacendoli per colmo di tante fceleratezze , che i fuoi propri] occhi fol¬ lerò fpettatori di quelle tragedie . Comparuero in que’giorni Comete pron^ horribili , e globi fcintillanti di fuoco nell’ aria ; la terra anch’ elfa fran- delia Nau*- gendo le dure pietre,diede fegni indicati, per così dire, di quella tenera ra * pietà , che non trouauafi nel cuore di D. Antonio ; imperoche il Monte, fiopra del quale Uà fituata la Città di S. Saluatore con vn grande crollo fquarcioflì per lo tratto di due miglia, e mezzo, rouinando la maggior parte: in tutto il Regno feguì vna lagrimeuole mortalità, in cui pochi fo- prauiueuano al quarto giorno : indi ad vn* anno cioè del j6'd'5.precor- fero alla di lui morte altri infoliti prodigi , fuochi celefii , vrli fpauente- uoli, e voci flebili, fenza che fi diftinguefi’e da qual parte venilfero . Mà che giouarono all* empio quelli prefagi per farlo rauuedere? Imediata- mente doppo eh* egli hebbe vccifa 1* innocente Regina , fposò inora di ognidouere, e di qualunque rifpetto vna firetta parente, della quale, kn*n dicefi , che molto prima ei fofle ftranamente inuaghito : alla fine aggra- 1 " uato dalle colpe , e quali impotente à riforgere, naufeando la Cattolica profelfione, traboccò ne’ facrileghi eccedi d'irriuerenza verfo il Monar¬ ca Iddio. Accade tràF altre, che nella Procelfione dell’ Augufliilìmo sua Sacramento , volendo in efia coprirli col fuo confueto Parafole, non per bifogno , mà per mero fallo, e bizzarria, fofle auuilato da perfona auto- mo Saaa reuoìe ad allenerfene , accioche i Sudditi non fe ne fcandalizaflero ; non s’arrefe egli, anzi in vece di pigliarla in bene, partendoli con tuttala Corte , minacciò vendetta; & effettiuamente mandò vn’Vffiziale di guerra al Vicario del Vefcouo, accioche ne lo rampognale almeno; quelli però con Apollolica intrepidezza rifpofe , che fe il Rè nudriua m petto auuerfione mortale alla Cattolica Fede, à Sacrofanti riti della Chiefa , & à luoi Miniftri , come purtroppo manitefli erano gl indi? j , mandafie pure à leuare la vita à lui , & al fuo Clero, che tutti concòr¬ demente llimauano debito, e fortuna il facrificarla al grande iddio in difela Antonio in le- ameni L l S R 5 SECONDO, difefa del filo Jionore ; ma che fé egli daddouero profeflaua la vera Re¬ ligione , da Tuoi Aui7tanto ftrenuamente , e con tanto ardore di fpìrito abbracciata , e foilenuta , fi rammentale , che la dignità Reale , di cui doueua dal Cielo riconofcerne la mercè , non lo difpenfaua da profon- didimi offequij , che vniuerfalmente tutte le Corone Cattoliche preda¬ no al Sourano Monarca de i Rè ; anzi per edere il fuo Regno del Congo troppo contiguo à gl’ Idolatri 5 e perciò in continuo pericolo di perderti venirne à lui vnaobligazioneprecifa di precedere tutti col fuo efem- pi'o , & animare i Sudditi , più tofto che rallentarli mai ne gli atti del ri¬ spetto douuto alle cofe facre 5 impcroche s’ egli pre fu m effe di chimeri- zare puntigli , e fottigliezze, haurebbe hautito à farla con vn Dio, il quale quanto liberalmente rimunera i dinoti affetti del cuore , con al¬ trettanto Teneri caftighi sa punire coloro , che la fua immenfa grandez¬ za empiamente vilipendono . Quella rilpofta portata all* iniquo Rè non aperie nel fuo fiero petto altra breccia, che per fami maggiormen¬ te impoffeffare le furie, e la vendetta 5 laonde auampando di fdegno, giurò, che tutta la Nazione Portogliele ne haurebbe fperimentato il ri- Sentimento 5 ed in latti il lampo delle minaccieuoli parole di lì à poco feoppiò in vn terribile effetto ; conciofiache al grido della rifoluzione di lui, e delle grandi offerte, con le quali adefeauai Vaffalli ad vnirfì in guerra contro gii Europei, per efierminarli affatto, promettendo di com¬ partire à vincitori le loro molte ricchezze , ragunoffi vn’ Efercito di cir¬ ca nouecento mila Combattenti , numero incredibile à coloro, che non hanno diftinta notizia di quelli Regni, e non capifcono il modo di arro- lare tanti Barbari, che effendo ignudi fprezzatori della propria vita, cor¬ rono alla guerra , auidi della preda , e del fangue più , che della gloria militare. Era dunque lo feopo primario de’ Neri (e lo ileffo Rè con F alterigia de’ Tuoi concettine fomentarla il vino Sentimento) di fugare non fidamente da quelle contrade quanti Portoglieli , e gente Bianca vi dimoraua, ma eziandio perfcguitarli con Farmi alla mano in qualun¬ que angolo del Mondo, fino ad ellirparli tutti, ò pure affoggettirli, co» me effi affoggettita haueuano la loro Etiopia; indi per maggiormente innanimire i Soldati , milantaua eSlergli Rato predetto , che non ad al¬ tri, chea lui folo ferbaua il Cielo quella magnanima imprefa di ricat¬ tare la Gente Nera; che gli daua F animo di portare il ferro, e ’l fuoco fin dentro le vifeere de’ Regni nemici, don’ era ben ficuro di riportarne trionfo ; e che in auuenire i più Nobili tra gli Europei terrebbonfi à grande auuentura di feruire alla fua Reale pedona , anzi à qualunque Nero in ogni più vile minillero : ma quelli Tuoi deliri , e pazzi difegni anaarongli pofeia falliti , come diradi altroue . Corre opinione , che il mefehino poco curante dell’ indebito , e facrìlcgojicorfo à gl’ Idolatri , conful- LIBRO S E C O N D O. 287 coniultafie l’efito dell' intraprcfa con alcuni de’ più accreditati Indo- _ . uini , da quali riporto, che lenza dubbio entrarebbe in Loanda, Metro- di w indo- poli de’ Portoghefi nel Regno di Angola; chei Primati l’haurebbom) s lì gliomeri portato per mezzo di ella , trahendofi dietro, come in trofeo della vittoriani rimanente de’foggiogati Bianchi, e che in foftanzatut- to il Mondo Padorarebbe, come vn prodigio di Natura. Tanto fugge- riua 1’ adulazione de’ menzogneri, concorrendoui con fenfi ripieni di ambiguità V ifteffo Demonio, per deluderlo , li che lufingandoìo quelle predizioni , quantunque per altra parte da Perfone molto timorate di Dio , e {penalmente da vn nollro Capuccino , che gli era (come vedre¬ mo doppoi ) congiunto in grado di Fratello Cugino , folfe ammonito à non prellarui fede , & à Falciare vn’ attentato cotanto ingiufto,.e teme¬ rario , volle in ogni modo ollinatamente perfillere nel fuo frenetico penfamento, fmaniando di rabbia, finche non hebbe qualche motiuo per effettuarlo. Erano in quel tempo i Portoghefi rifoluti di aprire le Miniere dell’ oro fituate nel Regno Conghefe , e di rifcuotere da fe (ledi con la viua forza , quel tanto, che i Mociconghi, doppo iterate promef- innumnabt . le, in ricompenfa de’riceuuti beneficj procraftinauano di concedere; l* Etiopi. mentre adunque accingeuanlì al lauoro delle accennate caue, fcortati ( come la prudenza richiedala,) da 400. braui Europei , e da circa due mila Neri loro Sudditi, fu manifellato quanto feguiua al Rè D. Anto¬ nio, il quale Rimando quello elfere il taglio opportuno, fpedì alcune Squadre per ifpiare ogni andamento ; indi alficuratofene , immediata¬ mente diede loro 1* incombenza di attaccare i Bianchi, e pofcia con vna Ipauenteuole moltitudine di ottanta mila de’ fuoi Etiopi, quanto ingordi à depredare , altrettanto codardi , e difordinati nel combatte- re.trouolfial Campo ; ma in virtù di quel Dio , che guida gli Eferciti , e mette in conqualfo le innumerabili falangi , quella volta il picciolo nu¬ mero dea noftri fconfiffe V holle nemica . Affermano tutti , che in quel¬ la giornata gli Elementi combatterono per la giullizia, e che V aria illeffa liquefatta in pioggia di fuoco, impetuofa cadelìe à diuorare le fo- ftanze, e la pelle de’mileri Ladroni, de1 quali in quel memorabile ecci- diopochiffimi Ramparono la vita, cadendoui eziandio i due Condot¬ tieri. Stauaiì in quello mentre il Rè, -non fenza timore della propria faluezza , dall’ eminenza di vn picciol colle rimirando la ftrage de’ fuoi in faccia degl’ inimici, quand’ecco vide vna Donna d‘ inelplicabile venuftà con vn Bambino al feno à fianchi del primo Vfiìziale de’ Porto¬ ghefi in atto di confortarlo , e di fuggerirgli le llratagema del combat¬ tere : quella fù piamente creduta la Beatilfima Vergine gran Protettri¬ ce de* Noftri , e del Capitano, il quale , doppo di hauerla con fomma fi¬ ducia teneramente inuocata, non dubitò di afcriuerie la prodigiofa nu¬ llità zSS LIBRO JECOND O. fcìradiquel fiero, edifugualiflìmo combattimento: ma di quella ap¬ parizione le ne lafcia il luogo alla fola fede humana. Doueua certa» mente il Tiranno piegarfi à tali , e tanti portenti ; e pofciache, perefler educato nella nolìra Santa Fede , era capace cF indagarne i Mirtei], ri- uerire in efsi P eccelfa potenza del vero Dio , e nell’ apparizione della Donna celerte, adorare Pafsiftenza del Cielo; ma tanto potett’effere, che u ammollilfe la durezza , ò firifchiarafse la cecità di quella mente proterua , che anzi , ò non vide per all ora il diluuio delle vifibili fiam¬ me , ò difiimulò il danno ; e credendo forfè , quella edere Donna vol¬ gare , nuolto à Tuoi in atto di fcherno : Ecco là ( dille) quanto è ficaia per noi la vittoria , mentre cortoro hanno à fianchi le loro femmine , Se iloro bambini; non v:' è più da temere; pochi cje’noftri debellaranno gente si vile ; e non paflarà molto , che tutti caderanno fchiaui del no- tiro valore, e de' nortri piaceri . Ma permife il Cielo, che di così teme- tarlo parlare pagaiìe ben tolto il fio , perche appenna hebbe in perfona lìfcelnoftri, affaliti i nortri , che impaurite le di lui prime file , mentre cercaria no con i amiafcon* la fuga lofcampo , vrtando nelle fquadre amiche, le fcompigliarono in XXLXtT s* ^atta c^ie 1 no^r* ageuolmente,hauendoli ridotti ad vn fito mol¬ to angufto, ne fecero pofeia horribìle macello. Tra moltiflìmi de'pià colpi cui vi morirono il Rè, 5? vn fuo Capellano , cioè quel Religiofo Ca- puccino, il quale per fua infelice forte, indotto dalla tenerezza del fan^ gue verfo il fuo Cugino , più che perfuafo da configli di chi potea impe-^ dirlo, volle accompagnarli con efso lui in quella battaglia. Il Cadauero del mefehino Principe non hebbe altra fepoltura, che quella di quattro palmi di terreno, e fors’ anche lo diuorarono le Fiere: contuttoclò la Teda di lui portata fino in Loanda, fu, per conforto di tutti i Portoglie¬ li, i quali per quella Ipauenteuale inuafione afpettauano Pvltimo e iter - Sm Tefìa minto , publicamente efporta fopra vaia grande Pira nel mezzo della iaue fatar* chiefa dell’ Ofpitale , volendoli honorare la dignità di Rè in colui, che meritaua P ignominie di Tiranno ; per dar à diuedere à Barbari, che in petto à buoni Cattolici la pietà preuale ad ogn’ altra paiììone : quin¬ di la mattina vegnente5congregate le Milizie, e le Perione principali di quella Reggenza in portamento di duolo, e con pompa militare, dopr podihauerla rinchiufa entro vna Cadetta, l’accompagnarono fino al Mare, doue riporta in vnaNaué rimurchiata da mok’ altre ripiene di Religiofi , la trasferirono , e depofero nella Capella maggiore di vna Chiefa diftante vn miglio dalla Città , confecrata à S* Maria di Naza- rette. Tale fu il fine di D. Antonio troppo crudele, e foni inamente ambinolo ; verificandoli in fenici diuerfo la rifporta del Demonio , atte¬ soché la Nobiltà per appunto fe lo reco à maniera di trionfo su le Spalle per tutta Loanda: fu da Popoli ammirato, come portento ; hebbe hono- ri, y LIBRO SECONDO. a 89 c fu riconofciuto per Rè di Congo 5 ma quelli honori appunto predati ad vnapicciola parte del di lui Cadauere , ridondarono in maggior glo¬ ria de' vincitori .11 fuo Diadema regale, che egli figurauaii d’ ingemma¬ re con l'acquifto di nuoui Regni, fù portato in fegno di trofeo à piedi del Rè di Portogallo. La fconfìtta, dicefi elfere data vna delle più memorabili , che fiano giammai feguite 5 e tutte le particolarità , che vi concorfero , fpecialmente di quella apparizione , e delle parole empia¬ mente proferite da quel mcfchino Re, li rifeppero da alcuni pochi ca- fualmente rimarti in vita, per tertificare la verità di quefti euenti. Nè qui terminarono le difauuenture de’ Conghelì , imperoche oltre l' haue- re confumata infinita gente in quella imprefa , furono ancorala diuerfe partii con furiofe fcorrerie affaldi da Giaghi, i quali preualendoiì di quella opportunità , vendicarono alcune pretefe ingiurie coll' intiero deviamento di tutto il Regno . 124 Sto perplclfo,fetrà gli altri Rè nomeD. Aluaro Settimo , hauendone con violenza occupato il titolo, \}mo v/*Mr7 c rapite le Infegne Regali j nulladimeno come herede in ogni genere di p* /«Gero, crudeltà , del fudetto D. Antonio ; già che da altri comunemente vien na ' pollo nel decimonono luogo, anch'io di lui farò qualche menzione. Su ’1 bel principio del fuo tirannico dominio fece decapitare quanti crudele Nobili erano auanzati alle paffate tragedie, e col fingue innocente fuc- viene depoi chic le loro foftanze, deturpò la riputazione delle Matrone , infultòi Miniftri di Dio , e finalmente reo di ogni più efecranda fceleratezza , in capoà feiMefifùdaproprij Sudditi, validamente affiditi dall’ armi del Contedi Sogno, deporto dal Soglio nel Mefedi Giugno del 1666. &à petizione di elfo Conte legitimamente eletto 125 D. Aluaro Ottauo , giouine di vent’ anni in circa , di rari ta- gUfuceejt* lenti , e ben difporto : ma auuenga che i primi torbidi non erano ancora fedati , il Marchefe di Pemba , fpalleggiato da malcontenti, rapprefentando , non so quali , fue preteniìoni al Regno , inforfe arma¬ to à danni di quello mal’auuenturato Signore , l’anno 1670. e per quan¬ to di colà mi fù fcritto , s* intrufe à viua forza nel T rono Regale j li che fin à quello punto feruono di ciudi turbolenze tutte quelle Prouinue. Origine , b dtfeenden^a de Ili di Angola, y b fìa Dongo • 116 T7 Pure conuiene trà barlumi delle tradizioni, alterate mai IP . fempre dalla lunghezza de' Secoli, mendicare il princi¬ pio di quelli Rè . Credefi comunemente, che vn tempo fà, tutto il corpo delle Prouincie folle fquarciato in diuerli membri fotto la Reggenza di molti Capitani, ò, fe vogliamo dire à loro modo, da tanti Regoli quante erano le Ville, e le Contrade : rimale nulladimeno anch' dio con altre Oo debba annouerarfi vn tale per a9o LIBRO SECONDO. fue attinenze fotta vn Co lo Dominio, cioè fotto il Rè del Congo: mà poi¬ ché dello ftato di allora(fe crediamo probabile quella loro riunione)non tocca à me il darne contezza, e già parmi di hauer detto à baftanza di tutto quel Regno , difenderò con la feorta dell’opinione più vulgata, à raccontare chi foffe il primo , e di mano in mano chi fiano flati gli altri j Rè di quella Nazione. Muftun Dicefi dunque il primo effere ftato vn tale Angola Muffuri, che fignifica Fabbro fer* Rè Fabbro , huomo à cui per Maeftro nell’arte Fabbrile aflegnano vno j lèfiAnyL de* loro Idoli 5 e può effere , che coftui più perfpicace de gli altri , ha- u , » f\a-* uendo ritrouata la maniera, per dirozzare il ferro , ne fabbricaffe Scuri, Dengo* Azzctte , Coltelli , e Freccic , lequali cole , per 1* vtìle nouità , fi come feruironoà Neri in vfodi guerra, cosi à quell’ huomo vaifero per farli Soggiungonopoi , che medianti le accumulate ricchezze , fagacemente connettendole in fulfidio delle publiche occorrenze , guadagnaffe l'af¬ fetto , e le acclamazioni de1 Popoli, allorachc con egregia virtù di non coftumata amoreuolezza , abbondeuclmente prouedeua loro di quelle medefime vettouaglie, chea lui erano Hate contribuite in pagamento delle proprie fue fatiche . E per appunto accade vna penuria tanto ca- ^ luti ^com lamitofa,che gl’infelici habitatori fenza dubbio farebbono morti , fc pVòvlfit Muffuri con affetto di Padre, e con animo da Rè non apriua gli Erari; todt'Fopo- rielle ragunate follanze. Quell5 azione magnanima, e molto opportu¬ na in quelle eftreme miferieobligòi cuori di tutti à riconofcere in elio lui il merito di vna Angolare prouidenza , & vn gran fenno , per iourin- tende- LIBRO SECÓNDO. 291 tendere a! gouerno di quel tratto di Paefe, che fi chiama Dongo : con» uocati perciò i Capi d’elle Prouincie concordemente facchinarono per primo N-golajCioèà direprimo Rè: E quindi tutto quel tratto di Paefe prendendo vn' altra denominazione , lènza perdere la prima , intitolof- fi Regno di Angola . I Portoghefi pofcia hauendolo acquiftato con la ragione dell* armi, non fi curarono di alterargli il nome, ma vollero, che fi mantenere perpetua la memoria di Muffimi, il quale oltre la fama del¬ la fua virtù, lafciò in altrettanta fiima V arte Fabbrile , apprezzata fino al prefente in quelle Regioni, quanto in Europa l’eccellenza de* più rinomati Scultori . 127 Hebbecoftui, conforme il licentiolo cofiume delli Etiopi, diuerfe Concubine,ad vna delle quali concedette il fauorito nome di En-ganna Iniene , cioè Signora grande , e Gouernatrice della Cafa, ti- Concuf?int colo douutole di ragione , per hauer ella faputo meglio dell3 altre co ’ fua fauori. vezzi, e con le lufinghe predominare gli affetti del fuo Drudo: cofiei t* partorì - diede fuccefiiuamente alla luce tré figliuole femmine, Zunda Riango- la, T umba Riangola, & vn 'altra, di cui è fmarrito il nome : peruenuto pofcia all’eftrema vecchiezza, fenza chequefta fua diletta partoriti gli hauefle figliuoli mafchi , ruminaua le maniere più proprie di perpe¬ tuare nella primogenita V acquiftato Regno , quand3ecco per vn3 im- penfato accidente reftarono diflipati tutti i penfieri . T eneua egli ap¬ preso di fe vno Shiauo , alla cui fagacità, per elfere fiato buon Mini¬ erò nella fua efaltazione doueua molto , e già del proprio affetto haue- uagli inoltrati i più euidenti contrafegni, dichiarandolo fuo V icerè : co- itui aftuto , e maliziofo , adulando P humore del fuo Principe, contorta- Vn fuo ualo à foftituire fua herede la fudetta Zunda Riangola; ma intanto con Schiauo yà c* % • • « • . . « » , . . 1. • i* m macmncinJio icaltra ingratitudine interiormente ordiua machine pregiudiziali alla a^urpau giouinetta,e vantaggiofe alPauida brama di occupare con totale indi- fi il Regno* pendenza il dominio di tutto il Regno . Il fatto feguì in quella forma. Vn giorno, mentre la fudetta Signora ritrouauafi fuora del fuo Cabazzo alla cultura de3 Campi, doue fecondo lo Itile del Paefe conuengono tut¬ ti gli habitatori, per gittarui biennemente la femenza , il fellone di concerto con alcuni fuoi aderenti, folleuando vn grande bisbiglio , fe¬ ce artificio famentediuulgare , che i nemici del Rè folfero fopragiunti, e che armati fi accoftaflero à quella volta per vcciderlo : fecondo la for¬ tuna quello ftratagema; conciofiache polla in Scompiglio tutta la gen¬ te, hebbe egli agio di correre all3 habitazione di Angola Mufluri, il qua- le opprelfo dall’ età , inhabile alla fuga , e nulla diffidente della di lui perfona , pregollo, che volelfe fcamparlo dall3 imminente pericolo : ac- confentìiì maluaggio; laonde recatofelo sugli omeri, ftrafcinolloalla forefia, e colà appunto , fequeftrato dagli occhi di tutti, con vn coltel- Con infa » ini fimo fi, a» tzgsma yc- cidi il Rè Angola» Oo lo ‘vfuYpa il Regno =, •frid [alfa [cu fa conia -vera Htre» Mone: ehi ditto * RiangoU acclamata Reina, e (ue doti , Gtlofa con¬ tro la So¬ rgila a. £(? mandai Ne posi (otto dì dirigerti per il Gommo . LIBRO SECONDO. ; Io alla mano empiamente gli aperfe il petto, gli sbranò le vifccie, e V vceife * La morte di quefto Rè non potè fiar occulta , eia nouità del calò atroce diffamo (Il per allora fra quelle brigate , mafeherata in mille guife, imperoche attendendo ogn* vnoalla propria faluezza, non vi era chi ne mdagaffe il vero : li fcormolfe nulladimeno tutto il Regno, diui- foin fazioni; ma alla fine prevalendo la violenza de’ congiurati , il Ti¬ ranno vfurpò le Infegne , occupò il Trono , e coro noia le indegne tem¬ pia col Regio Diadema . Vero è, che non terminarono gl’imbarazzi, attefoche per affodarne II poffeffo , e per mitigare la mentouata Princi- peffa , afflittifiima perla morte del Genitore , implacabile per lo intui¬ to, & inclinata alla vendetta , gliconuenne con deprezza mendicare partiti . Affrontolla dunque , e con franco ardire mantellando la pro¬ pria fellonia , adduffe in ifeufa, che doppo l’accidente diMuffuri, (cor¬ rendo vacillare gl* intereflì del Regno , e non efferui altri più diluì pie¬ namente informato, haueua perciò prefo fopra di fe il carico di regger¬ lo, ma con vna retta intenzione di canferuarlo , e difenderlo per effa lei; poiché per altro tutti i Popoli la conofceuano, & acclamauano come vera herede, dadolata Signora . Con altrettanta fagacità cor- rifpofe Z, nuda Riangola ; diffimulando entrambi , ella vn giuftiflimo cordoglio , & effo vna tirannica perfidia, finche piacque al Cielo im- prouifamente leuare di vita quello abomineuole Moftro , Dirupate adunque le oppofizioni , fu ella fenza repliche adorata Regina . Donna fiaggia in vero , coraggiosi, accorta, e che per alcun tempo intieramen¬ te polledette il cuore , e 1* affetto de’ Vaflalli; ma alla fine fluttuando pur anche la di lei mente , fecondo il co fiume de gli Etiopi , fra mille fofpetti, diede bando alla primiera rettitudine, indottaui da pazza gelo- fìa di Stato: imperoche auanzatafi molto ne gli anni, e priua di figliuoli, mordeuale il feno vna rabbiofa inuidia contro Tumba fua Sorella, mari¬ tata con Angola Chilangui Quifama, al quale haueua partoriti due Pargoletti : entratole per tanto in penderò, che quefii due, per le ragio¬ ni di (accederle nel Regno, le infidiaffero la vita, volle afiìcurarfene con preuenirli ; ma conciofiache foffero ellì ben guardati, tentò di adeff care la Sorella, pregandola più volte à contentarli di ^andarle i Nipo¬ ti, accioche (otto gli occhi fuoi s’ inftradaffero al gouerno de’Popoli: ri- cufauano i Genitori (quali foffero prefaghi di lìnifiro euento) e (otto va¬ ri] pretefii differiuano la rifoluzione , tenendola però Tempre in fperan- za di compiacerla : così conuenendo, per non irritarla : alla fine doppo molti tentatali, Tumba di fouerchio acciecata dall’ ambizione , con- defeefe alle lufingheuoli richiefte , e fiimolò il Marito, che glie ne man- daffe vno almeno, per caparra di vicendeuole corrifpondenza , e di ge¬ nio inclinato adì lei voleri « Il (uccello autenticò i fondamenti della LIBRO SECONDO. 293 fofpizione , e le cautele del Padre Ramparono la vita all’altro de' due lìgi inoli : imperoche non potendo più contradire alle pcrfuaftoni della Moglie, inuiò( benché di mala voglia) il Maggiore di eflì al Cabazzo con vna comitiua di Perfone , raguardeuole si, ma non già (ufficiente per (òttrarlojò difenderlo dalle infidie della Zia: giunto colà preten¬ dili il picciolo Nipote à quella Furia d* Alterno , che fin’ allora hauen- do conati in feno gliafpidi, fubito che lo vide vomitò l’occulto veleno, e nell’ atto diaccoglierlo volle, che alla Tua prefenza folfe trucidato con tutti coloro, che l'accompagnauano : Rampandone con la fuga vn folo fra tanti, quantunque malamente feritoci quale recò l’infaufta no- nella à gl’ incauti Genitori , che , in vdendola , hebbero à morirne . In quella guifa imporporando ella il regale paludamento col fangue de’ Puoi competitori, e funeftando col terribile oggetto di tante vittime facrificateallafolafoddisfazione delfuo gelofo furore, la Regia, & il Regno , credette , fenza forfè , d‘ inchiodarfi la Corona su ‘1 capo ; mà dell’ efecrando eccello portò ben tolto la meritata pena ; imperoche P vno , e l’altro de’ Genitori trafitti nella più viua parte del cuore, ha- uendoraunato vn poderofo Efercito, perfonalmente le diedero fiera battaglia , nel quale incontro 1 ‘ indegna Regina derelitta da fuoi , cad¬ de nelle mani de’ vincitori . Poco però foprauilfe tra ceppi , attefoche la Sorella auida di ricambiarle atrocemente la crudeltà vfata verfo il indetto figliuolo, con le proprie mani fuenolla, gettando i brani del Ca- dauero entro la Folfa medefima , in cui ella molto prima hauea fotterra- to l’innocente fanciullo. Sepoltura conueneuole all’Idolatria prò lei- fata da entrambi, mà molto più ad vnafpietatiifima Fiera qual’ella fu. 128 Quella rifoluzione, la quale i Neri {limarono intrepida, e ge- nerofa, partorì àTumbaRiangolaF vniuerfale applaufo di tutti i V ai- falli, &inconfegnenza folleuolla al Regno, douutole ragioneuolmen- teper la modeftia , e fobrietà intorno al maneggio de’publici afiàri, à parte de’ quali ammettendo il fuo Conforte , acquiiloifì non poca lode. Gareggiauano amendue , ella in cortei! offerte , proteftando la propria infuificienza , egli in oflequiol! rifiuti , contentando!! (diceua egli) di ef fere fuo Munumì , fuo Fauorito , e di feruirla come Schiauo , non come collega in quella fuprema dignità , nella quale , per giuilitia , per meri¬ to , e per valore , ogni Valfallo l’ adoraua come fua legitima Signora : e può bendarli, che colini fofpettafle poterle auuenire quello, "che, tante volte ho detto, praticarfitràqueili Barbari, cioè, che ogni pic¬ ciolo motiuo di fognata ragione di Stato , ogni poco di gelofia, ogni mi¬ nima pretenfione bada per difciorre i più foretti nodi , i più tenaci amo¬ ri di due coniugati . Mà intanto fra quelle affettuofe competenze(fe vo¬ gliamo pervaderci , che amendue fchiettamente parlaiìero) coniai colli dlere T umba alle lufinghe del - la Sorella) troppo fi dando f glie ne rnandeL-^ 'vno y e que¬ lla alla fua preferita lo fa trucidare Vendetta de' Genitori Che pvtf&la in guerra. V uccidono » T umba Riangola col Marito goutrnano ti Regno , %,94 LIBRO S E C 0 N D. O. edere molto iipedieqre per foftentamento del Regno , coronare Angola Eh ìifton- Cliiluijagnìil Secondogenito, Rampato dalla rabbia della Zia defon- $f e vile , quell* orgogliofo , Seflo Rèm Settimo Rè < Ribellione yiprefa per me%%o de' Loro ere¬ dito nellz-t Corte del Rè dì Dm* g°° T vaàì- mento ordì* to lontra di <#» 296 LIBRO SECONDO» che giammai tollerò altri vguali à fe . Fu con le confuete lordure di vit¬ time , e d i facrificj humanifepolto 3 doppo di hauere lafciato herede r vnico fuo figliuolo Bandì Angola Chiluagni , 1 3 3 Quedi ricalcando con altrettanta barba rie le fanguinofe pe¬ date del Genitore, concitò contro di fe lo fdegnode’Sudditi,inaìutode* quali accorfero alcune MafnadediGiaghi, rifoluti di abbattere il Ti¬ ranno , e fatollare fc defli di carne humana : all’ ora accorgendoli egli, che i Tuoi , & i dranieri 1* haueuano affediato, ricorfe per mezzo d* Am- bafeiatori al Rè di Congo; il quale per antica inclinazione di animo, profeflandofi intereffato nelle fortune de’ Rè di Angola , volle decor¬ rerlo; laonde adocchiata la bramirà de’ Portoglieli (alcuni de’quali per fola magnificenza tratteneua appreffo di fe)manifeftò loro il fuo Pentimento, & advno di eili diede carico di Capitano Generale di quella condotta , 11 buon fucceffo accreditò Pintraprefa, conciofiache pochi Europei sbaragliarono le numero fe mafnade nemiche ; & in po¬ co di hora tutto il Regno , ammettendo nuoua moderazione, enuouo freno , rimafe libero affatto da gli edemi infulti de’ Giaghi , e dalle in¬ terne agitazioni de’ proprij Vafialli. Adunque per vna tanto auuentu- rofa riufeita crebbe à talfegno la dima , e ladomedichezzade’nodriin quella Corte di Angola , che vna Principefla figliuola dell’ ideilo Rè concepì verfo il fopradetto Capitano immoderata affezione , & auan- zoOì ancora diuerfe fiate à feoprirgliene gli ardori : ma il Padre di Lei , che più pefatamente rifletteua alla grandezza de’ fpiriti Portoglieli , ibfpettando, che 1* aura popolare poteffe fecondarci loro difegni, e che forco l'ombra di fomiglianti confidenze fodero, per machinare qualche grande attentato, conferì con alcuni de Tuoi più cari queda fua gelofia, e conchiufe di afiìcurarfene , ordinando , che quanti di loro per tutto il fuo dominio fi trouauano , tutti indidintamente fodero mandati à filo di Spada . Penetrò quedo empio decreto all'orecchio della giouine Prin- cipeda , e prcualendo nel cuore di lei più di ogn’altro intereife, vn’amo- rofa follecitudine di conferuare la vita al fuo fauorito, & in grazia di luià tuttala fua Nazione, auuifollo di quanto era in punto,per eftèctuar- fi, efortandolo , che fuggifle, e notificade tutto il fuccefso al Rè di Con¬ go . Fuggì il prudente Signore con alquanti de’ fuoi , e gli altri, che non poterono feguirlo,inhabilià difenderà, foggiacerono alle già ordite vio¬ lenze del Tiranno: ma il Conghefe , che in diuerfi tempi hauea ritrat¬ to grande profitto dall'amicizia de’ Portoglieli, vdendo quedi mali trattamenti, fe ne alterò fuor di ogni credere; tuttauolta non trouan- dofi per all'ora corrifpondenti all'animo le forze, per vendicarli, acco- mododi al parere del fudetto Capitano Generale: quedi adunque ba¬ sendo propodo di portarli in Europa à piedi del Rè fuo Signore , affine d’inte- LIBRO SECONDO. *97 d’intereffarlo quanto fotte poflibile nella (offerta ingiuria; accompa¬ gnato perciò dalle anellazioni , e da mille protette , che (opra ciò face¬ ta il Conghefe , efequì ben totto la Tua fpedizione , mediante la quale riconduffe da Lisbona in Etiopia nuoui, e potentiffmi aiuti, portò le Inlegne di Generalesse vn* ampia facoltà di rifarli ,à qualunque partito, degli affronti, di rintuzzare l’orgoglio, e quando fotte opportuno di le¬ gare ancora la vita , & il Regno all’ empio Bandì Angola Chiluagnì . 154 Felicemente approdò egli nel Porto di Loanda , & apertafi la ttrada del commercio , & vn* ottima corrifpondenza nelle vicine con¬ trade , medianti le curiofe merci recate dall’ Europa , hebbe agio di fa- iire fenza contratto veruno la corrente del Fiume Coanza fin’ à due le¬ ghe dittante da Maffangano , nel qual luogo , per ricouero de’ fuoi Por¬ toglieli erette in poche (ettimane vna Fortezza , che doppoi per l’opportunità del (ito fu riedificata à fianchi dell’ifteffo Maffangano. Difpotte adunque con militare difciplina tutte le cofe, attaccò genero- famente l’inimico Bandì Angola; mà comparue appena in faccia de’ Neri il lampo dell’ armi Europee, che i Barbari dilperati, & auuiliti dieronfi à vergognofa fuga , ed intanto da vincitori vigorofamente in¬ calzati, cedettero la conquida di vna gran parte del Regno à quella inuitta Nazione : la quale giammai farebbefi arredata , fe non ve- deua vltimamenteefterminato quell’ abomineuoleMoftro. Mor^ben- che(per le molte cautele da lui Tempre vfate ) non potette il Portoghefe darli il vanto di hauerlo nelle mani, per farne (come difegnaua) vn* efemplare vendetta : e raccontafi, che da vno de’fuoi famigliari fotte vccifo nella feguente maniera . Trà le Concubine , delle quali vn nu¬ mero incredibile mantenne à fuoi piaceri, la figliuola di vn tale Aongo- à-Quiquito,che portaua il pregio di efferle più cara,haueua alcuni Fra¬ telli, che baldanzofi per la propizia fortuna , prendeuanfi fiducia di cò- mettere ogni feeleratezza , infultando eziandio le Perfone più confpi- cue; molte delle quali altamente offefe, meditauano di vendicarli; mà temendo, & odiando il Rè, che affafeinato dall’amore impudico dittìmulaua,e fauoriua i Cognati,conchiufero fiotto colore d’ineuitabi- le neceflitàdi perfiuaderlo, & alla fine Pinduffero à raccogliere per mezzo loro buon numero di Milizie, affine di opporli ad vn certo Cu¬ culio Cabazzo , infoiente difipreggiatore del rifipetto douuto al luo Sourano : ottenuta quefta facoltà vffirono in Campagna con quanta gente poterono , e fenza tentare imprefa veruna ( imperoche quello non era il loro difegnoj fecero fintamente (apere al Rè, che dall’inimico fotte ftatosbarragl iato tutto 1 Efercito, enonefi'erui altro rimedio per rimetterlo , fe non , ch’eglifteffo perfonalmente fiportafle al Campo: credette 1* incauto , mà quando giunfc alle fponde di Lucalla , tutti gli pp Vfficia- , Il Rè di Portogallo ordiva » che fe ne faccia yendetta» Progredì de Portogbefit e feonfitta de * Neri » Muore il Rè di Don • go. I fiorì a della Jua morte» L I fi R SECO O. 2?:., liuoli Vociali 5 veggendolo caduto nella rete , per non auuenturare 1’ elitre) della congiura , imediatamente lo circondarono , e Y vocifero . In que¬ lla guifa fi fpenfe la intolerabile opprefllone de’ Sudditi , e con la morte del Tiranno hebbe fine il giudo rifentimento de8 Portoglieli . 155 Rimafe doppo di lui vn figliuolo, vnico pegno della fudetta itfcuni dai fauórica,la quale in quel. p-empo,per Caere data colta in adulterio, cufto- [adsm Rè, diuafi in carcere, c quattro altri, cioè vno Maichio , e tré Femmine , ha* uuti da vna Schiaua per nome Chi n girella Cancombe,orionda di Dam- bi Aembo, Città dipendente , e didante 1 5. leghe da Camb.^mbe For¬ tezza de’ Portoghese luogo riguardeuole; tra le Femmine, la maggiore chiamolfi Zingha Bandì Angola , la feconda Cambi , la terza Fungi , & egli N-gokum-bandi, ò da Angola Bandi. Quelli , dall’aura popo¬ lare acquidatad , mediante qualche dimodrazione di animo liberale e dal fauore di vna poderofa partita di Valfalii allidito , proteftò publicamente , che il primogenito, co me nato di Donna teftè conuinta d’infedeltà,non doueua fuccedere nel Regno ; e non aliante folle egli dal canto fuo meno capace di afcenderui , perche dia Madre era Schia¬ ua , fecondollo sì fattamente la fortuna in quello attentato , che fenza odacolo, acclamandolo i Popoli, conuenne alti Elettori diidmulare P inferita violenza , & incoronarlo . Intrufoli adunque codui nel Regno brandì prima che lo Scettro il ferro, facrificando al vendica- b&ndf-vfur- tU]° furore quanti alla fu a elezione crani! oppofti, cioè, il Tendala con pati Regno, tutta la fu a famiglia, s principali della Corte di fuo Padre, le di lui Con- Jie ostano, cubine, i Figliuoli, la Madre, & il Fratello, legitimi fuccefiori , e lino vn fuo picciolo Nipote, nato di clandediniamori da Zingha Bandi fu a Sorella; indi da quefte mede (ime fmanie agitato, (otto il medefimo pre- P r tedo, che tentalìero di vfurpargli il Regno , mode guerra à Portoglieli , thiQ,egsbjfj gelofo lenza dubbio del loro buon nome, più che dell' incorrotta fede : mà il frutto di queda temeraria imprefa fu l’intiera fconfita di tutto E Efercito , codretto anch’ egli a fuggire ramingo ; fi che à grande den¬ to ricoueroflì nell ifole di Chiconda , e di là ne' deferti di Oacca , doue finalmente panie à Nodri di concedergli , chepotefìfe tra le Fiere, fuo-- ra di ogn’ impaccio confumare la dia ferità . Vide colà alcun tempo de-, relitto , e fenza Regno, mà non fenza qualche refiduo Jell’antiche for¬ tune ; laonde fe gli mancarono Sudditi , e nemici da poterfi à fu a voglia Innebbriare difangue, hebbe tuttauolta per viuere inuolto trà le loz- zure del fenfo gran numero di Concubine, con le quali procreò molti figliuoli: vn folo però, allorché giunfe al prefcritto de’ fuoi giorni con- fignò alla fede del Giagha Cafa, accioche nell1 efercizio dell’ armi E ammaedralTe , e dallo (degno di Zingha fua Sorella con fomma caute¬ la lo cuftodifce . 1 16 Mà LIBRO SECONDO. 299 1 Ma doppo la morte del Tiranno , la llelfa Zingha, nel cui pet- Zì Rei to sfauillauano intrepidezza, ferino, e prudenza , acclamata Regina % Don. dal votocommune de* Vaifalli, fiprefifle fopra ogn* altro difegno, di go. addormentare il Giagha Cafa , che per la tutela del Nipote poteua con¬ traffarle il pacifico pofsefso del Regno : Finfe adunque, con melata fra- fe,di non elferlì indotta ad accettare le Regie Infegne , fe non ad oggetto di conferuarne la proprietà al Giouanetto, vero fuccefsore ; laonde affine d* inllruirlo ne' maneggi, e nel gouernoera ben fatto, an¬ zi voleua hauerlo apprelso di fe : turbofsene, e (lette gran tempo irrefo- luto il Giagha , e non feppe giammai di buona voglia arrenderli, prefa- gédo, che pur troppo I* innocente pargoletto incorrerebe la pena douu- ta al fuo maluaggio Genitore , nè la fcamparebbe dalle mani di vn* ol¬ traggiata Femmina 5 tuttauolta, fofsero leminaccie, ola prepotente autorità di colei , che non rifinaua di chiederlo , condefcefe , verifican¬ doli pofeia coll’infaullo euento la conceputa fofpizione ; imperoche Finfelice riceuette appena qualche fegno di humanità, che ben tolto ll (perimento cangiata l’apparenza in altrettanta barbarie, & alla fine per comando della ileffa Zingha , che auuampaua di sfogare la fua rab¬ bia, fu fotto gli occhi di lei dentro l’Acque della Coanza fpietatamente fommerfo. 137 I Portoghefi frà tanto , guerreggiando contro collei à cagione delle loro nuoue conquilte , doppo varie fortune la cacciarono dal Re¬ gno , e perche non volle appagarli di alcune condizioni , con le quali prometteuano di reftituirglielo , conchiufero di creare in onta fua vn nuouo Rè , e fu Angola Aarij , figliuolo dell* altro Ginga Bandì Ango¬ la il vecchio, che al Sacro Fonte chiamarono D. Gioanni Primo . A coltui, che foprauilfe pochi giorni, furrogarono vn* altro nominato D. d. Gioanni Filippo Primo; e doppo la morte di lui accaduta nell'Anno ió'tfo.elef- fero D. Gioanni Secondo fuo figliuolo , che è il terzo Rè doppoichein inondo « quell* angolo , e frà quelli Giaghi è Hata introdotta la Cattolica Fede . Suutflìu*. 138 Stimafi imponibile rifeontrare efattamente il computo de gli Anni nelle Chronologie di sì fatta gente, attefoche in vece di dire fudetta zìn nel tal* Anno accadette la tal cofa, nel tal’ Anno regnaua il tal Rè, ihdtto i arnuo , el' arre- fio di quefh Religiofi fipedifce à Loanda tl P. Bonauentma d * Alefisano , & y>n Sacerdote fuo Con- fejfore per accordare il Paffaporto à Mifionarij, e per altri intere fi , L' ifìcffa Rè manda a Roma con Patente di fiuoi Amba fctatori ,lt Padri Angelo da Falen^a e Gio.'Francefco Romano i quali per- uenuti alla Corte del Conte di Sogno, ottengono la liberazione del Prencipe fiuo Figliuolo: portano in Olanda lettere al Prencipe d* Oranges , e di là pajfano a. Roma . Il Prencipe Cmgbek nwvna al Rè fiuo Padre jt fi accennaoole cerimonie del fiuo riceuimtnto. In quefio mentre jbcuendo i Porto- ghefi ricuperato tl Regno d* Angola il T. Bonauentura Sardo a nome del Rè di Congo tratta la Pa¬ ce , e muore, Gefìa de PP, Bonauentu, a d * Alefiano , Giannuario da. A Iola3 di F. Angelo Lorenefie, di F Girolamo dalla Puebla Laici, del P. Michele daSefayt di P Francesco da Pamplona, Per Decretodel Pontefice Innocenzo X,,s'inuiano altri Capuccini afudetti Regni Congo ,& Angolate quella è la feconda MISSIONE - Defi. riuonfi perciò gli accidenti del loro viaggio fino a Pinda: fi Come ancora quelli del ri corno, che fiati P.Gio* da S, Giacomo alla Jua Prouincìa di Cafiiglia. Ino-* udii M fionarij, quantunque malridotti s'tncaminano da Sogno alla Citta di S* Salutatore-, ch'èia, Metropoli di tutto il Regno di Congo, Muoiono per ìfirada il P,Dionigtoda Piacenza femore, arit Pro - uincte del Regno , egli ordini del Rè a tutti li Coluntt , e Sout per dilatare la Santa Fede , Prima. AiiJJtone de' Capuccini al Congo • Ino da quel tempo , chei valorofi Portoghefi intro- duflero ne’ Regni del Congo la nollra Santa Fede, videfi ella, da vna parte, crefcere con vn vantag¬ gio corrifpondente alle fatiche de 1 zelantiflìmi Opera}, e fperimentare , dall* altra , fenfibili op- pofizioni, attefoche i Tuoi implacabili nemici im¬ mortalmente fremendo di rabbia , procurauano per mezzo di federati Miniftri contradirle il poifeflb, e fraiìornarle i pro¬ gredì . Conghefi fa- cih a con * ver gir e* Ma in [U* kilt* LIBRO TERZO. grcffi . Non v' ha dubbio, eh e quei primi Rè i quali l’ abbracciarono , nutrendo vn ■ ottima difpofizione per fofienerla, follecitamente coope- rauano à d Pipare i caliginofi deliri dell’ Idolatria , infiftendoui con la efficacia del loro efempio; affinché tolti di mezzo tutti li pretefti della inofieruanza , non {blamente non lì fpegneffe la conceputa luce , ma fe ne diffondeflero viepiù i raggia gloria maggiore di quel Dio, cui lenza fine benediceuano, di hauerli, fuor di ogni afpettatiua, graziofamente illuminati ; contuttociò quelle diligenze veniuano fouente dall' inuec- chiata malizia de* Conghefi delufe , tanto più , che i confinanti Idola¬ tri, à quali la maggior parte delli oilinati cotidianamente rifuggiua, feruìuanfi di quelle congiunture ? per fare proprio Y altrui interefie , ad- ducendo, che fi doueua con l'armi alla mano foccorrere gli oppreffi ogni qualvolta imploralfero affillenza. E certamente non dobbiamo ilu- pirci 5 che la Legge di Chrifio , la quale per fua Angolare prerogatiua gittb i Tuoi femi , e profondò le lue radici ne’ Campi inaffiati dal ferui- do fangue de* Martiri , fperimentaffe tuttora contradizioni , e torture fra quelli Barbari, che la feorgeuano ripugnante alle loro antiche cor¬ nitele, e fingolarmente alla viuace propenlìone dol fenfo . Nulladime- no conferma molto per introdurla, eftabilirla ne’ Conghefi, che non efiendoeffi capaci di veruna argutezza , non fi fentiuano nè anche Piz¬ zicati à negare, ò contradire quel tanto, che loro era propello dalli EuangeliciMiniftri , nèfapenano fantailicarui fopra con friuoli argo- nienti, e fofifmi (nella guifa, che fanno empiamente gli Eretici, ad og¬ getto di calunniarla ) ma fol tanto , che fi manifeftafie loro la neceffità di abbracciarla , e che fi fa c effe loro capire I* vniformita di èffa co’ det¬ tami della ragione , e della natura, immediatamente, la Dio mercè, moftrauanfi appagati, e conuinti di quella femplice anellazione della nuda verità 5 nella forma appunto, che i primi Difcepoli del benedet¬ to Redentore tratti dalli efficaci motiui del fua Diurno Sapere, fenza inuelligare più oltre , intieramente credeuano in lui , tenendolo per ve¬ ro Maellro , e vero Dio , Ma quella arrendeuole inclinazione de* Con¬ ghefi degenerando pofeia in altrettanto fconcia , e danneuole inllabili- tà , col far loro cambiare fouente le rime,hora di Fedeli, hora d'idola¬ tri , hora di Neofiti , hora di Apollati, partoriua rileuantiffimi Concer¬ ti , nè poteua dirli giammai abbondante la meffe dell 4 anime, campan¬ do pur troppo del pari 1* acquilio , e le perdite $ tanto più, che 1* infepa- rabile commercio co’ Gentili , e con varie forti di Heretici , gli vni , e gli altri perfidiffimi, corrompeua di quando in quando la mafia fermen¬ tata de' buoni , i quali fe non erano fedotti affatto, ripigliauano però qualchuna delle fuperllizioni già detellate , procliui à quelle , più che inclinati alla fchiettezza delle Cattoliche collumanze : Moltiffimi ad un- LIBRO -'TERZO, 30? adunque di Tanto zelo infiammati , intendendo fino dall’ Europa aprirfi à nuoue imprefe vn vaftilfimo Campo, annelauano di portaruifi, curanti della Taciute altrui, meglio che della propria vita; e quantunque in ogni tempo fi prouedefle di nuoui Operarj , fcopriuafi però Tempre mai biiògneuole quella Chriftianità di nuoui , e poderoii aiuti; imperoche , dilatandofi la cultura della Vigna di Dio, creTceuaà doppio la Tanca, e la necelfità di To (Teneri a: Toilecitauano i Re del Congo colle i danze , &i Portoglieli TenzariTparmio prouedeuano di ogni Torte di Religioni, opportuni à tanto trauaglio; ma ben fpeflo la ferocia dell’ Oceano a fibr¬ òma le intiere Squadre , che annualmente erano mandate ; il pafiaggio lòtto V Equatore , lenoioTe calme, & il dimorare necefiariamente in America, finche Turgano Venti Boreali, che portino le Naui all’ e (Tre¬ ni a parte dell’ Africa, cioè adire fino al formidabile Capo di Buona Speranza , per di là voltarfi di nuouo verfo le Corte del Congo , era vn ciuafi irremifibile tributo di non pochi, à quali , ò la crudele naufea del Mare , ò la nouità de’ cibi non confaceuoli , & in fine la oppreflìone di mille intolerabili patimenti, toglieuano Tenza rifparmio la vita. Ma diali , che giunti alle ToTpirate Tpiaggie di querta Etiopia, Torte loro con¬ ceduto di metterli à terra , non erano già tic uri di godere querta credu¬ ta auuentura , douendo più torto la maggior parte di elfi figurarli , che le prime orme imprefie su quelle arene formarebbono l’inappellabile proTcrizione di non hauerui à viuerelongo tempo , e che la prima cal¬ cata di piede profondarebbe la foifa per Tepellirueli frà poche hore: tanto (Temperato riuTciua, e rieTce tuttauia alle genti ftraniere quell’ hu- midifiimo,e calidilfimo Clima , tanto eccertiui Tperimentano i bollori dell’ aria , e finalmente , Te non altro , per grande biTogno , che loro ne auuenga , conuiene che muoiano di puro (Tento, attefoche la penuria del PaeTe non può (òmminiiTrare nè menoi più Tcarfi aiuti all' abban¬ donato Europeo : laonde à ponderarne ben bene ogni circoiTanza, Tene¬ bra prodigioio il campami vn Tolo di quelli, che per minilTcro della Mifiione hanno da (correre quelle infelici Tpiaggie , ò da inoltrarli nelle più interne parti del Regno, doue le infi die de’ ladroni , auidi del noftro Yangue, e gl’incontri frequétirtimi delle Fiere arredano ogni gran cuore, per animo To che fia; e quantunque colà fi vada col Tolo oggetto dì fer- uire Iddio à collo di mille vite, non è già di ferro la noftra carne , fi che totalmente induri, Tenza riTentirfi à tanti diTagi ; e la Diurna artirtenza , benché rtupendamente vi s’impieghi, non vuole tenerli obligata à con¬ tinola prodigj , che però laTciando correre alla natura del Mondo le co¬ rte dei Mondo , Tenza abbandonarne la cura , potiamo dire , che li com¬ piaccia regolarle con quello (file, affinché fi riuerirtca anche in ciò la profondità de’Diuiai configli , e fi apprenda in tutto la grande peripe¬ zia , à cuifoggiace la noftra immanità * 1 Antica pve- mu a de Rè di Coltro . Difappi nel le Mtffwnt» 304 LIBRO TERZO, z Con quelle , & altre vicende , molte deile quali conuiene occul¬ tarli fotto vn modello filenzio , più tolto , che palesarle con ammirazio¬ ne, e pregiudizio di tanti, e tanti non colpeuoii, caminarono gl3 inte¬ re!!! delia nollra Santa Fede , fondata in quelle contrade al tempo di D, Gioanni Secondo di Portogallo ( nella maniera , che poc3 anzi , cioè nel fine del libro antecedente raccontamo) finche , volendola Diuina Bontà valerfi delle noltre fatiche, infpirò nel cuore di D. Aluaro Terzo 'p^hv reSnantefi1 Congo, che ricorreffe al Sommo Pontefice Paolo Quinto, wdma laL e 1° Tupplicaite à compiacerfi di prouedere quella V igna di Miffionarij {petizione Capuccini , de' quali per diuerlè relazioni hauea formato vno ftraordi- liarj0 cocetto: Monfig. Viues Afsiltente per eifo in Roma ne parlò à Sua Santità, che approuata la dimanda, ne commife la fpedizione; efrà tanto celebrandoli in quell3 Alma Città il medefimo Anno idi o. nel¬ la Solennità della Pentecolte il Capitolo Generale con 1‘ affillenza del Cardinale di Trejo di Nazione Spagnuolo, furono rapprefentati al Pa¬ dre Clemente da Noto nuouo Miniitro Generale gli elprefsi lenti- menti del Pontefice , e pregati i Padri delle Prouincie di Spagna à vo¬ lerli adoffiare vn* imprefa tanto importante al buon feruigio di Sua Di¬ uina Madia . Prouincie $ Panie douerfi à Caltigliani quella Milsione, attefoche in que* t'inttT'ue ternP^ Filippo T* erzo loro R.è pacificamente polfedeua il Regno, e tutte fo attinenze di Portogallo , nelle quali erano inclufe le conquilte des medefimiPortoghefi in Angola, e la protezione di tutto il Congo: fi che ( diceua il Cardinale à quei Padri) la Maeltà del Rè Cattolico nc conferuarà vn3 aggradimento pari alla premura , e farete benemeriti di due Monarchi, P vno grande in terra, I3 altro Mafsimo in tutto PVni- tierfo. Moltrarono tutti vnagiocondifsima prontezza, rendendo gra- tie dielfere Itati eletti , e fatti degni di vbbidire nelle imprefe più rile- uanti, e di maggiore difficoltà : indi licentiati da Sua Eminenza, fi con¬ gregarono à confultare i particolari più indiuidui di quella condotta 5 P. Lodati- infiilendoui fpecialinente il Padre Fra Lodouico da Saragoza, alPora ottiene Cullode della Prouincia Aragonefe , che pofeia fù eletto Profondale, faioita di & anco Deffinitore Generale : à quelli adunque , confpicuo per zelo, e jciegUen l_» per merjt0 y fù creduto competere il carico della Mifsione , contenen¬ dolo Capo, e Prefetto di effia , laonde immediatamente P Anno illefso à tré di Luglio il Padre Generale glie ne diede col merito di vbbidien- za,amplifsima commifsione , con afloluta facoltà di portarli in tutte le Prouincie foggette alla Corona di Spagna , affine di riconofcere perfo- miniente tutti que'Religiolì della nollra Congregazione , che fi lòffie- roefibiti, ò eh* egli haueffie filmati idonei. E fenza dubbio richiede- uanfi molte condizioni non folaniente quanto alla prontezza, e cofìan- za L I B R O T E K Z Oj 5°* za ds animo , mà eziandio quanto alla compofizione efteriore , efponen- dofi huomini , che hanno addormentate , mà non impietrite le paflioni, à combattere contro le lufinghe della libertà, e contro il licenziofo pro¬ cedere di gente feorrettiflima : perloche , douendo accingerli à nuoua > e ilranifiìma forma di viuere chiunque nauiga à nuoui Mondi , inculca- ua il fudetto Miniftro Generale, che la prudenza di Fra Lodouico occu- latamente procedere nella fciel ta di Soggetti idonei, fapendo per altra parte , che non 1* haurebbe ingannato veruna parzialità ; conciofiache egli era huomo fogliato di qualunque interelfe, zelate, e dotato di quel¬ la che S. Paolo chiama fpirìtuum diferetio , tanto importante , per difeer- nere quale fia lo fpirito,che induce hora quelli, hora quelli à chiedere la grazia di efser annouerati tra* MilTionarij,e le realmente all’interno fer- uore corrifpondano gli altri requifiti , potendoli formare il fofpetto fo- pra la riufeita , più che fopra la retta intenzione di fomiglianti inftanze • 4 Tre Anni palparono, auanti chepotelfe dirli all’ordine quella prima Squadra di Capuccini deputati à Regni del Congo, c mentre fta- uanoin procinto alla partenza, volle il Sommo Pontefice con vna fua lettera Apoftolica accompagnarli, rifondendo fimilmente à pietofii Icntimenti di quel buon Rè , con quelle precife formalità . Carifsimo in Chrillo filio noftro Aluaro Regi Congi Illuftri. PAVLVS PAPA QVINTVS. CArtJJtme in Chrifio Fili nofler falutem . Alittimus ad Adai e fiat em tu am quos X ‘Fio bis per liner as , C5* per Oratorem tuum dileclum Filium A/la~ fifirum Ioannem Baptiflam Viues 'vtrtufque Signatura Fiorirà l\e ferendo - rium erpetieras Fghgiofos Firos ex arbori Segui a Ordini s Francifcani > quos Capuccims appellamus : Hi ^ elo Diurni honoris , Or falutis humana incenft iflhìic profi cifcuntur) ac 'vnijs in iiìis regionibus longe , lateque , Dei adiutrice gratin, triumphabit : Flon enimmagnum erìt filila Dominus , qui per duodecim Ap./fiolos fms in Fniuerfum Orbem mijjos , fugatis njbique errorum tenebris omnia Diurna laonde neceffariamente fu conchiufo,che per alPhora il fofpendeffe P andata . 5 Grande cordoglio fentirono i Noftti , & il Rè Conghefe Don Al- uaro Terzo, veggendo repentinamente deludila certa fperanza, da effi conceputa intorno à quella Millìone, per la quale ne' tempi addietro nò erafi rifparmiata indudria veruna:!] come doppoi ancora nello fpazio di diecinoue anni fuOequenti cinque altri Rè luccelIìuamente,portan- tfìf> soto/i do fcolp ite nell’ anima le meddìme premure, tentarono di confeguire delia Aligìo p intento; ma per i ellermiiiata dillanza de Pael] non era si facile il ve¬ nirne à capo , imperoche mandandoli dal Congo fino à Roma i Memo¬ riali, appena erano rimelfi con fauoreuolei-efcritto, e riabiliti gli ade¬ guamenti, che rimettendofene pofeia alla Corte di Spagna Pvltima fpe- dizione per i paffaporti , conueniua cimentar!] in contraditorio di molte riikffiom politiche, e di cento altre causazioni , che i Minifin Regi] fommamente cauti , egelolì proponeuano per debito del loro Vflizio , fofpettando fempre, che non inforgeffero pregiudizij alla Corona ; ma quando anche eili haueffero accordate le dimande , incagliauali di nuo- ve UO LIBRO TERZO. 307 uo la facenda , ottandouià tutto potere vna parte del Configlio, cioèi Portoghefi , la quale Nazione , quantunque fotte foggetta alla fui Cat¬ tolica Maettà , era nondimeno tenuta in molta (lima dall’ illetto Rè, condefcendendo, che fecondo le antiche prerogatiue godette il fuo luo¬ go , e la voce diffinitiua ; laonde per vna certa naturale ragione , che hanno , ò fi vfurpano gli huomini, di oftinatamente folte ne re le proprie mattine , &ipretefi loro diritti , pareua che la foftanza di quefto ma¬ neggio, in vece di ridurli al fo/piratofuo termine , fi difcioglielfe in dis¬ crepanze 5 volendogli vni quello, che difapprouauano gli altri , con euidentedifcapitodellacaufadiDio. Ma che accade dolerfi di quelli Clienti , ò inueftigarne i principi;* , fe tale era il preferitto della Diuina Prouidenza, che non ancor foddisfatta delle nollre tenui offerte, dif- poneua intanto con vna opportuna lentezza tutte le cofe per fua mag¬ gior gloria , & à profitto di molti . 6 Ciò non ottante il Rè D. Aluaro Setto, volendo pure, che ne* fuoi Regni, doue /cariò era il numero de gli Operarij, s* introduceffero Reli¬ giofi Capuccini, fondato su l'opinione, che i Neri foffero,per vederli, & afcoltarli volontieri , e che per la nouità del veftito, e del viuere haueffe à deriuarne vna profitteuole commozione , e compunzione nell’ Anime loro;di bel nuouo replicò i fuoi inftantittimi prieghi al Sommo Pontefice Vrbano Ottauo, per ordine del quale la Sacra Congregazione de Pro¬ paganda Fide commife al Padre Procuratore Generale, che proponeffe Soggettiidonei,ficomeeglifece(fpettando à lui 1* incombenza delle Mittioni ) e dichiarò per tali quattro Sacerdoti , cioè il Padre Bonauen- tura d’ Aleffano Lettore , e Guardiano , Gio, Francefco Romano , An- tonio da Torella Maeftro di Nouizzi , e Guardiano nella fua Prouincia di Napoli, Giannuario da Nola Predicatore, eDiffinitore della itefia Prouincia, e due Laici, cioè Frate Antonio da Lugagnano, e Frate Mar¬ co dall’ Olmo . Quella mutazione di Religiofi Calligliani , come auan- ti fi era difegnato, conobbe!! necelfaria, anzi ineuitabile, perche pur al¬ lora il Regno di Portogallo trouauafi ribellato , & in guerra co’ Spa- gnuoli; & i Regni del Congo,à quali doueuano andare i nottri Mittona- rij, fpettauano, fino dal loro difcoprimento,e conquifta, alle attinenze, ò pure alla tutela de’ Portoghefi . L’ Anno adunque 1 6^o. fu concetto à mentouati Religiofi il Breue Pontificio con tutti li Difpaccij , Priuile- gij, e facoltà confueteà concederfiin amplilfima forma à quella forte di Minittri , affinché con Euangelica libertà , non ritardati da intoppo veruno , potettero fouuenire alla miferia di tante Anime inuiluppate frà lacci di mille impedimenti , e cenfure, dalle quali , per difeiorìe, troppo graue riufeirebbe l’attenderne ogni volta dal Supremo Tribu¬ nale di Roma 1* arbitrio , e Y autorità . Confittone quelle i a commuta* Q0[ 2 zÌ0a€ Iflan^e rt. plicaie al Soma Pon - ttficeVrbA» no Vili» * Nomi ii al* tum Miflìo* neirij . Itfqo. VI Da Roma ornino à Lìsshna R Net€$tà di Zl4Wg*Vt fi - m ali Am- vita » IncmìYa • «I» &JÌACf>U e 3*8 LiBR O T ERZO. zìone di voti, profcioglimemo , e difpenfazione dalle irregolarità , e da vincoli in genere di Matrimoni] , affoluzione da Cali riferuati, amminì- ilrazione libera de8 Sacramenti, indipendenza da Curati in qualliuoglia miniilero, publicazione di Giubilei, e d* Indulgenze, & altre fomiglian- ti cofe eftenliue al bifogno , le quali (limo fuperflue à regirtrarfi in quelli fogli , per non tediare colui , che riceuendo follieuo dalla lettura di vna fcmpìice Iftoria , non foffrirebbe forfè di vederli fotto gli occhi le pro¬ li fle formalità de8 Protocolli * 7 Badati i Piedi al Sommo Pontefice, il quale con paterna cordia- lità,confortandoli tutti ad vjPApoftolica intrepidezza, diede loro mille benedizioni, immediatamente vfcirono di Roma; epofcia proueduti deli8 imbarco, nauigarono da Liuorno con profperi venti fmoà Lisbo¬ na ;doue Girolamo Battagline Gentilhuomo Italiano , e Vicecolletto¬ re per la Santa Sede in quel Regno, volendo efercitare la fua innata amoreuolezza verfo la Religione Capuccina , cortefe mente gli accolfe, e nella propria Gafa con fornirlo affetta , e liberalità li trattenne . $ Era il Porto di Lisbona la prima Scala del viaggio loro concio- fìache partono di colà numerofe Squadre , e Flotte verfo P Indie, e fpe- cialmente verfo tutti que* luoghi, ne* quali la Corona di Portogallo pofiìede ragioni di affoluto dominio, òdirifpettiua corrifpondenza ; fi che almeno ogni fei Mefifi affrontano le congiunture di paffare al Bra- file , conuenendofi prendere fino dall'America tutta l altezza decen¬ ti, affine di fchifare ole calmein mezzo alPOceano, ò le procelle in faccia de8 frequentiffimi Promontori] delP Africa , ò le Pecche di quelle fpiaggie, che mettono gran piede in Mare; e finalmente per non corteg¬ giare la Guinea , doue i Portoglieli non hanno potuto giammai hauerui commercio 1 ibero per la loro Nazione , e nè meno goderui franco rico- nero , impediti dalla faluatichezza del Paefe , e dalla inhumana condi¬ zione de gli habitanci. In Lisbona adunque anfiofamente afpettarono i Nortri , che il Signor Iddio concedeffe loro la grazia d8 incaminarfi al¬ la fofpirata meta del Congo , doue già con tutto lo fpirito difegnauano di dare principio alle fatiche di quella cultura , per aleggiarne ancora qualche frutto : mà quantunque prima di partire dall8 Italia foffero Ila¬ ri poco meno , che afficurati della felice riufcita, e che fopra quella fì- ducia3per euitare tutte Paltre difficoltà, fi foffero ventilati tutti i punti , con fomma prudenza fi foffero permutati i Padri Calligliani ( come ac¬ cennai di fopra ) in altrettanti Italiani , nulladimeno atterrate tutte le preuenzioni, e frartornata la partenza da vna piena di nuoui torbidi te- ilè infortì con più violento vigore nel Regno , allorché i Popoli ammu¬ tinati, e con le armi al la mano, acclamando per loro Rè il Duca di Bra-* ganza D. Gioanni Quarto , ricalarono il dominio de8 Spagnuoli , i quali LIBRO SECONDO. 309 fino à quel punto haueuano con la confueta loro intrepidezza foftenu- te egregiamente le pretenfioni del Cattolico Rè D. Filippo Quarto . Dieci Mefi confumaronfi in diuerfe , e diligentilfime pratiche , alfine di ottenere dalla Reale Confulta di Lisbona il beneplacito , fenza di cui era imponibile il paflaggiot anzil’ifteflo , eia Regina propenfilfimi à fauorire la Religione 3 efagerarono piu volte in pieno Configlio la pro¬ pria foddisfazione, dimoftrando ancora quanto interefie vi folfe dell* honore di Sua Diuina Maeftà , dal cui accrefcimento, quando vi coope- rafsero 3 augurauanfilpeciale alfilienza nelle prefenti emergenze ; ma i Miniftri, la prudenza de’ quali richiedeua vna occulata ponderazione intornoallecofeauuenire, afieuerantementeprotellarono > che in vna si fatta congiuntura del Regno tumultuante con l’inimico à fianchi era piu cheragioneuole il fofpettare eziandio di quella, che noifupponia- mo vera pietà 3 attefoche fiotto quelle lufingheuoli apparenze il tradi¬ mento fi ammanta , per aprirli più ageuolmente le ftrade alla meditata vendetta : e quantunque,per auuerare le malfime di quella loro politica riflelfione, facefisero diligentillime perquifitioni, e nulla ritrouafiero , in ogni modo in riguardo di molt’altre confieguenze5conuenne alle Maeftà loro appagarli di quel parere, tanto più, che trattandoli di materia fom- mamente geIofia,correuafi pericolo di mettere in maggiore ficonuolgi- mentQ3Ò almeno in vna fienfibile apprenfione i Sudditi^ tutto il Regno* Alcuni hauendo intefia con loro dilpiacere quella alfioluta negatìua, e confrontati pofciagli accidenti , che in quello iftante occorfiero, ne afi. enfierò la cagione à profondi giudizi; della Diuina Prouidèza , la quale medianti quelle dilazioni , e ripulfe , hauea voluto preferuare i Tuoi Re- ligiofidair euidente infortunio, checorreuano di perderfi, in vecedi peruenire alla meta del camino ; conciofiache in quel tempo gli Olan- defi Tempre infelli à Cattolici , e pronti ad inuadere le altrui conquilie, prefa occafione dalle interne turbolenze de’ Portoglieli , per le quali fi trouauano occupati, &inhabili à lòccorrere validamente le parti più remote, eranficon audace baldanza impofiefiati della Città di Loanda Metropoli del Regno di Angola (confinante à quello del Congo) doue appunto i Nollri doueuano approdare prima d’inllradarfi alle Terre deputate per la loro Milfione . Grande in vero fù il cordoglio , che l'e¬ co reco quella infaullanouella, per la perdita di quella importantilìi- ma Colonia, dubitandoli ragioncuol mente, che non tantollo le lira— uolte dottrine de gli Eretici , confillenti in vna libertà molto per- niciofa , e totalmente ripugnante al modello rigore della Cattolica difciplina , iàrebbono peruenute alPorecchio di quella nouella gen¬ te , che il mortifero veleno3diffondendofi ad occupare le parti più vi¬ tali, haurebbe infettata tutto il corpo , e che fe ne farebbono fcan- daliza- Olandtft occupano Loanda • Miffiontirij da Lisbona ritornano in Italia * i e Monte dell’ Olmo; attefoche per hauere etti Ipe-» rimentato infuperabile alle proprie forze il difagio, eia violenza deL nauigare , quel buon Prelato non volle in conto veruno, che cimentai fero LIBRO TERZO; 311 fero la loro vita in vn così laboriofo cammino . Anche in quella occa- fione furono ampiamente confermate à Mifsionarij le fopradette facol¬ tà ; e Sua Beatitudine conófcendo di quanta importanza fodero in quel Miniftero , con Decreto fpeciale fotto li 1 7. Settembre del fudetto An¬ no 164 3, le prorogò ad vn’ intiero decennio, con che fpediti da Roma, Part dA s * imbarcarono in Liuorno alla volta di Spagna. Raccontali, che in Roma. quella nauigazione più di vna fiata incontrafsero le confuete procelle , e principalmente nel tremendo Golfo di Leone , doue fmarrita ogn* al¬ tra fperanza , il P. Prefetto confortò tutti à concepirla infallibile nella ìntercelsione di Maria Vergine ; e portando egli al collo vna Crocetta, in cui era incaftrata vna particella del Sacrofanto Legno della noftra Redenzione, appefala ad vn cordone, e calatala in Mare, calmofsi quali in vn* iftante ; dimanierache gl’ iftefsi Marinari , riputandolo cele- fle prodigio ^efclamarono tutti ad vna voce Miracolo, Miracolo; indi prolèguendo reliccmente il viaggio, approdarono à V enaros. Porto del¬ la Spagna, e Scala commune de’ Vafcelli .Tanto intelì da Perfone, che vi fi erano ritrouatc , e più diftintamente mi fù ratificato da vno de" no- Uri Religiofi , che era inftradato à quella Miflione . 1 1 Pollo piede à terra, portaronfi il P. Prefetto , & il Nola fino in Arcuavo in Aragona , doue attendeualiil fudetto Fra Francefco,e con elfo lui s’in- sPazna% caminarono à Madrid , per ottennere quanto faceua bifogno . La pro¬ polla fu afcoltata dall* iftelfo Rè con fentimenti degni della fua Catto¬ lica pietà ,& in vdirfiefporre dal Pamplona tutto il feguito, {labili di effettuare ben tolta quello, che fin’ à quel punto con tanti difagi, efen- za profitto veruno erafi agitato, prontamente concedendo con vna Re¬ gia Patente di molto fauore, libero, e franco il patfaggio à Regni del Lìf,eraiità Congo; anzi ad oggetto di troncare ogn’indugio, ordinò immediata- conche fono mente P apprellamento di vna Naue , con tutte le confuete prouigioni, ^“f**™*1 oltre le quali diede ancora vna Cedola di mille Crociati, da {penderli Spagna. * precifamente nelle fuppellettili attinenti al culto Ecclefiallico , & al bifogno di quelP Apollolico Miniftero . 12 Ma conciofiache il buon*efito di quello rìcorfo debba da No- flri meritamente afcriuerfià Frate Francefco, il quale, come detto hab- Il Rè Cat biamo , polfedeua la buona grazia del RèD. Filippo , vuò qui , per at- tcftazioncdiciò, accennarci termini di ftraordmaria benignità , con t0 Pampb- chela Maellà Sua Paccolfe. Quando egli adunque fe lo videa luoi pie- na con m°l‘ di, rammentandoli molto bene de feruigi, che preltati haueua per nL .1* addietro alla Corona , così gli dille . Oh quanto , oh quanto intem- peliiuamente partifle dalla Corte, e cilafcialle nelle più graui vrgen- ze , portando con e fio voi tutti i talenti, per feruire vn Monarca incom¬ parabilmente più grande dinoi ; laonde non ci rimale della voltra Per- fona Nuoti* tifo - fanone del Padre Prt • Anni delia prima Fon dazione di gaefta Mif fione . Nomi di al¬ tri ctnqut~> Mijfionarij' Si ynìfcono in Sitiigha, $iz LIBRO TERZO. i fona altro , che la loia memoria di hauerui hauuto , & vna efirema ne- cefììtà di hauere vn 'altro Voi , che poteìfe con vguale follecitudine afl.1» fiere alle noftre imprefc . Arrofsìil Pamplona à quelle graziofilfime cf- prelsioni, e con religiofa modeftia rifpofe , che hauendo predati alla Maefià Sua quegli ofsequj , e feruigi , i quali fi compiaceua rimunerare con eccefsodi benigna ricordanza, qualunque eglino fi fofsero, penfa- ua. di perfettionarli con efserfi ridotto fuora de gli flrepiti del Mondo à verfare non più il fangue dalle ferite , ma le lagrime dal Cuore, offeren¬ dole alla Diuina Madia in efpiazione delle pafsate colpe, de in miglio, re vantaggio del fuo Rè, à cui ratificando le antiche obligazioni, pro- tellaua vn perpetuo, &ardenti(Tìmodefiderio di vederlo in ogni tem¬ po, & in qualunque occafione compitamente profperato . 1 3 Fra tanto , che apprdlauanfi le cofe necefsarie alla partenza , e che già di tutta la facenda fi era dato predio ragguaglio alia Sacra Congregazione de Propaganda Fide , confiderando il Padre Prefetto , & il Pamplona , che quello imbarco ( conforme la mente del Rè ) fom- miniflraua vna molto opportuna commodità difoddisfare con vantag. giofa copia di Miifionarij alle premurofeiftanze, che dal Congo veni- uano fatte, determinarono di accrefcere il numero de’fudetti fette, de arrolarne altri cinque 5 attefoche le fatiche compartite à molti , fareb- bono riufeite maggiormente profitteuoli,e di minor difagio à que poue- ri Religiofi , non per anco afsuefatti all’ inclemenza, dea gli altri pati¬ menti di vn nuouo , e ftrauagante Clima: ma perche Y attenderne da Roma il placito haurebbe potuto fufcìtare con la lunghezza del tempo iterati fcompigli, mentre pur troppo non mancauano occulte infidie , c trattati per impedire Y andata , confultarono d’ interporre Y autorità di Monfignore Giacomo Panciroli, allora Nunzio in lipagna, e doppoi de¬ gniamo Cardinale di Santa Chiefa, proponendogli, fra gli altri motiui, chetale fofse fiata la mente del Pontefice Paolo V. come appariua da primi Decreti della Milione riabilita negli Anni J6 18. 1^20. e 1621, ancorché per le molte caufe da me accennate , non fi effettuaffe . Ap- prouòquel buon Prelato la ragioneuole richiefia, e su quefto fonda¬ mento diede nuoua patente , nella quale al numero de primi fette furo¬ no aggiunti il Padre Giufeppe d' Antichera , che per lo fpazio di molti anni era fiato Maefiro de ’ Nouizzi , e Diffinitore nella Prouincia di An- daluzia, il Padre Angelo da Valenza, eGioanni da S. Giacomo, Sa¬ cerdoti della Prouincia di Caftiglia , Bonauentura da Sardegna, huomo di preclare doti , Lettore Teologo nel Conuento di Madrid, e Frate Gi¬ rolamo della Puebla Laico della Prouincia Aragonefe. 14 Vnironfi ben tofio tutti quefti auuenturati Religiofi in Siuiglia , nobiiillìmo Emporio di tutta la Spagna, con animo di vltimare vn tanto nego- LIBRO TERZO. JtJ negozio appretto* -i Sopraintendenti della Dogana Maritima , volgar¬ mente detta la Cafa delle Contrattazioni ; ma vi penarono quattordici Meli, cauillandofi à puntino tutte le claufule , che per ordine di Sua Maeftà erano regiftrate su le Patenti: laonde fé Frate Francefco non fotte tòatoriconofciuto per quello, eh' egli era, di motta autorità nella Corte , in riguardo di che i Minitòri non ofauano procedere con le atto- iute negatine , procratòinando {blamente l’effettuazione con rigiro di parole , poteuanfi abbandonare , come dilperate, le diligenze , e le pra¬ tiche ditanto tempo: pure alla fine, la Dio mercè, fi fuperarono tutte le oppofizioni; fi che fu data libertà à Notòri d* imbarcarli nel Fiume Beti, ò fia Guadalchiuir, che rapidamente conduce qualunque poderofo Va- per ^ lZ fcellq fino alla imboccatura del Mare nel Porto di S. Lucar . ■ w • 15 In faccia di etto , che fenza dubbio è vno de’ più rinomati di tutte le colte della Spagna , hanno i notòri Religiofi vna Chiefa dedica¬ ta à Maria Vagine lòtto titolo di Madonna del Buon Viaggio, tenuta in lònima venerazione da Popoli; ma fingolarmcnte da Marinari, i qua¬ li, all’arriuo, & alla partenza, Tempre 1 honorano con lo fparo dell Arti¬ glieria: in quella diuotitòìma Stanza dimorarono per qualche tempo i Milfìonarj, intenti a rinouare l’oblazione , che da fe tòelll già fatta haue- uano à Sua Diuina Maeftà; e perche Pintereffe di conuertire gl'infede¬ li erainterette comune, e rileuantilfimo, inftituirono perciò diuerfi, e frequenti efercizij da farli in que’ giorni ; ne* quali , mediante il grande concorfo della gente , raddoppiamoli tanto più feruorofe le preghiere , implorando Fefficaciflìmo patrocinio di Noftra Signora, nelle cui brac¬ cia ratificauano tuttauia quell ’ importantilfima rifoluzione di total¬ mente confegnare le loro fperanze. Finalmente il vigefìmo giorno di Gennaio 1 <545. dettinato alla partenza, dopo haueredinuouo efpotòo 1^45* 1* Auguftittimo Sacramento, ericeuuta la Benedizione partirono dal Monattero, procetòionalmente accompagnati da tutta quella Religiofa J Famiglia , e dal Padre Guardiano , che nell'atto di montare in Naue , dato loro il bacio di Pace alla prefenza di numerofo Popolo , che vi era adunato, con vna fuccinta, ^erudita efortazione, animolli in nome dell’ Altiilìmo , per quella ardua imprefa ; dimoftrando nell’ importan¬ za di ella , quanto fegnalata fotte la grazia di efferne eletti Minitòri , & il grande frutto , che vniuerfalmente fe ne fperaua . Ed in vero riufd opportuno quello conforto, peroche appena entrati nel Vafcello, men¬ tre la turba de1 Marinari follecitauafi di Tarpare P Anchore, e /piegare le Vele, leuoffi vna repentina, e terribile procella, à cagione della TmptfU quale, oltre il coniueto Tconuolgimento , ePinftante pencolo di nau -tnforta. fragareà vitta di terra , furono cotòretti con duplicata pena del ritardo, e dell agitazione de’ flutti, trattenerfi quindici giorni in quel Porto; pu- Rr ' ^ I Antuano alle Cana¬ rie e 314 LIBRO TERZO» re alla fine doppo quello , che doueua effere il primo cimento della loro cordiale ralfignazione in Dio Benedetto , su 1 Mezo giorno delli quat¬ tro di Febraro, il Capitano ( benché cootradicelfero i Piloti , per vna non so quale loro olìeruazione di non intraprendere mai la partenza creduta poco faufia , perche il fulfeguente quinto di Febraroindubbita- taraente fuoi’efiere fortunofo) fentendo alzarli vn vento fauoreuole? animofamente comandò, che fi allargacelo le Vele con fperanza di rac¬ coglierlo tutto in Poppa 5 quand’ ecco la ftefia fera vna furia di horribi- !i Tifoni? fcatenado nuona tempella, li fè temere tutti irreparabilmente fommerfi ; all" ora il formidabile afpettodi morte , comparendo in fac¬ cia di ogn' vno , toglieua Panimo? & il configlio à gl* iftetfi Nocchieri , che fmarrita ogni fiducia ? inftauano apprefio que'Religiofi, accioche impetralfero aiuto dal Cielo : ed in fatti,, oltre il conqualfamento della Nane ? che ormai più non reggeua alP impeto de’ Marofi ? fi auuide il Piloto di eflere trafportato in vicinanza del Capo S. Vin Azo ? con pe¬ ricolo d'inueftire ne* Scogli ? òdi capitare nelle mani de* Corfari ?e de* Mori 5 che d’ attorno à quel Promontorio ordinariamente fi annidano . Furono le fuppliche ? e la grazia pari al prefente bifogno ? riconofcendo- ne Autrice Maria Vergine? conciofiache hauendola inuocata ? tutto ad vn tratto? e fuori d* ogni efpettazione? fentifii ribalzato da vn gagliar¬ do Iodio di Venti il Nauiglio in mezzo alP Oceano? e da que’fpauen- teuoli pericoli fiupendamente fottratto • ( Nè qui mi accade pervade¬ re i* infallibile patrocinio della Sourana Regina delP Vniuerfo ? anzi parerebbemi graue torto P efagerarlo con nuoui argomenti à Cattolici * de" quali non vi e chi polla negare, mercè la cotidiana ifperienza? quan¬ to alle particolari occorrenze follecitamente accorra quella benignilfi- ma Auocata ; ed appunto di fomiglianti auuenimenti leggonfi ripiene le Morie de’ Padri Carmelitani ? Giefuiti, e di altri, che frequentano quelle nauigazioni ; telfificando efierfi ella più volte perfonalmente ve¬ duta ? hora fopra V onde fedare i turbini , hora dalle punte de" Scogli ri- fpingere con la mano 1 Legni, quando ftauano, per vrtarui dentro ; talo¬ ra aprire loro in mezzo all' onde il ficuro camino, e cauarli da pro¬ fondi abili! , e dalle immenfe voragini . ) Riconofciuta la grazia non fi- niuano di benedirne Iddio , e la fua Santilfima Genitrice, finche, doppo alquanti giorni, peruenuti alle Canarie ? poterono con dimoilrazioni di nuoua gratitudine pienamente adempirei loro voti, 16 La prima di quelle Ifole , à cui per qualche prouedimento ap¬ prodarono , fù quella di Lanzarotte; ma vi fi trattennero poche ore, ha- uendo lìabilito di trafpoi tarfi alla Grande Canaria , nella quale rifiede- ua Gouernatore D. Pietro Cartiglio de Guzman Caualiei e di S.Iago, famigliarilfimopei P addietro del Pamplona? e molto aftettionato à no- llri LIBRO TERZO. jiy Uri Religioni ; laonde da elfo in propria Cafa furono con ogni dimofira- zione d amoreuolezza pietofamente accolti . Contefiò i medefìmi fal¬ limenti Monfignore il Vefcouo ;peroche oltre airhauerli impiegati in afcoltare leconfeffioni di quelle genti, e predicare loro la parola di Dio , fi compiacque conuitarli più volte; nelle quali congiunture intro¬ duce difcorfo, di trattenere alcuno di effi nella fua Diocefi, aggiun¬ gendo allafua propofta tante preghiere, e tanto efficaci, che quella efpreffione ben fi fcorgeua procedere dall’intimo del Cuore ; ma il Pa¬ dre Prefetto, dalla direzione del quale dipendeuano gli altri, humil- mente ringratiollo della molta Rima, che di effi faceua; e con ragioni altrettanto modelle foddisfecelo intieramente intorno à motiuirappre- fentati , & alle difficoltà, che gli toglieuano di corrifpondere à sì eccefi- fiua benignità, rendendolo capace, che mentre erano deftinati pochi di numero aivna Miffione affai grande , era inapoffibile trattenerne al¬ cuno , e diftrmuirli altroue . Ripofarono i Pafiaggieri in quell’ Ilola al¬ quanti giorni, finche parendo à Piloti non doueruifi più longo tempo trattenere, intimarono la partenza; la quale penetrata da gl* nola¬ ni, con maggior frequenza corfero alla Stanza de’Noilri, anfiofidi appagare la diuota confidenza teneramente conceputa , di marte¬ llare à loro gl’ intereffi più reconditi dell’Anima; dal che fi conobbe quanto copiofo frutto hauefie Iddio in sìbrieue tempo, e da sì poche fatiche ricauato, e quali colfuo Santo aiuto poteuano fperarfi nell'au- uenire. Frà la molta gente di qualche conto con parla à compirne, e congedarli nel punto illeflo di entrare in Naue, vnoiùil fopradetto Gouernatore, accompagnato da D. Michele Peralta amico pure di Irà Francefco, e Regio Fifcale in quell’ Ifola : quelli due gentililsimiCa- ualieri, oltre le finifsime, & effettiue dimollraziom di cortelìe verlò i Nollri , haucuano inuiati alla fpiaggia cinque Camelli carichi di Vino, di Polli, di Frutta, e di altri efquifiti rinfrefehi, opportuni per quella trauagliofa, e lunga nauigazione; mà i Mifsionarij ricordeuch della ri- gorolà pouertà profelfata dal loro Inllituto, abbandonandoli totalmen¬ te in Dio , nei cui feiio llanno fempre ben proueduti li fuoi Serui,con hu- mile ringratiamento , hauendo accettati fidamente , per termine di vr- banità , alcuni pochi Agrumi , e Dattili , rimandarono il tutto à mede- fimi Benefattori . Della quale azione , per minima che folle , conteRa- no fino al prefente quelle genti, quanto ne rimanelfero edificati ; con- ciofiache quando palfa per colà qualche Capuccino, tutti à gara corro¬ no , per conuitario nelle proprie Cafe , e non v’ è o°gimai cola, che in fauor noRro, e per compiacerci non e/èguifiero . 1 7 Date le Vele à ì Venti in profeguimento del loro camino, auan- zaronliin alto Mare;peroche invece di palfare al Braille, voleuano R r 2 più Il Vefcouo delle Carta • tieaddnnan da Caducei- ni . Pa-tono dalle Cana¬ rie . 33 fenici} in Natit prò* polii da Re* hgwfu $%* L ì B R O TERZO. più torto valicarlo à golfo lanciato fotto la Linea Equinoziale in dirit¬ tura del Congo * Era il Vafcello carico di molta genterella qualità de* Paefi, e de’ coturni molto varia, ma nel genio di palfarfi l’ozio col trat¬ tenimento del giuoco, quali concorde 5 inganno certamente del Demo¬ nio } attefoche vn paffatempo di quella force per lo più termina in riffe, in bertemmie, &io mill* altre contumelie ingiuriofe all'honore di Sua Diuina Madia ; della qual cofa, accorgendoli i Moltri, impiegarono ogn* induftria5per diradicare , 6 diuertire 1* abufo, introducendo à que- fto effetto molti Efercizj ?co’ quali ripartite 1* hore, Tantamente rtfpen- delle tutta la giornata, e che quella proliffa noia li conuerciffe in guada» gno di tempo profittetiole alla fallite di tant’ anime . Gran parte adun¬ que di tutto il giorno pubicamente 3 nella forma , che rt coffuma den~ tro le noilre Chiefe , Salmeggiano effi ,orauano , e faceuano le con¬ ili ere difcipline; alle quali funzioni , fenz’ altra perfuartoM, videro ben torto concorrere tutti i Cattolici ; e taluolta qualche heretico, per mera in queto ge¬ nere non accadette verun* altro fconcerto, i8 Màecconuoua occafione di fofferenza, e di gran merito per tutti . In vicinanza della Linea Equinoziale in lito altrettanto di quà Difagìfotu da eifa , quanto di là , incontrali gran furia di Venti impetuofi , e molto t* Lì*'*-* contrari V vn'ali' altro , perche in quel fito appunto diametralmente, ^ilumVa e con fommagagliardia fi affrontano , e fi accozzano ; Quindi proce¬ dono le angofue, e gl* irritamenti dello Stomaco fino à vomitarne l’iftef- r $ * 8 LIBRO TERZO, Piftelib fangue 5 1’ acque dolci infracidano , le vettouaglie marcifcono? Il bifcotto, producendo vermini, fi putrefa, e per compimento de* difa* gì, la carne de* poueri palfaggieri infiammata da quelli ecceflìui, e pedi* Senti bollori, intumidita, s* impiaga, laonde fa mefiieri colcarii in qual¬ che catino di acqua per rimedio, o, diciamo, per rifioro dVn certo rab¬ bie fo prurito , il quale mordacemente vlcera quelle parti, e riduce il patiente à pericolo di morte : Tutte quelle molefiie tollerarono i Paf- faggieri; conciofiacheil Padre Pi eletto della Milfione , quantunque al paro de gli altri afflitto , eccitando i Tuoi Compagni, confortaua tutti con vna indeficiente carità, indi perche la inforca tempefta horribil- mente infieriua , e fra io dibattimento dell* onde fopraftaua il naufra¬ gio , il buon Religiofo , che non perdeua d’occhio la vera Tramontana del Paradifo, e fentiuafi internamente ripieno di fiducia, gittouui den¬ tro con fiupenda riufeita vna fua Crocetta di Carauacca :mia fuperato eh’ ebbero col fauordi Dio quel pafso formidabile , non pertanto po¬ terono confolarfi di elsere fuora de’ pericoli maggiori , attefoche inol¬ tratili à feoprire il Capo di Buona Speranza in altezza di 24. gradi ver- foil Polo Antartico (per rimontare pofeia verfo la Linea, efehifarei banchi arenofi, che fiancheggiano la foce del Zaire) in cinque gradi, e mezzo furono foprafatti per tré giorni , e tre notti continue da incefsan- ti pioggie, e denfiflìme tenebre, per cagion delle quali, efsendo impedi¬ ti di adoperare le Squadre, tennero ferma credenza di efsere perduti affatto , fe non quanto, ricorrendo alla Reina del Cielo, fperimentarono la di lei interceflìone propizia alle loro preghiere; peroche diffipati que‘ fofchi horrori, calcolarono di hauer caminato aliai più di quello , che in tempo di bonaccia non haurebbono fatto. Botici con 19 Quelle infallibili efperienze accrebbero la fiducia à Nauigan- fufì àaUal ti ; e benché fra tanti non vi mancaflfero heretici, & infedeli, nulladi- iamo. de* meno fcorgeuanlì anch'elfi tacitamente concorrere con qualche fenti- GauQ.Sii* mento interno alle comuni inuocazioni de'Cattolici, nè maifìvide, che difaprouaflero , ò fchernifl'ero quegli atti di vera Religione , che del continuo, e principalmente in quelle emergenze, ofleruauano praticar¬ li , riufeendo perlopiù di confusone ,e dirimprouero alla loro durezza 1* euidenza delle grazie , che mediante la Vergine,compartiua il Signor JlP*Pr«» Dio à Tuoi dinoti • Vna fiata fra P altre, combattendoli Legno contro fntoprefe r. Pimpetuofità de’flutti,che à guifa di Montagne minacciauano d inabif- mc0 ** farlo, portoli] il Padre Prefetto follecitamente al bordo, per benedire, fecondo il fuoconfùeto, con la fudetta Croce il Mare, quand'ecco dal- 1* improuifa feofla di vn’ onda fù egli ribalzato à tutto potere dal piano fuperioregiù per vna fcalettanelT inferiore Stanza à trauerfo delP Ar¬ tiglieria fopra vna mafia di ferramenti , percuotendoui fortemente col capo, LIBRO TERZO. 319 capo , e con i reni , à tal fegno ,, che tutti lo credettero morto , ò molto mal concio , mà hauendo egli in quell* iftanteconceputa viua fede, & inuocato Iddio , e la Vergine Santiflìma, immediatamente leuolTi tutto fano , & illefo , confettando effergli paruto di cadere fopra vn lacco di lana, ediriconofcereciòper vna grazia molto Angolare. Ma quello che più accrebbe materia di benedizioni alla Diuina Bontà, fu, che appena fuperatoquefto incontro, nel quale 1* intrepida patienza del Religiofo eratt cimentata , e la di lui fede hauea confeguito vn sì fegna- lato effetto , mentre à tutti efageraua quello , che in tali occorrenze erano obligatià fare, di repente calmoffi il Mare, e forgendo opportu¬ namente vn Vento fauoreuole, in poco di hora , cioè à 20. del Mefe di Maggio fcoprironfi à gli occhi loro le fofpirate Cotte dell’ Africa . Qual fotte de* Paffaggieri la contentezza, in vdirfi il fetteuole auuifo delle Sentinelle , die dalla Veletta gridauano Terra, , Terra , Terra , non so, fé appena fape®ro efprimerlo quelli, che lo fperimentarono; certo ttà, che al giubilo corrifpofero gli affetti del cuore verfo la Maettà di Dio, che da tanti infortunijpreferuati gli hauea; indi confumando il rima¬ nente di quef viaggio in cinque feliciflime giornate , peruennero final¬ mente alla Punta, detta del Padron , che fiancheggia da vna parte la foce del Zaire, nel Contado di Sogno, & affondate 1* Anchore , gitta- ronfi à terra , à fine di prenderui qualche riftoro . 20 Colà i Noftri Religiofi, mentre paffeggiauano su la fpiaggia, vi¬ dero vna grande Lapidala quale(per atteftazione di alcuni della comi- tiua,che altre volte Phaueuano offeruata, & vditone à raccontare il fat- to)era quella appunto, che D. Diego Cano erette per memoria d’etterui capitato la prima fiata co’ fuoi Portoglieli ( come più addietro raccon¬ tammo) Vero è, che gli Olandefi quando inuafero il Regno di Angola, difpettofamente Phaueuano fpezzata, in onta del gloriofo nome di D. Gioanni Secondo Rè di Portogallo, fotto di cui furono fcoperte que¬ lle Contrade, & eziandio in vilipendio del Sacrofanto Carattere di no- lira Redenzione , che vi era fcolpito: tuttauoltala pietà de’medefimi Portoglieli, hauendo ricuperati ipofti, rifarci i danni del facrilego af¬ fronto con ergerui vna Croce molto alta, benché di femplice legno; e contiguo ad etìa euuihoggi giorno vn* Oratorio affai competente, e ben proueduto di arredi , per celebrami il Santo Sacrifizio della Metta . 21 II giorno doppo , non rimanendoui più,fe non poche leghe, per entrare nel Porto di Pinda, il Capitano, che appena haueua farpate P Ancore, fcoperfe venirli incontro à piene vele vn Vafcello Olande- fe ; laonde fu coftretto allettirfi al combattimento , e per non dare in¬ dizio di fiacchezza , òdi timore, che in fomiglianti occorrenze, fuol recarenotabilepregiudizio,efpofeloStendardo> fegno di dare, òdi accet- Scuopron • T tira . Sù’l Lido di Sogno irò uano ynamé Croce, Coi faro Oli fidale * ’f tuia di Affrontar*-* ìa Naue e con « fovea 3 No* LIBRO TERZO* accettare la disfida : T inimico allora perchiarirfi, fe quella Naue folle fola , ò di conferua ( peroche egli era Corfaro) arditamente accollatoli, chiedette , che gente fofie quella , e venendogli brufeamente rifpofto , ch’ella era di Mare , allargofsifenza replicare altrove poiché vide, che non era altrimenti accompagnata , portoli à tiro di Cannone , calò vno di coloro nello Schifo , il quale venuto al bordo , addimandò,fe porta-* nano il Pafiaporto della Compagnia di Olanda : il Capitano, fingendoti iemplice Vfiìziale3 replicò , che il mofirarlo fpettaua folamente al fuo Capitano, e che quelli era difeelo al lido: à fomiglianti , emolt’altre rifpofie tutte boriofe, & impertinenti rifpofe Tempre il prudente , & ani- molo Cattolico , ma con termini , ò difparati , o ambigui , & in loftanza vniuerlali; perloche l’ Eretico, auampando di rabbia, minacciò di voler combattere, e con ciò fece ritorno alla fua Naue . Fra tanto i Religiofi notiti, per non accrefcere con la loro villa, che ben fapetuno edere in odio à quelli Eretici, motiuo maggiore difdegno, fe ne metterò nafeo- ili fotto il primo tauolato, implorando P afsiftenza del Cielo in quella ri¬ soluzione; quando ecco allo fpuntare dell’ Alba , mentre ogn1 vnotro- nauafi pronto à combattere , fu olferuato, che il Capitano Olandefe, al¬ largatori in Mare , e calatofi di nuouo entro lo Schifo , incaminauafi per 10 Canale verfo la Banza di Sogno, Refidenza del Conte, e cheèfitua- ta none miglia diflante dalla Spiaggia : s’ invaginarono tutti, che coftui, ò non ofatie cimentarli con gente, che mofiraua intrepidezza, òche, per elfere nella giurifdizione di vn Principe , al quale importaua molto 11 portare ogni rifpetto , voi effe preuenire i Notlri con ragguagliarlo à fuo modo di quanto era accaduto; laonde confultatofi la facenda, li conchiufe per ben fatto , che il Capitano Cattolico vnitamente co* Pa¬ dri Bonauentura Sardo , e Giannuario da Nola, trauefbiti , procuralfero di auanzare V inimico, falendo anch ’ egli per vn’ altro ramo del Fiume. Quello difegno riufeì à Nofirfila Dio mercè, come bramauano; peroche elfi comparuero i primi dauanti à D. Daniele Signore di quello Stato , il quale cortefemente,hauendo alcoltateleragioni, e le contumelie rice- tinte , rifpofe loro , che non folamente impedirebbe à chi che folfeil maltrattarli, ma che ancora s’ impegnaua di allìlterli con particolare pa¬ trocinio , non tanto in rifpetto del carico di Mercatanzie , che dall1 Eu¬ ropa recauano, quanto per li Religiofi, eh* erano venuti in fulfidio di quella Chrillianità » Poco doppo arriuò pur anche P infuriato Olande¬ fe , e feorgendo que’ Religiofi velliti della propria diuifa ( conciofiache prima di entrare in Corte haueuano depolli gli habiti Secolarefchi) fiebbe ad impazzire di fmania , & incapace di elfere fiato da efiì preue- nuto, fenza badare à quel, che fi facelfe, temerariamente,battendo per rabbia il fuolo, minacciò il Contea nome de’ Direttori dell’ Olanda, quafi LIBRO TERZO. 3** quafi che contrafatto hauelfe alle capitazioni concertate di non am¬ mettere gente nemica, Papilti , & oppugnatori della loro Religione. Rifelì quei Signore della collui petulanza , e fattolo dalle fue Guardie fequeftrare in vna Fattoria pure de gli Olandefi , coftnnfelo feruire co¬ me Schiauo al fuo fotto Capitano , ordinando à quelli della Nazione, che per quanto haueano caro di vederlo viuo, non ardiffero d* infulta- re i Cattolici approdati à quelle fpiagge; e nello llelfo punto inuiò al¬ cuni Soldati per cullodia degli vm, e per freno degli altri, con che accurate tutte le partite , non fuccedette doppoi fconcerto veruno . 22 In quello fatto moftrò il Conte vn cuore generofo, & intrepido, replicando più volte alla prefenza di molti ( mentre l'arrogante inllaua con le minaccie ) di elfere difpoftiflìmo à fpargere il fangue in difefa del¬ la Cattolica Romana,vera& Apollolica Fede, perle quali rifolutifiìme protette , temendo 1’ Eretico di più graue impegno , ft imo opportuno il tacere, ò pe^Hr meglio, non feppe che rifpondere, manicando lotto vo¬ ce 1 ’ interna amarezza, con animo di rifentirfene à miglior tempo: impe- roche elfendo pienamente informato, che il Capitano Cattolico fre- quentaua quella nauigazione, non era per mancarle congiuntura di af¬ fittirlo altroue , e vendicarli della pretefa ingiuria . A quelli fauori del Conte trouandoli i Noftri molto obi igatipromifero , che non blamen¬ te haurebbono rettificata al Padre Prefetto, il quale era rimafto alla Ipiaggia , i Cattolici fentimenti , e la religiofa inclinazione di lui , ma che oltre ciò Phaurebbono inftantemente pregato à condefcendere, che alcuni di loro rimanelfero qualche tempo nel Contado per confor¬ to de’ Fedeli. Gradi egli fommamente quelle proferte, laonde nel partirli da loro ordinò, che folfero feruiti da Tuoi Cortigiani più con¬ fidenti, e promife, che la mattina feguente farebbe flato egli Hello in perfona à riceuerii col douuto decoro. Sbrigati dalla Corte ritorna¬ rono colà doue gli altri anliofaméte attendeuano P elito d i quella anda¬ ta^ partecipato loro quanto profperamente era feguita,ne refero gratie alla Diuina Maellà , celebrando in quel punto i Diurni Vfficij , &il Sa- crofanto Sacrifìcio nel fopradetto Oratorio : terminate le quali funzioni con vicendeuole tenerezzadi loro, e di quelli , eh’ erano venuti ad ac¬ compagnarli, furono apprettate alcune frugali viuande, condite più che di altro, di vna religiofaletizia,deriuante dal vederli affili, & vniti ad vna llelfa Menfa , commenfali cotanto diuerlì tra di loro, e che mai più per Y addietro eranlì conofciuti. Sù rimbrunire del giorno partirono i Cortiggiani alia volta di Sogno , rimanendo però alla cullodia del po¬ llo , e per maggior licurezza de’ Religioli , tre, o quattro de principali con alquanti Soldati . Quella intiera notte , la quale fembraua lunga, € tediofa perdlere Paria poco fana , & il fitto paludolò da infinite Zan~ S f zare Rìmproue- ì < t e dìfcac- cia il Car¬ faro Clan- defe . Mofìafi ben * affetto alla Reli¬ gione Cat¬ tolica . finis, de* fcnut , Ingreffo iey CapKcdnì * $iz LIBRO TERZ O. tare molto infettato, coniamoli] tutta in dinota, e profiueuole vigìlia , richiedendoli veramente vna nuoua difpofitione di animo à chi già en« traua nell’ arringo ; che però riti-retti in quella Chiefetta i Notòri die- ronfi feruorofamente à /applicare il Sig, Dio, che lì compiacefle coi profpero augurio di quel primo ingrefìo , concedere loro E ottima riu- fetta , che bramauano à maggior gloria del fuo Santo Nome . La mat¬ tina poi aitanti lo (puntare dell'Alba , allettate già tutte le co fe, i Ma¬ rinari impatienti drizzarono la prora verfo la foce, e per vno di quei larghiffimi canali, che vi forma il Zaire, montarono fino al Porto di Pin- da , in faccia di cui affondate V Anchore , furono i Padri Millìonarij fe- paratamente da gli altri , traghettati dentro lo Schiffo à terra . 23 Pinda è vn grande ridotto di pouere Cafuccie, fecondo il co- ftume di quelle Regioni, aperto, e fenza riparo, ma tòtuato in luogo ab- bondeuole di buone acque , di eccellenti frutti , & affai deliziofo , per efferesù la piacevole fai ita di vn colle, molto opportuno alladifefa del Porto, Precorfa la fama dell5 arriuo de’ Religiofi Capuccini to¬ talmente ignoti à que’ Paefanì , V ideilo Conte più follecito , e più cu¬ rio io de gli altri portoilì ben predo fino alPvltimo Borgo, accompagna¬ to da Popolo innumerabile , perloche quando edi comparuero , eifendo molta la confufione , e la gara di coloro , che affollati cercauano di ac¬ codava ilo per rimirarli da vicino, il Conte, che preuide il loro pericolo, prouidamente difpofe le Guardie à riparameli; permettendo folamente à pochi il foddisfare quella , che per altro poteua dirli indifcretiifima di- uozione : ritenuti, e dati i fegni di pace, mentre il Volgo affordiua Paria con le voci , e col dibattimento delle mani, con fueto loro indi¬ zio di giubilo , e di contentezza , il Padre Prefetto chicdette al Conte di effere immediatamente condotto alla Chiefa , verfo doue inflradati , palpando per la Piazza, nella quale era alzata vna gran Croce di Le¬ gno , con profonda humiltà genuficflì l’adorarono tutti, e l’abbraccia¬ rono , Entrati pofeia nel Tempio, vnitamente recitarono il Te Deum landamus in rendimento di grazie , liquefacendoli in lagrime, &efa- lando lingaiti, corrifpofti da altrettanto diuote dimotòrazioni di tutta quella gente , che dei loro arriuo eternamente fefleggiaua : & in quello luogo adorarono due Santiflime Imagini , hauute in fomma venerazio¬ ne, per eifere le prime portate colà da PP. Minori Olferuanti, quando la pr ima volta vi entrarono con vfhzio di Miflionarij; 1 vnadella Imma¬ colata Concezione di N. Signora , e V altra di S. Antonio da Padoua . 24 II doppo pranfo ritornati i Religiofi alla Chiefa , doue innume¬ rabile moltitudine di gente era concorfa,per rìceuere da loro la benedi¬ zione, venne il Conte , e di nuouo dichiarando! confolatitòimo di ve¬ derli in quella fua Prouincia , confumò tutta la giornata lino à notte in varie LIBRO TERZO. ji* varie interrogazioni , ma alla fine douendo ritornare alla Refidenza di- ihnte tré miglia , nell' atto di prenderli congedo , dilfe che affegnareb- behabitazione , e quanto occorreua per loro trattenimento fin tanto, che dimorafiero in Pinda , e che fi compiacefiero di afpettarlo la mat¬ tina vegnente , perche bramaua di afliftere alle funzioni Ecclefiaftiche . Quella dinota , e curiofa pietà di afcoltare la Mefìa de’ Capuccini, 1’ eftrinfeco portamento dea quali rendeua vna non sò quale ammira¬ zione à tutti gli habitatori, fu motiuo à quelli, & al Conte iltelfo di comparire prima della leuata del Sole dauanti alla Chiefa , e di tentar¬ ne anfiofamente con alti efclami l’ingreffo; imperochedouendoficon la fuppelletile , che llaua ancora in Naue , e con altri arredi della Cor¬ te addobbare le pareti, & il Santo Altare , fi tenne per molte hore chiù- fa la Porta, nè fi ammife alcuno, affinché dalla parzialità non ne nafcef- fe altercazione,ò fcandalo. Mentre adunque i Mifiìonarij follecitauano l’ apprefiaméfcto, accade, che fràl altre cofe furono trafcurate innau- uertentemente l’ Oltie per lo Sacrificio, erendendofi malageuole tra¬ balzare molti inuogb, fiotto de’quali era vna Gaffa in cui, ò doueano ef¬ femino vili fiarebbono trouatili ferramenti per fabbricai e,fiauafi ormai in procinto di licentiare tutti, non fienza vniuerfiale cordoglio; quand* ecco vn tale per nome D. Michele, confianguineo del Conte, ^abitan¬ te in Pinda , vdita la difficoltà, opportunamente prouide all* iftante bi- fogao: era fiato egli poco prima Àmbaficiatore del Conte in Olanda alla Corte del Prenciped'Oranges per affari del commercio, e nel ri¬ torno verfio l'Etiopia, prima di metterli in Naue, ritrouati alcuni de* Nofiri, che colà riiìedeuano Mifiìonarj, volle per fioddisfarealle parti di buon Cattolico eh ’ egli era , riceuere per mano di effì i Santi Sacramen¬ ti , e prepararli con ogni pofisibile accuratezza ad vna tanto lunga, e pe- ricolofanauigazione; ondetrà Paltre cofe, delle quali chiedette, che lo prouedeiìero , addimandò alquante Ofiie per tutte le occorrenze(di- ceua egli) e principalmente , perche altre volte haueua fiperimentato , che giugnendo à Pinda , & altroue i Sacerdoti fproueduti di effe , e del commodo di fabricarle, erano partiti fienza celebrare: vna Scattola adunque di quefte ftupendamente conferuate contro il confiueto( fe¬ condo che attefiarono gli ftefisi Religiofi , peroche ordinariamente nel pafiaggio della Linea Equinoziale tutte le farine , e le pafte infracida¬ no) vna di quelle , dico , illefa, e lana fù recata; e quantunque la con- feruazione diefisa pofla riputarli puro, e naturale accidente, nulladi- meno , attefio le varie circoftanze del fiucceffo , fù creduto (ingoiare ef¬ fetto della Dmina Prouidenza , che non tollerò di lafciare fconfolata la cordialifsima diuotione di quelli Etiopi . a 5 I Nofiri confumarono le due prime giornate in alcuni femplìci, Sf z ma D mozioni di quei di Binda»: Ofìie, che mancano, co* me prone- ditte . Puma fun ^jone folti s M« LIBRO TERZO, ma dinoti efèrcizij, ripartendo con effi buona parte delia mattina, e della fera, & il rimanente à prendere quel riftoro^ che doppo i patimen¬ ti di sì lungo viaggio parea neceifario, occupandoli fingo! armente in acquiftare notizia delle cofiumanze dì quel nuouo Clima, in allettare le robbe , delle quali conueniua diftribuire V vfo , conforme il carico di cialcuno di loro , e finalmente in appagare la mera curiofità di molta gente , che molto da lontano era concorfa per vederli , Intanto , affine di fegnalare quello primo ingrelfo in Etiopia , accordandofi con la qua¬ lità del loro miniftero vn' ottima congiuntura ,diuifarono vnitamente di dare faufto principio à quelle Apoftoliche fatiche con la Solennità della Santifiìma Pentecofie, che in quell1 Anno veniua à cadere nel quarto giorno di Giugno 3 quarto giorno appunto del loro arriuo: à quello effetto dinegarono 3 che la mattina del Sabbato Santo farebbo- no venuti alia terra di Sogno per fami l'Acqua Battesimale , e per San¬ tificare in efla tutti quelli , che fin’ alfhora non Phaueffero riceuuta, che però fi difponefiero à quella celefte grazia5almeno col buon defide- rio , e portaflero i loro Bambini , enontrafandaffero quell’auuentura- taopportunità dìredimerfi tutti dalie catene di Satanaffo, Quattro di loro s* impiegarono in afcoltare le Confefsioni 3 le quali faceuanoi pe¬ nitenti in lingua Portogliele molto famigliare in quelle Spiagge , ò per via d’interprete ; &in quello modo pur anche fermoneggiauano i Padri 3 cattechizando nella migliore forma , che permettefle Y anguftia , e la capacità di quelle rozzifsime indoli, per habilitarleà rice. LIBRO TERZO, 32* nceuere i Santi Sacramenti del Battefimo, della Penitenza, e del ve¬ ro Matrimonio : peroche quanto à gli altri ( toltone quello dell’ ettrema Vnzione, la quale concedei] generalmente a tutti i battezzatijnon con- ueniua , ò' non poteanfi minittrare , fé non doppo molta ficurezza della loro (labilità, e cognizione. Il rimanente de5 Compagni Miflìonarij, anele à diuerfe altre facende , opportuniilìme al preparamelo di quella Solennità , laonde , effondo precorfi alla fudetta T erra , non folamente addobbarono la Chiefa maggiore con ogni poffibile decenza , fommini- ffrando Tiileffo Conte quei piu di preciofo , che potette, ma fcorfero ancora alcuni Cafali poco dittanti , per inuitarui gli habitatori , confor¬ tando i Capi à fare il medefimo con le circonuicine Populazioni : La fe¬ ra del Venerdì inftradaronii proceflìonalmente à quella volta il Padre Prefetto, &i Compagni, otto in tutto, e dal Conte col feguito di tut¬ ta la Corte furono con efpreflioni di ftima , e di riuerenza cortefemente accolti. La maggior parte di quella notte fpefero in feruenti orazioni, procurando d ’ infiammare fe ftelfi con quel celefte fuoco , di cui douea- no ribaldare le menti, & i cuori altrui . La mattina del Sabbato,quan- tunque tutta la funzione doueffefarfi, fecondo il confueto, dentro la Chiefa, al qual effetto ogni cofa era molto ben all’ordine, crefcendo in poco d’ ora il concorfo , in guifa tale , che la fteffa Piazza fembraua ormai incapace , fu di meftieri trafportare in fretta le Tauole , i Vafi , & il Sacro Altare in faccia della Porta maggiore , fi che tutti agiatamente potettero vedere , & accollarli alla Fonte per effere battezzati . Sii l’ora di Terza cotanto mifteriofa per la venuta dello Spirito Paracleto fopra i Santi Apottoli, vici il Padre Prefetto co’ fuoi, e diede principio, con¬ forme i riti della Chiefa Romana alle Profetie , intonando nel fine di ef¬ fe le Litanie proprie di quel giorno, alle quali rifpondendo in voce mol¬ to alta tutto il Popolo , ben fi conobbe , che la maggior parte era affai ben inffrutta , e che ardeuano delle cole di Dio : Il Conte, huomo fopra gli altri di vno fpirito , e di vn fentimento non ordinario , potiamo per¬ vaderci , che faceffe gran frutto col fuo raro efempio, peroche tutto quel tempo delle Sacre Cerimonie aflittettepublicamente,attentiHimo, con tale modeftia , e compofizione , che haurebbe compunti, e riforma¬ ti li piu difcoli, e fcorretti, ridondando nel di fuora 1* interna pie¬ tà, & amore di Dio ; onde non potendo trattenerle, vfciuangli di quan¬ do in quando da gli occhi copiofe lagrime , dacceli fofpiri dal Cuore. Benedetta ch'ebbe il Padre Prefetto l’Acqua, eia Fonte, voltatoli al Popolo , dichiarò le figure , i mitteri , e gli effetti di quel Santo Laua- cro , ripigliando poi fuccintamente il di lui Interprete , con aggiungere del fuo altre fimilitudini più adatte alla capacità degli ascoltanti, e meglio efpreffme del concetto » Ciò fatto x ciafcuno de’ Miffìonarij co min» Efemplare diw^ior&s