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(^4>pera Rgiijarjfica h) tre Atti-^
(OtlXOItf
Grande Opera Romantica in 3 Atti
PAROLE E MUSICA.
RICCARDO WAGNER
Traduzione italiana dal testo tedesco
DI
S. DE C. MARCHESI
4
Milano
Stabilimento Musicale Ditta F. Lucca.
3-88.
DIRITTI DI TRADUZIONE, RISTAMPA E RIPRODUZIONE RISERVATI
NOTIZIK STORICHE
SUL SOGGETTO DEL
LOHENGRIN
Le più vecchie tradizioni intorno ad un Cavaliere di Saint- Graal s' incontrano nelle leggende di Fiandra. Esiste anche una leggenda alemanna, intitolata: Il Cavaliere del Cigno a Clivia, nel Basso Reno , la quale presenta la più grande identità col soggetto trattato da Wagner. Io sono però di parere che seb- bene questi abbia utilizzate le due sorgenti nomate, pure la più gran parte del materiale adoperato nel libretto del Lohengrin sia stata estratta da un poema di Volframo di Escinbach. sullo stesso soggetto, il quale si trova manoscritto nella libreria Grand fidale di Geux.
Volframo di Escinbach fu uno dei più celebri Bardi (Min- nesinger) del dodicesimo secolo, ed uno dei più acclamati nelle riunioni musico -poetiche tenute dalla Corte di Turingia, ne celebre castello (ancora ben conservato) detto Varteburgo ; lo stesso dove, circa un secolo e mezzo dopo la suddetta epoca , Lutero, il gran riformatore dell'umanità, trovò rifugio. Vol- framo, dipinto con verità istorica da Wagner nella sua opera Tannhauser, appartenne alla scuola dei spiritualisti dell'epoca sua, e fu uno dei più grandi propugnatori della castità e pu- rezza in amore. Seguendo la cronaca di quei tempi, Volframo cedendo alle preghiere del Langravio di Turingia, cantò il poema del Lohengrin per la prima volta alla di lui Corte, davanti ad una grande assemblea, alla quale le donne furono ammesse, ed il celebre Mago Klingsor (suo mortale nemico) assistette. Volframo è anche l'autore della celebre epopea di Parsifal e Titurel. Lohengrin, figlio di Parsifal è l'eroe del di lui poema fondato sulla leggenda del Saint-Graal, tal che Wagner lo ha utilizzato.
Il Saint-Graal era una coppa, formata da una preziosa e brillante pietra, caduta dalla corona di Lucifero allorché pre- cipitò dal cielo. In questa coppa il nostro Redentore consacrò il pane ed il vino alla Santa Cena e Giuseppe d'Arimatèa rac- colse in essa il sangue scorrente dalla piaga del fianco di Gesù crocifisso. Giuseppe portò quindi questa coppa in Inghilterra, ove essa fu affidata al Re Arturo ed ai Cavalieri della Tavola Rotonda. Più tardi Parsifal, il più perfetto di questi cavalieri, portò il Saint-Graal nelle Indie, d'onde fu quindi trasportato sul Mon salvato , il quale', seguendo alcune antiche tradizioni, era situato in Aragona, e secondo altre fonti si trovava nelle Indie. Il Monsalvato era un Colle Santo, circondato da una vasta foresta di cipressi e di cedri , a traverso alla quale nessuno po- teva penetrare senza esservi misteriosamente guidato dal vo- lere del cielo. Là Titurel fondò un tempio di legno di aloè e pietre preziose, dentro al quale il Saint-Graal fu definitivamente deposto. L'interno di questo Santuario godeva di una fresca tem- peratura in es'ate, e di una tiepida d'inverno. La custodia di questo tempio era affidata ad alcuni Cavalieri prescelti dal Saint-Graal stesso per via dei suoi speciali segni, per mezzo dei quali essi ricevevano da lui diversi ordini. Chiunque poteva contemplare il Saint-Graal diveniva immortale ed era scevro da ogni mondano peccato. I Cavalieri del Saint-Graal godevano di una perfetta celeste felicità. Ogni anno, al Giovedì Santo, una Colomba apportava un'Ostia Santa, e la depositava nella coppa miracolosa. Tutti i Cavalieri aspiranti al più alto grado di virtù , andavano pel mondo in traccia del Monsalvato, e cer- cavano con atti di valore ed eroismo l'onore di essere ammessi fra gli eletti Cavalieri del Saint-Graal il di cui capo era Par- sifal.
Lohengrin, l'eroe dell'opera di Wagner, era il di lui figlio ed uno dei più valorosi e virtuosi Cavalieri del Saint-Graal.
Salvatore De C. Marchesi.
PERSONAGGI
ENRICO L' UCCELLATORE, Re
LOHENGRIN
ELSA DI BRABANTE
germano
Sig.r Sig.r Sig.a
IL DUCA GOFFREDO , di lei fra- tello i
Sig.p
FEDERICO DI TELRAMONDO, -
conte Brabantino .... Sig.r ORTRUDA, di lui moglie . . Sig.a
L'ARALDO del Re Sig.r
Quattro Nobili BrabantinL Quattro Paggi.
Conti e Nobili Sassoni e Turili gi Conti e Nobili Brabantini — Dame — Paggi Uomini e Donne del Popolo — Servi.
La Scena è in Anversa nella prima metà del X secolo.
NB. Tutti i versi virgolati si ommettono.
I
ATTO PRIMO
SCENA PRIMA.
Un prato sulla sponda della Schelda presso Anversa. II fhime forma il fondo della scena descrivendo una curva, in modo che sulla dritta viene interrotto da un gruppo di alberi, e quindi ricomparisce ad una certa distanza.
Sul proscenio, a sinistra, siede Re Enrico sotto una quercia A lui vicino stanno Conti, Nobili e Cavalieri Sassoni e Turingi, i quali formano il suo seguito. Al lato opposto del proscenio, stanno i Conti, i Nobili ed i Cavalieri Bra- bantini: alla loro testa sta Federico di Telramondo, ed al di lui fianco Ortruda. Popolani e servi d'ambo i sessi occupano il fondo della scena. Il centro resta libero. L'Araldo del Re ed i quattro trombettieri reali si avan- zano nel centro. Le trombe suonano il saluto reale.
l'araldo
Udite, Conti e Prenci del Brabante! Enrico il Re Germano qui ne venne Per consultar con voi secondo il dritto : Seguite tutti il saggio suo voler.
I BRABANTINI
Noi seguiremo il saggio suo voler. Sia benvenuto il nostro amato Re.
IL RE
(alzandosi)
Salute, di Brabanza Cavalieri A caso or quivi io non rivolsi il piò, Grave ragion di stato a me V impose. «Palesarvi degg' io Y alto periglio,
*>Che dall'Oriente ne minaccia ognor ?,.. »Là, sui confini il popol prega il cielo »Perchè il flagel degli Ungari disperda; »Ma a me, capo del regno, a me sol spetta y>k tanta audacia porre un freno ornai, »Già da me furori vinti, e per nove anni »A1 popol mio la pace assicurai. »Città costrussi e cento torri e cento, »E le schiere ho addestrate al gran cimento »La tregua or spira, nè pagar tributi »Vuole il nemico, che si leva in armi. »Uopo è quindi salvar Y onor del regno »Contro l'oriente e l'occidente ancor. »Germania intera le sue schiere appresti; »Mai più insultarla allor nessun potrà!
CORO DI SASSONI E TURINGI
(mettendo la mano all'elsa)
»Giuriam morir - pel patrio onor !
IL RE
(dopo essersi seduto)
A voi dunque mi volgo, o Brabantini, Onde seguir vogliatemi a Magonza; Ma profondo dolore è pel mio cor Che senza un duce voi viviate ancor! Discordia fra voi trovo, e poca fè... Di', Telramondo,' la cagion quaP è?... Modello io ti conosco di virtù, Dunque questo mister svelami tu !
FEDERICO
Grazie, o Signor, che a far giustizia vieni ! Io parlo il vero, e la menzogna abborro. Pria di morire, di Brabante il Duca A mia tutela confidò i suoi figli , La vergili Elsa, ed il garzon Goffredo; , Paterna cura al giovin prence io volsi, Mia gloria egli era, mia speranza e amore. Or pensa, Sire, qual fu il mio dolore Allor che il fato il giovin m'involò! Il
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Elsa lo trasse un dì nel vicin bosco, Ma sola in sul tramonto ella tornò... Con duol mentito del fratel mi chiese, Dicendo che il sentiero egli smarrì, Nè più trovarne traccia essa potè! Tutti volammo a rintracciarlo invano !... Allor con Elsa le minacce usai, E il suo mortai pallore, il suo spavento Chiaramente svelar 1' orribil colpa !... Mi desta questa donna un cupo orrori Il dritto alla sua mano, Che il padre ni' accordò, Io rigettai caldo di sdegno allor ! .. E giurai fede alla gentile e vaga Ortruda di Radbord.
(Ortruda saluta il Re inchinandosi)
Dei Prenci Friesi erede...
Io accuso dunque or Elsa di Brabante
Di fratricidio, qui dinnanzi a te,
E mio dichiaro di Brabante il regno;
Del Duca il più vicin congiunto io son.
La mia consorte essa discende ancor
Da stirpe che al Brabante i Prenci diè.
L' accusa udisti, or tu giudica, o Re !
TUTTI GLI UOMINI
(con santo ribrezzo)
O reo delitto L. - Tremendo orror !... Fatai sentenza - paventa il cor !...
IL RE
L'accusa che movesti, o Telramondo, È orribil troppo e mi ripugna al cor...
FEDERICO
«Signor ! vive rapita in sogni arcani » Colei, €he fiera la mia man spezzò... «Secreta fiamma certo nutre in cor!... «Sperato eli' ha che, il suo fratello estigto,
Lohengrin 2
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«Signora di Brabante ella saria:
»E quindi quel eh' alla sua mano ha dritto,
«Sacrificar potrebbe al suo rivale.
IL RE
La rea s'avanzi e a giudicar s'appresti Ognun di voi... Deh, tu m'ispira, o cielo!...
l'araldo
(avanzandosi . nel centro della scena)
La santa legge e il dritto Qui giudicar si de' !...
(Il Re appende solennemente il suo scudo alla quercia. I Sassoni e i Turingi sguainano le spade, e le appuntano a terra. I Braban- tini snudano i ferri e li pongono a terra avanti ai loro piedi)
IL RE
Coprir mai più lo scudo mi dovrà Fin che giustizia fatta non sarà !
TUTTI GLI UOMINI
Nè più F acciaro noi riporrem Finché giustizia qui fatta avrem !
l'araldo Dove lo scudo appende il Re, Regna giustizia, onore, e fè : Ond' io m' affretto a proclamar, Gh' Elsa si .venga a discolpar !...
SCENA II.
Elsa giunge coperta di una veste bianca e molto dimessa. Un gran numero di Damigelle, vestite con eguale sempli- cità, la segue, ma si fermano in fondo alla scena, mentre Elsa lentamente, e vergognosa si avanza sino al centro del proscenio.
GLI UOMINI
Oh del ! Si avanza V accusata... Oh ! come brilla nel suo candor... Quei che di colpa l'ha gravata È forse in preda a un grave error.
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IL RE
Sei tu Elsa di Brabante?...
(Elsa afferma col capo)
Mi riconosci a giudice e sovrano ?...
(Elsa fìssa lo sguardo negli occhi del Re, e" quindi afferma di nuovo col capo)
Rispondi adunque: è nota a te V accusa, Che qui solenne sul tuo capo pende ?...
(Elsa scopre Federico e trasalisce, volge quindi il capo verso il Re ed afferma di un gesto con espressione di dolore)
Che rispondi in tua difesa ?...
(Elsa con un gesto: Nulla)
Riconosci il fallo rio ?...
ELSA
(fissando lo sguardo al cielo)
Oh! fratel !... fratello mio!...
TUTTI GLI UOMINI
(sottovoce)
Qual caso arcano, insolito mistero !
IL RE
Deh ! rispondi, o fanciulla, e parla il vero.
(silenzio ed aspettazione generalo) ELSA
(fissando il cielo come inspirata)
Sola ne' miei prim' anni, In preda a rio dolor, Del cor gli orrendi affanni Gelar dovetti ognor.
Talor dal mesto core Un gemito fuggì, Che messo di dolore Al creator salì.
Ma tregua al lungo pianto Successe il sonno un dì, E nel soave incanto D' un sogno mi rapì.
TUTTI GLI UOMINI
(sottovoce)
Qual caso strano!... Ella vaneggia ornai!...
IL RE
Elsa !... t' appresta dunque alla difesa !...
ELSA
( tenendo sempre lo sguardo vòlto al cielo come prima)
Cinto d'usbergo e maglia
Apparve a me un guerrier ;
Nessuno al mondo uguaglia
Quel prode cavalier. U elmo sul capo avea,
Al fianco avea Tacciar;
La mano io gli stendea
Tornando a lacrimar. Con dolci accenti allora
Ei confortata m'ha...
Quel cavaliere ognora
Il mio campion sarà.
IL RE ? GLI UOMINI
(commossi)
Deh ! tu c' ispira... - deh ! squarcia, o ciel, Del fatai dubbio - V orrido vel !...
IL RE
Deh ! Federico, pel tuo santo onor,
Chi accusi pensa, mentre è tempo ancor...
FEDERICO
Quel suo delirio non m' inganna or più !... Pel suo segreto amante ella vaneggia. Della sua colpa io son convinto appien; Ben chiaro apparve il suo delitto a me. Che testimoni invochi altri che Dio,
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Il mio decoro consentir non può : Chi di voi, chi di voi dell' onor mio, Del suo delitto dubitar osò?...
I CAVALIERI BRABANTINI
Nessun di noi ! Del tuo parer noi siamo.
FEDERICO
»E tu, mio Re, deh! pensa come un giorno »Teco i Danesi in campo io debellai !
IL RE
»Ah ! ben tu m'ammonivi in quella pugna !... »In te il coraggio apprezzo, e la virtù; »E in nessun' altra man che nella tua » Vorrei fosse il Brabante !... » Ma sol Dio Dovrà svelare e giudicare il vero !...
TUTTI GLI UOMINI
Sì, sì, decida il cielo... il ciel decida!...
IL RE
A te dunque mi volgo, o Conte, e chiedo, Se brami in campo sostener V accusa Ed al divin giudizio sottoporti ?...
FEDERICO
Sì...
IL RE
Mi volgo ora a te, fanciulla; dimmi: Brami tu che per te mortai tenzone E il giudizio divin qui si prepari ?...
elsa
Sì...
IL RE
Ma chi scegli - per tuo campione?...
FEDERICO
(con impeto)
Or del rivale - il nome udiamo...
I CAVALIERI BRABANTINI
Sì, udiamo.
ELSA
Quel cavaliere ognora
Il mio campion sarà ! ! ! Prometto in regal pegno
Al messo del Signor
Il mio paterno regno
E la mia mano e il cor. Benedirò la sorte
Se a me sarà campion,
Offro al regal consorte,
Tutta me stessa in don.
UOMINI
Bel premio inver ! Deciderà il Signor !... Per ottenerlo uop' è d' un gran valor !
IL RE
Già tocca il sole al suo meriggio, Protrarre la tenzon più non si dè...
(L'Araldo si avanza con i quattro Trombettieri, che egli dirige a quattro venti. Questi, giunti all'estremità del circolo formato dal consiglio, suonano 1* appello)
l'araldo
Chi qual campione in campo entrare or vuole Per Elsa di Brabante, avanzi il piè...
(lungo silenzio) TUTTI GLI UOMINI
Invan 1' appello - finor suonò... La sua innocenza - è dubbia già...
FEDERICO (indicando Elsa)
Invan creduta - io rea non l'ho, Il dritto a me - restar dovrà ! !
ELSA (avvicinandosi al Re)
Io ti scongiuro - mio buon sovrano, Che il mio campione - si chiami ancor... Ei non ha udito - perch' è lontano...
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IL RE
(all'Araldo)
L'appello si ripeta allor...
(L'Araldo e le trombe ripetono 1' appello come la prima volta) TUTTI GLI UOMINI
Punir tacendo - la vuole il ciel !
ELSA
(cadendo in ginocchio)
Tu gli narrasti i miei tormenti, Pel tuo comando ei venne a me... Signor ! gli reca i miei lamenti, Il mio martir troncare ei de' !... Qual m' apparì lo veggo ancor... Venga a salvarmi, o mio signor!.,.
(Quelli che si trovano in fondo della scena sopra una parte elevata della riva, scoprono sul fiume in lontananza una navicella guidata da un cigno, che si avvicina a poco a poco. Dentro la navicella sta in piedi un cavaliere in armi appoggiato all'elsa della spada)
GLI UOMINI
(prima alcuni e quindi sempre di più, secondo che si avvicinano alla riva del fiume)
Ciel ! qual portento ! Un cigno ! Che sarà ?... Un cigno una barchetta guida in qua !...
UOMINI
Un cavalier dentr' essa ritto sta!... Dell' armi sue il magico splendor Lo sguardo abbaglia... Ve', s'appressa già... Legato ha il cigno a una catena d' òr ! !
iL'interesse è divenuto generale, e tutti sono corsi verso la riva del fiume. Il Re, guardando dall'altura ove era seduto, Federico ascol- tando sorpreso, ed Ortruda con espressione di rabbia, restano sol- tanto avanti al proscenio, ma rivolti verso il fiume. Elsa, la quale ascoltando le grida del popolo prende un'espressione di gioia so- vrumana, resta immobile guardando il cielo, ansante di ricono- scenza, e non osa rivolgersi.)
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SCENA III.
Durante il Coro seguente, giunge il Cigno colla navicella alla riva del fiume. Lohengrin in piedi dentro la barchetta è appoggiato alla sua spada. Egli è coperto di un'armatura di argento, ha l'elmo, con piuma bianca, sul capo, lo scudo appeso alle spalle, ed un piccolo corno d' oro che gli pende dal fianco.
TUTTI GLI UOMINI E LE DONNE
(tornando verso il proscenio altamente commossi)
Miracoli... sì, miracol portentoso ! Miracol inaudito, e mai veduto !... Salute, o santo messo del Signor !...
DONNE
Grazie, o cielo, che il debole proteggi !...
(Elsa si è rivolta, e nel veder Lohengrin ha mandato un grido di gioia. Federico guarda Lohengrin stupefatto. Ortruda che si era sinora mostrata calma ed orgogliosa, è presa di spavento alla vista di Lohengrin e del Cigno e guarda entrambi a vicenda con terrore. Al momento che Lohengrin si dispone a lasciare la navicella, il popolo passa dall'eccitamento ad un rispettoso silenzio)
LOHENGRIN
{mettendo un piede a terra, e tenendo V altro ancora nella navicella si volge al cigno)
Mercè, mercè - Cigno gentil !... Valica ancor - l'ampio oceàn... Vanne, ritorna - nel santo asil, In cui non penetra - lo sguardo uman !... Compito il patto - hai con onor, Addio... addio... - Cigno canor !...
(il Cigno rivolge la navicella, e parte; Lohengrin lo segue collo sguardo addolorato per qualche tempo)
GLI UOMINI E LE DONNE
(altamente commossi parlando sottovoce)
Almo terrore, - poter sovrano
C innonda il core - di santo gel !... Bello e possente - è V uomo arcano, Che qui mandato - è a noi dal ciel !...
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LOHENGRIN
(avanzandosi solennemente verso il proscenio, s'inchina avanti al Re)
Salve, o Sovrano !... - Pace ed amor Conceda il cielo - ognora a te !... Del tuo gran nome - l'alto splendor Ad altro in terra - egual non è !...
IL RE
Mercè !... Lodato - sia il poter Che a questo lido - or ti mandò, 0 portentoso - bel cavalier !...
LOHENGRIN
(avanzandosi più verso il centro del proscenio)
Di vergin casta, - a cui 1* onor Orrenda accusa - rapir tentò, Mi manda il cielo - a difensor... E in sua difesa - combatterò...
Rispondi, parla - or, Elsa, tu:
Se a te consacro - questo mio acciar, Vuoi tu la fede, - la tua virtù, Ed il tuo onore - a me affidar ?...
ELSA
(la quale, sin dall'apparizione di Lohengrin, lo ha seguito sempre collo sguardo come incantata, cade ai suoi piedi)
Mio salvatore ! - io t' offro in don Il cor... lo scettro - paterno e il troni...
LOHENGRIN
Se in campo avrò - per te la palma, Vuoi tu eh' io sia - tuo sposo allor ?...
elsa
A te sacrata - è ornai quest' alma, E di me stessa - già sei signor !...
LOHENGRIN
Elsa! se mia - sposa sarai,
Se al fianco tuo - dovrò regnar, Se teco sempre - tu mi vorrai, Un sacro giuro - mi dèi serbar I
»Mai devi domandarmi, Nè a palesar tentarmi D' ond' io ne venni a te, Nè il nome mio qual5 è ! »
ELSA
Noi chiederò, lo giuro !
LOHENGRIN
Elsa! m'hai tu ben compreso?...
»Mai devi domandarmi, Nè a palesar tentarmi Dond' io ne venni a te, Nè il nome mio qual' è! »
ELSA
(guardando Lohengrin con espressione d'intima confidenza)
Signor ! mio scudo - mio protettore, Che vita e onore - ridoni a me, Oltraggio fora - al tuo valore Il dubitare - della tua fè... Il tuo amore - mertar saprò, Il sacro giuro - ti serberò.
LOHENGRIN (in un trasporto di gioia stringe Elsa al suo petto)
Elsa !... io t' amo !! !...
IL RE, GLI UOMINI E LE DONNE
Miracol santo - agli occhi appar, Soave incanto - oprò il Signor; Entro il mio petto - sento balzar A queir aspetto - commosso il cor !
LOHENGRIN
(dopo aver confidato Elsa alla protezione del Re, si avanza solen- nemente nel centro della scena)
Ebben !... io qui proclamo in faccia al mondo, Gh' Elsa è innocente... casta e pura eli' è...
(volgendosi a Federico)
Tu menti per la gola, o Telramondo... Ed a tenzon ti sfido innanzi al Re!
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CAVALIERI BRABANTINI (prima alcuni, quindi a poco a poco tutti sottovoce a Federico)
Ah ! non pugnare - con lo stranier... La vita esponi - ed il tuo onor... Contro il suo magico - divin poter, Non basta il brando - nè il tuo valor Ah! non ardire - non lo sfidar... L'onta il tuo nome - potrà macchiar!...
FEDERICO
(il quale ha guardato sempre Lohengrin come volendolo indovinare, alfine sforzandosi a vincere P esitazione che lo agita irrompe con impeto)
Vinto sarò... non vii !... Qualunque sia - V eterea man, Stranier, che quivi - or ti guidò , Al tuo rispondo - parlare insan, Ch' io dissi il vero, - e il sosterrò ! La sfida accetto - ed il mio onor Confido al cielo - e al mio valor!...
LOHENGRIN
Or, Sire, pronto sia V agon.
IL RE
Tre Cavalier per ogni combattente Avanzin dunque a misurar V arena...
(Tre Cavalieri Sassoni per Lohengrin e tre Brabantini per Federico si avanzano. Essi misurano con passo grave il terreno designato al combattimento e ne marcano i limiti piantando le loro lancie per terra)
l'araldo
(avanzandosi nel centro della scena ed indirizzandosi agli astanti tutti)
M' ascolti dunque - attento ognun : Turbar la lotta - non deve alcun. Chi nell'agone - malcauto entrar Contro le leggi - voglia tentar, Se nobiF è la destra perderà, Dannato a morte, se plebeo sarà...
TUTTI GLI UOMINI
Se nobil' è la destra perderà, Dannato a morte, se plebeo sarà...
l'araldo
(a Lohengrin e a Federico)
Le leggi sante - del santo onor Sian guida a voi - guerrieri ognor; Nè frodi o incanti - vili adoprar Dovete il premio - per ottener, Il ciel per voi - de' giudicar, Fidate in lui - nel suo voler !...
LOHENGRIN e FEDERICO
Il ciel su me - dee giudicar, Confido in lui - nel suo voler !
IL RE
(che si è avanzato solennemente al centro del proscenio)
0 sommo Dio - fonte d' amor,
Tu guida il braccio - dei due campion
Deh! fa che il giusto - sia vincitor,
Trionfi il vero - nella tenzon !
Nel giusto sia - d' eroe Pardor
Al reo, deh ! togli - e forza e cor !
L'ora è fatale, - ci assisti, o ciel!
Squarcia d' inganno - il tristo vel!
ELSA e LOHENGRIN
Tu ben farai - giustizia al ver, 0 ciel! m'affido, - al tuo voler!...
FEDERICO
A te m'affido, - o Dio d'amor, Signor mi salva - e vita e onor!
ORTRUDA
Io fido ornai - nel suo valor,
Che a lui la palma - ottenne ognor !
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TUTTI GLI UOMINI
Del puro addoppia - or tu il valor, Al reo, deh! togli - e forza e cor. L'ora è fatale, - ci assisti, o ciel, Tu dell'inganno - tu squarcia il vel!
(Ad un cenno dell'Araldo, le trombe danno il segno della lotta. Il Re snuda la spada, l'appunta prima a terra e quindi dà con essa tre colpi sul suo scudo appeso alla quercia. Al primo colpo Lohen- grin e Federico si postano, al secondo sguainano le spade e si mettono in guardia, ed al terzo cominciano a battersi. Dopo diversi impetuosi assalti Lohengrin stende d'un colpo il suo avversario a terra)
LOHENGRIN
(appuntando l'acciaro alla gola di Federico)
Lo volle il ciel !... Là tua vita è in mia mano !... Va... vivi pur!... Vivi e ti penti insano!...
(Il Re prendendo Elsa per la mano la conduce a Lohengrin che la stringe fra le sue braccia. Alla caduta di Federico i Cavalieri Sassoni, Turingi e Brabantini riprendono le loro spade, e le ri- mettono nelle vagine. Tutti i Nobili e Plebei esultanti di gioia irrompono verso il centro della scena, che resta completamente occupato per tal modo)
ELSA
Lodar umano accento Il tuo valor non può... La tua virtù è portento Chè il cielo a noi mandò !
Per te viver vogP io,
10 vo' morir per te... Vieni, mio ben, mio Dio,
11 cielo apristi a me !
LOHENGRIN
Di gloria a me diè serto Il santo tuo candor ! Or quanto hai tu sofferto Compenserà 1' amor !
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FEDERICO
Dal ciel fui maledetto, È spento il mio valor !... Son misero, e rejetto, Perduto ho fama e onor !...
ORTRUDA
Dal ciel fu maledetto, È spento il suo valor; Ma nutro nel mio petto Coraggio e speme ancor !
IL RE, GLI UOMINI E LE DONNE
Sia lode eterna e gloria Del prode alla vittoria! Sia lode ognor Del cielo al messo ,
Al protettor Del giusto oppresso !... Cantar di te vogliamo
Delle tue gesta in guerra; Giammai veduto abbiamo Guerrier sì prode in terra !...
(I Cavalieri Sassoni levano Lohengrin sul suo scudo, ed i Brabantini elevano Elsa sullo scudo del Re, dopo averlo coperto coi loro man- telli. Entrambi vengono cosi portati in trionfo in mezzo alle ac- clamazioni generali. - Cala il sipario.)
FINE BELL'ATTO PRIMO.
ATTO SECONDO
SCENA PRIMA.
Il castello di Anversa. Nel centro, infondo, il palazzo, abi- tazione dei Signori. A sinistra verso il proscenio, l'ap- partamento delle Dame. Sul proscenio a dritta, una chiesa, e, verso il fondo dallo stesso lato, la torre colla grande porta del castello.
Sui gradini della chiesa siedono Federico e Ortruda, po- veramente vestiti. Ortruda colle mani unite ed appoggiate sulle ginocchia, guarda immobile le finestre ancora illu- minate del palazzo. Federico tiene il cupo sguardo fisso immobile alla terra. Regna profondo silenzio.
FEDERICO
(levandosi impetuosamente)
Ti leva, andiam... dell'onta mia compagna!... Il nuovo sol qui non ci dèe trovar !
ORTRUDA
(senza cambiar di positura)
Qui avvinta io son... deh! non partire... aspetta... Da lo splendor dell' abbonita festa Attinger vo' terribile velen Che a noi l'onore, a lor la morte arrechi!
FEDERICO
(avanzandosi minaccioso verso Ortruda)
Donna infernal, che avvinto ognor mi tieni Al tuo destin... perchè non t'abbandono?... Dovrei da te fuggire, e ricovrarmi Là dove pace il cor trovar potria !...
Per te del nome mio
Perdeva l'avito onor !...
E per te sol son io
Coperto di rossor !... * Fui vinto!... il brando abbietto
In man mi si spezzò;
Dal del son maledetto,
E patria più non ho !... Sprezzato qual codardo,
Io scherno desto e orror...
Fissar su me lo sguardo
Non osa il malfattori... Oh ! morto fossi, oh Dio !
Ahi ! mi si spezza il cor!...
Infame è il nome mio,
L' onor perdei... P onorili
(straziato dal dolore, cade tramortito al suolo. S'cdono dei suoni festivi echeggiare ancora nel palazzo)
ORTRUDA.
(sempre nella stessa positura dopo lungo silenzio, senza guardare Federico, il quale lentamente si ritira)
Portar a tal eccesso il tuo furor Perchè?...
FEDERICO
Perchè m' è tolto anco P acciar Per trucidarti almen !...
ORTRUDA
(tranquillamente con scherno)
Conte, insultar La donna è vili... Che mai ti feci, di'?...
FEDERICO
E il chiedi ?... E non fu già per tuo consiglio Che l'innocente ad accusar fui tratto?... »Tu mi dicesti (e non lo puoi negar,) »Ghe dagli spaldi del nostro castello *> Vedesti il rio delitto atroce, orrendo
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«Con gli occhi tuoi... quand'Elsail suo fratello «Nel lago rovesciò.,. Non fosti tu, «Che predicesti al mio superbo cor, »Che di Radbod l'antica stirpe un dì «Sopra il Brabante regnerebbe ancor ?... «Per tuo consiglio allor d'Elsa la mano «Ho rifiutata, o iniqua, e allor ti fei »Mia sposa, poi che una Radbod tu sei !...
ORTRUDA
(sottovoce furibonda)
«Perchè m' oltraggi, o crudo ?...
(ad alta voce)
»Sì, tutto ciò te lo ripeto ancor...
FEDERICO
E del mio onor, delle virtù più sante Della menzogna tua complice infame...
Chi mentì?.
ORTRUDA
(con arroganza)
FEDERICO
Tu !... Sì, e Dio ben mi punì Colla giustizia eterna !...
ORTRUDA
(con riso diabolico)
Dio!!
FEDERICO
«Tremendo
«Mi suona il sacro nome sul tuo labbro !...
ORTRUDA
«Tu chiami Dio la tua viltade!...
FEDERICO
«Ortrudall!
ORTRUDA
«Vuoi minacciar... me debil donna, ovile?..* «Se così minacciavi il tuo rivale,
»QueI, che tutto ti tolse fama e onor... »Vittoria avuto avresti, e non lo scorno! Ah ! chi affrontare lo saprà, vedrà Gli' è debol qual fanciul !...
FEDERICO
Raddoppia ognora Il suo valore sovruman poter...
ORTRUDA
Sovrumano ?... ah ! ah ! Un giorno ancor, Dammi un sol giorno, che io ti mostrerò Che debole è quel Dio suo protettor !
FEDERICO
(assalito da misterioso spavento)
»Anche la mia ragion tenti, o maliarda, »Gon sortilegio ingannator sedurre?...
ORTRUDA
(indicando il palazzo nel quale si sono spente le faci)
»Mira: già gli ebbri a riposar sen vanno... »T' assidi al fianco mio, svelar ti vo' »Dei sortilegi il magico poter...
(Federico come attratto da magica forza, si accosta a poco a poco ad Ortruda e l'ascolta con grande attenzione, finché si siede al di lei fianco)
Sai tu chi sia quel misterioso eroe,
Che qui da un cigno a noi guidato fu?...
FEDERICO
No!...
ORTRUDA
Ma saperlo - tu il brameresti? Io tei dirò. - S' egli è costretto Il ver suo nome - a palesar, Svanisce a un tratto - la possa arcana, Che un sacro incanto - donato gli ha.
FEDERICO
Ora comprendo - il suo divieto !...
27
ORTRUDA
Ebbene ! qui - nessun potrà Il gran segreto - a lui strappar, Se non che quella - a cui vietò Il sommo arcano - investigar...
FEDERICO
Elsa sedurre - dunque ne giova, Perchè l' inchiesta - gli debba far...
ORTRUDA
Ben tu comprendi - il mio pensier.
FEDERICO
Ma riuscirvi potremo ?...
ORTRUDA
Sì!
Fa duòpo in pria, quivi restar. L'ingegno aguzza ben; risveglia in lei Crudel sospetto. Va, l'accusa, di' Che incanto egli adoprò nella tenzone Il gran consiglio ad ingannar L.
FEDERICO
(con crescente furore)
Ah! sì ammaliato ei m'ha!...
ORTRUDA
»Sta ben !... »Se manchi allora adoprerem la forza.
FEDERICO
»La forza?...
ORTRUDA
In arte magiche non sono ainvano esperta tanto... »Onde dà ascolto ai detti miei !... »Se a quei, che da un incanto hanno il poter, »Dal corpo un piccol membro »Strappar si puote, ei perde allor »La forza arcana, ed il valor !
FEDERICO
«Dicesti il ver ?...
ORTRUDA
«Oh! avesti almen «Pugnando seco, un dito sol, «Un dito solo a lui reciso!... «Sotto il tuo acciar cadria prostato...
FEDERICO
(fuori di sè)
«Oh rabbia.. .ahimè ! che mai mi sveli. Ortruda !.. «E pur dannato mi credei dal cieli... «La frode sol dunque il giudizio estorse... «L'incanto sol mi tolse e fama e onor?...
«Ma la rivincita - ora a me spetta, «Gol sangue Tonta - io laverò... «Dell' impostore - avrò vendetta, «L'offeso onore - redimerò... Oh! se ingannarmi - tu ancor vorrai, Per questa mano - allor morrai...
ORTRUDA
Oh ! qual furore !... - ti calma e affretta, Pensa gustare - la tua vendetta.
(Federico si siede sui gradini, vicino ad Ortruda) A DUE
Vendetta avrò, - 1' ha il cor giurato, E 1' odio in core - la confermò; O voi, cui pace - e sonno è datò... La vostra gioia - distruggerò !...
SCENA II.
29
Elsa, e detti.
(Elsa vestita di bianco si mostra sul verone dell'abitazione delle donne a sinistra della scena, e si appoggia al parapetto. Federico ed Ortruda restano assisi sulla gradinata della chiesa in faccia ad Elsa,
ELSA
Aurette, a cui sì spesso
Io confidai il dolor,
Del ben che m'è concesso
Parlar vi voglio ancor !... SulP onde lo guidaste
Propizie sino a me,
Benigne lo scortaste,
Abbiatene mercè ! Ad asciugarmi il pianto
Voi qui volaste ognor,
Or d' amor puro e santo
Calmate in me l' ardor !
ORTRUDA
È dessa !...
FEDERICO
È dessa !...
ORTRUDA
Maledir quelP ora Dovrà, che a lei guidommi ancor !... Va via... Per poco scostati da me !
FEDERICO
Perchè?...
ORTRUDA
Essa è per me... tu pensa al suo campion !...
(Federico si allontana verso il fondo della ssena) ORTRUDA
(restando allo stesso posto con voce lamentevole)
Elsa!...
ELSA
Chi è là?... Gran Dio, perchè sì mesto Nell'ombre il nome mio suonò?...
ORTRUDA
Di', Elsa!...
È la mia voce ignota a te ? Vuoi tu scacciare questa infelice Dannata al bando, e al disonor !
ELSA
Ortruda... ciel!... sei tu?... Che fai tu qui, 0 sciagurata?...
ORTRUDA
Sì, ben sciagurata !... Hai ben ragione di così chiamarmi !...
In solitaria lontana selva,
Tranquilla in pace io vissi ognor. Che mai ti feci ?... io piansi solo L' inevitabile fatai sventura, Che gli avi miei perseguitò... Che mai ti feci, deh! parla di'?...
ELSA
Oh ciel!-... di che mi accusi tu?... Son del tuo male io la cagion?...
ORTRUDA
Ah ! perchè mai gelosa fosti ?... Sua Telramondo mi fece allora Che tu sprezzasti V offerta mano.
ELSA
Eterno Iddio, che vuol dir ciò ?
ORTRUDA
Insano al certo lo rese amore Quando, innocente ! ei ti accusò... Ma il pentimento gli squarcia il cuore Dannato a pena orrenda egli è !...
3!
ELSA
Ahi giusto ciel !...
ORTRUDA
Tu sei felice!... Durar brev' ora i tuoi tormenti ! ! ! A te sorride la vita ancor; Ti attendon solo gioie e contenti, A me serbato è sol dolor ! La triste imago mia più non dè Mai agitarsi intorno a te !...
ELSA
La tua pietosa clemenza, o Dio, Grudel nè ingrata mi renderà, E la sventura entro il cor mio Un eco ognora susciterà. Ortruda, vieni, ritorna a me... Or corro io stessa incontro a te !...
(rientra sollecita nelle sue stanze)
ORTRUDA
(saltando in piedi con infernale esaltazione)
Or, Dèi profani, aita vi domando, Queir onta alfin sorgete a vendicar ! Datemi forza, e su di me comando, Struggete il fiero incanto che apprestar ! Satan !... Signor dell' Èrebo... Satan ! mJ ascolta aiutami ! ! ! Dona il riso al mio volto e il fiele al cor, Vo' vendicarmi, e vendicarti ancor!...
ELSA
Ortruda, ove sei tu
ORTRUDA
(prostrandosi ai piedi di Elsa)
Qui a' piedi tuoi L.
ELSA
(indietreggiando atterrita)
Gran Dio ! deh ! come ridotta sei !...
Tu sì orgogliosa e adorna d'or?,..
Non credo agli occhi, ai sensi miei...
Tu così affranta dal tuo dolor ?... Deh! sorgi, e lascia queste umili preci,
Se tu mi odiasti, tei perdona il cor...
Se involontario male io pur ti feci,
Te ne scongiuro!... mei perdona ancor
ORTRUDA
Mercè di tanta gentil boutade...
ELSA
Dal mio consorte domani io vuo' Grazie implorar, chieder pietade Per Federico, e F otterrò.
ORTRUDA
Ed io per sempre ti sarò ben grata !
ELSA
Doman, tu devi qui comparir Di ricche vesti e d'oro ornata, E meco al tempio tu dèi venir: Là innanzi al cielo, il mio Signor Mi nomerà sua sposa allor !
ORTRUDA
Io derelitta mai non potrei Te ricambiare di un tanto don, Nè presso a te restar vorrei, Poiché infelice e abbietta son !
Un sol potere mi resta ognora,
Ohe nemmen Dio strappar mi può...
Esso salvarti potrebbe ancora,
Ma per V estremo serbarlo io vuo'.
elsa
Che parli ?...
33
ORTRUDA
Dirti io voglio : bada, Sì cieca al fato non fidar !... Perchè sventura su te non cada, Sulla tua sorte io vo' vegliar!...
ELSA
Sventura ?...
ORTRUDA
Si !.„ saper potresti Qual' è il segreto del suo poter, Di lui più certa allor saresti, Legato ei fora al tuo voler !
ELSA
(si allontana da Ortruda con ribrezzo e quindi con espressione di commiserazione si rivolge ancora a lei)
Tu non conosci o sventurata, Che sia fidente e casto amor !... *Nè sì gran gioia mai ti fu data, Ghè sol la fede infonde in cor !...
Vieni al mio ostello, e da me apprendi La dolce gioia di un cor fedel; Alla mia fede alfìn t'arrendi, Al vero bene che a noi dà il ciel !
ORTRUDA
(Ah ! freme il core a tanto orgoglio. La sua virtù distrugger vo\.. Sfogar vo' V ira, e il mio cordoglio... Sì... vendicarmi ancor potrò...)
(Elsa conduce Ortruda nella sua dimora. Le damigelle le precedono con lumi in mano. Federico esce dal fondo della scena e si avanza verso il proscenio)
FEDERICO
In quelle soglie sventura entrò !... »Va... compi pur, o mostro, il reo progetto ; ^Cangiar tue brame in mio poter non è!! Dannato fui pel primo e maledetto... Cada ora ancor colei, che mi perdè!... Un sol desìo mi serpe orrendo in cor... Sia morte a chi mi tolse e fama e onor!...
Lohengrin
3
34
SCENA Uh
È l'alba. I torrigiani suonano la sveglia; da una torre lon- tana si ode la risposta. Alcuni servi escono dall'interno del castello, vengono con delle secchie ad attinger l'acqua ad un pozzo che trovasi nella corte, e ritornano là d'onde sono venuti. I torrigiani aprono la grande porta sotto alla torre, indi i quattro trombettieri escono dal palazzo in fondo, e suonano l'appello reale; dopo di che rientrano. Federico si nasconde dietro ad un muro, vicino alla chiesa. Dal castello e dal di fuori giungono molti Cavalieri e Soldati Brabantini, i quali si riuniscono avanti alla chiesa, salu- tandosi con buon umore reciprocamente.
CAVALIERI E SOLDATI
A festa convitati siam,
Goder vogliamo in questo dì... Il prode festeggiar vogliam, Che il falso accusator punì.
(L'Amido esce con i quattro trombettieri dalla porta del palazzo e si ferma sull'altura davanti lo stesso. Al momento che le trombe suonano il saluto reale, tutti si rivolgono verso l'Araldo)
l'araldo I miei detti vi prego d'ascoltar, La volontà del Re io vi dirò; In bando Telramondo deve andar, Poiché mentendo in campo entrare osò... Infame egli è; chi secolui ne andrà, La stessa pena sopportar dovrà !
GLI UOMINI
Da ognun sia maledetto Colui che il ciel punì, Dal mondo sia rejetto Chi fede e onor tradì...
l'araldo
E poi comanda ancora il nostro Re : Che lo straniero, che rivai non ha,
35,
D'Elsa consorte divenir or dè, E la corona di Brabante avrà. Duca non vuol nomarsi il gran signor, Ma di Brabante scudo e protettor !
GLI UOMINI
Gloria al guerrier cantiam, Dei giusti al salvatore- Tutti devoti siam Al nostro protettor.
(altro squillo di trombe)
l'araldo Udite ciò eh' ei volle proclamar; Elsa quest' oggi ei condurrà all' aitar ; Doman sia pronto in armi ogni guerrier, E segua il re col prode condottier. Ei del riposo sprezza il dolce incanto, E cerca in armi nuova gloria e vanto !
GLI UOMINI
(con entusiasmo)
Sul campo dell' onor Voliamo a trionfar, Cinti sarem di allòr S' ei guida il nostro acciar ! Ei gloria ci otterrà, Brabante un duce avrà !
(mentre tutti esaltati s'intrattengono l'un l'altro, e l'Araldo coi trombettieri rientra nel palazzo, quattro Cavalieri si avanzano al proscenio, e discorrono fra loro)
1. ° CAVALIERE
»Udiste?... andar dobbiamo in strania terra!...
2. ° CAVALIERE
»Contro chi danno mai non ci recò...
3. ° CAVALIERE
»Ei mal comincia con sì ardita guerra !...
4. ° CAVALIERE
»Ma al suo comando opporsi chi mai può?...
FEDERICO
(avanzandosi fra loro, e scoprendo la faccia)
»Io ! ! !...
I QUATTRO CAVALIERI
»Ciel. che veggo !... Stolto ! ecl osi ancor »Fra noi restar, d'ognun a sprezzo e orror?...
FEDERICO
»Ben tosto osar potrò levar la fronte, »E rilevarmi dall'obbrobrio e l'onte!.. »Quei eh' a lontana guerra v'invitò, »D' incanto e di bestemmia accusar vo' !...
I QUATTRO CAVALIERI
»Che ascolto !... Misero, che tenti ? Va !... »Morto sarai, se il popol ti vedrà!!!
» (prendono Federico da un lato e lo nascondono dietro a loro, avendo »grande paura che il popolo lo scopra. » Alcuni Paggi escono dalla abitazione di Elsa, salgono verso l'entrata del palazzo, indi si volgono alla folla)
PAGGI
Olà, sgombrate ad Elsa il varco: Recarsi al tempio essa desia !
(Essi si fanno strada a traverso la folla, e tracciano una via libera pel corteggio nuziale, mandano via la gente dalla gìadinata della chiesa, e vi si postano essi stessi. Tutti cedono di buon giado all'invito dei Paggi)
SCENA IV.
Un lungo corteggio di Dame riccamente vestite esce dall' a- bitazione di Elsa e si dirige verso il palazzo. Ivi giunto si rivolge verso il proscenio e ridiscende verso la chiesa.
SOLDATI E CAVALIERI (durante il corteggio)
Felice sia V eletta Che visse nel dolor... Dal ciel sia benedetta, Dal mondo amata ognor ! Già vien ! Modestia arcana La copre di rossor... Viva Elsa! la Sovrana E di Brabante onor !
37
Elsa riccamente vestita è apparsa verso la fine del corteggio. Fra le Dame che la seguono si trova Ortruda, anch'essa suntuosamente vestita. Le Dame si tengono sempre ad una certa distanza da lei, e le mostrano ribrezzo. Lo sguardo di Ortruda avvampa d'ira e d'odio. Nel momento in cui Elsa fra le acclamazioni del popolo mette il piede sul primo gradino della scalinata della chiesa, Ortruda esce furibonda dal corteggio, si precipita verso la porta della chiesa, e rivolgendosi .obbliga Elsa ad indietreggiare.
ORTRUDA
Indietro, indietro! alfine io più non voglio... L'onta d' esser tua serva sopportar... A me si spetta qui F onor del soglio... Dinanzi a me ti devi tu inchinar!!!
I PAGGI E GLI UOMINI
Costei che vuol ?...
ELSA
(spaventata)
O eiel ! che vedo mai... Qual cambiamento in te ispirai?...
ortruda
Poiché per poco me obliar potei,
Credi eh' io debba al piede tuo strisciar ?...
Io vendicar voglio i torti miei,
Quel che a me spetta non puoi tu negar!...
elsa
Ahi, dal tuo simulare io fui sedotta La scorsa notte, e dal tuo lagrimar !... Vuoi tu tentare ancora un' aspra lotta, Tu... del consorte tuo dannata al par ?
ortruda
Falso consiglio condannò il consorte, Pure il suo nome gloria avea ed onor. Adorno di virtudi egli era, e forte, Ognun torneane il braccio ed il valor.
Lo sposo tuo per tutti è quivi ignoto, Nè sai da te quel nome a noi far noto!
UOMINI E DONNE (in grande agitazione)
»Che disse, ahimè!... che mai svelò?... »L' iniqua donna Dio bestemmiò!...
ORTRUDA
»Puoi tu nomarlo ?... Puoi tu dire a noi »Se gli avi suoi fur grandi e se regnar?. »In quale terra sono i lari suoi, »E quanto tempo ei teco può restar? »Aii ! no!... Svelare il vero egli non può »E investigar V arcano a te vietò ! ..
UOMINI E DONNE
Ah ! parla il ver !... e non paventa ?... Ed accusar quel prode tenta ! ! !
ELSA
(rimettendosi dalla sorpresa)
Oh! vanne, o perfida donna infernal, Della tua rabbia, no, non mi cai; Sì ! casto e puro è 1' ente arcano, Che di virtù gran prova diè, E condannato è qual insano Chi al suo poter non presta fè!...
Non fu pel cielo sconfitto in campo, Lo sposo tuo dal mio campion ?... Perduto egli è, non v' è più scampo, Cedi al destino, alla ragion!...
UOMINI E DONNE
È vero, è vero; »Elsa ha ragion!...
ORTRUDA
» -ih ! la virtude di quel tuo sposo »In un istante si sperderà. »Se il suo poter arcano, ascoso, »A palesare spinto sarà.
39
»Se tu non osi a ciò forzarlo, »Crediam noi tutti al vero allor, »Che tu paventi di rivelarlo; »E fè non hai nel suo candori...
LE DONNE
(proteggendo Elsa)
»La salva, o ciel ! da quel furor !
GLI UOMINI
(verso il fondo della scena)
Gessiam, cessiamo, si appressa il Re!
SCENA V.
Il Re, Lohengrin, Sassoni e Brabantini , Conti e Cavalieri, tutti riccamente vestiti escono dal palazzo. Lohengrin ed il Re si fanno strada in mezzo alla folla, e si avanzano rapidamente verso il proscenio.
GLI UOMINI
Viva, viva Enrico ! Il nostro protettor !
IL RE
Che avvenne, olà?...
ELSA
(gettandosi nelle braccia di Lohengrin)
Mio ben... Ah, mio signor!
LOHENGRIN
Che fu ?
IL RE
Chi il mio corteggio osa turbar ?...
IL SEGUITO DEL RE
Chi mai di voi turbar la festa ardiva ?
LOHENGRIN
Che veggo... quella donna là... con te
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ELSA
Mi salva da quel mostro o mio signor ! Deh! mi punisci se mancai, mio ben ! !! Piangente elP era là, su quella soglia : A confortarla meco accolta io V ho... Or vedi come del mio don mi paga!... Mi accusa poiché cieca fede ho in te!...
LOHENGRIN (fissando lo sguardo minaccioso sopra Ortruda)
Da lei, donna infernal, ti scosta, va... Qui non potrai trionfar !... Elsa rispondi, Ti stillò forse il suo velen nel core ?...
(Elsa nasconde piangendo il volto sul di lui petto. - Lohengrin ri- levandola dolcemente ed additandole la chiesa:)
Vien rasciugar potrà quel pianto amore !...
FEDERICO
Sire, ingannato prence, sosta ancor !...
GLI UOMINI
Che vuoi tu qui, dannato?... Via ti scosta...
IL RE
E ardisci ancor tentar ?...
FEDERICO
M' ascolta, o Re !...
GLI UOMINI
Va via, tu morto sei per noi, codardo !...
FEDERICO
Udite... d' ingiustizia il segno io son, L' alto giudizio infamia a voi recava, Fascino reo fu quel che v' accecava !
IL RE E GLI UOMINI
L'insan si arresti, egli bestemmia il ciel !
(si scagliano contro^Federico, ma vengono arrestati dalle grida di- sperate dello stesso, e si mettono ad ascoltarlo)
FEDERICO
Quei che sì fiero sta a me dinante Accuso e nomino ammaliator, »Qual polve Dio strugge all'istante, »Se vuol, la sua forza e il valor...
»Voi nel giudizio male operaste, »E mi toglieste e fama e onor, »Ed una inchiesta gli risparmiaste «Quando a pugnar ei venne allor !
»Io cotal dritto a me negato »A reclamar qui vengo, o Re, E nome, e patria, e stirpe, e stato Or gli domando innanzi a te!
(movimento generale di stupore)
Chi è costui, che fra noi venne, Solo da un cigno guidato in mar ?. . Chi questi arcani favori ottenne Non può verace virtù vantar !
Or s' ei l'accusa smentir potrà, Del ciel la folgore piombi su me, Se no, ben chiaro ei proverà, Che mal fidaste sulla sua fè.
IL RE E GLI UOMINI
Qual fiera accusa! che risponder tenta
LOHENGRIN
A te, che fama e onor perdesti, Risposta alcuna io dar non vo'... Son vani, o iniquo, i tuoi pretesti, La fama intatta io serberò !...
FEDERICO
Se a me ogni dritto ora è interdetto, A te mi volgo, o sommo Re ! Tu gli domanda quant' io t'ho detto Non potrà certo negarlo a te...
Lohengrin
1
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LOHENGRIN
Neppur rispondere al mio sovrano Il mio consente sacro dover; In lui svegliare tal dubbio è vano, Mostrai col fatto il mio poter.
Sola ad una rispondere degg' io...
Elsa!... «Elsa !... perchè mai così tremi?...
»(Lohengrin volgendosi verso Elsa la vede fortemente agitata come se lottasse contro interno impulso)
LOHENGRIN
»Ora tremenda pel mio ben s'affretta «Di già il sospetto le penètra in cor... »Oh ciel ! se interrogar la mia diletta »Or mi vorria, sarei perduto allori...
FEDERICO E ORTRUDA
»Di mia vittoria l'ora alfin s'affretta «Di già il sospetto le penètra in cor... »Dello stranier ben tosto avrò vendetta... »S'è interrogato, egli è perduto allori...
IL RE E GLI UOMINI
»Qual nuova lotta Telramondo affretta !... «L'alto guerriero ha puro il labbro e il cor... «Noi proteggiam quel prode da vendetta, «Ma 1' opre sue son pegno del suo onor !...
ELSA
«Quel che celare al mondo egli si affretta, «Svelar non può, saria perduto allor ! «Tradir noi deve, no, la sua diletta, »Ei mi salvò, salvarlo io deggio ancor. «Conoscer pur vorrei 1' arcan, che astretta? «Sono a ignorar... Divora il dubbio il cor !
IL RE
Rispondi, o prode, e frena il giusto sdegno, ^Confonder puoi di un detto sol l'indegno
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GLI UOMINI
(accerchiando Lohengrin)
»Noi siam per te !... nè mai ci pentiremo »Che dell' onor la palma diemmo a te... »Dà qua la man!... Ognor t'apprezzeremo, »S' anco palese il nome tuo non è !
LOHENGRIN
»0 prodi di svelar a voi non temo »I1 nome mio, ma il vieta la mia fè.
(mentre Lohengrin attorniato da tutti i guerrieri va un poco verso il fondo della scena, onde stringere ad ognuno la destra, Federico si avvicina non osservato da Elsa, la quale essendo rimasta tutto il tempo confusa ed agitata, non ha avuto il coraggio di guardare Lohengrin, e si trova isolato verso un angolo del proscenio)
FEDERICO
(misteriosamente ad Elsa)
Ti fida a me; m' è noto un mezzo arcano Che può svelarti il ver !...
ELSA
(spaventati ma sottovoce)
Va via da me !
FEDERICO
Fammi d' un dito sol della sua mano Tagliar la punta... e impegno la mia fè Che il suo segreto allor ben saprai tu... Da te partire ei non potrà mai più...
ELSA
Ah no!... giammai !...
FEDERICO
Vicino a te sarò Sta notte... Appella, e tosto accorrerò...
LOHENGRIN
(avanzandosi precipitosamente)
Elsa !... con chi parlavi ?...
(Elsa slancia uno sguardo doloroso a Federico, e si getta altamente commossa a* piedi di Lohengrin)
LOHENGRIN (con voce minacciosa a Federico ed Ortruda)
In bando, maledetti !... Giammai più gli occhi miei Vi vedan presso a lei !...
(Federico fa un gesto di disperato furore)
LOHENGRIN
(rialzando Elsa e stringendola al suo seno)
Elsa ! vieni al mio sen ! Nella tua mano, Nella tua fè sta il nostro fato arcano!... Deh ! non t' invada un dubbio il cor, Non chieder nulla, o mio tesori...
ELSA
(commossa ed umiliata profondamente)
Oh !... sommo, arcano mio protettor, Cui cuore e vita sacrare io vo', No, dubbio alcun regnar non può Dove già regna un santo amor !
(Elsa si abbandona sul petto di Lohengrin. Si sente l'organo suo- nare in chiesa, e le campano suonano a festa)
LOHENGRIN
Or vien, mia sposa... a piè dell' ara andiamo.
GLI UOMINI E LE DONNE
(fortemente commossi)
Viva il messo del Signor, Viva d'Elsa il casto amor!...
(accompagnato da solenne scorta, il Re conduce Elsa alla dritta e Lohengrin alla sinistra sua per la gradinata della chiesa. Lo sguardo di Elsa, giunta avanti alla porta della chiesa cade sopra Ortruda, la quale leva la mano minacciandola. Elsa rivolge at- territa il c>po e si serra a Lohengrin. Al momento che entrambi stanno per entrare in chiesa, cala il sipario.)
FINI' DELL'ATTO SECONDO.
ATTO TERZO
SCENA PRIMA.
Un'introduzione dell'orchestra dipinge la gioia della festa nuziale. All'alzar del sipario si scopre la stanza nuziale. In fondo della scena si vede il letto nuziale. Ad un lato della stanza, sotto una finestra aperta, sta un sofà. In fondo stanno aperte due porte laterali.
Il corteggio si avvicina cantando l'inno nuziale, ed entra sulla scena nelF ordine seguente : Dalla porta a dritta en- trano le Dame accompagnando Elsa. Dalla porta a sini- stra giungono gli uomini ed il Re accompagnando Lohen- grin. Paggi con fiaccole accese precedono da ambo le parti il corteggio. Al momento che i due corteggi si riu- niscono avanti al proscenio, il Re conduce Lohengrin verso Elsa. Essi si abbracciano, e restano al centro.
Inno Nuziale.
UOMINI E DONNE
Lieti e fedeli noi ti guidiamo Dove le gioie schiudonsi al cor! Di freschi fiori sparger vogliamo L' elettaf stanza, tempio d'amor!
Modelli eterni d' alte virtù, Splendidi e belli di gioventù; Festivo canto per voi s' intuoni, Il cielo ebbrezza d'amor vi doni...
In questo asilo, che Imen sacrò, Splendori e olezzi il ciel versò !...
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(alcuni Paggi tolgono a Lohengrin il mantello eia spada e li de- pongono sui sofà. Alcune Dame spogliano anche Elsa dal suo manto e diadema. In questo frattempo otto Dame girano tre volte lentamente intorno ad Elsa e Lohengrin)
8 DAME
Noi pur benediciamo, Se il ciel vi benedì; Eterna vi auguriamo La gioia di tal dì.
(il Re abbraccia Lohengrin ed Elsa. I Paggi danno il sognale della partenza alla comitiva. Gli uomini e le donne formano due cor- teggi, girano intorno ad Elsa e Lohengrin, e lasciano quindi la stanza partendo d'onde erano venuti)
Resta a godere, coppia fedel, Dove le gioie ti serba amor. Eterno bene nel caro ostel Il dolce imene vi doni ognor !
Modelli eccelsi d'alte virtù, Vi splenda eterna la gioventù.
Gioite al gaudio di questo giorno, Sia il viver vostro di gioie adorno !
In questo asilo, che amore ornò, Splendore, e olezzi il ciel versò!,..
Resta a godere coppia fedel, Dove le gioie ti serba amor... Eterno bene nel caro ostel Il dolce imene vi doni ognor !...
(Al momento in cui tutti hanno lasciato la stanza, le porte ven- gono chiuse al di fuori. Si ode ancora il canto, che sempre più si allontana)
SCENA II.
Elsa rapita in estasi si è gettata nelle braccia di Lohen- grin. Questi conduce Elsa dolcemente verso il sofà, sul quale entrambi tenendosi amorosamente per le mani siedono.
LOHENGRIN
Gessàro i canti alfin !... Che soli siamo La prima volta è questa, o mio tesori... Gelarci al mondo intero ora possiamo; Niuno turbar la gioia può del cor!
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Elsa!... mio ben... mio sol, mio dolce amor, Congiunti ha il ciel per sempre i nostri cor!
ELSA
Chi più di me chiamar si può beata L. Iddio, celeste gioia mi serbò !... Ardo per te di un santo e puro amore, Provo un delirio, che spiegar non so !...
LOHENGRIN
Se più felice esser non può il tuo core, Anco a me il ciel eterno ben serbò; Per te m' inebria ancora un santo amore, Provo un delirio che spiegar non so!...
D'incanto arcano il nostro amor ci unia, E già ti amò, pria di vederti, il cor; E quando a tuo campion io qui venia, Mi trasse a te malgrado mio 1' amor !
La tua innocenza appresi, e il tuo candor Nel guardo tuo... giurai salvarti allor !...
elsa
Io pure un dì ti vidi, e tu noi sai !...
Ti vidi in sogno e da quel dì t' amai ;
E quando agli occhi miei bello apparisti ,
Del ciel il messagger conobbi in te! Volevo allora mutarmi in fresco rio,
E poi lambir coli' onda il breve piè !...
Cangiarmi in fiore e dell'olezzo mio
Empire F aer voleva intorno a te!... È questo amore ?... Posso io tal nomarlo ?...
E amor questa mia dolce voluttà ?...
Ahimè! il tuo nome! anch'io deggio ignorarlo!...
Nè mai sul labbro mio suonar dovrà ?...
LOHENGRIN
(teneramente)
Elsa !...
ELSA
Il mio nome sul tuo labbro è grato... Deh ! fa eli' io pure il tuo ripeta ancor !. Io sol proferirò quel nome amato Quando siam soli, in braccio dell'amor!...
LOHENGRIN ,
Mio bel tesoro L.
ELSA
Allor che siamo soli... Così segreto a tutti lo serbiamo !...
LOHENGRIN
(abbracciandola teneramente e volgendosi verso la finestra)
Di', non t'incantan gli amorosi incensi? È grato pur 1' olezzo di tai fior ! Profumo arcati ti fa rapiti i sensi, E a tal delizia si abbandona il cor !...
Tal fu P incanto che a te m' avvinceva Quando apparir ti vidi, mio tesor; Lo sposo tuo di te nulla chiedeva, Ti vide sol e palpitò d' amor !...
Come Y olezzo sovrumano dei fiori L' anima mia m' imparadisa ognor, Caldi così fur sempre i dolci ardori , Benché su te gravasse il disonor !
, ELSA
»Ah ! fossi degna di tanto amore,
»Pari alla splendida tua gloria almen !...
«Potessi almeno provar 1' ardore,
»Che per te nutro, mio bene, in sen !...
»Da orrenda accusa tu mi salvasti; «Potessi io pure salvare or te !... »Tu la mia fama mi ridonasti, »Or la tua fama confida a me !...
»È sì terribile quel tuo segreto, «Che celar devi al mondo inter?... «Perchè t'impose un tal divieto «Quei che ti diede arcan poter ?...
»Àh! s'è così... deh! mei confida ^Lascia eh' io il serbi ascoso in cor. » Serbar saprollo, a me ti affida, ^Dovessi pure morire ancor !
LOHENGRIN
»0 mia diletta !...
ELSA
Deh ! mi concedi Questo, che imploro sommo favor ; Sposo diletto... deh ! parla... cedi... Tutto mi svela... mi schiudi il cor...
LOHENGRIN
Taci, deh ! taci !...
ELSA
Ah ! no : deh ! affida Il nobil nome alla mia fè!... D' onde venisti, deh ! mi confida, L' eccelso arcano palesa a me ! ! !
LOHENGRIN
(gravemente)
Prova maggior d'affetto un dì ti diedi, Al giuro tuo prestando intera fè, Ma il nome mio se a te svelato chiedi, Scemi il divino amor eh' io posi in te !
(attirando ancora dolcemente Elsa nelle sue braccia)
Vieni al mio seno alma innocente;
Ti calma e posa qui sul mio cor I
Entro il tuo sguardo sì bello e ardente,
Lascia eh' io trovi pace ed amor !... M' inebria tu col dolce incanto
Di questa tua gentil beltà ! ..
Lascia eh' io goda a te d' accanto
Della tua bocca la voluttà !... L'amor tuo solo dè compensarmi
Di quanto or io perdei per te.,.
Il mondo intero non può apprestarmi Diletto tal che uman non è...
Mi desse il re la sua corona, Siria sprezzata da questo cor; Miglior compenso il ciel mi dona, Nel tuo soave divino amor !...
Onde allontana il tuo sospetto; L' amor ti sia mallevador. Non vengo io già da luogo abbietto, Fra gioie vissi, e fra splendor!...
ELSA
Oh ciel ! quai detti ornai Il labbro tuo parlò !... Dunque ingannata m' hai... E speme più non ho ?...
L' asilo che lasciasti
Tuo sommo bene è ancor, Tu ancor non l'obliasti, Tornar vi puoi talor !...
Sperar come jdoss' io,
Che basti a te il mio cor?... Un giorno, un crudo addio Ricambierà il mio amor ! ! !
LOHENGRIN
Ti calma idolo mio !...
ELSA
Son presa da terror !... I dì contar degg' io Che vivrai meco ancor!... A tal pensiero, ognora Più mesta io diverrò; Mi fuggirai tu allora, Di duolo io morirò...
LOHENGRIN
Lieta sarai, se forte La fede serbi a me...
51
ELSA
Legarti alla mia sorte Dato al mio cor non è... D' incanti sei sovrano, Miracol ti mandò, Per me sperare è vano, Fidare in te non so !...
(fortemente atterrita, e come ascoltando)
Non odi tu... non odi, alcun s'appressa?...
LOHENGRIN
Elsa !...
ELSA
(con lo sguardo fisso, atterrita)
Ah no !... Pur là ! Sì il cigno !... il cigno !... Ei vien nuotando dall' arcan soggiorno !... Il chiami tu... la barca appresta già!...
LOHENGRIN
Elsa, mio ben, ti calma per pietà !...
ELSA
La pace ho già smarrita, Frenarmi io non so più... A costo della vita Saper vo' chi sei tu !...
LOHENGRIN
Elsa, che tenti ornai ?...
ELSA
No, scampo alcun non v' è... A me tu dir dovrai Il nome tuo quaP è ! ..
LOHENGRIN
Pietà ! ! !
ELSA
Chi ti guidò?...
LOHENGRIN
Cessa !...
ELSA
Saper io vo\..
LOHENGRIN
Ahimè ! che festi mai ! ! !
(Elsa scopre Federico ed i quattro Cavalieri Brabantini, i quali en- trano da una porta in fonlo colle spade sguainate somigliandosi contro Lohengrin, il quale loro volta le spalle)
ELSA
(mandando un grido terribile)
Bada a te!... l'acciai'!... l'acciari...
(Elsa prende precipitosamente la spada, che trovasi sul sofà, e la porge a Lohengrin dall' elsa : questi ha appena il tempo di sguai- narla e di atterrare di un colpo Federico il quale era vicino a ferirlo. I quattro Cavalieri spaventati gettano a terra le armi e cadono in ginocchio avanti a Lohengrin chiedendo perdono. Elsa, che si era avviticchiata al petto di Lohengrin, cade tramortita ai suoi piedi. Segue un silenzio mortale.
LOHENGRIN
Ahi, che il bel sogno d'amore sparì'...
(egli solleva dolcemente Elsa e la posa sul sofà) ELSA
(riaprendo gli occhi appena)
Eterno Dio, pietà di me !!!
(comincia a spuntar l'aurora, ed i lumi cominciano a spegnersi. Ad un cenno di Lohengrin i quattro Cavalieri si rialzano)
LOHENGRIN
La spoglia infame tratta sia al sovran !
(i quattro Cavalieri portano via il cadavere di Federico, Lohengrin tira il cordone di un campanello, e due dame compariscono)
LOHENGRIN
Elsa, la mia consorte amata Voi guiderete innanzi al Re... Là apprenderà la sventurata Il grado e il mio nome qual' è.
(Lohengrin si allontana triste e lentamente per la porta a dritta. Le dame conducono via Elsa, che si regge appena, per la porta a sinistra)
(Due grandi cortine chiudono la scena alla prima quinta. Si ode lo squillo delle trombe, suonano l'appello conia Se partisse dalla corte ci castello
SCENA ULTIMA.
53
All'alzar delle cortine la scena si presenta esattamente come nel primo atto. È già l'alba, e durante la scena seguente fa giorno.
L'esercito brabantino giunge da diversi lati a poco a poco sulla scena. 1 diversi drappelli sono guidati da Conti. Dopo avere sfilato avanti al proscenio prendono posto da ambi i lati, ed i diversi porta-stendardi piantano le aste a terra. Alcuni fanciulli portano gli scudi e le lancie dei Conti. Alcuni servi conducono cavalli a mano. Dopo che tutti i Brabantini si sono schierati, giunge il Re seguito dal suo stato maggiore. Tutti sono* in piena armatura da guerra.
I BRABANTINI
(salutando V arrivo del Re)
Enrico viva... Viva il nostro Re!...
IL RE
(in piedi sotto la quercia)
Sia, Brabantini, a voi mercè ! M' è grata al core la vostra fè !... Dell' Alemagna il suolo inter Copre immortai, prode guerrieri Vengano i suoi nemici ancor, Pronti a incontrarli noi siamo ognor... . Mal. dall' Oriente non usciranno, A molestarci più non verranno. Dell' Alemagna il nostro acciar Saprà la gloria ognor serbar...
TUTTI GLI UOMINI
Dell' Alemagna il nostro acciar Saprà la gloria sempre serbar.
IL RE
Dov' è l'eroe d'alto valor.
Che di Brabante è gloria e onor ?
(succede un tumulto generale verso il fondo della scena I quattro Cavalieri Brabantini portano il cadavere di Federico coperto sopra una bara. Tutti si guardano l' un l'altro perplessi)
54
TUTTI
Glie avvenne mai!... Oh ciel, cos' è?... **Di Telramondo il corpo egli è!!!
IL RE
Che avvenne mai?... Ciel, quale orrori... A quella vista s'agghiaccia il cor!...
I QUATTRO CAVALIERI
Sì lo straniero imposto ci ha, Chi sia quest' uomo ei vel dirà.
Elsa accompagnata da un grande seguito di Dame giunge dal fondo, e avanza lentamente, mal reggendosi in piedi al proscenio.
UOMINI
Vedi: Elsa viene, fior di candore, Coperto il volto ha di pallore...
IL RE
(dopo essere andato incontro ad Elsa ed averla condotta ad un posto elevato in faccia a lui)
Perchè sì mesta tu vieni a me !... T' attrista eh' egli partire or dè ?...
(Elsa non osa levare lo sguardo. Un gran movimento succede nel fondo della scena, verso il quale tutti gli sguardi si rivolgono)
ALCUNE VOCI
Di là... Ve' il prode Brabanzan !...
TUTTI GLI UOMINI
Ah! Viva il prode Brabanzan!...
Il Re ha ripreso il suo posto sotto la quercia come al primo atto. Lohengrin armato come al primo atto si è avanzato
triste e solennemente al proscenio.
IL RE
Salve, immortale, prode guerrier, Impareggiabile mio condottier !... Pronto ti attende valente stuol, Che ardito in campo seguirti vuol.
55
I BRABANTINI
Pronti di già noi ti attendiam, Con te alla gloria lieti voliam !...
LOHENGRIN
Prodi guerrieri, mio buon Signore, Grato vi sono ; ma tanto onore Io più accettare, no, non potrò !
TUTTI GLI UOMINI
(con grande stupore)
Oh ciel, che intesi !... Che mai parlò ! !!
LOHENGRIN
Qual vostro duce or io non vengo a voi, D'infamia porto accusa, o sommi croi. Quest'uomo m'assaliva a tradimento
(egli scopre il cadavere di Federico, tutti si allontanano con ribrezzo)
Di notte, armato, nel mio chiuso asil, Or giudicate voi se in tal momento, A torto o a dritto trucidai quel vii !
IL RE E TUTTI GLI UOMINI
(stendendo la mano verso il cadavere)
Siccome in terra tu lo punisti,
Per sempre il danni il ciel fra i tristi !
LOHENGRIN
Un' altra accusa udite, un grave evento, (A tal pensier m' assale un gel !...) Prestava mano al nero tradimento Elsa, colei che m'affidava il ciel!
TUTTI GLI UOMINI
Elsa?... Mi sento il cor gelar !... Come potesti cotanto osar ?...
LOHENGRIN
Voi tutti udiste quando a me giurava, Che mai chieder dovea ciò ch'io mi son; Ebben al giuro sacro ella mancava, E l' infedel scordò del cielo il don !
56
»L' inchiesta ad appagar, di quell'insana ^Pronto qui vengo a disvelarmi alfln. » Vietarlo più non può la forza umana, ^Spiegar mi è forza quaP è il mio destili.
Udite or ben se paventar degg' io Innanzi al mondo, a voi, Signori, e al Rei Di rivelar P arcati segreto mio, Poiché nobil mio par fra voi non v' è !
TUTTI
(eccetto Elsa)
Giel, qual mistero deggio or ascoltar!... Ah ! possa ancor P arcano a noi celar !
LOHENGRIN
(guardando il cielo come ispirato)
Da voi lontan, in sconosciuta terra
Havvi un castel, che ha nome Monsalvato: Là un sacro tempio una foresta serra, Di gemme senza pari e droro ornato.
Ivi una coppa, che del cielo è dono, Guardata è qual reliquia del Signor, A lor che di virtù campioni sono, Un angiol la portò sull'ali d'or!
Ogni anno una colomba vien dal cielo A rinnovare il santo suo poter Essa è il San Graal, e forza e santo zelo Infonde in seno dei suoi cavalier.
Chi del San Graal è a cavaliere eletto, Munito è di potere sovrurnan ; Inerte è contro lui l'inganno abbietto, Di ucciderlo si attenta ognun invan !...
E se mandato egli è in lontana terra L'onore e la virtude a sostener, Ei resta vincitore in ogni guerra Poiché lo scorta un magico poter!
Però, del Graal chi scopre il velo arcano Dal guardo dai profani de' fuggir!!!
57
Apparve a voi cotal segreto strano ; Tosto degg' io partir ! Di voi, prodi, or si dia risposta degna Del Graal qui mi traeva il gran voler Mio padre, Parsifal, in esso regna, Son Lohengrin, suo figlio c. cavalieri
TUTTI GLI UOMINI E LE DONNE
narrando Lohengrin con venerazione e sorpresa altamente commossi
A quei detti, a quel volto eccelso e santo M' innonda il ciglio un sovrumano pianto !.
ELSA (come annichilita)
Mi manca il piede, pietoso cieli... Ahimè, mi serpe in seno un gel !...
(sta per cadere svenuta^ Lohengrin la prende nelle sue braccia)
LOHENGRIN
(dolorosamente commosso)
»Oh ! Elsa, che mai facesti, di'?... »Quando al mio sguardo il ciel t'offrì, »Per te m'arse nel sen celeste amor, »E nuova gioia invase il core allor; »Ed il mio acciar, la vita mia, la man , »La forza, che mi dà potere arcati, » Tutto sacrar volea, o cara, a te!!! » Perchè strappar 1' arcan volesti a me ?... »Ora restar possibile non m' è ! !!
IL RE E TUTTI GLI UOMINI
»Tu devi adunque ora partir, »0 santo messo del Signor? »Se alcun ci assale nell' avvenir »Chi avremo allora per protettor ?
ELSA
(irrompendo in estrema disperazione)
»Ah ! sposo, deh ! perchè lasciar mi vuoi?... »Deh ! resta a testimon del mio dolor ! »Sprezzare il pentimento più non puoi, »A piedi tuoi morire io voglio ancor!...
LOHENGRIN
»Ah ! no, restar non posso, o mio tesor, »Già del San Graal minacciami il rigor !
ELSA
»Non mi scacciar, se grave è il mio delitto !...
LOHENGRIN
»Deh ! non straziare questo core afflitto !...
ELSA
»In mio soccorso il cielo ti inviò, »La grazia il cielo a me negar non può... »L' orrenda colpa in pianto vo' scontar... » Amato sposo, non m'abbandonar!!!
LOHENGRIN
»Ahi, cruda pena ti costò 1' error... »Me pur dannava 1^, tua colpa ancor. »Mio ben, per sempre noi divisi Siam... »Tal è la pena che mertato abbiam !...
(Elsa manda un grido, e cade svenuta al suolo)
IL RE ED I CAVALIERI
(circondando Lohengrin)
»Ah no! lasciarci così non puoi, »Pronto è il drappello ai detti tuoi !
LOHENGRIN
«Ascolta, o Re... Seguirti non poss' io » Poiché svelato il gran mistero fu, »E se mancar osassi al dover mio, «Campione del San Graal non sarei più.
»Pur, gran monarca, ora predir ti voglio, «Ch'alta vittoria data a te sarà; »Ed a scrollar dell' Alemagna il soglio, »L' orda orientai mai più ritornerà.
(dal fondo della scena si leva un grido :)
«Il cigno !... il cigno !...
(si vede venire il cigno sul fiume rimorchiando la navicella, come nell'atto primo)
59
GLI UOMINI E LE DONNE
Il cigno!... il cigno è là!... Mirate, appressa già !...
ELSA
Il cigno !... Il cigno, o ciel !
LOHENGRIN
Ahi, manda il santo messo già il San Graal!...
(fra, lo stupore generale, Lohengrin si avvicina alla riva del fiume, ed indirizza dolorosamente la parola al cigno)
Cigno fedel !... Questo cammin fatale a me,
10 risparmiar voleva a te !...
Fra un anno sol, fra un anno (allor Che il tuo servaggio cessar dovrà E che il San Graal ti salverà) T'avrei mio cigno, veduto ancor.
(si avanza al proscenio, e volge con estremo dolore la parola ad Elsa)
Oh ! Elsa ! Solo un anno avrei bramato, Del gaudio tuo gioir accanto a te; Al Graal poteva allor tornar beato
11 tuo fratel, che morto ognun credè !
S' ei torna alfln mentr' io lontan ti sono, L' anel, Tacciar, il corno gli- offro in dono... 11 corno può aiutarlo s' è in periglio Vittoria ognor V acciar gli accorderà; Ma se all'anello volgerà il suo ciglio, Ripensi a lui, cui dèi la libertà.
(dopo aver baciato ed abbracciato più volte Elsa)
Addio... partir m' è forza, o mio tesor, Il Graal mi può punir, se resto ancor!.,.
»[Elsa disperata e convulsa si avviticchia eoa tutta forza a Lohen- grin, finché svenuta cade fra le braccia di alcune dame, che si »sono avvicinate per confortarla. Lohengrin indirizzandole un ul- timo addio col gesto, corre verso la rivaj
60
IL RE, GLI UOMINI E LE DONNE
(stendendo le braccia verso Lohengrin)
»0 prode, o grande e pio campion... »Gi strazia P alma il tuo abbandon !...
Ortruda si avanza al proscenio e si pone in faccia ad Elsa con espressione di gioia selvaggia.
ORTRUDA
Sta ben, ten va, campion altiero... Or palesar vogl' io il mistero !... Quel che la barca tua guidò, Legato ad una catena d' or, In cigno io stessa cangiato V ho, E del Brabante egli è il signor.
TUTTI
Ah !...
ORTRUDA
(ad Elsa)
Mercè che il cigno e il cavaliero Da noi tu stessa cacciasti ancor: Se mai restava il pio guerriero, Potea salvare Goffredo allor !
TUTTI
Ah! mostro insano!... Ahi, qual delitto NelP ira tua svelasti ancor !...
ORTRUDA
Cosi Satan possente, invitto, Sa vendicar le offese ognor !...
(Lohengrin al momento di montare nella navicella ha ascoltato la voce di Ortruda arrestandosi. Egli cade solennemente in ginocchio e leva le mani al cielo pregando. - D'un tratto apparisco una bianca colomba la quale si arresta sulla navicella. Lohengrin esultante di gioia si leva rapido e scioglie la catena che lega il cigno, il quale si tuffa immediatamente nel fiumi. In sua vece sorge dall'onde un giovinetto: è Goffredo)
61
LOHENGRIN
Brabante mira il tuo Signor !... Sovrano e scudo ti sia ognor ! ! !
(Egli salta nella barchetta, e lega la colomba alla catena d'oro; la navicella parte. Ortruda alla vista di Goffredo manda un grido di rabbia e cade tramortita a terra. Elsa ridiviene lieta un istante alla vista di Goffredo, il quale si è avanzato al proscenio, e va ad inchinarsi innanzi al Re. Tutti i Cavalieri Brabantini piegano il ginocchio avanti a Goffredo. Elsa rivolgendo lo sguardo ancora verso il fiume esclama:)
ELSA
Mio sposo ! mio sposo ! ! !
(Elsa scopre Lohengrin già giunto ben lungi dalla riva stando ritto in piedi nella navicella, tirata dalla colomba. Tutti son compresi di dolore. Elsa dopo essersi abbandonata nelle braccia di Goffredo, cade lentamente a terra e spira.)
Cala il sipario.
GAZZETTA MUSICALE DI MILANO
(ANNO XLV - 1890).
FOGLIO ARTISTICO MUSICALE ILLUSTRATO DI 16 PAGINE
IL PIÙ RICCO CHE SI PUBBLICHI FINO AD ORA
DIRETTORE „ ESCE
GIULIO RICORDI ^ TUTTE LE DOMENICHE
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pre^o d' abbonamento per un anno a domicilio in tutto il Regno , compreso invio ed affrancazione di tutti i premi SI RICEVERÀ QUANTO SEGUE:
£>£5 numeri della Gazzetta Musicale — L. in musica (valore effettivo)
corrispondenti a lordi Fr. 40 marcati od a netti Fr. 20 marcati (libera scelta fra tutte le Edizioni Ricordi e Lucca) — O Libretti d'Opera, oppure O Fotografìe, oppure 1 delle Opere Letterarie (vedasi programma) — Dono straor- dinario di uno dei seguenti pezzi nuovissimi a scelta:
1. Menuets drólatiques, per Pianoforte solo, di E. Del Valle de Paz.
2' | Canzone6 Arabaf j Melodie Per Cant0 e Pianoforte di F. Quaranta.
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pezzi di musica all'anno). Agli abbonati annui sono inoltre offerte straordinarie facilitazioni , colle quali possono avere alcune fra le più interessanti nuove edizioni musicali a condizioni vantaggiosissime : vedasi perciò V elenco delle varie combinazioni a pagina 18 e seguenti del programma speciale.
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SCADENZA NCN OLTRE IL 31 DICEMBRE 189O
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Anno Semestre Trimestre
Susa, Tunisi, Tripoli ed Alessandria d'Egitto Fr. 24 — Fr. 13 — Fr. 7 — Unione postale d'Europa, Africa ed America
del Nord » 28 — » 1 5 — » 8 —
America del Sud ed Asia » 34 — » 18 — » 9 —
Australia e Nuova Zelanda » 40 — » 21 — » 11 —
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BATTISTA. Anna la Prie. BELLINI. Beatrice di Tenda.
— 1 Gapuleti e i Montecchi.
— Norma.
— Il Pirata.
— I Puritani e i Cavalieri.
— La Sonnambula.
— La Straniera. CIMAROSA. Giannina e Ber-
nardone.
— Il Matrimonio segreto. GORONARO. Un Tramonto. DONIZETTL L' Ajo nell' im- barazzo.
— Anna Bolena.
— Belisario.
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— Il Campanello.
— L'Elisir d'amore.
DONIZETTI. Il Furioso.
— La Figlia del Reggimento.
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— Lucia di Laminermoor.
— Lucrezia Borgia.
— Marino Faliero.
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— La Regina di Golconda.
— Roberto Devereux. MERO ADANTE. Il Bravo.
— Il Giuramento.
ME YE R^E^ER . Il Crociato in
Egitto. MOZART. Don Giovanni. RICCI F. Le Prigioni di E-
dimburgo. RICCI L. Un' avventura di
Scaramuccia.
RICCI L. Chiara di Rosemberg,
— Chi dura vince.
— I Due Sergenti.
— Eran due ed or son tre ov-
vero Gli Esposti. ROSSINI. L'Assedio di Co- rinto.
— 11 Barbiere di Siviglia.
— La Cenerentola.
— Il Conte Ory.
— La Gazza Ladra.
— Guglielmo Teli.
— L'Italiana in Algeri.
— Matilde di Shabran.
— Mosè.
— Otello.
— La Pietra del Paragone*
— Semiramide. SPONTINI. La Vestale.
— A. INETTI OEIVTESIMI O —
LTAVILLA. I Pirati di Ba- ratteria. APOLLONI. Adelchi.
— Il Conte di Chenismark.
— L'Ebreo.
— Gustavo Wasa. ASPA. Un Travestimento. AUBER. Aidea o II Segreto.
— Fra Diavolo.
— I Diamanti della corona.
— Il Domino nero, in versi.
— Il Domino nero, in prosa.
— La Muta di Portici. AUTERI-MANZOCCHI. Do- lores
BALFE. Pittore e Duca. BARONI. Ricciarda. BATTISTA. Esmeralda.
BIANCHI. Gara d'amore. BENVENUTI. Il Falconière.
— Guglielmo Shakespeare.
— La Stella di Toledo. BOIELDIEU. La Dama bianca. BONA. Don Carlo. BONIFORTI. Giov di Fiandra. BOTTESINI. Ali Babà.
— Il Diavolo della notte. BRAGA. Caligola.
— Estella di San Germano.
— Reginella.
— Il Ritratto. BRÙLL. La Croce d'oro. BUONOMO. Cicco e Cola, coi
recitativi in versi.
— Cicco e Gola, coi recitativi
in prosa.
BUTERA. Elena Gastriotta. BUZZI. Ermengarda.
— Saul.
BUZZOLLA. Amleto. CAGNONI. Amori e trappole,
— Un Capriccio di donna.
— Don Bucefalo.
— Il Duca di Tapigliano.
— La Fioraja.
— Giralda.
— Michele Perrin.
— Papà Martin
— Il Testamento di Figaro.
— La Tombola.
— Il Vecchio della Montagna* CAMPANA. Esmeralda. CAMPIANI. Taldo. CANEPA. David Rizio.
— A. NETTI CENTESIMI £5 O —
Catalani. Dej anice.
— Edmea.
— Elda.
GHIAROMONTE. Caterina di Gleves.
COPPOLA. Nina pazza per amore.
— L'Orfana Guelfa. DALLA BARATTA. Il Cuoco
di Parigi. DALL'ARGINE. I due orsi. DAVID. Cristoforo Colombo.
— Il Deserto
— Ercolano.
— Lalla-Roukh. DE-FERRARI. Pipelet. DE GIOSA. Silvia.
— Don Checco.
— Un Geloso e la sua Vedova.
— Napoli di Carnevale. DELL'OREFICE. Romilda de'
Bardi.
DOMINIGETI. Il Lago delle Fate.
DONIZETTI. Adelia.
— Caterina Gornaro.
— Don Pasquale.
— Don Sebastiano.
— Il, Duca d'Alba.
— Elisabetta
— La Favorita.
— Gabriella di Vergy.
— Linda di Ghamounix.
— Maria Padilla.
— Maria di Rohan.
— Paolina e Poliuto (i Mar-
tiri).
— Torquato Tasso. FAGGIO. A mieto.
— I Profughi Fiamminghi. FERRARI Ultimi giorni di
Suli
FIORAVANTI. La Figlia del Fabbro.
— Il Notaio d'Ubeda.
— I Zingari.
FIORAVANTI ed altri. Don Procopio.
FLOTOW. Alessandro Spa- della.
— Il Boscaiuolo.
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FORONI. Cristina Regina di Svezia.
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— Margherita. GABRIELLI. Il Gemello. GALLI. Giovanna dei Gortuso. CAMBINI. Cristoforo Colombo. GLINKA. La Vita per lo Czar. GLUCK. Orfeo ed Euridice. GOBATTI. I Goti.
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COMES. Fosca.
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— Salvator Rosa. GOUNOD. Ginq-Mars.
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JONCIÈRES. Giovanni di Lo- rena.
LEGOCQ. Le cento Vergini. LITTA. Il Viandante.
— Il Violino di Cremona. LUCILLA. La bella fanciulla
di Perth. MAILLART. Gastibelza. MARGARINI. Francesca da
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MARCHETTI. Gustavo Wasa.
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MARCHIO'. La Statua di
Carne.
MARENCO. Lorenzino de' Me- dici.
MAZZA. La prova d' un' o-
pera seria. MELA. L'Alloggio militare.
— Il Feudatario. MERCADANTE. Leonora.
— Il Reggente.
— Orazj e Guriazj.
— La Schiava Saracena.
— Il Vascello di Gama. MERCURI. Adelinda. MEYERBEER. L'Africana.
— Dinorah.
— Il Profeta.
— Roberto il Diavolo.
— La Stella del Nord.
— Gli Ugonotti. MORONI. Amleto. MOZART. Le Nozze di Figaro. MUZIO. Claudia.
— Giovanna la Pazza.
— La Sorrentina. NIGOLAJ. Le Vispe Comari
di Windsor. OFFENBACH. La Grandu- chessa di Gerolstein , coi recitativi in prosa.
— La Granduchessa di Gerol-
stein, coi recitativi in versi. PACINI. La Fidanzata Còrsa.
— Malvina di Scozia.
— Merope.
— La Regina di Cipro.
— Saffo.
— Stella di Napoli. PALMINTERI. Arrigo II. PEDROTTI. Fiorina.
PEDROTTI. Guerra in qua t- tro.
— Isabella d'Aragona.
— Mazeppa.
— Il Parrucchiere della Reg-
genza.
— Romea di Monfort.
— Tutti in maschera. PERI. L'Espiazione.
— I Fidanzati.
— Giuditta.
— Rienzi.
— Vittore Pisani. PETRELLA. L' Assedio di
Leida o Elnava.
— Bianca Orsini.
— Diana o La Fata di Poz-
zuoli.
— Il Duca di Scilla
— Elena di Tolosa.
— Il Folletto di Gresy.
— Giovanna di Napoli.
— Jone.
— Manfredo.
— Marco Visconti.
— I Pirati spagnuoli.
— Le Precauzioni o II Carne-
vale di Venezia.
— I Promessi Sposi. PETROCINL La Duchessa de
la Vallière.
— L'Uscocco.
PINGHERLE. Il Rapimento. PINSUTI. Margherita.
— Mattia Corvino.
— Il Mercante di Venezia. PISTILLI. Rodolfo da Brienza. PLATANIA. Matilde Bentivo-
glio. K
PODESTÀ. Un Matrimonio
sotto la Repubblica. PONCHIELLI. Lina.
— Il Parlatore eterno.
— I Promessi Sposi.
— Roderico.
PONIATOWSKI. Piero de' Me- dici.
PUCCINI. Le Villi.
RICCI L. Il Birraio di Preston.
— Corrado d'Altamura.
— Il Diavolo a quattro.
— Estella.
— Una follia a Roma.
— 11 Marito e l'Amante. RICCI (f.lli) Crispino e la Co- mare.
ROMANI. Il Mantello. ROSSI GIO. La Contessa d'Al-
tenberg. ROSSI LAURO. Il Domino
Nero.
— I Falsi Monetari.
— La Figlia di Figaro. ROSSINI. Roberto Bruce.
— Torvaldo e Dorliska.
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ROTA. Penelope. RUBINSTEIN. Feramor. RUGGÌ. I due ciabattini. SANELLI. Il Fornaretto.
— Gennaro Annese.
— Gusmano.
— Luisa Strozzi. t— La Tradita.
SANGIORGI. Diana di Gha- verny.
— Giuseppe Balsamo.
— Guisemberga da Spoleto. SARRIA. La campana del- l' eremitaggio.
SGHIRA. Lia.
SECCHI. La Fanciulla delle
SILVERI. Giuditta. SINICO. Marinella.
— I Moschettieri. SMAREGLIA. Bianca da Cer- via.
— Re Naia.
SOFFREDINI. Il piccolo Haydn.
SPONTINI. Fernando Cortez, THOMAS. Il Caid.
— Il Sogno d' una notte d' e-
state.
TORRIANI. Carlo Magno. USIGLIO. Le Educande di Sor- rento.
— Nozze in prigione. VACCAJ. Virginia. VALENZA. Le Fate, coi re- citativi in versi.
— Le Fate, cot recitativi in
prosa.
VENTURELLI. Il Conte di
VERDI. Aida.
— Alzira.
— Aroldo.
— Attila.
— Un Ballo in maschera.
— La Battaglia di Legnano.
— Il Corsaro.
— Don Carlo. (Seconda Edi-
zione in 4 atti).
— I Due Foscari.
VERDI. Emani.
— Il Finto Stanislao.
— La Forza del Destino.
— Gerusalemme.
— Giovanna d'Arco.
— I Lombardi.
— Luisa Miller.
— Macbeth.
— Macbeth, riformato,
— I Masnadieri.
— Nabucco.
— Ri goletto.
— Stiffelio.
— La Traviata.
— Il Trovatore.
— I Vespri Siciliani. VILLAFIORITA. Il Paria. VILLANIS. Giuditta di Kent. WAGNER. Il Crepuscolo degli
Dei. Sunto.
— L' Oro del Reno. Sunto.
— Sigfrido. Sunto.
— Walkiria. Sunto. WEBER. Der Freischiitz. ZUELLI. La Fata del Nord.
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d' Austria. MASSA. Salammbò. MASSENET. Erodiade.
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rimberga.
— L'Oro del Reno.
— Parsifal.
— Rienzi.
— Sigfrido.
— Tannhàuser.
— Tristano ed Isotta.
— Il Vascello Fantasma o
L' Olandese volante.
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