PODIUTO
TRAGEDIA LIRICA IN TRE ATTI
DI
SALVATORE CAMMARANO
MUSICA DI
G. DONIZETTI
CON GENTILE ASSENSO
DELLA DITTA G. RICORDI E C.
Eseguita per la terza volta
nelle sene del 17, 18 e 19 Febbraio 1901
nella Chiesa di S. Giovanni Evangelista
delle Scuole Pie
a cura della Congregazione
di Maria SS. Addolorata e S. Giuseppe Calasanzìo
PRESIEDUTA
da S. E. IL PRINCIPE SENAT. PIERO STROZZI
FIRENZE
Tipografia G. Campolmì
Via del Porcellana 11
1901
POLIUTO
TRAGEDIA LIRICA IN TRE ATTI
DI
SALVATORE CAMMARANO
MUSICA iJl
G. DONIZETTI
CON GENTILE ASSENSO
DELLA DITTA G. RICORDI E C.
Eseguita per la terza volta
nelle sere del 17, 18 e 19 Febbraio 1901
nella Chiesa di S. Giovanni Evangelista
delle Scuole Pie
a cura della Congregazione
di Maria SS. Addolorata e S. Giuseppe Calasanzio
PRESIEDUTA
da S. E. IL PRINCIPE SENAT. PIERO STROZZI
FIRENZE
Tipografia G. Campolmi
Via del Porcellana U
1901
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http://archive.org/details/poliutotragedial1901doni
PERSONAGGI
SEVERO, proconsole
FELICE, governatore di Mitilene
POLIUTO, magistrato e sposo di
PAOLINA, figlia del governatore
CALLISTENE, gran sacerdote di Giove
NEARCO, capo dei Cristiani d'Ar- menia
Un Cristiano
CORI E COMPARSE
Cristiani — Magistrati — Sacerdoti di Giove — Popolo Armeno — Guerrieri Romani.
L* avvenimento ha luogo in Mitilene^ città capitale deir Armenia y neWanno 251 di nostì^a salute.
AVVERTIMENTO
// snhbietto di questo lavoro e storico, e Pietro CoRNEiLLE 7ie trasse il sito Polyeucte ; l' indole del dramma musicale troppo diversa da quella di una tragedia non mi joermise di seguire che poche tracce delV Eschilo francese. Pure, quanto il consentiva la scarsa latitudine a me conceduta, mi studiai che la morale vi si mostrasse in tutta la sua luce. Quindi a lato delle pili sublimi virtù cristiane, dipinsi nel personaggio di Callistene^ e come ombra del quadro, gli errori e V empietà del paganesimo. Se questa li- rica tragedia [che io dettava prima dei Martiri di Scribe) verrei dalV universale giudicata nuda affatto d^ogni altro pregio, non le sarà contrastato, ne son certo, il primo a cui mirar dovrebbe ciascun autore drammatico, lo scopo morale,
SALVATORE CAMMARANO.
NB. Alcuni versi di questo melodramma, che parve condannato all' oblio, fecer mostra di sé in altri miei lavori ; era ovvio sostituire ai menzionati altri versi, ma ciò poteva' nuocere alla musica, ed in rispetto di essa e dell' insigne, quanto infelice amico, che ne fu l'autore, io lascio la poesia qual fu in origine, invo- cando all'uopo la pubblica indulgenza.
ATTO PRIMO
IL BATTESIMO
SCENA PRIMA
Tenebrose caverne: suWalto un forame donde ha prin- cipio ima scala intagliata nella rupe, per cui si di- scende; nel davanti ingresso ad imo speco y del quale scorgesi poca luce rossastra.
Molti gruppi Cristiani, altri in capo alla scala, altri ascendono, altri nel piano.
Coro.
Parte T. Scendiam...
II. Silenzio...
III. Silenzio...
IV. Immerso Tutto nel sonno è l'universo...
V. Da questo ignoto, profondo speco A palesarci non sorga un' eco.
Tutti {dopìo esser discesi)
Ancor ci asconda un velo arcano All'empio ferro che ne minaccia. Il giorno forse non è lontano Che fra i martiri al mondo in faccia. Per noi, la prece, con labbro esangue, Al Pe de' cieli s' innalzerà : E pia del labbro, il nostro sangue Del Dio vivente favellerà.
[entrano silenziosi nello speco\
SCENA II.
PoLiUTO, Nearco. Poliuto discende il primo, fa al- cuni rapidi passi verso lo speco, quindi si arresta gettandosi nelle braccia di Nearco.
JSea. Tu sei commosso !
Poi. E ver.... Sul capo mio
L'onda che terge dell'antica macchia
ria sparsa in breve... Un sacro
Terror m' investe ! Nea. Di terror che parli ?
Quei che t'apre le braccia, ostia di pace
S' offerse, e pace ei piove
Nell'alme in cui discende. Poi. Io n'ho ben d'uopo !
Da procellosi affetti
E sconvolta la mia. Nea. Poliuto ! Poi, Velen di gelosia
Mi rode il cor !.. Nea. Eia vero !
Poi. Dir la parola, intendere il pensiero
Mal può di quanto amor la mia consorte
Amava... ed amo... Di tristezza ingombra
Talor la vidi, e tacito le guance
Solcarle amaro pianto : a lei ne chiesi ;
Con labbro incerto mendicò ragioni,
Che fur pretesti, ed a' sospiri il varco
Negò... ma tardi. Ahi ! quando
Giace nel sonno, ed io co' miei sospetti
Veglio, gemer la sento, e tronchi detti
Parlar d'amore!... A Callistene apersi
Il mio pensier geloso, e d'un rivale
Anch' ei sospetta. Nea. Chi nomasti !... Ah ! taci.
Dubbio tremendo fomentar !... Ministro
D'un culto iniquo, ben costui le parti Tutte ne adempie ! — Di virtù severa Speglio è la tua consorte, e corpo all'ombra Tu dai. Calmati... cessa. Il momento s' appressa, Il momento solenne ! A Dio ti volgi, e quel soccorso implora. Che invan giammai non fu richiesto. Poi. Io piego
La fronte nella polve... e gemo... e prego, D' un' alma troppo fervida
Tempra, buon Dio, gli affetti...
Tu che lo puoi, tu dissipa
Gli orrendi miei sospetti...
Nel combattuto core
Discenda il tuo favore.
Ne pili lo scuota un palpito
Che indegno sia di te. Nea, Vieni, e ti guidi un angelo
Del suo delubro a pie. [partono)
SCENA HI.
Paolina.
Ove m'inoltro? Qual tremendo speco!...
Ah ! vano il mio sospetto
Non fu ! Qui certo han loco
I sanguinosi altari.
E le vietate orribili adunanze
Di lor, che Dio si fero un uom. Lo sposo
Anch' egli dunque ? 0 morte,
Rapito m' hai 1' amante, ora il consorte
Bieca sogguardi!... Gente s'appressa!...
{si cela dietro un masso)
SCENA IV.
Nearco, seguito da un drappello di Cristiani, e detta.
Nea, Udiste ?
Fin che si compia il rito
Cauti vegliate della rupe il varco.
In voi m' affido. Cri. Non temer, {escono)
Pao. Nearco ? [avanzandosi)
Nea. Qual voce ! Che ! traveggo !...
Donna, tu qui ? Pao. Sull' orme
Di Poliuto trassi. Omai più notti.
Son, che le piume abbandonar furtivo
Lo scorsi : un dubbio, un fero dubbio è surto
Nel mio pensier... La santa
Religion degli avi
Osato avria disdir ? Nea. T' apponi al vero.
Pao. Numi ! Nea. Fatai mistero
Tu penetrasti ! — Una recente legge.
Non più d' esilio, ma di pronta morte
I neòiiti coglie !
La tua virtù fia pegno
Del tuo silenzio, ed il periglio estremo
Di Poliuto... Andar m' è d'uopo, {rientra) Pao. Io tremo !
ALCUNE VOCI DALLO SPECO
Infiamma quest'alma, o spirto di Dio, Che piena di speme a te ricovrò ;
E il premio le serba che avanza il desio. Che il figlio celeste col sangue merco.
PREGHIERA GENERALE
Signor, le tue leggi prostrati adoriamo,
Le sante tue leggi di pace, d'amor. Per noi, per le spose, pei figli preghiamo, Pe' nostri nemici preghiamo, Signor. Pao. Un turbamento arcano
Io provo ! Al cor mi scende Quella preghiera ! È forza,
E forza ch'io m'atterri !... — O che mai sento!. Fin pe' nemici lor ! Divino accento ! Di quai soavi lagrime Aspersa è la mia gota !... Qual mi ricerca 1' anima Dolce potenza ignota !... Somiglia una speranza... L' umana gioia avanza... Par che dal ciglio infranto Mi cada un fosco vel !... Par che il devoto canto Ritrovi un' eco in ciel !
SCENA V.
POLIUTO, Nearco, quindi gli altri Cristiani.
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Nea, |
Mira... |
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Poi |
Donna !... |
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Pao. |
0 sposo mio... |
|
Di'... rispondi... Abbandonasti |
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|
Il tuo culto? |
|
|
Poi |
Un vero Dio |
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Me raccolse. |
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|
Pao. |
Ed obliasti. |
|
Qual rigor... |
10
PoL Noi temo.
[odesi lieta musica guern-iera : i Cristiani ^^compariscono) Alcuni cristiani Echeggia
Lunge ancora un suon giulivo ! Gli altri Sorse l'alba... Si festeggia
Del proconsole 1' arrivo. Nea. A noi tutti sulla chioma
Pende il ferro già snudato : Delle folgori di Roma Qui Severo giunge armato. Pao, Ah! Severo!.,. E combattendo
Ei sul campo non mori ? Nea, Egli vive.
Pao. (Ciel!... che intendo!...)
Ma la fama?...
Il ver menti ! Pao. (i suoi occhi sfavillano della piii viva gioia,
w.a volgendosi a Poliuto cerca repìnmersi) (Perchè di stolto giubilo
Mi balzi, 0 cor, nel petto?... Vive 1' amato oggetto, Ma spento egli è per me ! Condanna questi palpiti Il mio dover... la sorte... Il palpito di morte Meglio s' addice a te). Cìi. Sfidar saprem la morte
Eterno Iddio per te. [partono)
11
SCENA VI.
Magnifica piazza di Mit tiene; da un lato vestibolo del tempio di Giove, dati altro la soglia del palagio municipale.
La scena si riempia di Popolo, quindi comparisce Severo preceduto dalle sue legioni.
Co7^o Plausi all' inclito Severo,
Lauri eterni alla sua chioma, Egli è vita dell' impero, Scudo e brando egli è di Roma ; Saggio in pace, e prode in guerra, Pra i mortali un Dio sembrò : Ed ogni eco della terra Del suo nome rimbombò ! Sev. Decio, signor del mondo.
Popolo Armeno, a te m' invia : felice Egli ti brama, ed a tal uopo ingiunto M' ha d' estirpar l' iniqua Sacrilega genia ribelle ai numi, Che s' annida fra voi, come tra i fiori Malvagia serpe. (In breve Ti rivedrò, mia speme :... Il sen mi scuote Un palpitar frequente ! La tua dolce presenza il cor già sente ! Di tua beltade immagine E questo sol eh' io miro ; Piena è di te quest' aura. Piena del tuo sospiro.... Ah ! tutto in queste arene Parla contento e amor ! Celeste Iddio propizio Chiuse la mia ferita, Pur da te lunge, ahi misero !
12
Io non sentia la vita. Dappresso a te, mio bene, Saprò che vivo ancor!)
SCENA VII.
Callistene, Felice, Poliuto, Sacerdoti, magistrati e detti.
Cai, Come fausta è a noi l'aurora
Che in Armenia te conduce, A' tuoi voti Giove ognora Fausto arrida, invitto duce.
Sev. Grato appien !... [scorge Felice) .
Sei tu ?... M'abbraccia — E la figlia?
FeL (Ciel !... che mai,
Che dir posso?... il cor s'agghiaccia!...)
Sev, Non rispondi !
F'^eL con sommo turbamento) (La vedrai...
Sev, Ella forse ?
Fel. Al tuo cospetto
Mira intanto il suo consorte.
Sev, Il consorte !... {coyne tocco dal fulmine)
Poi, (Qual sospetto !...)
Fel. (Oh momento !...)
Sev. (Oh colpo!...)
Cai ^ (Oh sorte !...)
Sev, (Non deliro ?... altrui porgesti.
Donna rea, la mano, il cor !
Fel, (Freme!,..)
Sev, (0 cruda, e lo potesti ?...)
Poi, (Si coverse di pallor).
Sev. (No, 1' acciar non fu spietato
Che spargeva il sangue mio, Ma il destino avverso e rio. Che la vita mi serbò ?
13
Ah! gioisci, o core ingrato,
Gel di morte, in sen mi piomba...
Questo avanzo della tomba
Alla tomba io renderò). Cai. (La vendetta che giurai,
Donna ingrata, compirò). FeL (Ah ! per me del giorno i rai
Densa nube circondò !) Poi. (Fredda mano il cor m' afferra !
Luce orrenda balenò!... Coro Ei fu grande in pace e in guerra ;
Fra i mortali un Dio sembrò ! [Severo entra nel palagio municipale; tutti lo seguono)
FINE dell' atto primo.
ATTO SECONDO
IL NEOFITO
SCENA PRIMA
Atrio in casa di Felice; in fondo deliziosi giardini.
Severo e Callistene
Cai, Inoltra il pie. Ne' lari
, Siam di Felice : ov'egli assente or fosse
A te dirà la figlia ;
L'atrio varcar tu la vedrai, che 1' ora
E questa in cui si tragge
A 'suoi penati. Seo, Oh ! dimmi. .
Cai. Parla. Sev, Quai giorni dello sposo accanto
Mena costei ? Cai, Nel pianto
Solinga vive. Il Padre
A me svelò ch'ella d'amor sul Tebro
Ardea... ma nella tomba
Scese l'oggetto sospirato... E forse
D' Imene al tempio suo malgrado spinta
.Fu dal paterno cenno. Sev, (Qual benda egli mi strappa!... Oh cieli. ..) Cai, Ma denno
Fra poco arder gì' incensi al re de' Numi.
Uopo è ritrarmi all' ara : ivi t' aspetto.
(Compiasi 1' opra) (parte)
15
Seh\ Sventurata è dunque !
Sventurata, non rea!... Qualcun s'appressa! Gelo, ed avvampo !... non m' inganno, è dessa !
SCENA II.
Paolina e detto.
Donna...
Che !... Possenti numi !... Tu, tu stesso !... Ah ! non seguirmi... Odi... arresta... Invan presumi, Dispietata, invan fuggirmi... Varca il centro della terra, Scendi al regno della morte, Io ti seguo.
(Eterna guerra Mi farai, tremenda sorte !...) Tremi !
(Un gel mi sta sul core !...)
10 ti veggo impallidir ! Un oggetto di terrore Son per te?
(Vorrei morir !)
11 pili lieto dei viventi
Fui giungendo in queste arene ! Un olimpo di contenti Io sperai dal nostro imene !... La mia gioia è volta in pianto... Gronda sangue il core infranto... Fu delirio la mia speme ! D' egra mente un sogno fu ! (Ei non vegga il pianto mio. Le mie ^^manie non intenda. Se pietoso in ciel v' è un Dio, Da me stessa mi difenda, Tutto, ah ! tutto il primo ardore
16
Si ridesta nel mio core...
Io son donna, ed ha pur troppo
Un confine la virtù !)
Ahi, chi ti guida, incauto ? Sev, Mei chiedi ? 1' amor mio. Pao, Entrambi siam colpevoli,
Tu, se prosegui, ed io,
Se più t' ascolto. Involati...
Esci... Sev. E potrei lasciarti ?
Pao, Lo devi. Sev. Oh ! cruda !
Pao, Un ultimo
Addio ricevi, e parti. Sev, Un ultimo ! Pao, Si.
Sev. Ne spargere
T' odo un sospir ! No, mai.
Mai non mi amasti !... Pao. {con trasporto inconsiderato) E leggere
Mi puoi nell' alma ? e sai
Qual rio contrasto ? (Ahi misera !
Ohe parlo !...) Sev, Il vero intendo!...
Tu m'ami ancora? Oh! dimmelo... Pao, (Strazio di morte orrendo !) Sev, Mira, lo chieggo in lagrime... Pao, Ah ! cessa... Sev, Ed al tuo pie.
{P Olinto e Cali iste ne traversano la scena in fondo)
Pao. Quest'alma è troppo debole
In cosi rio cimento !
Fuggi, non sai che perdere
Mi puote un sol momento ! Ah ! d' un rimorso orribile Non far eh' io sparga il pianto... Lasciami, o crudo, gemere,
17
Ma di dolor soltanto.... Pura, innocente lasciami Spirar lontan da te. Stv, No: vivi, esulta, o barbara, Del tuo consorte a fianco.... Disperdi, oblia d'un misero Il sovvenir pur anco.... Non io non io dimentico Sarò di te giammai; Fin che gli resta un palpito In questo cor vivrai.... Sepolto, ignoto cenere Avvamperò per te.
[parte disperato^ Paolina si ritira ) SCENA III.
POLIUTO.
Veleno è l'aura ch'io respiro!.... — L'indegna, Ella invitava il traditore.... Non mente No, Callistene.... Io stesso, io vidi ! E un brando, Un pugnai non avea!... — Ma trema, o coppia rea.... Fu macchiato 1' onor mio!...
Necessaria è la vendetta....
Spargerà di sangue un rivo
La mia destra punitrice....
Sul codardo semivivo
Perir vo' la traditrice,
E strappargli il cor dal petto,
Il perverso, infido cor. Ah ! 1' amai d' immenso affetto !
Ora è immenso il mio furor !
18
SCENA IV.
Un CRISTIANO e detto.
Cri. Signor?... {nella massiìna agitazione)
Poi. Che vuoi?
Cri. Nearco....
Poh Ebben?
Cri. Di ceppi carco
Fu trascinato.... Poi, Ahi ! dove ?
Mi trema il cori... Cri. Di Giove
Al tempio. Poh Eterno Iddio....
Che sento ! Cri. In gran periglio
Stanno i fratelli, {parte rapidamente) Poi. Ed io!
{resta un momento assorto ne' suoi pensieri, quindi si riscuote ad un tratto) Cessa fatai consiglio
Dell' ira.... Il ciel mi schiude La via che tragge a sé ! M' infiamma una virtude
Che pria non era in me ! Sfolgorò divino raggio,
Da' miei lumi è tolto un velo.... Voce santa come il cielo! Di perdono a me parlò ! Obliato è già V oltraggio,
Più vendetta il cor non chiede, Dio quest' anima mi diede. Pura a Dio la renderò.
{parte)
19
SCENA V.
Tempio di Giove; nel mezzo gran simulacro del Nume, innanzi al quale un'ara ardente,
Callistene, Severo, Felice, Paolina, Sacerdoti
e Popolo Armeno Sac. (in tuono di fanatico zelo) Celeste un' aura Del tempio move. Al sacrifizio Presiede Giove, Che il giusto premia, E V empio atterra ; Che può dai cardini Scuoter la terra. Le stelle innumeri Strappar al ciel! Pop, Ver noi propizio
Abbassa i lumi^ Pettor del fulmine, Primier de' numi : Tu dell'Armenia Veglia su i fati ; Qual padre tenero Sui figli amati; Proteggi un popolo A te fedel. Cai, (gettando nuovi incensi suW ara)
La tua possanza colga gli audaci D' un falso Nume stolti seguaci. Sac, Sia maledetto chi reca insulto
Del gran Tonante al sacro culto. Muoia deserto, e fra tormenti, Grli sia negata la tomba ancor.
20
La polve iniqua sperdano i venti.... Di lui non resti che infamia e orror. Cai. Magistrati, guerrieri,
Popolo, è surto alfin delle celesti Vendette il giorno, io 1' affrettai, chiamando L' armi di Roma. Tribunal migliore A difendere il tempio, Non v' ha del tempio istessp. Pop. E ver.
(acZ un cenno di Callistene si avanza Nearco),
SCENA VI.
Nearco fra le guardie, e detti.
CaJ. Quest'empio
Nemico è degli Dei; securo avviso
Ebbi che aggiunse, nella scorsa notte,
Uno a tanti seguaci
Del suo vietato culto.
Quel reo di morte, eh' ei discopra imponi.
(a Severo) Sev. L'accusa udisti? Nea, E la confermo.
Sac, Estrema
Baldanza! Pao, (Il cor mi trema!...)
JSev, Il neòfito appella. Nea. Io ?
Sev, Si: lo ingiungo
A nome di colui che tempra i fati
Dell' impero latino. Nea, Ed io potrei
Tradire un mio fratello?
Bruttar di tanto eccesso
Potrei quest'alma?... Inorridisco. — Il sangue
Chiedimi, il sangue mio....
L' anima no, che 1' anima è di Dio.
21
Sev. Ti può quel reo silenzio
Costar tremende pene ! Sac, Ornai favella. Pao, (Un brivido
Ricerca le mie vene!...) (un momento di pausa; Nearco ijersiste nel silenzio) Sev. Entro il piìi nero carcere L' indegno strascinate, E fra tormenti orribili Discopra il ver. (le guardie circondando Nearca, che muove intrepido per uscire)
SCENA VII.
PoLiUTO, e detti.
Poi. Fermate.
Pao. (Oh numi!...)
Poi. Quel neòfito
Da voi richiesto.... Gli altri (tranne Pao. e Nearco) Ebben?
Poi. Son io.
Cai. e Fel. Tu stesso!
Sac. Ah perfido!
Sev. Egli!...
Pao. Ho la morte in sen !...
Sev.j Gal., Fel., Sac. e Pol.
La sacrilega parola
Nel deludro ancor rimbomba.
Ed il g orno non s' invola ?
E la folgore non piomba?
Troncherà supplizio infame (a Poliuto)
Di una vita il nero stame !
22
Pena eterna fra gli estinti
E serbata, iniquo, a te ! Pao, (Qual preghiera ornai di sciolgo ?
Tutti irati son gli Dei!...
Nazareno, a te mi volgo ;
S'egli è ver che nume sei ;
Tu soccorri al mio consorte,
Tu lo scampa dalla morte.... E gridar m' udrà la terra
Che altro Dio non v'ha per me). Poi. ("Deir iniqua, del protervo.
No, la vista io non sostengo!...
Dio, proteggi 1' umil servo....
A morir per te- qui vengo,
Ma gli effetti della terra
Sorgon feri a nuova guerra!...
Questo ardor che il sen m'infiamma
Tutto ardor del ciel non è !) Nea. Non compiango la tua sorte,
Ma l'invidio, la desio.
Sulla terra oltraggi e morte.
Gloria e vita in grembo a Dio !
La tua lingua ed il tuo core
Porgan laudi al Creatore....
Già de' martiri la palma
S' apparecchia in ciel per te ! Sev. Alla morte lo serbate.
[le guardie si avanzano per impadronirsi di Poliuto),
Pao. No, crudeli....
Sac. E che pretendi !
CaL B' obbedisca.
Pao. V arrestate....
Padre, ah ! padre lo difendi. Fel. Egli è reo.
J^ao. {a Cctllistene) Deh! tu....
[non potendo vincere la sua ripugnanza)
Non trovo
23
La parola.... forza ignota Mi respinge! — Il duol ch'io provo.... La mia smania il cuor ti scuota....
[a Severo prostrandosi) Sev. Che !... gemente a' piedi miei !
Fao. Qui morrò, se a me tu nieghi
La sua vita.... Sev, Ed io potrei ?
Poi, Tu, per me costui tu preghi !
Empia ! {proromjDendo) Pao, Sposo !...
Poi II fai.
Pao, Qual detto !...
Poi, Sciolgo, esecro il rio legame.
Onde un giorno a te mi ha stretto
Questo Dio bugiardo, infame.... (rovesciando V ara)
Le tue colpe un Dio verace.
Scellerata, punirà ! Sae, Alle fiere il reo, l'audace... Pao, Innocente io son....
[nelV estrema disperazione^ e volendo gettarsi fra le braccia di Po liuto)
Poi. Tu ? Va.... (respingendola)
Morire in pace mi lascia omai....
Solo rimembra quanto t' amai....
Nel ciel, che m' apre un Dio clemente,
Mi fia d' ogn' altra gioia maggior L' esser diviso eternamente
Da te macchiata d' impuro amor. Pao, (tratta di senso)
No^ , gl'infelici non hanno un Dio!...
E sola mia colpa il destin mio!... Se alcun di voi pietà conosce,
Mi vibri un ferro in mezzo al cor.... A me la vita fra tante angosce
Di cento morti saria peggior.
24
Sev, (Sparger quel sangue m' è duopo in breve....
Ella abborrirmi, fuggir mi deve !
E ognor funesto, non cangia tempre.
Il mio destino persecutor !... Me sventurato ! Son io per sempre
Morto alla speme, morto all'amor!) Sac, Sia maletto chi reca insulto
Del gran Tonante al sacro culto :
Muoia deserto e fra tormenti ;
Grli sia negato la tomba ancor, La polve iniqua sperdano i venti. ..
Di lui non resti che infamia e orror. Fel. Fra queste braccia ri covra, o figlia,
A te rimane un padre ancor. Nea, Tu quella mente gran Dio consiglia,
Tu di costanza arma quel cor.
{Foliuto e Nearco 'partono fra le guardie: intanto Felice tregge seco a viva forza la figlia)
FINE dell'atto SECONDO
ATTO TERZO
IL MARTIRIO
SCENA PRIMA
Bosco sac7^o; muro in fondo che lo divide dalla città; da un lato parte del tempio di Giove,
(Odorisi da lontano con fase voci popolari).
Vieni, vieni.... Al circo andiamo.
Strino;e il tsmpo !... — Su, corriamo ...
Di tai mostri so:ombri il mondo,
Vendicato il ciel sarà ! Oh ! spettacolo giocondo !...
Sangue a rivi scorrerà !..
SCENA IL
Giungono Sacerdoti da parti diverse, quai persone chiamate ad un convegno, indi Callistene.
Sac, Ecco il sommo pontefice.
CaL S' avanza
L' ora solenne del supplizio, ed una
La vittima non fia ! Sac, Come?
CaL L' esempio
Di Poliuto altri seguir, cui morte
Pel nuovo Dio non atterrisce.
26
Sac. Oh stolti !
Cai. Il suo dolore e 1' onta Nel domestico tetto Felice asconde.... ma la figlia corse Del loroconsole a pie ! Sac. Dubiti forse
Che il pianto femminil pietà ritrovi Neir alma di Severo?^ Cai. E debil sempre-
Alma schiava d' amor. — Cauti nel volgo Disseminarci fia prudenza, e viva Tener la brama, che già ferve in esso, DelP imminente strage, onde prorompa, Se vien deluso, in tutto il suo tremendo Furor ; la plebe un' arme Vana è per sé ; ma quando La tragga il saggio, è formidabil brando ! Alimento alla fiamma si porga, Tal che incendio vorace ne sorga ; Il poter degli altari che langue Ed agli occhi del mondo insensato L' util nostro util sembri del ciel. Sac. Ben t' avvisi ! all' intento bramato
La vendetta de' numi sia vel. {'partono)
SCENA III.
Prigione del Circo.
POLIUTO immerso nel sonno.
Donna!... — Malvagio!... — [sì desta) Vision gradita!.
Bella e di sol vestita,
Qual puro incenso degli altari, al cielo
Salia la sposa, e il ciel schiudeasi, e voce
W uscia soave alla virtude onore !
Ed innocente ella saria ? Chi giunge !.
27
SCENA IV.
Paolina e detto.
Pao, La tua sposa infelice,
Ma non rea di spergiuro... Ah ! son contati
Grl' istanti !... Odimi. — E vero.
Prima d'esser consorte, Amai Severo,
Lo piansi estinto... dalla tomba uscito
Egli a me riede : usbergo
Ebbi virtù nel periglioso incontro...
Pugnai, ma vinsi.
Poi, E fra' paterni lari
Noi trasse un cenno tuo ?
Pao, Che parli ? Ah ! donde
Si rio sospetto ?
Poi. Callistene...
Pao, Or basti...
Tal nome pronunciasti Che ricorda ogni colpa ! D'esecrabil fiamma Arde colui... per la tua sposa !
Poi, Oh ciel !
Creder poss' io tanta perfidia ?
Pao, Il giuro...
E qual nume tu vuoi del giuramento Vindice al par, che testimone imploro.
Poi, {é nella più viva commozione: ricorì^e al suopen- sier^o quanto gli apparve in sogno, cade in ginoc- chio, ed inondato di lagrime^ e non potendo for- mai^ parola^ alza le mani al cielo come in ren- dimento di grazie^ quindi sorge ed abbraccia Paolina).
Questo pianto favelli !... — Or pago io moro !
Pao, Tu non morrai.
Poi, Che dici !
28
Fao. L3 provocate ultrici
Folgori ancor sospende Chi può. Riedi all'antico, al vilipeso Culto de' numi, e la tua vita è salva. Poi. Ma l'anima è perduta !
Pao. 0 sposo mio...
Poi, Taci... Pao, No...
Poi, Vanne...
Pao. A' piedi tuoi son io...
Ah ! fuggi da morte orribil cotanto... All'alma ti giunga l'acerbo mio pianto... Lo sparge la piena d' immenso dolore... E pianto d'un core — squarciato per te... PoK Lasciando la terra il giusto non muore ; Nel cielo rinasce a vita migliore. ~ Ma cessa ... ma tergi l'amaro tuo pianto... Quel duolo soltanto — è morte per me. - Pao. T'arrendi... Poi. Noi deggio...
Pao. Pietà d'un affanno
Che m'apre l'avello...
(Poliuto cerca nascondere la sua commozione)
Non torcere il viso... Mi dona i tuoi giorni, e tutti saranno, In grembo all'amore, di gioia un sorriso.
Poi. E lampo fugace la gioia mortale;
Ma sede è 1' Empirò d'eterna esultanza.
Pao. Pensasti agli orrori del punto fatale ?
Poi. Iddio con la fede ci dà la costanza.
(Paolina e vivamente colpita dallo zelo di Poliicto)
Pao. Coraggio inaudito ! — Un fulgido lume Sul ciglio mi striscia e l'ombre dirada!... Spirarti que' sensi non puote che un Nume! Lo credo... lo adoro — . Al circo si vada.
Poi. Che parli ! Oseresti ?...
Pao, Sfidar la tua sorte.
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FoL Un orrido gelo mi piomba sul core !...
A sposo che t'ama puoi chieder la morte? Pao. Il giusto rinasce a vita migliore. Poi. La terra i suoi beni ancora t'appresta. Fao, E sede 1' Empirò d'eterna esultanza. Poh Non temi lo strazio dell'ora funesta? Pao. Iddio con la fede ci dà la costanza. Poi. Eia vero !... La grazia, nell' alma ti scende !...
{la pone in ginocchio^ ed alzando gli occhi al cielOj stende la destra sul cajyo di lei in atto
solenne)
La via di salute fu schiusa per te.
{la rialza^ e cadono uno fra le braccia deW altro)
Insieme si muoia... Un premio ne attende Là dove possanza di tempo non è !
a 2 [rajntl in estasi divina)
Il suon dell'arpe angeliche
Intorno a me già sento !
La luce io veggo splendere
Di cento soli e cento !...
Di me non ho che l'anima...
Già son del Nume a pie !... Eternamente vivere
M' è dato in ciel con te !
SCENA ULTIMA.
Si aprono le porte : vedesi l'anfiteatro rigurgi- tante d' immenso popolo — Severo, Callistene altri Sacerdoti, ed alcune guardie entrano nella prigione.
Poj). Alle fiere chi oltraggia gli Dei !... Sia punito l'orrendo misfatto...
^e^;. Era la vita e la morte ancor sei. {ci Poliuto) Scegli.
Poh Morte.
Sev. Alle belve sia dato. {alle guardie)
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Pao. Io lo seguo; raeritata ho le pena... Del suo Nume la fede abbracciai. Sev.^ Cal.^ Sac.
Tu ! {con iimnensa sojyresa) Pao, Lo giuro.
Sac, All'arena all'arena. .
Cai, Ella mora, {inai frenando la sua gioia interna) Sev, No, crudi, giammai.
Cai, A difender gli altari venisti
0 le colpe ? Sev, Un istante concedi !...
Ah ! ti cangia... se ancora persisti [a Pao,)
Guai ! Pao, Non cangio.
Cai, Proconsole !
Sev, Oh ! cedi...
No d'amor non favello gli accenti,
Non domando che vivi per me... Tu sei figlia... Del padre sovvienti...
Ah ! se muori, egli muore con te ! Pao, A pregar vado in cielo per lui.
Cai, Più s' indugia ?
Sev. Tu dunque f
Pao, [accennando Callistene)
Abborrisco ed esecro, detesto
I suoi Numi. Cai, Empia donna !
Sac, Che orror ! •
Poi, 0 mia sposa !
Sev, Qual giorno funesto !
Sac. Ne gettata alle belve fu ancor ?
(le guardie circondano Paolina e Poliuto)
Sev, [nelV estrema disperazione) Giove crudel, famelico Di sangue e di vendetta, Ancor vi son colpevoli... Punirli a te s'aspetta...
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La donna rea, sacrilega, Adoro più di te... Se giusto sei, la folgore Vibra dal ciel su me. Pao., Poi, Il suon dell'arpe angeliche Intorno a me già sento !... La luce io veggo splendere Di cento soli e cento !... Di me non ho che Fanima !... Già son del Nume a pie !... Eternamente vivere
M' è dato in ciel con te ! Cai, Tu vero nume ed unico,
Vendetta sei per me !) p, [con grida ferocissime)
A morte, a morte, o perfidi... Il vostro Dio dov'è ? [Cristiani che odonsi dalle prigioni contigue) Signore, a te sia gloria ! Lieti moriam per te ! Cai. (p7^otendendo la mano in atto di maledizione verso Poliuto e Paolina^ mentile son condotti al supplizio)
Su voi, perversi, cada L'infamia! Sev. Ed io vivrò ?
Pao. PoL A trionfar si vada ! Cai (Oh gioia!...)
Sev, Morte !
[snuda il brando per trucidarsi) Guardie Ah !... no...
[disarmandolo. Intanto si abbassa la tela)
FINE